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Psicologia del lavoro / prof Argentero/ corso sc. E tec. Psicologiche 2°
anno./ testo: ”PSICOLOGIA DEL LAVORO” Raff aello Cortina Editore.
APPUNTI
La psicologia del lavoro studia i comportamenti dell’uomo in contesti lavorativi
organizzati.
STORIA:
questo campo è nato circa 100 anni fa, c’è stata poi un evoluzione,
Nota come PSICOTECNICA (MUNSTERBERG) nel lavoro l’uomo si doveva adattare
all’ambiente.
Poi nasce: PSICOLOGIA APPLICATA
PSICOLOGIA INDUSTRIALE (sviluppo industriale)
ERGONOMIA (adattamento dell’ambiente all’uomo)
PSICOLOGIA DEL LAVORO (variabili psicologiche a livello del singolo, il
contesto deve favorire il comportamento)
PSICOLOGIA DEL LAVORO E DELLE ORGANIZZAZIONI
La psicotecnica non è superata ma molto arricchita con molti nuovi p.di vista
DIFFERENZE TRA PSICOLOGIA DEL LAVORO E PSICOLOGIA DELLE ORGANIZZAZIONI
P. del lavoro privilegia una prospettiva di studio che tiene conto dell’individuo singolo
(prospettiva a) e una che tiene conto del gruppo (prospettiva b)
Gruppo:
l’individuo fa parte di un gruppo di lavoro
ci sono regole e leadership
l’appartenenza al gruppo può influenzare il singolo
i gruppi che si formano spontaneamente sono detti INFORMALI
Azienda che nel suo complesso ha elementi distintivi che influenzano il soggetto
(prospettiva c)
Psicologia del lavoro: privilegia il livello individuale o al massimo del gruppo
Psicologia delle organizzazioni: studia l’aspetto collettivo del singolo
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Prospettiva individuale (a) ABILITA’ E
COMPETENZE
Bilancio di competenze per farci
capire se siamo competenti nel
campo
PERSONALITA’ MOTIVAZIONI
FATTORI DEMOGRAFICI Predisposizioni comportamentali VALORI
Genere come i singoli tratti personali
Età SENSE MAKING
Livello scolastico
Attese verso il lavoro Come vogliamo dare senso alla
nostra esistenza
INTELLIGENZA
ATTITUDINI
L’attitudine permette di avere più risultati su una
cosa rispetto ad un’altra, sono + interessanti le
attitudini nel lavoro perché aiutano a capire perchè
una persona preferisce fare un lavoro piuttosto che
un altro.
Non è tanto il QI che spiega ma le attitudini
cognitive.
L’attitudine permette di avere più risultati su una
Bilancio di competenze: attività che aiuta le persone a capire quali sono i p. forti e
quelli deboli, cosa sviluppare per il mercato del lavoro, dove operare.
Queste variabili sono personali e diverse in ogni individuo
P. del lavoro non è solo studio ma anche intervento che può migliorare aspetti
dell’azienda (formazione, orientamento, selezione)
Poi si studia come progettare il lavoro per renderlo più adatto alla personalità
(organizzazioni)
La vera competitività dell’azienda oggi la fanno le persone, oggi grossi capitali non
sono importanti perché ci sono le tecnologie informatiche che tutti si possono
permettere, la vera differenza è fatta dalla persona che da un contributo creativo, si
rende partecipe e contribuisce.
Se in un’azienda ci sono demotivati con profili personali non adatti allora l’azienda non
ha la competività 3
Sistema di gruppo (prospettiva b)
LEADERSHIP
DECISION COMUNICAZIONE
DINAMICHE DI
MAKING GRUPPO
ATTEGGIAMENTI
Questo è il comportamento organizzativo, il comportamento della persona nel gruppo
fa capire il suo ruolo.
Nel gruppo:
norme di funzionamento del gruppo: sono un fattore molto importante nel
gruppo, il comportamento rivela le norme condivise
accoglienza del nuovo membro: altro aspetto molto interessante
prese di decisione: partecipate e accentrate
SISTEMA DELL’ORGANIZZAZIONE (C)
DIMENSIONI
STRUTTURA
TECNOLOGIA
CAMBIAMENTO
CULTURA PROCESSI
Organizzazione che può
essere vista come una
cultura, poiché tutte le
credenze devono essere
condivise dai membri
Culturalmente CLIMA
omogenee, cioè
innovative e tradizionali,
oppure piatte e p. di vista climatologico:
gerarchiche • Sentirsi a proprio agio
• Comunicazioni aperte
• Conflittualità
• Antagonismo tra le persone
• Il clima si forma attraverso le relazioni ed è
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Molte volte i fattori A,B,C, interagiscono tra di loro, e noi ne vediamo il risultato.
Il processo dipende dai fattori, bisogna capire quali fattori sono più importanti.
dipendente di azienda
consulente di azienda
LO PSICOLOGO DEL LAVORO Società di consulenza
Viene chiamato per riferire consulenza sul lavoratore nell’arco di vita dell’azienda
Lo psicologo del lavoro si occupa di: a) analisi e definizione dei fabbisogni
1) RECLUTAMENTO DEL PERSONALE b) reperimento di personale
qualificato c)preselezione dei candidati
a) Mettere a fuoco i fabbisogni dell’azienda e definire quali sono i requisiti richiesti
• Analisi dei ruoli organizzativi
• Individuazione capacità personali per lo svolgimento del lavoro ottimale
• Quindi individuazione del profilo ideale della persona richiesta (età, genere,
scolarità, esperienza, motivazione, attitudini, personalità)
Come si fa a capire quali sono i requisiti?
• Strumenti di osservazione diretta
• Intervistare chi sta svolgendo il lavoro
• Colloquio con i responsabili dell’area di lavoro
b)cercare una potenziale candidatura
• Contatti con università, istituti superiori, scuole
• Rapporti con associazioni studentesche
• Domande spontanee
• Inserzioni su quotidiani
• Internet
c)pre-selezione dei candidati
• Analisi dei curricula
• Classificazione della candidatura 5
Questa non è un’attività specifica per psicologi, ma fanno anche questo
Lo psicologo del lavoro si occupa anche e soprattutto di
A) esami psicoattitudinali
2) SELEZIONE E ORIENTAMENTO b)realizzazione di sistemi di
selezione c)progettazione e gestione dei concorsi
d)orientamento scolastico al lavoro
a) • assunzione di personale qualificato
• verifica idoneità al fine di prevenire infortuni
• riqualificazione del personale dipendente
b) • metodologie e strumenti (interviste, colloqui, test)
• addestramento addetti
c) • somministrazione delle prove
• elaborazione dei risultati
• compilazione della graduatoria
d) • incontri di gruppo sul mercato del lavoro, evoluzione
• professionalità, previsione, fabbisogni
• incontri individuali di autodiagnosi guidata
N.B.
SCALE LIE: valutano il livello di bugie bianche, si sa cosa risponderebbe una persona
onesta a)Realizzazione di sistemi di valutazione
3) VALUTAZIONE DEL PERSONALE b) Valutazione della prestazione e
potenziale individuale
a) • Studio decimologico e messa a p. di metodi razionali di valutazione delle
prestazioni e del potenziale
• Sensibilizzazione e preparazione psicologica e metodologica dei valutatori
• Elaborazioni qualitative e quantitative dei risultati
B) 6
• Valutazione
• Per promozione
• Per riorganizzazione e riconversione
• Idoneità a nuovi ruoli
N.B. ERRORI DI VALUTAZIONE:
EFFETTO ALONE: dal particolare al generale nella valutazione
ERRORE DI RISTRETTEZZA O INDULGENZA O TENDENZA CENTRALE: quindi non si trova
una distribuzione diversa dalle qualità
Alcuni sono facili da individuare altri molto difficili come l’errore di PROIEZIONE
(SOMIGLIANZA, DIVERSITA’) di se stessi sull’altro. (il valutatore ad esempio)
Per valutare bisogna avere anche dei criteri di valutazione, si devono avere i
riferimenti della popolazione
VALUTAZIONE DEL POTENZIALE: chi può ricoprire posizioni di livello maggiore ad
esempio. Mentre la valutazion