Lo sviluppo cognitivo
Lo sviluppo cognitivo riguarda lo sviluppo dell'intelligenza, che Piaget definisce come la più alta forma di adattamento all'ambiente. Secondo la teoria dell'epistemologia genetica di Piaget, lo sviluppo dell'intelligenza avviene attraverso una sequenza di fasi, dette stadi dello sviluppo, che sono universali e che consentono al bambino di acquisire nuove abilità. Lo sviluppo cognitivo richiede un equilibrio dinamico tra i processi di assimilazione e quelli di accomodamento. L'assimilazione prevede il tentativo di adattare i nuovi dati ed elementi derivanti dall'esperienza agli schemi già posseduti e consolidati del bambino. L'accomodamento, invece, prevede la capacità di modificare i propri schemi quando le nuove esperienze sono troppo diverse rispetto a quelle consolidate e non si adattano ai propri schemi o quando il giudizio degli altri ne mostra l'inadeguatezza.
Esempio: un bambino che è abituato a tirare determinati giochi, nel momento in cui prende una calamita, tenderà a tirarla (assimilazione); ma nel momento in cui si rende conto che può usarla per attaccarla agli oggetti, prevederà anche questo utilizzo (accomodamento). La situazione ideale alla quale tende l'intelligenza non prevede né assimilazione totale, né accomodamento totale, ma una situazione di equilibrio nella quale nessuno dei due prevale perché riusciamo contemporaneamente a ricondurre il nuovo ai nostri schemi e ad arricchire i nostri schemi con la novità.
Gli stadi dello sviluppo secondo Piaget
Gli stadi dello sviluppo delineati da Piaget sono:
- Periodo senso-motorio
- Periodo pre-operatorio
- Periodo delle operazioni concrete
- Periodo delle operazioni formali
Periodo senso-motorio
Nel periodo senso-motorio, che va da 0 a 2 anni, il bambino impara a conoscere la realtà che lo circonda attraverso i sensi e il movimento e quindi vi è un primato delle azioni concrete che prevedono il toccare e l'utilizzare oggetti o la messa in atto di determinati comportamenti per ottenere degli effetti. Inizialmente le azioni del bambino sono automatiche e legate ai riflessi; successivamente comincia ad acquisire comportamenti nuovi, che attua anche per caso e che si rivelano utili a produrre cose che per lui sono interessanti (muovere un oggetto scalciando) e comprende il nesso mezzi-fini (spostare un oggetto per afferrarne un altro).
Nei primi mesi di vita il bambino si trova in una fase di egocentrismo assoluto, che si manifesta nell'incapacità di differenziare se stesso dall'esterno ed il proprio punto di vista da quello degli altri. Al termine del periodo senso-motorio (intorno ai 18 mesi), compare la funzione simbolica, ossia la capacità di utilizzare dei simboli, che consentono di rappresentare cose non immediatamente presenti. La funzione simbolica si esprime attraverso il linguaggio, il gioco simbolico, nel quale vengono usati degli oggetti che ne rappresentano altri (una scatola diventa un televisore) e l'imitazione differita nella quale il bambino mette in atto dei comportamenti che ha osservato precedentemente.
Periodo pre-operatorio
Nel periodo pre-operatorio, che va dai 2 ai 7 anni, il bambino sviluppa ed utilizza ulteriormente la sua capacità di utilizzare simboli ed il gioco è la sua attività principale e gli consente di esercitare le proprie abilità. Anche in questa fase prevale un pensiero prevalentemente egocentrico che si manifesta, ad esempio, nel modo di concepire i rapporti spaziali e temporali.
In un classico esperimento (sarebbe più corretto dire quasi-esperimento perché l'assegnazione dei bambini ai vari gruppi ovviamente non è casuale perché i gruppi sono costituiti sulla base dell'età) condotto da Piaget nel 1947 a bambini di età diverse veniva mostrato un plastico che rappresentava montagne, fiumi, alberi; poi venivano posti difronte ad esso e veniva chiesto di indicare la fotografia corrispondente alla prospettiva di un osservatore che si trovava sul lato opposto rispetto al loro. I bambini sotto i 7 anni (quindi nel periodo pre-operatorio), rispetto a quelli più grandi, sceglievano la foto corrispondente al loro punto di vista attuale, probabilmente perché non erano in grado di differenziare la propria prospettiva da prospettive diverse.
In questa fase, inoltre, il pensiero del bambino è governato da alcuni principi, come ad esempio l'animismo (attribuire ad oggetti inanimati caratteristiche umane come la volontà), il realismo (ritenere reali i propri pensieri), il finalismo (l'idea che tutto sia stato creato per uno scopo preciso), l'artificialismo (l'idea che tutto sia stato creato da qualcuno, ad esempio le montagne sono state create dall'uomo).
Periodo delle operazioni concrete
Nel periodo delle operazioni concrete, che va dai 7 agli 11 anni, il bambino comincia a decentrarsi dalla propria prospettiva ed acquisisce il concetto di reversibilità, che gli permette, nella rappresentazione di un evento (ad esempio lo spostamento di un oggetto), di non immaginare solo il punto di arrivo, ma anche quello di partenza. Inoltre, il bambino scopre anche le cosiddette invarianze quantitative, principi secondo i quali la quantità di una sostanza non muta se questa assume una forma diversa. Piaget dedicò molti studi a questo fenomeno, utilizzando il metodo clinico-critico, che prevede un'integrazione tra più metodologie tra le quali l'osservazione, il colloquio clinico, i quasi-esperimenti e, in alcuni casi, la manipolazione di materiali.
In uno di questi studi mostrò a dei bambini due palline di plastilina esattamente identiche chiedendo loro di indicare in quale delle due vi era più plastilina. Anche i bambini più piccoli (4-5 anni) risposero correttamente affermando che la quantità era la stessa. Nel momento in cui una delle palline veniva schiacciata, però, i bambini più piccoli affermavano che ora vi era più plastilina nella pallina schiacciata mentre i più grandi, cioè coloro che si trovavano nello stadio delle operazioni concrete, continuavano ad affermare che la quantità era identica. Il bambino, quindi, comincia ad usare operazioni logiche molto più complesse rispetto a prima, ma tali operazioni sono legate a casi ed episodi specifici nei quali è possibile far riferimento ad elementi concreti. Ad esempio il bambino sa usare operazioni matematiche solo se può manipolare oggetti e materiali.
Periodo delle operazioni formali
Infine, nel periodo delle operazioni formali, che si sviluppa nella pre-adolescenza e nell'adolescenza, le capacità del ragazzo diventano complesse ed assumono le caratteristiche tipiche del pensiero adulto che si caratterizza per la capacità di ragionare anche in astratto, senza bisogno di riferimenti concreti. Compare il pensiero ipotetico-deduttivo che si caratterizza per la capacità di fare delle ipotesi che verranno sottoposte a verifica ed eventualmente di individuare dei principi generali applicabili a casi diversi.
Famoso a tale proposito è l'esperimento del pendolo (1955) nel quale si richiede ai ragazzi di scoprire i fattori che influenzano la frequenza delle oscillazioni: solo i ragazzi più grandi sono capaci di fare ipotesi che sottopongono a verifica, ad esempio modificando una variabile (lunghezza della corda) e mantenendo le altre inalterate per isolare il contributo di ogni singolo elemento.
Critiche alla teoria di Piaget
La teoria di Piaget ha avuto una notevole diffusione, soprattutto nel contesto scolastico. In questo ambito, infatti, i risultati delle ricerche di Piaget sono stati utilizzati per la definizione dei programmi di insegnamento delle varie materie, che devono tenere in considerazione il livello di sviluppo dei ragazzi per non proporre loro contenuti che risulterebbero inadeguati alle loro caratteristiche.
La teoria di Piaget, tuttavia, è stata anche criticata in relazione a vari aspetti. La concezione stadiale dello sviluppo, infatti, può sembrare eccessivamente semplicistica e soprattutto rigida in quanto, di fatto, nella realtà risulta molto difficile differenziare nettamente uno stadio dall'altro. Inoltre, Piaget analizza lo sviluppo cognitivo facendo riferimento a degli stadi innati, quindi descrivendo lo sviluppo dal punto di vista della maturazione biologica, senza tenere in considerazione i fattori sociali ed ambientali che possono influenzare lo sviluppo stesso. Non è considerato, ad esempio, il ruolo degli adulti, come genitori ed insegnanti, che con il loro comportamento e la loro tendenza a stimolare il bambino potrebbero rendere più semplice o più rapide l'acquisizione di determinate abilità, come evidenziato invece da Vygotskij.
Vygotskij
Secondo l'autore, lo sviluppo cognitivo riguarda due grandi categorie di processi:
- I processi cognitivi elementari, come ad esempio la percezione e la memoria che si sviluppano secondo una maturazione organica.
- Le funzioni psichiche superiori, come l'attenzione focalizzata, il linguaggio e la formazione dei concetti che hanno uno sviluppo fortemente influenzato dall'ambiente sociale, inteso sia dal punto di vista delle interazioni con altre persone, sia in termini di interazione con la cultura di appartenenza e con gli strumenti che questa mette a disposizione (sia materiali che psicologici, come il linguaggio).
Nella concezione dello sviluppo di Vygotskij, quindi, un'importanza notevole è rivestita dalle interazioni sociali che il bambino sviluppa con le altre persone: è grazie a tali interazioni, infatti, che si formano...
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