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Psicologia dell'educazione

Introduzione al corso

Abbiamo 3 grosse aree: la psicologia dello sviluppo (4 approcci teorici); i diversi sviluppi (neonatale, motorio, cognitivo, comunicativo, emotivo, affettivo, sociale ed il temperamento) ed infine il bambino in ospedale: approccio al bambino ed alla famiglia oltre ai disturbi dello sviluppo (parleremo al bambino sottoposto ad intervento chirurgico, il bambino oncologico, ustionato, disturbi del linguaggio, abilità intellettive e bambini affetti da autismo).

Cosa è la psicologia dello sviluppo: gli approcci teorici

È una branca della psicologia che studia i cambiamenti che si verificano nel comportamento e nelle capacità con l’avanzare dell’età. Dobbiamo basarci su diversi approcci:

  • L’approccio comportamentistico. Secondo questo studio l’individuo è visto come un essere docile e plasmabile con una dose illimitata di apprendimento, la base del cambiamento dell’apprendimento è dovuto da cause ambientali con un’imposizione. All’interno di questo approccio si sono sviluppati 2 pensieri: Skinner e Bandura. (il bambino è visto come un essere puro ma estremamente influenzabile). Secondo Skinner ci si basa sul rinforzo ambientale, ovvero l’esistenza di una conseguenza ambientale che porta ad un incremento o l’estinzione di un comportamento. Gli atteggiamenti, specialmente quelli nuovi, si ripetono se sono seguiti da conseguenze positive (es. la Skinner box con i topi; leva = cibo). Per il rinforzo negativo intendiamo il togliere un elemento negativo di una situazione per l’incremento di un comportamento positivo (es. una mamma toglie una cosa che può essere pesante per il ragazzo per fargli fare i compiti); la punizione è un rinforzo negativo per il cambiamento del comportamento del bambino. In questa osservazione però si pensa l’individuo come un “contenitore” vuoto, da riempire. Bandura si rende conto che l’individuo non deve essere visto solo come una scatola, ma è un insieme di spirito e mente, quindi è da pensare che esiste una mediazione tra ambiente e comportamento: una persona è capace di interpretare, ricordare e capire ciò che lo circonda, quindi deve essere tenuto in considerazione tutto il suo insieme. L’apprendimento non è automatico e non dipende tutto dal rinforzo perché un individuo che non ha le capacità di comprendere, ricordare o neuromotorie non imparerà. Esiste quindi un apprendimento per osservazione: io posso apprendere una determinata azione anche solo tramite lo sguardo, senza bisogno di un rinforzo (es. bambino che osserva il genitore e lo imita). Non esistono solo rinforzi estrinseci (dovuti dall’ambiente) ma esistono anche quelli intrinseci (proviene dall’interno dell’individuo; es. ho studiato ed ho preso 30 e lode all’esame).
  • L’approccio organismico è studiato da Piaget e Vygotskij, affermano che l’organismo partecipa attivamente al proprio sviluppo ed al cambiamento; ciò avviene perché il bambino costruisce gradualmente la comprensione di sé e degli altri tramite uno scambio continuo con l’ambiente.
  • L’approccio psicoanalitico è studiato da Freud dove afferma che il cambiamento nasce grazie ai conflitti interni dell’individuo che nel frattempo cerca di ricostruire la storia personale degli individui ed i nessi significativi che può avere con lui stesso. Non possiamo prescindere il senso che l’individuo dà ad una determinata esperienza, il modo in cui cambia una persona dipende da come essa l’ha vissuta (positiva o negativa).
  • L’approccio dell’ecologia dello sviluppo è stato formulato da Bronfenbenner il quale afferma che per capire il comportamento di una persona dobbiamo tener di conto del contesto in cui si trova. La famiglia, il gruppo dei pari e la scuola sono microsistemi (primi sistemi con il quale il bambino entra in contatto e viene influenzato, non sempre gli insegnamenti impartiti vanno di pari passo) che relazionandosi tra loro formano un mesosistema. Il bambino è influenzato anche dall’esosistema, ovvero le condizioni di vita e/o di lavoro (una famiglia in stato di difficoltà economica che non può permettere al figlio di fare ciò che desidera oppure un genitore che non è a casa possono influenzare il modo di vivere e di pensare del bambino). L’ultimo grande insieme riguarda la politica sociale e dei servizi che vengono dati a disposizione al bambino e si chiama macrosistema (un bambino che vive in campagna e non possiede dei trasporti nell’immediato si atterrebbe in maniera diversa rispetto ad un bambino che vive in un quartiere di città ed ha tutto sotto mano).

Sviluppo neonatale

È lo sviluppo che possiamo osservare dalla nascita fino al primo mese di vita. Quando volgiamo lo sguardo ad un neonato possiamo osservare l’aspetto della postura per capire come sta e tendenzialmente è molto simile a quella che aveva durante il periodo gestazionale: capo ruotato ed arti flessi (posizione fetale). Fin da subito (prima settimana di vita) possiamo notare dei riflessi che hanno però cambiato significato secondo gli studi del tempo: prima si pensava che il bambino facesse questi movimenti in maniera involontaria, essendo un organismo inerte; adesso i riflessi sono visti invece come il primo modo con cui il bambino cerca di mettersi in contatto con il contesto ambientale con cui si trova. Hanno una funzione fortemente adattiva e sono:

  • Riflesso di suzione: quando la bocca entra in contatto con qualcosa che può essere succhiato il bambino succhia, sia per un discorso di sopravvivenza per garantire la nutrizione ma anche perché così abbiamo un primo contatto tra il bambino e con chi si prende cura di lui.
  • Riflesso della marcia automatica: se tenuto in posizione eretta ed in modo che i piedi tocchino la superficie, compie movimenti simili a quelli della deambulazione che ha una fortissima valenza di sviluppo.
  • Riflesso della rotazione del capo: se un bambino viene toccato all’angolo della bocca, il bambino volge il capo ed apre la bocca.
  • Riflesso di presa: se si tocca il palmo della mano, il neonato ha il riflesso di stringere le dita attorno all’oggetto. Questo permetterà di sviluppare la capacità di manipolazione con la memoria muscolare.
  • Riflesso di moro: se un bambino sente un rumore molto forte o subisce un cambio di posizione improvviso, reagisce inarcando la schiena, estendendo le braccia e le gambe per poi chiuderle verso il centro del corpo come in un abbraccio. Questo è un residuo di abilità utili ai nostri antenati, come il fatto di aggrapparsi alla madre che sta facendo un cambiamento di posizione improvviso.

Sviluppo motorio

Quando parliamo di sviluppo motorio parliamo di competenze e capacità che avvengono nei primi due anni di vita circa; (affermiamo circa perché il bambino conquista le sue abilità con i suoi tempi, quindi di una variabilità inter-individuale ma esiste anche la intra-individuale ovvero che il bambino può acquisire prima un’abilità rispetto ad un’altra; è individuata come una variabilità all’interno di uno stesso soggetto). Troviamo la capacità di conquistare la posizione eretta, capacità di raggiungere una maggiore mobilità e di maneggiare oggetti.

  • Per la posizione eretta, o sviluppo posturale, si basa su diverse tappe: sostegno della testa (da 1 a 3 mesi di vita), mantenimento della posizione seduta senza appoggi (da 4 a 9 mesi), conquista della posizione eretta con un sostegno (9 mesi circa) ed infine intorno ad un anno di età i bambini iniziano a stare in piedi senza ausilio.
  • Dobbiamo ricordare che il bambino è alla ricerca di una maggiore mobilità che anche questo però necessita di diversi step: il primo movimento è lo strisciare in avanti (da 1 a 3 mesi), non tutti i bambini però camminano carponi, non tutti i bimbi passano a questo step prima di alzarsi in piedi (da 4 a 9 mesi; non esiste solo un tipo di gattonamento), i bambini iniziano a camminare con il sostegno attorno ai 12 mesi mentre la deambulazione autonoma avviene attorno ai 13 e 14 mesi. Camminare è importantissimo perché è una grandissima spinta d’autonomia e mi permette di esplorare il mondo che mi circonda oltre che permettermi un ambiente relazionale. Il bambino inizia a capire come essere orientato nello spazio e nel tempo e contribuisce alla rappresentazione di sé.
  • L’ultima linea di sviluppo delle attività motorie è la manipolazione: dipende da una maturazione neuromuscolare e da quanto esercizio faccio nell’utilizzo di quei muscoli. Il riflesso di presa si sviluppa immediatamente mentre dai 3 mesi in poi troviamo un cambiamento: i bambini afferrano orientando la prensione sotto controllo visivo fino ad arrivare ai 6 o 8 mesi con la capacità di lasciar andare l’oggetto (il bambino capisce come attirare l’attenzione e che le azioni portano ad un effetto).

Sviluppo cognitivo

Ci facciamo due domande: quali cambiamenti vediamo dal punto di vista cognitivo man mano che il bambino cresce? Quali sono i fattori responsabili di questi cambiamenti? Rispondere a queste domande ci hanno provato diversi studiosi, i quali hanno sviluppato diverse teorie:

  • Teoria dello sviluppo cognitivo di Piaget: l’individuo è attivo costruttore delle conoscenze in un continuo interscambio con l’ambiente. Lo sviluppo avviene con la trasformazione di strutture che non sono innate ma costruite, le quali si modificano a seconda dei bisogni ai quali devono far fronte. Questi cambiamenti possono avvenire per assimilazione (si incorporano i dati dell’esperienza ai propri schemi già esistenti; es. zebra = cavallo con le strisce, perché aveva già lo schema mentale del cavallo) o per accomodamento (schemi attuali vengono modificati per adattarli ai nuovi dati; es. strisce pedonali = zebra). Il processo di accomodamento tende alla novità, quello di assimilazione alla conservazione ed il loro equilibrio permette l’adattamento del bambino. Possiamo dire che lo sviluppo cognitivo può essere continuo o discontinuo: il primo è perché l’accomodamento e l’assimilazione sono funzioni invarianti (non cambiano nel corso dello sviluppo) ma anche discontinuo perché con il crescere dell’età si verificano modificazioni strutturali così rilevanti che contrassegnano degli stadi di sviluppo distinti tra loro:
Stadio Età Descrizione
Sensomotorio Nascita – 2 anni Il bambino comprende il mondo in base a ciò che può fare con gli oggetti e con le informazioni sensoriali. Il bambino si rappresenta mentalmente
Preoperatorio 2 - 6 anni Gli oggetti e comincia a comprendere la loro classificazione in gruppi. (egocentrismo: esiste solo il punto di vista del soggetto).
Operatorio Concreto 6 – 12 anni Capacità logica che progredisce grazie allo sviluppo di nuove operazioni mentali (addizione, sottrazione, inclusione). Il bambino capisce che esistono i punti di vista degli altri ed è in grado di compiere manipolazioni mentali e fisiche.
Operatorio Formale 12 anni in poi Adolescente in grado di elaborare idee ed eventi. Può immaginare cose che non ha mai visto. Organizza informazioni in modo sistematico e completo e pensa in termini ipotetico – deduttivi.

Questa teoria è stata molto criticata perché i “compiti” che proponeva erano troppo lontani dalla quotidianità del bambino e veniva visto come un individuo isolato che era inserito in un contesto sociale che non lo influenzava.

  • Teoria di Vigotskij: secondo questo pedagogista lo sviluppo dipende dal contesto storico e socioculturale in cui il bambino vive e da come viene messo in grado di padroneggiare gli strumenti della propria cultura come il linguaggio, le tecniche o gli artefatti. Le funzioni cognitive superiori, tipiche dell’uomo (pensiero, capacità di concettualizzazione), compaiono prima con l’interazione con gli altri e poi vengono interiorizzate e compaiono a livello intra – individuale. Quindi abbiamo in ordine di sviluppo:
    • Linguaggio di tipo sociale e comunicativo (vuole dire o far capire qualcosa a qualcuno).
    • Linguaggio egocentrico (parlare a se stessi; il bambino parla ad alta voce per orientarsi in ciò che fa).
    • Linguaggio interiore (chiamato anche pensiero verbale; ci accompagna per tutta la vita e sono i nostri pensieri).

Il pedagogista sviluppa anche la teoria dello sviluppo prossimale ovvero differenza tra ciò che il bambino sa fare da solo e ciò che sa fare insieme ad un altro (sviluppo effettivo VS sviluppo potenziale).

  • Teoria di Bruner: riprende il punto di vista di Vygotskij sostenendolo, ma unisce il concetto di Scaffolding e lo utilizza per definire il ruolo dell’adulto nel fornire un’impalcatura per compensare il dislivello tra le abilità richieste dall’attività svolta con il bambino e le sue limitate capacità. Introduce anche la differenza tra pensiero scientifico e pensiero narrativo: il primo ci fa capire i legami causa - effetto, il secondo è quello che ci permette di dare senso alle esperienze che viviamo e trasmetterne i significati.

Sviluppo comunicativo

Molti teorici si sono cimentati nel voler spiegare come avviene lo sviluppo comunicativo. Al primo posto troviamo Chomsky, dichiarato innatista, e pensa che ognuno di noi nasce con il LAD (Language Acquisition Device), ovvero lo sviluppo del linguaggio indipendente dalle capacità cognitive dell’individuo e dall’interazione sociale (ognuno di noi nasce con una pre-impostazione per il linguaggio).

Piaget invece afferma che il linguaggio deriva e dipende dallo sviluppo cognitivo tramite la capacità simbolica infatti il bambino impara facendo (finché il bambino non acquisisce la capacità simbolica, ovvero poter individuare un oggetto in un altro, non potrà imparare a parlare).

Bruner invece afferma che esiste un sistema di supporto all’acquisizione del linguaggio, ovvero il LASS (Language Acquisition Support System) e sottolinea il ruolo dell’interazione con l’adulto nel consentire al bambino l’ingresso nel mondo del linguaggio. Così il bambino impara il linguaggio nel contesto familiare e capisce l’attenzione condivisa: ovvero sequenze sociali più significative per imparare a esprimere intenzioni e a comprendere quelle altrui (es. gioco a palla, TIRA ovvero lancia la palla e PRENDI il bambino capisce che deve prendere la palla).

Fondamentale ruolo sociale!!

Fasi dello sviluppo del linguaggio: Durante le prime settimane di vita abbiamo dei suoni di natura neurovegetativa (legati al pianto) per regolare l’interazione con il genitore che lo accudisce. Tra i 2 – 6 mesi abbiamo...

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Scienze mediche MED/39 Neuropsichiatria infantile

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LuRi02 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diversi sviluppi del neonato e trattazione del bambino in ospedale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Toma Chiara.
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