SANNA APPUNTI
7 OTTOBRE
Principi di diritto d’autore
Per proprietà intellettuale intendiamo una serie di norme che tutelano alcuni
valori, beni immateriali. Brevetti: documenti rilasciati a chi inventa e trova una
soluzione ad un problema tecnico. Il diritto d’autore protegge forme
espressive che siano originali dettate dalla creatività umana. I marchi invece
tutelano soltanto il fatto che un segno distintivo che sia verbale o figurativo,
distinga sul mercato una particolare impresa.
Il diritto d’autore protegge l’espressione di un’idea che deve risultare
dalla scelta e organizzazione del soggetto e dalle modalità scelte per
la rappresentazione. Se noi parliamo di un libro, il diritto d’autore tutela le
parole e la scelta della trama. L’opera non deve a sua volta essere copiata
da una cosa già esistente e non deve essere banale (anche se molto
semplice). L’idea è quella di premiare la creatività: nel momento in cui viene
creata un’opera, essa può essere riprodotta in tanti esemplari qualora non ci
fosse una tutela.
Il diritto d’autore si è evoluto su due fili conduttori:
incremento continuo delle opere protette;
il fatto che il diritto d’autore è diventato una tutela sovranazionale,
non perché c’è solo una legge unica dato che ogni stato lo riconosce a
modo suo ed a certe condizioni. In tutti i Paesi però più o meno ci sono le
stesse regole.
Le prime forme di tutela le abbiamo con la nascente industria della stampa:
Privilegi concessi da Venezia (1469);
Patenti di Maria I di Inghilterra (1557).
Le prime leggi che hanno stabilito il principio della tutela dei diritti degli
autori sulle loro creazioni sono state:
Statuto della Regina Anna 1771 (copyright);
Legge Le Chapelier 1791 (diritto d’autore).
Questi sono stati i primi esempi di diritti d’autore per quanto riguarda i libri.
Copyright: solo chi ha scritto il libro può riprodurne copie, col fine di difendere
l’autore.
Il periodo della restaurazione ha visto il varo di leggi nazionali a tutela del
diritto d’autore. In Italia:
Regie Patenti del Regno di Sardegna (1826);
Influenza francese.
Che senso ha una protezione limitata ad un singolo stato? Alla fine dell’800 ci
sono le prime idee di sovranazionalizzazione: tutela reciproca e regole
minime di tutela. La prima prevede che gli stati che aderiscono, devono
garantire le stesse tutele anche ad autori esteri il cui paese ha aderito
alla convenzione. Le regole minime fanno convergere le tutele degli stati
membri in modo che la tutela fosse più o meno uniforme. TRIPs hanno siglato
un accordo nel 1994 che hanno regolato il profilo della proprietà intellettuale.
Questa evoluzione comporta che questi TRIPs hanno obbligato le regole
minime in tema di diritto d’autore e a garantire una tutela minima. Il
diritto d’autore sorge nel momento della creazione dell’opera, a differenza
del brevetto che è da richiedere.
Oggetto della tutela del diritto d’autore (articolo 2.1 a): opere letterarie,
opere e composizioni musicali, opere della scultura, pittura e disegno, le opere
coreografiche, opere e disegni dell’architettura, opere cinematografiche, opere
fotografiche, programmi per elaboratori, banche dati, opere del disegno
industriale.
I diritti connessi offrono una tutela alle attività realizzate in relazione
all’opera da alcuni soggetti che svolgono attività che non sono creative, che
non richiede l’invenzione di una nuova opera, bensì lo sfruttamento di un’opera
già esistente. I più importanti sono diritti connessi sono:
il produttore di fotogrammi (art 72): tutela della fissazione della
riproduzione dell’opera dell’ingegno per 50 anni dalla prima fissazione;
produttore di opere cinematografiche e audiovisive (art 78): tutela
della fissazione di immagini in movimento per 50 anni della fissazione;
Emissione radiofonica e televisiva (art 79);
Artisti- interpreti-esecutori (art 80-85): tutela della esecuzione o
rappresentazione di opere dell’ingegno per 50 anni dalla esecuzione o
rappresentazione;
Fotografie non creative (art 87-91): tutela per 20 anni dalla
produzione della fotografia;
Corrispondenza epistolare e ritratto (art 93-98);
Banche dati: diritto sui generis (art 102bis-102quinquie): il diritto
d’autore riguarda la selezione e organizzazione del materiale della banca
dati. Il diritto sui generis tutela la banca dati frutto di investimenti
significativi se copiata parte sostanziale della stessa.
Il diritto d’autore:
tutela la forma, non l’idea: se un professore scrive un manuale di
fisica, la tutela d’autore non tutela l’idea che l’autore tratta, bensì la
modalità con cui l’ha esposta nel suo manuale. Un’idea può essere però
brevettabile;
tutela l’organizzazione dell’opera e la sua forma espressiva:
esempio romanzo, al quale viene tutelato il modo in cui l’autore l’ha
scritto, la trama, la successione degli eventi;
protegge solo l’opera che esprime la personalità dell’autore,
basta che non sia copiata e banale;
non necessita di merito artistico e non è necessario che soddisfi
un interesse culturale;
richiede la sola creazione dell’opera: non è necessario il deposito e
nemmeno la pubblicazione, solo la creazione è necessaria. Bisogna solo
dimostrare chi ha creato per prima l’opera qualora un’opera fosse stata
creata da due autori;
è una tutela amplia a livello internazionale;
è una tutela armonizzata a livello regionale.
è una tutela lunga: dura tutta la vita dell’autore e sino al termine del
settantesimo anno solare dopo la sua morte. In caso di opere in
comunione, la durata dei diritti di utilizzazione economica spettanti a
ciascuno dei coautori o dei collaboratori si determina sulla vita del
coautore che muore per ultimo;
tutela che consente di monetizzare l’attività intellettuale.
Il diritto d’autore sorge in capo ad una persona fisica. Tuttavia,
l’individuo può cedere in tutto o in parte questo diritto. Due modi di
trasferimento:
ai sensi di legge: da parte del dipendente o del soggetto che realizza
l’opera per un’impresa tramite un contratto di cessione successiva.
L’opera viene creata da un dipendente e poi ceduta eventualmente al
datore di lavoro (esempio: sviluppo un software a lavoro). Allo stesso
modo se c’è una committenza, se pago un freelance, anche in questo
caso i diritti sono trasferiti al datore di lavoro nei termini previsti dal
contratto;
in virtù di un contratto di cessione di diritti: trasferibili solo in parte
o in totalità oppure anche trasferiti a tempo, in questo caso parliamo di
licenza, ossia un diritto temporaneo di sfruttare i diritti d’autore.
I diritti su un’opera possono essere trasferiti per la totalità oppure per una
“parte” delle sue modalità di sfruttamento. Tale trasferimento può riguardare
la titolarità e le facoltà del diritto oppure soltanto la facoltà (licenza).
Differenza cessione e licenza: la prima viene venduto in via definitiva il
diritto, la seconda ricorda il comodato o l’affitto, sfrutto l’opera per un
determinato periodo di tempo, un determinato territorio o un determinato
sfruttamento. In caso di licenza quindi il titolare dei diritti rimane il medesimo.
È possibile cedere anche solo alcuni diritti, non per forza tutti insieme.
Diritti di utilizzazione economica: hanno contenuto economico e possono
essere oggi di contratti di cessione o di licenza. Diritti morali: inalienabili,
appartengono alla personalità dell’autore e non possono essere ceduti.
Diritti patrimoniali: riconosciuti all’autore in modo che solo egli può svolgere
queste attività. Tutti questi diritti sono indipendenti: possono essere negoziati
separatamente. Tra questi:
riproduzione in copie: diritto dell’autore che può decidere quante copie
devono essere presenti in un dato mercato in un dato momento;
rappresentazione: metto in scena l’opera e la rappresento;
comunicazione al pubblico: diritto di far fruire l’opera ad un pubblico
distante (tv, internet);
adattamento/modifica/traduzione: tutti gli interventi presenti
sull’opera, costruire sull’opera un’opera diversa ma che ha come
presupposto l’opera di base.
Principio di indipendenza: i singoli diritti di utilizzazione economica sono
indipendenti l’uno dall’altro e possono essere esercitati separatamente. Ad
esempio:
la cessione del diritto di riprodurre un’opera musicale su un supporto
meccanico NON implica la cessione/licenza del diritto di radiodiffusione o
di comunicazione al pubblico;
la cessione del diritto di trasmissione tramite TV digitale terrestre
gratuita NON accorda il diritto di trasmissione tramite payTV, TV via cavo
o satellitare.
I diritti morali attengono alla personalità dell’autore e non possono essere
negoziati. Nascono in capo all’autore e muoiono con lui. Tra questi:
paternità: essere riconosciuto come autore dell’opera;
rivelazione: diritto di rivelarsi se si è anonimi;
integrità: diritto di opporsi a modifiche dell’opera che vanno contro
l’onore e deturpano la persona dell’autore;
ritiro dell’opera dal commercio.
Eccezioni e limitazioni del diritto d’autore: si intende il caso in cui posso
utilizzare l’opera anche senza il consenso dell’autore. Un esempio riguarda i
casi di libere utilizzazioni di opere per tutelare l’interesse della comunità alla
circolazione delle opere. La più importante è la citazione a scopo di critica: è
possibile riprendere una parte di opera per fare discussioni su di essa. È
possibile riprendere anche articoli o video pubblicati dai giornali a meno che
non sia riservata la pubblicazione, procedure giudiziarie e discorsi. Ci sono
anche libere utilizzazioni a profilo personalistico che tutelano l’interesse
personale dell’utilizzatore (esempio fotocopia: massimo 15%). Le biblioteche
possono prestare o noleggiare, copia privata a uso personale e copia di backup
(per i software).
8 OTTOBRE
Diritti di utilizzazione economica
Riproduzione: il diritto di riprodurre in copie l’opera. Ogni riproduzione,
anche temporanea o parziale, viola il diritto d’autore; si estende sia al
mondo online che offline;
Distribuzione: ossia mettere a disposizione le copie dell’opera che ho
consentito in via permanente e in via temporanea, tramite noleggio e
prestito (questi due sono diritti esclusivi dell’autore);
Rappresentazione: presuppone l’esistenza di un’opera (esempio
musicale) che viene eseguita davanti ad un pubblico presente. Questo
diritto include esecuzione, rappresentazione e recitazione. Società
di gestione collettiva (come la SIAE): sono intermediare di questo
genere di diritti; siccome non è possibile contattare ogni singolo autore,
pagando una somma è possibile usare per esempio opere musicali in
discoteca. Una volta la SIAE aveva un monopolio legale, ora esistono altri
soggetti che possono fare da intermediari. C’è un’eccezione: nella
cerchia ordinaria della famiglia, della scuola o degli istituti di ricovero non
a scopo di lucro è possibile riprodurre musica;
Diritto di comunicazione al pubblico distante: questo è un altro
diritto fondamentale che riguarda più o meno tutte le opere, ossia
consente l’accesso all’opera a soggetti che la ricevono attraverso un
sistema di ricezione (Terrestre, Cavo, Satellite, Mobile Wireless, Internet).
Il momento può essere scelto dal soggetto titolare dei diritti o a scelta
libera del fruitore. In che modo posso usare il prodotto? Modo lineare:
esempio tv, paytv, sintonizzo un canale e vedo quello che trovo. Modo
non lineare: on demand, non mi sintonizzo su un canale e scelgo io
quello che voglio vedere;
Diritto di traduzione ed elaborazione: diritto di tradurre e modificare
l’opera. La modifica è quell’intervento sull’opera autorizzata dall’autore,
la traduzione può essere concessa in esclusiva dall’autore ed è costruita
su quella precedente.
Contenuti di terzi che possono rilevare nella comunicazione digitale
Segni grafici: quadri/disegni/sculture, layout, marchi, personaggi dei
fumetti. Tutte ste cose son protette dal diritto d’autore. Suggerimenti:
usare opere il cui autore è morto da più di 70 anni o prendere spunto da
cose già esistenti. Anche il layout ha un diritto di design e quindi non
bisogna essere troppo vicini al design registrato di terzi. Suggerimento:
prendere ispirazione ma variare. Anche le opere dell’architettura sono
tutelate dal diritto d’autore;
Marchi: il diritto esclusivo sul marchio consente di vietarne l’uso
parodistico a fini commerciali. Esistono anche le norme in materia di
concorrenza sleale. La parodia viene considerata un’opera distinta da
quella di base: si può fare, non c’è bisogno del consenso dell’autore. Nel
diritto dei marchi cambiano le cose: se la parodia è a fini commerciali,
non è ammessa. Posso farlo quindi solo a scopo di critica, non di lucro;
Testi: slogan, brani di opere. Uno slogan può essere tutelato da un diritto
di marchio o d’autore;
Personaggi dei fumetti: c’è un diritto esclusivo d’autore del
disegnatore (o titolare dei diritti) sul personaggio dei fumetti, anche se
decontestualizzato. Va bene riprendere una figura che ricorda il
personaggio, è importante cambiare la figura originale;
Opere dell’architettura: in alcuni paesi c’è un diritto d’autore di 70
anni post morte autore;
Oggetti: sugli oggetti possono esistere diritti esclusivi d’autore o di
design. Suggerimento: occultare i marchi che rendano gli oggetti
riconoscibili e non utilizzare oggetti del design noti di autori
contemporanei;
Monumenti: in alcuni paesi esistono normative nazionali che
subordinano lo sfruttamento di immagini del patrimonio artistico al
pagamento di un compenso alla pubblica amministrazione;
Segni noti: bandiere e stemmi nazionali. Anche gli stemmi
internazionali, soprattutto quello delle olimpiadi che può essere utilizzato
solo da CIO e paese organizzatore. Stessa cosa vale per stemmi di altre
competizioni (mondiale, europeo, ecc).
15 ottobre
La fotografia
Sono considerate fotografie le immagini di persone o di aspetti, elementi o
fatti della vita naturale e sociale, ottenuto col processo fotografico o con
processo analogo, comprese le riproduzioni di opere dell’arte figurativa e i
fotogrammi delle pellicole cinematografiche.
Quando vogliamo usare una foto, dobbiamo porci due problemi:
Diritto del fotografo: le foto sono tutelate dal diritto d’autore dal 1970.
Fotografia creativa è tutelata per 70 anni dopo la morte dell’autore;
questa è definita da una serie di sentenze. Fotografia non creativa:
tutela per 20 anni dopo la prima pubblicazione. Nella fotografia creativa,
si vede in maniera netta lo sforzo del fotografo. Il fotografo ha un diritto
esclusivo di riproduzione, diffusione e spaccio della fotografia. Le
foto non creative devono riportare il nome del fotografo, la data dell’anno
di produzione e il nome dell’autore dell’opera d’arte fotografata. Se
mancano queste informazioni, la riproduzione non è abusiva.
Suggerimenti: utilizzare foto risalenti e non particolarmente note e
modificarle, acquistare i diritti della foto sulle banche dati, usare foto non
artistiche difficili da individuare.
Diritto del soggetto rappresentato: il ritratto di una persona non può
essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di
questa. Le persone hanno diritto esclusivo sulla propria immagine. Se
voglio fare e usare la foto a una persona, bisogna avere il suo consenso.
Non occorre il consenso della persona ritratta quando la riproduzione
dell’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto,
per ragione di polizia o giustizia, da scopi culturali o quando una persona
partecipa ad eventi di interesse pubblico. Ci vuole un minimo di
continenza: non è possibile mostrare ritratti di una persona
pubblica se ledono al suo onore. Una persona nota può essere usata
per fini commerciali solo con il suo consenso. Suggerimenti: non
utilizzare immagini di talent senza autorizzazione scritta. In caso di
persona non nota, modificare o occultare i connotati, altrimenti
acquistare i diritti sulle foto sulle banche dati.
Opere scripted
L’esercizio dei diritti di utilizzazione economica dell’opera cinematografica
spetta a chi ha organizzato la produzione dell’opera stessa. Il produttore è
colui che detiene il potere organizzativo dell’impresa (non solo il finanziatore,
non solo chi organizza concretamente la produzione). L’esercizio dei diritti di
utilizzazione economica, spettante al produttore per legge ha per oggetto:
Lo sfruttamento cinematografico dell’opera prodotta;
Tutti i diritti di sfruttamento audiovisivo della medesima, ossia
diffusione televisiva, riproduzione in qualsiasi modo,
comunicazione al pubblico e sfruttamento Home Video.
Si presume produttore dell’opera cinematografica chi è indicato come tale
sulla pellicola cinematografica. Per utilizzare parti dell’opera scripted è
necessario il suo consenso. Il produttore è titolare dei seguenti diritti (che
durano 50 anni dalla fissazione):
Di autor
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.