Proprietà intellettuale
Brevetto e segreto
Brevetto → pubblico quello che ho conosciuto, ottenendo in cambio una protezione sul proprio risultato. Condivido la mia conoscenza.
Segreto → proteggo il mio risultato, non rendendolo pubblico.
Diritto di sfruttamento esclusivo
Esclude lo sfruttamento degli altri, quindi rimane mio. I terzi non possono sfruttare. Partendo da diritto esclusivo, io posso trasformarlo in un diritto a compenso. La protezione di un risultato della ricerca ci consente di avere un diritto di sfruttamento esclusivo del risultato. Il diritto esclusivo viene riconosciuto dalla legge e non consente a terzi di poter utilizzare o accedere al mio risultato. Se terzi possono accedere al risultato non si parla più di diritto di esclusività ma si parla di diritto di compenso. Ci sarà un contratto tra due o più soggetti → rapporti di licenza.
Inizialmente, la protezione che viene data ai risultati riguarda il diritto di esclusività. Perché si predilige il diritto di esclusività al diritto di compenso? Si ritiene più semplice giungere sul mercato se c'è un diritto di esclusiva perché se c'è diritto di compenso si instaura una situazione di competizione sul mercato (esempio: campo farmaceutico). Il diritto di esclusiva è fondamentale per finanziare le attività a valle della ricerca intellettuale.
Inoltre, è difficilissimo fissare il compenso di una nuova scoperta: chi lo definisce? Il prezzo? Attraverso il sistema della contrattazione viene stabilito il prezzo del mio prodotto. La proprietà intellettuale è anche un mezzo per incentivare la ricerca scientifica. Il diritto di esclusiva è il meccanismo prossimo all’economia del mercato mentre altri sistemi, come il riconoscimento di premi (in denaro), non sono meccanismi di mercato. Per esempio, il Premio Nobel viene assegnato da una commissione alla persona più meritevole.
Esigenze del mercato e finanziamenti
Una ricerca protetta dal diritto di esclusività entra nel mercato quanto terzi ne decidono il valore in denaro. Il finanziamento della ricerca avviene a monte attraverso l'assegnazione di somme. Viceversa, la proprietà industriale non assicura denaro alla ricerca. Quando la mia ricerca interessa al mercato, il diritto di proprietà industriale mi consente di ottenere del denaro per coprire le spese (premio dipendente dal mercato).
Riassumendo, gli incentivi alla ricerca sono:
- Diritto di proprietà intellettuale
- Finanziamento pubblico della ricerca
- Esigenze del mercato
Questi incentivi possono coesistere ma, in generale, quello più efficiente è il finanziamento pubblico. Il diritto di esclusività non è definito; dopo un certo numero di anni sarà sostituito da un diritto pubblico: il brevetto può essere liberamente sfruttato perché cessa di esistere il diritto di proprietà.
Il segreto
Se si raggiunge un nuovo risultato e lo si tiene “blindato” è un risultato poco utile → segreto. Per segreto si dovrebbe intendere quando un’informazione resta limitata a poche persone. Ci sono delle forme di comunicazione delle informazioni segrete che sono limitate e senza sfociare nella messa in pubblico delle informazioni → solo soggetti precisi e per funzioni specifiche. Pubblicare su una rivista scientifica il segreto viene meno → un segreto viene meno solo quando viene reso visibile al pubblico.
La proprietà intellettuale sul segreto serve in prima ipotesi per dare al titolare delle informazioni un controllo di esclusiva sullo sfruttamento dell’informazione e trarne un vantaggio essendo l’unico che può sfruttarlo. La prima e più importante forma di esclusiva che si attribuisce al titolare è di vietare a terzi di rendere pubbliche le informazioni → il diritto sul segreto aiuta a mantenere il segreto.
Perché mantenere un segreto?
Perché si dovrebbe riconoscere un diritto a chi vuole mantenere un segreto dato che esiste il brevetto? Un segreto è difficile da mantenere, quindi le informazioni si diffonderebbero. Per poter brevettare bisogna mantenere il segreto, necessario durante il lavoro prima del brevetto. Anche i risultati di una scoperta possono essere mantenuti segreti. ES: la ricetta segreta della Coca Cola è segreta e mai si scoprirà.
La legge rispetta le idee individuali: c’è chi preferisce brevettare (far vedere il frutto della propria ricerca) e chi invece preferisce mantenerle private. È stata emanata una direttiva per uniformare le legislazioni, in modo tale che le leggi sui segreti siano uguali in tutti i paesi d’Europa: si impone agli Stati membri di adottare norme nazionali. Nel nostro codice della proprietà industriale, la legge sui segreti è stata rivista per allineare alla legge italiana alla direttiva comunitaria.
Articoli di legge
Articoli:
- 98: condizioni in cui si ha il segreto
- 99: contenuto e portata del diritto di esclusiva
Oggetto della tutela – Art. 98:
“Costituiscono oggetto di tutela le informazioni aziendali e le esperienze tecnico-industriali, comprese quelle commerciali, soggette al legittimo controllo del detentore, ove tali informazioni:
- Siano segrete, nel senso che non siano nel loro insieme o nella precisa configurazione e combinazione dei loro elementi generalmente note o facilmente accessibili agli esperti ed agli operatori del settore;
- Abbiano valore economico in quanto segrete;
- Siano sottoposte, da parte delle persone al cui legittimo controllo sono soggette, a misure da ritenersi ragionevolmente adeguate a mantenerle segrete.”
“Costituiscono altresì oggetto di protezione i dati relativi a prove o altri dati segreti, la cui elaborazione comporti un considerevole impegno ed alla cui presentazione sia subordinata l'autorizzazione dell'immissione in commercio di prodotti chimici, farmaceutici o agricoli implicanti l'uso di nuove sostanze chimiche.”
Segreti commerciali
Segreti commerciali: informazioni che sono soggette al legittimo controllo del detentore. Il detentore controlla in maniera legittima certe informazioni di natura tecnica o commerciale. I segreti devono rispettare:
- Devono essere informazioni segrete
- Con valore economico
- Informazioni che sono state sottoposte da chi ha il controllo a misure idonee a mantenere nel tempo le informazioni segrete (protette)
Per segreto si intende che le informazioni non sono state dedicate al pubblico ma hanno una circolazione ristretta. La legge precisa che una singola informazione o un singolo dato può essere segreto. Il segreto può anche stare nella combinazione di informazioni note (segrete solo nell’insieme e non come singola informazione).
Un’informazione può essere segreta ma facilmente accessibile se da un oggetto posso trarre informazioni (reverse engineering). Un oggetto non è accessibile se è impossibile fare reverse engineering (es: Coca Cola, in laboratorio è impossibile risalire agli ingredienti).
Il segreto deve avere valore economico: se non ha valore la legge non applica un diritto, indipendentemente dal suo valore (può anche essere potenziale). Il terzo requisito è che le informazioni devono essere poste sotto misure che le mantengano segrete:
- Carattere fisico (porta, cassetto, muri, telecamere, cassaforte…)
- Carattere informatico (server aziendale con accesso limitato ad alcuni individui ad esempio con password)
- Carattere organizzativo: dipendono da come sono stati organizzati i processi, non sono né fisiche né informatiche. (es: fabbrica di prosciutto e il successo dipende dalle materie prime, tempi di cottura, tempi di conservazione, packaging… è necessario mantenere tutto segreto). Come? Faccio firmare ai dipendenti un patto di riservatezza e si delegano le istruzioni senza che ci sia comunicazione
Lo scopo di questo requisito è di proteggere il detentore dell’informazione perché questo ha cercato lui stesso di proteggere la sua informazione. Come fanno i terzi a sapere che un’informazione è segreta? Le misure di riservatezza hanno anche la funzione di rendere chiaramente riconoscibile a terzi quali informazioni sono destinate a rimanere segrete. Le misure idonee a mantenere le informazioni riservate dipendono anche da che tipo di informazioni si tratta e dal tipo di organizzazione: informazioni in un’azienda necessitano di misure più rigide rispetto a un segreto tra poche persone.
Quando ho tutti i requisiti il legittimo detentore ottiene dei diritti, spiegati dall’articolo 99. Chi è il detentore? È l’ideatore dell’informazione, cioè chi è a capo dell’informazione. Questo poi può decidere cosa fare dell’informazione: ottenere un diritto di segretezza o anche vendere l’informazione (in questo caso il detentore diventa l’acquirente).
Se il lavoratore ha una buona idea e non la dice al dirigente, controlla le informazioni ma è inadempiente: avrebbe dovuto comunicare al responsabile i risultati della sua ricerca, e il suo responsabile sarebbe diventato detentore. In questo caso il dirigente non ha ancora diritto ma il lavoratore che non lo dice non ha diritto perché è detentore illegittimo: il dirigente potrebbe proseguire per vie legali.
Il legittimo detentore può cedere le informazioni oppure anche semplicemente comunicarle perché è funzionale per il progetto (es: consulente, finanziatore…): i soggetti non diventano legittimi detentori ma sono semplicemente soggetti che conoscono l’informazione.
Una comunicazione verso soggetti estranei, non accompagnati da cautele, annulla il segreto? Il segreto diventa pubblico? Dipende dalle circostanze:
- Se vado dal consulente non ho bisogno di far firmare nulla, lui è obbligato legalmente a non diffondere il segreto
- Con il finanziatore è più discutibile
Ci sono forme di comunicazione che se non accompagnate da cautele sono distruttive del segreto. ES: se ne parlo ad amici e colleghi, senza obblighi di riservatezza (verbali o scritti) definiti, non sono obbligati a mantenere il segreto.
La tutela – Art. 99
“Ferma la disciplina della concorrenza sleale, il legittimo detentore delle informazioni e delle esperienze aziendali di cui all'articolo 98, ha il diritto di vietare ai terzi, salvo proprio consenso, di acquisire, rivelare a terzi od utilizzare, in modo abusivo, tali informazioni ed esperienze, salvo il caso in cui esse siano state conseguite in modo indipendente dal terzo.”
Il detentore ha diritti di:
- Escludere terzi nell’acquisire l’informazione
- Rivelarle a terzi
- Utilizzarle le informazioni in modo abusivo
Quando la tutela è solo nei confronti di certe forme di acquisizione e utilizzo non si parla di tutela di sbarramento (tipica dei brevetti: qualsiasi sfruttamento è vietato) ma tutela relativa. Quindi la tutela del segreto è “meno forte” rispetto ai brevetti.
Salvo il caso in cui queste informazioni siano state conseguite in maniera indipendente: se o un segreto e un’altra persona sviluppa in modo autonomo un percorso che lo porta allo stesso risultato, ottenuto senza attingere ai miei risultati, questo non è un abuso (questo non può accadere con i brevetti).
Non vado ad acquisire un segreto sottraendolo al legittimo detentore, ma lo sottraggo a qualcuno che lo ha sottratto: anche i soggetti a valle rispondono per la violazione. È importante informarsi sulle fonti.
Nel caso del lavoratore dipendente, che è in contatto con informazioni dell’azienda e si dimette, con il nuovo datore di lavoro per “vedersi” porta informazioni del precedente datore di lavoro → sottratte in modo abusivo (non può farlo) le sfrutta a vantaggio del nuovo datore. Il nuovo datore di lavoro per mettersi in vantaggio risponde verso il precedente datore di lavoro per violazione di segreti (anche se dati dal lavoratore)? Sì, ne risponde anche lui.
Sempre riguardo l’articolo 99 dice che la commercializzazione e importazione di merci/prodotti costituiscono un utilizzo illecito, è illecito anche ciò che viene ottenuto utilizzandoli. In un prodotto sono incorporate informazioni segrete, ma l’importante di queste rispetto al prodotto non è significativa.
Ci deve essere un nesso tra informazioni e prodotto (produzione, commercializzazione…), se il nesso è presente allora è illecito il prodotto ed una violazione. Ne rispondono i soggetti che:
- Compiono in maniera diretta le azioni
- Indirettamente da qualcuno che le compiute
Non è un accesso abusivo lo sviluppare l’informazione in maniera indipendente. Il modo corretto di acquisire informazioni che il legittimo detentore ha mantenuto segreto (azione quindi che non è scorretta) è il reverse engineering: se capisco come il prodotto è stato realizzato allora l’accesso alle informazioni (di realizzazione del prodotto) non è abusivo.
Sono abusive le forme di accesso alle informazioni che sforzano contratti messe in atto dal detentore per mantenerle segrete (accesso al domicilio, violazioni dei sistemi informatici… l’atto stesso è una violazione della legge). Una volta che le attività abusive hanno portato all’acquisizione dell’informazione segreta allora scatta la protezione, anche a carico di persone successive che dovevano conoscere l’informazione. → La protezione cade quando l’informazione diventa di dominio pubblico quando subisco una violazione ho 5 anni di tempo per reagire. Non posso più tutelarmi quando il diritto al segreto è venuto meno, quando questo viene meno la legge non lo dice, a differenza dei brevetti (20 anni dalla data di deposito del brevetto). Se la legge non lo dice significa che la protezione c’è finché sono soddisfatti i requisiti della protezione stessa: il primo requisito è che l’informazione resti segreta, quindi dal momento in cui la segretezza viene meno e le informazioni diventano facilmente accessibili allora da quel momento viene meno la tutela del segreto. Oppure quando vengono meno gli altri 2 requisiti: non ha più valore economico e il detentore non mette più in atto misure di protezione. → durata a tempo indeterminato.
Se un lavoratore cessa un rapporto di lavoro è difficile definire un confine preciso tra le informazioni che sono proprie dell’azienda che ha lasciato e le informazioni proprie invece del suo bagaglio personale. Può usare le sue informazioni del bagaglio personale ma non può usare le informazioni che fanno parte del segreto dell’azienda.
ES: un progettista per 30 anni progetta macchine e conosce pro e contro di ogni soluzione, nel progettare un nuovo prodotto grazie alla sua esperienza svolge bene il suo lavoro non sta violando il segreto. Ma se quando cambia lavoro porta con sé dati dei test, disegni tecnici ecc… allora questa è violazione del segreto aziendale. Le misure di riservatezza aiutano chi deve capire dove tracciare il confine tra quello che si può portare con sé e cosa invece va lasciato in sede di lavoro.
Viceversa, non è un criterio adeguato se le ho sviluppate io o qualcuno me le ha comunicate: se sviluppo informazioni in azienda, sono di proprietà dell’azienda. Se invece mi vengono comunicate da qualcuno che le ha sviluppate, non fanno parte del mio bagaglio.
Esempi pratici
ES: A. In treno il vicino di poltrona studia dei documenti, poi dimentica la borsa sul treno. I → documenti sono visibili svolazzanti e vengono letti dagli altri passeggeri è venuta meno la misura per mantenere le informazioni riservate e quindi se casualmente sono stati letti non è illecito. Dall’altro lato chi ha acquisito le informazioni era a conoscenza che quelle informazioni erano private
B. La borsa sul sedile senza essere chiusa e guardo i documenti che sono all’interno quando il → passeggero va in bagno è un accesso abusivo perché ho messo le mani nella sua borsa (è già questo un abuso perché è violazione di proprietà altrui)
C. La borsa è stata dimenticata, chiusa con dentro i documenti, trovo una borsa casualmente → (oggetto smarrito), lo prendo, posso aprirlo? è abusivo perché dovrei portarlo all’ufficio oggetti smarriti integro e come l’ho trovato.
Ci sono situazioni abusive che portano poi a reati veri e propri come lo spionaggio industriale → intromissione nel domicilio protetto sforzando meccanismi di sicurezza per andare ad acquisire informazioni segrete altrui.
Il fatto che ci sia stato o meno realmente l’accesso alle informazioni dipende dalle circostanze: se un’azienda sviluppa un processo industriale con informazioni che stanno riservate e organizza visite per far visionare lo stabilimento (visite guidate), si può dire che in questo modo ci sia un accesso alle informazioni e viene meno la riservatezza e quindi quelli che hanno visitato l’azienda saranno a conoscenza delle informazioni? Dipende dalle circostanze, es:
- Distanza dai macchinari
- Se sono in funzione o meno
Se il visitatore è in grado di ricostruire l’intero processo allora ne ha avuto accesso, ma altrimenti no. Se vi è divieto di filmare e un visitatore filma allora è accesso abusivo alle informazioni.
Candidati ideali per mantenere il segreto
Quali sono i candidati ideali a mantenere il segreto?
Quando devo decidere se mantenere il segreto, quando mi indirizzo a mantenere il segreto e quando mi avvio verso una forma di protezione diversa?
Quali variabili vengono considerate per prendere una decisione?
- Quanto quelle informazioni sono facilmente replicabili tramite reverse engineering (es: Coca Cola o ingredienti di una miscela)
- Informazioni che non sono parte del prodotto (nei processi industriali quando un prodotto va sul mercato non “si porta dietro” i dettagli del processo produttivo)
- Vita commerciale dell’informazione: se è lunga penso al brevetto (20 anni)
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appunti proprietà intellettuale 2016