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Programmazione e controllo nelle P.A - privatizzazioni Appunti scolastici Premium

Appunti di Programmazione e controllo nelle P. A. per l'esame del professor D'Amico sulle privatizzazioni (formali -sostanziali - funzionali - indiretta) spiegazione esaustiva. Le privatizzazioni in europa : modello italiano - francese; le privatizzazioni degli enti locali.

Esame di Programmazione e controllo nelle PA docente Prof. E. D'Amico

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ESTRATTO DOCUMENTO

Le privatizzazioni di pubblici servizi hanno riguardato principalmente i monopoli integrati

verticalmente.

Le politiche di privatizzazione sono state accompagnate da politiche di liberalizzazione volte a

favorire la concorrenza!

Schema seguito:

1) Disintegrazione verticale monopoli

1a ) Si isolano i segmenti in situazioni di monopolio naturale

1b ) Si regolamenta il segmento in monopolio in modo da evitare abusi.

Si liberalizzano gli altri segmenti stimolando l’ingresso di nuove imprese sul mercato,

2) quindi la concorrenza.

3) Istituzione di organismi indipendenti con poteri di regolazione e compiti di tutela della

concorrenza e di difesa dei consumatori.

4) Privatizzazione imprese pubbliche nel nuovo scenario istituzionale e di mercato

liberalizzazioni, quindi l’istituzione di

(Le autorità indipendenti, sono un passaggio indispensabile

per poter avviare un processo di privatizzazione delle imprese pubbliche)

Le privatizzazioni come mostrato dallo schema sono solo l’ultimo passaggio!

Vantaggi: ( solo in presenza dello schema seguito)

- Concorrenza in tutti i segmenti in monopolio naturale.

- Gestione unitaria rete, ma con libertà di accesso.

- Controllo management - rischio scalata

- Benefici finanza pubblica

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Privatizzazioni in Europa

Le privatizzazioni nel contesto europeo cominciano alla fine degli anni ’70 in GB con le politiche

tatcheriane. “anni ‘70”

- Gran Bretagna

Caratteristiche:

1) Mercato finanziario sviluppato

2) Presenza di investitori sviluppati

La GB adotta un sistema di capitalismo popolare diffuso (public company), il quale prevede un

sistema di governance basato sul controllo di azionisti diffusi e investitori istituzionali.

Per evitare il mantenimento di monopoli le privatizzazioni furono precedute da una serie di

interventi a favore delle liberalizzazioni. attraverso l’emissione di “golden

Volontà politiche a tutela di settori strategici azioni speciali

share”.

In GB queste azioni avevano una caratteristica particolare durata temporanea ( in media 5

anni).

Modalità di vendita delle azioni: offerta pubblica di vendita ( coerente con la volontà di creare un

mercato diffuso)

GB Oggi: La Gb non si occupa più di produzione industriale; principalmente servizi e

intermediazione finanziaria.

- Modello francese

Presenza di un nucleo stabile di azionisti di riferimento, il quale garantisce un controllo

accentrato e stabile nel tempo.

“gerarchicamente ordinati”

2 livelli di azionisti nel tempo

“nocciolo duro”

1) Hanno un ruolo dominante in merito a:

- Scelte strategiche e gestionali tutela internazionale nei settori strategici.

- Controllo management

2) Azionisti tradizionali, divisi in:

- Pubblici

- Privati

- Esteri

Questi sono:

Prescelti dall’esecutivo mantengono l’impresa in linea con

-

- Hanno minore influenza sulle decisioni strategiche gli interessi dello Stato.

- Garantiscono la stabilità del capitale di controllo.

la Francia per tutela interessi strategici nazionali ha optato per l’emissione di azioni

Anche

speciali “golden share”

Modalità di vendita delle azioni: vendita diretta a trattativa privata.

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Modello italiano modello misto.

Nuclei stabili di azionisti, i quali governano l’impresa con quote minoritarie.

1) l’offerta pubblica di vendita

2) Il modello italiano utilizza stimolando la diffusione del capitale

almeno nel lungo periodo.

3) Poteri speciali al governo salvaguardia interesse pubblico.

Questi poteri speciali riguardano sia la fase della gestione che del controllo, e sono attribuiti

attraverso clausole statutarie e senza alcuna limitazione del tempo.

PRIVITIZZAZIONI in ITALIA.

D.l. n.386/1991 convertito con la l. n. 35/1992.

Prime privatizzazioni di tipo formale

– –

Esempi principali: ENI IRA INA - ENEL trasformati in capitale sociale, quest’ultimo

I fondi di dotazione di queste società sono stati

attribuito interamente al Ministero del Tesoro.

Questo Piano di riordino fu fatto per incentivare la successiva dismissione di queste aziende

pubbliche sul mercato.

Piano di riordino indispensabili per ammodernare il sistema industriale e competere con i

gruppi internazionali. “Comitato permanente di consulenza globale e garanzia per le

Nel 1993 venne istituito il

privatizzazioni”

Questo comitato aveva il compito di :

- Svolgere un analisi tecnica per le privatizzazioni sostanziali

- Garantirne il rispetto delle condizioni.

CIPE organismo per le privatizzazioni

Direttiva del CIPE 1992: all’interno di questa direttiva il CIPE definisce:

- Criteri e procedure dismissioni

- Criteri di determinazione del patrimonio

- Metodi di valutazione imprese

- Delega il Ministero del Tesoro a preparare il Piano di riordino.

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“Regolamentazione

L. n. 474/1994 dei servizi pubblici” (public utilities).

La legge appena citata si occupa di..

1) Subordinare le privatizzazioni sostanziali alla costituzione di autorità di settore per tutelare i

consumatori.

La tutela riguarda : - Qualità dei servizi

- Livello tariffe

- Obblighi relativi alle imprese.

2) La legge riserva al Ministero il mantenimento di alcuni poteri speciali:

- Difesa

- Trasporti Settori

- Telecomunicazioni strategici

- Fonti di energia

- Categoria residuale di settori da individuare con decreto della

Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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Privatizzazioni enti locali

Art 115 TUEL : trasformazione aziende speciali in S.p.A. (privatizzazione formale).

Comma 1: Comuni, Province e altri enti locali possono per atto unilaterale trasformare le aziende

speciali in società di capitali, delle quali possono restare azionisti unici per un periodo non superiore

a 2 anni dalla trasformazione. ( prima non si parlava di Società di capitali ma solo di S.p.A.

Sempre il comma 1 si preoccupa di definire il capitale iniziale della società:

1) Viene determinato dalla delibera di trasformazione;

2) Deve essere maggiore o uguale al fondo di dotazione delle aziende speciali risultante dall’

ultimo bilancio; (maggiore o uguale al minimo previsto per legge).

3) L’eventuale residuo del patrimonio netto conferito è imputato a riserve e fondi

possibilmente mantenendo la riserva originaria.

4) Le società subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi delle società originarie.

Considerazione della Corte dei conti lombarda del 2007:

la natura pubblica o privata non dipende dalla forma rivestita, ma dalla destinazione pubblica dello

scopo conseguito e dalle risorse (pubbliche o meno) utilizzate per lo svolgimento dell’attività.

Comma 2: La deliberazione di trasformazione si sostituisce a tutti gli adempimenti richiesti dall’art

2329 c.c.

Comma 3: entro 3 mesi dalla costituzione, gli amministratori devono richiedere a un esperto

nominato dal tribunale una relazione giurata secondo quanto previsto dall’art 2343 comma 1 del

codice civile.

Questa relazione contiene:

1) Descrizione di beni e crediti della società.

2) Attesta che il valore di beni e crediti è almeno pari al valore attribuito al calcolo del capitale

sociale per eventuali sovraprezzi.

3) Criteri e valori utilizzati.

Entro 6 mesi, da quando ricevono la relazione, amministratori e sindaci determinano i valori

definitivi di conferimento.

Fino a quando ciò non avviene le relazioni non sono alienabili.

Comma 6: Il conferimento e l’assegnazione di beni degli enti locali e delle aziende speciali alle

Società di capitali sono esenti da imposizione fiscale.

L’esenzione fiscale rappresenta un incentivo alla trasformazione in Società di capitali.

Comma 7: La deliberazione può prevedere, la scissione dell’azienda speciale e quindi la

destinazione a nuova società di un ramo di essa.

Art 116 TUEL: S.p.A. con partecipazioni minoritarie degli enti locali.

Le S.p.A. possono essere costituite per

1) Esercizi pubblici privi di rilevanza economica. S.p.A. senza vincolo di

2) Per realizzare opere necessarie al corretto svolgimento dei servizi . proprietà maggioritaria pubblica

3) Per realizzare opere e infrastrutture di interesse pubblico che non

rientrano nelle competenze istituzionali di altri enti.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche per il governo e l'amministrazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Carlo1988 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Programmazione e controllo nelle PA e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof D'Amico Eugenio.

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