Progettazione didattica
Esame
21 gennaio 2021 aula c - 04 febbraio 2021 aula c
Modalità
Scritto 3 domande aperte. In presenza scritto. Se non in presenza orale una volta a settimana lezione sincrona su Zoom (lunedì 5) e le settimane dopo il mercoledì. Leggi articolo che mette su Moodle e forma una domanda:
- No di comprensione del testo
- Aperta
- Non dicotomica
- Che tocca il cuore
- Non rivela l’idea che c’è sotto
Libri
Scrive in piattaforma 30·09·20 (Traverso, metodologia della progettazione, cap 1)
Saper progettare, le competenze
Possibilità di avere a disposizione una risorsa progettuale vuol dire acquisire delle capacità di tipo trasformativo, operare delle azioni che consentono alle persone di muoversi dentro un dinamismo attivo, progettualità intenzione al miglioramento. Creare dei percorsi orientati al nostro benessere e a una qualità della vita più palpabile per tutti. Saper progettare → saper agire sui processi culturali.
Rischi
Vicinanza tra ciò che accade nell’ambito progettuale che avviene nell’educazione e ciò che in realtà avviene negli altri ambiti culturali (management). Dentro alla possibilità che la nostra identità pedagogica venga confusa con altri settori a noi affini è necessario riflettere sulla possibilità che i servizi educativi non si pieghino ad una visione strumentale della progettazione. Esiste dentro alla cura e attenzione pedagogica delle caratteristiche da difendere anche attraverso la divulgazione di una cultura progettuale. Non è possibile riprodurre le stesse proposte progettuali solo per riuscire a mantenere vivo un certo tipo di incentivo. Per riuscire a mantenersi agganciati ad un certo tipo di risorse.
Viene confusa spesso l’abilità progettuale di un educatore con la compilazione di documenti sterili o sconnessi dalle attività di ricerca e valutazione a stampo pedagogico. C’è un abuso della parola “progetto”. Un progetto getta in avanti delle idee e programma delle azioni per realizzare gli obiettivi e le sequenze di desiderio. Rischio di deterioramento dell’idea più alta di immaginazione che sta dentro la capacità progettuale.
Proporre alternative alla concezione razionalizzante. In termini di gestione di risorse possibili dentro pacchetti confezionati.
Amarya Sen
Flourishing è fiorire, ossia “vivere un ventaglio di possibilità di funzionamento che connota virtù, produttività, crescita, soddisfazione, affettività positiva e slancio vitale. Una dimensione del piacere personale legata a sensazioni positive e una realizzazione delle potenzialità individuali: un percorso di sviluppo verso l’integrazione con il mondo circostante. Si traduce in una cura e attenzione che mantiene alta la prospettiva di tipo pedagogico.
Ambiamo ad una diffusione di una cultura di tipo progettuale in cui le abilità professionali dell’educatore ci chiamano ad una sempre maggiore capacità di definire obiettivi di progettazione della nostra pratica educativa e ci consentono di strutturare, implementare, coordinare e valutare piccole e grandi azioni, attività e processi. Adattare quello che facciamo alle persone singole (Pei, Pdp) e ai gruppi.
È necessario assumersi delle responsabilità verso le proprie decisioni per essere in grado di motivare, costruire una base solida di esperienza professionale. Rafforzare:
- Intenzionalità
- Consapevolezza della complessità dei gesti progettuali
Prospettiva di ricerca
Competenza progettuale = capacità ideativa, strategica che riguarda tutto l’arco della vita. Saper progettare non è un traguardo di tipo professionale, ma dura tutta la vita. Lasciare tracce della propria pedagogia = aprire la riflessione su quale posizione vogliamo assumere nella società? Il progetto rappresenta per un educatore una forma di rappresentazione intelligente della realtà. Un progetto arriva da ciò che abbiamo vissuto nella nostra vita, dall’osservazione dei bisogni del reale ed è in risposta a questa osservazione che costruiremo delle proposte di realizzazione individuale e collettiva. Questa realizzazione ha da possedere dei tratti innovativi. (vedi bosco verticale)
Importante:
- Dare con coraggio i propri intenti (valori, obbiettivi)
- Esplicitare relazioni interne e esterne
- Valutazione dei rapporti causa-effetto risorsa-effetto, cosa deve fare un progetto per potersi realizzare? Come si relazionano gli intenti fra loro? E con i diversi fattori interni ed esterni?
- Organizzazione inclusiva. Che si possa realizzare in modo più ampio.
Essere orientati a dei principi di sostenibilità per tutti e per ciascuno in modo che le differenze possano essere valorizzate a livelli di relazioni nei piccoli contesti e contesti più ampi. Nessuno viene lasciato indietro. Progetto sempre aperto ad accogliere la diversità. Rompere schemi precedenti per acquisire un protagonismo creativo e la possibilità di lasciare tracce pedagogiche in processi e in prodotti in continua evoluzione.
Educatore flessibile
Adattamento (elasticità + resistenza), percezione di sé, capacità di lettura di sé e dei problemi che si trova ad affrontare, operatività, modalità con cui ci si adatta e valorizza allo stesso tempo.
Educatore competente è colui che agisce in modo volutamente responsabile e la propria responsabilità è qualcosa che rende flessibile in termini di relazione con gli eventi, in termini di risposta a condizioni mutevoli, flessibile perché adeguato in maniera profonda ad una continua ricerca del nuovo.
Caratteristiche per un buon educatore flessibile e sostenibile:
- Considerare i problemi in un contesto globale
- Lavorare con responsabilità e collaborazione
- Accogliere le differenze culturali
- Pensare in maniera critica e sistemica
- Cambiare lo stile di vita per proteggere l’ambiente
- Difendere i diritti umani
- Partecipare alla vita politica
Educatore artigiano
Educatore che progetta applicando un principio di cura. Professionalità concreta, pratica, manipolativa, arte dell’impegno, ambisce all’efficacia, all’efficienza e alla bellezza. Una storia dedicata a chi lo leggerà (scrivere progetti che chi li legge percepisca il mio desiderio di realizzazione e la mia buona volontà).
L’educatore è come un artigiano perché agisce in virtù di un rispetto interno e di un rispetto nei confronti della società e dei desideri dei destinatari a cui il progetto è ispirato.
Progetto come bene comune
- Valori concreti e possibili per tutti
- Criteri umanistici come l’equità, la trasparenza nei processi decisionali, la sostenibilità
- Preminenza qualitativa
- Riappropriarsi di una dimensione collettiva, aperta, libera
Sforzarsi a pensare bene, rendersi capaci di elaborare e usare strategie, fare con tutta coscienza le nostre scommesse.” (Morin, 2000) La progettazione possa restituire significato a delle pratiche che spesso sono state vissute come prive di un valore profondo.
Tracce relazioni tra visione politica e intreccio economico-sociale
Ha da sempre determinato la natura dei programmi scolastici. Quando è nata l’attenzione alla progettazione didattica? Come si è evoluta la nostra visione in termini di progettazione? Aristide Gabelli (1830-1891) dentro alle prospettive storiche a cui possiamo appellarci per costruire il significato e il valore della progettazione possiamo ricordare Gabelli. È stato il primo ad aver proposto una visione dell’apprendimento legata ad una valorizzazione del metodo scientifico, dell’approccio con la disciplina. La finalità primaria dell’istruzione non è l’acquisizione di contenuti ma la formazione di un habitus mentale, sviluppo capacità di tipo critico e riflessivo. Sostenere lo sviluppo dell’intelligenza vuol dire sostenere dei modi di pensare che non riguardano. La scuola diventa con Gabelli la possibilità che i bambini possano costruire dei modi di pensare, i propri modi di pensare. Delle modalità di agency, dei costrutti che durano tutta la vita. Rendere ciascuno capace di essere felice.
Lombardo Radice
1923, periodo storicamente fascista. Sottolinea il ruolo della comunicazione. È tramite la capacità con cui l’insegnante vive la comunicazione con i propri allievi che si determina il valore educativo. È la parola dell’insegnante che è capace di invocare mondi diversi, fa entrare i propri allievi dentro ad un viaggio, dentro scenari culturali che senza gli accorgimenti comunicativi dell’insegnante non potrebbero essere raggiunti. Sancisce con la carta della scuola (1939) l’autorità dell’insegnante come garante di disciplina e intrattenimento. Natura più profonda della comunicazione dentro un periodo in cui la scuola poteva essere un’opportunità di cambiamento sociale non indifferente.
Washburne
1945, centralità alunno sensibile alla pedagogia attiva, porta in Italia un principio di valorizzazione dell’esperienza diretta e la possibilità di insegnamento personalizzato in base al contesto entra dopo la guerra nella riforma istituzionale → stabilisce insieme ad un gruppo di esperti del ministero i programmi del ‘55. Primi programmi ministeriali. All’interno alcuni principi irrinunciabili della progettazione.
Programmi Ermini 1955
- Praticabilità → possibilità che esperienze di apprendimento avvengano in un contesto facilitante (cambia disposizione dei banchi..)
- Attività non opportune → dell’insegnante. Ad esempio l’atto dello sgridare, reprimere, contenere, dare etichette (ecc). Insegnante NON può dire che un disegno è brutto, ma porre domande, conducano verso una forma di autonomia, autocorrezione.
- Gradualità → non si può ambire a dei livelli di performance alti prima che si abbia attraversato vari passi graduali per poter arrivare a quel concetto più ampio, profondo e difficile in modo più facile. Possibilità che un insegnante si sieda per immaginare una sequenza di attività per accompagnare gli alunni da una fase iniziale ad una progressiva autonomia.
- Trasversalità disciplinare → non esiste una disciplina principale, superiore alle altre.
- Cura di ogni singolo alunno
- Mediatori → scegliere con cura materiali propri che fanno parte della vita dell’alunno. Scelta accurata di libri ecc.
Dopo il 55 → Rivoluzione 1968 la pratica come sintesi degli opposti. Il curriculo sancisce il passaggio da una visione lineare a una visione complessa, progettuale, capace di tener conto dei traguardi da raggiungere ma anche di immaginarne di nuovi. In contraddizione con le consegne di documentazioni che devono essere fatte in modo lineare (anche se effettivamente questa linearità non c’è). Dentro alla possibilità che con cura vengono scelti materiali, metodi e tecniche che valorizzino ciascuno che dentro gli anni 70, 80 ma ancora oggi è fervente il programma scientifico. Dentro questo dialogo continuo fra progettazione, innovazione e ricerca → modello di intervento → Analysis Design Development Implementation Evaluation (ADDIE)
L’insegnante si muove come un ricercatore. Possibilità di stare dentro l’incertezza dei desideri, affinché possano essere concepiti come delle pratiche possibili, delle prospettive probabilistiche nelle quali ogni educatore e ogni docente si muove sempre di più come se fosse un progettista.
Analysis
Fase di determinazione dei bisogni che richiamano a un processo educativo.
Design
Capacità di un progettista di tradurre un gol e gli obiettivi, i risultati perseguibili.
Development
Fase in cui si decidono i tipi di attività e materiale.
Implementation
Possibilità di produrre dei mediatori, dei materiali che saranno utilizzati tanto dagli educatori quanto dagli studenti.
Evaluation
Valutazione sistematica del cambiamento avvenuto. Dimensione sistemica e trasversale ad ognuna delle fasi citate prima.
Seamless learning
- Un processo di apprendimento non episodico costantemente collegato al quotidiano e autoregolato
- Ricollocare sistematicamente il proprio ambiente di apprendimento nei diversi spazi vissuti nel corso della giornata
- È la scommessa del nuovo modo di fare formazione?
- Come si creano spazi abilitati per l’apprendimento continuo delle persone?
Domande guida
- Come dialogano routine e innovazione?
- Le tecnologie possono costituire un’occasione di reale cambiamento nella progettazione? Per quali ragioni?
- Quale formazione alla progettazione potrebbe realmente generare un cambiamento profondo?
Verso la progettazione
3 fattori che hanno sancito in maniera equivocabile il passaggio da una logica di tipo meccanicistico, lineare ad una logica più aperta, complessa, creativa.
Apertura indicazioni 2012
Si aprono dicendo che compito di ogni docente ed educatore è quello di suscitare delle domande esistenziale da parte degli studenti. Per loro natura restituiscono alla comunità educativa l’occasione di contestualizzare le proprie decisioni e di utilizzare le metodologie, i contenuti, le strategie di apprendimento e le forme di organizzazione in modo aperto, creativo, orientato a far emergere quanto di meglio sia possibile da ciascuno. Lo fanno le indicazioni ministeriali del 2012, lo specificano ancora meglio in termini inclusivi i nuovi scenari del 2018. Sanciscono un valore libertario, creativo e di cura del curricolo. Perché è attraverso il valore assegnato al curricolo che si ha la massima espressione della libertà educativa e dell’autonomia scolastica.
Valore del curricolo
La costruzione del curricolo, degli obiettivi, delle domande che stanno intorno agli obiettivi, delle metodologie, delle strategie, delle forme di valutazione, è attorno a tutto questo che il processo con il quale viene sviluppata e organizzata la ricerca, l’innovazione educativa si esprime. È la valorizzazione del curricolo che esprime l’innovazione educativa. È sottolineata in maniera significativa ed importante dalle strategie Europa 2020.
Indicazioni europee 2020
Auspicano uno sviluppo che viene definito intelligente, sostenibile e inclusivo. Sviluppo dell’intera persona in tutte le sue dimensioni di attività e di partecipazione e di costruzione di una cittadinanza attiva.
Le pratiche progettuali
- Sviluppo della persona
- Autonomia
- Competenze europee 2006
- Variabilità temporale, partecipativa e riflessiva.
Legge Bassanini 1997, legge sull’autonomia grazie alla quale la libertà di insegnamento e di scelta educativa da parte delle famiglie delle agenzie del territorio entra a fare parte della progettazione scolastica ed è proprio grazie a questa legge che la possibilità che una pluralità di voci entri nella scelta del curricolo. Dentro alla più datata legge sull’autonomia un buon progettista didattico ha da tener presente le competenze europee del 2006 dentro cui scegliamo la considerazione assodata per cui l’apprendimento non può essere legato ad un’unica fase della vita ma percorre la vita stessa, caratterizzato da un atteggiamento, da una postura di curiosità e apertura verso il mondo, verso le offerte, le risorse di socialità e cultura. Un’apertura verso la crescita continua e l’innovazione di noi stessi. È un compito estremamente affascinante che richiede da parte dell’educatore un grandissimo grado di flessibilità, di apertura e sensibilità verso le risorse che ciascun contesto di appartenenza può offrire. Inteso come contesto locale, contesto nazionale ma anche offerte a livello globale.
Dentro alla pratica progettuale bisogna tenere a mente la consapevolezza che esiste una variabilità nella creazione dei progetti, variabilità temporale, cambia molto la modalità con cui si stende un progetto a seconda del fatto che sia settembre o la fine dell’anno scolastico. Di tipo sincronico, riflette cosa sta accadendo in determinati momenti dell’anno. Variabilità asincronico, riflessivo guarda a ciò che è stato attuato per notare possibili migliorie, per allargare gli orizzonti di partecipazione.
Cambiamenti e necessità
- Istanza di rinnovamento
- Seamless learning
- Tecnologia
Apprendimento che si diffonde dentro alla vita, che manifesta il proprio valore, dentro questo è necessario fare una riflessione di tipo educativo per trovare nuove strategie sostenibili che facilitino la necessità di rivisitare le pratiche educative di insegnamento. Molto potremmo fare anche grazie alle tecnologie che acquisiscono sempre di più un significato didattico e che attualmente possono essere utilizzate con successo per stare dentro ad un’evoluzione culturale caratterizzata da un livello altissimo di mobilità, incertezza, inafferrabilità dentro cui sia significativo domandarsi che ruolo hanno le nuove tecnologie e come possiamo utilizzarle per tirare fuori il meglio da ciascuno di noi e per renderle effettivamente uno strumento che ci permetta di allargare gli orizzonti che abbiamo di espressione di noi stessi.
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Riassunti Sperimentazione didattica e Progettazione educativa