Processo di Verre
Cicerone ci parla del processo che subì Verre a Roma nel 70 a.C. per aver perpetrato il reato di concussione tra il 73 e 71, anni in cui l’uomo era governatore di Sicilia; tale opera è meglio nota come “Verrine”. Come volle la legislazione di Silla, il processo venne svolto in un tribunale permanente ad opera di giurati appartenenti al senato e presieduti da 6 pretori.
Tribunali permanenti e ampliatio
Già nel 171 a.C. si sa che esistevano i tribunali permanenti, ma la possibilità dell’aggiornamento di giudizio, l’ampliatio, faceva in modo che la noia di riprendere in mano il caso portasse ad assolvere l’imputato. Per salvaguardare i provinciali, il tribuno Calpurnio emanò la lex Calpurnia, ma i governatori continuavano a farla franca grazie al comodo ampliatio. Noto è il caso dell’assoluzione di Lucio Aurelio Cotta il cui caso fu riaperto 8 volte ma venne comunque assolto.
Legge graccana e reato di concussione
Solo nel 123, grazie alla legge graccana, il reato di concussione ottenne una seria sanzione: i giudici dovevano essere scelti anche tra i cavalieri oltre che tra i senatori, questi non dovevano essere imparentati con l’imputato e non si sarebbe più potuto ricorrere all’ampliatio, al massimo il rinvio in una seconda seduta distante al massimo 3 giorni dal primo appello. Il reato di concussione era definito come estorsione e indebita appropriazione eseguito abusando dei propri poteri.
Collegio giudicante e tipi di reato
Il collegio giudicante cambiava di volta in volta in base alle leggi emanate dai tribuni, ma la sostanza fu sempre la stessa. Il reato di concussione s’intrecciò spesso con quello di peculato, visto come sottrazione dei beni dello Stato, come accadde col processo di Verre. A volte, la concussione poteva degenerare nel reato di lesa maestà poiché il comportamento del magistrato sminuiva pubblicamente lo Stato stesso e, se a questo reato si aggiungeva il peculato, si poteva parlare di tradimento.
Pena e risarcimento
La pena del reato di concussione comportava l’infamia, ossia l’imputato perdeva la possibilità di eleggere e di essere eletto e, forse, c’era la possibilità che questo venisse espulso dalla città e condannato dunque all’esilio. Si crede che Silla abbia quadruplicato il risarcimento pecuniario stabilito dalla legge Calpurnia proprio come aveva fatto per gli altri reati, anche se non è una cosa abbastanza chiara: Cicerone dice che Verre ha sottratto beni siciliani con un valore di 40 milioni di sesterzi e ne chiede come risarcimento 100 milioni.
Svolgimento del processo
Al presidente del tribunale veniva proposto il caso, il magistrato doveva vagliare le accuse mosse, interrogare l’accusato e decidere con attenzione il da farsi poiché la sentenza non era ritrattabile a meno che non fosse stata affetta da vizio o definita anticostituzionale. Il giudice doveva essere parziale, altrimenti anch’esso sarebbe stato processato per il reato che aveva in esame.
L’imputato veniva iscritto nei ruoli giudiziari e aveva la possibilità di far analizzare l’accusatore affinché le sue insinuazioni fossero fondate. Se non lo fossero state, la C di calunniatore gli sarebbe stata marchiata a fuoco sulla pelle e, se durante il processo non fosse stato corretto, sarebbe stato punito con l’infamia. Solitamente gli accusatori erano più di uno o, come accadde nel processo di Verre, più persone accusavano la stessa persona indipendentemente gli uni dagli altri. In quest’ultimo caso, si dibatteva per decidere chi sarebbe stato il più adatto a muovere accusa a quell’individuo.
Era reato se qualcuno cercava d’inserirsi in veste di accusatore nel tentativo di salvare l’imputato, ma la punizione era meno severa rispetto a quella di falsa accusa. Stabilite le parti, l’accusato si procurava degli avvocati difensori e, in quanto sotto processo, non poteva per quel periodo né candidarsi né espletare quelle che prima erano le sue funzioni e l’intera famiglia doveva girare per la città con abiti dimessi.
Nel caso ci fosse stato bisogno di fare ricerche per portare avanti l’accusa, l’accusatore aveva 3-4 mesi di tempo per eseguirle, facendo perquisizioni e procurandosi testimoni. In un giorno concordato, le parti si presentavano per assistere all’estrazione della giuria e avrebbero potuto respingere qualcuno che tra questi non fosse loro andato bene. I membri che non avessero potuto presentarsi il giorno dell’appello sarebbero stati scelti nuovamente tramite estrazione. Importante era che durante il processo fosse presente l’accusatore, altrimenti l’accusato sarebbe stato prosciolto.
I giudici dovevano prestare giuramento, poi il processo sarebbe iniziato. L’accusato avrebbe potuto confessare fin da subito per avere una pena minore e in quel caso il processo si sarebbe concluso subito, altrimenti il dibattito iniziava con l’accusatore che esponeva brevemente perché accusava quella persona. Gli avvocati, o patroni, rispondevano a tono per salvare il proprio cliente grazie soprattutto alla loro eloquenza. Ognuno poteva parlare per un tempo massimo stabilito dal presidente.
Dopo dei patroni, la parola andava ai testimoni anche se più che i fatti erano importanti le argomentazioni logiche per vincere il processo. Finito il dibattito, i giudici erano chiamati a deliberare scrivendo su una scheda assolto, colpevole o non è chiaro, solo nel caso richiesto dall’accusatore si esprimevano oralmente. Se non si raggiungeva la maggioranza, ci si sarebbe aggiornati, in caso di parità si sarebbe ricorsi alla legge. Concluso il tutto, il presidente redigeva un rapporto ufficiale con la sentenza da inserire nei registri. Se la persona fosse stata colpevole, l’accusatore sarebbe asceso socialmente.
Carica e proroga di Verre in Sicilia
L’ex-pretore Verre avrebbe dovuto stare in carica in Sicilia fino al 72, ma ottenne la proroga poiché il suo successore era impegnato nella guerra contro Spartaco e restò in carica anche per l’anno successivo per proteggere l’isole dalle bande armate di ribelli calabresi. Al magistrato era conferito l’Imperium e il senato stanziava del denaro per far fronte ad ogni spesa, l’unica cosa di cui si sarebbe dovuta occupare la provincia sarebbe stata il mantenimento del governatore e del suo seguito.
Ruolo dei questori in Sicilia
In Sicilia venivano estratti 2 questori (la Sicilia era stata conquistata prima in parte poi interamente) che avrebbero svolto le funzioni finanziarie affiancandosi a Verre, che però aveva la possibilità di controllo ampio sulle operazioni.