Processi
Prima lezione 26/09/2019
Processi 9 cfu Alamprese
Packaging 3 cfu Limbo (Libro in biblioteca: Materiali, tecnologie e qualità degli alimenti)
Introduzione al corso- definizioni e classificazioni dei processi
Tecnologia alimentare: complesso di operazioni che serve per ottenere e conservare alimenti e materie
prime le quali possono essere prodotte da agricoltura, allevamento o pesca. Le operazioni unitarie sono le
operazioni che messe insieme vanno a costituire una sequenza di operazioni che rappresentano un processo
della tecnologia alimentare.
L’unione di operazioni e processi fa tecnologia alimentare. Dobbiamo considerare tanti fattori, ma tutti sono
volti alla produzione di materie prime e alla conservazione di esse.
Obiettivi:
- Aumentare la conservabilità delle materie prime e consentire il trasferimento dai luoghi di produzione a
quelli di consumo. Devo poterle distribuire e devono essere disponibili in stagioni diverse da quelle della
produzione (svincolo dalla stagionalità)
- Produrre ingredienti partendo da materie prime che come tali non sono edibili o contengono fattori
tossici. Si cerca di massimizzare l’offerta naturale di materie prime. Esempio dei chicchi di grano —>
produzione di farine, amidi, crusche e altro è relativo alla edibilizzazione della materia prima con
conseguente trasformazione in prodotti finiti.
Li riassumiamo in:
1. Conservare
2. Trasformare
I due vanno effettuati con la massima efficienza quindi evitare sprechi di prodotto ed energia. Dobbiamo
minimizzare il danno tecnologico operando su materie prime o prodotti. Dobbiamo cercare di ottenere un
prodotto trasformato con la massima qualità, ottimizzare la qualità minimizzando il danno tecnologico.
Altre funzioni sono di
1. Garantire sicurezza igienico sanitaria e qualità costante
2. Fornire convenience: prodotti già preparati, dare comodità al consumatore a livello della comodità
d’uso. Anche il mono-porzionamento è un elemento di convenience per evitare sprechi.
3. Promuovere lo stato di salute anche attraverso functional food: prodotti funzionali, arricchiti con
vitamine o microrganismi che svolgono delle funzioni che sono benefiche per il nostro organismo. Sono
tutti i prodotti nutraceutici, arricchiti di sostanze naturali che fanno bene all’organismo come
antiossidanti, polifenoli ecc…
Queste sono tutte funzioni collaterali che vanno considerate nel produrre e progettare un prodotto alimentare.
I processi si sono evoluti nel tempo, prima lo scopo era di produrre alimenti in modo da avere cibo per tutti
(max efficienza) in sicurezza e di qualità.
Oggi d’altra parte dobbiamo gestire la qualità mediante la progettazione dei processi (progetto la qualità
partendo dalla gestione delle materie prime fino al prodotto finito). Assicuriamo la qualità in modo da
garantire con un determinato svolgimento l’ottenimento di un prodotto con qualità costante. Si parla di
sistemi di gestione della qualità —> from Farm to fork
Nell’evoluzione dell’industria alimentare in termine di valore aggiunto ai prodotti alimentari, si è passati da
un ingegneria di processo a un ingegneria di prodotto in cui io progetto il prodotto e adatto le condizioni
operative in modo da ottenere l’alimento che voglio con la qualità che desidero. Ciò ha richiesto una
modifica di concetti e di tecnologie applicate alla base delle tecnologie alimentari.
Process engineering VS product engineering
1. Process engineering: Alta efficienza, bassi costi, conservabilità adeguata. Sterilizzazione in lattina dei
prodotti, scambiatori di calore, tecniche di congelamento… 1850
2. Product engineering: Non sono i concetti unitari alla base, ma si parla di tecniche piu sofisticate.
Chimica colloidale, fisica degli alimenti, scienza dei polimeri e tecniche di analisi delle immagini. Sono
tecniche piu sofisticate in modo da raggiungere garanzia di sicurezza e qualità e dare prodotti che
permettano il benessere dei consumatori. Edulcoranti, UHT, produzione di estrusi, biotecnologia degli
alimenti, tecnologie innovative come riscaldamento ohmico, alte pressioni… progettazione di alimenti
funzionali. 2000
Aspetti del prodotto sono diversi, in particolari i caratteri critici che vanno affrontati sono in relazione con
l’intervento tecnologico
- Vulnerabilità delle materie prime da parte di parassiti —> difesa dalle avversità e dagli attacchi di
microrganismi
- Commestibilità condizionata da parti non eduli o frazioni che vanno riscaldate (non sempre materia
prima è di per se commestibile come chicco di grano) —> miglioro la commestibilità conferendo valore
nutrizionale all’alimento
- Fattori di rischio si evitano con un risanamento (evitare patogeni)
- Alterabilità della materia prima, è attaccabile da micro e altro quindi bisogna stabilizzare la materia
prima e proteggerla da eventuali attacchi ed eventi di degradazione. Stabilizziamo il prodotto
minimizzando il danno tecnologico.
- Ottenere un prodotto che sia comodo, conferire convenience.
1. Vulnerabilità: difesa che puo avvenire in campo (trattamenti chimici pesticidi, fisici reti o colture
protette serre) o post-raccolta (disidratazione, refrigerazione, atmosfera controllata o trattamenti chimici)
2. Commestibilità: rimozione di parti estranee (tegumento chicco di grano, cespo di insalata, pelle delle
patate) e isolamento parti eduli si attuano mediante processi di separazione. Posso anche isolare solo le
parti edibili di quel prodotto
3. Alterabilità: possiamo distruggere le cause come microrganismi alteranti quindi agire con trattamenti
termici e un confezionamento adatto per minimizzare l’effetto. Posso rimuovere le cause con filtrazioni
sterili o estrazione se la causa non è microbica ma di altra natura e intervengo su separazione e
confezionamento. Posso neutralizzare le cause quindi creo un ambiente sfavorevole per cui i fattori non
possono agire —> posso disidratare, sottrarre calore o usare conservanti per far si che micro rimangano
stabili e non alterino l’alimento. Posso trasformare le materie prime o i formulati in modo che non siano
piu alterabili per esempio agendo con fermentazione (sviluppo di micro positivi), cottura con la quale
risano il prodotto trasformandolo, formulazioni quindi ricettazione di un alimento per garantirne una
inalterabilità, frazionamento e ricombinazione o scambi di materia con confezionamento.
4. Fattori di rischio per sicurezza consumatore: Posso distruggere, rimuovere o minimizzare il fattore di
rischio. Opero con scambi di calore, separazione, alleggerimento. Per esempio parlando di
alleggerimento pensiamo ai grassi quindi proporre un prodotto light. (non solo micro, anche troppi
zuccheri o troppo grassi per soggetti specifici)
5. Rispondenza nutrizionale: posso denaturare, correggere la composizione, bilanciare. Come agisco per
esempio con scambiatori di calore per agire sulle proteine. Posso fortificare quindi aggiungere
componenti benefiche, alleggerire togliendo qualcosa di cattivo, posso sostituire. In ultimo la
formulazione per un bilanciamento ottimale.
6. Qualità: va sempre garantita, prevengo non conformità attuando una strategia di analisi dei rischi. Posso
controllare i punti critici agendo a livello di controllo nel processo e nel prodotto.
7. Convenienza: industrializzazione delle pratiche domestiche, dare al consumatore un alimento con poche
pratiche domestiche da fare (precottura, preparazione, istantaneizzazione). Attribuzione di contenuto di
servizio ovvero confezionamento o miniaturizzazione o diverse tipologie di confezionamento (regalo o
uso personale). Riduzione dei costi di produzione si riflette a livello economico sul prezzo, attuo
economia di scala di grandi entità di prodotto che sono piu economiche di quelle artigianali, uso nuove
tecnologie per un risparmio energetico (riscaldamento ohmico, campi elettrici pulsati). Posso contenere i
prezzi andando ad agire sulla distribuzione del mio prodotto ed evitare sprechi.
Processi lezione 2 1/10
22-25 ottobre parma cibustec
Tecnologia alimentare
Per processo intendiamo un insieme di operazioni materiali, attivita, controlli, messi in atto per
trasformare e controllare materie prime che diventano prodotti finiti.
Tutto ciò che va dalla materia prima al prodotto finale è parte del processo, che costituisce un
insieme di operazioni unitarie e lo svolgimento di essi con relativi materiali, attivita collaterali e
controlli.
Gli obiettivi del processo alimentare servono a conservare e trasformare alimenti. Un processo
puo essere per aumentare conservabilità per consentire trasporto e aumentare shelf-life (aumento la
durata delle materie prime per renderle conservabili a lungo e disponibili e commercializzate in
maniera adeguata).
Produce ingredienti alimentari come la farina da utilizzare nelle produzioni alimentari.
Produce un alimento finito con combinazione e trasformazione di materie prime ed ingredienti.
Le materie prime entrano nel processo e derivano da:
- Settori tradizionali di produzione primaria come allevamento o pesca
- Industrie di prima trasformazione (semilavorati) —> ingredienti creati con un processo di
tecnologia alimentare come la farina o matrici piu complesse
- Industrie che producono additivi, nutrienti, coadiuvanti, materiali di confezionamento.
Tutti i materiali che partecipano al processo vengono considerati in senso lato materie prime!
Definizioni che seguono da sapere sono domande d’esame
PRODUZIONE PRIMARIA:
Tutte le fasi della produzione, dell’allevamento o della coltivazione di prodotti primari, compresi il
raccolto, la mungitura e la produzione zootecnica precedente la macellazione e comprese la caccia
e la pesca e la raccolta di prodotti selvatici (Reg. 178/2002)
È tutto cio che ci permette di ottenere materie prime che posso usare come ingredienti per un
prodotto alimentare, per esempio la coltivazione di grano per ottenere farina che partecipa a
processi produttivi. Anche l’allevamento per produrre carne o latte è produzione primaria, cosi
come raccolta di prodotti ortofrutticoli.
PRODOTTI PRIMARI:
I prodotti della produzione primaria compresi quelli della terra, allevamento, caccia e pesca
(Reg. CE 852/2004)
PRODOTTI INTERMEDI:
Derivanti da manipolazioni e trasformazioni delle materie prime ma nn ancora diventati prodotti
finiti che sono oggetto di commercio.
Sono ingredienti derivati da lavorazione di prodotti primari, che posso utilizzare nella produzione
del prodotto finito.
Classificazione delle materie prime in base all’origine:
1. Animale: carne, latte, pesca, miele e uova (1990 prof. Peri)
2. Vegetale: cereali, legumi, piante oleaginose, frutti, vegetali, piante per produzione di zucchero,
piante tropicali (prodotti nervini come caffè, cacao), piante officinali o spezie (importante per
commercializzazione e uso di spezie nei prodotti alimentari).
3. Minerale: acqua e sali
PRODOTTI ALIMENTARI:
Destinato al consumo alimentare da parte dell’utente finale ottenuto da conservazione e
trasformazione delle materie prime
CODEX ALIMENTARIUS:
Raccolta di norme che è stata creata dalla FAO e dalla OMS approvata da tantissimi paesi del
mondo. Essendo delle norme e non delle leggi, le norme si applicano su base volontaria e in caso
contrario non ci sono multe perche sono raccomandazioni e linee guida.
Contiene degli standard per ogni prodotto e definisce per esempio indici chimici raccomandati, se
sono accettati dalla legislazione sono obbligatori, in caso contrario sono solamente una linea guida
per chi acquista il prodotto e deve decidere delle caratteristiche del prodotto.
L’alimento è un substrato che puo essere processato, semi-processato o crudo che è inteso per il
consumo umano e comprende le bevande, chewing-gum e ogni sostanza che è stata utilizzata nella
preparazione o nel trattamento di un alimento. Tutto ciò che viene consumato dall’uomo si
considera un prodotto alimentare.
PRODOTTI NON TRASFORMATI:
Nel regolamento 852/2004 si definiscono anche questi a livello europeo come prodotti alimentari
non sottoposti a trattamento, compresi i prodotti che siano stati divisi, separati, sezionati, affettati,
disossasti, tritati, scuoiati, frantumati, tagliati, puliti, rifilati, decorticati, macinati, refrigerati,
congelati, surgelati o scongelati. Non possono essere trasformati in qualcosa che sia a livello
chimico-fisico diversa dalla materia di partenza.
PRODOTTI TRASFORMATI:
Ottenuti dalla trasformazione di prodotti non trasformati che possono contenere ingredienti
necessari alla lavorazione e che conferiscono loro caratteristiche specifiche. Il prodotto non
trasformato è costituito da un unica materia prima, mentre questo è combinazione di piu ingredienti,
per esempio latte UHT perché il trattamento termico ne ha cambiato la natura rispetto al punto di
partenza.
PROCESSO TECNOLOGICO:
Insieme di attività costituito da una sequenza ordinata di operazioni unitarie applicate in
determinate condizioni operative ad una o piu materie prime. Il prodotto finito è il risultato di tuti i
fenomeno che hanno luogo nel corso del processo.
OPERAZIONE UNITARIA:
Si basa su principi unitari che possono essere descritti tramite equazioni di bilancio o cinetiche che
non dipendono dalla specifica applicazione e dal materiale trattato.
Le operazioni unitarie si suddividono in fondamentali e secondarie:
Fondamentali: svolgono il ruolo primario in un processo di conservazione o trasformazione come
• Trattamento termico.
• Refrigerazione anche combinata con tecnologie leggere che non impattano molto sulle
caratteristiche del prodotto.
• Congelamento.
• Sterilizzazione.
• Disidratazione.
• Frazionamento meccanico.
• Frazionamento con metodi fisico-chimici.
• Miscelazione semplice.
• Miscelazione con strutturazione.
• Trasformazione chimico o comico fisica.
• Trasformazione indotta da reazioni chimiche o enzimatiche o indotta da azioni microbiche.
Posso ricondurre le operazioni unitarie sempre ad una di queste categorie, ci permettono di definire
una cerata tipologia di processo perche hanno ruolo nel definire le proprietà del prodotto alimentare
finito.
Secondarie sono complementari al processo di produzione e non hanno ne finalità conservative ne
finalità di trasformazione, ma servono per preparare il prodotto alla trasformazione
• Riduzione dimensioni
• Formazione
• Stabilizzazione termica (fasi di scottatura o temperaggio, serve solo a portare prodotto a
condizioni particolari per poi svolgere operazioni fondamentali)
• Condizionamento stato fisico (scongelamento)
• Condizionare contenuto di acqua (osmosi inversa, concentrazione, evaporazione)
• Separazione di componenti minori o impurità (allontano una parte del prodotto che non ritengo
edibile)
• Addizione di componenti minori (aggiunta CO2, copertura superficiale, immersione,
antiossidanti)
• Selezione (cernita di un prodotto che c’è sempre nel processo alimentare)
• Condizionamento (relative anche al packaging)
• Trasferimento (a livelli di impianto si trasferiscono alimenti da una parte all’altra)
PROCESSI DI CONSERVAZIONE:
Le tecnologie di conservazione hanno lo scopo di prolungare la vita commerciale di un alimento
cercando di non alterare le caratteristiche della materia prima o del prodotto non trasformato per
mantenerle piu a lungo nel tempo. Devo prolungare la durata commerciale del prodotto alterando
nella misura minore possibile le caratteristiche geometriche, strutturali, meccaniche, fisiche,
chimiche, microbiologiche e sensoriali e nutrizionali delle materie prime o dei semilavorati dai
quali siamo partiti per la produzione del prodotto finale.
TRASFORMAZIONE:
Hanno lo scopo di modificare le caratteristiche geometriche, strutturali, chimiche, fisiche,
microbiologiche dei semilavorati per dare prodotti con determinate caratteristiche di proprietà
sensoriali, nutrizionali, di lavorabilita, di convenience e di stabilità. In questo caso perdo le
caratteristiche delle materie prime che ho miscelato.
Danni tecnologici:
Le finalità sono di massimizzare efficienza, ottimizzare qualità e minimizzare danno tecnologico.
Quest’ultimo avviene durante il processo e puo far scadere proprietà sensoriali o nutrizionali di
alimento prodotto che stiamo trattando. Per esempio il trattamento termico, bisogna scegliere
tempo e temperatura per mantenere salubrità e non sviluppare danni come il sapore di cotto nel
latte.
• Danno meccanico: è a livello strutturale del prodotto, rottura, uscita di succhi, fessurazione,
formazione di fini. Sono danni dovuti ad azione come pressione e sforzo di taglio (shear-stress)
oltre i limiti di resistenza dei prodotti
• Danno termico: danno causato dal calore che viene fornito al prodotto oppure puo anche essere
determinato dalla sottrazione di calore. Si manifesta con perdite di nutrienti, formazione off-color
off-flavour. Puo provocare o favorire il danno meccanico perche danneggio a livello cellulare.
Puo favorire o accelerare danno chimico
• Danno chimico: dovuta a reazioni chimiche in particolare ossidazioni, proteolisi, lipolisi,
isomerizzazione, fotodegradazione. L’entità del danno dipende dalla concertazione di sostanze
reagenti e dalle condizioni operative al contorno che favoriscono o inibiscono le reazioni.
• Danno da contaminazione: possono essere da parte di agenti chimici o fisici l’intensità dipende
dalla concentrazione degli agenti inquinanti.
Entità=intensità x durata
Altro scopo dei processi è ottimizzare la qualità, devo trasformare e conservare massimizzando
l’efficienza e minimizzando danno per ottimizzare la qualità del prodotto finito.
La qualità del prodotto finale deve essere sempre l’obiettivo che guida tutta la progettazione e i
controlli da effettuare durante il processo. Quando si progetta un processo dobbiamo definire cosa si<
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Domande processi della tecnologia alimentare con elementi di packaging parte 1 e 2 Processi
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processi della tecnologia alimentare con elementi di packaging
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Domande Processi della tecnologia alimentare con elementi di packaging
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