PROCESSI DOMANDE RIFATTE
1. ATTENZIONE Per motivi pratici qui NON SONO INSERITI SOLO i flow sheet che
devono essere studiati e saputi ciascuno di ogni prodotto in maniera approfondita in
quanto una domanda verte sempre su uno o due di loro (sapere sia i passaggi che i
macchinari come funzionano e le condizioni operative) !!! IL RESTO DELLE DOMANDE
FREQUENTI E’ PRESENTE! Alla fine illustro CONSIGLI PERSONALI POST ESAME.
2.Illustra la tavola sinottica di classificazione dei processi alimentari.
Dal punto di vista concettuale, per processo alimentare s’intende l’insieme di
operazioni , di materiali e di attività nonché di controlli messi in atto per conservare
e/o trasformare le materie prime impiegate nell’industria per la realizzazione di
prodotti finiti destinati al consumo umano. Gli obiettivi quindi sono generare alimenti e
ingredienti nonché prolungarne la loro conservabilità. Sapendo che un prodotto
alimentare nello specifico non è altro che il risultato di una specifica sequenza
tecnologica alias processo applicato ad una specifica materia prima, si è arrivati nel
1990 a realizzare una tabella di classificazione dei processi, elaborata da Peri. La
tavola sinottica è a due dimensioni aventi materie prime e processi come coordinate e
dall’intersezione nascono una serie di prodotti specifici. Lungo le materie prime vi è
l’elenco tra carne, latte e derivati, cereali e derivati, pesce etc… mentre i processi
fanno distinzione tra quelli di conservazione da quelli di trasformazione. Tra i primi si
annoverano la conservazione a breve termine che allude ad una semplice
refrigerazione o pastorizzazione , e la conservazione a lungo termine che allude a
trattamenti più intensi che spesso modificano drasticamente alcuni aspetti specie
nutrizionali dell’alimento come la sterilizzazione, la disidratazione, l’essiccamento
etc… D’altra parte vi sono i processi di trasformazione che si dividono in 3 categorie,
per frazionamento meccanico o fisico, qui vi rientra l’ottenimento di ingredienti come
l’olio o lo zucchero. Segue la trasformazione per combinazione dove si riuniscono
materie prime come per la realizzazione della pasta o del gelato. Per finire vi è la
trasformazione per via chimica, biologica o microbiologica in cui ad agire sono MO,
enzimi o reazioni chimiche particolari che consentono l’ottenimento di vari prodotti
come vino, birra , formaggio e molti altri ancora.
3/5.Descrivi l’evoluzione delle strategie di controllo di processo./ descrivi le strategie di
controllo PAT.
Analizzare un processo alimentare significa avere la possibilità di apportare migliorie e
tenere sotto controllo molti aspetti ed elementi che influenzano la qualità finale del
prodotto alimentare destinato al commercio. In altre parole significa esercitare
controllo sulle materie prime, sulla sequenza delle operazioni che si svolgono (flow-
sheet), sulle condizioni operative , sugli impianti, sui flussi di materiali e persone e
sulle strutture… Tutti questi aspetti sono altresì identificati in termini specifici di
settore come fattori critici di controllo. L’esercitare controllo su tali aspetti in maniera
corretta garantisce l’ottenimento di una qualità costante nel tempo lungo il processo.
Esistono varie tipologie di controlli. Si parte dal controllo finale che si concentra
essenzialmente su analisi che verificano la qualità del prodotto al termine della sua
fabbricazione. Tale metodo non fornisce tuttavia un efficiente assicurazione della
qualità dei prodotti per una serie di ragioni, dalla difficoltà nel ottenere un campione
rappresentativo , alle tempistiche e risorse etc… Si passa così al controllo statistico
che comprende un controllo della qualità lungo il processo di produzione e un controllo
sui materiali in ingresso ricevuti da fornitori esterni. Questo tipo di controllo in ingresso
è molto dispendioso in termini di tempo e di denaro visto che prevede l’analisi di ogni
singolo lotto che giunge in azienda, per questo motivo spesso le aziende optano per
progettare test da condurre in base ad uno storico dati aziendali , all’affidabilità del
fornitore ed altri aspetti. Ovviamente allo stesso tempo questo controllo statistico
pianifica la qualità durante lo svolgimento del processo includendo i piani di ispezione
possibili e le aree in cui eseguire azioni correttive. Segue poi per concludere
l’evoluzione finale dei controlli rappresentata dal PAT (Process analytical technology)
che prevede il monitoraggio in tempo reale del processo attraverso la misurazione
continua e costante dei parametri qualitativi strategici.
Il PAT inizia con un’analisi critica del processo al fine di individuare i parametri che
possono essere controllati. Segue una stesura e comprensione degli effetti sul
campionamento tra la dinamicità del processo e le tecniche analitiche impiegate
(conoscenza di incertezze di misura, frequenza misura, tempo, campionamenti
successivi etc..), si sceglie poi uno strumento analitico per le misurazioni (definite in
linea o sulla linea ) e si analizzano infine i dati ottenuti . Il PAT prevede così
l’introduzione di un sistema di controllo ovvero un dispositivo che scambia
informazioni e azioni col processo per modificarne il comportamento qualora sia
rilevata la presenza di un errore senza o con ridotto intervento umano. Infatti è grazie
all’introduzione di un sistema di controllo efficacie ed efficiente che si è potuto
giungere alla realizzazione di processi di produzione automatizzati.
4.Spiega le diverse fasi dell’approccio Qbd.
Il Qbd è definito come un approccio sistematico allo sviluppo di un prodotto basato su
principi scientifici e sulla gestione del rischio e che partendo da obiettivi predefiniti
enfatizza il controllo del processo. Lo scopo quindi del Quality by design è progettare
un prodotto di qualità e il suo processo produttivo per fornire la performance
desiderata del prodotto. Per farlo quindi è necessario avere un’ottima conoscenza del
processo, avere un feed-back in tempo reale quindi applicare ad esempio un controllo
come il PAT e garantire un continuo miglioramento. Il qbd si articola attraverso una
successione precisa di fasi. Si parte con l’identificazione delle caratteristiche del
prodotto che ne definiscono la qualità , nonché si identificano le caratteristiche delle
materie prime che influenzano le caratteristiche del prodotto e si individuano i
parametri di processo che influenzano sempre le caratteristiche di prodotto. Segue un
applicazione di tecniche di gestione del rischio per individuare le relazioni tra
caratteristiche di prodotto e di materie prime e parametri di processo. In questo modo
si passa alla progettazione e implementazione di una strategia di controllo che
consente un monitoraggio continuo e un aggiornamento del processo qualora siano
presenti errori al fine di assicurare un qualità riproducibile in automatico senza
approvazioni ulteriori.
6.Descrivi le principali cause di deterioramento negli alimenti e i relativi fattori di
controllo.
Col termine alimento s’intende quella categoria di prodotti destinati al consumo
umano in totale sicurezza sia in termini qualitativi del prodotto sia per la salute del
consumatore. Gli alimenti possiedono una determinata conservabilità che è
influenzata da vari fattori, a partire dai trattamenti impiegati per realizzarli e dalle
caratteristiche chimico-fisiche. Ciò significa che gli alimenti possono andare incontro a
varie forme di deterioramento nel corso del tempo. Il deterioramento avviene
generalmente su prestazioni sensoriali, sul valore nutrizionale o sulla sicurezza
igienica/tossicologica e avviene per effetto o di fattori chimici, o fisici o biologici o
combinati tra loro in varie modalità. Malgrado ciò esistono una moltitudine di fattori
specifici che incidono negativamente causando un deterioramento accentuato come il
calore, l’umidità, la luce, le radiazioni elettromagnetiche, l’ossigeno piuttosto che
enzimi, MO o parassiti. In genere le modificazioni che modificano questi aspetti
dell’alimento derivano da un effetto combinato di vari fenomeni le cui cinetiche ovvero
le velocità di sviluppo sono influenzate dalla temperatura e la legge a sostegno di tale
affermazione è l’equazione di Arrhenius. Tra le modificazioni chimiche più note
rientrano ad esempio reazioni chimiche come l’ossidazione o l’imbrunimento non
enzimatico … Tra le modifiche fisiche , la migrazione dell’acqua piuttosto che la
retrogradazione dell’amido etc… Tra i biologici vi sono imbrunimento enzimatico o
fenomeni idrolitici etc… Ad esempio prendendo il caso di un formaggio come il
taleggio, le alterazioni chimiche si avvertono con la comparsa di prodotti come
ammoniaca, AA liberi piuttosto che alterazioni sensoriali come variazione di colore,
sviluppo di aroma molto intenso e comparsa di muffe. Il deterioramento quindi
modifica texture, aspetto e flavour di un prodotto alimentare e può talvolta causare la
perdita di nutrienti come le vitamine. I fattori di controllo impiegati per tenere
sott’occhio questo deterioramento inevitabile talvolta, si dividono in due categorie. Da
una parte vi sono i fattori intrinseci come l’umidità, il pH, aw etc.. e dall’altra parte vi
sono fattori estrinseci come le condizioni di conservazione (dalla T alla luce, UR…)
piuttosto che le varie tecnologie di confezionamento o trattamenti tecnologici vari.
7.Spiega i principi della conservazione degli alimenti basato sulla Hurdle-Technology.
Gli alimenti possiedono una shelf-life ovvero una vita commerciale più o meno ridotta
a seconda del trattamento che subiscono e dalle condizioni in cui sono posti durante e
dopo il processo. La Hurdle-Technology è un termine che fa riferimento al trattamento
di stabilizzazione attraverso interventi combinati dove ogni intervento rappresenta un
ostacolo che l’agente alterante deve superare. Il fatto che tali interventi siano
combinati tra loro è essenziale in quanto consente di minimizzare i possibili danni
provocati da ciascuno di essi sulla qualità del prodotto garantendo così
contemporaneamente la massima efficacia di conservazione. In generale l’efficacia
della combinazione degli interventi dipende dalla contaminazione microbica iniziale
dell’alimento e dalla sua composizione in termini chimico-fisici. In questa maniera è
possibile soddisfare l’esigenza di ottenere una shelf-life idonea al prodotto considerato.
8.Descrivi l’importanza della catena a freddo e illustra i fattori importanti da
considerare.
Una delle tecniche più utilizzate nell’industria alimentare per raggiungere una
conservazione a breve termine è sicuramente la catena del freddo. Tale terminologia
fa riferimento a quell’insieme di attività e attrezzature che riguardano il trasporto, la
conservazione e la vendita di alimenti refrigerati, surgelati o congelati. L’obiettivo
della catena del freddo è impedire che si verifichino danni alla salute del consumatore
e minimizzare l’eventuale perdita di qualità dovuta alla tecnologia impiegata che sia
essa di surgelazione, congelamento o refrigerazione. Uno dei fattori importanti da
considerare tuttavia è l’abuso di T che si può verificare con un mancato controllo di
questo parametro fondamentale per la catena del freddo. Infatti un aumento
spropositato della T di conservazione nel tempo causa problematiche in termini di
sicurezza e problematiche sensoriali e nutrizionali. Ad esempio in un prodotto come il
gelato si può avvertire la presenza di cristalli di ghiaccio piuttosto che i vegetali
surgelati uniti in blocchi o la comparsa di odori o gusti anomali. Queste fluttuazioni è
stato registrato che spesso di verificano a livello delle operazioni di trasferimento dai
magazzini frigoriferi fino al trasporto nella grande distribuzione e fino al trasporto a
casa. Per questo è essenziale controllare la T sia durante il processo di produzione ,
difatti viene considerata come CCP di un piano HACCP, sia durante la distribuzione
dove si cerca attraverso appositi strumenti di verificare e monitorare che essa si
mantenga costante rispetto all’ambiente in cui si trova il prodotto e sia durante
l’esposizione dove un’errata sistemazione dei prodotti nei banconi e un’insufficiente
manutenzione degli impianti di refrigerazione possono causare innalzamenti
spropositati.
9.Descrivi la fisiologia post-raccolta degli ortofrutticoli e gli effetti della T, della
concentrazione di etilene e dell’umidità sulla conservabilità di questi prodotti.
I prodotti ortofrutticoli in base alla tecnologia conservativa possono essere distinti in 5
categorie: gli ortofrutticoli di I gamma che comprendono i vegetali freschi che ricevono
una ridotta attività di condizionamento, di solito una semplice refrigerazione e che
vengono venduti sfusi nei banconi. I prodotti di II gamma comprendono conserve e
semiconserve. I prodotti di III gamma sono ortofrutticoli surgelati, quelli di IV sono i
cosiddetti prodotti freschi,lavati tagliati e pronti all’uso come ad esempio le insalate in
busta e per finire i prodotti di V gamma che sono i precotti. Generalmente la vita degli
ortofrutticoli può essere suddivisa in 3 principali stadi fisiologici: la fase iniziale di
crescita in cui si verifica una divisione e distensione cellulare, una seconda fase di
maturazione in cui s’innestano diverse attività metaboliche e per concludere una terza
fase di senescenza, nota per dare inizio a processi catabolici come il Ripening
costituito da respirazione o produzione di etilene. Generalmente tra le attività
metaboliche post-raccolta possibili ve ne sono 3 di rilevanza, da una parte la
respirazione. Se l’ambiente è ricco di ossigeno, substrati organici complessi ricchi di
energia come zuccheri possono andare incontro a reazioni chimiche di ossidazione
degradandosi a composti più semplici e soprattutto rilasciando acqua , co2 ed energia
impiegata poi dalla cellula per reazioni di sintesi. Se invece l’ambiente scarseggia di
ossigeno allora si passa alla produzione di etilene che è un composto tossico in questo
caso per i tessuti in quanto produce etanolo e si manifesta attraverso un sapore amaro
nel vegetale. D’altra parte vi è la traspirazione che invece prevede una semplice
perdita di acqua allo stato di vapore. La concentrazione di etilene incide molto sulla
conservabilità in quanto la sua presenza massiccia abbassa lo stimolo dell’attività
metabolica e questo si traduce con una minor attività biologica del vegetale che
pertanto si conserva più a lungo. Ciò spiegherebbe il perché i vegetali vengono
conservati in atmosfera protettiva. La temperatura è un altro fattore molto incisivo ,
specie per la respirazione tenendo presente che essa implica numerose reazioni
catalizzate da enzimi la cui velocità dipende direttamente dall’incremento o
decremento della T stessa. Si stima che ogni 10°C di aumento o diminuzione , la
velocità di azione aumento o diminuisce di un fattore compreso tra i 1,8 e 3.
Generalmente le alte T possono segnare la presenza di anomalie e perdita di pigmenti
nonché di componenti essenziali, le basse T invece coadiuvano la riduzione del
metabolismo respiratorio (i processi vitali )ovvero aumentano la produzione di etilene
e quindi aumentano la shelf-life del prodotto. Tuttavia le basse T devono essere
controllate in quanto nel tempo possono causare danni da freddo come lesioni
superficiali, imbrunimenti, maturazioni incomplete e modifiche sensoriali etc…
per quanto riguarda l’ultimo fattore, l’umidità, essa è correlata alla traspirazione, la
sua attività è inversamente proporzionale alla presenza di acqua. La forte presenza di
umidità implica un intensa attività metabolica alias respiratoria.
10.Spiega le principali cause di deterioramento dei prodotti di IV gamma e i relativi
fattori di controllo.
I prodotti di IV come le insalate in busta sono ortofrutticoli freschi, lavati tagliati e
pronti all’uso e rappresentano sotto molti aspetti l’innovazione e un traguardo
importante per il settore alimentare degli ortofrutticoli. Malgrado ciò la conservabilità
di tali prodotti è soggetta ad un costante deterioramento per opera di una serie di
fattori. 4 nello specifico, la respirazione, la traspirazione, la produzione di etilene e il
taglio. Ciò significa che sono prodotti caratterizzati da una shelf-life ridotta rispetto ai
corrispondenti freschi venduti sfusi. E’ quindi essenziale che siano trattati
correttamente evitando proliferazioni di MO e altre alterazioni. Il danneggiamento più
gravoso è quello operato sulla membrana della ce
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