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Riassunto esame Procedura Penale, prof. Scalfati, libro consigliato Procedura Penale, Tonini

Riassunto per l'esame di Procedura Penale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo Procedura Penale, Tonini, edizione XIII, consigliato dal docente Scalfati. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il giudice, Art. 104: la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere; il giudice di pace.

Esame di Procedura penale docente Prof. A. Scalfati

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ESTRATTO DOCUMENTO

della stessa. Una volta compiute le indagini il PM può formulare le imputazioni);

> iscrizione coatta nel registro degli indagati;

> imputazione coatta: dispone con una ordinanza che il PM formuli imputazioni entro 2 giorni

– dalla formulazione dell'imputazione coatta, il giudice deve fissare con un decreto la data

dell'udienza preliminare. –

– Cap V

IL PROCEDIMENTO ORDINARIO

– Udienza preliminare

Assicura che il giudice controlli la legittimità ed il merito della richiesta di rinvio a giudizio

– formulata dal pubblico ministero.

Richiesta di rinvio a giudizio

Segna il passaggio dalla fase delle indagini preliminari alla fase dell'udienza preliminare. È il

– modo ordinario con il quale è esercitata la funzione penale.

2 esigenze

– diritto di difesa: si possono assumere nell'udienza preliminare alla fase dell'udienza preliminare

– le prove che permettono all'imputato di dimostrare che non esistono sufficienti elementi di

accusa.

Principio di immediatezza: la prova, sulla quale si basa la decisione del giudice, deve formarsi

– davanti a quest'ultimo in dibattimento.

Art 418 comma 1: al giudice per le indagini preliminari spetta di fissare giorno, ora e luogo

dell'udienza.

Art 416 comma 2: nella richiesta di rinvio a giudizio il pubblico ministero deve trasmettere il

fascicolo delle indagini.

Art 419 comma 1: l'imputato è avvertito che, se non compare all'udienza, sarà giudicato in

contumacia.

Art 420 comma 2: il giudice deve controllare se vi è stata regolare costituzione delle parti e deve

ordinare la rinnovazione degli avvisi o della notificazione di cui abbia accertata la nullità.

ART 420 bis comma 1: il giudice deve rinnovare l'avviso anche quando la prova che l'imputato

non ha avuto 'effettiva conoscenza' dello stesso senza sua colpa, non sussiste e tuttavia appare

probabile la mancata conoscenza incolpevole.

ART. 420 TER comma 3: il giudice ha il potere di accertare se l’imputato ha un legittimo

impedimento e se questo provoca una assoluta impossibilità di comparire in udienza. Se le due

condizioni sono presenti, il giudice deve disporre il rinvio ad una nuova udienza e ordinare la

rinnovazione dell’avviso.

ART. 421: nei suoi vari commi riguarda la costituzione delle parti, la documentazione delle

investigazioni difensive (nell’ambito delle richieste di ammissione di atti e documenti).

ART. 122: è prevista una “attività di integrazione probatoria del giudice”, che consiste nel potere

di assumere prove nel corso dell’udienza preliminare. Il presupposto perché tale potere sia

esercitabile sta nell’impossibilità di decidere allo stato degli atti.

ART. 422 COMMA 2: ove le prove non possono essere assunte immediatamente, il giudice deve

fissare la data della nuova udienza e disporre la citazione dei testimoni, dei periti, dei consulenti

tecnici e delle persone indicate nell’art 270 di cui siano stati ammessi l’audizione o

l’interrogatorio.

ART. 422 COMMA 4: l’imputato può chiedere di essere sottoposto all’interrogatorio “in ogni

caso”, e cioè senza che il giudice possa sindacare l’ammissibilità di tale atto.

ART. 425: la sentenza di non luogo a procedere è pronunciata in base a motivi di diritto o di

fatto, quando:

sussiste una causa che estingue il reato;

– sussiste una causa per la quale l’azione penale non doveva essere iniziata e proseguita;

– il fatto non è previsto dalla legge come reato;

– esiste la prova che l’imputato è innocente;

– è accertato che la persona non è punibile per qualsiasi causa, ivi compreso il difetto di

– imputabilità;

il giudice deve pronunciare sentenza di non luogo a procedere “anche quando gli elementi

– acquisiti risultano: Insufficienti

– Contraddittori

Non idonei a sostenere l’accusa di giudizio

ART. 423: ove accerti che il fatto addebitato non risulti enunciato in modi chiaro, il giudice deve

sollecitare il PM a precisare l’imputazione con il meccanismo di adeguamento previsto da

questo articolo, da applicarsi in via estensiva.

ART. 429: il decreto che dispone il giudizio deve contenere “l’enunciazione in forma chiara e

precisa del fatto” e delle circostanze con l’indicazione dei relativi articoli di legge.

Poteri del presidente e dell’organo giudicante

Ripartizione poteri:

– di direzione al presidente;

– se il giudice è monocratico i poteri si cumulano nel medesimo magistrato;

– decisori all’intero collegio.

– Udienza: tempo di una singola giornata dedicata allo svolgimento di uno o più processi.

– Dibattimento: trattazione in udienza di un determinato processo.

– Verbale d’udienza: redatto da un ausiliario che assiste il giudice, inserito nel fascicolo più il

– dibattimento. Principi

Contraddittorio: può essere:

– debole: negli atti garantiti durante le indagini preliminari quindi assicura la presenza del

– difensore in un atto di indagini.

forte: nella fase del dibattimento comportando la partecipazione delle parti alla formazione

– della prova sotto forma di esame se la prova è orale.

Oralità: pronuncia le parole destinate ad essere udite. Ciò che è espresso oralmente può essere

– oggetto di documentazione verbale;

immediatezza: comporta un rapporto privo di intermediazione tra acquisizione delle prove e

– decisione dibattimentale cioè deve essere identità fisica tra il giudice che decide e i giudici di

fronte ai quali si svolge il dibattimento;

concentrazione: impone che non vi siano intervalli fra assunzione della prova in udienza,

– discussione finale e deliberazione della sentenza.

– Svolgimento ordinario dell’udienza

Costituzione delle parti;

– ammissione di atti e documenti;

– esposizione del pubblico ministero;

– dichiarazioni spontanee ed eventuale interrogatorio dell’imputato;

– esposizione dei difensori delle parti private;

– conclusioni;

– decisione interlocutoria o definitiva del giudice (art 421).

– La modifica dell’imputazione

Fatto diverso: il P.M. è legittimato a contestare all’imputato un fatto “diverso” da quello

– descritto nella richiesta di rinvio a giudizio. Ciò vale anche quando si deve aggiungere:

una circostanza aggravante;

– un fatto commesso in esecuzione del medesimo disegno criminoso;

– o un altro reato commesso con la medesima condotta.

– Il P.M. modifica l’imputazione e la contesta all’imputato presente.

– Fatto nuovo > se l’imputato non presta il consenso, il P.M. deve rifare le indagini preliminari

– per il nuovo reato. Il P.M. può chiedere che sia contestato all’imputato se si tratta di un reato

procedibile d’ufficio. L’imputato può consentire, o meno, alla modifica dell’imputazione; ove

l’imputato consenta, il giudice autorizza la contestazione. L’imputato valuta se gli conviene

percorrere lo svolgimento ordinario di un nuovo procedimento o affrontare direttamente la

valutazione del giudice nell’udienza preliminare.

Fascicolo per il dibattimento: vi sono raccolti quegli atti, compiuti prima del dibattimento, che

– si sono formati nel contraddittorio delle parti o che sono nati fin dall’inizio come “non

ripetibili” (art 431). È conosciuto dal giudice e dalle parti e può essere utilizzato ai fini della

decisione.

Fascicolo del pubblico ministero: contenuto residuale. In base all’articolo 433 vi sono raccolti

– gli atti compiuti dal P.M. e dalla polizia giudiziaria che siano ripetibili in dibattimento.

Comprende:

– atti acquisiti all’udienza preliminare, unitamente al verbale dell’udienza;

– fascicolo del difensore: è conosciuto dalle parti e non dal giudice di dibattimento. Gli atti

– contenuti in questo fascicolo non possono essere letti (art 514) e quindi non possono essere

utilizzati per la decisione, salvo quanto previsto in alcuni articoli.

Investigazione difensiva

Diritto alla prova (sistema accusatorio), ricerca fonti, richiesta valutazioni, assunzioni.

– L. 12/99: nuovi elementi in art 111 Cost. Parità delle parti e con comma 3 si riconosce

– all'imputato il diritto di disporre del tempo e delle condizioni necessarie per preparare la difesa;

il difensore ha facoltà di svolgere investigazione difensiva per acquisire elementi a favore del

– proprio assistito;

ex art 327 bis: il titolare del potere di svolgere investigazione difensiva è il difensore ma anche

il sostituto, l'investigatore privato autorizzato;

con l n 397 2000 vi è un riconoscimento dell'attività investigativa preventiva per l'eventualità di

– un processo penale;

intervista difensiva di testimoni e indagati;

– Art 391 bis disciplina le modalità di interviste:

colloquio non documentato di difensori e ausiliari;

– assunzioni di informazioni;

– dichiarazione scritta di difensore e sostituto.

– Sono esclusi dall'intervista il responsabile civile, il civilmente obbligato e il giudice.

Avvisi

(prima del colloquio il difensore e l'ausiliario devono avvertire la persona intervistata, pena

inutilizzabilità dell'atto):

a) della propria qualità e scopo;

b) se intende conferire o ricevere dichiarazioni o assumere informazioni;

c) obbligo di dichiarare se è sottoposto a indagini o imputato sullo stesso o per il procedimento

connesso o per i reati collegati;

d) facoltà di non rispondere;

e) di responsabilità penale in seguito a false dichiarazioni;

f) divieto di rivelare domande rivolte dalla polizia giudiziaria o dal pm.

– IL GIUDIZIO DI PRIMO GRADO

– Atti preliminari al dibattimento

Inizio: la cancelleria del giudice competente riceve il decreto che dispone il giudizio ed il

– fascicolo del dibattimento.

Fine: in udienza il presidente dell’organo giudicante dichiara aperto il dibattimento.

– Al termine dell’udienza preliminare il giudice chiede al presidente dell’organo competente il

– giorno e l’ora dell’udienza dibattimentale.

Funzione necessaria > svelare quali sono i testimoni, consulenti tecnici, periti ed imputati

– connessi, dei quali una parte intende chiedere l’ammissione in dibattimento al momento delle

richieste di prova.

Funzioni eventuali >

– °ottenere dal presidente del collegio giudicante l’autorizzazione alla citazione dei testimoni,

– consulenti tecnici, periti e imputati connessi;

° permettere l’assunzione di prove urgenti;

– ° permettere la pronuncia di una sentenza anticipata di proscioglimento.

– Art. 468 comma 1 > le parti che intendono chiedere l’esame di testimoni, periti, consulenti

– tecnici e imputati connessi o collegati devono depositare in cancelleria, almeno sette giorni

prima della data fissata per il dibattimento, la lista con la indicazione delle circostanze su cui

deve vertere l’esame.

Art 392 > l’assunzione delle prove “urgenti” e cioè non rinviabile al dibattimento, è richiesta

– dalle parti al presidente del collegio giudicante, quando è possibile procedere a incidente

probatorio.

– Atti introduttivi al dibattimento

° Costituzione delle parti

– Diritto dell’imputato a partecipare al processo: rinnovazione del giudice della citazione quando

– l’imputato non ha avuto conoscenza della stessa senza sua colpa. L’imputati può essere assente

se c’è un legittimo impedimento o se non vi è stata nessuna causa di impossibilità a comparire

allora l’imputato sarà giudicato in contumacia.

Questioni preliminari

– questioni concernenti la competenza per territorio o connessione;

– q. concernenti le nullità indicate nell’art 181 1 e 2 comma cioè nullità relative da eccepire

– prima della fine dell’udienza preliminare;

regolare la costituzione delle parti private diverse dall’imputato;

– questioni concernenti il fascicolo per il dibattimento;

– riunioni o separazioni dei procedimenti.

– Dibattimento

Apertura dibattimento e richieste di prova presentate dal PM e dai difensori delle parti private e

dal difensore dell’imputato. Per primi parlano il PM e la parte civile; le parti hanno l’onere di

anticipare la propria strategia. La richiesta è valutata dal giudice nella sua pertinenza e

rilevanza; il presidente impedisce ogni divagazione, ripetizione e interruzione degli atti,

compiuti durante le indagini preliminari.

Istruzione dibattimentale

L’ordine dei casi: o porzioni di tempo nella quale ciascuna parte provvede all’assunzione delle

– prove richieste. Il caso dell’accusa precede quello della difesa.

Esame delle parti: può essere svolto subito dopo il caso dell’accusa o per richiesta della stessa o

– per richiesta di un’altra parte su consenso della parte interessata.

Esame incrociato: insieme di regole con le quali le parti pongono domande alla persona

– esaminata. Ci sono 3 momenti:

esame diretto: per ottenere la manifestazione dei fatti conosciuti dal testimone per dimostrare

– che la tesi sia attendibile;

contro esame: è condotto dalla parte che ha interesse contrario a quella che ha chiesto l’esame

– del testimone su fatti o credibilità del test;

riesame: è condotto dalla persona che ha chiesto la testimonianza per consentire il recupero dei

– fatti messi in dubbio dal contro esame.

Principio del contraddittorio

Debole: assicura il diritto del difensore ad essere presente ad un atto di indagine o a conoscere il

– relativo verbale.

Forte: le parti partecipano alla formazione della prova (art 111 comma 4). Le domande sono

– poste dapprima dalla parte che ha chiesto l’esame di una determinata persona.

Eccezioni al contraddittorio

Consenso imputato:

– - nell’ambito di riti semplificati che omettono il dibattimento;

– con il consenso dell’imputato è possibile acquisire al dibattimento prove formate fuori dal

– contraddittorio.

B) accertata impossibilità di natura oggettiva: l’oggettività allude a cause indipendenti dalla

– volontà di taluno assimilabile a situazioni forza maggiore;

C) la provata condotta illecita: comportamenti contrari al diritto finalizzati a indurre il

– dichiarante al sottrarsi al contraddittorio.

Principio di concentrazione

Art 477: “quando non è assolutamente possibile esaurire il dibattimento in una sola udienza, il

– presidente dispone che esso venga proseguito nel giorno seguente non festivo”.

Questioni preliminari

° concernenti “la competenza per territorio o per connessione”;

– ° “ “le nullità indicate nell’art 181 comma 2 e 3”;

– ° “ la regolare costituzione delle parti private diverse dall’imputato.

– –

Dibattimento

Momento principale della fase del giudizio di primo grado.

– Nucleo centrale > istruzione dibattimentale.

– Lettura del capo di imputazione (art 492);

– richiesta di prove;

– istruzione dibattimentale;

– discussione delle parti (art 523).

– Richiesta di prova: presentata dal pubblico ministero e dai difensori delle parti private eventuali

– e dal difensore dell’imputato.

Prova contraria: quando tende a negare l’esistenza del fatto affermato dalla prova principale.

– La sua ammissione è disposta quando vi è anche soltanto il dubbio che essa possa fornire un

contributo idoneo per la decisione.

Casi: nel processo anglosassone vengono denominate così le “porzioni di tempo” all’interno

– delle quali ciascuna parte provvede all’assunzione delle prove richieste. Spetta a colui che

accusa provare la reità dell’imputato.

– Gli atti successivi al dibattimento

Inizio > l’organo giudicante si ritira per deliberare in segreto in camera di consiglio.

– Fine > la sentenza è depositata in cancelleria.

– Regole per la deliberazione:

– devono essere affrontate le questioni processuali (questioni preliminari non ancora risolte).

– dono poste in discussione le “questioni di fatto”: il giudice valuta se i fatti affermati delle parti

– sono dimostrati dalle prove acquisite. Sono poi affrontate le questioni di “diritto”.

Se il giudice accerta la responsabilità dell’imputato e decide di condannarlo, sono poste in

– discussione le questioni relative all’applicazione delle pene e delle misure di sicurezza.

Principio del favor rei: in caso di parità di voti “prevale la soluzione più favorevole per

– l’imputato”.

Contenuto sostanziale della sentenza:

– Capo > la singola imputazione

Punto > tematica di fatto o di diritto che deve essere trattata e risolta per giungere alla decisione.

– Poteri del presidente e dell’organo giudicante

– Ripartizione poteri:

di direzione al presidente;

– se il giudice è monocratico i poteri si cumulano nel medesimo magistrato;

– decisori all’intero collegio.

– Udienza: tempo di una singola giornata dedicata allo svolgimento di uno o più processi

– Dibattimento: trattazione in udienza di un determinato processo

– Verbale d’udienza: redatto da un ausiliario che assiste il giudice, inserito nel fascicolo

– più il dibattimento.

– –

PARTE QUARTA

– Cap I

– I PROCEDIMENTI PENALI DIFFERENZIATI E SPECIALI

– Procedimento differenziato: Si stacca dal procedimento presso il tribunale collegiale nel senso

– che ha una struttura completa, ma rispetto al modello base si caratterizzano per alcune

particolarità. Ad esempio, presso il tribunale monocratico, presso il tribunale per i minorenni e

quello che accerta la responsabilità amministrativa dell’ente.

P. speciale: Si distacca dal modello base perché si limita ad omettere una delle fasi processuali,

– cioè l’udienza preliminare o di dibattimento o entrambe. Ad esempio, il giudizio abbreviato, il

giudizio immediato ed il procedimento direttissimo, il procedimento per decreto.

Il patteggiamento può essere:

– Tradizionale: (dal 1981) l’imputato e il pubblico ministero possono accordarsi su di una

– sanzione sostitutiva o pecuniaria o su di una pena detentiva che non supera 2 anni sola o

congiunta a pena pecuniaria.

Allargato: (dal 2003) l’imputato ed il pubblico ministero si accordano su di una sanzione da 2

– anni e un giorno fino a 5 anni di pena detentiva sola o congiunta a pena pecuniaria.

Benefici del patteggiamento tradizionale

Sospensione condizionale (art 444 comma 3);

– no pagamento delle spese del procedimento penale;

– no arrogazione di pene accessorie;

– no applicazione di misure di sicurezza;

– il reato è estinto se l’imputato non commette un delitto o una contravvenzione entro il termine

– di 5 anni o di 2 anni.

Patteggiamento “allargato”

– Cause di esclusione oggettive: delitti consumati, o tentati di associazione mafiosa, di

– sequestro di persona a scopo di estorsione, delitti commessi, delitti di associazione

finalizzati al traffico illecito di sostanze stupefacenti, delitti legati alla prostituzione e

pornografia minorile.

Oblazione: pagamento volontario di una somma che produce l’effetto di estinguere il

– reato. Può essere:

Obbligatoria > contravvenzioni punite con la sola ammenda pari ad 1/3 del massimo

– dell’ammenda stabilita più spese del procedimento

Facoltativa > contravvenzioni punite alternative con la pena dell’arresto o dell’ammenda. Il

– contravventore può essere ammesso a pagare una somma corrispondente ad ½ del massimo

dell’ammenda più spese del procedimento.

L’indagato può proporre domanda di oblazione già nel corso delle indagini preliminari. Il P M

– trasmette la domanda più gli atti del procedimento al GIP che decide (art 141 comma 1).

L’oblazione è l’unica che è legata all’iniziativa volontaria dell’imputato e deve necessariamente

– intervenire “prima dell’apertura del dibattimento”.

Giudizio abbreviato: procedimento speciale che consente al giudice su richiesta dell’imputato

– di pronunciare nell’udienza preliminare la discussione di merito. In caso di condanna la pena è

ridotta di 1/3 e all’ergastolo è sostituita la reclusione fino a 30 anni.

Due tipi di g. abbreviato:

– su richiesta non condizionata:

– senza integrazione probatoria

– il termine è alla formulazione di conclusioni in udienza preliminare

– solitamente c’è udienza in camera di consiglio ma se tutti gli imputati lo richiedono è pubblica.

– si osservano disposizioni proibite per l’udienza preliminare

– al termine del procedimento il giudice valuta discrezionalmente di poter decidere allo stato

– degli atti

per decidere userà gli atti contenuti nel fascicolo l’indagine e quegli acquisiti in udienza

– se non potrà decidere allo stato degli atti assume una richiesta di parte o d’ufficio gli elementi

– necessari ai fini della decisione.

2) su richiesta condizionata:

Nella richiesta di giudizio abbreviato l’imputato può chiedere una integrazione probatoria

– necessaria ai fini della decisione e indicare le prove di cui chiede l’ammissione. Il giudice

dispone il giudizio abbreviato se l’integrazione probatoria è:

necessaria ai fini della decisione;

– compatibile con finalità di economia processuale proprie del rito in questione.

– ° se il giudice accoglie richiesta si assumono tutte le prove richieste dall’imputato quindi il PM

– può chiedere l’assunzione di prove contrarie

° se il giudice rigetta la richiesta l’imputato può proporre una nuova richiesta entro la

– conclusione dell’udienza preliminare. Patteggiamento

Il giudice applica con sentenza la pena precisata da una richiesta delle parti;

– la decisione avviene allo stato degli atti;

– la semplificazione consiste nell’eliminare l’assunzione di prove e nell’utilizzare verbali

– d’indagine ai fini decisionali.

Differenze tra giudizio abbreviato e patteggiamento

Nel giudizio abbreviato l’imputato non conosce né l’esito del processo né l’entità della pena in

– caso di condanna;

nel patteggiamento l’imputato sa in anticipo quale sia la quantità di pena che sarà applicata se il

– giudice accoglierà l’accordo.

2 tipi di patteggiamento:

– P. tradizionale (dal 1981)

permette all’imputato e al PM di accordarsi su una sanzione sostitutiva o pecuniaria o su una

– pena detentiva che con riduzione fino ad 1/3 non superi i 2 anni.

Benefici:

– Sospensione condizionale ad opera del giudice che come sempre ha due possibilità: può irrogare

– la pena di cui si chiede l’applicazione o rigettare in blocco la relativa richiesta.

Nessun pagamento di spese di procedimento penale.

– La sentenza che applica la pena non comporta l’erogazione delle pene processuali.

– Non comporta l’applicazione di misure di sicurezza.

– Il reato è estinto se l’imputato non commette delitto o contravvenzioni della stessa indole entro

– il termine di 5 anni. P. allargato

Consente all’imputato e al PM d’accordarsi su una sanzione da 2 anni e 1 giorno fino a 5 anni

– di pena detentiva

Il p. allargato non si può ottenere in presenza di:

– cause di esclusione oggettiva: delitti consumati o tentativi di associazione mafiosa, sequestro di

– persona, traffico di stupefacenti;

cause di esclusione soggettiva: su determinati tipi di imputati, delinquenti abituali, professionali

– e recidivi reiterati.

Il p. allargato si può fare per:

– tentato omicidio;

– peculato;

– concussione;

– rapina a mano armata.

– Disciplina comune

Prendono l’iniziativa: PM, imputato, difensore con procura speciale;

– si può chiedere il patteggiamento in udienza preliminare;

– la richiesta non corrisponde ad una ammissione di reità;

– il PM può non essere d’accordo con la richiesta di accordo formulata dall’imputato e deve

– enunciare le ragioni;

il giudice valuta legittimità e fondatezza dell’accordo delle parti;

– decisioni del giudice su accordo richiesta delle parti.

– Dispone applicazioni della pena ed enuncia nel dispositivo che vi è stata richiesta dalle parti;

– rigetta la richiesta e ordina di procedere col rito ordinario;

– può ritenere che sulla base degli atti l’imputato può essere prosciolto pronunciando d’ufficio

– una delle formule ex art 129. Giudizio immediato

Richiesta dell’imputato: solo dopo che il PM ha formulato l’imputazione ed il giudice ha fissato

– l’udienza preliminare.

È presentata in cancelleria dal giudice almeno 3 giorni prima dell’udienza preliminare e

– notificata al PM e persona offesa;

non può ottenere più giudizi abbreviati o patteggiamento;

– di fronte alla richiesta dell’imputato il giudice è obbligato a deporre.

– Richiesta del PM: è obbligatoria quando:

– l’ipotesi tradizionale è caratterizzata dalla brevità delle indagini ed evidenza della prova di

– reità.

Il PM lo richiede al GIP quando:

– la prova appaia evidente;

– la persona sottoposta all’indagine sui fatti dai quali emerge l’udienza della prova abbia omesso

– di comparire;

non siano trascorsi più di 90 giorni dall’iscrizione della notizia di reato.

– 2) lI giudizio immediato custodiale

– per il reato per quale la custodia ha assunto un determinato grado di stabilità;

– gravi indizi di reità dell’indagato tali da giustificare l’applicazione della misura cautelare;

– termini per la richiesta decorrono dall’esecuzione della misura;

– quando il PM chiede giudizio immediato al GIP quando concorrono questi presupposti;

– Al momento della richiesta l’indagato sia in custodia cautelare.

– Grado di stabilità raggiunto dal procedimento custodiale.

– Non devono essere decorsi 180 giorni dall’esecuzione della misura.

– Permanere di gravi indizi nel procedimento.

– Il giudizio direttissimo

Presupposti per l’applicazione di tipo oggettivo:

– Arresto in flagranza

– confessione resa dall’indagato

– Sull’esistenza di questi presupposti individuati dal PM, il giudice si pronuncia in udienza in

– contraddittorio. Ipotesi di giudizio direttissimo

Il PM deve procedere con giudizio direttissimo quando l’indagato è stato arrestato in flagranza

– di reato e l’arresto è stato convalidato dal GIP. Richiesta entro 30 giorni;

il PM deve procedere quando l’indagato abbia reso confessione all’autorità giudiziaria;

– il PM ha facoltà di procedere con giudizio direttissimo quando vuole chiedere al giudice la

– convalida dell’arresto.

Modalità instaurazione del giudizio direttissimo

quando la persona è agli arresti o custodia cautelare il PM la fa condurre in udienza;

– se è libero la fa notificare all’imputato con citazione a comparire;

– il PM forma il fascicolo per il dibattimento e viene trasmesso alla cancelleria dal giudice

– competente. Il procedimento per decreto

(Al fine di evitare sia l’udienza preliminare sia il dibattimento)

– Se il PM ritiene che possa erogarsi una pena pecuniaria, esercita l’azione penale chiedendo al

– GIP l’emissione di un decreto di condanna nei confronti dell’imputato.

La richiesta deve essere motivata, formulata entro 6 mesi dall’esecuzione del nome

– dell’indagato nel registro delle notizie di reato.

Incentivi

Il PM può chiedere applicazione sino alla metà.

– Non sono applicate pene accessorie.

– Non c’è condanna al pagamento delle spese.

– Reato estinto se entro 5 giorni il decreto concerne il delitto o 2 se concerne contravvenzioni.

– Oblazione: il pagamento di una somma di denaro che produce l’effetto di estinguere il reato.

– Obbligatoria: concerne le contravvenzioni punite con la sola ammenda. Il contravventore potrà

– pagare una somma pari ad 1/3 del massimo dell’ammenda stabilita

Facoltativa: si applica alle contravvenzioni punite con arresto e ammenda pagando somma

– corrispondente alla metà dell’ammenda.

– PARTE QUINTA

– Cap I

– LE IMPUGNAZIONI

Le impugnazioni possono essere:

– ordinarie, cioè esperite prima che la sentenza diventi irrevocabile;

– straordinarie, hanno per oggetto le sentenze divenute irrevocabili (revisione e ricorso

– straordinario per errore materiale o di fatto).

Principio di tassatività

È soltanto la legge che stabilisce i casi nei quali i provvedimenti del giudice sono soggetti a

– impugnazioni determinando il mezzo col quale possono essere impugnati.

Di regola l’esecuzione della sentenza è sospesa durante il corso dei termini per impugnare e

– fino all’esito dell’ultimo giudizio di impugnazione.

L’impugnazione è devolutiva quando la legge attribuisce al giudice il potere di conoscere tutta

– la materia decisa dal primo giudice.

Limitatamente devolutiva, quando la legge consente al giudice dell’impugnazione di conoscere

– solo quella parte della materia che è stata oggetto dei motivi proposti dalla parte impugnante.

Legittimate ad impugnare, sono le parti espressamente indicate dalla legge. Chi impugna deve

– avere interesse ad impugnare un provvedimento per lui pregiudizievole e sostituirlo con un altro

dal quale derivi un vantaggio.

L’impugnazione si propone con atto scritto nel quale deve essere indicato:

– Il provvedimento impugnato, la data e il giudice che lo ha emesso;

– I capi o i punti della decisione ai quali si riferisce l’impugnazione;

– La richiesta;

– I motivi con indicazioni delle ragioni di diritto ed elementi di fatto che sorreggono ogni

– richiesta

L’impugnazione scritta deve essere presentata personalmente o per mezzo dell’incaricato nella

– cancelleria dal giudice.

Termini per impugnare a pena di decadenza

– 15 giorni per i provvedimenti emessi in seguito a procedimento in camera di consiglio

– dall’avviso di deposito di provvedimento

15 giorni quando la motivazione è redatta col dispositivo; il termine decorre dalla lettura del

– provvedimento in udienza

30 giorni quando la motivazione è depositata non oltre il quindicesimo giorno da quello della

– pronuncia

45 in tutti gli altri casi

– L’impugnazione è inammissibile

– Quando è proposta da un soggetto non legittimato o che non ha interesse

– Quando il provvedimento non è impugnabile

– Quando non sono state rispettate le disposizioni relative alla forma, presentazione e spedizione

– e ai termini.

Effetto estensivo: in presenza di un procedimento in cui sono imputate più persone.

– Cap II

– APPELLO

Funzione: le parti chiedono al giudice di II grado di controllare una decisione del I grado che

– ritengono viziati motivi di fatto o di diritto

Caratteristiche:

– La cognizione del giudice d’appello è limitata ai motivi dell’impugnazione

– È un’impugnazione a critica libera che le parti rivolgono alla sentenza

– È uno strumento di controllo e non un nuovo giudizio

– Il giudice conferma o riforma la decisione impugnata

– L'appello

Principale: determina il dovere del giudice di secondo grado di riesaminare il fatto nei limiti

– dei punti ai quali si riferiscono i motivi proposti

Incidentale: una volta che la parte ha presentato appello, chi era legittimato a farlo e non lo ha

– fatto, ha possibilità di proporre appello incidentale 15 giorni prima della comunicazione o

notificazione dell’appello principale.

La funzione è di integrare il contraddittorio nel giudizio d’appello per permettere all’appellante

– di sottoporre al giudice una tesi alternativa sullo stesso tema oggetto di controllo a seguito

dell’appello principale.

I limiti dell’appello incidentale riguardano la perdita di efficacia in caso di inammissibilità

– dell’appello principale o rinuncia dello stesso.

Casi di appello

Inizialmente la legge numero 46 del 2006 aveva lasciato inalterata la facoltà dell’imputato e del

– PM di appellare la sentenza di condanna eliminando la facoltà di appellare la sentenza di

proscioglimento al PM

Appello contro le sentenze di condanna

– Facoltà del PM e imputato che ne hanno interesse;

– Eccezioni di alcune sentenze che non possono essere sottoposte ad appello

Inappellabilità della sentenza di condanna per le quali è stata applicata la sola pena

– dell’ammenda

Inappellabilità della sentenza di applicazioni della pena se richiesta di parte

– No appello contro la sola misura di sicurezza quando la parte non ha impugnato agli effetti

– penali in altro capo della sentenza di condanna

Il solo PM non può proporre appello contro la condanna di giudizio abbreviato

– Appello contro le sentenze di proscioglimento

– Non c’è possibilità di appello del PM. Se l’imputato può appellare la sentenza di condanna il

– PM può appellare la sentenza di proscioglimento pronunciata dal tribunale e dalla corte di

assise.

Appello della parte civile

– Che può appellare la sentenza che conclude il giudizio di I grado sia di condanna che di

– proscioglimento

Può proporre contro sentenza di condanna al pagamento delle spese del procedimento e del

– risarcimento dovuto.

L’oggetto dell’appello non è il motivo ma il punto della decisione al quale il motivo si riferisce.

– Se il PM propone appello:

– Riguardo alla sentenza di condanna il giudice può dare al fatto una definizione giuridica più

– grave, aumentare la quantità della pena, la revoca dei benefici, applicare misure di sicurezza

Se riguarda la sentenza di proscioglimento il giudice può pronunciare la condanna di

– prosciogliere per una causa diversa da quella della sentenza appellata

Se conferma la sentenza di I grado il giudice può applicare, modificare, escludere la pena

– accessoria e le misure di sicurezza.

Se è imputato a proporre l’appello non c’è reformatio in peius dal giudice ove l’imputato

– proponga l’appello contro la sentenza di condanna.

Predibattimento in appello

Funzione: far conoscere al procuratore generale, presidente e difensore, il fascicolo processuale,

– la sentenza e l’appello e preparare il contraddittorio dibattimentale.

Il presidente della sezione ordina la citazione dell’imputato appellante.

– Fissa l’udienza dibattimentale.

– Il termine a comparire non è meno di 20 giorni.

– Il decreto di citazione è nullo se l’imputato non è identificato in modo certo.

– Provvedimenti in ordine all'esecuzione di condanne civili

Art 600: se il giudice di I grado ha omesso di provvedere sulla richiesta di provvisoria

– esecuzione del capo civile contenente la pronuncia riparatoria o l’ha rigettata la parte civile può

riproporre la richiesta con giustificato motivo con appello.

Svolgimento giudizio d'appello, udienza pubblica

relazione di causa svolta dal presidente;

– nel dibattimento può essere data lettura di atti del giudizio di I grado e atti di fascicolo per il

– dibattimento;

la rinnovazione dell’estinzione può essere disposta sia su richiesta di parte che dal giudice

– nell’atto d’appello o nei motivi nuovi;

l’oggetto della richiesta di rinnovazione;

– prove già acquisite, il giudice dispone la rinnovazione delle istruzioni qualora non possa

– decidere allo stato atto;

prove scoperte, dispone rinnovazione con ordinanza sentite le parti;

– rinnovazione d’ufficio;

– rinnovazione dell’istruzione in caso di contumacia.

– – Udienza in camera di consiglio

Non è necessaria la presenza del PM, del difensore e dell’imputato.

– L’udienza camerale ha luogo:

– in presenza di casi d’appello contro sentenza emessa in giudizio abbreviato;

– quando l’appello ha oggetto la misura della pena o l’applicabilità di attenuanti generali;

– quando oggetto dell’appello sono i provvedimenti in ordine all’esecuzione di condanna.

– Casi nullità

Divieto di regresso del processo di appello al I grado;

– il regresso del dibattimento d’appello è istituito e consentito quando il giudice di II grado

– dichiara la nullità della sentenza per difetto di contestazioni o accerti una nullità assoluta.

– Cap III

– Il ricorso per cassazione

La corte di cassazione

– “Organo supremo della giustizia”. È giudice di legittimità. È giudice di solo diritto. Controlla la

– sentenza di appello limitatamente ai motivi formulati dalla parte che ha proposto il ricorso.

Controlla il giudice di merito, affinché egli rispetti il principio di legalità penale e processuale.

Funzioni:

– elimina gli errori di interpretazione della giustizia (nomofilachia);

– assicura l’uniforme interpretazione della legge sul territorio nazionale;

– assicura il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni e regola i conflitti di competenza e di

– attribuzione;

adempie agli altri compiti ad essa conferiti dalla legge.

– Corte: è divisa in sezioni:

– presidente;

– 4 consiglieri (con attribuzioni differenziate per materia).

– Sezioni unite: 8 consiglieri più il primo presidente; a loro viene assegnato il ricorso quando

– occorre dirimere contrasti insorti tra le decisioni delle singole sezioni.

L’art 568 comma 2 dice che sono sempre soggetti a ricorso per cassazione i provvedimenti con i

– quali il giudice decide sulla libertà personale e sulle sentenze. Dunque sono ricorribili per

cassazione le sentenze non applicabili e le sentenze pronunciate in grado di appello.

L’imputato ed il procuratore generale presso la corte di appello possono ricorrere in cassazione

– contro la sentenza di condanna o di proscioglimento.

Ricorso in cassazione per saltum > se tutte le parti sono consenzienti, è possibile saltare

– l’appello e ricorrere in cassazione contro la sentenza di I° grado. Non è ammesso quando si

lamenta la mancata assunzione di una prova o illogica motivazioni.

Difesa del giudizio di legittimità > tutte le parti (anche l’imputato) sono rappresentate dai

– difensori che sono iscritti all’albo speciale della corte di cassazione;

° le parti compaiono in udienza non personalmente, ma mediante i propri difensori;

– ° i difensori devono essere iscritti presso l’albo speciale.

– Motivi del ricorso per Cassazione (art 606 comma 1)

Vizio di eccesso di potere (esercizio del giudice di potestà riservata dalla legge ad organi

– amministrativi o legislativi);

errore in iudicando (erronea applicazione delle leggi penali);

– errore in procedendo (inosservanza delle norme processuali penali stabilite a pena di nullità;

– inammissibilità, inutilizzabilità o decadenza);

mancanza prova decisiva (e contraria);

– mancanza motivazione (carenza nel discorso logico mancando elementi essenziali ai fini del

– giudizio);

mancanza motivazione o illogicità o contraddittorietà (l’argomentazione esiste ma manca la

– logicità del contenuto. La cassazione verifica il rapporto tra premessa e conclusione);

contraddittorietà (contrasto tra atti processuali e motivazioni della sentenza impugnata).

– Inammissibilità del ricorso in Cassazione (art. 606 comma 3)

Il procedimento in cassazione

– in camera di consiglio;

– udienza pubblica.

– Il presidente verifica la costituzione delle parti e la regolarità degli avvisi;

– il presidente fa la relazione della causa;

– requisitoria del procuratore generale;

– i difensori della parte civile, del responsabile civile, della persona civilmente obbligata per la

– pena pecuniaria e dell’imputato espongono, nell’ordine consueto, le loro difese.

Come si può concludere il giudizio in Cassazione? Con quali sentenze?

– Inammissibilità;

– rigetto;

– rettificazione;

– annullamento (senza rinvio art 620 o con rinvio art 623).

– –

Atti preliminari al giudizio in cassazione per verifica sull’ammissibilità del ricorso;

– la cancelleria del giudice trasmette senza ritardo alla corte di cassazione il fascicolo

– professionale;

il Presidente della Corte verificherà se sussiste una cassa di inammissibilità del ricorso e

– assegna il ricorso alla apposita sezione;

il Presidente di Sezioni Unite fissa la data per l’udienza pubblica o in camera di consiglio (nei

– casi espressamente previsti dalla legge c’è l’udienza in camera di consiglio).

Udienza pubblica:

– il presidente verifica la costituzione delle parti e la relazione della causa;

– espongono le difese i difensori di parte civile della persona civilmente obbligata a pena

– pecuniaria;

la Corte esamina tutti i ricorsi insieme in camera di consiglio;

– la pubblicazione della sentenza avviene subito dopo la deliberazione mediante lettura del

– dispositivo in udienza. Tipologia di sentenze

Inammissibilità: la corte dichiara inammissibile il ricorso quando accerta una causa di

– inammissibilità che non è stata dichiarata in camera di consiglio.

Rigetto: quando il ricorso è infondato non essendo stato accolto alcuno dei motivi proposti

– Rettificazione: correggere qualcosa di materiale (ex articolo 619 com 1).

– Annullamento: quando la corte accoglie uno o più motivi di ricorso o quando emette tale

– pronuncia d’ufficio.

Con rinvio: quando l’accoglimento del ricorso impone un nuovo giudizio di merito

– La Corte di Cassazione annulla con rinvio al giudice di merito il capo o capi penali

– della sentenza viziata col principio vincolante per tale giudice. I casi sono:

annullamento di una ordinanza;

– annullamento di una sentenza di condanna nei casi previsti ex art 604 com1;

– annullamento di una sentenza della Corte di Assise di appello o di una corte d’appello o

– tribunale collegiale;

annullamento di una sentenza di un tribunale monocratico o di un GIP.

– 6) Senza rinvio: è previsto questo elenco:

– se il fatto non è previsto dalla legge come reato, se il reato è estinto, se l’azione penale non

– doveva essere iniziata o proseguita;

se il reato non appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario;

– se la decisione impugnata consiste in un provvedimento non consentito dalla legge;

– se la condanna è stata pronunciata per errore di persona;

– se la sentenza impugnata ha deciso in secondo grado sulle materie per le quali non è ammesso

– l’appello.

Se la sentenza o il decreto penale di condanna hanno ritenuto la sussistenza del reato a carico

– del condannato in conseguenza di una sentenza del giudice civile o amministrativo,

successivamente revocata e abbia deciso una delle questioni pregiudiziali dell’art 3 o art 479.

– Provvedimento abnorme

Non è rispondente per la sua singolarità o stranezza ai tipi previsti dall’ordinamento

– processuale. Può essere impugnato per cassazione non dalla sua conoscenza legale, ma dalla sua

conoscenza effettiva.

Abnormità:

– strutturale: quel provvedimento che, per la sua singolarità e stranezza del contenuto, risulti

– avulso dall’intero ordinamento processuale;

funzionale: quel provvedimento che si esplica al di fuori dei casi consentiti e delle ipotesi

– previste e determini le stasi del processo e l’impossibilità di proseguirlo.

Le impugnazioni straordinarie

Art. 629> la revisione è l’impugnazione straordinaria che ha per oggetto una sentenza di

– condanna divenuta irrevocabile.

Casi tradizionali di revisione

– Il conflitto teorico tra giudicati penali;

– revoca di una sentenza definitiva che ha risolto una questione pregiudiziale alla sentenza di un

– reato;

nuove prove che determinano il proscioglimento;

– la sentenza pronunciata in conseguenza di un fatto previsto dalla legge come reato.

– Delibazione

Prima fase del procedimento di revisione. Potere spettante al condannato, al procuratore

– generale presso la corte d’appello e procuratore speciale delle parti interessate. Nella fase

preliminare segreta la corte d’appello è chiamata a valutare la novità della prova. In ogni

momento, se risulta che la prova non era nuova, può essere prevista la sentenza di

inammissibilità (es. manifesta infondatezza della richiesta). Le prove vengono assunte con

l’esame incrociato ed è sufficiente che inducano ad un ragionevole dubbio sull’innocenza

dell’imputato; con ammissione della richiesta si apre il pre-dibattimento del giudizio di

revisione.

– Il giudizio di revisione

Il presidente della corte d’appello emana un decreto di citazione per la parte civile ed il

– responsabile civile. Sono assunte le stesse norme del giudizio di I° grado in quanto applicabili.

Il giudizio inizia con la richiesta dell’assunzione delle prove a discarico, che devono essere

nuove e persuasive dell’innocenza dell’imputato. Una volta che la revisione è stata ammessa e

quindi è stata pronunciata la sentenza di proscioglimento, il giudice ordina la restituzione delle

somme pagate per le pene pecuniarie e spese processuali. Restituzione dei beni confiscati (art

639).

Errori materiali: non determinano nullità e la loro eliminazione non comporta una modifica

– dell’atto.

E. di revisione: errore ostativo, falsa percezione di ciò che emerge in modo chiaro ed

– inequivocabile degli atti.

La richiesta del ricorso straordinario per errori materiali o di fatto spetta al condannato o al

– procuratore generale. Il ricorso è inammissibile se presentato per motivi diversi da quello che

riguarda l’errore materiale o di fatto; se è presentato fuori termine, se è manifestamente

infondato; se è ammissibile, la corte decide in camera di consiglio.

Provvedimenti impugnabili con ricorso in Cassazione

Sempre i provvedimenti con i quali il giudice decide sulla libertà personale;

– legittimato ad impugnare con ricorso in corso, sentenza di condanna o proscioglimento

– dell’imputato;

il procuratore generale presso la corte d’appello può ricorrere in cassazione contro le sentenze

– di condanna, proscioglimento pronunciata in grado d’appello;

ricorso per saltum, lo chiede una parte col consenso delle altre; non è ammesso quando si

– lamenta la mancata assunzione di una prova o sentenza, con inefficacia o contraddittoria.

Cap IV

LE IMPUGNAZIONI STRAORDINARIE

Revisione (art 629):

– ad oggi è una sentenza di condanna divenuta irrevocabile o la sentenza che applica la pena su

– richiesta delle parti;

il solo errore che può essere corretto investe il fatto;

– il solo errore emendabile è quello che se corretto permette il proscioglimento dell’imputato

– perché il fatto non sussiste, non lo ha commesso;

o se c’è il ragionevole dubbio circa la colpevolezza dell’imputato.

– Casi di revisione

Conflitto teorico fra giudicato penali: quando i fatti stabiliti a fondamento di una sentenza o

– decreto penale di condanna non si concludono con quelli accertati in un’altra sentenza;

la revoca di una sentenza definitiva che ha risolto una questione pregiudiziale all’esistenza del

– reato;

nuove prove che determinano il proscioglimento;

– sentenza pronunciata in conseguenza di un fatto previsto dalla legge come reato.

– Un altro caso di revisione può essere esperito quando la corte europea ha condannato il vostro

– stato per la violazione di una norma in tema di questo processo penale.

Delibazione

Il potere di iniziativa spetta al condannato o prossimo congiunto o al procedimento generale

– presso la corte di appello in cui fu pronunciata la condanna;

la fase preliminare di deliberazione è segreta;

– la deliberazione deve essere preceduta dai pareri del procuratore generale presso la corte

– d’appello;

la corte d’appello è chiamata a valutare la novità della prova che giustifica l’apertura del

– giudizio di revisione;

in ogni momento se risulta che la prova non era nuova, può essere emessa la sentenza di

– inammissibilità o se vi è la manifesta infondatezza della richiesta;

con ammissione della richiesta si apre il predibattimento del giudizio di revisione.

– Giudizio di revisione

Il presidente della corte d’appello emette decreto di citazione ed è obbligatoria la citazione del

– responsabile civile e della parte civile;

il giudizio inizia con richiesta di assunzione della prova a discarico;

– il fulcro del giudizio di revisione è l’efficacia pervasiva delle prove di innocenza;

– gli effetti della sentenza di proscioglimento per accoglimento della richiesta di revisione sono:

– restituzione somme pagate in esecuzione della condanna per le pene pecuniarie;

– per le misure di sicurezza patrimoniale;

– per le spese processuali;

– per le cose confiscate.

– –

– PARTE SESTA

– Cap I

– IL GIUDICATO E L’ESECUZIONE PENALE

– Gli effetti del giudicato penale

Irrevocabilità di sentenza e decreti penali:

– non sono ricorribili in appello e in cassazione.

– 3 condizioni (ex art 648)

– la decisione deve consistere in una sentenza pronunciata in giudizio;

– la sentenza deve essere non impugnabile in concreto con gli ordinari metodi di impugnazione;

– il decreto penale di condanna è assimilato alla sentenza resa in giudizio sotto il profilo

– dell’irrevocabilità.

Esecutività

– Idoneità del provvedimento ad essere attuato coattivamente.

– non sono esecutive le sentenze rese in giudizio che sono ancora soggette ad impugnazioni; solo

– le sentenze irrevocabili sono esecutive.

2) Il giudicato

– Dopo le impugnazioni sono stati eseguiti si parla che “il giudice ha ormai giudicato”

– Il giudicato ha effetto preclusivo: comporta che l’imputato condannato non può essere di nuovo

– sottoposto a procedimento penale per il medesimo fatto storico;

il giudizio ha effetto vincolante: per la giustizia penale ove vi sia stata condanna irrevocabile, il

– giudicato comporta la non modificabilità dell’accertamento del fatto illecito e la responsabilità

dell’imputato.

Nei bis in idem

– Il legislatore, art 649, vuole evitare che un imputato sia sottoponibile a processi penali che

– abbiano ad oggetto il medesimo fatto storico per il quale è stato condannato o prosciolto per il

principio dell’effetto preclusivo della sentenza irrevocabile.

Il requisito oggettivo del nei bis idem è dato dall’identità tra la persona già giudicata e quella

– che si vorrebbe sottoporre a procedimento quindi possono essere sottoposte a processo penale le

persone diverse dall’imputato anche se sono accusate di aver commesso quel medesimo fatto;

requisito oggettivo è rappresentata dal medesimo fatto storico. Il divieto del nuovo

– procedimento non solo quando il fatto storico appare identico ma anche quando il fatto storico è

il medesimo.

Medesimo fatto > quando è identica la condotta, l’evento e i rapporti di causalità.

– L’esecuzione penale sopraggiunge quando è necessario dare attuazione alle sentenze e decreti

– penali diventati irrevocabili quando non sono sottoponibili ad impugnazione o perché è scaduto

il termine per impugnare.

– Cap II

– L’ESECUZIONE PENALE

Momento attuativo (lo compie il PM)

– Obbligatorietà esecuzioni;

– officiosità esecuzioni;

– irretrattabilità delle esecuzioni;

– il monopolio dell’iniziativa nell’esecuzione.

– L’ordine di esecuzione è un atto propulsivo dell’esecuzione delle pene detentive. Il PM lo

– emette quando devono essere seguite le sentenze penali e la condanna:

per pene detentive non superiori a 3 anni, la legge considera la possibilità per il condannato di

– ottenere l’applicazione di misure alternative alla detenzione, prima dell’inizio della stessa

esecuzione della pena;

se non sono presenti situazioni che escludono il beneficio, il PM dovrà emettere insieme

– all’ordine di esecuzione, un decreto di sospensione dell’esecuzione stessa per evitare l’ingresso

in carcere di chi può usufruire di misure alternative;

legittimati a presentare l’istanza sono il condannato e i difensori con termine di 30 giorni dalla

– notificazione dell’ordine di esecuzione.

Magistratura di sorveglianza

Funzione> controllo nell’esecuzione delle pene

– Formato> magistrato di sorveglianza

– Tribunale di sorveglianza > 2 magistrati ordinari di sorveglianza e 2 esperti nominati dal CSM

– Magistrato di sorveglianza

Funzioni: vigilanza, compiti esecutivi, amministrativi, giurisdizionali.

– Competenza:

– materiale: interventi che attingono alle condizioni penitenziarie dell’interessato e che

– riguardano il contenuto sanzionatorio del titolo esecutivo;

territoriale: a seconda che l’interessato sia:

– detenuto: la competenza appartiene all’organo che ha giurisdizione sull’istituto in cui si trova il

– soggetto al momento della presentazione della richiesta;

libero: la competenza si determina in base al luogo di residenza o domicilio

– Procedimento di sorveglianza

Iniziativa:

– PM;

– d’ufficio > oggetto > funzioni svolte dal magistrato e dal tribunale di sorveglianza in relazione

– alle attribuzioni conferite;

interessato o difensore.

– La funzione della magistratura di sorveglianza è in materia di risorse alternative ed ha una

– limitata competenza che gli permette di applicare e revocare in via provvisoria le misure

dell’affidamento della prova al servizio sociale e detenzione domiciliare

La funzione del tribunale di sorveglianza adotta le decisioni che concernono le misure

– alternative alla detenzione, concessione e revoca della liberazione condizionale, il rinvio

facoltativo o obbligatorio delle pene detentive e sanzioni sostitutive e la riabilitazione.

– ARTICOLI

Art. 2059 C.C.: il danno non patrimoniale (danno morale) consiste nelle sofferenze fisiche e

– psichiche patite a causa del reato.

– Art. 78 C.P.P.: la costituzione di parte civile deve essere fatta mediante una apposita

– dichiarazione resa per iscritto.

– Art. 2049 C.C.: i padroni e i committenti sono responsabili per i danni arrecati dal fatto illecito

– compiuto dai loro dipendenti nell’esercizio delle incombenze a cui sono adibiti.

– Art. 196 e 197 C.P.: l’obbligo di pagare la multa o l’ammenda è posto a carico della persona

– fisica o giuridica. Costei è condannato nel processo penale a pagare le somme di denaro nel caso

in cui l’autore del reato si dimostri insolvibile.

– Art. 129 COMMA 1: il giudice ha l’obbligo di dichiarare immediatamente d’ufficio determinate

– cause di non punibilità:

assenza di responsabilità dell’imputato;

– estinzione del reato;

– mancanza di una condizione di procedibilità.

– Art. 130: prevede la procedura di correzione degli errori materiali.

– 4 requisiti:

– sono oggetto di correzione degli errori materiali soltanto gli atti del giudice riferibili al modello

– delle sentenze, delle ordinanze e del decreto;

l’errore non deve essere causa di nullità dell’atto;

– l’errore deve essere materiale (consiste in una difformità tra il pensiero del giudice e la

– formulazione esteriore di tale pensiero);

l’eliminazione dell’errore non deve comportare una modifica essenziale dell’atto.

– Art. 125 COM 4: il giudice delibera in segreto i propri provvedimenti in camera di consiglio. In

– questo caso si indica il luogo in cui il giudice si ritira per formare il proprio convincimento sulla

questione da decidere.

– Art.127: disciplina il modello generale “procedimento in camera di consiglio” e le modalità di

– svolgimento alle quali le parti e persone interessate hanno diritto a partecipare.

2 caratteristiche:

– Assenza del pubblico, e non necessaria partecipazione delle parti, delle persone interessate, e

– loro difensori

Occorre decidere in tempi rapidi e vi è la necessità di un contraddittorio eventuale.

– Art.173: la decadenza comporta l’invalidità dell’atto che sia stato eventualmente fatto dopo che

– è scaduto il termine perentorio.

– Art.175 COMMA 1: l’istituto di carattere generico permette la restituzione in un termine

– processuale previsto a pena di decadenza, quando la parte prova di non averlo potuto osservare

per caso fortuito o forza maggiore.

– Art.175 COMMA 2: istituti specifici sono previsti nei confronti della sentenza contumaciale e

– del decreto penale di condanna, sul comune presupposto che l’imputato può aver avuto

conoscenza soltanto presuntiva, e non effettiva, del procedimento o del provvedimento.

– Art. 175 COMMA 3: la restituzione (sia generica che specifica) non può essere concessa più di

– una volta per ciascuna parte in ciascun grado del procedimento.

– Art. 175 COMMA 5: l’ordinanza può essere impugnata non autonomamente ma soltanto con la

– sentenza che decide sull’impugnazione o sulla opposizione.

– Art.175 COMMA 6: l’ordinanza che respinge la richiesta di restituzione nel termine è

– autonomamente impugnabile: contro di essa può essere proposto ricorso per cassazione.

– Art. 175 COMMA 7: nella medesima ordinanza, che accoglie la richiesta di restituzione, il

– giudice, se occorre, ordina la scarcerazione dell’imputato detenuto e adotta tutti i provvedimenti

necessari per far cessare gli effetti determinati dalla scadenza del termine.

– Art.189 C.P.P: il giudice ammette una prova atipica soltanto se ritiene che questa è idonea ad

– assicurare l’accertamento dei fatti e non pregiudica la libertà morale della persona. Occorre che

il giudice senta le parti sulle modalità di assunzione della prova prima di decidere con ordinanza

sulla richiesta di ammissione.

La prova atipica può essere ammessa se presenta 2 requisiti:

– deve essere idonea ad assicurare l’accertamento dei fatti;

– deve assicurare la libertà morale della persona-fonte di prova (deve lasciare integra la facoltà di

– determinarsi liberamente rispetto agli stimoli).

Art. 195 COMMA 7: il testimone indiretto (ha appreso il fatto da una rappresentazione riferita da

– altri a voce, per scritto o con altro mezzo) deve indicare la persona o la fonte “da cui ha appreso

la notizia dei fatti oggetto dell’esame”. La persona o la fonte del “sentito dire” deve essere

individuata fisicamente.

– Art. 195 COMMA 3: la testimonianza indiretta è inutilizzabile quando l’esame del testimone

– diretto “risulti impossibile per morte, infermità o irreperibilità”.

– Art. 195 COMMA 4: il test indiretto della polizia giudiziaria non è ammesso per informazioni

– acquisite con istanza, querele, denunce, sommarie informazioni acquisite da test o imputati

connessi.

– Art. 177 (sulla nullità): l’inosservanza delle disposizioni stabilite per gli atti del procedimento è

– causa di nullità soltanto nei casi previsti dalla legge.

– Art. 179: nullità assoluta > violazioni delle disposizioni concernenti “le condizioni di capacità

– del giudice“ intese nel senso di capacità generica all’esercizio della funzione giurisdizionale;

violazione delle disposizioni concernenti il “numero dei giudici necessari per costituire i

collegi” stabilito dalle leggi di ordinamento giudiziario (art. 179 comma 1).

– Art. 185: “la nullità di un atto rende invalidi gli atti consecutivi che dipendono da quello

– dichiarato nullo”. L’estensione della nullità tocca soltanto gli atti che, oltre ad essere successivi

(consecutivi), siano anche dipendenti dall’atto viziato.

– Art.185 COMMA 2: il giudice che dichiara la nullità di un atto, ne dispone la rinnovazione,

– qualora sia necessario e possibile, ponendo le spese a carico di chi ha dato causa alla nullità per

dolo o colpa grave. La rinnovazione non è possibile quando l’atto è all’origine non ripetibile o

lo è diventato successivamente.

– Art. 185 COMMA 4: se si tratta di una prova, il medesimo giudice provvede alla rinnovazione se

– necessario e possibile.

Art. 191 COMMA 1: le prove acquisite in violazione dei divieti stabiliti dalla legge non possono

– essere utilizzate.

– Art.188: “non possono essere utilizzati, neppure col consenso della persona interessata, metodi

– o tecniche idonei a influire sulla libertà di autodeterminazione o ad alterare la capacità di

ricordare e di valutare i fatti”.

– Art. 191 COMMA 2: l’inutilizzabilità non può essere sanata e ciò perché l’atto è stato compiuto

– esercitando un potere vietato dalla legge processuale.

– Art. 272: (disposizioni generali sulle misure cautelari personali) la libertà della persona possono

– essere limitate con misure cautelari soltanto a norma delle disposizioni del presente titolo avente

ad oggetto le misure cautelari personali.

– Art. 279: sull’applicazione, revoca o modifica delle misure cautelari provvede il giudice che

– procede.

– Art. 274: indica tassativamente le esigenze cautelari. La tassatività della previsione ha lo scopo

– di impedire, nei limiti del possibile, che si tenda, attraverso le misure cautelari, ad anticipare

l’applicazione della sanzione penale:

il pericolo di inquinamento della prova;

– il pericolo di fuga;

– il pericolo che vengano commessi determinati reati.

– Art. 418 COMMA 1: al giudice per le indagini preliminari spetta di fissare giorno, ora e luogo

– dell’udienza.

– Art. 416 COMMA 2: con la richiesta di rinvio a giudizio il pubblico ministero deve trasmettere

– il fascicolo delle indagini.

– Art. 419 COMMA 1: l’imputato è avvertito che, se non compare all’udienza, sarà giudicato in

– contumacia.

– Art. 420 COMMA 2: il giudice deve controllare se vi è stata regolare costituzione delle parti e

– deve ordinare la rinnovazione degli avvisi o delle notificazioni di cui abbia accertato la nullità.

Art. 420 BIS COMMA 1: il giudice deve rinnovare l’avviso anche quando la prova che

– l’imputato non ha avuto “effettiva conoscenza” dello stesso senza sua colpa, non sussiste e

tuttavia appare probabile la mancata conoscenza incolpevole.

– Art. 420 TER COMMA 3: il giudice ha il potere di accertare se l’imputato ha un legittimo

– impedimento e se questo provoca una assoluta impossibilità di comparire in udienza. Se le due

condizioni sono presenti, il giudice deve disporre il rinvio ad una nuova udienza e ordinare la

rinnovazione dell’avviso.

– Art. 421: nei suoi vari commi riguarda la costituzione delle parti, la documentazione delle

– investigazioni difensive (nell’ambito delle richieste di ammissione di atti e documenti).

– Art. 122: è prevista una “attività di integrazione probatoria del giudice”, che consiste nel potere

– di assumere prove nel corso dell’udienza preliminare. Il presupposto perché tale potere sia

esercitabile sta nell’impossibilità di decidere allo stato degli atti

– Art. 422 COMMA 2: ove le prove non possono essere assunte immediatamente, il giudice deve

– fissare la data della nuova udienza e disporre la citazione dei testimoni, dei periti, dei consulenti

tecnici e delle persone indicate nell’art 270 di cui siano stati ammessi l’audizione o

l’interrogatorio.

– Art. 422 COMMA 4: l’imputato può chiedere di essere sottoposto all’interrogatorio “in ogni

– caso”, e cioè senza che il giudice possa sindacare l’ammissibilità di tale atto.

Art. 425: la sentenza di non luogo a procedere è pronunciata in base a motivi di diritto o di fatto,

– quando:

sussiste una causa che estingue il reato;

– sussiste una causa per la quale l’azione penale non doveva essere iniziata e proseguita;

– il fatto non è previsto dalla legge come reato;

– esiste la prova che l’imputato è innocente;

– è accertato che la persona non è punibile per qualsiasi causa, ivi compreso il difetto di

– imputabilità.

Il giudice deve pronunciare sentenza di non luogo a procedere “anche quando gli elementi

– acquisiti risultano:

insufficienti;

– contraddittori;

– non idonei a sostenere l’accusa di giudizio.

– Art. 423: ove accerti che il fatto addebitato non risulti enunciato in modi chiaro, il giudice deve

– sollecitare il PM a precisare l’imputazione con il meccanismo di adeguamento previsto da

questo articolo, da applicarsi in via estensiva.

– Art. 429: il decreto che dispone il giudizio deve contenere “l’enunciazione in forma chiara e

– precisa del fatto” e delle circostanze con l’indicazione dei relativi articoli di legge.

– Art. 431: le parti possono concordare l’acquisizione del fascicolo per il dibattimento di atti

– contenuti nel fascicolo dal PM nonché dalla documentazione relativa all’attività di

investigazione difensiva. Le parti ritengono che l’elemento di prova, assunto nelle indagini

pubbliche o private, possa essere usato dal giudice.

– Art. 468 COMMA 1: le parti che intendono chiedere l’esame dei testimoni, periti, consulenti

– tecnici e imputati connessi o collegati devono depositare in cancelleria, almeno 7 giorni prima

della data fissata per il dibattimento, la lista con l’indicazione delle circostanze su cui deve

vedere l’esame.

– Art. 392: l’assunzione delle prove “urgenti” e cioè non rinviabili al dibattimento, è richiesta

– dalle parti al presidente del collegio giudicante, quando è possibile procedere ad incidente

probatorio.

– Art. 477: quando non è assolutamente possibile esaurire il dibattimento in una sola udienza, il

– presidente dispone che esso venga proseguito nel giorno seguente non festivo.

– Art. 493 COMMA 4: nel corso delle richieste di prove il presidente impedisce ogni divagazione,

– ripetizione e interruzione e ogni lettura o esposizione del contenuto degli atti compiuti durante

le indagini preliminari.

– Art. 190: le parti hanno un vero e proprio “diritto alla prova”.

– Art. 495 COMMA 2: l’imputato ha diritto all’ammissione delle prove indicate a discarico sui

– fatti costituente oggetto delle prove a carico; lo stesso diritto spetta al PM in ordine alle prove a

carico dell’imputato sui fatti costituenti oggetto delle prove a discarico.

– Art. 525 COMMA 2: alla deliberazione concorrono, a pena di nullità assoluta, gli stessi giudici

– che hanno partecipato al dibattimento.

– Art. 525 COMMA 1: la sentenza è deliberata “subito dopo la chiusura del dibattimento”.

– Art. 525 COMMA 3: la deliberazione non può essere sospesa “se non in caso di assoluta

– impossibilità”.

– Art. 527 COMMA 2: i giudici sono tenuti ad enunciare “le ragioni della loro opinione”. I giudici

– “votano su ciascuna questione qualunque sia stato il voto espresso sulle altre”.


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fralocu

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fralocu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Procedura penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Scalfati Adolfo.

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