Profili generali del procedimento penale
Capitolo ii soggetti del procedimento penale
Sistema inquisitorio-accusatorio misto
Principi costituzionali:
- Riserva di legge;
- Giusto processo:
- Giudice imparziale;
- Durata ragionevole del processo;
- Contraddittorio tra le parti;
- Durata ragionevole del processo: ogni cittadino ha diritto a un processo la cui durata non superi un tempo determinato.
Soggetti del procedimento penale
I soggetti del procedimento penale sono:
- Il giudice;
- Il pubblico ministero;
- La polizia giudiziaria;
- L'imputato;
- Il difensore;
- La persona offesa dal reato e la parte civile.
Il giudice
Detiene i poteri giudiziario, ordinario e straordinario (militare e costituzionale).
Art. 101: i giudici sono soggetti soltanto alla legge.
Art. 104: la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.
Art. 105: spettano al C.S.M., secondo le norme dell'ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni, i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati.
Art. 111: [...] ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti davanti al giudice terzo e imparziale. [...]
Il suo potere giurisdizionale si esercita sotto forma di:
- Competenza per materia;
- Competenza per territorio;
- Competenza per connessione.
Competenza per materia
La competenza è l'insieme delle regole che consentono di distribuire i procedimenti all'interno della giurisdizione ordinaria. Con questo termine si indica anche quella parte della funzione giurisdizionale svolta da un determinato organo giudiziario.
La Corte d'Assise (giudice collegiale composto da 2 giudici di carriera e 6 giudici popolari) si occupa dei delitti politici e i più gravi fatti di sangue, per i quali la legge stabilisce la pena dell'ergastolo o della reclusione di 24 anni o più.
Riforma 2010: è diventata competente anche per i delitti consumati o tentati di associazione per delinquere non mafiosa, finalizzata a commettere i delitti di riduzione in schiavitù, tratta di persone, acquisto e alienazione di schiavi, di favoreggiamento pluriaggravato dell'immigrazione clandestina.
Il giudice di pace (giudice non professionale, nominato a tempo determinato, dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza, ma non l'esame di abilitazione alla professione forense) si occupa di reati che costituiscono espressioni di microconflittualità individuale, caratterizzati dalla tenuità della sanzione e dalla semplicità dell'accertamento.
Si distinguono:
- I reati procedibili a querela (ad es., le lesioni non superiori a 20 giorni; la diffamazione);
- I reati d'ufficio (ad es., l'inosservanza dell'obbligo di istruzione elementare dei minorenni, gli atti contrari alla pubblica decenza).
Il tribunale monocratico giudica:
- I delitti di produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti;
- I reati puniti con pena detentiva fino a 10 anni nel massimo.
In seguito alla legge n.479 del 1999 si è verificato un accentramento delle funzioni nella figura del giudice monocratico, al quale vengono attribuiti molti reati che presentano un notevole tasso di pericolosità sociale.
Competenza per territorio
È determinata dal luogo nel quale il reato è stato consumato (locus commissi delicti). Permette:
- Di assicurare un effettivo controllo sociale;
- Di rendere più agevole e rapida la raccolta delle prove;
- Di ridurre i disagi per le parti e per i testi;
- Di riaffermare il diritto e la giustizia proprio nel luogo in cui sono stati violati.
Vi sono delle eccezioni:
- Si compie diffamazione mediante trasmissione televisiva;
- Un magistrato assume la qualità di imputato.
In questi casi la competenza spetta a un distretto di corte d'appello diverso da quello in cui il magistrato esercitava le sue funzioni, al fine di assicurare l'imparzialità dell'organo giudicante.
Competenza per connessione
Riguarda vari reati, compiuti da diverse persone, ma con il medesimo fine (ad es., lo spaccio di stupefacenti diffuso in tutta Italia); essi vengono assemblati in un unico reato per essere giudicati da un unico giudice.
Vi è connessione di procedimenti di competenza del tribunale e della corte di assise in 3 casi:
- Reato commesso da più persone in concorso o evento determinato da più persone con condotte indipendenti (non d'accordo tra loro). Ad es., la morte di una persona attribuita alternativamente o cumulativamente al feritore ed al medico che ha errato nel curarla;
- Più reati commessi da una sola persona mediante un'unica azione od omissione (concorso formale di reati). Ad es., guida in stato d'ebbrezza, lesioni ed omissione di soccorso: con un'unica azione sono stati compiuti 3 reati. Oppure con diverse azioni ed omissioni del medesimo disegno criminoso si commettono reati indipendenti: ad es., furto auto e sequestro di persona;
- Si procede per più reati se gli uni sono stati commessi per occultare gli altri (ad es., falso commesso per occultare un reato di peculato).
Il fine ultimo della connessione è quello di arrivare alla riunione di procedimenti, che richiede i seguenti requisiti (art. 17):
- Stessa fase e grado dei procedimenti;
- Competenza del medesimo giudice;
- Procedimenti connessi;
- La riunione non deve determinare un ritardo nella definizione dei procedimenti (si deve salvaguardare l'economia del processo).
Viceversa, la separazione dei procedimenti deve essere disposta dal giudice nei seguenti casi (art. 18, comma 1):
- Quando nel corso dell'udienza preliminare è possibile decidere subito la posizione di un imputato (ad es., in caso di giudizio abbreviato o patteggiamento);
- Quando per un imputato si debba sospendere il procedimento (ad es., a causa di una malattia);
- Quando un imputato non è comparso in dibattimento ed occorra rinnovare la citazione nei suoi confronti;
- Quando uno o più difensori di imputati non sono comparsi in dibattimento per motivi legittimi;
- Quando per un imputato l'istruzione dibattimentale è già stata conclusa, mentre per altri deve continuare con tempi lunghi;
- Quando stiano per scadere i termini di custodia cautelare in relazione a taluno dei delitti elencati nell'art. 407, comma 2, lett. a (reati di criminalità organizzata e ipotesi assimilate) ed occorra definire con urgenza la fase o il grado per evitare la scarcerazione automatica.
L'inosservanza delle disposizioni che regolano la competenza comporta che il giudice dichiari la propria incompetenza.
Incompetenza
Incompetenza per materia:
- Per difetto (procede un giudice "inferiore" il quale, per definizione, è meno idoneo a giudicare rispetto a un giudice "superiore"). L'incompetenza è rilevabile fino a quando non si è pervenuti a una sentenza irrevocabile;
- Per eccesso (un giudice superiore procede per un reato di competenza di un giudice inferiore). Può essere rilevata anche d'ufficio, ma non oltre le questioni preliminari prima della dichiarazione di apertura del dibattimento (art. 491, comma 1).
Incompetenza per territorio:
È eccepibile dalle parti ed è rilevabile dal giudice fino all'udienza preliminare o fino all'apertura del dibattimento.
Incompetenza per connessione:
Può essere rilevata a pena di decadenza fino all'udienza preliminare e prima dell'apertura del dibattimento.
L'imparzialità del giudice
Incompatibilità:
Incapacità di svolgere la propria funzione in relazione a un determinato procedimento. Si verifica quando:
- Ha avuto nel medesimo procedimento una qualche funzione diversa da quella del giudice (pubblico ministero, polizia giudiziaria, difensore, testimone...);
- Un parente o un affine (fino al secondo grado) del magistrato ha già esercitato funzioni giurisdizionali (ad es., il Gip è il fratello del Presidente del Collegio);
- Ha svolto la funzione di giudice in una precedente fase del medesimo procedimento penale (art. 34). Ad es., il Gip che emette ordine custodia cautelare.
Astensione:
Il giudice ha l'obbligo di astenersi - art. 36 - (e le parti possono ricusarlo - art. 37) in presenza di determinate situazioni che lo fanno apparire parziale:
- Ha interesse nel procedimento o alcuna delle parti private o un difensore è debitore o creditore di lui, del coniuge o dei figli;
- È tutore, procuratore o datore di una delle parti private o il difensore, procuratore o curatore di una di queste parti è prossimo congiunto di lui o del coniuge;
- Ha dato consigli o ha manifestato un suo parere sull'oggetto del procedimento al di fuori del processo;
- Vi è una grave inimicizia tra lui o un suo prossimo congiunto ed una delle parti;
- Alcuno dei prossimi congiunti è offeso e danneggiato dal reato;
- Un prossimo congiunto di lui o del coniuge svolge o ha svolto le funzioni di pubblico ministero.
La dichiarazione di astensione è valutata da un altro giudice; di regola, è valutata dal presidente dell'organo giudicante al quale appartiene il magistrato (art. 36, comma 3).
Ricusazione:
Le parti non possono ricusare il giudice per "gravi ragioni di convenienza"; viceversa è possibile ricusare il giudice che, nell'esercizio delle sue funzioni, abbia "manifestato indebitamente il proprio convincimento sui fatti oggetto dell'imputazione" (art. 37, comma 1, lett. b). Ciò comporta che le parti possono ricusare il giudice soltanto in presenza di situazioni tassative previste dalla legge (53).
Vi possono essere dei casi nei quali è pregiudicata l'imparzialità dell'intero ufficio giudicante territorialmente competente a prescindere da situazioni che riguardino il singolo magistrato che lo compone. In questi casi il codice prevede lo spostamento dalla competenza per territorio ad un altro organo giurisdizionale (con la medesima competenza per materia) situato presso quel capoluogo del distretto di corte d'appello che è individuato in base all'art. 11.
Lo spostamento è deciso dalla corte di cassazione se e in quanto tale organo accerti l'esistenza di almeno uno dei requisiti della rimessione (art. 45). La richiesta motivata di rimessione può essere presentata soltanto da:
- Imputato;
- Pubblico ministero;
- Procuratore generale presso la corte d'appello.
I casi nei quali è prevista la rimessione sono i seguenti:
- Quando è pregiudicata la sicurezza e l'incolumità pubblica;
- Quando è pregiudicata la libera determinazione delle persone che partecipano al processo;
- Quando vi sono gravi situazioni locali che "determinano motivi del legittimo sospetto" (questa causa è stata aggiunta dalla legge n.248 del 2002).
L'imparzialità sostanziale può essere messa in pericolo quando la pressione dell'ambiente sui giudici appare idonea a compromettere la serenità della decisione.
La corte di cassazione, investita dalla richiesta presentata dall'imputato o dal pubblico ministero, verifica l'esistenza di una delle situazioni che impongono la rimessione (58).
Il pubblico ministero
Rappresenta l'insieme di uffici che rappresentano nel procedimento penale l'interesse generale dello Stato alla repressione dei reati.
Le sue funzioni sono indicate nell'ordinamento giudiziario:
- "Veglia alla osservanza delle leggi, alla pronta e regolare amministrazione della giustizia, alla tutela dei diritti dello Stato, delle persone giuridiche e degli incapaci" (art. 73 ord. giud.);
- "Promuove la repressione dei reati" (art. 73 ord. giud.) e cioè svolge le indagini necessarie per valutare se deve chiedere il rinvio a giudizio o l'archiviazione;
- "Esercita l'azione penale" in ogni caso in cui non debba richiedere l'archiviazione, e cioè quando dalle indagini sono emersi elementi idonei a sostenere l'accusa in giudizio (art. 50, comma 1 c.p.p.);
- "Fa eseguire i giudicati ed ogni altro provvedimento del giudice, nei casi stabiliti dalla legge" (art. 73 ord. giud.).
In base alla regola esposta nell'art. 51, comma 3, ogni ufficio del pubblico ministero è competente a svolgere le sue funzioni esclusivamente presso l'organo giudiziario davanti al quale è costituito. A tale regola sono poste alcune eccezioni che danno vita a singole ipotesi di rapporti di tipo gerarchico.
- Il procuratore generale presso la corte di cassazione svolge una funzione di sorveglianza, nel senso che ha il potere di iniziare l'azione disciplinare contro un qualsiasi magistrato requirente o giudicante (72).
- Il procuratore generale presso Corte d'appello può:
- Dirimere i contrasti tra due uffici del pubblico ministero del medesimo distretto di corte d'appello, i quali ritengano contemporaneamente di affermare (o, viceversa, negare) la propria competenza in un singolo caso;
- Avocare un singolo affare in casi tassativamente previsti dalla legge (ad es., un sostituto del procuratore generale sostituisce il singolo magistrato del pubblico ministero nel compimento di quella attività che quest'ultimo sta svolgendo).
Astensione: avendo il pubblico ministero la funzione di una parte pubblica (rappresenta, quindi, l'interesse generale dello Stato alla repressione penale), egli ha, dal punto di vista disciplinare, l'obbligo di astenersi quando esistono gravi ragioni di convenienza (art. 52).
Il pubblico ministero non può essere ricusato perché è una parte, sia pure pubblica.
Sostituzione: il capo dell'ufficio ha l'obbligo di sostituire il magistrato del pubblico ministero che abbia un interesse privato nel procedimento, e ciò nonostante che il magistrato sia stato designato per un'udienza penale nella quale, in base al medesimo articolo, "esercita le sue funzioni con piena autonomia" (art.53, comma 2).
Gli uffici sono divisi per materia e spesso cooperano per i grandi reati.
- La procedura distrettuale antimafia è l'ufficio della procura della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto di corte d'appello "nel cui ambito ha sede il giudice competente". A tale ufficio sono attribuite le funzioni del pubblico ministero in primo grado in relazione ai delitti di criminalità organizzata mafiosa e assimilati (art.51, comma 3-bis), ai delitti "consumati o tentati con finalità di terrorismo" (art.51, comma 3-quater, introdotto dalla legge n.438 del 2001) e ai delitti consumati o tentati in materia di pedopornografia, di reati informatici, di intercettazione abusiva (art.51, comma 3-quinquies, introdotto dalla legge n.48 del 2008).
- La procura nazionale antimafia è un ufficio con sede a Roma; capo dell'ufficio è il procuratore nazionale antimafia, che è sottoposto alla sorveglianza del procuratore generale presso la corte di cassazione (art.76-ter ord. giud.)
Il procuratore nazionale ha compiti di controllo che gli permettono di verificare se sia effettivo il coordinamento tra i singoli uffici del pubblico ministero che stanno compiendo indagini per i delitti di criminalità organizzata mafiosa indicati nell'art.51, comma 3-bis; in caso di mancato coordinamento, il procuratore nazionale deve avocare le indagini.
È escluso che il procuratore nazionale abbia un potere gerarchico sui 26 procuratori distrettuali; viceversa, egli può esercitare un controllo penetrante, che può giungere sino alla avocazione delle indagini nei confronti di quella procura distrettuale che abbia violato il dovere di coordinamento.
La polizia giudiziaria
Si distinguono:
- Polizia di sicurezza: previene il compimento dei reati;
- Polizia giudiziaria: la cui funzione trova la definizione nell'art.55 del codice di procedura penale: "deve, anche di propria iniziativa, prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant'altro possa servire per l'applicazione della legge penale."
Una volta accertato il compimento del reato, viene esercitata la funzione di polizia giudiziaria con uso di poteri coercitivi. Ad esempio, una pattuglia di polizia controlla per prevenire, ma nel momento in cui si accorge del reato, agisce con il fermo o con l'arresto.
È sotto la direzione del Pubblico Ministero.
È sorvegliata dal Procuratore Generale presso la Corte d'Appello.
Le sezioni sono organi costituiti presso gli uffici del Pubblico Ministero di primo grado e composti, di regola, da ufficiali e agenti della polizia di Stato, dei carabinieri e della guardia di finanza. Svolgono funzioni di polizia giudiziaria.
I servizi sono "tutti gli uffici e le unità ai quali è affidato dalle rispettive amministrazioni (...) il compito di svolgere in via prioritaria e continuativa le funzioni" di polizia giudiziaria (art.12 disp. Att.).
L'imputato
La Polizia Giudiziaria trasmette la denuncia al P.M. che, se durante le indagini preliminari avrà raccolto elementi tali da attribuire a una persona la tesi del reato, ordinerà alla segreteria di far iscrivere accanto alla denuncia il nome del soggetto.
L'indagato è la persona sottoposta ad indagini preliminari.
L'imputato è la persona alla quale è attribuito il reato, con richiesta di rinvio a giudizio nell'imputazione. Tale qualità si conserva in ogni stato e grado del processo.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Procedura penale , Prof. Scalfati Adolfo, libro consigliato Manuale di diritto processuale penale, …
-
Riassunto esame Procedura penale , Prof. Scalfati Adolfo, libro consigliato Manuale di diritto processuale penale, …
-
Riassunto esame Procedura penale, Prof. Conti Carlotta, libro consigliato Manuale di procedura penale, Conti, Tonin…
-
Riassunto esame Diritto processuale penale, Prof. Conti Carlotta, libro consigliato Manuale di procedura penale - T…