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OBIETTIVI DEL FINANCIAL REPORTING

Data la presenza di questi due sistemi era necessario trovare un punto

di incontro. Ricordiamo che il Framework subiva l’influenza del sistema

statunitense in quanto implementato dal progetto comune IASB-FASB.

Originariamente l’obiettivo del Framework era quello di garantire agli

utilizzatori informazioni utili nel processo decisionale.

obiettivo 1. Nella versione del 2010 si è cercato un compromesso tra i

due sistemi, riformulando la definizione di utilizzatori includendo anche i

prestatori finanziari e creditori in generale;

obiettivo 2. I principi internazionale devono anche mettere a

conoscenza della capacità dell’azienda di generare flussi di cassa,

presenti e futuri.

Rendiconto finanziario: documento che permette di analizzare la

dinamica finanziaria di un’impresa e la sua capacità di generare flussi di

cassa (cash generality utility). Ci permette di capire quali sono costi e

ricavi monetari, e dividenti reali che spettano agli azionisti.

- CAPITOLO 2

Definizione di Reporting Entity: si tratta di una generica entità che va da

una singola area di affari al gruppo (o holding)

- CAPITOLO 3

Definizione dei postulati e delle loro caratteristiche

▪ Nella versione originaria del Framework le caratteristiche erano

suddivise su due livelli, e comprendevano comprensibilità,

significatività (rilevanza), attendibilità (rappresentazione fedele,

neutralità, prudenza, completezza, prevale la sostanza),

comparabilità.

▪ Nel discussion paper del 2006 vi furono alcuni cambiamenti:

comprensibilità, significatività, rappresentazione fedele

(verificabilità, neutralità e completezza) e comparabilità.

▪ Profondi cambiamenti vi furono con la versione del 2010:

Fundamental, che rendono utile l’informazione contabile

(singnificatività e rappresentazione fedele) e Enchanging, che

incrementa l’utilità e qualità dell’informazione (comparabilità,

verificabilità, tempestività e comprensibilità)

REQUISITI DI PRUDENZA E NEUTRALITA’

Nel 2010 non viene riportata la prudenza in quanto in contrasto con la

neutralità per cui l’informazione deve essere parziale.

- CAPITOLO 4

Diversi aspetti del bilancio

Si compone in 5 sezioni

1) ipotesi sottostante, comprendente going concerne per cui l’impresa

è in normale funzionamento e lo sarà anche in futuro; IAS1 che prevede

che il management deve valutare il corretto funzionamento del going

concern e mettere in evidenza qualsiasi condizione di pregiudicamento;

2-3) individuazione e iscrizione. Requisiti distintivi che un elemento

deve possedere per essere identificato come attività o passività, come

costo o ricavo. successivamente si indicano le condizioni per l’iscrizione

in bilancio.

iter di individuazione

Una risorsa è identificabile come attività se sono soddisfatti 3 criteri:

1) controllata dall’impresa - quindi se questa può disporre/gestire i

benefici derivanti dal possesso di questo 2) scaturisce dal operazioni

passate 3) ci si aspetta dei futuri benefici finanziari. (Es di attività:

acquisto di altre aziende). Condizione di iscrivibilità di un’attività: 1)

possibili futuri benefici economici 2) presenta un costo misurabile

attendibilmente.

Una risorsa è identificabile come passività se sono soddisfatti 3

criteri: 1) deriva da un’obbligazione attuale 2) scaturisce dal operazioni

passate 3) comporta la rinuncia a risorse. Condizione di iscrivibilità di

una passività: 1) possibili futura rinuncia di benefici economici 2)

presenta un deflusso misurabile attendibilmente.

iter di iscrizione

Si tratta di incrementi/decrementi di potenziali flussi finanziari in entrata

o incrementi/decrementi di potenziali flussi finanziari in uscita.

Condizioni di iscrivibilità: l’incremento/decremento di benefici economici

futuri deve potersi quantificare in modo attendibile.

4) misurazione degli elementi contabili - vengono enunciati i criteri di

misurazione delle voci contabili. Tra cui costo storico e costo

ammortizzato.

5) nozioni di capitale

Capitale finanziario (attivo) e capitale fisico (capacità produttiva a

disposizione dell’azienda).

STRUTTURA E CONTENUTO DEL BILANCIO

IAS 1. Definisce i criteri e la struttura per la presentazione del bilancio al

fine di permetterne la comparabilità con i bilanci precedenti dell’entità e

con quelli di altre entità. Il suo scopo è quello di fornire informazioni circa

la situazione finanziaria, economica e patrimoniale di un’entità al fine di

fornire informazioni utili agli users nel processo decisionale. Inoltre il

bilancio espone i risultati della conduzione amministrativa.

Il bilancio deve dare informazioni su: attività, passività, patrimonio netto

(attività - passività), ricavi e costi, conferimenti e flussi finanziari.

Il bilancio è composto da:

- Stato patrimoniale.

contenuto minimo di SP. Attivo: credito v/ soci per versamenti

ancora dovuti, immobilizzazioni, attivo circolante, ratei e risconti attivi.

Passivo: patrimonio netto, fondi per

rischi e oneri, trattamento di fine rapporto, debiti, ratei e risconti passivi.

Lo SP deve essere redatto distinguendo tra attività e passività, correnti e

non correnti.

Attività corrente: attività che si realizzano nel normale corso del ciclo

operativo, oppure le attività possedute per la vendita entro i 12 mesi

dalla data del bilancio.

Passività corrente: passività che dovrebbero estinguersi nel corso del

ciclo operativo, oppure quelle di cui è prevista l’estinzione entro i 12

mesi dalla data del bilancio.

*Per ciclo operativo intendiamo il tempo che intercorre tra l’acquisizione

di beni e la loro realizzazione in disponibilità liquide o mesi equivalenti.

- Conto economico. Esso comprende costi e ricavi realizzati. Le voci

principali sono: ricavi, oneri finanziari, oneri fiscali..

- Prospetto delle variazioni di patrimonio netto: distingue le variazioni di

patrimonio netto in due categorie a seconda della loro origine: operazioni

dirette con soci e di natura reddituale.

- Rendiconto finanziario. E’ obbligatoria la redazione da parte di tutte le

imprese che redigono il bilancio utilizzando i principi contabili

internazionali.

FAIR VALUE

Il Fair Value (valore equo) sarebbe il prezzo di mercato in un mercato

teoricamente perfetto. A seconda del bene oggetto di valutazione ne

cambia di significato e le metodologie per calcolarne il valore.

Inizialmente nasce per sostituire il costo storico (criterio di misurazione

delle voci contabili), adesso è visto come un criterio alternativo ad esso.

Il Fair Value è stato inizialmente definito dallo IASB come il corrispettivo

al quale un’attività può essere scambiata o una passività estinta, in una

libera transazione tra le parti. Tale definizione è state diverse volte

modificata all’interno dei singoli principi contabili, dando così definizioni

spesso convergenti. Per questo lo IASB ha recentemente emanato il

principio contabile IFRS 13 - FAIR VALUE MEASUREMENT per cui il

Fair Value sarebbe il prezzo percepito per la vendita di un’attività o che

si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare

operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione, alle correnti

condizioni di mercato.

Il Fair Value rappresenta quindi il miglio prezzo per cui un’attività

potrebbe essere ceduta alla data di valutazione. E’ un exit price in

quanto si tratta di un prezzo d’uscita valido per tutti e la cui valutazione

viene effettuata alla data odierna (al prezzo corrente). L’attività o

passività valutata potrebbe essere un’attività o passività presa a se

stante o un gruppo di attività, di passività, o di attività e passività.

L’operazione può avvenire nel mercato principale dell’attività/passività o

nel mercato più vantaggioso. In tali operazioni si assume che gli

operatori agiscano nel proprio interesse.

Il fair value delle attività non finanziarie

Una valutazione del fair value di un’attività non finanziaria considera la

capacità di un operatore do mercato di generare benefici economici

impiegando l’attività nel suo massimo e migliore utilizzo o venendola ad

un altro operatore di mercato che la impiegherebbe nel suo massimo e

migliore utilizzo. Il massimo e migliore utilizzo di un’attività non

finanziaria potrebbe garantire il massimo valore agli operatori di mercato

se essa viene utilizzata in un gruppo di altre attività o singolarmente.

PREGI: Evidenzia la dinamicità dell’azienda; offre ai lettori del bilancio

una situazione che esprime i valori reali; concorrono al risultato

d’esercizio tutti i proventi.

DIFETTI: L’eliminazione del costo storico permette di vedere in bilancio il

reddito realizzabile piuttosto che quello realizzato; utilizzo di un

parametro incerto del costo; l’abbandono del costo storico determina

risultati d’esercizio altalenanti; richiede sistemi di valutazione affidabili,

adeguata informazione e controlli.

IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI

IAS16. Si applica a tutti gli immobili, impianti e macchinari. Lo IAS16

prevede che il costo di un’immobilizzazione materiale deve essere

rilevato come un’attività se è probabile che i futuri benefici economici

affluiranno all’impresa e se il costo può essere attendibilmente

determinato.

Lo IAS36 - riduzione durevolee di valore dell’attività (imprimente of

assest) definisce i principi che un’impresa deve applicare per assicurarsi

le proprie attività siano iscritte a un valore non superiore a quello

recuperabile. Quando ciò avviene l’attività ha subito una riduzione

durevole di valore. La procedura per verificarlo è l’impairment test

(VALORE CONTABILE>VALORE RECUPERABILE = IMPAIRMENT

TEST) . L’impresa deve valutare ad ogni data di riferimento del bilancio

se esiste qualche indicazione che faccia presumere che un’attività possa

aver subito una perdita durevole di valore. Se esiste una qualsiasi

indicazione l’impresa deve stimare il valore recuperabile dell’attività

(indicatori interni/esterni). La riduzione durevole di valore deve essere

imputata al valore di avviamento e al valore delle altre attività in

proporzione al valore contabile di ciascuna.

CGU: raggruppamenti di attività

LEASING

Si tratta di un contratto tramite il quale il locatore trasferisce al locatario, in cambio di

uno o più pagamenti, il diritto all’utilizzo dei un bene per un periodo di tempo

prestabilito.

Leasing finanziario. Diritto di utilizzare un bene con trasferimento di tutti i rischi e

benefici collegati alla proprietà. il diritto di proprietà può essere trasferito o meno alla

fine del contratto: prevale la sostanza sulla forma.

Secondo lo IAS 17 i locatari devono rilevare le operazioni di leasing come attività e

passività nei loro SP: i canoni di leasing si ripartiscono tra costi e riduzione di

debito; si realizza la rilevazione delle quote di ammortamento del bene e quindi il

pagamento degli interessi (CE). Il valore del bene va ammortizzato ogni anno come

se il bene fosse di proprietà dell’azienda. Il bene locato non entra a far parte del

patrimonio dell’azienda.

Leasing operativo. Non si trasferiscono rischi e benefici legati alla proprietà: prevale

la forma sulla sostanza.

Lo IAS40 disciplina il trattamento contabile delle proprietà immobiliari procedute

dall’impresa per uno dei seguenti fini: percepire canoni di locazione, apprezzamento

del capitale investito, entrambi i fini. L’investimento immobiliare è una proprietà

immobiliare.

LE ATTIVITA’ IMMATERIALI


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ludovica.copia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Principi contabili ed internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Cardillo Eleonora.

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