Principi contabili internazionali
Sono un modello alternativo di redazione del bilancio d'esercizio/consolidato. I due modelli dominanti nel mondo sono:
- IAS/IFRS
- USA GAAP
Circa un terzo di questi principi è recepito dalla Comunità Europea, essi diventano legge vera e propria quando sono pubblicati sulla gazzetta ufficiale come regolamenti.
Introduzione ai principi contabili internazionali
Comprendere il contesto storico significa tornare agli anni '70. La Comunità Europea era costituita da qualche anno e c'era l'esigenza di avere dei bilanci comparabili perché fino a quel momento le norme sui bilanci erano molto diverse tra i vari stati. Solo in questo momento si arrivò a dire che il CE non è dato solo da ricavi e costi generali.
Direttive: non sono immediatamente valide nei paesi membri, necessitano di un atto di recepimento nazionale. L'Italia ha recepito la IV (1978) e VII (1983) direttiva solo nel 1991. Il recepimento delle direttive consiste nella modifica degli articoli del codice civile.
Bilancio d'esercizio: bilancio secondo il codice civile, articoli 2423 e seguenti (derivano dal recepimento del 1991 più altre modifiche). Bilancio consolidato: rientra nel decreto 127/1991.
Negli anni le direttive hanno subito delle modifiche, l'ultima importante è la Direttiva 34/2013 che abroga la IV e VII direttiva. Il recepimento è avvenuto in agosto 2015 e rende obbligatorie queste modifiche dal bilancio 2016. Queste modifiche hanno l'obiettivo di avvicinare i PCN ai PCI (alcune cose che vediamo in questo corso si applicheranno anche ai bilanci italiani dal 2016).
Opinioni contrastanti negli anni '80
Nei vari paesi della UE degli anni '80, esistevano opinioni contrastanti quando si doveva scrivere le direttive.
Esempio:
- Italia ritiene fondamentali prudenza e criterio del costo storico e sostiene che le spese di pubblicità possano essere capitalizzate
- UK prevede la rivalutazione dei beni
- Germania afferma che le spese di pubblicità devono confluire sempre nel CE
La IV e VII direttiva sono state un passo avanti perché hanno definito che il bilancio andasse redatto in un determinato modo: esso deve fornire il quadro fedele della situazione patrimoniale, economica e finanziaria; l'Italia lo ha tradotto come "rappresentazione veritiera e corretta". Le altre direttive invece mettevano gli stati membri di fronte a delle possibilità fra cui decidere.
Esempio:
- Spese di pubblicità: lo stato può decidere se devono confluire obbligatoriamente nel CE (Germania) o se possono essere capitalizzate a determinate condizioni (Italia)
- Rivalutazione dei beni: lo stato può vietarla in ogni caso (Italia) oppure consentirla anche in assenza di leggi di rivalutazione (Francia)
Globalizzazione dei mercati finanziari negli anni '90
Questa situazione andava bene negli anni '70/'80, ma negli anni '90 nasce un'altra necessità. I mercati finanziari iniziano ad essere globalizzati, con apertura agli investitori per permettergli di acquistare azioni di imprese italiane, francesi, inglesi, spagnole, ecc.
Il documento obbligatorio per tutte le imprese è il bilancio, che rappresenta i risultati consuntivi. L'investitore deve poter comparare i risultati delle varie società.
Esempio: investo nel settore oil & gas e devo comprendere le performance di BP, ENI, Total e Shell. Corro il rischio di confrontare bilanci che non sono comparabili tra di loro perché gli spazi di autonomia sono troppo ampi.
La Comunità Europea decide allora di obbligare a redigere un bilancio comparabile solo le società quotate che si rivolgono al mercato di capitali (platea internazionale) per reperire risorse finanziarie.
Alternative per la comparabilità dei bilanci
- Le opzioni precedenti non valgono più e si sceglie una strada unica per tutti, ma non percorribile
- Usare i principi contabili degli USA, ma insostenibile politicamente
- Qualcuno si accorse che esistevano i PCI
I PCI sono emanati dallo IASB ed esistono dagli anni '70, ma fino agli anni '90 non li utilizzava quasi nessuno. Il problema politico è che lo IASB è un soggetto privato internazionale, quindi la Comunità Europea non ha il diritto di individuare membri che vi siedono (anche alcuni di essi sono membri europei).
Perciò fu inventato il meccanismo di omologazione (endorsement):
- Lo IASB emana i PCI
- La Comunità Europea li analizza e verifica che siano compatibili con i suoi obiettivi
- Successivamente li omologa traducendoli nelle lingue ufficiali e dandone diffusione tramite la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale come regolamento
Regolamento ≠ Direttiva. I regolamenti sono direttamente applicabili e diventano legge dell'UE. Una volta recepiti con regolamento pubblicato sulla gazzetta ufficiale i PCI diventano leggi non modificabili con legge nazionale dagli stati membri. La Comunità Europea obbliga le società quotate ad utilizzare i PCI, che potrebbero preparare due bilanci:
- Bilancio d'esercizio: si vede la voce "partecipazione in controllate" come costo
- Bilancio consolidato: simula l'esistenza di un'unica azienda, non c'è la voce partecipazioni perché si vede tutto ciò che contiene. Il consolidato contiene costi, ricavi, attività e passività di tutte le imprese del gruppo.
Esempio: ad un investitore che vuole confrontare ENI, Total, BP e Shell non interessa il bilancio d'esercizio perché vuole capire l'andamento del gruppo. All'Unione Europea gli altri soggetti non interessano perché l'obiettivo era confrontare i bilanci delle società che si rivolgono al mercato, in modo da rendere comparabile il documento usato dal mercato (bilancio consolidato).
Principi IAS e IFRS
Tra questi due non ci sono differenze. I PCI esistono dagli anni '70 ma non li utilizzava nessuno e lo IASB non era board ma committee (IASC). Quando l'UE si interessò la platea diventò più ampia e lo IASC cambiò governance, diventando IASB.
Il cambiamento è avvenuto attorno al 2000 e tutti i principi emessi prima si chiamano IAS, mentre quelli emessi dopo prendono il nome di IFRS.
Interpretazioni
- SIC (prima del 2000): ci sono poche sue interpretazioni perché molte sono state inglobate dai nuovi PCI
- IFRIC (dopo il 2000)
Non è detto che su alcuni temi le risposte siano già contenute nei principi.
Esempio: esiste un principio sul leasing. Alcune imprese si sono accorte che alcuni contratti diversi dal leasing (es. outsourcing) contengono alcune clausole che potrebbero configurare un contratto di leasing.
Esempio di outsourcing: una società terza tiene la mia contabilità, però le impongo di tenerla su un server specifico dove ci sono solo i miei dati. Pago per avere un server che è una macchina. È un leasing? Boh! Quando ci sono problemi di questo genere applico il principio del leasing o no? La questione fu presentata all'IFRIC il quale rispose che non è importante il tipo di contratto, quindi se ci sono clausole che configurano un leasing bisogna usare le regole del leasing (IFRIC 4).
Bisogna applicare sia i PCI che le interpretazioni a 360° (non si può applicare solo i PCI).
NB: IAS 1 (presentazione del bilancio) ≠ IFRS 1 (first time adoption). IAS 3, 4, 5, 6 non esistono più perché abrogati. Gli IAS arrivano fino al n° 41.
Sistemi contabili in Cina e USA
Cina: Non utilizza i PCI ma i principi contabili cinesi, che sono la copia dei PCI salvo qualcuno che non gli piaceva. Si può quindi dire che le quotate cinesi in pratica usino i PCI.
USA: Far applicare alle imprese statunitensi qualcosa che non è deciso dagli americani va contro il loro DNA. Sono l'unica grande economia che non adotta i PCI. Utilizzano gli US GAAP. Hanno accettato che le società straniere che si quotano negli USA redigano un bilancio IFRS (fino a 10 anni fa era necessario redigere un bilancio US GAAP). Lo IASB ed il FASB (soggetto che emette i principi contabili USA) hanno cercato di portare avanti progetti in comune: il principio non è lo stesso ma il contenuto è molto simile. Due nuovi principi (ricavi e leasing) nascono da questo processo di convergenza: gli americani hanno un principio sul leasing simile a quello dei PCI.
Processo di emanazione dei PCI
Il processo di emanazione dei PCI è articolato.
- Si inserisce il PCI proposto all'interno dell'agenda sulla ricerca dello IASB.
- Se lo IASB ritiene che valga la pena trattarlo, prepara un discussion paper: documento pubblico dove chiunque può porre domande e inserire proposte.
- Commenti: se sono positivi il progetto va avanti mentre se nessuno è interessato si ferma.
- Viene emanata una bozza di principio pubblica e per un certo periodo si possono fare dei commenti. A seconda di quelli ricevuti lo IASB conferma il principio o ne scrive un altro. Questo meccanismo serve per pubblicare documenti il più possibile utili e condivisi. Esempio: per il principio del leasing sono stati scritti due exposure draft.
- Pubblicazione.
- Prima dell'entrata in vigore passa del tempo, soprattutto ci sono cambiamenti importanti. Esempio: il principio relativo al leasing è stato emanato nel 2016 ed entrerà in vigore nel 2019.
- Post-implementation review: dopo che le imprese hanno iniziato ad applicare il principio potrebbero emergere dei miglioramenti da apportare (controllo di gestione).
Divisione del principio in due parti
Il principio si divide in due parti:
- Parte A (consultabile gratuitamente tra i regolamenti della Comunità Europea): principio vero e proprio + appendici
- Parte B (consultabile a pagamento): esempi, guide applicative e basis for conclusion. Lo IASB spiega perché ha scelto una strada piuttosto che un'altra (in passato avveniva di meno mentre oggi ogni decisione è motivata). Leggendo le motivazioni si applica meglio il principio.
Concetti chiave del bilancio
- Rilevazione iniziale (initial recognition): Esempio: compro un impianto, quando rilevo questa operazione in contabilità? Ottengo un debito e concedo un credito, quando mi interessa rilevarli per la prima volta?
- Valutazione iniziale (initial measurement): A quale valore rilevo? Bisogna verificare il valore d'ingresso.
- Valutazione successiva (subsequent measurement): Alla fine di ogni anno/semestre/trimestre (se quotata) bisogna valutare in senso stretto le attività/passività.
- Eliminazione (derecognition): Uscita dal bilancio.
Processo di omologazione
Il processo di omologazione è stato inventato perché politicamente non era bello utilizzare dei principi sui quali l'UE non ha la possibilità di incidere. Allora intervengono due soggetti:
- EFRAG: punto di vista tecnico
- ARC: punto di vista politico
Se all'UE non piace un principio non può dirlo dopo, deve intervenire prima. Spesso il principio di omologazione è solo una traduzione perché l'UE ha detto prima quello che non le andava bene, facendo attività di lobby con i commenti dell'EFRAG (che rappresenta l'UE). Salvo casi particolari i PCI vengono sempre recepiti dall'UE. Alcuni principi non sono ancora omologati perché nuovi (IFRS 9, IFRS 14, IFRS 15). L'unico principio su cui c'è stato un ampio dibattito è lo IAS 39 (strumenti finanziari), che non è stato recepito del tutto.
Norme di legge e regolamentazioni
I principi omologati sono norme di legge a tutti gli effetti. Essi sostituiscono le norme interne su ciò che è bilancio in senso stretto (art 2423 cc e segg). Tuttavia in alcune situazioni ci sono riferimenti a norme non strettamente inerenti il bilancio.
Esempio: cos'è la riserva legale? Accantonamento del 5% dell'utile delle società di capitali finché si raggiunge il 20% del capitale sociale. Questa norma non è scritta negli articoli specifici del bilancio, quindi vale per tutti, anche per le imprese che usano i PCI. Quando invece queste società devono applicare una norma che fa riferimento al bilancio d'esercizio è chiaro che utilizzano l'utile IFRS, il capitale sociale IFRS ed il patrimonio netto IFRS.
Esempio: cosa deve fare una società quando consegue una perdita che eccede un terzo del capitale? Deve convocare l'assemblea, ecc. Questa norma si applica a tutti, ma se uso i PCI farò riferimento al mio CE che riporta un risultato derivante dall'utilizzo degli IFRS. Ci sono norme locali che indicano chi è obbligato o ha la facoltà di redigere il bilancio consolidato. NB: non lo dicono i PCI ma le norme nazionali.
Una serie di documenti finisce nel fascicolo di bilancio ma non fa parte del bilancio in senso stretto.
Esempio: la relazione sulla gestione (art 2428 cc) non è bilancio ma è presentata con esso. I PCI non la trattano quindi se un'impresa li utilizza fa il bilancio in senso stretto ai sensi degli IFRS ma usa l'art 2428 cc per fare la relazione sulla gestione.
Regola generale: per il bilancio uso gli IFRS, per il resto continuo ad applicare le regole del mio stato.
Scelte dell'Italia nel 2005
Nel 2005 l'Italia ha scelto di individuare vari soggetti.
- Società quotate: Redigono il bilancio consolidato ed il loro bilancio d'esercizio si chiama bilancio separato. Per le controllate si applica il consolidamento integrale (somma di attività, passività, costi e ricavi delle controllate). NB: sommare elementi omogenei fra loro. Per redigere un consolidato IFRS bisogna disporre di tutti i dati delle controllate secondo i PCI.
Esempio: in caso contrario si rischia di sommare l'avviamento presente sia nel bilancio civilistico che IFRS, ma è trattato in modo completamente differente! Per evitare questo problema il legislatore ha imposto che il bilancio di partenza sia quello della capogruppo, redatto secondo gli IFRS perché lo impone la Comunità Europea, quindi anche il bilancio d'esercizio della capogruppo deve essere presentato secondo i PCI (in questo modo non c'è confusione perché il bilancio d'esercizio ed il consolidato della capogruppo sono omogenei).
- Banche quotate: sono solo una ventina, ma in Italia ce ne sono molte di più. La Banca d'Italia vigila sulle banche e chiede loro numeri dei bilanci per capire se sono più o meno solide. Se solo le poche banche quotate usassero gli IFRS e le altre 400 usassero i PCN, per la Banca d'Italia la situazione sarebbe complicata. Le quotate sono obbligate, per questo si è deciso che TUTTE le banche devono usarli sia per il bilancio separato che consolidato.
- Società incluse nel bilancio consolidato di società quotate: Una società italiana controllata da una quotata non è obbligata a usare gli IFRS, ma ha solo la facoltà. Logica: consentire risparmio, efficienza ed efficacia in modo che le società del gruppo abbiano bilanci preparati con gli stessi criteri.
Esempio 1: ENI ha imposto a tutte le controllate italiane di abbandonare gli Italian GAAP ed adottare i PCI.
Esempio 2: FCA invece ha detto alle sue controllate che possono redigere il loro bilancio d'esercizio con i criteri che vogliono. Ma FCA è tra le quotate con la maggiore velocità a presentare i dati consolidati IFRS. Se dovesse convertirli non riuscirebbe a presentare i dati IFRS quattro volte l'anno perché il processo è lungo. C'è un'altra via: FCA non è interessata gestionalmente ad avere il dato italiano. Quello che interessa è il dato gestionale consolidato IFRS. Quindi le controllate hanno gestionalmente tutti i dati in linea con i PCI giorno per giorno. Dopodiché il processo di conversione avviene alla rovescia: quando una volta l'anno le controllate devono presentare il bilancio Italian GAAP (termine imposto dalla legge) si fa il lavoro al contrario. In questo modo tutto il sistema informativo interno è tutto allineato ai PCI. È tutto pensato in logica IFRS, da quando faccio il budget a quando rilevo le operazioni mensilmente. Poi una volta l'anno faccio il lavoro alla rovescia.
Perché due società così grandi hanno fatto scelte diametralmente opposte? Perché questi due gruppi hanno un'operatività differente ed hanno avuto impatti diversi nel passaggio. FCA è più pervasiva di ENI ed avrebbe potuto avere problemi dal punto di vista delle imposte. In Italia per calcolare le imposte si parte dal risultato d'esercizio; se redigo un bilancio IFRS parto dal risultato del CE IFRS.
FCA ha riscontrato differenze significative per la tempistica di iscrizione dei ricavi. Per il consolidato si è allineata ai PCI, ma visto che il bilancio d'esercizio della controllata è la partenza per il calcolo delle imposte hanno mantenuto le regole italiane per non avere discussioni. ENI invece non ha avuto questo problema.
Il fisco ha detto che il criterio temporale fa fede ciò che fai nel bilancio IFRS: se applichi i PCI per il fisco il ricavo viene rilevato sulla base di ciò che dicono i PCI. Sembra facile, ma nei PCI prevale la sostanza sulla forma; se analizziamo operazioni complesse non è detto che dal punto di vista della sostanza tutti siano d'accordo. La sostanza è un modo di vedere ed interpretare l'operazione.
Esempio: rilevo il ricavo secondo quello che dicono i PCI, rappresento come sostanza economica e pago le imposte su quello. Poi arriva la finanza che dice "sei sicuro di aver applicato bene i PCI?" e si inizia a discutere. Per evitare questa situazione si rimane nell'ambito del codice civile usando regole più facili da gestire e più consolidate.
Il nostro legislatore è stato accusato di aver imposto alle quotate e consentito agli altri di scegliere i principi contabili da adottare senza vincoli rigidi.
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