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Parte monografica: L'IPNOSI E IL CINEMA

Il cinema si esprime in maniera più esplicita attraverso la metafora dell' ipnosi . Ma

• perchè l'ipnosi? La ragione è storica e legata all'evoluzione del cinema. E'

interessante analizzare infatti come sia cambiata nel corso degli anni la

rappresentazione di questa tecnica. → ipnosi: comunicazione tra il mondo altro e

quello reale.

Ne il 1922 il film Dr. Mabuse, der Spieler ( F.Long) attraverso la sua gestualità si

• mostra assolutamente consapevole delle sue capacità e del potere dell'ipnosi →

autore di una visionarietà ordinata. Si inserisce nella cinematografia della

repubblica di Weimer che pone molta attenzione al cinema come una versione

moderna delle tecniche dell'ipnosi.

Legame tra corpo e vestito → portare a visibilità i corpi è essenziale nell'ipnosi.

In qualche modo lo spettatore è il destinatario della scena visionaria del cinema →

Long coinvolge lo spettatore in prima persona conducendo una scena allucinatoria.

Come si definisce un corpo cinematografico? Il cinema è una macchina che

• disciplina dei corpi attraverso gli sguardi degli spettatori. I corpi in scena sono

automatizzati in maniera evidente: attraverso lo sguardo anche il corpo dello

spettatore è automatizzato → rapporto intimo con la tecnologia.

Il legame tra cinema e ipnosi è presente già dalle origini del cinema, e si manifesta

• con:

1) disciplina del corpo

2) visionarietà

3) allucinazione

4) induzione di stati catatonici

5) induzione di automatismi

La storia dell'ipnosi riguarda l'imposizione di un soggetto fortemente visionario e

automatizzato.

Mesmer: negli anni '90 del 700 si inizia a praticare una terapia che si basava le sue

• cure sul contatto con le mani: LA FORZA DEL MAGNETISMO. La forza magnetica

scorre liberamente nel corpo umano a meno che non ci sia qualche occlusione

portata da malattie presenti nell'individuo. Mesmer riesce a creare una vera e

propria cerimonia legata all'utilizzo del baquet (una tinozza dal diametro di "dieci

piedi e alta diciotto pollici", perfettamente ermetica e con un coperchio mobile

chiuso con delle viti. La tinozza fu foderata con vetro mescolato a siderite, limatura

di ferro e sabbia; vi furono disposte venti bottiglie piene di acqua magnetizzata

prelevate dalla vasca di Landstrasse e collegate tra loro. Sul coperchio furono

praticati nove fori nei quali furono inserite altrettante cannucce di ferro e corde.

Mesmer riempì la tinozza di acqua magnetizzata e, per comunicare il suo

magnetismo, rimase a lungo con le mani strette intorno alle cannucce. Il progetto fu

sperimentato con nove malati che presero posto di fronte alle cannucce metalliche

e ne applicarono le estremità alle parti malate dei loro corpi. Il fluido magnetico

della tinozza dava i suoi effetti e la fama di Mesmer si accresceva sempre più) →

sono già gli allievi di Mersmer che sperimentano l'ipnosi.

Il 1777 segna il particolare caso di una paziente: Marie Theresia von Paradis,

musicista cieca che grazie alle cure di Mesmer riuscì a migliorare le sue condizioni

di salute, finchè non venne allontanata dal “medico” sia per paura di scandali legati

alle sue nuove pratiche, che a questioni economiche legate alla pensione di

invalidità della musicista. Dal 1778-1785 Mesmer lavora a Parigi con il suo baquet,

ma la Commissione Francese di Medicina non vede di buon occhio questo suo

lavoro e cerca di ostacolarlo. Questo nuovo modello di medicina si basava sull'idea

di un flow di energia che passa attraverso i corpi e li connette universalmente

senza differenza tra realtà interna o esterna.

1784 → uno dei seguaci di Mesmer, De Chastenet applicava la forza magnetica,

• sempre come una forza curativa; ma accadde una cosa inaspettata: il paziente fu

indotto in una sorta di sonnambulismo cosciente. Lo stesso paziente inizia, come se

riuscisse a vedere dentro al suo corpo, ad elencare le sue malattie e predire entro

quando sarebbe guarito. Al risveglio il paziente dimenticò tutto quello che era

successo. De Chastenet definì lo stato del suo paziente come “sonnambulismo

artificiale” → il paziente in questo stato è portato a seguire i comandi dell'operatore

a patto che non siano totalmente contrari ai suoi principi. La tecnica adottata

dall'allievo era diversa da quella di Mesmer. Infatti De Chestenet cercava a

differenza del maestro di calmare e rilassare il paziente, mentre l'altro considerava

lo stato di agitazione essenziale per raggiungere il risultato sperato.

Si crea dunque una nuova forma di magnetismo :

• - sonno e concentrazione

- divisione della personalità

- stretta relazione con l'interlocutore

- allucinazioni

- nascita di una sorta di terzo occhio

- atto pubblico, che con il tempo viene anche spettacolarizzato

La scena magnetica classica, con il classico dispositivo dell'ipnosi, porta un certo

• disordine sociale. A questa scena appartengono diversi soggetti: magnetizzatori,

magnetizzato e pubblico.

Ci sono 4 tipologie di narrazione dello stato dell'arte dell'ipnosi : la relazione, la

• lucidità, lo show e l'oracolo.

1) La relazione con l'interlocutore: è una relazione di intimità e di dominio,

fortemente erotica → fallimento del libero arbitrio.

2) La lucidità: il soggetto in uno stato di magnetismo riesce a vedere ciò che gli

altri non riescono, ha una sorta di sesto senso → attivazione di insoliti caratteri

sensoriali → soggetto iperveggente → dispositivo regolato che gli permette di

vedere anche ad occhi chiusi (come il sonnambulo) → gli permette anche di vedere

a distanza quello che avviene dentro il suo corpo e la capacità di parlare anche con

spiriti non corporei.

3) Lo show: la coppia può dare spettacolo. Se il dispositivo dell'ipnosi funziona

allora si può costruire uno spettacolo per un pubblico.

Ma in quali luoghi? In clinica → è il 1838 quando Elliotson (studente di frenologia

• e mesmerismo, che nella sua carriera portò avanti gli studi legati all'ipnosi) apre per

primo al suo pubblico gli studi sull'ipnosi. Con lui inizia l'epoca dell'ospedalizzazione

dell'ipnosi (teatro clinico). Nel 1843 Braid (medico di Manchester, si trovò ad

assistere ad alcune esperienze del magnetizzatore svizzero Lafontaine che lo

spinsero ad indagare approfonditamente sui fenomeni in questione.

La prima cosa che notò era relativa al fatto che il sonno magnetico era reale e si

produceva senza l’influsso diretto di colui che ipnotizzava; bastava, infatti, che i

soggetti fissassero una luce fissa ed intermittente perché, in pochi minuti,

cadessero in quello che a quel tempo veniva chiamato “magnetismo”.

Le scoperte di questo studioso debbono essere considerate fondamentali poiché è

da quel periodo che prese inizio lo studio serio e rigoroso del fenomeno in

argomento; senza contare che si deve a lui la formulazione del termine “Ipnotismo”.

Braid dimostrò come fosse possibile produrre lo stato ipnotico con ottimi risultati

agendo anche sui bambini e perfino su animali e che tra tutte le persone esaminate

erano proprio quelle con facoltà molto spiccate ad essere i soggetti più adatti per

l’azione ipnotica; propone di considerare l'ipnosi come un oggetto di studio

scientifico: per fare accettare l'ipnosi alla società scientifica.

Alcuni show sono stati realizzati all'interno di teatri: si diffondono molti ipnotisti sui

• palcoscenici. Risulta comunque un panorama separato da quello scientifico. Nel

teatro non si cerca di curare ma si mette in scena l'automazione degli individui. A

volte venivano rappresentati questi show anche nei salotti, quindi in strutture

private o semipubbliche.

4) L'oracolo: per gli spettacoli molto importante era il momento delle pose

plastiche, o della risposta delle domande dal pubblico. Il mesmerizzato agiva da

sonnambulo → Oracolo. L'oracolo sta ad indicare le voci che vengono dall' altrove e

che si rendono presenti nel corpo dell'ipnotizzato. L'oracolo anche in assenza di

tecnologia è un dispositivo mediale → costruisce il visibile e l'udibile → due

dispositivi: relazione tra i due, relazione con il pubblico.

Nel 1882 un medico, Charcot, cerca di dirigere una clinica. Si interessa agli studi

• sull'isteria, una malattia che colpiva soprattutto le donne. Charcot decide di

studiarla, leggittimarla e trovarne una cura specifica. Analizzando diversi attacchi

isterici forma una sorta di scenografia dell' ATTO ISTERICO che si compone in:

attacco, convulsione e stato catatonico. Questa valenza drammaturgica è molto

importante anche a livello scientifico e di ricerca → si cercò infatti di catalizzare i

sintomi e renderli riconoscibili. Charcot cerca di costruire un film riproducibile

sull'attacco isterico → scompone il movimento e lo ricostruisce attraverso dei

fotogrammi. Mostrare al pubblico un attacco epilettico non è semplice, bisogna

essere in grado di indurlo. Charcot trova la soluzione nell'induzione attraverso

l'ipnosi; ritiene infatti che i soggetti isterici siano più portati all'ipnosi.

L'ipnosi avviene in modo da dimostrare l'esistenza dell

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiara.cattarulla di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pragmatica della Comunicazione mediata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Eugeni Ruggero.
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