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Dare un nome alle cose

Atto di riferimento

È detto atto di riferimento l’uso di un’espressione linguistica per evocare nel discorso un elemento della realtà. Questa espressione è detta referenziale. Il referente, dopo essere stato evocato, diviene referente testuale del modello di discorso. La scelta dell’espressione referenziale dipende da fattori quali l’accessibilità del referente, ovvero la sua identificabilità e attivazione nel modello di discorso; ai tratti connotativi ed alle mosse comunicative.

Orientarsi nel contesto

Le lingue naturali possiedono espressioni referenziali, temporali e spaziali il cui valore estensionale, ovvero il suo riferimento, può essere interpretato solo in relazione ad un sistema di coordinate detto campo indicale. Esso può essere di tipo deittico, cioè ha come origine il parlante, nel momento e nel luogo in cui si svolge l’enunciazione. È possibile traslare un campo indicale in un altro con un diverso centro (origo). Nella deissi testuale, ad esempio, l’origo diviene il testo stesso nel momento della sua elaborazione.

Il sistema di orientamento può essere di tipo anaforico: esso è costruito a partire da un elemento evocato antecedentemente. L’individuazione dell’antecedente può essere mediata da informazioni morfologiche, semantiche e pragmatiche.

L’enunciato come informazione

La disposizione dei costituenti di un enunciato è funzionale a segnalare l’informazione che l’enunciato trasmette: presentativo, predicativo, identificativo ed eventivo. La segnalazione del topic, ovvero il referente che è assunto come punto di partenza, è importante. Il focus invece, segnalato anche grazie all’intonazione, indica il punto maggiormente informativo.

L’enunciato come azione

Un atto linguistico è un’azione eseguita con il linguaggio per produrre nell’interlocutore un mutamento di atteggiamento. Ciascun atto linguistico può essere considerato a più livelli:

  • Atto locutorio – azione fonatoria
  • Atto locutivo – riferimento ad uno stato di cose
  • Atto illocutivo – manifestazione di un’intenzione
  • Atto perlocutivo – effetto scaturito

Per ciascun atto valgono specifiche condizioni di felicità, le regole per la loro accettabilità. Atto linguistico indiretto – viene usata una forma diversa di atto linguistico per realizzarne un altro. Verbi performativi – verbi che descrivono azioni linguistiche che realizzano (chiedere, informare, dichiarare...)

Ciò che si dice e ciò che si intende dire

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jessicabardelloni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Koesters Gensini Sabine Elisabeth.
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