Politiche europee nell'economia della conoscenza
Marco Manariti Piero Valentini
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Quali argomenti tratteremo
- L'economia della conoscenza e i suoi rischi
- Le politiche europee di fronte a rischi e opportunità dell'economia della conoscenza
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Il Consiglio europeo di Lisbona del marzo del 2000
Ha determinato una svolta significativa nella storia della cooperazione europea in campo di istruzione, formazione e sviluppo economico.
Obiettivo strategico
Entro il 2010 rendere l'UE basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, capace di una crescita economica duratura accompagnata da un miglioramento quantitativo e qualitativo dell'occupazione e da una maggiore coesione sociale.
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Ciò significa che
Nell'agenda politica europea approda il peso della conoscenza come risorsa strategica nelle dinamiche economiche contemporanee. La competitività, la crescita e la coesione sociale sono influenzate dalle scelte strategiche nello scenario dell'economia della conoscenza. L'Europa deve definire strategie consapevoli rispetto a tale scenario problematico.
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Cosa si intende per economia della conoscenza
Chi ne ha iniziato a parlare
Il termine è adottato nel corso degli anni Novanta da attori sovranazionali per coordinarsi su investimenti congiunti (OCSE, Banca Mondiale, UE).
A quali fenomeni si riferisce
È vista svilupparsi in seguito all'incrociarsi di due tendenze, una di breve periodo, l'altra di lungo periodo.
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Tendenza di breve periodo
- Irruzione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT):
- Istantaneità della diffusione di dati, informazioni e immagini
- Aumento della capacità di calcolo e di trattamento dei dati
- Affermazione di nuovi modelli organizzativi che sfruttano in modo adeguato le opportunità offerte dalle ICT:
- E-commerce
- Just in time
- Lean organization
- Network organization
- Crescita di nuovi settori produttivi basati sulle ICT:
- Esempi: personal computer, telefonia mobile, tecnologie integrate per l'intrattenimento, video games, i-pod, ecc.
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Tendenza di lungo periodo
- Espansione del lavoro attorno ad attività legate alla conoscenza:
- C. W. Mills segnala che dal 1951 negli U.S.A. le attività del terziario hanno superato quelle dei settori primario e secondario per peso sul PIL
- Conoscenza vista come fattore più importante per la produttività, la crescita economica e la competitività:
- Apprendimento organizzativo, gestione delle conoscenze organizzative, ecc.
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