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CENNI STORICI

-l’urbanistica nasce come tentativo di dare una risposta alle

esigenze nate dopo la rivoluzione industriale; esigenze di

organizzazione fisica (struttura) e funzionale (ruolo)

-> per soddisfarle nasce lo strumento del Piano Regolatore,

che si prefigge di:

•evitare usi non regolamentati del territorio, forme di

speculazione fondiaria

•programmare e progettare l’uso del territorio, e le sue

trasformazioni volte a migliorarlo

Tali operazioni coinvolgono diversi soggetti:

-la proprietà fondiaria

-l’impresa di costruzione e i suoi lavoratori

-gli acquirenti (proprietà edilizia)

-le società di credito

-L’amministrazione pubblica, l’urbanizzatore (che realizza

le opere), il gestore (cura la manutenzione e il

funzionamento)

Ogni soggetto agisce secondo finalità e interessi diversi,

distinguibili in: domanda delle imprese e domanda delle

famiglie, le quali devono essere soddisfatte dagli strumenti

urbanistici

La L 2359/1865 introduce i primi strumenti:

-piani edilizi: riservati a comuni con +10000 abutanti, volti

alla cura del patrimonio esistente

-piani espansivi: indirizzati agli altri comuni, per governarne

e promuovere l’espansione

L’applicazione di tale legge generò nelle principali città

italiane la nascita dei primi Piani Regolatori, che furono

sostanzialmente dei piani della viabilità

Con la Legge Urbanistica del 1942 vennero istituiti i Piani

Regolatori Generali per il controllo e la gestione dello

sviluppo urbano; inoltre essa prevedeva: l’obbligo di dotarsi

di un PRG per alcune città, per le altre di adottare dei piani

di fabbricazione (più snelli dei PRG), e che le previsioni del

PRG fossero attuate secondo piani particolareggiati

Con la legge n. 765/1967 (legge ponte) vennero apportate

alcune modifiche ai contenuti e all’applicabilità degli

strumenti

PRG

É caratterizzato da:

-un processo di piani diversi in base ad una gerarchia

scalare

-un appartato analitico conoscitivo, per fornire un quadro

dei bisogni e delle carenze e i processi tendenziali di

sviluppo

-organizzazione del territorio in aree funzionali omogenee,

che svolgano una sola funzione (zonizzazione)

-un insieme di regole e norme di costruzione per

l’insediamento (normativa tecnica di attuazione)

Ispirato ad modello di tipo razionalista, quantitativo e

autoritativo:

•razionalista —> teorie di inizio 900 vedono nell’uomo e

quindi nella città 4 attività principali:

lavorare, abitare, riposarsi e spostarsi; queste

dovevano essere

tenute separate per garantire la vivibilità della

città. Ciò ha

portato alla divisione della città in zone

territoriali omogenee:

-A: parti interessate ad urbanizzazione a

carattere storico,

artistico o con particolare rilevanza di

qualche tipo

-B: parti totalmente o parzialmente (almeno 1/8

della porzione) edificate che non rientrano nella

categoria A

-C: parti non edificate o non abbastanza da

rientrare nella

categoria B

-D: parti dedicate all’edificazione di impianti

industriali o

simili

-E: parti dedicate all’uso agricolo

-F: parti destinate ad attrezzature di interesse

generale

•quantitativo —> fa del PRG un piano quantitativo,

orientato dal dimensionamento, a scapito della qualità,

sulla base degli standard urbanistici: misura unitaria di

infrastrutture, servizi, spazio abitativo ritenuta ottimale a

soddisfare il fabbisogno umano; prescindono da

caratteristiche formali o qualitative

•autoritativo —> alla base della pianificazione moderna ci

sono la localizzazione e il controllo dell’uso del suolo;

entrambe queste funzioni sono svolte dalla zonizzazione

funzionale, che divide la città per parti distinte

funzionalmente e stabilisce i parametri edilizi urbanistici da

rispettare per ciascuna zona

-Gli elaborati tecnici del PRG contengono: una tavola

d’inquadramento generale, uno stralcio del Piano

Territoriale Regionale (PTR), stato di fatto e quadro

conoscitivo, piani di azionamento e di viabilità,

organizzazione del territorio e delle zone omogenee,

calcolo e verifica degli standard

urbanistici, norme tecniche di attuazione, stima sommaria

dei costi

-Limiti del PRG: entra in crisi quando al città smette di

crescere;

è rigido (non gestisce le trasformazioni urbane sempre più

rapide), definitivo (difficile apportare delle modifiche) e

atemporale (non tiene

conto della velocità con la quale le trasformazioni

avvengono né il gap temporale tra ideazione ed attuazione

del piano);

erano piani di espansione e non di trasformazione (=nuova

esigenza); la suddivisione rigida in zone funzionali ha

portato ad una banalizzazione del tessuto urbano, gli

standard si sono rivelati insufficienti e alcuni piani

inadeguati al contesto attuale e perciò non applicabili

PRINCIPIO DI SEMPLIFICAZIONE

L.R 20/2000 dell’Emilia-Romagna: i contenuti della

pianificazione (quelli del PRG) rimangono inalterati, ma

organizzati separatamente; il PRG viene sostituito da tre

strumenti, PSC, POC e RUE, permettendo così: una

maggiore elasticità, un grado di definizione più dettagliato

degli strumenti urbanistici. Si hanno così tre strumenti che

operano nel campo del PRG; uno strutturale, uno operativo

e uno regolativo, che insieme formano il piano urbanistico

comunale

PSC —> dimensione strategico(tutela e sviluppo urbano)-

strutturale(assetto per raggiungere l’obiettivo strategico);

-Si occupa di:

• valutare la consistenza, la localizzazione e la

vulnerabilità delle risorse (naturali ed antropiche)

• nell’osservanza del principio consumo suolo zero,

stabilisce quali fabbisogni insediativi potranno essere

soddisfatti dal POC, tramite la sostituzione, la

riqualificazione, il consumo di nuovo territorio (qualora

non ci fossero alternative)

• fissa i limiti e le condizioni di sostenibilità

• classifica il territorio in urbanizzato, urbanizzabile e

rurale; individua le infrastrutture e le attrezzature di

maggiore rilevanza

• stabilisce gli obbiettivi sociali, morfologici, ambientali e

prestazionali degli ambiti territoriali

-Il primo momento del processo di pianificazione è il

quadro conoscitivo, riferimento necessario per ogni tipo

di valutazione e decisione; esso guarda le dinamiche dei

processi di sviluppo, gli aspetti fisici e morfologici, lo stato

di fatto della pianificazione e dell’urbanizzazione

- Stabilisce:

le diverse politiche di intervento e valorizzazione, il

dimensionamento, le scelte strategiche di sviluppo e

tutela; riguarda tutto il territorio comunale e ha

valenza a tempo indeterminato; definizione delle

principali infrastrutture di mobilità, degli ambiti

territoriali, delle trasformazioni disciplinate dal RUE e

dal POC (con relative differenze), limiti e vincoli di

sostenibilità, politiche e azioni a medio-lungo termine

—>classificazione del territorio comunale:

1.urbanizzato: comprende tutte le aeree effettivamente

edificate o in costruzione

2.urbanizzabile: comprende tutti gli interventi di nuova

urbanizzazione

3.rurale: insieme di non urbanizzato e urbanizzabile (anche

ambiti con rischi naturali)

1-2: ambiti urbani consolidati, da riqualificare, nuovi

insediamenti, specializzati per attività produttive, poli

funzionali

3: ambiti di valore ambientale, agricoli (di rilevo

paesaggistico, ad alta produzione, periurbani)

-Recepisce le previsioni per la pianificazione e

programmazione delle infrastrutture per la mobilità

-Definisce e raccoglie le dotazioni territoriali: insieme di

opere che concorrono alla realizzazione di standard di

qualità ecologica-ambientale

-Differenze PRG-PSC:

il PSC; non conforma direttamente il diritto di edificabilità,

conforma invece il diritto di proprietà, non prevede

trasformazioni da attuare direttamente, non definisce il

dimensionamento ma solo un riferimento di massima (la

definizione puntuale spetta al POC): le perimetrazioni

individuate dal PSC hanno valore meramente indicativo, in

fase attuativa il POC può adeguare tali perimetrazioni

-La non conformazione del diritto edificatorio da parte del

PSC avviene ad esempio con la non precisazione

geometrica degli ambiti o con il disaccoppiamento tra

capacità insediativa (max. incremento di carico urbano di

un’area) e dimensionamento (a partire dal fabbisogno e

dalla sostenibilità) del piano

(capacità insediati complessiva > dimensionamento —>

flessibilità al posto di conformità)

POC —> attuazione operativa (del PSC)

-riguarda solo le parti del territorio interessate da previsioni

di trasformazione del PSC; non ne modifica aspetti

strutturali e strategici, ma altre cose si

-sviluppa forme di flessibilità e concertazione all’interno del

PSC

-valenza di 5 anni a meno che non interessi parti diverse

del territorio o si articoli in più passaggi di durata

quinquennale l’uno

-formato con procedura consensuale

-Ha come finalità il DIMENSIONAMENTO :

• la delimitazione, l’assetto urbanistico, le destinazioni

d’uso, gli indici urbani

• le modalità di attuazione degli interventi e delle

trasformazioni, e i loro contenuti morfologici, sociali ed

economici

• l’indicazione di specifiche trasformazioni da

assoggettare a valutazione di sostenibilità

• definizione delle dotazioni territoriali

• individuazione e disciplina dell’edilizia residenziale

sociale

• localizzazione delle opere e dei servizi pubblici

• relazione sulle condizioni di fattibilità economiche-

finanziarie

-In sostanza il POC individua gli interventi eseguibili nel

breve periodo e ne valuta e assicura la sostenibilità con la

realizzazione di opere, infrastrutture e mitigazioni

necessarie; finiti i 5 anni cessano di avere efficacia le

previsioni del POC per le quali:

-non sia stato adottato o presentato il Piano Urbanistico

Attuativo (PUA), non sia stata presentata la Domanda di

Inizio Attività edilizie (DIA), ovvero non sia stata presentata

la domanda di Permesso di Costruire (PdC), non sia stata

dichiarata la pubblica utilità nel caso di vincoli espropriativi

-Il POC definisce gli interventi di riqualificazione e i relativi

obiettivi di qualità; sempre il POC può prevedere

meccanismi perequativi o di permuta o trasferimento di

quote edilizie in altre aree idonee, con incentivi alla

delocalizzazione

-Può attivare un concorso pubblico per selezionare gli

ambiti nei quali realizzare interventi nell’arco dei 5 anni, tra

quelli del PSC; garantisce forme di partecipazione e

concertazione pubblico-privato e associazioni economico-

sociali

-Tutto ciò che rimane escluso dal POC viene

necessariamente regolamentato dal RUE

- A Bologna: il POC per la rigenerazione urbana

RUE —> dimensione regolativa

-É valido a tempo indeterminato

-Comprende:

• aspetti normativi e regolamentari relativi all’edilizia e

agli aspetti igienico-sanitari, per chiarire i termini

urbanistici ed attuativi del PSC e del POC

• compiti di pianificazione di alcune trasformazioni,

ammissibili dal PSC

• aspetti di fiscalità locale, come oneri di urbanizzazione,

costo di costruzione

-Secondo la L.R. 15/2003 il RUE non deve più comprendere:

gli apparati normativi (descrittivi delle destinazioni d’uso,

delle tipologie e modalità di intervento, dei parametri edilizi

ed urbanistici, ecc)

-Regola quelle parti di territorio che non sono sottoposte a

trasformazioni sostanziali (regolate dal POC) e che quindi

possono essere attuate immediatamente tramite intervento

diretto; è quindi il RUE che dispone i diritti edificatori sul

patrimonio esistente

-Il RUE può stabilire per le parti del territorio indicate dal

PSC, la disciplina particolareggiata delle trasformazioni e

degli usi ammissibili

PUA-Piani Urbanistici Attuativi

-Oltre all’intervento diretto (vedi RUE) per la realizzazione

delle previsioni degli strumenti urbanistici esistono i PUA,

strumenti intermedi tra PSC/POC e intervento diretto

-Prevede la localizzazione e la sistemazione di: destinazioni

d’uso, indicando volumi e tipologie edilizie, servizi e

attrezzature, infrastrutture

-É uno strumento urbanistico di dettaglio, da’ attuazione

agli interventi di nuova urbanizzazione e riqualificazione

può assumere gli effetti di: piani particolareggiati, di

localizzazione, per l’edilizia economica sociale e popolare,

per insediamenti produttivi, per il recupero urbano

-É il tramite tra PRG e progetto edilizio; di conseguenza si

occupa di attribuire precisamente destinazioni d’uso e

valori alle singole proprietà

RENDITA= reddito che un proprietario di un certo bene

percepisce conseguentemente al fatto che tale bene sia

scarso o scarsamente reperibile sul mercato

La rendita è legata all’urbanistica perché è connessa al

controllo dell’uso dei suoli, la distribuzione dei suoli ne

determina anche il valore, perché connette le scelte di

investimento pubblico alle condizioni che inducono una

trasformazione edilizia e urbanistica, e perché il legame tra

azione pubblica, valore dei suoli, collocazione delle

funzioni, pone problemi etici, tecnici e politici

RENDITA FONDIARIA= reddito percepito dal proprietario

fondiario in conseguenza del possedimento di un bene

destinabile alla coltivazione e al pascolo

Rendita Fondiaria URBANA= reddito percepito dal

proprietario fondiario in conseguenza di un suo uso per

l’edilizia urbana

La rendita di un terreno urbano è data dal solo diritto di

proprietà, poiché il suo proprietario ne è automaticamente

il monopolista; il suolo urbano non è inoltre

intercambiabile, ed è identificabile come suolo sul quale è

avvenuto un processo storico di urbanizzazione

Rendita ASSOLUTA: rendita derivante dalla scarsità

generale di quel bene

Rendita DIFFERENZIALE: rendita derivante dalle differenze

tra

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/05 Assestamento forestale e selvicoltura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fedaccio96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pianificazione territoriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Tondelli Simona.
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