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Appunti, Pianificazione territoriale

Riassunto per l'esame di Pianificazione territoriale, basato su appunti personali e studio autonomo. Tra gli argomenti trattati: rivoluzione industriale, prima urbanizzazione, città moderna,, fondamenti di urbanistica moderna, città giardino, città contemporanea, sprawl urbano, modelli utopici, principi della pianificazione, piano Amsterdam, strumenti della pianificazione, piano... Vedi di più

Esame di Pianificazione territoriale docente Prof. C. Mattiucci

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ANALISI

Termini analitici del processo di pianificazione territoriale.

- ANALISI DEL CONTESTO TERRITORIALE

- ANALISI DIMENSIONE SOCIO-ECONOMICA è proiezione demografica e costituisce dato

fondamentale.

- ANALISI CONTESTO COME DIMENSIONE STORICA attenzione allo spazio storico e patrimonio.

 Queste analisi diventano strumenti di pianificazione territoriale dall’800 fino ad oggi.

INDAGINI CIVICHE

Di Geddes mette in evidenza discorso contemporaneo tra società insediata e che si insedia, e diventa

oggetto di studio dove mette in evidenza i rapporti tra insediamenti umani e territorio mediati dai rapporti

economici alla scala locale (es: passaggio da cacciatore a pescatore, ecc..).

PAESAGGIO ABITATO E PAESAGGIO PRODOTTO Geddes mette in relazione ambito urbano e non per

necessità ed evidenza del nesso tra insediamento del territorio e produzione.

In questi termini si può ragionare su una SCALA PIU’ GRANDE mettendo in relazione i due ambiti con

SALTO CONCETTUALE. Si assiste a DOPPIO MOVIMENTO tra città che trasforma la campagna e campagna

che trasforma la città (es: Londra schema a frecce che entrano ed escono dalla città).

Si assiste a SALTO DI SCALA perché anche Londra fa vedere questa evidenza di correlazione tra rapporti

economici, abitativi, produttivi, ecc..

ISTITUZIONI E AGENZIE

Ancora oggi attive:

- GERMANIA bacino della Ruhr del 1920

- FRANCIA DATAR è agenzia che nasce negli anni 60 e formalizza processi di pianificazione nel DATAR

oggi ancora attivo in modo significativo

CASO ITALIANO: PROGETTO 80

ITALIA anni 60, dopo 100 anni da unità d’Italia si comincia a pensare a temi di pianificazione territoriale del

paese.

Costituisce una PROSPETTIVA ANALITICA:

- Boschi

- Attrezzature turistiche

- Infrastrutture come aeroporti stazioni

- Aree programmatiche, fasce costiere da urbanizzare o rendere turistiche, parchi naturali

ESPROPRIO diventa legge in Italia nel 1865 con necessità di intervento delle istituzioni.

Meccanismi di trasformazione e risanamento a Napoli avranno delle ripercussioni anche in altri contesti.

INU Istituzione Nazionale di Urbanistica creata nel 1930, apre dibattito urbanistico.

Dopo la guerra la città svolge ruolo importante nella storia italiana. Trasformazioni urbane durante il

Fascismo sono state molto presenti, bonifica dell’Agro Pontino è un lavoro di bonifica che si inquadra nei

lavori pubblici Italia di inizio secolo. Occorre quindi tenere in considerazione le trasformazioni storiche.

Si inizia a discutere dei PIANI DI RISANAMENTO a Bologna nel 1889 ma anche Torino e Roma, risanamento

come IGENIZZAZIONE. Limite del CENTRO STORICO in quanto non si parla di sventramenti ma di

ingrandimento delle città pensato anche in prospettiva degli anni successivi.

NAPOLI è elemento importante perché legge su risanamento e questione dell’esproprio viene caricata di

significati attuati profondi. Legge del 1885 durerà fino a anni 60. Legge di Napoli ebbe carattere d’urgenza

per via del colera. Quella di pubblica necessità costituisce giustificazione dell’esproprio. Oltre a costituire 7

una legge, determina anche CHI DEVE INTERVENIRE. Si assiste a cedimento a società di costruttori delle

opere di risanamento, SOCIETA’ PRIVATE che prenderanno sempre più piede in Italia.

A MILANO sventramento non passa per necessità di ripulire ma mette in gioco la centralità dei castelli e

musei con processi di piano che li unisce con sistema di infrastrutture e servizi.

Giovanni Astengo, De Carlo urbanisti importanti

Astengo sostiene che l’URBANISTICA sia una scienza che studia i fenomeni urbani in tutti i loro aspetti

avendo come proprio fine la pianificazione del loro sviluppo storico. Parla di fenomeni urbani mettendo in

gioco i vari elementi di analisi visti prima. Differenza tra urbanistica e pianificazione quasi sparisce in questa

definizione.

09.03 PIANO TERRITORIALE e PIANO REGOLATORE GENERALE

PIANIFICAZIONE TERRITORIALE (PT) è molteplice, tra gli strumenti troviamo quello del PIANO. Molti

dibattono sulla sua FORMA, negli anni dal punto di vista formale non è cambiato molto rispetto ad 800, si

passa da cartografia a realizzazione sul territorio reale.

Per capire la forma che assume occorre guardare al PIANO DI REGOLAZIONE GENERALE (PRG) che in Italia

è nato dopo la fine della 2° guerra mondiale ma inizia già con Unità d’Italia, al contempo si esplica

NECESSITA’ LEGISLATIVA E CULTURALE di costituire strumenti per capire come trasformare il territorio.

Emerge il problema del dopo guerra con ricostruzione post bellica e forte AUMENTO dell’EDILIZIA

RESIDENZIALE. Si registra CONTRAPPOSIZIONE tra CITTA’ COME COSA PUBBLICA e RENDITA (si

costruiscono molti edifici senza una regolamentazione sottostante portando a forte crescita economica).

PRG porta a CAMBIAMENTI del territorio sotto più aspetti:

- FISICO E FUNZIONAMENTO

- REGOLAZIONE E TRASFORMAZIONE

- MEDIAZIONE TRA INTERESSE INDIVIDUALE E COLLETTIVO

OBIETTIVI del PRG nel tempo:

UNITA’-SECONDA GUERRA

- REGOLAMENTAZIONE E TRASFORMAZIONE dei centri delle grandi città

- Disegno di massima delle ZONE DI ESPANSIONE

FINE SECONDA GUERRA-ANNI SETTANTA

- Definizione delle zone di espansione e ZONING

- INFRASTRUTTURE

 PRG porterà ZONIZZAZIONE DEL TERRITORIO (=determinata destinazione d’uso ed indici di densità

cioè quanta popolazione può esserci in un territorio), REGOLE SINTETICHE e REGOLAMENTAZIONE

ANALITICA attraverso i PIANI ATTUATIVI.

CARATTERISTICHE PRG:

1. FORMA composta da DISEGNI E TESTI, relazione tra problematizzazione, forme descrittivo-

interpretative del contesto e forme normative (interpreto il contesto e lo trasformo attraverso dei

diagrammi interpretativi).

2. PROCESSO espressione tecnicamente compiuta di una volontà collettiva, il piano è infatti

espressione di una VOLONTA’ POLITICA tecnicamente assistita. Inizialmente la legge non

prevedeva l’obbligo di un PRG ed in sua assenza si lavorava per piani edilizi. 8

3. EFFICACIA si riferisce a COGENZA NORMATIVA

4. OPERATIVITA’ operatore PUBBLICO (autore-programma) vs operatore PRIVATO (opportunità-

vincolo), relazione tra questi due attori che porta vantaggi per operatore privato ma spesso anche

dei vincoli.

Prima del 1942 si parlava di PIANI DI AMPLIAMENTO delle città.

Si trovavano PROGRAMMI DI TRASFORMAZIONE TERRITORIALE (PTT) come abbiamo visto nel periodo

fascista, con BONIFICA TERRE E CREAZIONE DI PODERI, è un’operazione assimilabile ad un programma di

un PIANO REGOLATORE GENERALE. Elementi ancora superficiali e non definiti ma presenti.

INU nasce come associazione culturale per lo studio di problemi, tecnici, economici e sociali relativi allo

sviluppo dei centri urbani e l’esame delle questioni relative all’organizzazione ed al funzionamento dei

servizi pubblici di carattere municipale. Si comincia successivamente a dibattere su necessità di una

REGOLAMENTAZIONE. LEGGE determina regole salde nelle quali immaginarsi la collettività. L’INU dibatte

su PRG in relazione all’ESPROPRIO. C’è ancora forte ricerca che metta ordine nella dimensione deregolata

di trasformazione delle città.

LEGGE URBANISTICA 1942

Piccinato si avvicina alla CULTURA URBANISTICA ITALIANA come METAFORA ORGANICA, pianificare la

città per parti, con PROPRIETA’ INTRISECHE e proprietà RELAZIONALI, gerarchiche. Metafora organica sarà

oggetto di dibattiti e critiche. Porta nascita dei PIANI REGOLATORI.

ELEMENTI

1.FINALITA’: si propone di disciplinare assetto e incremento edilizio dei centri urbani e sviluppo urbanistico

in generale nel territorio.

2.MEZZI: PIANI REGOLATORI TERRITORIALI, PIANI REGOLATORI COMUNALI, NORME SULL’ATTIVITA’

COSTRUTTIVA.

 Fino ad anni 70 era Stato a dover mettere l’ok su PRG, successivamente Regione a meno che essa

non deleghi potere alle Province. Passaggio legato a nascita Regioni.

PRG esteso a TUTTO IL TERRITORIO COMUNALE, si comincia a mettere in gioco una visione molto chiara di

tutte le parti della città.

4.CONTENUTI ESSENZIALI DI QUESTA VISIONE:

- RETE DI INFRASTRUTTURE di tipo materiale

- DIVISIONE DEL TERRITORIO IN ZONE

- INDICAZIONE DELLE AREE PER SPAZI DI USO PUBBLICO elemento della città sociale

- AREE PER GLI IMPIANTI DI INTERESSE PUBBLICO

5.ATTUAZIONE può avvenire in due modi:

- Exlege

- Per intervento diretto o per PPE

6.CONTENUTI:

- ZONE RISERVATE A SPECIALI DESTINAZIONI

- LOCALITA’ PER NUOVI NUCLEI EDILIZI O IMPIANTI SPECIALI

- RETE INFRASTRUTTURE

 PIANO è espressione tra il momento tecnico e quello politico, un piano è un atto amministrativo

complesso ed ineguale. 9

7.FASI:

- DECISIONE della comunità che commissiona un piano

- REDAZIONE processo tecnico

- ADOZIONE

- PUBBLICAZIONE

- OSSERVAZIONI E CONTRODEDUZIONI

- APPROVAZIONE

ESPROPRIO E RENDITA

Dopo aver fatto il Piano si può definire i TERMINI dell’esproprio e rendita. Puoi restare nel terreno che ti è

stato espropriato per lungo tempo pagando un affitto. È un elemento che ha reso fallimentare il PR nel

tempo. Oltre la questione tecnica esso compie uno spostamento significativo di rendita che blocca una

parte del pensiero sulla città. Si registra quindi una DINAMICA SOCIALE particolarmente conflittuale.

Passaggio all’ESECUTIVITA’ da generica attribuzione a specifica indicazione con definizione di quali terreni

effettivamente edificabili, con quali quantità, quali forme, ecc..

PIANI

PIANI PARTICOLAREGGIATI DI ESECUZIONE

Passaggio all'esecutività da generica attribuzione a specifica indicazione definendo quali lotti sono

effettivamente edificabili, con quali quantità, quali forme ecc..

- COMPETENZA COMUNALE

- PIANO DI DETTAGLIO ESECUTIVO DEL PRG se occorre specificato fino alla progettazione volumetrica.

- SI APPLICA AL PRG nell’ambito di tutte le destinazioni d’uso e le previsioni di sviluppo o di

ristrutturazione.

- La sua APPROVAZIONE EQUIVALE A DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITA’ che consente l’esproprio delle

aree per usi pubblici.

PIANO DI EDILIZIA ECONOMICA E POPOLARE - PEEP

Agevolare l’acquisizione delle aree desinate ad edilizia economica e popolare, tutte le aree espropriate ed

urbanizzate preliminarmente e poi cedute a soggetti abilitati ed obbligati a realizzare edilizia di tipo

economico e popolare.

PIANO DI LOTTIZZAZIONE COMUNALE – LEGGE PONTE 1967

Si cerca di bilanciare rendita, si era nel boom edilizio e piani erano fonte di grande reddito, queste

operazioni di spostamento della cubatura teorica in cubatura reale si poteva realizzare.

- È di COMPETENZA DELL’OPERATORE PRIVATO, proprietario dell’area Piano esecutivo del PRG.

- Si applica al PRG sia per le AREE DI ESPANSIONE e COMPLETAMENTO destinate a uso residenziale,

industriale, turistico sia per le aree di ristrutturazione e nell’ambito di tutte le destinazioni d’uso e

le previsioni di sviluppo o di ristrutturazione.

- Deve essere accompagnato da CONVENZIONE TRA PROPRIETA’ E COMUNE.

- Sistemazione spazi pubblici di INIZIATIVA PRIVATA (con spostamento della cubatura “teorica” in

cubatura “reale”).

PIANO DI RECUPERO - PR

Si assiste poi a promozione INTERVENTI DI RECUPERO promuovendo interventi di compartecipazione

pubblica e privata per recupero aree abbandonate e rilanciare edilizia esistente.

PIANI PARTICOLAREGGIATI sono quelli dove si sperimenta più una FORMA DI STURMENTO che non è solo

una carta bidimensionale (es: QUARTIERE DI PESARO studio di urbanistica importante con gestione cubi

colorati per definire planimetria e lo rende elemento esecutivo del piano particolareggiato). 10

PROCESSI DI PIANIFICAZIONE

ANNI 50 processo proveniente dall’alto

ANNI 60-70 forte dibattito perché dimensione sociale spesso non ascoltata costituendo per molti il centro

della CRISI DEI PROCESSI DI PIANIFICAZIONE. Si sperimentano quindi sistemi di PIANIFICAZIONE

PROVENIENTE DAL BASSO per capire come colmare il vuoto di azione ed efficacia del piano. Cambia anche

modo in cui se ne parla. È anche modo per stabilire stili ed assetti del territorio riconoscendo l’importanza

della MEDIAZIONE POLITICA, mediare con cittadinanza che sta in un processo che non può più essere

regolato dall’alto.

CRITICA di Venuti AI PIANI URBANISTICI

1°GENERAZIONE anni 50

- PIANI ACCADEMICI con sventramenti senza visione di un territorio per il futuro

- PIANI RAZIONALISTI con Carta d’Atene c’è zonizzazione ma si costruisce in altezza, decentramento

attività produttive, piani sono più razionali

2°GENERAZIONE anni 60

- PIANI RAZIONALIZZATORI con scala più alta delle questioni legate a rendita, salvaguardia sociale,

ecc.. (es: piani di Roma e Firenze importanti perché si preoccupano dei servizi e scelte produttive e

non solo dello zoning come in precedenza)

- PIANI RIFORMISTI con riduzione densità abitativa, incremento dotazione dei servizi, scelte

economiche e produttive al centro dell’interesse del piano, si scontra con la rendita

3°GENERAZIONE anni 80

- AUMENTO PROBLEMATICHE SOCIALI persone non accettano più pianificazione dall’alto,

ragionamento su azioni differenziate e non uguali per ogni luogo

PIANI DI PRIMA GENERAZIONE CON ORDINAMENTO URBANO

MOBLITA’ COME VIABILITA’ sistema di edificazione che va in crisi in relazione ad elementi culturali

importanti e da salvaguardare.

ESPANSIONE INFINITA, zoning si espande, previsione di sistema di infrastrutture SOVRADIMENSIONATO

rispetto a città.

PADOVA c’è maggiore selezione e più misurato nella sua dimensione qualitativa.

CITTA’ CONTEMPORANEA: metropoli e megalopoli

Tokyo 35 milioni di abitanti

DIFFERENZA METROPOLI MEGALOPOLI non riguarda differenze di PROCESSI.

METROPOLI centri maggiori che costituiscono città su più centri

MEGALOPOLI riguarda realtà territoriali orientali e sud americane, non è così comprensibile come

metropoli, foto sintetizza dinamiche di crescita che planimetria non fa capire. Megalopoli è realtà urbana

figlia di processi di accentramento e concentrazione di masse di inurbani.

Alcune città diventano dominanti in un sistema internazionale con spostamento di inurbati (es: Londra anni

60 con diritto alla città e perché c’erano altre possibilità di crescita), in contesti in cui però l’AMBIENTE

CIRCOSTANTE NON E’ URBANIZZATO e crea realtà urbane con popolazioni enormi. Sviluppo diventa molto

grande determinando strutture urbane che si muovono su numeri molto alti e insediamenti con DUALISMO

URBANO. 11

MEGALOPOLI= area molto vasta a dimensione regionale, urbanizzata dove diverse aree metropolitane si

uniscono.

ESEMPI

CITTA’ DEL MESSICO aree prima extra città vengono incluse nella città stessa.

SAN PAOLO stessa cosa, dimensione urbanismo urbano nella crescita ma anche contrapposizione tra

abitazioni ricche e povere (es: immagine abitazioni povere vicine e case con piscina sul terrazzo e gated

comunity)

10.03 L’ITALIA DEL DOPO GUERRA FINO AGLI ANNI 70

CONTESTO

DOPO GUERRA intervento emergenziale per:

- RIPRESA ECONOMICA regole di controllo di scala e territoriali cominciano ad essere strette, paese

deve riprendere condizioni abitative, industriali e di spostamenti di popolazione, guerra aveva

portato diversa relazione tra città e campagna(es: Roma città vecchia di Rossellini, dinamiche di

dualismo urbano evidente, da una parte palazzi città dall’altra baracche, residui di prima

urbanizzazione anni 30 vs abitato di fortuna).

- URBANISTICA SOCIALE costruzione di una città in relazione a bisogni sociali.

URBANISTICA DELL’EMERGENZA – PIANI DI RICOSTRUZIONE

Primavera 1945

Legge 1942 viene congelata e si comincia a lavorare per PIANI REGOLATORI E PIANI DI RICOSTRUZIONE.

PIANI RICOSTRUZIONE portano a ricostruzione Italia distrutta al di fuori di un disegno programmatico con

necessità di far riprendere paese con l’APPOGGIO DELLA LEGGE con EDILIZIA COME INDUSTRIA DELLA

RIPRESA.

EDILIZIA COME CAMPO DI INVESTIMENTO ECONOMICO, da un lato c’è ragione economica, con mancanza

di possibilità di impiego ma anche forte RAGIONE SOCIALE perché si cominciano a mettere in gioco

possibilità di regolamentazione e dall’altra costruire RIPRESA FONDATA SU PROPRIETA’ DELLA CASA.

Patrimonio di edilizia pubblica con uso legge 1942 aveva portato COSTRUZIONE PATRIMONIO STATALE che

viene poi VENDUTO. Si arriva a 31 milioni di vani residenziali con aumento della popolazione di circa 7

milioni di persone.

RISULTATI

- DIMINUZIONE LAVORO AGRICOLO con spostamento popolazione verse città (1951)

Agricoltura 45% industria 22%

- AUMENTO LAVORO INDUSTRIALE (1961)

Agricoltura 30% industria 28%

 Differenza NORD-SUD con permanenza agricoltura al sud e turismo in sviluppo

TRASFORMAZIONI TERRITORIALI 51-71

Si assiste a:

- ABBANDONO ZONE COLLINARE-MONTANE

- SPOSTAMENTO NEI COMUNI COSTIERI

- AUMENTO POPOLAIONE NELLE AREE METROPOLITANE

 Si parla di SQUILIBRI ECOLOGICI abbandono determina non cura del territorio, abbandono

dell’agricoltura come sistema di mantenimento territoriale. 12

Esisteva nelle città principali le SOCIETA’ IMMOBILIARI GENERALI e processo della svendita del patrimonio

pubblico con CASE A RISCATTO, case a edilizia popolare potevano essere acquistate da inquilini portando a

prevale delle proprietà, leva su DIMENSIONE SOCIALE DELLA RIPRESA CON MODELLO DI SVILUPPO

NUOVO. Indagini sociali rilevanti con inchieste e dimensione della casa come elemento per la rinascita del

dopoguerra.

CONGRESSO INU 1960 con CODICE DELL’URBANISTICA

Si assiste a:

- Nascita REGIONI

- INTEGRAZIONE PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE ECONOMICA non era infatti sancito dalla

legge

- ISTITUZIONE COMITATO NAZIONALE DI PIANIFICAZIONE E CONSIGLIO TECNICO CENTRALE organi

di controllo sulla pianificazione su operato delle singole Regioni

Dimensioni politiche più strutturali sono quelle che sfociano nella PROPOSTA DI LEGGE SULLO mai attuata,

proposta che coinvolge numerosi urbanisti, connessione tra più discipline per mettere in gioco TEMI DI

NECESSITA’ DI PIANIFICAZIONE per programmazione economica e questione esproprio.

STAGIONE LEGISLATIVA ANNI 60

LEGGE 167 ASPIRAZIONE NON REALTA’

Legge che ribadisce fatto che edilizia popolare non è solo dimensione attuativa del piano ma costituita nel

processo di pianificazione, Comune è proprietario di aree che poi rivende con prezzo vantaggioso, nei

quartieri inoltre vengono programmati interventi SOCIALMENTE EQUILIBRATI, edilizia economica popolare

ha portato riequilibrio sociale. Tema della periferia è tutt’ora rilevante. Tema che negli anni 60 era già stato

impostato. Omogeneità di reddito di chi vive in queste case. È auspicio di dare servizi in maniera equilibrata

come scuola e lavoro.

Provincia diventa organo che si sostituisce a Regine su questioni urbanistiche, con idea che con lo stesso

criterio viene creato il QUARTIERE DI MADONNA BIANCA anni 70.

EMERGENZE E DISIMPEGNO

Nel 68 viene fatta indagine facendo emergere LOTTIZZAZIONE DEL TERRITORIO ITALIANO. Si arriva a 18

milioni di vani con un territorio urbanizzato che si trova a ragionare in maniera sempre più diffusa. Al Nord

si lottizza intorno alle industrie mentre al sud lungo le coste.

Oltre alle case esiste anche problema dello SQUILIBRIO ECOLOGICO che porta anche delle gravi

conseguenze territoriale come frana di Agrigento.

LEGGE 765 si assiste a:

LIMITAZIONE EDIFICAZIONE nei comuni senza strumenti di pianificazione

STANDARD URBANISTICI con minimo di 18 mq per cittadino di SPAZIO PUBBLICO, spazio pubblico non era

così scontato ma deve essere definito. Anche questo legato a equità sociale.

STANDARD URBANISTICI

Sulla dotazione di SPAZI PUBBLICI e di USO PUBBLICO con:

- SERVIZI E ATTREZZATURE pubbliche (istruzione-scuola)

- INFRASTRUTTURE ossatura territorio pianificato

- OPERE URBANIZZAZIONE primarie (luce acqua e gas con infrastruttura fognarie e

telecomunicazioni) e secondarie (strutture per dotare quel luogo di un carattere di città e di

quartiere e quindi le attrezzature)

Nel 42 spazi pubblici e loro creazione non erano ben specificati. 13

A partire dalla LEGGE 1968 viene definito lo STANDARD DI INTERESSE GENERALE E LOCALE con dotazione

di attrezzature a scala di quartiere cioè raggiungibili in breve tempo. Spazi pubblici e loro posizionamento

costituiscono elemento di impegno per gli urbanisti contemporanei (es: aiuole tra i parcheggi).

DIBATTITO SUI CENTRI STORICI

Cederna evidenzia che PROBLEMA è di tipo URBANISTICO e va affrontato con un Piano territoriale.

Necessità intervento dopo guerra mondiale perché particolarmente distrutto. Non esistevano leggi di tutela

su conservazione centro storico, dimensione del MONUMENTO che andava salvaguardato ma il resto no.

Questione diventa però sempre più urgente facendolo emergere come un problema di urbanistica.

Evitare che vantaggio di pochi diventi problema per molti.

CARTA DI GUBBIO 1960

Riferimento non più solo a monumento ma a ESTENSIONE DELLA TUTELA AL COMPLESSO. Importanza del

TENERE IN VITA IL CENTRO STORICO, si assisteva infatti ad abbandono centri storici disabitati per

decadenza ed abbandono. Questa carta mette in gioco il tema di tenere in vita centri con creazione PIANI

DI RECUPERO sia dei MANUFATTI CHE DEL TESSUTO SOCIALE. Definizione di modalità chiare per il

recupero.

Dimensione ANALITICA diventa particolarmente importante con RICOGNIZIONE come elemento strutturale

dell’analisi preliminare ai processi di pianificazione.

PIANO DI RECUPERO CENTRO STORICO BOLOGNA, già in precedenza anni 50 con eccessivo

sovradimensionamento crescita città. Nel 1969 si assiste a nuovo piano con CENTRO STORICO CON

CRESCITA PROGRESSIVA, dimensione della quantità da gestire di espansione diventava importante. C’era

poi rischio di SVENTRAMENTO perché centro distrutto da guerra.

PIANO si fonda su RECUPERO e definizione di quali edifici potessero essere oggetto di re-definizione

definendo come attuare la trasformazione. Fare in modo che contenitori città diventassero contenitori

della città stessa. RESTAURAZIONE per determinare nel centro storico un complesso di edilizia economica

popolare. Non c’è solo cura del monumento ma anche trasformazione con contenitori storici come oggetto

di trasformazione per città contemporanea (es: trasformazione ex convento in luogo di recupero sanitario.

Non solo in termini conservativi ma anche trasformativi per città contemporanea).

INFLUENZE: LYNCH e L’IMMAGINE DELLA CITTA’

INDAGINE URBANA LYNCH

Influenze non europee come quella di Kevin Lynch che scrive libro IMMAGINE DELLA CITTA’. Dibattito su

dimensione della FORMA DELLA CITTA’ legata ad architettura ed al modo in cui cittadino riconosce sé

stesso nello spazio urbano. Queste indagini sono oggetto di molteplici riletture con indagine sulla

DIMENSIONE QUALITATIVA che in quegli anni era sperimentata in termini di avanguardia.

Lynch fa MAPPA MENTALE DI BOSTON con interviste e si rende conto che esistono luoghi dove c’è una

NON-VIVIBILITA’ con carenze di costruzione di uno spazio con sensazione di isolamento. Fa quindi

CLASSIFICAZIONE con percorsi per attraversare e muoversi nella città.

Suggerisce quindi dopo aver analizzato le carenze gli elementi chiave per successiva pianificazione

territoriale. Emerge importanza dell’analisi evidenziando che INTERAZIONE TRA ELEMENTI DELLA CITTA’

dovrebbe essere messa insieme per rendere la forma della città un sistema di immagini che si relazionano

tra loro. Immagine di città che mancava e non tanto la sua costruzione ma piuttosto RELAZIONE TRA GLI

ELEMENTI. 14

Cercherà di capire elementi rilevanti in tre casi di studio: Los Angeles, Boston, Jersey city. Elementi della

città sui quali la pianificazione di Boston può fare leva.

De Carlo userà questo sistema per STRUTTURARE ANALISI PRELIMINARE DEL PIANO DI URBINO, città

storica che contemporaneamente si sta costruendo sulle colline.

23.03 PIANO REGOLATORE di De Carlo

PIANO DI URBINO 1964 e il contributo alla disciplina

Direttore Triennale di Milano del 1954 con formazione negli USA che gli ha aperto PROSPETTIVA

ANALITICO-OPERATIVA, porterà per primo i temi della PARTECIPAZIONE non solo come elemento di

creazione del consenso ma anche perché tema entrerà a far parte del discorso legislativo.

Troviamo diverse QUESTIONI come il tema della Regione, con analisi interessante.

INDAGINE SUL TERRITORIO

Fatta prima di definire il piano e carica di sofisticazione rappresentative e questioni socio spaziali che

vengono trasmesse in termini di nuova città.

ELEMENTI POSTI IN PRIMO PIANO

- MOVIMENTO DI POPOLAZIONE esodo delle popolazione, sistema agricolo non reggeva più, Urbino

stava diventando una città universitaria.

- STRUTTURA ECONOMICA De Carlo guarda a FORME DI SVILUPPO ALTERNATIVE legate al

marketing urbano come attraverso il TURISMO come possibile sviluppo anche urbanistico in un

processo di INTERCETTAZIONE DI GRANDI FLUSSI DI TRAFFICO ED INFRASTRUTTURE.

- INFRASTRUTTURE non espansione a macchia d’olio, attenzione al PAESAGGIO.

- SERVIZI

 Indagine molto capillare con approccio internazionale

Produce quindi un SISTEMA ANALITICO FATTO DI TAVOLE (immagini) 10 tavole legate ad indagine sul

territorio. Strutturali per leggere tutti il territorio e non solo quello di Urbino (cartine con legenda per

rappresentare studio quantitativo fatto, es: in quella zona della città c’è popolazione di un certo tipo ed

indicato con particolari trattini, ecc..).

ELEMENTI INDAGATI

- RELAZIONE TRA POPOLAZIONE ATTIVA/INATTIVA e TIPI DI LAVORI, indagine volta ad identificare

tipi di lavoro da inserire nel contesto della città per maggiore sviluppo. Ci dà idea di distribuzione

attività e relative infrastrutture necessarie. Fa capire punti possibili di sviluppo del piano.

- TIPO DI POPOLAZIONE IN RELAZIONE ALL’ETA’. Dimensione distribuzione anagrafica popolazione ci

dà corrispondenza della possibilità di investire in una parte di territorio piuttosto che in un’altra. Fa

capire quanta gente sta invecchiando nella città e quanti la stanno abbandonando.

- QUALITA’ DEL PAESAGGIO per identificare il tipo di attività sul suolo per capire dove si insediano

pratiche sociali o nuove attività industriali e produttive.

- ATTREZZATURE SCOLASTICHE E POPOLAZIONE SCOLASTICA con individuazione degli studenti e

personale lavoratore. Ci permette di capire quanta SCUOLA DELL’OBBLIGO E’ DISPONIBILE in un

determinato territorio e lo stato delle attrezzature.

- TRASPORTO PUBBLICO. Ci permette di capire come città possa essere soggetta a traffico ma anche

LAVORATORI PENDOLARI. 15

- STATO DEI SERIVIZI NEL CENTRO STORICO, lavorerà su scale in movimento da quella macro

regionale all’architettura degli edifici. Comincia a lavorare su identificazione degli abitanti e

proprietari degli edifici e spazi verdi. Fa capire dove occorre attivare servizi come welfare e case

popolari.

- GRADO DI EFFICIENZA E SALUBRITA’ DEI PIANI TERRENI DELLE ABITAZIONI. Si ragiona anche in

relazione alle potenzialità d’uso del piano terra degli edifici, con scarsa qualità rivelata.

 Questa INDAGINE PRELIMINARE ci permette di capire ogni zona della città che necessità ha.

Elemento importante per la progettazione. Ci fa capire come certe zone sono più soggette ad

espansione e quelle invece che sono abbandonate.

LINEE GENERALI DEL PIANO

Fa quindi delle SCHEDE PER INDAGINI DELL’ABITAZIONE con analisi sociologiche quantitative, che mette in

gioco però anche questione qualitativa.

Successivamente una TAVOLA DI ANALISI VISIVA non è solo questione estetica ma anche ATTACCAMENTO

DELLA CITTADINANZA e partendo da dimensione visuale si determinano appartenenza o meno della città.

Città è stata costruita nell’asse RIMINI – ROMA collocando Urbino tra le due città mettendo in gioco un

piano territoriale particolarmente rilevante con CENTRALITA’ DELLA CITTA’. Si guarda quindi a

PIANIFICAZIONE MACRO E MULTI SCALARE-MULTIREGIONALE. Mette in relazione Urbino con gli altri

centri, elemento molto importante e rivoluzionario.

In questo senso De Carlo parla di CITTA’ STORICA COME PREMESSA DELLA CITTA’ FUTURA. Piano legge

trasformazioni come possibilità di prospettiva.

Legende del piano non riguardano solo la zonizzazione ma LETTURA ORGANIZZATIVA DELLA CITTA’ con

creazione di nuovi servizi ed interventi messi in maniera processuale. Piani precedenti non sapevano

leggere la processualità. Si comprende come la localizzazione di un elemento sul territorio fa APRIRE CITTA’

AL PAESAGGIO. Inizialmente era città particolarmente chiusa e poi invece c’è APERTURA, elemento

rilevante.

24.03

COTRIBUTO ALLA DISCIPLINA

Alla fine il piano permette di dare DIRETTRICI FORMALI come un CENTRO DI ESPANSIONE dove dimensione

della QUALITA’ sta al centro del piano stesso. Ad esempio ci fa capire possibili collocazione ottimali con la

costruzione di un intero quartiere universitario.

Piano urbanistico va concretizzato attraverso PICCOLI INTERVENTI attraverso anche la PARTECIPAZIONE

DEI CITTADINI elemento legato alla storia Nord Americana, è il primo infatti a parlare di CITTA’ REGIONE.

PARTECIPAZIONE NELLA PIANIFICAZIONE – PIANIFICAZIONE COME POLITICA

Trasforma la progettazione architettonica da imperativo a PROCESSO. Prende avvio dalla ricerca ed

individuazione dei bisogni degli utenti. Dopo la progettazione l’interazione continua con verifiche e ri-

modellazioni. Tra informazione e costruzione di consenso siamo ad un grado di partecipazione in cui si

DISCUTE E ANALIZZA con dibattiti internazionali degli USA come guida.

De Carlo si ri-fa a Davidoff in “Advocacy Planning” con un tipo di pianificazione che fa riferimento alla

continua NEGOZIAZIONE messa in gioco DURANTE LA PIANIFICAZIONE. 16

Negli anni 70 si assiste ad una particolare ATTENZIONE AGLI INTERESSI DELLA SOCIETA’ con Friedman che

parla di PIANIFICAZIONE INTERATTIVA dove il pianificatore si pone tra le tensioni e la realtà con un

processo di MUTUO APPRENDIMENTO ed una dinamica interattiva.

Ci si chiede in che termini tradurre il coinvolgimento dei cittadini nel processo di pianificazione tramite la

partecipazione. PIANIFICATORE si colloca tra TEORIA E PRATICA DI TRASFORMAZIONE settando il

problema, superando così le falle della pianificazione del passato.

TEORIA PROCEDURALE

Viene riletto cosa succede a livello internazionale come mutazione teorie su pianificazione con

EVOLUZIONE e CONTRASTO. Per alcuni processo di pianificazione è troppo teorico, altri invece fanno

riferimento al SOCIALE, con evoluzione verso PIANIFICAZIONE DEMOCRATICA. Si assiste infatti a gap tra

dimensione programmatica e quella attuativa. PASSAGGIO DA DIMENSIONE TEORICA AD URBANA.

Al contrario c’è chi lavora su DIMENSIONE PRAGMATICA facendo saltare la dimensione teorica della

pianificazione. Ci si avvicina agli anni 80, con caduta paradigmi economici e governi di tipo CAPITALISTICO.

APPROCCI

- SOCIAL AND ADVOCACY PLANNING

- POLITICAL AND ECONOMICAL APPROACH

- IMPLEMENTATION AND POLICY

- ACTION PLANNING

Vanno quindi a formarsi molte teorie difficili da tradurre perché legate soprattutto a dimensione quasi

filosofica, si comincia a TRADURRE DIMENSIONE TEORICA IN PRINCIPI.

DALLA CARTA DI ATENE 1933 ALLA CARTA DI MACHU PICCHU 1977

Carta di Atene è documento redatto alla fine di un congresso con definizione PRINCIPI DI ATTUAZIONE

come regolamento e zooning.

Successivamente con la Carta di Machu Picchu del 1977 vengono introdotte delle LETTURE ALLA REALTA’

COMPLESSE E LEGATE ALLA PIANIFICAZIONE.

PRINCIPI

- CITTA’ REGIONE non è solo condizione di definizione dei confini, REALTA’ URBANA HA ESTENSIONE

TALE DA METTERLA A CONFRONTO CON LA PIANIFICAZIONE STESSA.

- FUNZIONI INTEGRATE cioè non è detto che un’area deve essere solo residenziale o solo

commerciale ma città si mischia (es: Olanda).

- ABITAZIONE E COMUNICAZIONE tema di costruzione della città, abitare diventa concetto

molteplice, sistemi di comunicazione sia materiali che immateriali si pongono al centro

dell’interesse dei pianificazione.

- CITTA’ COME OPERA APERTA E COLLETTIVA

PIANIFICAZIONE URBANISTICA INTEGRATA significa tenere in considerazione più elementi quali:

- CRESCITA URBANA elemento preponderante negli anni 70 legato alle periferie

- TRASPORTI

- DISPONIBILITA’ DI SUOLO URBANO

- RISORSE NATURALI legato ad inquinamento ambientale, es: vincolo paesaggistico con legge

Galasso che introduce tema ambientale nella pianificazione

- TUTELA PATRIMONIO E VALORI CULTURALI

- TECNOLOGIA 17

ITALIA

PIANIFICAZIONE DI SECONDA GENERAZIONE

BOLOGNA anni 70

Zooning centro storico diventa oggetto di funzionamento integrato, piano di 2° generazione perché si vede

come PARCHI possano essere usati COME LUOGO DI CITTADINANZA oltre che costruzione di semplice area

verde.

MILANO 76

Zooning mette in gioco non solo l’espansione ma anche CONTENIMENTO DELLA CRESCITA con

introduzione variabili riformiste.

PAVIA

Messa in gioco progetti con azione ri-qualificatrice legata a dimensione urbana.

ANNI 80 NODO DELL’ATTUAZIONE

Si assiste a CENTRALITA’ DEI DIVERSI ATTORI COINVOLTI nei processi di pianificazione. Dimensione

pianificazione viene messa in crisi. Dimensione LIBERISTA introduce ATTORE PRIVATO sul territorio in

maniera preponderante, attore portatore di capitale ed interesse. Da una parte c’è territorio che cambia

dall’altra pianificazione che fa fatica ad assumere identità.

BERLINO

Si parla di trasformazione dell’interno della città fatto da attori privati. In Italia invece si parla di regole di

pianificazione entro le quali il sistema attuativo fatica ad attivarsi.

PARIGI assiste invece alla creazione di ZAC come fabbrica Citroen viene dismessa e creazione di un piano di

pianificazione con attori anche privati oltre che pubblici. Attori privati quindi hanno potere d’acquisto che

pubblico non riesce ad avere. ITALIA

Si assiste alla DEREGULATION piano precedente non funziona più quindi si attivano LEGGI PER

RAFFORZARE LA DEREGULATION.

Nell’assenza di regole si costruiscono una serie di regole per destrutturare la regola:

- SILENZIO-ASSENSO PER LE LOTIZZAZIONI 1981 se il Comune non ti risponde a domanda di

lottizzazione entro 90 giorni tu puoi lottizzare.

- CONDONO 1985

- STRAORDINARIO DEL MEZZOGIORNO 1986 ratifica la deregulation totale

 Anni 80 caratterizzata da PIANIFICAZIONE COME PRATICA, pianificazione come processo viene

indebolita, vengono introdotti nuovi piani ma di fatto c’è elemento dell’attuazione che non

permette trasformazione territoriale.

DALLA 2° ALLA 3° GENERAZIONE

Si assiste a sempre maggiore grado di RIFORMA DEL PIANO CHE PUO’ AVERE.

Racchiude in sé matrici riformiste forti. Non è piano che lavora solo per zooning ma anche per STRATEGIA.

Viene messa in gioco anche dimensione di VISIONE del suolo, visioni si fondano su analisi territoriale

profonda. 18

ELEMENTI NUOVI:

- Si sperimenta un AUMENTO degli STANDARD DI QUARTIERE (prima era 18 mq/ab si passa a 26

mq/ab).

- Si parla di PATRIMONIO INDUSTRIALE e sua salvaguardia

- introduzione del VINCOLO A VERDE

- Si comincia ad individuare i COMITATI DI QUARTIERE come attori del piano. Comitati di quartiere

interpretano le istanze rivendicate su scala più bassa in termini di servizi, in alcuni piani come in

quello di Pavia viene CODIFICATO e questo attore viene riconosciuto come tale, in altri contesti

invece non viene codificato e non considerato come tale.

Negli anni 80 quindi si assiste ad introduzione di molte novità, legge fa fatica a trasformarsi ma pianificatori

ne introducono molte:

- MAGGIORE ATTENZIONE PER PATRIMONIO ESISTENTE maggiore attenzione al riuso

- FLESSIONE DI PROCESSI DI ESPANSIONE riduzione espansione

- ATTENZIONE AD ANALISI SOCIO TERRITORIALE non solo legata a crescita demografica ma capire

identità locale e caratteristiche storiche

- ATTENZIONE AD ASPETTI ECOLOGICO-AMBIENTALI e per la qualità urbana spesso legata

all’evoluzione dell’esistente

- SEPARAZIONE TRA COMPONENTE REGOLAMENTARE DEL PIANO E QUELLA OPERATIVA E

PROGETTUALE avrà delle conseguenze con separazione dimensione regolativa e quella progettuale

- RICERCA DI CONSENSI DIRETTI SUL PIANO E PRINCIPALI PREVISIONI SU TRASFORMAZIONE si parla

di consenso in Italia più che di pianificazione, si comincia a capire come se non c’è consenso diretto

trasformazioni non avrà successo.

- TECNICHE DI ANALISI con passaggio a dimensione qualitativa, messa in discussione del piano

tradizionale

 Piano fatto in maniera gerarchia come precedentemente con potere delle amministrazioni diventa

invece PIANO NEGOZIALE, passaggio dalla dimensione decisionista scardinato da processi di

INTERAZIONE per cercare forme di negoziazione.

VEDI SLIDE CON DUE SCHEMI MODELLI

Non c’è riforma organica ma AGGIUSTAMENTI con separazione della fase di programmazione e quella

attuativa. Piano regolatore generale introduce norme che cambiano forme del piano che vengono legati ad

ABACHI cioè possibilità di trasformazione in scheda cioè far capire come si prefigura il progetto.

PROGETTI NORMA

Progetti con finalità di prefigurare l’ASSETTO DI AREE PARTICOLARI E STRATEGICHE PER L’ASSETTO

COLLETTIVO, regole di trasformazione di quelle aree, e sperimentano come questo avvenga tramite

trasformazioni fisiche. Si traduce in:

- Selettività dei progetti

- Possibilità di trasformazione di un luogo fissando condizioni irrinunciabili

- Volontà di agire su alcune linee di forma o su punti sensibili

Progetti norma hanno valenze interessanti perché OBBLIGANO ATTUAZIONI CHE PIANO ATTUATIVO

DOVRA’ FARE, cerca di essere sperimentale perché fissa degli esiti morfologici e rende più esplicito il

confronto tra le soggettività che operano. Fissa CRITERI E REGOLE per la trasformazione. 19

30.03 ANNI 90: EVOLUZIONE STRUMENTI PIANIFICAZIONE TERRITORIALE

EVOLUZIONE LEGATA A:

- ELEMENTI AMBIENTALI come alluvioni situazioni che sfuggono dalle mani, fino ad allora piani si

occupavano di espansione, analisi statica con previsioni demografiche.

- ESPLOSIONE non solo di tipo catastrofico ma anche legata a LIBERISMO ed inizia ANALISI

TERRITORIO non così semplice da condurre, analisi sintetizzano tematiche che non rientrano più

nei piani urbanistici. Mondo con immagine del satellite con estensione fisica del contesto urbano e

salto di scala, facile leggere nel territorio italiano il rapporto tra urbano e campagna. Dimensione di

parte metropolitana attraverso dati Istat non è più urbano vs campagna ma relazioni di

DIPENDENZA TRA VARI ELEMENTI, processi in cui elemento sociale diventa centrale.

- CITTA’ DIFFUSA continuum di abitato intorno a industrie legato soprattutto a nord e nord est.

TEMI DI ANALISI:

- Sovrapposizione CAMPAGNA-CITTA’

- INTERSTIZI EXTRA URBANI

- CADUTA GRANDI FABBRICHE lascia spazio a TERZIARIO COMMERCIALE SPARSO

REVISIONE STRUMENTI ANALISTICI SPERIMENTALI

Boeri, Marini e Lanzani incaricati di definire il territorio milanese, città di Milano messa in discussione,

studio che porta ad ESAME DI NUOVI AMBIENTI E PAESAGGI DELLA REGIONE MILANESE. Anni in cui analisi

sociologica porta ad analisi di pianificazione volta a considerare anche ASPETTI SOCIALI. Confronto con

nuove realtà con strategie di pianificazioni che si aprono alla GIUSTIZIA SOCIALE E SPAZIALE. Modo di

abitare va in conflitto con nuove condizioni del contesto.

Vengono indagati i NON LUOGHI (strutture autostradali, autrogrill, aeroporti, ecc..).

Atra analisi territoriale riguarda uno studio fatto da un gruppo di studiosi olandesi META CITY DATA TOWN,

ricerca che si muove con le quantità cioè analisi quantitativa delle complessità della città contemporanea

chiedendosi cosa sia la CITTA’ CONTEMPORANERA alla luce delle NUOVE SITUAZIONI TERRITORIALI della

città, quali sono gli ambiti nei quali considerare sviluppo urbano parallelamente alla popolazione mondiale

da oggi al 2025, come maneggiare questi processi incontrati. DATA TOWN è modello statistico della città

mondiale, se abitanti saranno tot e spazi insediati sono dati se si prova a distribuire massa di abitato

alternato a spazi verdi ci si chiede che tipo di città ci immaginiamo. Per capire la relazione tra spazi

urbanizzati e spazi verdi per capire come gestire popolazione presente e futura, modelli territoriali che

interpretano la complessità delle questioni socio spaziali. Avvengono PREVISIONI SPAZIONALI CIRCA

L’OCCUPAZIONE DELLA SUPERFICIE non solo della popolazione ma anche dei rifiuti prodotti.

Rappresentazione delle questioni che in un futuro non troppo prossimo dovranno cominciare a

considerare.

Altra ricerca è MULTIPLICIY USE UNCERTAIN STATES OF EUROPE gruppo di ricerca che deve raccontare

l’Europa. Ci si chiede cosa sia perché spesso territorio europeo non è più comprensibile in quanto

diversificato internamente. Frutto di un lavoro che comincia a sostenere come non si possa parlare di

territorio se non si parla di CITTADINANZA.

Viene fatta una mostra non cartografica ma fatta di INTERVISTE, FOTO, DIAGRAMMI SU TEMATICHE DA

AFFRONTARE, fornisce lettura che va ai pianificatori che permetteranno di capire come risolvere le

problematiche che emergono. Si parla di PIANIFICAZIONE STRATEGICA di spazi molto grandi. Si assiste ad

APERTURA DI ORIZZONTE. Questo studio cerca di leggere EFFETTI GLOBALIZZAZIONE sullo spazio europeo

per capire come in un VASTO TERRITORIO PICCOLI PROCESSI DI PIANIFICAZIONE LO CAMBINO. 20

Europa negli anni cambia e ciò appare attraverso le foto con CONTRASTO DIMENSIONE ABITATA INTERNI

DELLE CASE che mettono in gioco una dimensione privata in cui l’EU è fatta da CITTADINANZE NON

EUROPEE. Esempio di Parigi dove esistono diversi contesti culturali e persone che provengono da luoghi

diversi che ci fa capire cambiamenti nel tempo delle città e del territorio (Es: China town). Racconto delle

città europee con problematiche legate a DENSITA’ ABITATIVE, MULTIETNICITA’, politica e pianificatore

devono considerare tutti questi elementi.

Senso ricerca è mettere insieme dimensione qualitativa e territorio.

PIANI RIFORMISTI

Tra anni 80 e 90 PIANI RIFORMISTI che si confrontavano con espansione territoriale e cominciano a

chiedere nuove cose. Negli anni 90 CAMBIAMENTI SOCIETA’ E TERRITORIO che prima erano elementi

indissolubili, determinano contesto che si prepara a rivedere strumenti di pianificazione.

ALCUNI TRATTI:

- MUTAZIONE DELLA SCALA DI RELAZIONE TRA PROCESSI NELLE AREE URBANE

- NUOVI TEMI PER LA CONFIGURAZIONE DI AREE DISMESSE ED INTERSTIZI DI TESSUTI URBANI

CONSULODITATI piuttosto che per l’attuazione

- CRESCENTE DOMANDA QUALITA’ AMBIENTALE

- COMPETIZIONE TRA CITTA’ SU SCALA GLOBALE E NUVOE ECONOMIE

CAMBIAMENTI ISTITUZIONALI

- NUOVO SISTEMA ELETTORALE con nuovo ruolo Sindaci ed Amministrazioni rispetto al governo del

territorio, SCALA PIU’ BASSA DIVENTA PIU’ IMPORTANTE (principio di sussidiarietà)

- NUOVI POTERI IN MATERIA DI PIANIFICAZIONE TERRITORILE GLI ENTI INTERMEDI

- RINNOVAMENTO CONDIZIONI OPERATIVE ED AMMINISTRAZIONI nuove modalità di acquisizione

delle risorse

NUOVI STRUMENTI NELLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE, mentre prima c’era questione attuativa come

grande nodo principale (piano con legge 42 si attuava attraverso regole determinate), adesso vengono

introdotti i PROGRAMMI COMPLESSI che non lavorano solo per attuazione del piano regolatore ma in

maniera più complessa si REGOLA E TRASFORMA QUANTITATIVAMENTE, introduzione cioè di strumenti

attuativi non tanto per il governo della crescita quantitativa ma per promuovere la trasformazione

quantitativa. ESEMPIO: CONTRATTI DI QUARTIERE con relazione più elastica rispetto a piano regolatore

che era più statica.

Differenze vedi slide T vs C programmi Tradizionali vs Complessi.

T=disciplinano gli usi di tutto il territorio e degli immobili interni all’ambito entro un perimetro fissato e non

modificabile / C=disciplinano solo suoli e immobili dove avvengono interventi, il perimetro di riferimento è

modificabile

T=demandano la realizzazione degli interventi pubblii e privati alle decisioni dei titolari degli immobile ed

alla disponibilità delle risorse pubbliche / C=definiscono soggetti attuatori, risorse economiche , i progetti

preliminari e i tempi di attuazione

T=Contributo dei pribati costitutito dagli onere Bucalossi / C=

……………. 21


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Puntini

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7 mesi fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Pianificazione territoriale, basato su appunti personali e studio autonomo. Tra gli argomenti trattati: rivoluzione industriale, prima urbanizzazione, città moderna,, fondamenti di urbanistica moderna, città giardino, città contemporanea, sprawl urbano, modelli utopici, principi della pianificazione, piano Amsterdam, strumenti della pianificazione, piano regolatore generale, leggi urbanistiche, piani, metropoli e megalopoli, urbanistica d'emergenza, centri storici, teoria procedurale, pianificazione di seconda generazione, deregulation, leggi regionali, sviluppo sostenibile, dimensione europea, agenda 21, partecipazione, ecopolis.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Gestione delle organizzazioni e del territorio
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Puntini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pianificazione territoriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Mattiucci Cristina.

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