PIANIFICAZIONE E CONTROLLO AZIENDALE
11/03/2020
2 MODULI :
1) Da 6 crediti: prof. Castellano
2) Da 3 crediti: prof. Serini
PROF. CASTELLANO
Pianificazione e controllo aziendale: per un’azienda vuol dire porsi degli obiettivi e misurare
i risultati, ovvero verificare il grado di raggiungimento degli obiettivi.
Esame scritto , si compone di domande a risposta aperta per la parte introduttiva + esercizi.
- CONTROLLO DI GESTIONE:
“Il controllo di gestione è l’insieme di strumenti, processi, ruoli, mirante ad indurre
comportamenti individuali ed organizzativi in linea con il raggiungimento degli obiettivi
aziendali”.
Concetto che investe all’interno delle imprese strumenti, persone e informazioni. Perché
l’azienda pensa che sia utile il controllo di gestione? È per fissare determinati obiettivi.
Parlare di controllo di gestione indica porsi degli obiettivi e un periodo di tempo entro cui si
ritiene di raggiungere gli obiettivi, e poi per far sì che chi operi nell’azienda , lo faccia in modo
coerente.
Quando si parla di controllo di gestione, non si parla esclusivamente di misurare i risultati,
ma il termine “Controllo” ha una doppia anima: un’anima che parla della determinazione
degli obiettivi e un’altra alla misurazione dei risultati, al grado di raggiungimento dei risultati.
Per questo motivo si utilizza la
piramide per esprimere il controllo
aziendale (struttura organizzativa di
un’impresa):
Al vertice di un’impresa (controllo strategico) solitamente troviamo i proprietari, i fondatori,
gli imprenditori. In aziende di più grandi dimensioni, una società quotata in borsa (es. Fiat,
ora gruppo FCA) troviamo al vertice i proprietari, gli azionisti di maggioranza che ispirano la
gestione ma non necessariamente intervengono attivamente.
Dobbiamo tenere presente che creando un sistema di controllo di gestione in un’azienda
dobbiamo innanzitutto coinvolgere chi sta al vertice di un’impresa che è deputato ad
assumere le decisioni vitali di un’impresa. 1
Quando scendiamo dal vertice ai livelli intermedi della piramide, ovvero della struttura
organizzativa, troviamo il controllo direzionale (es. responsabile delle vendite, degli acquisti,
amministrazione e finanze, ecc) che coordinano determinati processi , determinati aspetti.
Scendendo dal controllo strategico a quello direzionale gli strumenti devono essere più
parcellizzati, più circoscritti ad ambiti particolari della gestione dell’azienda. Fare controllo
di gestione a livello direzionale vuol dire determinare obiettivi e misurare i risultati in
specifici ambiti organizzativi della gestione. Il controllo direzionale fa riferimento a tutte
quelle persone e ruoli, dove è possibile esercitare una certa autonomia ed è necessario che
questa autonomia lavori in modo coerenti agli obiettivi strategici.
Alla base della piramide, ovvero della struttura organizzativa, troviamo il controllo
operativo, che coinvolge tutti quei soggetti che stanno alla base. Stare alla base vuol dire
svolgere delle mansioni per le quali c’è una discrezionalità , un grado di autonomia
relativamente limitato o anche assente. Quando parliamo dei soggetti che operano alla
base della struttura organizzativa dell’impresa ci riferiamo per esempio a chi lavora alla
catena di montaggio, ad un operaio, ad una persona impiegata direttamente ai processi di
produzione.
- PIANIFICAZIONE E CONTROLLO STRATEGICO
–Pianificazione strategica:
definire gli obiettivi e implementare le strategie.
La pianificazione fa riferimento alla
definizione del piano strategico.
Definire una strategia significa porsi degli
obiettivi che possono essere più o meno
sfidanti o più o meno complessi.
Gli strumenti per creare una strategia: chi
governa l’impresa per definire degli
obiettivi di riferimento che coinvolgano
l’azienda nel medio e lungo periodo, ha
bisogno di guardarsi intorno , guardare
all’esterno.
La creazione di una strategia è ispirata
dalle informazioni che si raccolgono con un
confronto con l’esterno (guardando anche le altre imprese), confrontarsi con i competitors.
L’obiettivo che viene fissato attraverso la strategia è l’obiettivo a cui tendere nel medio-
lungo periodo.
La pianificazione serve anche a capire come raggiungere un determinato obiettivo
utilizzando la “via più conveniente”.
Definire una strategia significa anche esprimere le linee strategiche, ovvero le “istruzioni”
attraverso le quali possiamo raggiungere determinati obiettivi.
Definire un obiettivo strategico coinvolge tutte le unità organizzative presenti all’interno di
un’azienda in un periodo temporale medio-lungo.
–Controllo strategico:
Misurare i risultati a livello strategico è più complicato. 2
Per il controllo strategico il controllo di tipo meccanicistico non è molto coerente.
Quando parliamo di strategie ci riferiamo al mercato in cui un’ impresa opera, che per
definizione è dinamico, è mutevole. La complessità del controllo delle strategie sta appunto
nel fatto che il mercato cambia continuamente.
Controllare la strategia significa verificare nel tempo che quella strategia sia coerente.
Definire una strategia è un po’ come fissare una meta in una cartina geografica, con la
complicazione che questa meta si muove continuamente —> Le imprese si muovono in un
contesto mutevole e quindi l’ obiettivo strategico deve fisiologicamente mutare man mano
che il mercato in cui l’azienda opera cambia, si evolve.
Controllare una strategia vuol dire monitorare continuamente, periodicamente, sempre con
riferimento al mercato, ai concorrenti, alle minacce e alle opportunità, se la strategia può
essere sempre mantenuta oppure se deve essere rivista.
- PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO DIREZIONALE
–Programmazione:
Il team dei responsabili, dei manager, ha il compito di mettere in atto dei comportamenti
attraverso i quali l’azienda può raggiungere determinati obiettivi.
Chi opera ai livelli intermedi della struttura organizzativa deve essenzialmente coordinare,
definire il modo con cui le risorse vengono utilizzate in vista del raggiungimento
dell’obiettivo strategico.
Fare controllo di gestione per questi soggetti vuol dire fissare obiettivi e misurare i risultati.
Definizione degli obiettivi fissati nel
controllo direzionale vuol dire per
esempio: dare un indicazione al
responsabile commerciale di quello
che sarà il numero di vendite che ci
si aspetta di sviluppare in un periodo
di tempo limitato, di quanto saranno
i ricavi che ci si aspetti da queste
vendite, ecc.
A livello direzionale gli obiettivi sono
circoscritti, limitati alla sfera di
competenza che coincide con la
singola unità organizzativa. Avremo
quindi vari obiettivi, che sono detti ANALITICI , INDIVIDUALI : si riferiscono alla singola unità
organizzativa.
Gli obiettivi vengono configurati in riferimento all’efficienza e all’efficacia.
Un’azione è efficace quando permette di determinare un risultato coerente con l’obiettivo.
L’efficacia si misura attraverso il rapporto tra risultati raggiunti rispetto agli obiettivi
prefissati.
L’efficienza si misura attraverso dei rapporti tra input ed output , dove l’input è la quantità
di risorsa utilizza e l’output è il risultato raggiunto.
Gli obiettivi nel controllo direzionale sono circoscritti.
L’orizzonte temporale nel controllo direzionale è breve, più limitato (1 anno, 12 mesi). 3
Programmare vuole dire: definire obiettivi di breve periodo coerenti con gli obiettivi di fondo
e le linee strategiche. Gli obiettivi sono individuali e in un periodo breve.
–Controllo direzionale:
In questo caso , invece, è un controllo più di tipo meccanico. Vuol dire effettivamente
confrontare, raffrontare il risultato raggiunto con quello che era l’obiettivo.
Ricerca delle cause: Perché l’obiettivo non è stato raggiunto ? Perché abbiamo ottenuto un
fatturato minore? Perché abbiamo venduto i prodotti a prezzi più bassi rispetto a quanto
avevamo previsto?
Il controllo direzionale è un sistema che permette di guidare l’azienda nel modo migliore
possibile per il raggiungimento degli obiettivi; applicare degli strumenti che si basano sul
confronto, comparazione tra risultati raggiunti e obiettivi fissati.
- CONTROLLO OPERATIVO:
La procedura rappresenta l’obiettivo
che viene dato ai soggetti del controllo
operativo.
La procedura, lo standard, il modo in
cui un certo processe deve essere
realizzato, il tempo in cui un processo
deve essere portato a termine ,
rappresenta l’obiettivo.
Il controllo operativo, viene definito
“controllo di conformità”, perché si
concretizza, si esaurisce nel controllo
di verifica, dell’operato.
Anche qui abbiamo un livello di
dettaglio ancora più elevato. Il periodo temporale di riferimento è di breve periodo, ma
possiamo scendere ancora più nel dettaglio —> spesso si applicano dei controlli al singolo
turno, oppure controlli a cadenza settimanale (verificare che gli impianti producano,
verificare che i volumi si stiano sviluppando in modo giusto, ecc). È un controllo quindi molto
più frequente. 4
- IL SISTEMA DI
CONTROLLO
- STRUTTURA
ORGANIZZATIVA
Ha un ruolo primario
nell’ambito dei sistemi di
controllo di gestione.
Per creare un sistema di
controllo di gestione di
un’azienda la prima cosa
da fare è vedere la
struttura organizzativa, i
centri di responsabilità.
Nel controllo di gestione
c’è un principio
fondamentale che deve
essere raggiunto per avere
successo: principio della
coerenza degli obiettivi (goal
congruence) —> deve essere
applicato in modo che
l’obiettivo del singolo sia
coerente con l’obiettivo
dell’azienda nel suo complesso. 5
Un sistema di controllo di gestione è efficace quando l’obiettivo dei singoli è coerente con
l’obiettivo aziendale.
La parte più complicata è la
coerenza tra obiettivo da
assegnare al singolo e i poteri
effettivamente attribuiti al singolo
(Leve di potere che il singolo può
muovere).
Nascono problemi quando
l’obiettivo che segniamo al
singolo può dipendere da un’altra
unità organizzativa.
Coerenza organizzativa: vuol dire
avere ben chiaro il potere e le
responsabilità in capo a quel
centro e
Le singole caselle dell’organigramma della struttura organizzativa vengono configurate in
centri di responsabilità.
- CENTRI DI RESPONSABILITÀ
1. Il centro di costo è un’unità
organizzativa che svolge delle attività
che portano all’esclusiva formazione di
costi, con la particolarità che i costi che
si formano nell’ambito di queste unità
organizzative, sono proporzionali al
volume di attività svolto (se si produce di
più il volume dei costi aumenta,
viceversa se si produce di meno, il
volume dei costi diminuisce). Un tipo di
centro di costo è la logistica, perché non
posso pensare a delle attività che
vengono realizzate dal responsabile della logistica che producano ricavi —> no, producono
costi!
I costi del centro di costo che si formano sono parametrici, il cui volume dipende dal volume
di attività svolta (q.tà di prodotti spedita) per altri parametri.
Abbiamo dei costi che possono essere scomposti in una serie di variabili elementari ( volume
spedito, lotto medio di spedizione, distanza media, ecc).
Nei centri di costo gli obiettivi di efficienza fanno riferimento al modo con cui i singoli
parametri devono essere governati, al modo in cui i processi devono essere svolti per
contenere i costi, dato un certo standard di prestazione , standard qualitativo.
Le leve a disposizione del responsabile del centro di costo sono: cercare delle condizioni che
permettano a parità di attività svolta di consumare meno. 6
2. Il centro di spesa è un’unità organizzativa al cui interno si svolgono attività che
portano esclusivamente costi (es. reparto amministrativo di un’azienda, perché all’interno
si svolgono attività che portano alla formazione di costi, si tiene contabilità, si gestiscono
rapporti con istituti di crediti, si gestiscono le operazione relative agli obblighi fiscali, si fanno
dichiarazioni iva, …)
Caratteristiche costi del centro spesa: costi NON correlati al volume di attività svolto in quel
centro (—> differenza tra costi del centro di costo e costi del centro spesa).
Quando dobbiamo assegnare un obiettivo al centro di spesa: fissare un costo max per ogni
voce di costo o per aggregati omogenei di voci di costo (livelli max di spesa, ma non c’è la
possibilità di parametrizzare il costo rispetto ad una serie di variabili che definiscono una
serie di efficienze). Es. : il responsabile del centro amministrativo può cercare di trovare per
esempio dei fornitori che gli applicano dei prezzi più convenienti, oppure si razionalizza, si
taglia determinate cose per abbassare il costo.
Le leve a disposizione di un responsabile del centro di spesa sono limitate all’acquistare a
prezzi più bassi o al non acquistare.
3. Il centro di ricavo: si esercitano delle attività che portano esclusivamente a
formazione di ricavi. Il rappresentante dell’azienda è in qualche modo un centro di ricavo.
Ci sono 2 parametri : prezzo di vendita e volume di vendita.
L’unica leva è la capacità di convincere il cliente ad acquistare o non acquistare una certa
merce ad un determinato prezze. In assenza di ogni tipo di autonomia di prezzo, la leva più
coerente è quella dei volumi di vendita.
Quando invece il responsabile ha una certa autonomia di prezzo, si può fissare l’obiettivo
riguardante il fatturato.
4. Il centro di profitto( di Risultato): la direzione commerciale di un’impresa è un centro
di profitto.
Il responsabile commerciale di un’azienda può condizionare la misura dei ricavi ma anche
quella dei costi.
L’obiettivo che possiamo assegnare deve tenere conto del fatturato e anche dei costi —>
la migliore misura è quella di considerare dei margini, ovvero dei risultati economici. Leve
disponibili: quantità vendute, prezzi di vendita, costi di acquisto dei fattori, coefficienti di
utilizzo risorse —> tutte queste devono essere prese in considerazione.
5. Il centro di investimento: unità organizzativa complessa, si occupa di quasi tutte le
attività. Un’azienda di per sé è un centro di investimento, è un insieme di unità organizzative
che presuppongono attività di vendite, di produzione, logistiche e per svolgere queste
attività è necessario utilizzare dei beni strumentali, degli investimenti per beni strumenti.
Chi opera a capo di un centro di investimento ha un potere abbastanza significativo;
l’obiettivo che viene assegnato a loro è un risultato di sintesi dato dalla contrapposizione dei
ricavi e dei costi, rapportati al capitale investito. ………..
Cercare di razionalizzare di quale tipo di centro di responsabilità sia la singola unità
organizzativa di un’impresa è molto importante, perché possiamo assegnare degli obiettivi
che non siano influenzati dai risultati raggiunti da altre unità organizzative. 7
- PROCESSO DI CONTROLLO
Guarda all’insieme delle attività
necessarie per rendere operativo il
controllo di gestione. L’aspetto del
simbolo è il circuito , l’iterazione, il
processo di controllo di gestione è un
insieme di attività che si ripetono
continuamente nel corso del tempo —
> circuito di controllo.
Può essere schematizzato così:
1) Definizione degli obiettivi,
assegnazione degli obiettivi ai
responsabili di unità
organizzativa;
2) Misurazione dei risultati effettivamente raggiunti;
3) Confrontare il risultato raggiunto con l’obiettivo, per verificare se abbiamo raggiunto
l’obiettivo oppure no; e analisi degli scostamenti “obiettivi-risultati” =
Scostamenti positivi: obiettivi raggiunti. Scostamenti negativi: risultati lontani
dagli obiettivi. Lo scostamento è un momento importante per capire il
raggiungimento o il mancato raggiungimento degli obiettivi.
Gli aspetti di feed Back / feed forward —>
Quando possiamo misurare i risultati ?
• Possiamo misurare i risultati al termine del periodo a cui gli obiettivi si riferivano = FEED
BACK = a consuntivo.
Feed Back —> è molto più efficace dal punto di vista dell’attendibilità dei valori, è molto utile
quando abbiamo bisogno di capire se le unità organizzative hanno fatto bene il proprio
lavoro per assegnare o meno dei premi.
Limite del feed Back —> più debole per guidare l’impresa, per guidare il manager al
raggiungimento degli obiettivi.
• Possiamo misurare i risultati durante il periodo a cui gli obiettivi erano riferiti = FEED
FORWARD. —> esempio: Dopo 3 mesi facciamo una misurazione : questo risultato parziale
ci aiuta a fare delle previsioni.
Applicare un sistema di controllo di gestione concomitante significa misurare i risultati in
modo parziale, durante il periodo, e valutare sulla base di una stima quello che potrebbe
essere un risultato finale.
Feed forward: è forte per guidare l’impresa al raggiungimento di obiettivi, dà la possibilità
di inte
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Pianificazione strategica
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Pianificazione territoriale / Rigenerazione urbana
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Strategia e Sistemi di Pianificazione - Appunti
-
Appunti di pianificazione territoriale