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I. INTRODUZIONE TEORICA

Il progresso e lo sviluppo del settore psicologico dei neonati si basano essenzialmente

sull’attuazione di relazioni oggettuali, di relazioni sociali. Dall’osservazione dei neonati, Spitz è

arrivato alla conclusione che alla nascita il lattante è in uno stato indifferenziato, non esistono il

pensiero, l’immaginazione, la percezione o la volontà. Secondo lui non c’è un Io alla nascita ed è

impossibile applicare certe concezioni psicoanalitiche fin dalla prima infanzia: non si può parlare di

complesso di Edipo, di Super-io.

Ogni individuo nasce con un “corredo congenito”, suddivisibile in 3 parti: 1) il corredo

ereditario, determinato dai geni e dai cromosomi; 2) gli influssi intrauterini, durante il periodo della

gestazione (rosolia); 3) gli influssi legati al parto.

Per il neonato l’ambiente è costituito dalla madre o dal suo sostituto che non viene percepita

separata da lui, ma fa parte di un insieme di bisogni di nutrizione e di soddisfazione. Nel corso del

primo anno, il bambino passa attraverso uno stato di simbiosi con la madre e poi si sviluppa la

relazione gerarchica.(la diade madre- bambino).

II. IL METODO

Osservazione dei bambini tramite il metodo longitudinale (l’inverso di quello di Freud, di quello

retrospettivo) associato con il metodo trasversale (ripetizione), fino anche a 2 anni; le ricerche sono

state eseguite da un osservatore femminile e da uno maschile, mensilmente, 4 ore per settimana. I

bambini, 366, appartenevano a diversi medi culturali, razziali, economici e sociali dei genitori. Le

osservazioni visive sono state accompagnate da riprese cinematografiche (le quali danno la

possibilità di vedere più volte il test in modo da capire meglio le espressioni fisionomiche, il

movimento ecc) e integrate con delle interviste con i genitori e con il personale che si cura dei

bambini. Non vengono ripresi tutti i bambini solo coloro che presentano dei problemi per poi

passare alla diagnosi. Spitz esamina 6 settori della personalità: sviluppo e domino della personalità,

sviluppo e domino del soma (volto), sviluppo e domino dei rapporti interpersonali, sviluppo e

dominio della memoria e dell’imitazione, sviluppo della manipolazione degli oggetti, sviluppo

intellettivo.

III. L’OGGETTO DELLA LIBIDO

I primi rapporti oggettuali, detti anche libidici, si svilupperanno progressivamente durante il primo

anno di vita. Il soggetto è il neonato che viene al mondo in uno stato di non-differenziazione e non

dispone di funzioni psichiche, perciò non esistono per lui relazioni oggettuali. Secondo R. Spitz,

l’oggetto libidico non è semplicemente il mezzo per un fine, la scarica libidica (come per Freud),

ma è di importanza fondamentale di per sé. L’oggetto libidico procura il legame umano essenziale

all’interno del quale avviene tutto lo sviluppo psicologico. Per Spitz, la madre è l'ambiente, che

inizialmente il bambino non percepisce separato da sé.

In questo processo evolutivo se distinguono 3 stadi:

1) LO STADIO PREOGGETTUALE (fino a 2 mesi) il quale viene detto anche narcisismo

primario. Il bambino non è capace di distinguere il suo corpo da quello della madre. C’è la

presenza di riflessi condizionati. Il mondo esterno è escluso dalla percezione grazie ad una

soglia di percezione molto elevata. Verso la fine del secondo mese il lattante percepisce

visivamente la persona che si avvicina e si quieta mentre apre la bocca e muove le labbra.

Questa risposta è riservata alla percezione del nutrimento, in funzione di una percezione

interocettiva non soddisfatta. Più tardi si osserverà che il bambino segue in tutti i suoi

movimenti il volto umano e ciò viene collegato al fatto che il viso umano è lo stimolo visivo

che viene più frequentemente offerto al b. e perciò sarà il primo a costituire un segnale nella

memoria.

2) LO STADIO DELL’OGGETTO PRECURSORE (dai 2 ai 3 mesi) Spitz afferma che se alla

fine del 2 mese c’è un interesse del viso, al 3 si avrà una maturazione a livello psichico. Si

passa dalla passività all’attività. Ad una faccia sorridente che si presenta di fronte con gli

occhi ben visibili, il bambino sorriderà poiché riconoscerà la gestalt, la maschera o meglio la

faccia come insieme di occhi naso e bocca.(la presentazione del volto di profilo fa cessare la

risposta del sorriso). Nessun altro oggetto, nutrimento compreso, provoca tale risposta. Spitz

indica in questa Gestalt l’oggetto precursore. Il b. non riconosce nella Gestalt- segnale le

qualità essenziali dell’oggetto (cioè che soddisfa i suoi bisogni), ma attributi non sostanziali.

Quindi il b. non entra in un rapporto affettivo oggettuale con la madre ma in una relazione

preoggettuale.

3) LO STADIO DELL’OGGETTO PROPRIAMENTE DETTO (6-8mesi) si registra una

rivoluzione degli aspetti negativi, si avrà la reazione di paura, la quale può essere anticipata

a 3-6 mesi quando appare per la prima volta l’angoscia per l’assenza della madre. La

manifestazione della paura denota uno sviluppo psichico.

L’OGGETTO PRECURSORE NELLA PERCEZIONE. Per Spitz, la madre è l’intermediaria di

ogni percezione, azione, conoscenza. Il b. apprenderà dalla madre tutti gli stimoli tattili, uditivi ecc.

necessari alla formazione dell’oggetto e alla percezione degli stimoli esterni. La formazione del

linguaggio rappresenta il passaggio dalla passività, dove la scarica energetica serve a regolare gli

stati di tensione, all’attività, dove la scarica energetica può diventare essa stessa motivo di piacere,

riproducendo i suoni percepiti. La transizione dallo stadio narcisistico allo stadio oggettuale si

osserva quando il b. sostituisce all’oggetto autistico della propria persona (fa eco a se stesso), l’eco

dei suoni emessi dalla madre, oggetto del mondo esterno.

L’ASPETTO AFFETTIVO NELLA RELAZIONE MADRE-BAMBINO. Nei primi 3 mesi di vita

le esperienze del b. sono esclusivamente affettive e l’atteggiamento della madre serve da

orientamento al b.(gli influssi ambientali arrivano al b. tramite la madre). Le differenze individuali

fra le madri sono infinite e sono influenzate dalle attitudini e dalla personalità del b., in un processo

circolare. Nel rapporto madre-bambino, la madre rappresenta il fattore ambientale, contrapposto al

quale sta il corredo congenito del b.

IV. LA PLASTICITA’ DELLA PSICHE INFANTILE per 3 motivi: l’impotenza del

lattante, la mutevolezza e perciò la vulnerabilità degli stadi evolutivi dei primi 2 anni, la mancanza

di un’organizzazione dell’Io solida e stabile.

L’IMPOTENZA DEL NEONATO (plastico perché impotente). Rifacendosi a Freud, che afferma

che il lattante non è inizialmente in grado di provocare l’azione specifica dell’ambiente necessaria

alla detensione, Spitz individua in tale stato il motivo principale per cui è necessaria molta

plasticità.

IL PRIMO ANNO, PERIODO DI TRASFORMAZIONE (plastico perché in trasformazione) è lo

stato di transizione dello sviluppo del lattante: è uno “statu nascenti”. Non essendoci ancora

“organizzatori”, degli avvenimenti catastrofici per l’adulto (la mancanza d’ossigeno per 15 minuti)

sono appena percepiti dal lattante e modificazioni dell’ambiente insignificanti per l’adulto possono

influenzare profondamente un b.

IL PRIMO ORGANIZZATORE E LE CONSEGUENZE DELLA SUA COMPARSA. Per Spitz ci

sono delle epoche specifiche dove c’è una riorganizzazione completa della struttura psichica. Spitz

utilizza il concetto di organizzatore biologico per interpretare il significato dei punti critici dello

sviluppo psichico del b. nel 1 anno di vita. Se i punti organizzatori vengono raggiunti dal b., i

sistemi della sua personalità si svilupperanno normalmente, altrimenti il b. resterà nel sistema

indifferenziato che precede la formazione degli organizzatori. Cioè, deve venire una integrazione tra

le correnti evolutive operanti nei differenti settori della personalità e i processi di maturazione. Tra

gli organizzatori ci sono 3 più importanti: 1) la risposta sociale del sorriso, al 3 mese di vita; 2)

l’angoscia dell’estraneo, al 8 mese; 3) il “no” che compare nel 2 anno di vita, una volta appresa la

deambulazione.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per la preparazione dell'esame di Pedagogia speciale per l'infanzia, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Il primo anno di vita del bambino - Autore: René A. Spitz, Traduttori: Galli G., Galli Arfelli A., Editore: Giunti Editore, 2008
Il riassunto, di 6 pagine, è fatto in modo molto chiaro ed esauriente. Molto utile .
Voto esame: 28.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'infanzia
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cristina.luiza di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia speciale per l'infanzia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Biagioli Raffaella.

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