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Introduzione teorica

Il progresso e lo sviluppo del settore psicologico dei neonati si basano essenzialmente sull’attuazione di relazioni oggettuali e di relazioni sociali. Dall’osservazione dei neonati, Spitz è arrivato alla conclusione che alla nascita il lattante è in uno stato indifferenziato, non esistono il pensiero, l’immaginazione, la percezione o la volontà. Secondo lui non c’è un Io alla nascita ed è impossibile applicare certe concezioni psicoanalitiche fin dalla prima infanzia: non si può parlare di complesso di Edipo o di Super-io.

Ogni individuo nasce con un “corredo congenito”, suddivisibile in 3 parti:

  • Il corredo ereditario, determinato dai geni e dai cromosomi
  • Gli influssi intrauterini, durante il periodo della gestazione (rosolia)
  • Gli influssi legati al parto

Per il neonato l’ambiente è costituito dalla madre o dal suo sostituto che non viene percepita separata da lui, ma fa parte di un insieme di bisogni di nutrizione e di soddisfazione. Nel corso del primo anno, il bambino passa attraverso uno stato di simbiosi con la madre e poi si sviluppa la relazione gerarchica (la diade madre-bambino).

Il metodo

Osservazione dei bambini tramite il metodo longitudinale (l’inverso di quello di Freud, di quello retrospettivo) associato con il metodo trasversale (ripetizione), fino anche a 2 anni; le ricerche sono state eseguite da un osservatore femminile e da uno maschile, mensilmente, 4 ore per settimana. I bambini, 366, appartenevano a diversi medi culturali, razziali, economici e sociali dei genitori. Le osservazioni visive sono state accompagnate da riprese cinematografiche (le quali danno la possibilità di vedere più volte il test in modo da capire meglio le espressioni fisionomiche, il movimento ecc.) e integrate con delle interviste con i genitori e con il personale che si cura dei bambini. Non vengono ripresi tutti i bambini solo coloro che presentano dei problemi per poi passare alla diagnosi. Spitz esamina 6 settori della personalità: sviluppo e domino della personalità, sviluppo e domino del soma (volto), sviluppo e domino dei rapporti interpersonali, sviluppo e dominio della memoria e dell’imitazione, sviluppo della manipolazione degli oggetti, sviluppo intellettivo.

L'oggetto della libido

I primi rapporti oggettuali, detti anche libidici, si svilupperanno progressivamente durante il primo anno di vita. Il soggetto è il neonato che viene al mondo in uno stato di non-differenziazione e non dispone di funzioni psichiche, perciò non esistono per lui relazioni oggettuali. Secondo R. Spitz, l’oggetto libidico non è semplicemente il mezzo per un fine, la scarica libidica (come per Freud), ma è di importanza fondamentale di per sé. L’oggetto libidico procura il legame umano essenziale all’interno del quale avviene tutto lo sviluppo psicologico. Per Spitz, la madre è l'ambiente, che inizialmente il bambino non percepisce separato da sé.

In questo processo evolutivo si distinguono 3 stadi:

  • Lo stadio preoggettuale (fino a 2 mesi), detto anche narcisismo primario. Il bambino non è capace di distinguere il suo corpo da quello della madre. C’è la presenza di riflessi condizionati. Il mondo esterno è escluso dalla percezione grazie a una soglia di percezione molto elevata. Verso la fine del secondo mese il lattante percepisce visivamente la persona che si avvicina e si quieta mentre apre la bocca e muove le labbra. Questa risposta è riservata alla percezione del nutrimento, in funzione di una percezione interocettiva non soddisfatta. Più tardi si osserverà che il bambino segue in tutti i suoi movimenti il volto umano e ciò viene collegato al fatto che il viso umano è lo stimolo visivo che viene più frequentemente offerto al bambino e perciò sarà il primo a costituire un segnale nella memoria.
  • Lo stadio dell’oggetto precursore (dai 2 ai 3 mesi). Spitz afferma che se alla fine del 2 mese c’è un interesse del viso, al 3 si avrà una maturazione a livello psichico. Si passa dalla passività all’attività. A una faccia sorridente che si presenta di fronte con gli occhi ben visibili, il bambino sorriderà poiché riconoscerà la gestalt, la maschera o meglio la faccia come insieme di occhi, naso e bocca. La presentazione del volto di profilo fa cessare la risposta del sorriso. Nessun altro oggetto, nutrimento compreso, provoca tale risposta. Spitz indica in questa Gestalt l’oggetto precursore. Il bambino non riconosce nella Gestalt-segnale le qualità essenziali dell’oggetto (cioè che soddisfa i suoi bisogni), ma attributi non sostanziali. Quindi il bambino non entra in un rapporto affettivo oggettuale con la madre ma in una relazione preoggettuale.
  • Lo stadio dell’oggetto propriamente detto (6-8 mesi) si registra una rivoluzione degli aspetti negativi, si avrà la reazione di paura, la quale può essere anticipata a 3-6 mesi quando appare per la prima volta l’angoscia per l’assenza della madre. La manifestazione della paura denota uno sviluppo psichico.

L’oggetto precursore nella percezione. Per Spitz, la madre è l’intermediaria di ogni percezione, azione, conoscenza. Il bambino apprenderà dalla madre tutti gli stimoli tattili, uditivi ecc. necessari alla formazione dell’oggetto e alla percezione degli stimoli esterni. La formazione del linguaggio rappresenta il passaggio dalla passività, dove la scarica energetica serve a regolare gli stati di tensione, all’attività, dove la scarica energetica può diventare essa stessa motivo di piacere, riproducendo i suoni percepiti. La transizione dallo stadio narcisistico allo stadio oggettuale si osserva quando il bambino sostituisce all&.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cristina.luiza di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia speciale per l'infanzia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Biagioli Raffaella.
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