Estratto del documento

Pedagogia speciale

Lezione del 21/02/2018

La pedagogia generale è quella disciplina che si occupa dell'educazione e della formazione integrale ed integrata dei bambini: rieducando affinché sviluppi in modo armonico la sua personalità e si integri in modo critico all’interno del contesto sociale e culturale di provenienza e di appartenenza. Questa è la finalità della pedagogia generale, la "Speciale" ha radici con la generale, ma si caratterizza definendosi speciale, perché si occupa di persone, bambini, che vivono in condizioni di bisogno educativo speciale. Le finalità sono le stesse, la differenza è che la speciale si occupa dell’educazione del bambino "normodotato" "normo abile" l’altra si occupa di bambini, persone diversamente abili.

Epistemologia

Episteme logos: discorso origine dalla scienza. Pedagogia speciale è scienza? È autonoma rispetto alle altre scienze? Mediche, filosofiche ecc.? Qual è il rapporto, la dialettica che caratterizza rispetto alle altre scienze? Per tanti anni la pedagogia speciale ha sofferto per farsi riconoscere come scienza autonoma, ha sofferto una sottomissione, le altre scienze hanno tentato di sminuire la sua valenza perché la lotta per la supremazia delle discipline porta a conflitti. Ad esempio, lotta dell’orientamento omosessuale, perché non hanno i diritti, c’è un mancato riconoscimento, come la "Pedagogia speciale" prima del 1989/90 grazie al corso "Scienze dell’educazione" una scienza giovane.

Visto che si occupa delle diversità, la mancanza dei diritti della disciplina corrisponde a uno scarso valore alle categorie di differenze. È come cassa di risonanza, l’effetto ritondante coglierà i professionisti dell’aiuto e della cura, che lavoreranno con persone con differenze e con bisogni educativi speciali. La Pedagogia Speciale è il nucleo più sensibile della Pedagogia generale perché solleva riflessioni e perplessità. Sensibile perché si occupa di persone messe ai margini, sono le fasce deboli, disagiate. Amore come sensibilità e apertura verso l’altro, ascolto, accolgo, rispetto al mondo della diversità. Questa sensibilità da sola non basta bisogna unire le altre competenze, teoretiche, pratiche, tirocinio ecc.

Le prime figure di educatori

Le prime figure di educatori erano i preti, cattolici, non erano formati, uomini di buon cuore o scienziati che capivano che non bastavano le diagnosi. Le altre scienze, tipo quelle mediche, non lasciano nessuno spazio alla Pedagogia speciale, con l’idea che la diversità va tutelata e integrata, è la scienza che si occupa del riconoscimento e dell’integrazione delle diversità.

RI-conoscimento: trattino perché devo conoscere li ex novo non come una diagnosi "Luca è cieco", "Luca è sordo" se invece dico "Luca è una persona" va oltre la diagnosi, oltre l’etichetta, io devo riconoscere Luca tenendo conto della diagnosi ma incontrando la persona nella sua interezza, che vado a comprendere, non a diagnosticare, come pluralità di aspetti della persona. Se il linguaggio della medicina impone i suoi rimedi, la Pedagogia speciale si medicalizza e si snatura e perde la sua originaria identità e quindi perde la caratterizzazione di scienza autonoma e diventa Scienza della diversità che non è autonoma perché sottomessa dal linguaggio introssivo della medicina, logopedista, psichiatria ecc.

Importanza dell'autonomia

È importante capire rapporti con le altre scienze, bisogna dialogare ad armi pari e non essere sottomessi:

  • Autonomia: conseguenza della specificità dell'oggetto, soggetto d’indagine, ovvero la diversità.
  • Utilizzo corretto di un linguaggio specifico tipico della "Pedagogia speciale" e non deve essere di altre scienze.
  • Autonomia del lavoro speciale come scienza che le diversità vanno indagate, studiate, comprese e riconosciute con linguaggio pedagogico, didattico.
  • Potenziare, tutelare il nostro territorio epistemologico perché la diversità va letta con la mente, con lo sguardo educativo, non con lo sguardo preso in prestito dagli altri, medici, psicologi.

Lezione del 22/02/2018

Autonomia: conseguenza della specificità dell’oggetto-soggetto di indagine (ovvero la diversità). Linguaggio: ci dev’esserci un corretto uso del linguaggio specifico della Pedagogia speciale e non di altre scienze. Autonomia del lavoro speciale: come scienza, le diversità vanno indagate e studiate, comprese e riconosciute con un linguaggio pedagogico didattico. Bisogna potenziare, tutelare il nostro territorio epistemologico perché la diversità va letta con uno sguardo educativo, e non con lo sguardo dagli altri (medici, psicologici).

Il confronto tra le diverse discipline deve esserci ma nessuna deve dominare l’altra. Alto potenziale cognitivo: APC= non è considerato disabilità, ma se ne occupa comunque la pedagogia speciale, perché questa disciplina si occupa di tutte le diversità. I ragazzi con APC faticano ad integrarsi, infatti a volte sono scambiati per ragazzi con Deficit dell’attenzione perché tendono a disturbare i compagni ma in realtà lo fanno per noia, perché quel programma è troppo semplice per loro.

  • BES= bisogni educativi speciali divisi in 3 rami della legge italiana:
  • DSA (disturbo specifico dell’apprendimento) non si tratta quindi di deficit ma di disturbo
  • Disabilità
  • Bisogni generici senza diagnosi (e a volte transitori)

Il bambino selvaggio dell'Aveyron

La nascita vera e propria della pedagogia speciale avviene quando un medico psichiatra incontra Victor, un ragazzo selvaggio. Per la prima volta in contrapposizione alla diagnosi medica che aveva effettuato il dottor. Pinel, un medico, Jean Gaspar Itard, non si accontentò di fermarsi alla diagnosi di "idiozia irrecuperabile" che Pinel aveva attribuito a Victor. Itard si oppose e contrastò fortemente questo processo di categorizzazione che Pinel aveva emesso nei confronti di Victor, come a dire che quello della psichiatria è un linguaggio freddo, che riduce ogni soggetto ad una etichetta, ad una categoria, non solo emarginate della persona ma addirittura irrecuperabile.

Da questo episodio si capisce che bisognerà non solo integrare il linguaggio della medicina con altri linguaggi, ma si intuisce che c’è bisogno di andare oltre, di superare la rigidità della diagnosi medica per comprendere e conoscere la persona in maniera globale senza chiuderla in uno stereotipo, in una situazione di staticità ed immobilismo. Così capiamo la grande intuizione di Itard. L’intuizione è proprio quella di oltrepassare i limiti del linguaggio medico, e bisogna che si affermi il linguaggio della pedagogia speciale. Lui è il primo che tenta di progettare un intervento educativo speciale, in favore di Victor.

Victor fu abbandonato nei boschi dell’Aveyron in Francia, lasciato per lungo tempo solo, lui appare come un animale, non parla, gesticola, ha comportamenti anomali, è aggressivo, timoroso, si nutre come le scimmie. Quando Itard lo incontra invece di rinchiuderlo in manicomio, inizia a pensare al suo progetto educativo, oltrepassa i limiti della diagnosi medica per tentare di impostare una serie di interventi finalizzati a ridare voce ai diritti di Victor, fino a prendersi cura di lui affinché ritorni ad essere un soggetto di diritti. Itard lo porta a casa sua, lo segue costantemente. A casa sua però c’è un'altra figura importante che si occupava di Victor, era la governante Madame Guerin.

Itard fu colui che in maniera severa e decisa programmò interventi di recupero. Itard sottovaluta però la componente affettiva della relazione educativa. Ma della sfera affettiva se ne occupava la governante, si prende cura di Victor, della sua alimentazione, igiene personale, del bisogno di amore che Victor richiede. Nella pedagogia speciale l’amore non basta, le buone azioni, l’aspetto umanitario, sono importanti però devono essere unite alle competenze.

Itard: padre della pedagogia speciale egli rappresenta il pensiero scientifico (parte logica).

Madame Guerin: parte affettiva/emotiva. Bisogna sempre ricordarsi che prima della patologia, viene la persona e l’osservazione dei comportamenti.

Motivazione e sviluppo

Motivazione ci spinge al raggiungimento degli obiettivi. A 8 mesi il bambino inizia a capire che se una cosa non la vede, anche se solo nascosta non c’è. Se la mamma va via per lui non torna, non riesce ancora a capire che poi torna. Ragione: viene dopo le emozioni (prima si prova l'emozione e poi si ragiona). Respingere il bimbo che piange, non va mai bene. Lo si deve accogliere e si deve cercare di capirlo. Mai dire "piangi come una femminuccia" (è un vecchio e sbagliato pregiudizio).

L'autismo

L’autismo prima degli anni ’70 non esisteva era schizofrenia infantile. Alto funzionamento (livello cognitivo molto sopra alla norma, oltre ai problemi comportamentali). Basso funzionamento (livello cognitivo al di sotto della norma e problemi comportamentali). Asperger: tipo di Autismo.

Gli autistici hanno una soglia del dolore molto diversa dalla "normo tipicità". Ipopercettivi: soglia del dolore altissima anche una carezza potrebbe fargli male. Iperpercettivi: non sentono il dolore a volte attivano l’autolesionismo ma per arrivare a sentire dolore deve farsi tanto male.

Sindrome di Down

Prende il nome dal medico che l’ha scoperta. Prima si chiamava idiozia mongoloide (era un termine medico per indicare deficit). Era usato per indicare i ragazzi considerati "regressione della razza" anche fisicamente. Col passare del tempo si iniziò a usare il termine per prendere in giro queste persone. Nel 1970 la Mongolia ha chiesto di non essere abbinata a un deficit e ha fatto cambiare nome all’attuale sindrome di down. Fino a circa 40 anni fa, si pensava che fossero poco sensibili e l’ambiente non riconosceva in loro nessuna potenzialità. Ma si sbagliavano oggi le persone con sindrome di down si diplomano si laureano, lavorano ecc. Ma a livello biologico, oggi non è cambiato nulla ciò che è cambiato è l’ambiente e il contesto.

Lezione del 7-03-18

Pedagogia speciale: scienza del riconoscimento e della diversità. Pensiamo la diversità come malattia e non come persona, nella quale il deficit è compresa con essa. La persona va oltre il deficit, ma diventa una caratteristica intrinseca della persona. Non deve essere un amore inteso come pietas cristiana (pietà) come aspetto caritatevole o assistenzialismo, perché si torna ad un amore che intende la disabilità come inferiorità. Se continuiamo a concepirla così, saremo invasi dalla medicalizzazione, la consideriamo una patologia/malattia e non come una persona.

  • Riconoscere: conoscere più di una volta. Conoscere ex novo. Non bisogna mai dare per scontato che la persona si conosca dalla diagnosi medica. L’educatore come professionista della cura d’aiuto non deve accontentarsi delle informazioni mediche e deve incontrare la persona con mente e "cuore", atteggiamento liberi dalle diagnosi altrui e senza giudizi. Bisogna riconoscere la persona come portatore di diritti. Dare piena partecipazione e incontrare l’altro nella sua complessità senza farci bastare le informazioni mediche sul suo deficit.
  • Disciplina di frontiera: non significa bastarsi da soli, ma difendersi dal dominio degli altri ma anche far vedere chi abbiamo vicino, attivando delle interazioni di dialogo e scambio con le altre scienze.
  • Pedagogia speciale, scienza della complessità e diversità: la pedagogia speciale, risponde un modello complesso, culturale, scientifico complesso.

1. Pensare in modo lineare

Ogni elemento in questo sistema è frutto dell’altro e ogni legame è causale, non esiste “C” se non esiste “B”. Ogni azione che faccio ne causa un’altra. E non posso tornare indietro. È quella dell’analisi.

  • A—B—C—D—E—F…

2. Pensare in modo complesso

È un metodo. Questo modello è a interconnessioni. Ci fa capire che non c’è un solo modo di affrontare quel problema. Se io leggo con più chiavi di lettura, lo studio che si fa della complessità viene arricchito. Ci possono essere degli imprevisti. Supera la visione lineare. È un insieme di più ambiti.

  • A—D—C—F—H—T | | | | G—J—R—Z—V— L

Edgar Morin

  • Principio dialogico: ogni componente del sistema, è in relazione con gli altri punti del sistema stesso, si attivano confronti tra le scienze.
  • Principio ricorsivo: poggia su un processo guida che è la flessibilità, ci sono continui aggiustamenti all’interno di questa prospettiva, ci garantisce una elasticità differente rispetto al pensiero lineare.
  • Principio ologrammatico: vuol dire globale, modo di pensare ad una situazione nella sua interezza, tenendo conto quello che ci circonda, è più ricca.

La complessità si lega fortemente alla diversità:

  1. La diversità fa parte della complessità, ne è una componente costitutiva, è sempre al plurale. La diversità è una componente dello scenario esiste al livello sociale, la famiglia, scuola.
  2. Legame tra complessità e diversità, supera il modello lineare che ci dà una sola chiave di lettura, aderire invece ad un modello che valorizza la diversità, dove è possibile una infinità di interconnessioni/confronti. Arricchisce.

Lezione del 8-03-18

Pedagogia speciale è la scienza dell’accettazione del deficit e della riduzione dell’handicap. Il deficit e l’handicap non coincidono, quello che rende la pedagogia speciale autonoma è che si occupa di soggetti, anche perché ha un suo specifico patrimonio linguistico che non sono solo parole, ma concetti, fondamenta epistemologiche (idee guida), autonomia nell’interdipendenza, c’è sempre bisogno di un arricchimento reciproco.

Deficit e handicap

Deficit: è un danno di natura organica, psichica o sensoriale di natura irreversibile, e una volta instaurato diventa irrecuperabile, quindi si può solo che accettarlo, proprio perché ha una natura che non cambia. Le consegue si chiamano situazioni di disabilità. La disabilità sono delle alterazioni delle abilità e attività di vita quotidiana. Può e deve necessariamente diventare una situazione di handicap? La persona con disabilità, oltre a doversi accettare, deve vivere in un contesto sociale e culturale di appartenenza, la situazione di handicap può insorgere o non insorgere a seconda dei contesti sociali, che possono essere in grado rispondere in modo efficace e funzionale a quelli che sono gli effettivi bisogni speciali della persona.

Handicap: il contesto che comprende micro e macro contesti che non sono capaci di integrare/accedere con pieni diritti di cittadinanza la persona. È un prodotto storico, sociale, culturale, non è una condizione intrinseca della persona. Si degenere in questo nel caso in cui il mondo circostante non sia capace di venire in contro in modo idoneo in quelle che sono le specifiche modalità di funzionare della persona con disabilità. Se invece questi micro e macro contesti sociali hanno quelle figure di supporto, che riescono, organizzarsi, in modo da far fronte, fornire aiuti a tutti i bisogni della persona, non c’è pericolo che degeneri in casi di handicap.

Riduzione dell'handicap

La situazione di handicap è reversibile? Come si può cambiare la situazione? Educando.

  1. Noxa patogena: è il virus/batterio che crea la nascita della sofferenza/malattia ed è causa della malattia.
  2. Malattia: quando il virus si instaura nella psiche/corpo, e procura un danno che può essere transitorio o permanente, sia nell’apparato fisico, psichico, sensoriale della persona. Quando i danni sono permanenti si parla di danno.
  3. Danno: se ci sono danni permanenti si passa al deficit.
  4. Deficit: si arriva a questo punto a causa del danno subito, è un danno di natura organica, psichica o sensoriale di natura irreversibile, e una volta instaurato diventa irrecuperabile, quindi si può solo che accettarlo, perché proprio di natura immutabile.
  5. Disabilità: sono delle alterazioni nella vita quotidiana delle abilità e attività.
  6. Handicap: si crea a contatto con la società, con la sua emarginazione.

Catena eziopatogenetica

Analisi delle cause che hanno generato la sofferenza.

Noxa Patogena Prevenzione Primaria
Malattia --------------------------------------
Danno --------------------------------------
Prevenzione Secondaria --------------------------------------
Deficit Prevenzione Terziaria
-------------------------------------- Disabilità
-------------------------------------- Handicap

Esempio: il virus della rosolia viene contratto da una donna in gravidanza, procura un danno/lesione irreversibile del nervo acustico.

  • Deficit: sordità
  • Difficoltà del deficit: disturbi della comprensione, elaborazione del linguaggio.
  • Diventa situazione di handicap: quando una scuola non gli permette di frequentare e interagire, quando il contesto non permette la sua integrazione.
Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 31
Pedagogia Speciale Pag. 1 Pedagogia Speciale Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia Speciale Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia Speciale Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia Speciale Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia Speciale Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia Speciale Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia Speciale Pag. 31
1 su 31
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Niez di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica e pedagogia speciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Gaspari Patrizia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community