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STEVEN BRINT, SCUOLA E SOCIETÀ

Capitolo 1: Le scuole come istituzioni sociali

EDUCAZIONE apprendimento dei modi particolari di un determinato gruppo, avviene nel corso di tutta la vita: a

casa, giocando con i pari, nelle cerimonie religiose, sui luoghi di lavoro. Questi processi informali di apprendimento

hanno luogo in ogni gruppo sociale.

ISTRUZIONE SCOLASTICA forma organizzata di educazione che ha luogo nelle scuole, e delle conseguenze

che questa forma organizzata di educazione ha sugli individui e sulle società.

FILOSOFIA DELL’ EDUCAZIONE si occupa soprattutto di come i processi educativi dovrebbero essere

organizzati e di quali fini dovrebbero cercare di conseguire.

SOCIOLOGIA DELL’ ISTRUZIONE si occupa di come le scuole sono effettivamente, del perch é sono così e delle

conseguenze che scaturiscono da ciò che accade nelle scuole.

Perché è importante l’ istruzione scolastica?

◊ Le autorità politiche e i cittadini danno molta importanza all’ istruzione:

5 – 18 anni: un giovane passa 13 mila ore a scuola + compiti e studio a casa!

 + università: il numero di ore supera le 17 mila + compiti e studio a casa!

◊ Un altro indicatore dell’ importanza conferita dalle società moderne all’ istruzione scolastica è la quantità di

denaro che sono disposte a spendervi.

USA: ogni anno oltre 700 miliardi di dollari vengono spesi per l’ istruzione.

 Numero di persone che lavorano nelle scuole: insegnanti la pi ù ampia categoria di “professionisti”.

◊ Una volta solo una piccola élite (2 o 3% della popolazione) aveva accesso all’ istruzione, la quale veniva peraltro

gestita da accademie private o funzionari ecclesiali.

◊ In Europa la trasformazione dell’ istruzione in un fenomeno di massa ebbe inizio nel tardo Settecento, per mano

di monarchi.

◊ Se un paese ha problemi di eccessiva povertà, tossicodipendenza, genitori che maltrattano i figli primo rimedio:

cambiare atteggiamento e comportamento mediante iniziative di “maggiore istruzione” nelle scuole pubbliche.

◊ La maggior parte delle persone crede che frequentare la scuola sia un modo importante per migliorare la vita.

◊ Altri benefici: le persone istruite godono di migliori condizioni di salute, leggono libri e quotidiani con maggiore

frequenza e tendono ad essere più informate.

¤ Istruzione primaria e secondaria: attività svolta in misura prevalente dallo Stato. Nel mondo occidentale lo Stato

ha strappato il controllo dell’ istruzione dalle chiese nel Settecento e nell’ Ottocento. Di solito è obbligatorio

frequentare la scuola per un determinato numero di anni: 5 o 6 in molti paesi in via di sviluppo, fino a 10 o 11 nei

paesi industrializzati.

¤ Istruzione superiore: di solito l’ offerta formativa consiste in una variegata combinazione di alternative private e

pubbliche. 1

La logica dell’ organizzazione scolastica

Selettività: le scuole sono assai selettive nei confronti di ciò che insegnano. Di solito sono vietati il

1. commercialismo esplicito, le mode popolari, la musica popolare, i gerghi della strada, i dialetti, i pregiudizi

etnici e religiosi. Quasi sempre, invece, è previsto l’ insegnamento della lingua nazionale, della letteratura,

della matematica, delle scienze, della storia.

Individuazione di confini: l’ identità dominante degli alunni dovrebbe essere quella di studente, cioè vale

2. solo ciò che accade entro l’ ambiente accademico della scuola.

Focalizzazione: solo nelle scuole ci si focalizza in maniera sostenuta e continua sull’ apprendimento.

3. Sequenzialità: il curricolo scolastico è organizzato in maniera progressiva.

4.

Il lato oscuro della scuola

¤ Non tutti hanno una concezione così idealistica dei principi fondamentali dell’ organizzazione scolastica. Per

alcuni le scuole sono luoghi ostili e snervanti, dove i giovani vengono assoggettati a un regime basato sulla

paura e sulla noia.

¤ Piramide gerarchica: al vertice sta il ministero dell’ istruzione, è seguito da provveditori, dai capi d’ istituto e

dai docenti; gli alunni stanno in fondo.

¤ A scuola non si insegna a bestemmiare o a torturare i bambini più piccoli. Anzi, per molti studenti la scuola

costituisce un sostegno relativamente interessante e un rifugio rispetto alle vicissitudini di una vita familiare

instabile.

La gestione della motivazione

Ad alcuni bambini intelligenti (o comunque ritenuti tali) viene dedicata maggiore attenzione, a scapito degli

altri. Coloro che non si fanno notare, o che si fanno notare per qualità ritenute negative, tendono a perdere

interesse nella scuola e possono incoraggiare altri a fare altrettanto.

In una situazione del genere è difficile stimolare e indirizzare la motivazione. Al fine di stimolare e motivare gli

alunni le scuole si avvalgono di piani e strategie organizzative che costituiscono le fondamenta dell’ ordine

sociale delle scuole. Per “ordine sociale” si intende un insieme di norme di comportamento, orientamenti e

identità in cui i bambini sono inseriti e alle quali devono imparare a conformarsi se vogliono evitare di essere

rimproverati.

Teorie sul nesso fra istruzione e società

istituzioni sociali

Le sono responsabili per una specifica collettività socialmente definita i cui membri hanno

titolo per parteciparvi. Nel caso delle scuole, la collettività consiste di gruppi di bambini o ragazzi di una certa

età, residenti in una stessa area, che vengono trattati come studenti, e dal personale, ossia gli insegnanti,

assunti per istruirli.

Il personale si articola secondo ruoli di status. Lo status si riferisce ai privilegi e alle responsabilità entro una

gerarchia di autorità. I ruoli si riferiscono ai comportamenti attesi, che possono essere osservati e controllati da

altri collocati più in alto nella stessa gerarchia.

Alunni, docenti, amministratori principali ruoli di status.

pratiche istituzionali

Le sono fortemente influenzate dalle norme, ossia dalle regole e convenzioni che

governano i comportamenti. Le norme possono riferirsi a ciò che non viene permesso entro l’ istituzione

oppure a ciò che deve accadere. valori,

Le istituzioni sono legittimate dai ossia dagli obiettivi ultimi cui le istituzioni sono consacrate.

Teoria del potere sociale: secondo i teorici del conflitto, i potenti disegnano le istituzioni e sono i principali

beneficiari del loro operato. È evidente che gli interessi dei potenti hanno influito sull’ istruzione sin dall’ inizio:

in Europa, infatti, le prime scuole obbligatorie servivano gli interessi dei governanti in quanto formavano sudditi

leali, ben disposti a versare imposte e portare armi. Anzi, l’ intera storia dell’ istruzione porta l’ impronta di

gruppi potenti che creano e trasformano le scuole.

Teoria weberiana: teorie più persuasive dell’ istruzione pongono l’ accento sugli interessi multipli che gli esseri

umani cercano di realizzare mediante l’ istruzione. Una teoria particolarmente utile è quella di Randall Collins,

secondo il quale le scuole servono per tre distinti gruppi di interessi umani:

competenze pratiche

Permettere agli studenti di acquisire che comportano vantaggi nello

a) svolgimento di mestieri e nel mercato di lavoro,

appartenenza a un gruppo di status

Affermare l’ per mezzo della trasmissione di conoscenze

b) esoteriche, acquisire titoli di studio

Permettere agli studenti di che agevolano l’ accesso al lavoro nelle grandi

c) organizzazioni.

Collins collega espressamente il suo modo di concepire gli interessi serviti dall’ istruzione al noto schema

tripartito creato da Max Weber per classificare le risorse del potere: potere di mercato (classe), potere culturale

(status) e potere politico (partito).

Le scuole che impartiscono abilità pratiche di solito offrono programmi “snelliti”, orientati alla trasmissione

efficace di competenze occupazionali.

L’ istruzione orientata all’ appartenenza a un gruppo di status, al contrario, è decisamente poco “pratica”, nel

senso che è incentrata su materie che hanno uno scarso valore sul mercato del lavoro. Questi programmi d’

insegnamento servono a formare persone colte.

Un limite della teoria di Collins è che essa tende a privilegiare i ceti medi e superiori, i quali riescono a sfruttare

l’ istruzione per promuovere i loro interessi.

I vantaggi di un approccio comparato

Se vogliamo, ad esempio, sapere se l’ Italia dà maggiore importanza all’ istruzione rispetto ad altri paesi, dobbiamo

confrontare indicatori adatti, come il rapporto fra spesa per l’ istruzione e numero di alunni, riferiti all’ Italia e ad altri

paesi.

Tre livelli di analisi sociologica dell’ istruzione scolastica

◊ MACROSTORICO questo livello si prefigge di comprendere lo sviluppo delle attuali finalit à e attività delle

scuole. Perché sono nate le scuole? Per ragioni diverse, tra cui la trasmissione della cultura di un gruppo, il

consolidamento delle fedeltà politiche e la preparazione dei giovani per la vita pubblica o un mestiere.

Le scuole primarie a frequenza obbligatoria sono state introdotte nel primo Ottocento da re e imperatori illuminati; le

nostre scuole secondarie discendono dalle accademie dell’ antica Grecia; i predecessori delle nostre università

sono emersi nel corso del Medioevo; essi coltivavano le tradizioni di ribadire l’ elevato status dei giovani maschi che

si accingevano a esercitare alcune “professioni erudite” legate alla Chiesa: la medicina, la giurisprudenza, la

teologia e lo stesso insegnamento universitario.

Il livello macrostorico studia lo sviluppo globale degli obiettivi e delle forme di istruzione scolastica in una

prospettiva comparata e studia le conseguenze delle strutture e degli obiettivi scolastici per la società e per specifici

gruppi sociali. 3

◊ MESOISTITUZIONALE essa è importante in quanto ci mostra come le nostre istituzioni sono organizzate e a

quali tipi di forze reagiscono nei loro ambienti.

Le istituzioni possono essere considerate soluzioni convenzionali e giuridiche che sono sorte per svolgere uno

specifico insieme di compiti o per regolare specifiche attività mediante la limitazione dei modi in cui tali compiti o

attività possono essere effettuati.

L’ analisi istituzionale consiste di tre parti:

L’ analisi delle strutture e delle pratiche organizzative mediante le quali si regola l’ azione questi obiettivi

a) hanno a che fare con la trasmissione culturale, con la socializzazione e con la selezione sociale.

L’ analisi del potere e dell’ influenza esercitati sull’ istituzione dall’ ambiente esterno nei paesi in via di

b) sviluppo molti studenti non completano l’ istruzione primaria; nei paesi sviluppati, invece, quasi tutti completano

l’ istruzione primaria e proseguono fino all’ istruzione secondaria, e sempre più spesso, si decidono a

continuare con gli studi.

L’ analisi dei ruoli e degli interessi dei principali attori dell’ istituzione nelle scuole le tre categorie principali di

c) attori sono gli alunni, i docenti e gli amministratori. Nella comunità più ampia, i genitori costituiscono un quarto

gruppo rilevante di attori.

Alunni e genitori portatori di aspirazioni popolari (fra cui il desiderio di un’ istruzione pratica), insegnanti

portatori di conoscenze scolastiche e standard educativi; amministratori portatori delle norme che governano

la distribuzione di risorse attinenti all’ organizzazione scolastica.

◊ MICROINTERAZIONISTA ogni situazione scolastica implica incontri fra persone e questo livello si occupa

di ciò che avviene durante questi incontri.

Un elemento fondamentale è l’ autorità, in quanto senza di essa non sono possibili né l’ ordine né l’

apprendimento, ma la gestione dell’ autorità richiede un elevato livello di competenza.

Capitolo 2: L’ istruzione scolastica nel mondo industrializzato

¤ Società industrializzate societ à in cui la maggior parte della gente è occupata nell’ industria manifatturiera o nei

servizi, piuttosto che nel settore estrattivo o agricolo. La gente che vive in questi paesi ha redditi medi e livelli di

qualità della vita più alti della gente che vive nei paesi in via di sviluppo.

¤ Il mondo industrializzato comprende gli Stati Uniti, il Canada, il Regno Unito, l’ Italia e tutti i paesi dell’ Europa

Occidentale e della Scandinavia, i paesi più sviluppati del vecchio blocco sovietico nell’ Europa Centrale, Israele, il

Giappone, l’ Australia, la Nuova Zelanda e parecchie fra le emergenti potenze industriali che si affacciano sul

Pacifico, come la Corea del Sud, Taiwan, Honk Kong e Singapore.

¤ Nel corso degli ultimi 60 anni la maggior parte dei cittadini dei paesi industrializzati ha potuto godere di una certa

crescita economica e non ha conosciuto devastazioni belliche sul proprio territorio. Di solito ha potuto contare

anche su un sistema politico stabile e sensibile alle esigenze della popolazione.

¤ Questi vantaggi hanno permesso un’ evoluzione stabile e regolare dell’ istruzione.

¤ I paesi industrializzati dispongono anche di corpi docenti professionalizzati, mediamente ben istruiti. Gli

insegnanti, di solito, hanno studiato metodi didattici e sono tenuti a dimostrare una competenza minima in aula. Nel

corso delle loro carriere partecipano a iniziative di aggiornamento professionale.

¤ Nei paesi industrializzati i ragazzi rimangono impegnati in un percorso educativo più a lungo rispetto ai paesi in

via di sviluppo.

L’ istruzione e il suo contesto storico e comparato

L’ evoluzione dell’ istruzione pubblica è in corso da più di due secoli. Essa ha avuto inizio prima nei paesi dell’

Europa Occidentale e del Nord America, per poi diffondersi altrove. Si può concepire questa espansione come una

risposta degli Stati alla crescente domanda economica e sociale per più elevati livelli di istruzione.

◊ I primi tentativi di estendere il diritto all’ istruzione primaria alle masse furono attuati dai principi europei all’ inizio

del Settecento, ad esempio Federico IV di Danimarca creò la prima scuola pubblica di massa negli anni venti del

secolo XVIII.

◊ Primi anni dell’ Ottocento l’ adozione dell’ istruzione primaria obbligatoria in Francia e in Prussia;

1859 legge Casati, istruzione primaria obbligatoria in Italia; 5

Fine Ottocento istruzione primaria obbligatoria in Inghilterra.

◊ I livelli superiori dell’ istruzione erano monopolizzati dai proprietari terrieri e dagli strati superiori delle classi

mercantili e professionali. Le scuole secondarie e le università erano di fatto fra le istituzioni più strettamente

associate alla conservazione della cultura della vecchia classe aristocratica dominante.

Due diverse concezioni della scuola nell’ Italia preunitaria:

Stato Pontificio dominava l’ idea che insegnare al popolo a leggere e a scrivere potesse avere conseguenze

1. molto negative;

Granducato di Toscana ci si rifaceva alla concezione opposta.

2.

Le premesse della “spinta democratica”

L’ istruzione pubblica negli USA ha avuto origine in un contesto sociale e politico decisamente diverso.

¤ Età coloniale veniva insegnato a leggere e scrivere a casa oppure nelle dame schools (scuole elementari

gestite da anziane signore).

¤ Le scuole che insegnavano qualcosa di più che a leggere e scrivere, o competenze professionali, erano a

pagamento.

¤ In seguito alla Rivoluzione Americana crebbe l’ interesse per l’ istruzione pubblica per tutti i bambini.

¤ Massachusetts, dopo il 1820 furono istituite scuole pubbliche superiori.

¤ Scuole private (a pagamento) sempre pi ù popolari.

¤ Scuole (primarie e secondarie) utilizzate per la socializzazione dei pi ù ambiziosi dei nuovi arrivati secondo gli

ideali civici propri delle classi superiori protestanti e conservatrici del paese.

¤ Gli americani vedevano l’ insegnamento della matematica sia come un mezzo per creare cittadini più razionali sia

come strumento utile al commercio.

¤ Il primo Morrill Act istitu ì in diverse parti del paese università con terreni propri al fine di impartire a giovani

meritevoli, di ogni estrazione sociale, l’ istruzione pratica necessaria alle professioni tecniche e all’ agricoltura.

N. B.: gli Stati possono contribuire a rallentare o a favorire le trasformazioni attinenti ai livelli di istruzione raggiunti

dalla popolazione. I governi hanno a loro disposizione vari strumenti per ritardare, incoraggiare e incanalare la

richiesta di maggiore istruzione. Questi strumenti comprendono l’ impiego di tasse scolastiche, la suddivisione degli

studenti fra licei e scuole tecniche e professionali, il cambiamento della durata dei corsi di studio e la creazione di

titoli di studio che segnalano diversi livelli di capitale umano al fine di influenzare le politiche di assunzione dei

datori di lavoro.

Sette sistemi scolastici

◊Germania: dall’ età di dieci anni i bambini sono divisi in tre tipi di scuole, classificate in base al prestigio

accademico di cui esse godono.

Hauptschule: indicata per studenti che andranno a lavorare come operai, artigiani e come addetti ai servizi di

 basso livello.

Realschule: indicata per ragazzi che finiranno a lavorare come impiegati e tecnici.

La maggior parte degli studenti della Hauptschule e della Realschule entra nel “doppio sistema” di formazione

professionale. Il sistema è doppio perché combina l’ addestramento professionale al proseguimento dell’ istruzione

– e ciò riguarda quasi la metà dei quindicenni tedeschi. Gli studenti apprendisti ricevono un’ indennità pari al 20­25

% della paga i

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/02 Storia della pedagogia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher agregori di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della pedagogia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Gaudio Angelo.
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