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Riassunto esame Storia della pedagogia e dell'educazione, prof.Dal Toso, libro consigliato Educazione, scuola e pedagogia nei solchi della storia (vol. 2), Lafranchi, Prellezo

Riassunto per l'esame di Storia della pedagogia e dell'educazione, basato su appunti personali e studio autonome del testo consigliato dal docente Dal Toso Paola: R. Lanfranchi, J.M. Prellezo, Educazione, scuola e pedagogia nei solchi della storia, volume 2. Gli argomenti sono i momenti essenziali della storia dell’educazione e della pedagogia con particolare riferimento al XIX... Vedi di più

Esame di Storia della pedagogia e dell'educazione docente Prof. P. Dal Toso

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ESTRATTO DOCUMENTO

Educazione intesa come sviluppo integrale = globale, di tutta la persona, stando

attenti alla dimensione affettiva.

CONTRAPPOSIZIONE EDUCAZIONE MODERNA secondo Capponi, l’Emilio è privo di

carattere, vuoto, senza anima. Critica l’Emilio, figura fittizia, senza identità. La

dimensione della vita familiare e sociale non si possono eliminare. Capponi predilige

un’educazione viva e situata, che parte da ciò che è l’educando, non da ciò

che dovrà essere. L’educazione del tempo soffoca solamente la libertà

spirituale dell’educando.

L’educatore deve spingere l’educando verso la coscienza etica collettiva e poi

lasciarlo..

Non è qualcosa da applicare secondo un metodo, ma un’arte.

PENSIERI SULL’EDUCAZIONE composti tra 1837 e 1841 Capponi espone le sue teorie

pedagogiche. Si domande se nella formazione dei fanciulli, l’educazione privata sia da

preferire a quella pubblica, affidata alle scuole statali. In realtà, le considera entrambe

importanti giacché….

Pensatore originale sottolinea l’importanza di un’educazione che sia anche al

servizio dell’Italia.

RAFFAELLO LAMBRUSCHINI (1788-1873) provincia di Firenze; fra

L. e Capponi c’è una certa intesa soprattutto sulla riforma religiosa: riflettono sulla

riforma religiosa. Nasce a Genova, studia e continua a Livorno, Roma, Borghetto 

spostamenti perché ha due zii che sono vescovi e gli danno una mano. Ha la possibilità

di studiare le lettere classiche, scienze naturali, ecc. poiché esprime idee anti

napoleoniche, viene confinato in Corsica. A Roma diventa sacerdote. 1816 si ritira

nella villa del padre e abbandona ogni carriera ecclesiastica.

1829 dà inizio a un istituto educativo per ragazzi di famiglie signorili, senza trascurare

l’educazione dei contadini, a cui si dedica fin dal suo arrivo in quella zona (collinare).

1836 fonda una rivista “Guida dell’Educatore” e ne resta direttore fino al 1845.

Supplementari alla “Guida” sono “Letture per i Fanciulli”. Insieme ad altri dirige i

giornali fiorentini i quali promuovono l’unità d’Italia e il rinnovamento della Chiesa.

Impegnato direttamente

QUESTIONE RELIGIOSA importante, fondamento di ogni altra educazione. Le sue

riflessioni sono in contatto con Labertonnier. L’educazione religiosa:

non si basa sulla ripetitività, ma chiede un’adesione soggettiva della persona,

 perché in qualche modo risponde alle aspirazioni più profonde dell’uomo.

Da sempre l’uomo si fa delle domande e l’educazione religiosa dà alcune

 risposte.

Aiuta l’educando ad avere un contatto con Dio lo si incontra nella natura,

 

nelle persone, ecc.

Equilibrio fra autorità dell’educatore e l’educando? L’educatore deve rispettare

 la libertà dell’educando che però a sua volta deve riconoscere l’autorità

dell’educatore. L’autorità va intesa dall’educatore non come potere, ma è un

servizio (= aiuto), è chiamato a collaborare.

METODO E INFLUSSO Ha una certa influenze sulla cultura educativa-pedagogica del

Durante il Positivismo viene dimenticato ma viene rivalutato nel

tempo. Neoidealismo. Rimangono validi molti dei suoi principi pedagogici.

↓ graduale (progressione, dalla più semplice alla più difficile, sintesi-analisi) e globale.

I fanciulli conoscono per intuizione.

PEDAGOGISTI ED EDUCATORI CATTOLICI IN PIEMONTE

Prima metà 800 il Piemonte, per quanto riguarda le problematiche pedagogico-

educative, si trova arretrato rispetto all’ambiente Toscano.

LEGGE BONCOMPAGNI (1848) primo codice dell’istruzione / leggere organica (=

completa, tiene conto di tutta la questione) della pubblica istruzione. Sistema

scolastico articolato in 3 punti

Scuole elementari, inferiori e superiori, entrambe della durata di due anni

 Scuola secondaria classica (3 anni di grammatica due di retorica, due di

 filosofia)

Università

Non prevede l’obbligo scolastico né la gratuità. Lo Stato afferma il suo monopolio

nella gestione della scuola.

LEGGE CASATI (1859) Ripropone in modo più organico e compiuto gli stessi

principi vigenti nelle precedenti leggi anteriori, salvaguardando in particolare due

principi

La struttura piramidale della scuola, convergente nel controllo centralizzato,

 La liberà di insegnamento

Prevede un’organizzazione della scuola, gratuità della scuola elementare e

obbligatorietà per due anni.

Due anni di scuola se nel Comune o frazioni ci sono almeno 50 alunni

 Il secondo, pure di due anni, riservato ai Comuni con oltre 4000 abitanti

Si articola in tre ordini di scuole:

Classica, che comprende i convitti, nella misura in cui possono tenere corsi in

 proprio, i ginnasi e i licei, rispettivamente di cinque e tre anni di curricolo

Tecnica, comprensiva di scuole e istituti quali gradi successori dello stesso tipo

 di istruzione e miranti alla preparazione per le diverse mansioni professionali,

con la durata di 3 anni

Normale, per la formazione dei maestri elementari. Curricolo di tre anni però si

 può ottenere l’abilitazione all’insegnamento nel … inferiore dopo il secondo

anno

Università, sono solo quattro e unicamente quella di Torino

 L’organizzazione amministrativa va a ricadere sui comuni, quindi i Comuni sono

 responsabili della Scuola.

Estesa a tutto il regno d’Italia e rimarrà in vigore fino al 1923 (Legge Gentile).

DON GIOVANNI BOSCO (1815-1888)

Nasce in una famiglia di contadini in provincia di Torino. Rimane orfano del papà e il

suo punto di riferimento è la mamma. Ha una serie di difficoltà perché il fratello non è

d’accordo sul fatto che diventi sacerdote, ma viene aiutato e ordinato sacerdote. Si

ferma a Torino un certo Giuseppe Cafasso lo invito ad andare nelle carceri dove

incontra molti ragazzi (problemi con la giustizia a causa di furto, ecc.). Grazie a questo

contatto capisce che quello è l’ambito in cui vuole impegnarsi ( educazione dei

giovani). Per questi organizza un ORATORIO, la domenica, dove propone lezioni di

catechismo e di far trascorrere loro tempo libero in modo positivo. Organizza anche

scuole seriali con l’insegnamento di lettura, scrittura ecc. e successivamente anche

laboratori (1853, quartiere di Valdocco) dove insegna loro il mestiere (aveva

lavorato in molti ambiti lavorativi) + aiuto economico a moltissima gente.

↘ la preoccupazione più forte è quella di renderli autonomi. Chi esce dai laboratori

sono abbastanza ricercati e preparati.

↘obiettivo educativo ultimo del suo lavoro è quello di far diventare i ragazzi buoni

cristiani e onesti cittadini.

Don Bosco è il creatore del primo contratto di apprendistato

1859 dà vita ad un istituto religioso “Società di San Francesco di Sales” (Salesiani)

assicurarsi dei collaboratori e continuità alla sua opera educativa

1872 “Istituto religioso delle Figlie di Maria Ausiliatrice” ( particolare dedizione) 

ragazze (Salesiane)

1875 diffusione delle opere di don Bosco in Francia e nel continente sudamericano

con istituzioni educative, scolastiche, professionali, iniziative per l’assistenza agli

emigrati e attività missionarie

IMPEGNO EDUCATIVO Particolarmente attento e convito dell’importanza dei

libri/attività editoriale. Dà vita ad una serie di edizione/collane che possono essere

acquistate ad un prezzo accessibile, anche libri scolastici (Società Editrice Italiana).

Scrive anche biografie di figure esemplari, modelli di esempio per i ragazzi (Magone

Michele). Non è autore di un’opera pedagogica. Raccolta dei suoi scritti “Il sistema

educativo nell’educazione della gioventù” (1877).

Sa rispondere alle esigenze/emergenze educative del tempo capacità di cogliere le

situazioni concrete. La sua azione educativa tenta di risolvere questi problemi

↘ formazione integrale = aiutare il giovane a capire il senso della sua vita, a trovare la

realizzazione a cui il giovane aspira a confronto con Laberthonnière

 Sistema preventivo

AZIONE EDUCATIVA famoso per il suo = caratterizzato da

ragione, religione e amorevolezza. 

Ragione: non bisogno imporre Amorevolezza: modo di

 nulla, bisogna portare l’educando rapportarsi da parte

a ragionare con la sua testa dell’educatore nei confronti

“Che i giovani non

Religione: attenzione per le dell’educando

 solo siano amati, ma che essi

pratiche religiose che non conoscano di essere amati”.

vengono svolte in maniera L’educatore vuole bene al

meccanica, ma aiutare il giovane ragazzo

a orientarlo attraverso gli aiuti ↘ EDUCATORE = padre, fratello,

soprannaturali dei sacramenti e amico. Padre vuole bene come al

la devozione alla Madonna figlio, fratello perché è molto

vicino.

ORATORIO da festivo diventa quotidiano

 POSITIVISMO

Movimento culturale che mette al centro la scienza. L’uomo capisce che la realtà può

essere studiata ed è in grado di sperimentare tutto. La realtà è governata da leggi che

bisogna scoprire.

Nascono due scienze in particolare: Sociologia (dinamiche sociali) e Psicologia

(dimensione della psiche).

HEBERT SPENCER (1820-1903) Inghilterra che si sta industrializzando. Ingegnere

che lavora presso le ferrovie. 1852 pubblica un testo “Ipotesi dello sviluppo”; “Il

progresso – sua legge e causa”, introduce per la prima volta nel lessico filosofico-

scientifico il termine evoluzione = tutto l’universo è soggetto all’evoluzione come

processo necessario e sviluppo verso il meglio.

Il problema educativo è un problema…

Individua delle attività che servono a conservare la specie, altre che hanno il fine di

allevare la prole

Il metodo di insegnamento dalle cose più semplici alle più complesse

ARISTIDE GABELLI (1830-1891)

Provincia di Belluno. Trasferimento a Venezia e il padre insegna matematica. Figura

interessante, influenza i figli. Educa i figli al senso dell’onesta, giustizia, ecc. Gabelli si

iscrive a giurisprudenza, ma non si laurea a causa del costo elevato; si accontenta del

titolo inferiore (assolutoria). È chiamato a prestare il servizio militare e s’iscrive ad un

corso di perfezionamento. Quando rientra, lavora presso un ufficio legale e nel 1859 lo

richiama in servizio e decide poi di andare in esilio (Milano). Milano sotto il dominio dei

Savoia ottiene la cittadinanza e diventa direttore di una scuola tecnica e un convitto

nazionale inizia a interessarsi di scuola.

Scritto di carattere pedagogico…. 1869 assume una serie di ruoli di responsabilità

nell’ambito della scuola:

Provveditori agli studi quella presieduta da Villari in cui

 Gabelli è Segretario

Membro del Consiglio Superiore

 Per due volte è eletto deputato

della Pubblica Istruzione nel Collegio di Venezia

Membro di numerose

 Riceve riconoscimenti di merito

commissioni ordinarie e da parte di istituzioni culturali

straordinarie, tra cui famosa

Scrive molti testi che nascono dall’esigenza di riflettere sugli interessi dell’educazione

Il metodo di insegnamento nelle scuole elementari

data al popolo dopo l’Unità d’Italia:

d’Italia, l’Italia e l’istruzione femminile, Metodo d’insegnamento in relazione con la

vita.

PENSIERO PEDAGOGICO la realtà dei fatti è di fondamentale importanza, bisogna

partire dai fatti. L’esigenza di confrontarsi con la realtà è assunta come esigenza

metodologica per coniugare le intime esigenze dell’educazione con le reali situazioni

della civiltà in cui vive. Bisogna riflettere dal fatto educativo per riflettere ed

individuare quali norme sono da ritenere fondamentali per formare persone mature,

padrone di sé, utili alla società nella quale vivono, capaci di rispondere alle istanze

della storia del progresso. Adeguare l’educazione alla realtà storica: per

migliorare le condizioni dell’Italia, è necessario intervenire attraverso

l’educazione.

IL METODO PUÒ RINNOVARE LA SCUOLA il mezzo migliore per cambiare la scuola è

il MODO di fare scuola. Essa non è in funzione del maestro ma dell’allievo. Occorre

capire quali sono le esigenze/bisogni del fanciullo, partire quindi da quello che

conosce e da ciò che ha appreso attraverso l’esperienza extrascolastico e

tener conto del suo mondo fantastico, il suo bisogno di fare, muoversi, di

conoscere.

Adatto al fanciullo il metodo naturale, intuitivo (Rousseau, Pestalozzi).

Favorevole all’insegnamento religioso nella scuola pubblica perché nel fanciullo coglie

l’istanza religiosa. Nella sua apertura senza pregiudizi alla realtà, deve ammettere che

nell’umanità esiste l’idea di Dio.

Il cambiamento della scuola trasforma la società. Il cambiamento sociale non avviene

tanto attraverso leggi e codici, ma passa attraverso la mentalità.

È fondamentale educare la donna la donna è chiamata a educare le future

generazioni.

SUCCESSO E INFLUSSO molto apprezzato, soprattutto dai maestri elementari e

professori (non avendo una formazione pedagogica-didattica). Si deve anche a lui se la

scuola italiana e popolate tra la fine dell’800 e 900 riesce a liberarsi dal verbalismo e

dalla retorica per fare spazio a nuove istanze che l’Attivismo del 900 traduce

nell’esperienza educativo-scolastica.

GIOVANNI GENTILE (1845-1944)

:

IDEALISMO reazione al Positivismo è un movimento di pensiero che inizia alla

fine dell’800 e si sviluppa nel primo ventennio del 900. Le figure predominanti sono

Benedetto Croce e Giovanni Gentile. La cultura italiana si apre alle correnti di pensiero

ce si affermano all’esyero: si leggono e discutono i testi di Bergson, James, Nietsche,

ecc.

Nasce a Castelvetrano (Trapani) dove compie in modo brillante gli studi liceali.

Frequenta la Scuola normale Superiore di Pisa dove studia i classici di filosofia,

conosce il pensiero italiano dell’Ottocento e molto bene Hegel. Collabora con il suo

amico alla rivista crociana “Critica” sin dall’anno di fondazione per un ventennio.

Insegna per molti anni nel liceo ed all’università perché crede nel valore formativo

della scuola Aderisce al Fascismo e diventa egemone nella cultura italiana; occupa i

posti nevralgici nell’elaborazione della cultura:

è ministro della pubblica istruzione

 membro del Gran Consiglio del fascismo

 fondatore dell’Istituto Treccani e dell’Enciclopedia italiana

 commissario per la scuola Normale Superiore di Pisa

 Viene assassinato da un gruppo di partigiani davanti a casa sua

 L’insegnamento della filosofia nei licei. Saggio pedagogico, Il concetto

OPERE 

scientifico della pedagogia, Scuola e filosofia, Concetti fondamentali e saggi di

pedagogia sulla scuola media.

LA SUA PEDAGOGIA è CONNESSA ALLA FILOSOFIA, “pedagogia ancilla della filosofia”.

Condizionerà lo sviluppo della pedagogia italiana. Questa subordinazione è collegata

ad una visione filosofica di Gentile.

1923 RIFORMA SCOLASTICA risultato di un lavoro iniziato negli anni precedenti al

Fascismo. No espressione politica (organica). Mai attutata in maniera completa, intorno

agli anni 31 vengono fatti una serie di cambiamenti. Emerge però una visione elitaria

(la formazione più alta è destinata alle élite la scuola offre la formazione della nuova

classe dirigente attraverso un curricolo di studi a base culturale storico-filosofico-

letteraria = liceo classico).

p.285 SCUOLA ELEMENTARE si deve in particolare ad un suo collaboratore:

Giuseppe Lombardo Radice. Qui viene introdotto l’insegnamento religioso obbligatorio,

in quanto propedeutico all’insegnamento della filosofia.

Piramidale, introdotto l’esame di stato (fine elementare e superiore); viene istituito

anche per le scuole private.

Istituti tecnici scienze e medicina

LICEO FEMMINILE offrire una cultura generale alle ragazze

GIUSEPPE LOMBARDO RADICE (1879-1938)

Catania, si trasferisce a Messina dove compie gli studi secondari e frequenta la Scuola

Superiore di Pisa. Si interessa maggiormente dell’educazione infantile, e in particolare,

al rinnovamento della scuola elementare.

È in contatto con moltissimi maestri in modo personale ed epistolare.

1922 è chiamato a Roma da Gentile per collaborare alla riforma della scuola, con la

carica di direttore dell’istruzione elementare. Della riforma Gentile è sua la parte della

scuola elementare e relativi programmi. 1924 dopo il delitto di Matteotti, dà le

dimissioni ma difende la riforma Gentile con l’accusa di essere fascista.

1924 insegna pedagogia all’Istituto Superiore e presso l’Università di Roma.

OPERE molte delle riviste e opere hanno l’intento di rinnovare la scuola italiana:

“Lezioni di didattica e ricordi di esperienza magistrale, Lezioni di pedagogia

generale….”

Profonda fiducia nei bambini e nelle loro possibilità l’educatore deve

 

promuovere il suo sviluppo. Inoltre devono adattare le loro abitudini di

vita e le loro abitudini sociali in base al bambino.

Gli educatori devono essere in grado di saper attendere rispettare i tempi del

 

bambino e conoscere il mondo degli educandi

Mantenere un contatto con chi è impegnato direttamente nell’educazione

Apprezzato dagli insegnanti perché è sempre stato attento al mondo degli insegnanti.

Pedagogista che si è dedicato alla scuola in maniera concreta

ATTIVISMO, 30 PUNTI

1919 ufficio internazionale delle “Scuole nuove” assume questi punti. Una nuova

scuola deve presentare almeno 15 di quei punti (manifesto di del movimento). (P.405).

Queste non si diffondono in Italia, le conoscerà solamente nel secondo dopoguerra.

Laboratorio di pedagogia tenta di fare delle esplorazioni avvalendosi del contributo

della psicologia (e sociologia)

1. Internato = college/convitto gli scolari vivono nella scuola

2. È situata in campagna in quanto rappresenta il luogo naturale del bambino.

Natura miglior educatrice manuale e spirituale. Non troppo lontana in modo tale

che i bambini possano raggiungere facilmente la città

3. Gli allievi sono suddivisi in gruppi (10/15) seguiti da un educatore affiancato da

una moglie (se ce l’ha) o un’educatrice. Essere in due permette di essere più

attenti

4. Coeducazione dei due sessi. Entrambi traggono vantaggio dalla presenza

dell’altro sesso

5. La scuola non è più un luogo dove si privilegia solo l’educazione intellettuale ma

si introduce l’attività manuale. I lavori sono obbligatori

6. Privilegia l’ebanisteria, l’agricoltura e l’allevamento di animali. Alcuni di questi

sono obbligatori

7. .

8. Introduzione dell’attività fisica attraverso la pratica di sport

9. Introduzione di viaggi e campeggi. La scuola porta i ragazzi fuori come

occasione per visitare ( fine educativo)

10.La scuola non è chiamata a far acquisire conoscenze. Dovrebbe proporre lo

sviluppo della capacità critica fornendo occasioni concrete di sperimentazione

(scientifico).

11.INTERESSE (p. chiave) la scuola mette al centro l’educando e i suoi interessi

12.Si fa l’esperienza e, attraverso questa, si impara

13.L’insegnamento è basato sull’attività personale del bambino. Questo

presuppone l’associazione più stretta possibile allo studio intellettuale del

disegno e dei lavori manuali più diversi

14.

15.Il lavoro individuale dell’allievo consiste in una ricerca e una classificazione di

documenti di ogni specie. Il lavoro è inteso come ricerca che hanno come fonti

libri, giornali ecc. e il fanciullo lo presenta poi alla classe con una specie di

conferenza.

16.lo studio collettivo prevede uno scambio di documenti particolari. Il risultato

viene inserito in un grande quaderno o uno schedario, riccamente illustrato, che

è oggetto d’orgoglio e che sostituisce tutti i manuali scolastici.

17.Nella Scuola nuova l’insegnamento è limitato alla mattina dalle 8 alle 12 e

prevede l’insegnamento teorico. Il pomeriggio viene riservato al lavoro

individuale (16.30-18). Non esistono compiti per i ragazzi al di sotto di 10 anni;

l’obiettivo è quello di portare gli alunni all’autonomia.

18.Si studiano poche materie per giorno (una o due soltanto). La varietà deriva non

dai soggetti trattati, ma dal modo di trattarli, dato che via via si usano diversi

d’attività.

19.Si studiano poche materie al mese o a trimestre. Un sistema di corsi, analogo a

quello che regola il lavoro all'università, permette a ogni allievo di avere un

orario individuale.

20.Riferito all’educazione morale non è imposta, ma è qualcosa che si matura da

dentro. Concretamente è il sistema della Repubblica: la scuola è organizzata da

un’assemblea, un direttore, personale scolastico, il codice delle leggi (mezzi che

regolano il lavoro della comunità). I ragazzi partecipano nella gestione

21.In mancanza del sistema democratico integrale, la maggior part

e delle Scuole nuove sono costituite come monarchie costituzionali: gli allievi

procedono alle elezioni dei capi, o prefetti, che hanno una responsabilità sociale

ben definita. Nelle loro attività quotidiane i bambini preferiscono essere diretti

da questi capi piuttosto che dagli adulti. E per i capi le responsabilità che

assumono sono un'alta scuola di civismo.

22.Le cariche sociali di ogni specie permettono di realizzare un'effettiva

cooperazione. Queste cariche per l'utilità della comunità sono affidate a tutti i

piccoli cittadini a turno.

23.Si introducono le ricompense o sanzioni positive (= incoraggiamenti). All’interno

della scuola si fanno delle gare/esposizioni/ e poi si premiano i lavori migliori. In

questa maniera si sviluppa la capacità creativa

24.Le punizioni o sanzioni negative sono in diretto rapporto con la colpa

commessa. 2 casistiche: una in cui la situazione viene prese in esame anche dai

bambini e sono loro che decidono la punizione; ci sono poi situazioni più gravi

che dipendono dall’educatore.

25.L’emulazione viene intesa come confronto del ragazzo con se stesso (continuo

miglioramento di sé)

26.La scuola deve essere un ambiente di bellezza: ordine primo punto di partenza.

27. La musica collettiva, canto e orchestra, esercita l'influenza più profonda e più

purificatrice in quelli che l'amano e la praticano. Le emozioni che genera e che

contribuiscono a stringere i legami della solidarietà non dovrebbero venire a

mancare a nessun bambino.

28.L’educazione morale consiste principalmente in racconti che provocano in loro

reazioni spontanee e media dei concetti. Il bambino considera i comportamenti

buoni o cattivi, non è in grado di distinguere i concetti di bontà e cattiveria.

………………….

LEV NICOLAEVIC TOLSTOJ (1828-1910)

Precursore della “Scuola nuova”. Nel 1859 apre una scuola nel suo paese natale:

Jasnaja Poljana, dopo l’insuccesso della prima aperta nel 1849 = scuola popolare per i

figli dei contadini e si caratterizza per la libertà data agli alunni e per il riferimento ai

loro interessi, al loro mondo familiare, ai giochi del villaggio. Rapporto con gli alunni 

li accompagna anche a casa ed entra in contatto con le loro famiglie.

T. ha al suo attivo molte letture pedagogiche: molti viaggi in Europa per conoscere

teorie pedagogiche e realizzazioni educative; la sua capacità introspettiva;

è la vita che forma l’uomo, più e

l’esperienza vissuta che lo convincono che

meglio di qualsiasi alfabeto, libro, disciplina . La scuola di Jasnaja Poljana, che

infrange barriere sociali e metodi tradizionali, fa scandalo e tra polemiche ed ostilità

viene chiusa per decreto governativo nel 1870.

ESPERIENZE DI SCUOLA NUOVA

CECIL REDDIE piccola scuola agricola sotto forma di internato (1889). Prevede

 la monarchia costituzionale. L’obiettivo è lo sviluppo armonico di tutte le facoltà

dell’alunno attraverso le varie attività previste dal programma, collaborazione,

fiducia reciproca, responsabilità. Avrà successo, infatti sarà visitata da

educatori, uomini di scuola.

J. HADEN BADLEY collaboratore di Reddie. Fonda una scuola nel 1893

 strutturata sul modello del parlamento inglese per promuovere la

partecipazione degli allievi ed “accordare la libertà e l’ordine”. B. considera la

sua istituzione un “luogo di vita reale” per cui la presenza di ragazzi e ragazze

nell’ambito scolastico e la coeducazione sono consequenziali ai principi che

reggono la scuola.

R. BADEN POWELL 1907 dà vita al movimento dei boy scout. Scoutismo per

 ragazzi (1908) integra il metodo dell’esplorazione proposto agli adolescenti con

una forte carica etico-altruistica, con il senso della dignità e dell’onore,

dell’operosità, dell’autogoverno e del proprio perfezionamento. “I quattro punti

della formazione scout” sono: carattere, salute e forza fisica, abilità manuale,

servizio prossimo. Il movimento si diffonde rapidamente in tutto il mondo ed è

vivo ancor oggi.

HERMANN LIETZ apre una scuola ispirata a quella inglese: focolari di

 educazione in campagna: il fanciullo, l’adolescente, il giovane dono svolgere la

propria personalità nella “grande natura di Dio”. Le lezioni si alternano con le

attività manuali, i giochi e lo sport. Litz esclude ogni autoritarismo e incoraggia

la vita comunitaria. Non tutti i suoi collaboratori condividono l’organizzazione

della scuola rigida suddivisione per età degli allievi.

GUSTAV WYNEKEN collaboratore di Lietz, ha avuto più successo. Ha creato

 una scuola per entrambi i sessi tra i 14 e i 21 anni. Si entusiasma di questa

realtà giovanile, che diventa difensore/apostolo dei giovani e della loro cultura,

anche in funzione di un cambiamento sociale. Dà vita ad un movimento

giovanile: Movimento degli Uccelli Miratori (Wandervogel) 1896 gruppo di

studenti ginnasiali di Berlino per organizzare il tempo libero nei giorni festivi con

lunghe passeggiate nelle campagne e nei boschi. Simile al movimento scout

ma sono presenti comportamenti più liberistici e anarchici, ponendo al bando

ogni autorità per esaltare la libera iniziativa dei giovani. Grande influenza sulla

gioventù tedesca costituzione dei giovani hitleriani

GEORG KERSCHENSTEJNER introduzione della Scuola del lavoro. In qualità di

 Consigliere scolastico della città di Monaco ed Ispettore di circoscrizione elabora

un piano di riforma per la scuola elementare in cui introdurre negli ultimi anni

Il concetto della scuola del lavoro

un ero e proprio lavoro manuale. In (1912),

mettendo a fritto molte letture pedagogiche e visite ad istituzioni educative,

rileva la dimensione educativa del lavoro non disgiunta da quella produttiva. Il

lavoro è educativo se svolto con serietà e precisione, in collaborazione

con gli altri; non è mai semplice produzione manuale e materiale, perché

richiede capacità logiche di ideazione, realizzazione e valutazione.

SCUOL NUOVE NEI PAESI DI LINGUA FRANCESE

ADOLPHE FERRIÈRE (1879-1960) a confronto numerose esperienze e

mettendo

favorendo i rapporti tra le “Scuole nuove! Riesce a cogliere lo spirito che le accomuna.

Nel 1915 redige i “30 punti” quali caratteri distintivi. 1921 fonda una lega

internazionale. Scrive un libro intitolato “L’école active” (1922).

TERMINE SCUOLA ATTIVA utilizzato da Bovet in un articolo del 1917 per la prima

volta e con più fortuna nel 1919. F. collabora con Lietz, direttore dell’istituto Institut

Jean Jaques Rousseau (1912) per curare i progressi ed i collegamenti tra psicologia e

pedagogia. Professore all’Università di Ginevra, evidenzia nei suoi scritti i caratteri

essenziali della “scuola attiva” reagisce al formalismo della scuola antica e pone il

suo ideale nell’attività spontanea, personale, produttiva dell’allievo.

Promuove iniziative rispondenti agli “interessi reali” del bambino.

LEGGI PSICOLOGICHE FONDAMENTALI DELLA SCUOLA ATTIVA: influenzato da Bergson.

Fa propria la legge del progresso, secondo la quale gli esseri viventi

migliorano/progrediscono grazie alla loro differenziazione ed una concentrazione delle

loro facoltà e delle loro energie. Grazie a questi contributi filosofici arriva ad

individuare alcuni tipi psicologici (es. originale, spontaneo, primitivo, immaginativo,

convenzionale, ecc.) (tabella 362) evoluzione dell’umanità e la compara con

l’evoluzione dell’individuo.

EDOUARD CLAPARÈDE (1871-1940) svizzero; importante perché propone il

concetto/idea di una “scuola su misura” scuola rapportata del singolo soggetto che

la frequenta, modellato sulle esigenze dell’alunno.

Ritiene che il soggetto sia un organismo in azione in cui ogni parte è in relazione con

come “un sistema che tende a conservarsi intatto”

tutto, ; quando l’equilibrio si rompe,

per ristabilirlo, l’organismo reagisce secondo un “bisogno” l’educatore dovrebbe

conoscere i bisogni dell’educando per poi proporgli un’attività.

teorizza la CONCEZIONE FUNZIONALE DELL’EDUCAZIONE

Al centro dell’attenzione dell’educazione c’è l’educando con le sue necessità e

 bisogni. I bisogni sono in relazione con l’interesse

Esige una scuola come laboratorio in cui il fanciullo sviluppa liberamente le sue

 attitudini

Esige anche un maestro che sia “Stimolatore di interessi, un risvegliatore di

 bisogni intellettuali e morali”, un collaboratore dell’allievo. In questo modo la

scuola risponde ai bisogni del fanciullo ad è vita, pur preparando alla vita

Attraverso i suoi scritti e la scuola di Ginevra, C. rende coscienti gli educatori che la

conoscenza dell’educando è condizione previa per l’educazione .

OVIDE DECROLY (11871-1932) psicologo e pedagogista belga, fonda nel 1907 a

École de l’Ermitage,

Ixelle una tra le scuole modello segnalate da F. la scuola deve

essere “scuola per la vita e per mezzo della vita”: la scuola deve nascere

dall’ambiente in cui vive il fanciullo così che possa trovare il massimo di spontanea

espansione. Deve far riferimento agli interessi del fanciullo che nascono dai

“bisogni fondamentali”: 1. nutrirsi,

2. lottare contro le intemperie,

3. difendersi contro in pericolo e i diversi nemici,

4. agire e lavorare in solidarietà, ricrearsi e migliorarsi.

Tutto il programma si organizza intorno ai 4 punti svolgendo secondo i 3 momenti

basilari del processo mentale: osservazione, associazione espressione.

La scuola è situata in campagna e organizzata mediante laboratori. Vi sono poi la

biblioteca, la cucina e il giardino. Esercita un influsso notevole sull’impostazione

dell’insegnamento, specie elementare, mediante il “principio della globalità

(apprendimento che parte dalla parola fino a distinguere sillabe e vocali)” ed i

“centri di interesse”. SCUOLE PROGRESSIVE

Il rinnovamento pedagogico-didattico europeo è simultaneo a quello nordamericano, di

cui subisce anche notevoli influssi, particolarmente con J. Dewey. Il rinnovamento in

atto degli Stati Uniti d’America è solitamente denominato Progressive School.

JOHN DEWEY (1859-1952) studia all’università e insegna alla Michigan

University. Sente fortemente l’influsso dell’hegelismo, per cui da una concezione

cristiana della realtà approda ad un rigoroso monismo idealista. Successivamente

diminuisce e subentra quello di W. James, seguace del pragmatismo in filosofia.

Partendo da premesse pragmatistiche, elabora il suo sistema che chiama

“Strumentalismo”.

1896, università di Chicago, avvia una scuola elementare pensata come laboratorio

sperimentale dell’università e sede di applicazione delle sue teorie pedagogiche.

-Il mio credo pedagogico (1897) in cui pone i cardini fondamentali della sua

pedagogia

-Scuola e società (1899) la più famosa delle sue opere; subito tradotta in molte

lingue e nella quale i risultati dei primi anni di lavoro nella scuola sperimentale

annessa all’Università

-Democrazia ed educazione (1916) ritenuta da D. l’opera più comprensiva e

fondamentale anche per la parte filosofica del suo pensiero, oltre per la sua

pedagogia.

PENSIERO PEDAGOGICO Ritiene che si debba partire dall’esperienza (concreto,

fatti): crede in una scuola in cui al centro c’è l’alunno con la sua esperienza.

- L’educazione è un’attività spontanea, vitale dell’educando nel contatto con la

realtà che lo circonda e primariamente con la realtà sociale in cui vive

l’educando.

Continua ricostruzione/rilettura dell’esperienza il processo e il fine

dell’educazione sono la stessa cosa

- Il processo educativo fa leva su due componenti: quella psicologica e quella

sociale. Entrambe sono importanti. La via metodologica per con-temperare

correttamente entrambe è l’interesse interpretato dall’educatore perché il

fanciullo non rimanga prigioniero degli interessi immediati, ma possa aprirsi a

nuove realtà attraverso l’interesso mediato conoscenza dell’allievo.

- Attraverso il lavoro manuale il fanciullo entra in contatto con l’ambiente e

apprende la cooperazione con gli altri

- La scuola dovrebbe essere organizzata come una comunità di vita. Il fanciullo

non dovrebbe trovare il distacco fra la dimensione familiare e quella scolastica.

D. ebbe un grande successo sulla pedagogia e sulla scuola del Novecento sia negli

USA sia fuori. La pedagogia costituisce un continuo appello al senso della concretezza,

della socialità, della creatività, del gusto per la ricerca.

Principio sull’essere educatore cosa porto a casa dell’essere

educatore WILLIAM HEAR KILATRICK (1871-1973)

IL METODO DEI PROGETTI

Docente di matematica, studioso della pedagogia di Dewey. Cerca di introdurre questa

pedagogia nell’esperienza scolastica.

PROGETTO = lavoro che viene proposto/scelto dall’insegnante e che poi gli allievi

realizzano; questi però devono aver acquisito alcune abilità LAVORO ATTRAVERSO IL

PROGETTO

Progetto del produttore,

1. il cui scopo è di produrre in senso ampio

Progetto del consumatore,

2. il cui scopo è di utilizzare in modo gentile quanto è

stato fatto dagli altri

Progetto dei problemi,

3. nel quale ci si propone di risolvere una questione

complessa secondo il processo deweyano

Un progetto di apprendimento specifico,

4. che tende a far acquisire un

determinato grado di abilità e di conoscenza

HELEN PARKHURST (1887-1973)

Maestra di scuola elementare che si trova con un numero abbastanza numeroso di

studenti. Avverte il bisogno di individualizzare l’insegnamento. Ha modo di leggere

Dewey e ne rimane influenzata; conosce anche il metodo Montessori. Tornata in

America diffonde il metodo Montessori e organizza corsi di aggiornamento per

maestre. Dopo una prima applicazione del suo metodo, lo completa nel 1920 e nel

Education on the Dalton Plan.

1922 lo presenta nel saggio

ORIGINALIT À DELLA PROPOSTA P. critica che si presti più attenzione alle

discipline che all’allievo. Immagina che la scuola possa consentire allo scolaro

di iniziare lo studio delle materie in cui è più congeniale, ma entro la fine

dell’anno deve farle tutte. Promuove l’apprendimento dell’allievo secondo interessi e

tempi di assimilazione.

I programmi vengono strutturati mensili a questi in “unità” di lavoro

 corrispondenti alle singole settimane e giorni di studio.

Alla fine del mese il ragazzo sceglie il lavoro e firma una specie di contratto (

 impegno). È libero poi di proseguire nello studio con i tempi personali.

La scuola mette a disposizioni gli strumenti: libri, docenti esperti nella materia e

 i laboratori Vantaggi Svantaggi

- Alunno responsabile - No confronto con gli

- Conoscere l’allievo altri

- Più importanza al

materiale


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Storia della pedagogia e dell'educazione, basato su appunti personali e studio autonome del testo consigliato dal docente Dal Toso Paola: R. Lanfranchi, J.M. Prellezo, Educazione, scuola e pedagogia nei solchi della storia, volume 2. Gli argomenti sono i momenti essenziali della storia dell’educazione e della pedagogia con particolare riferimento al XIX e XX secolo.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
Università: Verona - Univr
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Barons98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della pedagogia e dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Verona - Univr o del prof Dal Toso Paola.

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