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Lezione sulle patologie midollari

Questa lezione "integra", diciamo, quella fatta dalla Carlucci sullo stesso argomento e affronta le diverse cause in modo un pochino più particolare. Il midollo è un simulatore micidiale: infatti, ci sono delle lesioni midollari che all'imaging appaiono voluminose ma che sono asintomatiche o paucisintomatiche, e sono quelle che si producono lentamente nel tempo; invece, le lesioni midollari acute, anche se all'imaging appaiono circoscritte, determinano sintomi importanti.

Per questo, anche se le metodiche di imaging rimangono il principale esame per la diagnosi di patologie midollari, è importante anche la neurofisiologia (i PESS soprattutto) per valutare effettivamente quanto la patologia comprometta le vie afferenti ed efferenti, il che è un criterio decisivo per stabilire se intervenire chirurgicamente o meno.

Patologie midollari e diagnostica neurofisiologica

Il midollo spinale non è un cilindro uniforme ma una struttura articolata con delle curve fisiologiche e con i rigonfiamenti cervicale e lombare che esprimono le zone a maggior densità neuronale. Ogni singolo neuromero del midollo è fatto da circa 10-12.000 fibre sensitive, di 800-1.000 motoneuroni, di alcune migliaia di interneuroni e di tante fibre di collegamento, oltre poi ai fasci.

Ricordiamo che il segno clinico di una patologia del midollo spinale è la presenza di un livello, per via dell'interruzione di vie ascendenti o discendenti (mentre invece le patologie delle radici danno una sintomatologia a distribuzione radicolare). Fondamentale, a tal proposito, sapere che cos'è una "sindrome lesionale" e una "sottolesionale" (vedi la lezione della Carlucci).

Conseguenze di sezioni complete del midollo spinale ai diversi livelli

  • Cervicale alto: tetraplegia spastica, singhiozzo, paralisi diaframmatica
  • Cervicale basso: tetraplegia spastica
  • Dorsale: paraplegia, dolore "a fascia"
  • Lombosacrale: paralisi flaccida della coscia, paralisi spastica della gamba
  • Cauda equina: deficit della sensibilità "a sella" e disturbi sfinterici, che si verificano per lesioni del midollo a qualsiasi livello.

*Se il danno midollare è acuto, la paralisi ovviamente diventa "spastica" solo dopo la fase di shock spinale e si ha (ovviamente) un atteggiamento estensorio degli arti inferiori e flessorio degli arti superiori. Se invece il danno midollare è cronico (es. da siringomielia) non c'è una fase di shock spinale e la paralisi spastica si instaura progressivamente.

Lesione acuta del midollo spinale

  • Sedi più frequenti:
    • 50% cervicale
    • 30% lombosacrale
    • 20% dorsale

Il motivo è che i tratti cervicale e dorsale sono quelli fo...

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Scienze mediche MED/26 Neurologia

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