IL DANNO CELLULARE E L’ADATTAMENTO CELLULARE
La patologia è la disciplina che studia le anomalie strutturali e funzionali in una struttura vivente; la patologia generale in particolare
studia:
Eziologia: causa della malattia: una malformazione nel DNA, un infezione virale, una sostanza tossica
Patogenesi: meccanismo con cui le cause agiscono. Come il blocco di un canale ionico, alterazione di un meccanismo di
feedback ormonale
Ad esempio l’anemia falciforme: l’eziopatologia è genetica mentre la patogenesi è il fatto che l’emoglobina mutata forma delle
aggregazioni che danno deformazione dei globuli rossi causandone la morte prematura
Le principali fonti di danno cellulare sono l’ipossia e la formazione di radicali liberi: il primo porta all’interruzione di produzione di ATP
mentre il secondo porta a formazione di danni alla membrana. Si ha la formazione di danni prima reversibili e poi irreversibili che
portano alla morte o necrosi cellulare.
un processo diverso dalla necrosi cellulare è l’apoptosi:
Necrosi: processo che coinvolge gruppi di cellule contigue causando la morte a catena e un processo di infiammazione associato
ad esse
Apoptosi: morte programmata di una singola cellula che non porta a nessun tipo di infiammazione
I processi di necrosi e apoptosi possono essere innescati da processi fisiologici oppure essere causati da stimoli lesivi che possono
portare a modificazioni adattative della cellule che cerca di sopravvivere, normalmente reversibili; se questo stimolo però è cronico, le
modificazioni diventano irreversibili portando a differenziazione di elementi cellulari del numero di cellule stesse nel tessuto (
metaplasia, iperplasia)
Oltre a questi stimoli possono verificarsi in alcune patologie episodi di accumulo intra o extra cellulare di vario tipo, di sostanze
organiche o inorganiche che possono di per sé produrre danno cellulare.
1. Necrosi cellulare
2. Apoptosi
3. Accumulo intracellulare
4. Accumulo extracellulare
5. Alterazioni della crescita cellulare
a) Necrosi cellulare
la necrosi può essere innescata da ipossia o da presenza di radicali liberi:
necrosi da ipossia
l’ipossia può essere causata da:
Ischemia: è la causa più frequente e normalmente è dovuta da cause aterosclerotiche, quindi il tessuto non viene correttamente
irrorato e quindi non viene raggiunto nemmeno dall’ossigeno
Ipossiemia: riduzione della quantità di ossigeno nel sangue magari scatenata dal blocco della ventilazione
Alterazioni dell’emoglobina: ad esempio nell’avvelenamento da CO l’emoglobina lega meno ossigeno
Fosforilazione ossidativa alterata o disaccoppiamento come nell’avvelenamento da cianuro
Deviazione dello shunt atero-venoso in cui il sangue non raggiunge una zona capillare
In tutti questi casi quindi la cellula si trova a avere a disposizione meno ossigeno e quindi andrà a produrre meno ATP perche la
maggior parte di ATP vengono prodotti dalla fosforilazione ossidativa che converte i NADH proveniente dalla glicolisi in ATP grazie al
vettore ossigeno; per questo la conseguenza principale dell’ipossia è la mancata produzione di ATP che andrà a causare scompensi,
prima reversibili e poi irreversibili nella cellula fino arrivare alla morte: 1
Carenza di produzione di ATP
mancato funzionamento della mancato funzionamento delle pompe calcio da glicolisi aerobia si passa a glicolisi
polpa sodio/potassio per ATP dipendenti che normalmente buttano fuori anaerobia con perdita di produzione
mancanza di energia il calcio mantenendo una concentrazione energetica e inoltre i NADH normalmente
molto bassa, e il poco calcio intracellulare smaltiti dalla fosforilazione ossidativa vengono
viene immagazzinato grazie alle stesse pompe usati dalla lattato deidrogenasi – LDH per
in mitocondri e reticolo endoplasmatico convertire piruvato in lattato (acido lattico)
il sodio in eccesso nella cellula il malfunzionamento di queste pompe porta l’eccesso di acido lattico porta a acidosi nella
richiama acqua e ho rapidamente all’entrata del CALCIO dallo cellula che causa denaturazione delle
rigonfiamento della cellula e di spazio extracellulare e dall’espulsione dei proteine strutturali e enzimatiche (necrosi
tutti gli organelli interni depositi nel citoplasma coagulativa)
Alte concentrazioni di calcio nel citoplasma vengono interpretate come uno stimolo e quindi ho attivazione di moltissimi gruppi
enzimatici che vanno a colpire in modo incontrollato molte parti della cellula
attivazione di fosfolipasi e endonucleasi attive attivazione di fosfolipasi attivazione di caspasi e altre
proteasi portano danni alla tagliuzzano in DNA nel nucleo mitocondriali e formazione di proteasi vanno a dissociare
membrana plasmatica addensamenti amorfi proteine strutturali, in
particolare del citoscheletro
Importante ricordare che a questo livello, gli elevati livelli di calcio andranno anche a attivare gli enzimi NOS preposti alla sintesi di NO
che produce uno stress da radicali liberi (vedi dopo)
A questo punto la cellula attiva dei SISTEMI DI DIFESA:infatti pochi minuti dopo la comparsa del fenomeno di stress ho la sintesi di HHSP
e cioè proteine dello shock termico (chiamate così perché scoperte prima di tutto in questo campo ma prodotte anche per altre
situazioni di stress). Queste proteine proteggono la cellula agendo sulle proteine danneggiate:
riconoscono le proteine danneggiate e le riparano per ridare se non è possibile riparare le proteine danneggiate , queste
attività alla cellula vengono legate all’ubiquitina che funge da marker di
degradazione, infatti vengono indirizzate ai lisosomi che le
demoliscono
La cellula raggiunge il “PUNTO DI NON RITORNO”: se lo stress continua i danni saranno irreversibili
Si verifica la picnosi nucleare e cioè il nucleo si deforma, frammenta fino a disgregarsi completamente
I lisosomi si frammentano e liberano tutto il loro contenuto: proteine danneggiate e soprattutto enzimi lisosomi ali, molecole di
degrado, radicali liberi che vanno a degradare tutti i componenti cellulari
Completa rottura della cellula e riversamento del contenuto nel torrente circolatorio (ricerca di enzimi specifici per fare uan diagnosi e
vedere quanto un tessuto è danneggiato) che porta anche morte delle cellule circostanti
Danni da radicali liberi
I radicali liberi sono molecole che posseggono un singolo elettrone spaiato nell’orbitale esterno e quindi dotate di grande reattività: i
più presenti sono i radicali liberi dell’ossigeno e dell’azoto che vanno a danneggiare membrana, mitocondri e nucleo.
Radicali liberi dell’ossigeno:
prodotti fisiologicamente nella catena respiratoria sono prodotti anche a casa esposizione a radiazioni, metabolismo di farmaci,
presenza di ferro reattivo.
le forme dell’ossigeno sono: l’azione superossido, lo ione idrossilico e l’anione superossido. Forme interscambiabili tra loro tramite
reazioni spontanee come la reazione di Fenton o reazione catalizzare da enzimi di protezione come la catalasi e la glutatione per
ossidasi.
È infatti importante ricordare i sistemi di difesa della cellula che hanno una capacita di tampone sulla formazione dei radicali liberi
infatti riescono a opporsi alla normale produzione fisiologica dei radicali liberi: i sistemi di difesa sono molecole antiossidanti come
la vitamina E e C, oppure sistemi enzimatici come catalasi (nei perossisomi) e la glutatione perossidasi.
quando però i livelli di produzione di radicali liberi superano questa capacità tampone si verificano i danni cellulari: le situazione
che scatenano un eccesso di produzione di radicali liberi sono l’infiammazione. Radiazioni, ossigeno-terapia , danno da
riperfusione, invecchiamento, metabolismo di alcuni prodotti chimici 2
il radicale libero più lesivo è lo ione idrossilico perché:
lo ione idrossilico che origina dalla reazione di fenton attaccano diversi organi della cellula:
MEMBRANA PROTEINE DNA
gli acidi grassi di membrana formando per ossidazione i radicali RL dell’ossigeno attacco e rottura dei
lipidica causano la formazione di filamenti di DNA
legami crociati all’interno contribuendo alla morte
gli acidi grassi diventano a loro volta dei radicali liberi lipidici delle proteine tramite cellulare
che si attaccano con reazioni a catena formazione di ponti sulfidrilici.
questo cambiamento
la mutazione degli acidi grassi i radicali lipidici attivano conformazionale porta a
porta a aumento della la lipossigenasi portando aggregazione o
permeabilità di membrana alla produzione di frammentazione di catene
causando di nuovo eccessiva leucotrieni che sono peptidiche
entrata di calcio mediatori pro-
infiammatori
Radicali liberi dell’azoto:
NO viene prodotto fisiologicamente da sistemi enzimatici detti NOS-NO sintetasi e vengono prodotti dal sistema nervoso nNOS, dal
sistema vasale eNOS e dal sistema immunitario come NOS inducibili iNOS.
Normalmente un eccesso di produzione di NO è causato da una iper stimolazione di iNOS a causa di un infiammazione, oppure
una iperproduzione di NO da parte di eNOS e nNOS dovuta a un eccesso di calcio intracellulare scatenato da ipossia come visto
prima.
NO agisce direttamente su alcuni sistemi enzimatici , ad esempio legandosi a EME (causando attivazione di un enzima che
o produce vasodilatazione) producendo composti ferro-nitrosati attivi e attivando diversi sistemi enzimatici contenenti EME
NO si lega ai sostituenti sulfidrilici delle proteine formando S-notrosotioli , variando l’attività della proteina stessa come proteine
o G, fattori di trascrizione
NO inibisce gli enzimi della catena respiratoria
o NO causa la rottura del DNA con attivazione di p53
o Formazione del radicale libero ONOO- ione perossinitrito, dovuto alla formazione simultanea di NO e ione superossido. Il
o radicale va poi a danneggiare proteine, lipidi e DNA
Morfologia dei tessuti affetti da necrosi cellulare
Un tessuto sottoposto a stress e in cui si verifica morte cellulare per necrosi può sviluppare differenti aspetti e progressione di questo
deterioramento del tessuto ; a secondo dei casi, dei tempi della morte e dei tessuti colpiti posso distinguere:
1. NECROSI COAGULATIVA:
tipica della necrosi per ischemia, prevede la morte cellulare senza autolisi perché si ha inattivazione degli enzimi lisosomi ali a
causa dell’acidosi e delle forti concentrazioni di calcio al momento della rottura dei lisosomi. Per questo il tessuto conservano i
contorni cellulari.
i danni alla membrana però permettono la fuoriuscita di materiale cellulare che causa un’infiammazione acuta del tessuto che
richiama molte cellule del sistema immunitario, come i macrofagi che libereranno loro gli enzimi litici per digerire e distruggere le
cellule morte, per poi fagocitarne i frammenti.
Un esempio di questo tipo di necrosi , oltre all’infarto del miocardio, è la gangrena secca in cui appunto il tessuto assume
un’apparenza mummificata visto che non si ha auto lisi del tessuto, quando però poi intervengono le infezioni in questo tessuto si
passa a gangrena umida in cui l’aspetto è di una necrosi colliquativa
2. NECROSI COLLIQUATIVA:
tipico questa volta dell’ischemia al cervello perché le cellule celebrali sono ricche in lisosomi contenenti enzimi litici che quindi non
vengono completamente inattivati e vanno a degradare la cellula i cui frammenti si spargono nel tessuto promuovendo
l’infiammazione e facendo accorrere cellule bianche che liberano ulteriori enzimi litici.
3. Necrosi adiposa:
morte cellulare che interessa anche la demolizione dei trigliceridi con rilascio di acidi grassi liberi che vanno a coniugarsi con le
grandi quantità di c.
questo tipo di necrosi può avvenire per 2 cause differenti:
necrosi adiposa di tipo enzimatico: liberazione di enzimi pancreatici nel tessuto adiposo dovuta a pancreatite acuta
adiponecrosi di tipo traumatico: la morte cellulare è causata da un forte trauma al tessuto adiposo con conseguente
calcificazione
4. Necrosi caseosa:
combinazione di necrosi coagulativa e necrosi colliquativa caratterizzata dalla formazione di granulomi da parte delle cellule T
helper del sistema immunitario. Sono lesioni ben circoscritte caratterizzate da macrofagi attivati. È tipica di infezioni batteriche e 3
l’aspetto caseoso è dovuto alla distruzione dei patogeni che liberano molti lipidi dalle loro pareti
5. Necrosi fibrinoide:
caratterizzata dalla presenza di materiale eosinofilo simile a fibrina. Si presenta a causa di distrurbi della circolazione come
vasculite, deposito di immunocomplessi, depositi nell’ipertensione maligna.
il tipico aspetto è dovuto all’aumento di permeabilità del tessuto danneggiato che causa accumulo proteico plasmatico
6. Necrosi gommosa:
è una variante della necrosi caseosa tipica della sifilide in cui appunto le lesioni sono circoscritte ma assumono un aspetto
gommoso
7. Necrosi postmortem:
necrosi dovuta all’autolisi di tutti i tessuti dovuta al rilascio di enzimi intracellulari senza però risposta infiammatoria 4
2. Apoptosi
L’apoptosi è un processo fisiologico di morte programmata della cellula e è molto differente dalla necrosi perché è un processo
controllato , regolato, che interessa una singola cellula e non causa infiammazione. Può essere attivato da processi puramente
fisiologici come la genesi del lume degli organi cavi nell’embiogenesi, oppure essere stimolata da fattori esterni di disturbo come
radicali liberi (bassa intensità), radiazioni, dai meccanismi di protezione come il fatto che l’apoptosi viene attivata nel momento in cui
viene riscontrato un danno nel DNA irreparabile oppure quando la cellula si stacca dal tessuto basale (pericolo di meta statizzazione).
È un processo che richiede energia attivamente alla cellula che spesso deve produrre e attivare delle proteine volte al corretto
processo di morte programmata; macroscopicamente l’apoptosi prevede:
la cellula diminuisce poi di dimensioni,
si ha frammentazione del nucleo,
si perdono strutture complesse specializzate della superficie (come i microvilli),
perdita delle giunzioni intracellulari formazione di estroflessioni nella membrana esterna fino alla formazione di vescicole
completa frammentazione in corpi apoptotici che vedono al loro interno organelli intatti e frammenti di DNA
sulla membrana cellulare vengono espressi dei segnali eat-me che legano i macrofagi preposti alla loro demolizione
nessun frammento proteico viene rilasciato all’esterno della cellula e quindi non si innesca processo infiammatorio
questo processo può essere innescato da diversi stimoli e prevede una serie eventi che portano all’apoptosi; inoltre la cellula possiede
sistemi importanti di regolazione dell’apoptosi sia stimolatori che inibitori in modo da compensare processi di protezione da danno
cellulare a sopravvivenza: cause che innescano l’apoptosi:
stimoli esterni positivi: fattori di regolazione che si legano selettivamente a dei recettori di membrana. Ad esempio conosciamo TNF
(tumor necrosis factor) e fas-ligando
stimoli intracellulari: glucocorticoidi
danno del DNA: tramite attivazione del sistema p53 ho attivazione del segnale di morte inviato al mitocondrio
mancanza di segnali estracellulari come la mancanza di fattori di crescita o di particolari ormoni (no androgeni, diminuzione
prostata)
distacco della cellula dall’ancoraggio alla matrice extracellulare
eccesso di NO (non quanto nella necrosi)
l’apoptosi vera e propria a questo punto viene innescata e portata avanti tramite attivazione di un meccanismo enzimatico:
un prolungano aumento di calcio i recettori visti prima, quando legano il loro i recettori di attivazione dell’apoptosi inoltre
intracellulare (meno significativo che substrato (TNF) attivano direttamente della segnale della sfingomielina
attivano il
nella necrosi) causa l’attivazione di caspasi : infatti ne promuovono l’idrolisi liberando
proteasi calcio
alcune le caspasi sono una famiglia di proteasi : fosfocolina e ceramide.
C-aspasi: sono proteasi Cisteiniche
dipendenti che cominciano a cASPASI: tagliano la proteina dopo un i ceramidi costituiscono un secondo
tagliare le proteine acido aspartico messaggero che va a sua volta a attivare
l’apoptosi passando anche per la regolazione
mitocondriale importante per questo processo
Le caspasi sono gli enzimi caratteristici della morte programmata cellulare e agiscono attivando diversi processi:
attivazione di altre caspasi in modo proteolitico
inattivazione di proteine necessarie per la sopravvivenza cellulare come proteine preposte alla riparazione del DNA
attivazione di proteine necessarie alla morte cellulare come le endonucleasi che tagliuzzano il DNA mitocondrio
fin ora abbiamo visto l’attivazione diretta dei sistemi di apoptosi ma indirettamente svolge un ruolo molto importante il
che infatti riceve segnali intra e extra cellulari e modula l’attivaazione a sua volta delle casmasi:
i mitocondri infatti sono soggetti al controllo da parte di fattori Bcl e bax, ma anche dalle concentrazioni di ceramide: il fattore bax e
le ceramidi sono in grado di aprire i canali ionici della membrana mitocondriale interna, facendo perdere così il potenziale di
membrana necessario alla respirazione cellulare.
a seguito della perdita di potenziale di membrana si ha liberazione del citocromo c della catena respiratoria che nel citoplasma va a
attivare le caspasi.
il fattore Bcl invece agisce in modo opposto bloccando l’apoptosi tenendo i pori della membrana interna chiusi
apoptosi necrosi
singola cellula - processo attivo gruppi di cellule – processo passivo
no infiammazione causa infiammazione
riduzione di volume cellule dilatate
le membrane rimangono intatte alterazione morfofunzionale della membrana 5
organelli intatti arganuli anomali (mitocondri giganti e gonfi)
morte programmata morte dovuta a esposizione a agenti nocivi
3. Accumulo intracellulare
Le cellule possono essere soggette ad accumulo intracellulare di sostanze organiche o inorganiche a causa di: eccesso di assunzione,
disturbi nel metabolismo di sintesi e degradazione. Questi accumuli causano danni cellulari
a
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