Epilessia e neuropatologia
Alterazioni neurologiche
- Alterazioni nello “sprouting”
- Alterazioni della morfologia dendritica
- Gliosi
- Neuroni displastici
- Networks neuronali anomali
- Anomalie nella sincronizzazione
- Displasia della corteccia cerebrale
Studio dei dendriti e assoni
Dendritic and axonal patterns, molecular expression, synaptic targets and in vivo firing patterns of a trilaminar cell in the CA1 area of the rat hippocampus. Cell T85mm100 dendrite. Synaptic targets in CA1 n=52:
- Interneuron 52%
- Soma 8%, Dendrite 44%
- Pyramidal cells 48%
Ferraguti et al. J Neuroscience 2005: Soma 23%, Dendrite 25%
EEG
- EEG - Normale
- EEG - Epilessia
Le perifrasi storiche per l'epilessia
- Morbo erculeo
- Mal della luna
- Mal caduco
- Morbus sonticus
- Morbus esputatus
- Morbus comitialis
- Morbo sacro
Storia e letteratura dell'epilessia
Egizi e Babilonesi
EGIZI: il geroglifico NSJT: Epilessia
Babilonesi: Le prime descrizioni delle crisi – "Egli perde coscienza e la schiuma esce dalla sua bocca. Prima dell’attacco metà del corpo è pesante e formicola. Alla fine dell’attacco gli arti restano paralizzati. Egli grida 'il mio cuore, il mio cuore', sbatte gli occhi, diventa rosso e si gratta involontariamente il naso. Rimane cosciente ma quando gli parlate si comporta in modo strano." Sakikku (1067-1046 a.C.)
Grecia
L’epilessia come morbo sacro: Gli uomini non sfuggiranno alla prova che tu stabilirai per mostrare che soffrono del morbo sacro. Poiché subito si inchineranno e si piegheranno in avanti come se la terra li traesse: cosparsi di schiuma della loro bocca, di qua e di là si volgeranno e si rotoleranno a terra. Inni Orfici
Ippocrate
De morbo sacro (460-379 aC): "Coloro che attribuiscono questa malattia agli dei sembrano a me come i prestigiatori, gli impostori e i ciarlatani... questa malattia non sembra a me più divina delle altre... né meno curabile delle altre, a meno che non sia presente da lungo tempo e divenuta più forte dei rimedi. L’origine è ereditaria, come per altre malattie. Il cervello è la sede della malattia come di qualsiasi altra malattia con manifestazioni violente."
Galeno
De affectorum locorum notitia (circa 130-200 dC): "L’epilessia è dovuta all’accumulo di umore spesso e vischioso, che ostruisce il deflusso del pneuma psichico, blocca i nervi sensoriali e motori con perdita delle sensazioni, della coscienza e della capacità di ragionare, nonché convulsioni dovute al tremore delle radici dei nervi motori nei tentativi di rimuovere l’ostruzione vischiosa."
Dante Alighieri
La Divina Commedia (1302-1321), Inferno, Canto XXIV, 112-117: "E quale è quei che cade, e non sa como, per forza di demon ch’a terra il tira, o d’altra oppilazion che lega l’omo, quando si leva, che ‘ntorno si mira tutto smarrito de la grande angoscia ch’egli ha sofferta, e guardando sospira."
Caravaggio
Conversione di S. Paolo
William Shakespeare
- "Giulio Cesare" (1599), Atto I, scena II: "Cassio: Ma, adagio, vi prego: come! Cesare è svenuto? Casca: E’ caduto a terra nel Foro con la schiuma alla bocca ed è restato senza favella. Bruto: E’ possibilissimo: egli ha il mal caduco."
- "Otello" (1604), Atto IV, scena I: "Otello: Nasi, orecchie, bocche! E’ possibile? Ha confessato? E il fazzoletto? Oh, demonio! (cade per terra, in delirio). Iago: ... Siete voi, Cassio? Cassio: Che è accaduto? Iago: Una crisi epilettica. E’ già il secondo accesso: ne ebbe uno anche ieri. Cassio: Stropicciategli forte le tempie. Iago: Meglio no. Che lo svenimento abbia un decorso tranquillo. Altrimenti, si mette a fare schiuma alla bocca, e dà in furiose pazzie. Guardate, che comincia a muoversi. Allontanatevi un istante. Ora torna in sé... Come va, generale? Non avrete mica battuto la testa?"
F. Dostoevskij
L’idiota (1868): "Le esperienze del principe Myshkin: ... improvvisamente gli si spalancò davanti come un abisso: una straordinaria luce interiore gli illuminò l’anima. Quella sensazione durò forse un mezzo secondo; nondimeno egli si ricordò in seguito con chiara consapevolezza il principio, la prima nota dell’ urlo terribile che gli sfuggì dal petto ... Poi la sua coscienza, in un attimo, si spense esubentrò una tenebra fitta."
I fratelli Karamazov, parte IV (1880): "Crisi simulate e crisi vere. Smerdjakov e Ivan stanno rievocando l’assassinio del loro padre. - Voi siete partito, e io allora sono ruzzolato in cantina ... - Avevi un attacco o fingevi? - Fingevo, si capisce. Fu tutta una finzione. Scesi le scale tranquillamente fino in fondo, mi distesi tranquillamente per terra e cominciai a urlare. E mentre mi portavano via mi dibattevo. - Aspetta! Sempre, anche dopo, anche all’ospedale fingevi? - Nient’affatto. La mattina dopo, prima ancora di arrivare all’ospedale, mi venne un attacco davvero, e così forte come non ne avevo avuti da molti anni. Per due giorni persi completamente la nozione di me stesso."
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