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Oncologia cellulare

Introduzione all'oncologia cellulare

Oncos: rigonfiamento. È lo studio dei tumori e neoplasie. Cancro si riferisce ai tumori maligni.

Neoplasia

La neoplasia è una crescita del tessuto eccessiva e sproporzionata rispetto al normale, che persiste anche dopo che terminano gli stimoli. Una forma di adattamento normale cessa al termine dello stimolo, mentre nella neoplasia non cessa (afinalismo degenerativo).

Classificazione dei tumori

Dal punto di vista generale e istopatologico, nell'ambito della massa neoplastica si può individuare una componente parenchimale e una stromale che fa da organizzazione alle cellule neoplastiche. Le cellule che caratterizzano la massa identificano la natura del tumore, ma la crescita e l'evoluzione dipendono dallo stroma.

Terminologia dei tumori

I tumori benigni di origine epiteliale hanno nomi che dipendono dalle cellule, dall'architettura microscopica e macro. Si possono avere adenomi, papillomi, cistoadenomi, e polipi (escrescenze nel lume di organi cavi). I tumori di derivazione mesenchimale sono i sarcomi (sarkos=carne) e ce ne sono diversi tipi. I carcinomi sono tumori maligni e hanno derivazione epiteliale. Non è necessario conoscere la nomenclatura per l'esame.

Tumori misti

Le cellule parenchimali mostrano lo stesso fenotipo come se derivassero dallo stesso progenitore. Nei tumori misti c’è un differenziamento divergente ad esempio quelli delle ghiandole salivari sono adenomi e hanno un misto di cellule ossee, cartilaginee, epiteliali. Abbastanza sviluppati sono i teratomi che derivano da cellule totipotenti che possono avere origine da tutti i foglietti embrionali. Il teratoma ovarico può mostrare peli, denti o ghiandole sudoripare.

Caratteristiche dei tumori benigni e maligni

  • Invasività locale
  • Velocità di accrescimento
  • Metastasi
  • Differenziamento

Differenziamento è un indirizzamento morfofunzionale delle cellule a partire da una componente staminale. Il differenziamento è il grado di somiglianza tra cellule neoplastiche e cellule normali (grado di differenziamento). Quando non c'è differenziazione, parliamo di anaplasia, cioè la mancanza di somiglianza, ovvero il grado di differenza tra cellule normali e neoplastiche a livello morfofunzionale. I tumori maligni hanno forme poco differenziate cioè anaplastiche (quindi somigliano poco), mentre i tumori benigni sono ben differenziati quindi molto somiglianti al tessuto normale).

Anaplasia

Anaplasia vuol dire regressione: da più differenziato a meno differenziato. È facile pensare che c'è un tessuto specializzato in cui le cellule regrediscono. In realtà, questo non è vero: oggi c'è la teoria delle cellule staminali del cancro. Le neoplasie maligne ben differenziate derivano dalla maturazione o dalla specializzazione contestuale alla proliferazione di cellule indifferenziate. Le neoplasie non differenziate derivano dalla proliferazione senza maturazione di cellule trasformate.

Cellule staminali

Se consideriamo un tessuto normale, nell'ambito di un tessuto a livello basale c'è una componente staminale per la rigenerazione dei tessuti. Le cellule staminali hanno caratteristiche biologiche ben definite:

  • Capacità di self renewal (autorinnovamento)
  • Potenzialità differenziativa

Queste due capacità devono entrare in un circuito omeostatico. Quando consideriamo la cellula staminale, quando si divide può dare origine a due divisioni:

  • Simmetrica (da una cellula a due)
  • Asimmetrica (una cellula rimane staminale e l'altra diventa amplifying, cioè assume un indirizzo di specializzazione)

Cellule staminali del cancro

Per esistere le cellule staminali del cancro ci sono prove. In laboratorio si sono studiate le varie componenti cellulari delle masse tumorali grazie alla citoforimetria (metodo che separa le cellule in base alle proteine di superficie, marcate con anticorpo fluorescente). Le varie popolazioni cellulari venivano iniettate nei topi che erano di tipo nod skid (cioè diabetico non obeso con deficienza immunitaria severa combinata, cioè il sistema immunitario non funziona) quindi si possono iniettare tutte le sostanze per farle replicare. Si è visto che solo se si inserisce una piccolissima percentuale della massa tumorale maligno si produceva il maligno. Era la parte che conteneva la componente staminale (2 o 3% del totale). Quindi vuol dire che il tumore non è altro che una forma caricaturale del tessuto normale. Nelle masse neoplastiche solo alcune sono le cellule staminali del cancro e gestiscono la massa tumorale. Quindi va distrutta solo la parte staminale per non permettere che questo si riformi.

Esistenza delle cellule staminali

Perché esistono le cellule staminali? Uno dei motivi è che se tutte le cellule si replicassero continuamente, porterebbe ad un aumento delle cellule nel tessuto. Man mano che crescono, aumentano la malignità.

Anaplasia profonda

Quando una neoplasia è veramente poco differenziata, tra citoplasma e nucleo c'è pleomorfismo e aumenta il rapporto nucleo-citoplasma che dovrebbe...

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Scienze mediche MED/04 Patologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Patologia Generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Foggia o del prof Conese Massimo.
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