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19/04/2011

ONCOLOGIA CELLULARE(non c'è tutto sul libro)

Oncos: rigonfiamento

È lo studio dei tumori e neoplasie.

Cancro si riferisce ai tumori maligni.

NEOPLASIA.

Crescita del tessuto eccessiva, sproporzionata rispetto al normale che persiste anche dopo che

terminano gli stimoli.

Una forma di adattamento normale cessa al termine dello stimolo. Mentre nella neoplasia non cessa

(afinalismo degenerativo).

Dal punto di vista generale e istopatologico nell’ ambito della massa neoplastica si può individuare

una e una che fa da organizzazione alle cellule neoplastiche.

componente parenchimale stromale

Le cellule che caratterizzano la massa identificano la natura del tumore ma la crescita e l’evoluzione

dipendono dallo stroma.

La terminologia relativa: tumori benigni di origine epiteliale hanno nomi che dipendono dalle

cellule, architettura microscopica e macro. Si possono avere adenomi, papillomi, cistoadenomi,

polipi(escrescenze nel lume di organi cavi).

I tumori di derivazione mesenchimali sono i sarcomi (sarkos=carne) e ce ne sono diversi tipi.

I carcinomi sono tumori maligni e hanno derivazione epiteliale.

Non bisogna saper la nomenclatura per l'esame.

Tumori misti

Le cellule parenchimali mostrano lo stesso fenotipo come se derivassero dallo stesso progenitore.

Nei tumori misti c’è un differenziamento divergente ad es quelli delle gh salivari sono adenomi si

ha un misto di cellule ossee, cartilaginee, epiteliali.

Abbastanza sviluppati sono i teratomi che derivano da cellule totipotenti che possono avere origine

da tutti i foglietti embrionale.

Il teratoma ovarico fa vedere peli, denti o gh sudoripare.

Tumori benigni e maligni

ci sono parametri che caratterizzano la biologia del tumore:

-invasività locale,

-velocità di accrescimento,

-metastasi,

-differenziamento.

Il è un indirizzamento morfofunzionale delle cellule a partire da una componente

differenziamento

staminale. Il differenziamento è il grado di somiglianza tra cellule neoplastiche e cellule normali

(grado di differenziamento). Quando non c'è differenziazione noi parliamo di anaplasia cioè la

mancanza di somiglianza cioè il grado di differenza tra cellule normali e neoplastiche a livello

morfofunzionale. I tumori maligni hanno forme bene e poco differenziate cioè anaplastiche (quindi

somigliano poco, i tumori benigni sono ben differenziati quindi molto somiglianti al tessuto

normale). vuol dire regressione: da più differenziato a meno differenziato. È facile pensare che c'è

Anaplasia

un tessuto specializzato in cui le cellule regrediscono. In realtà questo non è vero oggi c'è la teoria

delle cellule staminali del cancro.

Le neoplasie maligne ben differenziate derivano dalla maturazione o della specializzazione

contestuale alla proliferazione di cell indifferenziate.

Le neoplasie non differenziate derivano dalla proliferazione senza maturazione di cellule

trasformate.

Se consideriamo un tessuto normale nell'ambito di un tessuto a livello basale c'è una componente

by Salvo 86

staminale per la rigenerazione dei tessuti.

Le cellule staminali hanno delle caratteristiche biologiche ben definite:

-la capacità di hanno la capacità di autorinnovarsi,

self renewal:

-hanno una potenzialità differenziativa.

Queste 2 capacità devono entrare in un circuito omeostatico.

Quando consideriamo la cell staminale quando si divide può dare origini a 2 divisioni:

-simmetrica (da 1 cellula a 2)

-oppure asimmetrica(1 cell rimane staminale e l'altra diventa amplifying cioè assume un indirizzo

di specializzazione).

Per esistere le cellule staminali del cancro ci sono prove. In laboratorio si sono studiate le varie

componenti cellulari delle masse tumorali grazie alla citoforimetria (metodo che separa le cellule in

base alle proteine di superficie, marcare con anticorpo fluorescente). Le varie popolazioni cellulari

venivano iniettate nei topi che erano di tipo nod skid (cioè diabetico non obeso con deficienza

immunitaria severa kombinata cioè il sist immunitario non funziona) quindi si possono iniettare

tutte le sostanze per farle replicare. Si è visto che solo se si inserisce una piccolissima percentuale

della massa tumorale maligno si produceva il maligno. Era la parte che conteneva la componente

staminale (2 o 3% del totale). Quindi vuol dire che il tumore non è altro che una forma caricaturale

del tessuto normale. Nelle masse neoplastiche solo alcune sono le cellule staminali del cancro e

gestiscono la massa tumorale. Quindi va distrutta solo la parte staminale per non permettere che

questo si riformi.

Perché esistono le cellule staminali? Uno dei motivi è che se tutte le cellule si replicassero

continuamente porterebbe ad un aumento delle cellule nel tessuto. Man mano che crescono

aumentano la malignità.

Anaplasia

Quando una neoplasia è veramente poco differenziata.

-Tra citoplasma e nucleo c'è pleomorfismo e aumenta il rapporto nucleo-citoplasma che dovrebbe

essere 1 a 4 o 1 a 6. Nella anaplasia questo rapporto può arrivare 1:1. Quindi il nucleo si ingrossa

moltissimo.

-La cromatina è ammassata in modo irregolare.

-C'è un alto numero di mitosi e la cosa importante è

-la presenza di atipiche figure mitotiche come ad esempio figure tri o quadri polari, nel tessuto

iperplastico si trovano invece strutture normali e armoniche.

-La perdita della polarità cioè anarchia tissutale formando strutture cordonali abnormi. Oppure si

by Salvo 87

possono formare cellule tumorali giganti come cellule poliploidi a causa delle mitosi irregolari.

Però comunque si formano sempre 2 cellule da una sola ma con anomalie conformazionali.

Displasia

Nell'ambito dell’oncologia è importante vedere la displasia. Che è da tenere sotto controllo.

È una proliferazione disordinata. La compagine tissutale perde l'architettura normale con comparsa

di tessuto alterato.

-Si ha perdita di uniformità dell’aspetto delle cellule,

-nuclei ipercromici,

-figure mitotiche più numerose del normale ma di aspetto normale,

-anarchia tissutale. Si vede che le mitosi non si verificano negli stati basali ma superficiali dove

dovrebbero essere già organizzate quindi si ha compagine tissutale disorganizzata.

Nell’epitelio l'evento displastico se riguarda tutto lo spessore dell'epitelio si chiama carcinoma in

situ. Queste displasie gravi e sono condizioni portano a un cancro. Come l’esofagite di

Barrett(processo infiammatorio cronico caratterizzata da displasia a livello dell’esofago).

Tanto più la cellula è differenziata tanto più contiene caratteristiche normali. Ci sono neoplasia

maligne ma anche carcinomi maligni a livello endocrino producono ormoni. I carcinomi ben

differenziati sono difficili da individuare come il carcinoma della tiroide.

Se consideriamo una neoplasia poco differenziate quindi anaplastiche le cellule somigliano più tra

loro che a quelle del tessuto, si può avere una produzione ectopica delle cellule che dovrebbero

produrre. Quindi vengono prodotte cellule che non dovrebbero essere prodotte in quel distretto

anatomico.

ARRESTO MATURATIVO

Per quanto riguarda le cellule staminali, le cellule maligne derivano da un arresto maturativo nelle

tappe di sviluppo. Quindi se immaginiamo un passaggio dalle cellule staminali a cellule

differenziate ci può essere un arresto. Questo arresto maturativo da origine alla massa neoplastica.

Si ha quindi l'accumulo di cellule poco differenziate nella compagine tissutale.

Ci sono esperimenti che corroborano la teoria delle cellule staminali del cancro e si tratta di

esperimenti di trapianto. Se consideriamo il carcinoma squamocellulare: Le cellule della massa

tumorale fortemente differenziate, le hanno trapiantate nel topo e non succedeva niente. Se si

prendeva la parte indifferenziata si aveva l'origine di un nuovo tumore.

Altri esperimenti sono stati condotti con il teratocarcinoma murino: neoplasia derivante da tubuli

seminiferi dei testicoli di topo. Ci sono cellule differenziate provenienti da altri organi e

indifferenziate nell'ambito del tessuto tumorale. Se vengono trapiantate le cellule indifferenziate

queste cellule danno origine alla massa neoplastica, mentre se si fanno sviluppare in una blastocisti

di un altro topo e si mette in una topa pseudo gravida, quello che succede è che il neonato sarà

formato da cellule coesistenti di cellule tumorali indifferenziate e cellule differenziate senza lo

sviluppo del teratocarcinoma perché le cellule indifferenziate restano inattive. Quindi è importante

l’ambiente in cui si trovano. Questo perchè l'ambiente biochimico ha modificato le cellule

indifferenziate per effetto paracrino e si formano mediatori che bloccano la malignità di queste

cellule.

Nell’uomo esistono prove di cellule neoplastiche che derivano da componente staminale?

Nelle cellule della leucemia le cellule tumorali restano bloccate in stadi immaturi ad esempio alcune

leucemie linfoidi infantili. Quando si fa la fenotipizzazione delle cellule tumorali cioè si va a vedere

cosa c’è sulla superficie di questi linfociti maligni, si può osservare che ci sono marcatori di

superficie dei linfociti che fanno somigliare più a cellule staminali che a linfociti maturi. Dal punto

di vista tissutali le cellule somigliano più ai progenitori (cellule staminali) dei linfociti che ai

linfociti. by Salvo 88


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kalamaj

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico - 6 anni)
SSD:
Università: Foggia - Unifg
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Patologia Generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Foggia - Unifg o del prof Conese Massimo.

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