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PATOLOGIA GENERALE

 Adattamento cellulare pag. 2

Ipertrofia, ipotrofia, atrofia pag. 2-3

o Iperplasia, metaplasia pag. 3

o

 Morte cellulare pag. 3

Necrosi e apoptosi

o

 I grassi pag. 4

Colesterolo, assorbimento dei grassi

o

 Accumulo anomalo di proteine pag. 6

Alzheimer + encefalopatia spongiforme pag. 7-8

o

 BMI e accumulo di ferro pag. 9

 Invecchiamento cellulare pag. 9

MICROBI

 Batteri pag. 10

Resistenza agli antibiotici pag. 11

o

 Virus pag. 12

Fattori di patogenicità dei virus

o Virus HIV o AIDS

o Virus ebola

o Virus influenza

o

 Tumori pag. 18 – 20

Tumore mammella e cervice pag. 21

o Tumore prostata pag. 22

o Tumore colon pag. 23

o

 Processo infiammatorio pag. 25 – 26

Aterosclerosi pag. 27

o

 Coronavirus pag. 28

Storia

o Com’è fatto e come infetta

o Polmonite interstiziale

o Pag. 1

INTRO

La patologia generale è alla base. Perché ci ammaliamo? Dipende da fattori fisiologici interni (come

per esempio malattie ereditarie) ma anche fattori esterni (fumo, alcool, vita sedentaria, stress,

ambiente).

Il termine patologia significa studio della malattia, il brutto; la patologia generale quindi studia i

meccanismi psico-fisici degli organi, tessuti e delle cellule. Gli elementi che la caratterizzano sono lo

studio delle cause della malattia (eziologia), i meccanismi con cui si sviluppa la malattia

(patogenesi), le alterazioni strutturali nelle cellule (alterazioni molecolari e morfologiche) e le

conseguenze di queste modificazioni (quindi le manifestazioni cliniche).

ADATTAMENTO CELLULARE

Nell’uomo l’unità elementare è la cellula che ha la capacità di soddisfare le richieste fisiologiche

mantenendo uno stato di equilibrio chiamato omeostasi. Un processo che caratterizza le cellule è

l’adattamento cellulare, ossia la risposta funzionale e strutturale reversibile a stress patologici gravi

o a determinati fattori patologici; uno stress

persistente spesso conduce a un danno cellulare

che porta a un danno permanente e infine alla

morte cellulare (necrosi e apoptosi).

Prendendo in considerazione un atleta, con muscoli voluminosi: l’incremento della massa muscolare

riflette l’aumento delle dimensioni delle singole fibre muscolari (ricordiamo che è un sincizio e non

possono dividersi, sono tessuti perenni); il muscolo aumentato di dimensioni acquisisce nuovo

equilibrio che gli permette di sopravvivere più a lungo durante lo sforzo. Definiamo questo tipo di

adattamento ipertrofia (aumento del volume cellulare e quindi alla fine delle dimensioni

dell’organo). L’ipertrofia però può essere anche patologica e può verificarsi come risposta

compensatoria al danno quando le cellule parenchimali sono danneggiate o perdute; per esempio a

seguito di un infarto al miocardio i cardiomiociti non possono andare incontro a iperplasia per

rimpiazzare le fibre muscolari ma aumentano le loro dimensioni nel tentativo di svolgere le funzioni

di quelle perdute. Se lo stress continua può accadere che l’ingrossamento della massa muscolare

non è più in grado di compensare lo stress per cui a carico dei miociti cominciano a manifestarsi

fenomeni regressivi che portano alla lisi e il risultato finale sarà per il cuore l’insufficienza cardiaca.

Ci sono patologie muscolari, come la distrofia muscolare, di origine genetica in cui manca una

proteina, la distrofina, necessaria per la contrazione e per la composizione muscolare; in questo

caso bambini hanno gli arti inferiori sottosviluppati dal punto di vista muscolare; questa riduzione

del volume delle cellule determina un’ipotrofia. Un muscolo ipotrofico può tornare normotrofico.

Pag. 2

Definiamo atrofia la riduzione del volume di un tessuto (e non delle cellule!) perché alcune cellule

sono morte (quindi cellule in necrosi, tessuto in atrofia). Le cause di una morte cellulare non

programmata possono essere:

 Ischemia (carenza di sangue);

 Ipossia (carenza d’ossigeno);

 Avvelenamento (es. sostanze cancerogene, raggi solari)

Un altro tipo di adattamento (in questo caso fisiologico) è l’l’iperplasia. Consiste in un aumento del

numero delle cellule all’interno di un organo, dovuto per esempio a un cambiamento ormonale

(proliferazione della mammella in pubertà) per condizioni patologiche come iperplasia

endometriale, prostata, virus (HIV). Un processo infiammatorio cronico o l’esposizione cronica al

danno da parte di un agente lesivo quindi può provocare una iperplasia (scarpe strette).

Un ulteriore meccanismo adattativo è la metaplasia ossia la modificazione reversibile in cui un tipo

cellulare di tipo epiteliale viene sostituito da un tipo differente. Uno degli esempi più comuni

riguarda l’apparato respiratorio le cui cellule hanno sulla superficie le ciglia, che muovendosi

portano fuori ciò che arriva di dannoso (per esempio il fumo per i fumatori). Nei fumatori l’epitelio

cilindrico della trachea e dei bronchi viene sostituito da epitelio squamoso stratificato. Se però le

ciglia continuano a essere sottoposte al fumo si ritirano all’interno della cellula per proteggerle. Se

si continua ancora, si trasforma in epitelio appiattito e producono una sostanza per difendersi, la

cheratina. Questo adattamento di un tessuto dentro un altro tessuto si definisce metaplasia.

MORTE CELLULARE

Distinguiamo necrosi e apoptosi (o suicido programmato).

L’apoptosi si verifica normalmente durante lo sviluppo e durante la vita adulta per garantire

l’eliminazione delle vecchie cellule. Può essere:

 Fisiologica si manifesta, per esempio, nei casi di turnover cellulare ovvero il ricambio di una

vecchia cellula, la quale fa spazio ad una nuova; come il caso degli ovociti invecchiati che se

non vengono fecondati entro un certo limite di tempo, queste muoiono per far spazio a degli

ovociti più “giovani”

 Patologica in questi casi, la morte della cellula non è prevista ma viene eseguita per il bene

dell’ organismo.

Es: Sappiamo che nel caso di ciclo litico in cui vi è la morte cellulare (chiamata “Effetto

Citopatico”) provocata da un virus si ha una proliferazione del virus stesso che provocherà la

lisi cellulare. In questi casi può accadere che la cellula infettata dal virus possa andare in

apoptosi per evitare la la proliferazione di questo e quindi salvaguardare la sopravvivenza

dell’organismo. Questo processo può essere, infatti, inteso come un “sacrificio cellulare” per

un bene maggiore.

Si definisce necrosi la morte più o meno improvvisa delle cellule causata da fattori avversi esterni o

interni all’organismo. Distinguiamo vari tipi di necrosi:

 Necrosi coagulativa, viene a mancare l’ossigeno e il nutrimento, è istantanea ma

l’architettura del tessuto morto viene preservata per un tempo anche di qualche giorno

 Necrosi supporativa o colliquativa, caratterizzata dalla digestione delle cellule morte e

conseguente trasformazione del tessuto in una massa liquida viscosa (pus)

 Necrosi steatossica, dovuta a focolai di distribuzione lipidica (grassi) Pag. 3

I GRASSI

COLESTEROLO TOTALE <190 mg/dl

COLESTEROLO HDL >40 mg/dl Aspetto lipidico

TRIGLICERIDI TOTO <150 mg/dl

La morte cellulare può essere provocata anche da depositi intracellulari o extracellulari anormali; i

grassi in particolari si depositano nel tessuto adiposo e accumuli patologici dei grassi avvengono nel

fegato malattia da accumulo delle cellule epatiche è la steatosi epatica.

Altra malattia, genetica, è l’ipercolesterolemia nelle cellule epatiche mancano i recettori per LDL

(LDL quindi non possono entrare nella cellula epatica, rimangono nel sangue e aumenta colesterolo

totale portano a situazione di aterosclerosi ossia il processo infiammatorio dei vasi)

Assorbimento dei grassi

I grassi o lipidi, sono insolubili in acqua e sono rappresentati principalmente dai trigliceridi e

colesterolo, componente fondamentale delle membrane cellulari oltre a essere la molecola per la

sintesi di numerosi ormoni. Nei casi di ipercolesterolemia mancano i

recettori per LDL che rimane nel sangue e

aumenta i livelli di colesterolo

aterosclerosi

I grassi vengono distrutti nello stomaco e assorbiti nell’intestino, le cui cellule sappiamo

essere gli enterociti, cellule cilindriche con in superficie i villi (per aumentare assorbimento) e i

fosfolipidi.

I Sali biliari, prodotti dal fegato e conservati nella cistifellea, intervengono per aiutare i grassi a

oltrepassare la barriera idrofobica. Colesterolo e trigliceridi, una volta entrati nell’enterocita

sottoforma di micella, si rompono e si forma un’altra particella, detta chilomicrone (fatto

internamente da trigliceridi e colesterolo e in superficie da proteine e fosfolipidi); il

chilomicrone esce dalla parte bassa dell’enterocita, va nel circolo linfatico e poi nel circolo

ematico. Pag. 4

Una volta nei vasi, il chilomicrone viene a contatto con le cellule endoteliali che

possiedono l’enzima lipoproteina lipasi, che lo rompe e si forma una particella più

piccola, il chilomicrone residuo.

Il chilomicrone residuo va al fegato e , assorbito dalle cellule epatiche, viene distrutto.

Nel fegato viene sintetizzata un’altra particella, VLDL (Very Low Density Lipoprotein) che va nel

sangue e viene di nuovo a contatto con lipoproteina lipasi che lo rompe; cede quindi colesterolo

e si trasforma in particella più piccola, IDL (Intermedie Density Lipoprotein).

L’ IDL può:

- Andare al fegato ed essere distrutta

- Andare nei vasi e trovando lipasi ceder colesterolo e trasformarsi in particella sempre

più piccola di LDL (colesterolo cattivo)

Nel fegato nel frattempo viene prodotta una particella più piccola, HDL, con pochi

trigliceridi che funge da aspirapolvere: va nel sangue e aspira tutto il colesterolo libero

(quando una cellula muore libera colesterolo dalla membrana) aspirando colesterolo

diventa più grande e si trasforma in LDL (colesterolo cattivo).

Quindi un pz con vita sedentaria e alto consumo di grassi avrà HDL basso e LDL alto

(deriva da HLD che va ad aspirare colesterolo libero). Pag. 5

ACCUMULO ANOMALO DI PROTEINE

La morte cellulare può essere causata anche da un accumulo anomalo di proteine. Spesso vengono

considerate rifiuti perché non sintetizzate bene, quindi se ne formano alcune anomale e sono da

eliminare. Le proteine ricordiamo essere formate da amminoacidi

e in base al tipo distinguiamo acide e basiche (con totale carica negativa).

L’albumina è una proteina con carica totale negativa e peso molecolare alto.

L’emoglobina invece ha struttura quaternaria (2 strutture alfa, 2 strutture beta).

Durante il processo di sintesi, questa proteina può subire una mutazione e assumere una struttura

differente, a foglietto beta, impedendo il ripiegamento a struttura terziaria e di conseguenza il

corretto funzionamento. Normalmente, nella struttura secondaria, le

proteine sono avvolte da “impalcature” le

chaperonine (in rosso);

se vi è mutazione e quindi assumono la

conformazione di foglietto Beta le chaperonine non

riescono a legarsi e troviamo un’altra proteina, le

ubiquitine, che portano la proteina mutata al centro

di smaltimento dei rifiuti ossia il proteosoma

La proteina a beta-elica viene portata dalle

ubiquitine al proteosoma e viene distrutta in

piccoli pezzi, riversata nel citoplasma e poi

portata esternamente nell’interstizio.

Nel caso della Patologia succede che l’accumulo anomale di proteine nel citoplasma e fuori dalla

cellula porta a malattie neurologiche come Alzeihmer e encefalopatia spingiforme. L’accumulo è

dovuto al fatto che si producono così tante proteine anomale che il proteosoma non ce la fa a

smaltirle. La cellula che va in necrosi è la cellula nervosa.

PERCHE’ LE CELLULUE NERVOSE MUOIONO?

Alzheimer: perdita progressiva della memoria che porta alla demenza dovuta a progressiva

necrosi delle cellule nervose con atrofizzazione del tessuto. Il volume del cervello di un

paziente affetto da Alzheimer sarà ridotto rispetto a quello di una persona sana. La demenza

porta ad uno stato di irascibilità nel paziente.

Improvvisamente, dai 55 anni in su per un motivo ancora non noto, alcune proteine presenti

nella cellula nervosa vengono sintetizzate in maniera anomala. Nel 10% dei casi la malattia è

genetica: un gene alterato causa la produzione di proteine anomale. Il danno neurologico non

può essere bloccato ma solo rallentato. Il decadimento cognitivo porta alla perdita della

memoria a lungo termine. Come individuare il decadimento? Attraverso delle analisi del sangue

è possibile rintracciare il valore di determinate proteine, marcatori della malattia. Pag. 6

La cellula nervosa è formata da un

prolungamente principale detto assone e

rivestito da mielina, altri prolungamenti detti

dendriti che mettono in comunicazione le

cellule nervose, un grande nucleo centrale e

termina con un’espansione dove avvengono

gli scambi chinmici di neurotrasmettitori.

La cellula nervosa deve portare il nutrimento

dalla stazione centrale (nucelo) alla periferia

lungo l’assone. Per fare ciò ha messo a

punto un sistema di trasporto binario .

All’interno dell’assone c’è un sistema di

binari, costituiti da proteine (proteina TAU e

microtubuli di tubulina) attraverso questo

sistema normalmente si trasfportano le

sostanze dal nucleo alla periferia.

Nel caso dell’alzehimer succede che a una certa età, improvvisamente, la proteina TAU non viene

sintetizzata normalmente (alfa-elica) e quindi la sua struttura non riesce ad ancorarsi normalmente

nel sistema di trasporto binario. I microtubuli quindi rimangono singoli e si aggrovigliano (grovigli

neurofibrillari) non permettendo il trasporto. La periferia quindi va in sofferenza e inizia a morire in

senso centipeto nel tempo; ciò che fa morire il corpo cellulare è la sintesi di un’altra proteina

anomale, amiloide, che normalmente è nella configurazione alfa: in questo caso viene sintetizzata

struttura beta-amiloide, si accumula nella cellula nervosa e poiché il proteosoma non ce la fa, viene

espula all’esterno dove toglie spazio vitale alla cellula nervosa.

È un processo inarrestabile, che avviene nel tempo. Pag. 7

Altra malattia neurologia è l’encefalopatia spongiforme ossia fa apparire l’encefalo con aspetto di

una spugna (buchi). Conosciuta anche come “malattia della mucca pazza”, è una malattia mortale di

cui non si conosce la cura. È neurodegenerativa progressiva e si manifesta dopo 30 anni dall’evento

che l’ha determinata. Queste mucche avevano la tendenza di muoversi in maniera agitata, perdere

l’equilibrio o andare a sbattere contro i recinti. È una malattia che colpisce i bovini ed è infettiva.

È l’unico caso in cui l’infezione non è scatenata da un microbo ma dalla mutazione di una proteina.

La proteina in questione è la proteina prionica o prione, presenta nel cervello. Improvvisamente

questa proteina cambia causando degenerazione del SNC.

Se arriva dall’esterno anche una sola proteina prionica

mangiando il cervello di un animale, o pz che subisce

intervento con ferri con disinfettati bene, o si fa

elettroencefalogramma e non si usano elettrodi sterili,

può succedere che per effetto domino tutte le altre

verranno sintetizzate in maniera anomala il

proteosoma non ce la fa più a smaltirle, si accumuleranno

nel citoplasma delle cellule nervose e man mano le cellule

andranno in necrosi e il tessuto in atrofia

Nell’uomo la malattia porta sintomi quali tremori, parestesie, sbandamenti e perdita di equilibrio.

La morte arriva nel giro di 2-3 anni, se non è immediata. Pag. 8

BMI (Indice di massa corporea) = peso corporeo / altezza 2

Dev’essere compreso da 18.5 e 25

ACCUMULO DI FERRO

L’accumulo di metalli pesanti può portare a gravi patologie; uno di questi è l’accumulo di ferro del

fegato. L’accumulo patologico produce i pigmenti ossia sostanze colorate alcune delle quali

rappresentano normali costituenti (vedi la melanina) altri sono anomali. Si dividono in esogeni se

introdotti dall’esterno o endogeni (tatuaggi esempio di esogeno). Un pigmento endogeno che si

accumula nelle cellule è l’emosiderina. Il ferro di norma è trasportato dal sangue da una proteina di

trasporto detta transferrina. A livello cellulare il ferro forma degli aggregati chiamati fe

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Scienze mediche MED/04 Patologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rossellacovi00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Patologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Lavolpe Vito.
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