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Markers tumorali

Ci sono altri antigeni che possono essere utilizzati come markers. Molti di questi possono essere espressi nella prima fase dello sviluppo del tumore. Questi markers però devono essere presi con le pinze perché servono più che altro per una conferma della diagnosi:

Antigeni del differenziamento

Specifici nel differenziamento della cellula che però, quando si esprimono, favoriscono le cellule tumorali. Il CD10, per esempio, viene espresso dai linfociti B. Un altro è il CD20 espresso dai linfociti B, ma non viene espresso dai loro progenitori. Questo è un vantaggio perché si può attaccare il CD20 senza distruggere le cellule staminali.

Glicolipidi e glicoproteine alterati

Nei melanomi possono essere usati anche in ambito diagnostico come markers.

Meccanismi effettori antitumorali

Come il sistema immunitario può reagire contro le cellule tumorali? Attraverso linfociti T citotossici. Si studia la possibilità di infiltrare il tessuto con linfociti T citotossici specifici antitumorali.

Risposta dell’immunità specifica

Come avviene la risposta dell’immunità specifica (che quindi si basa sulla loro compagine strutturale)? Se si parte dalla massa tumorale, le cellule dendritiche possono interagire con le cellule tumorali e hanno un significato fagocitario (sono le APC: cellule presentanti l’antigene per eccellenza). Queste cellule possono ingurgitare cellule tumorali morte oppure possono fagocitare antigeni tumorali. Queste cellule dendritiche sono cellule immature, ma sotto determinati stimoli citochinici o in presenza di determinati ligandi diventano cellule mature. Le cellule dendritiche si dirigono verso i linfonodi regionali a livello delle aree T del linfonodo. Che cosa fa?

A livello dei linfonodi si ha un processo particolare che si chiama cross training. Cioè, si ha una cellula APC (cellula dendritica) che interagisce da un lato col linfocita T CD4 helper e dall'altro con il linfocita citotossico. Lo scopo è produrre linfociti T in grado di massacrare la massa tumorale. Succede che il cross training avviene perché la cellula dendritica è in grado di presentare pezzi della cellula tumorale al linfocita T CD4 grazie al fatto che presenta sulla sua superficie il recettore TCR. Questo serve al linfocita T per prendere confidenza con il peptide antigenico che gli viene presentato dalla molecola MHC di classe II.

[Quando si considera l’antigene presentato dall’MHC, o è presentato da tutte le cellule nucleate con MHC classe I oppure può essere dalle cellule presentanti l’antigene solo all’MHC di classe II. I linfociti T citotossici possono riconoscere l’antigene solo presenta]

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Scienze mediche MED/04 Patologia generale

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