Interazione del TCR e CD4 con MHC di classe II
Nel momento in cui si ha l’interazione del TCR e il CD4 con MHC di classe II non basta per attivare il CD4. Questo è legato anche attraverso altre molecole come il CD28 che interagisce con il recettore B7 presente sulla cellula dendritica. Questa ulteriore interazione recettoriale è anche sulla cellula T citotossica (CD8). Questo perché se non ci fosse questa interazione è come se non fosse successo niente, quindi è un segnale costimolatorio che garantisce attivazione al CD4 che si attiva, prolifera e produce linfociti T helper tipo 1.
Importanza del legame tra CD40 e CD40 della cellula dendritica
Anche importante è il legame tra CD40 del CD4 e il CD40 della cellula dendritica, quest'ultima comincia ad attivarsi e produce molte molecole del self e produce l’IL-12. Quindi indirettamente aiuta CD4 ad attivarsi e a trasformarsi in linfociti T helper di tipo I. Di contro, anche il CD8 in seguito all’interazione con la cellula dendritica si attiva e si trasforma in linfociti T citotossici che migrano nel focolaio neoplastico interagendo con le cellule tumorali. È necessario però che chieda aiuti come interferone γ e IL-2 prodotti dal T helper 1.
Il ruolo dei linfociti NK
Un'altra categoria di cellule coinvolte sono i linfociti NK che sono i (non sono natural killer linfociti T, cioè non interagiscono con l’antigene in maniera specifica) anche detti granulari. Rappresentano la prima linea di difesa contro i tumori. Possono essere stimolati da IL-2 e distruggono tumori che non possono essere distrutti da linfociti citotossici.
Interazione con MHC di classe I
Perché succede una cosa strana: Il linfocita T deve riconoscere l’antigene con MHC di classe I. Molti tumori sopprimono l’espressione di MHC I, quindi NK interagisce anche se non è presente MHC di classe I. Anzi i NK se incontrano MHC di classe I vengono inibiti, infatti NK presentano il recettore KIR che vede la presenza di MHC.
Morte cellulare mediata da NK e macrofagi
Le NK e i macrofagi possono uccidere la cellula tumorale anche con un altro meccanismo che non ha però una grossa valenza nel sistema immunitario.
Citotossicità anticorpodipendente (ADCC)
- La cellula NK presenta dei recettori durante l’infiammazione come FcγIII. NK si attacca con questo recettore all’anticorpo legato sulla cellula tumorale e si scatena una risposta anticorpodipendente.
- L’anticorpo è liberato dal linfocita B. Questi si attaccano al tumore e si legano al recettore Fc delle NK e dei macrofagi che fagocitano la cellula tumorale.
- Anche il macrofago può fare la stessa cosa e libera NO enzimi lisosomiali.
- Quando un anticorpo si lega all’antigene si può poi scatenare anche la via del complemento. Si formano i buchi sulla cellula tumorale.
- Oppure può succedere che l’anticorpo favorisce l’opsonizzazione della cellula.
I dati ottenuti da questo metodo non sono rilevanti.