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PATOLOGIA

GENERALE La

Patologia è lo studio delle

malattie.

Patos è sofferenza e quindi in

generale si identifica con

questa terminologia un

accorpamento di situazioni

particolari che portano

all’insorgenza di una malattia.

La Patologia non cura le

malattie, ma ha il compito di

individuare le problematiche

biologiche che sono alla

base delle malattie, cercare

di dare una spiegazione razionale di queste alterazioni biochimiche,

genetiche e biologiche che hanno prodotto la malattia; il compito della

cura e di quello che viene dopo, è del medico, dello specialista e non è

argomento del patologo.

Per questo motivo, per definizione, la patologia si pone al centro tra la

biologia di base e la medicina, o se vogliamo la pratica clinica, che non

pratichiamo noi direttamente poiché è compito di altri specialisti.

La Patologia si divide in due branche:

1) Patologia Generale;

2) Patologia Sistematica o Speciale.

La Patologia Generale si occupa delle reazioni molecolari di cellule e tessuti

sia normali che anomali.

Questo è fondamentale perché se io non conosco qual è la regolazione

normale di un tessuto, di una cellula, non potrò capire perché insorge

l’anomalia e qual è l’anomalia.

Mentre la Patologia Sistematica o Speciale è quella che si occupa dello studio

organo o tessuto specifico, ad esempio la patologia epatica, per chi si occupa

di danni al fegato, la patologia cardiaca, e tutti gli altri, fino ad arrivare a

quella del sistema immunitario, quella oncologica, e via dicendo.

Se qualcuno vi chiede:”Ma quali

sono le basi su cui si fonda lo studio

della Patologia?”

1) Eziologia

2) Patogenesi

3) Studio delle Alterazioni morfologiche

4) Qual è il Significato clinico che deriva da questi tre punti precedenti

L’ Eziologia è lo studio delle cause di una malattia. Io conosco qual è la

regolazione della respirazione, e ad un certo punto ad una persona viene la

bronchite. Se più o meno ho studiato, posso riconoscere un epitelio normale

da un epitelio infiammatorio con

bronchite. Un bravo patologo

vedendo queste due situazioni può

dire che l’ epitelio che sta

osservando,rispetto a quello in

controllo, è infiammato

probabilmente per una bronchite.

Qual è la causa di questa

bronchite? Per esempio un batterio,

quindi un’infezione, o potrebbe

essere una causa di tipo virale o di

altra natura, l’importante che

questa venga evidenziata attraverso studi specifici.

Quando noi parliamo di Malattia dobbiamo ricordare che una malattia in

generale, e questa è alla base dell’ Eziologia, è un turbamento dell’ equilibrio

dell’organismo.

Immagino che voi abbiate fatto la fisiologia e quindi abbiate già studiato l’

omeostasi.

L’ Omeostasi è quella situazione di equilibrio che si instaura tra cellule,

tessuti e organi.

Normalmente il nostro organismo tende a rispondere a qualsiasi variazione di

omeostasi, cercando di ristabilire quest’ equilibrio, quello che noi studieremo

come adattamento cellulare.

In alcuni casi questo funziona, ha successo, ma in altri casi questo non

funziona, e l’adattamento viene superato dalla condizione di Malattia. Per

esempio: una cellula che muore per mezzo dell’apoptosi, è un superamento

dell’ adattamento cellulare; l’instaurarsi di una condizione infiammatoria

cronica che non ci permette di tornare ad uno stato di salute iniziale, è una

situazione in cui abbiamo superato l’ adattamento e quindi si instaura la

malattia.

Un motivo per cui insorge una malattia, può essere ricercato in almeno

quattro tipi di cause. Esistono innanzitutto Cause Endogene e Cause

Esogene:

1- le cause ENDOGENE come dice stesso il termine sono da ricercarsi

all’interno dell’organismo, quindi sono patologie dovute ad agenti presenti nel

nostro organismo. Per esempio sapete che la nostra mucosa intestinale è in

simbiosi con una flora batterica abbastanza importante; quando questa flora

batterica non funziona più o funziona male, si attivano o delle infezioni

intestinali oppure si indebolisce la parete dell’intestino nei riguardi di patogeni

esterni.

Essendo E.Coli, nel caso intestinale, un ospite del nostro organismo con cui

conviviamo senza problemi, alterazioni di questo batterio posso determinare

una causa endogena in patologia.

2) le cause ESOGENE invece sono tutte quelle che noi probabilmente, nel

90% dei casi, siamo abituati a vedere quotidianamente, come un batterio

esterno, un virus, sono tutte cause esogene esterne.

All’interno di queste cause dobbiamo specificare tra:

1) causa DETERMINANTE

2) causa COADIUVANTE o detta anche CONCAUSA

Se il batterio della tubercolosi, è lui realmente l’agente eziologico della

tubercolosi che mi è venuta, quell’ agente eziologico, quindi quel batterio, è

una causa determinante perché da solo il batterio della tubercolosi scatena la

malattia.

Invece l’esempio dell’AIDS, l’AIDS è determinato da un virus che è l’ HIV. Di

per sé l’ HIV attacca i Linfotici T CD4 del nostro organismo, ma non causa la

morte della persona o la patologia.

Voi sapete che chi si ammala di AIDS ha un periodo di latenza, la cosiddetta

FASE NON CONCLAMATA, una fase lunghissima che può durare anche 20-

30 anni.

La morte causata dalla malattia di AIDS, sopraggiunge per altri motivi, quali:

infezioni all’apparato respiratorio, per tumori particolari, per infezioni da

batterio, funghi o virus, che sono indipendenti dall’ HIV. Il motivo per cui la

persona muore è perché l’ HIV,bloccando l’ attività dei Linfociti T CD4, blocca

una parte della risposta immunitaria e quindi non si ha la risposta contro virus

e batteri, così come avviene in un individuo normale.

In questo caso è evidente che non parliamo di HIV come causa determinante

della malattia, ma parliamo di una concausa: Infezione da HIV + Infezione da

Batterio o da un altro Virus, porta alla determinazione della malattia o della

morte della persona, e quindi della concausa.

Se io ho scoperto la causa di una malattia, posso fornire gli strumenti per fare

una buona diagnosi; se faccio una buona diagnosi, vuol dire che ho capito

come inizia, come potrebbe evolvere, e che cosa succede tra l’insorgenza e

l’evoluzione finale della patologia;

questo significa che io posso fornire gli strumenti per sviluppare un’adeguata

terapia.

Se io so che le cellule neoplastiche derivano da un’alterazione, per esempio

della proliferazione cellulare, o per l’inattivazione di oncosoppressori, o per la

mutazione di oncogeni, so che questa cellula diventerà neoplastica, che

questo tipo di neoplasia darà un tumore di un particolare livello, grandezza e

pericolosità, conoscendo a livello molecolare le tappe che partono dall’inizio

della trasformazione cellulare allo sviluppo del tumore, posso sviluppare

terapie. Ormai sono più di 10-15 anni che

sono in sviluppo terapeutico per

alcuni casi, per altri invece si stanno

utilizzando molecole biologiche per

la lotta, non solo ai tumori, ma

anche a patologie autoimmunitarie,

patologie infiammatorie gravi (per

esempio l’artrite reumatoide, la

sclerosi multipla).

Quando un organismo potenzialmente infettivo, potenzialmente capace di

turbare l’omeostasi entra all’interno del mio corpo, io posso reagire in diversi

modi. Allora: se sono messo male

con le difese immunitarie, debole,

ecc, questo organismo penetra e

ne subisco tutte le conseguenze,

cioè significa che sviluppo la

febbre, raffreddore, sto una

schifezza, ecc.

Evidentemente non ho avuto una

risposta adeguata all’organismo e

quindi io sono recettivo.

Se invece l’agente patogeno entra e non provoca alcun danno, questo è per

esempio quello che accade con il vaccino. La vaccinazione ha il compito di

limitare o addirittura di bloccare l’attività di un agente patogeno

potenzialmente infettivo. In questo caso il mio organismo sarà refrattario

all’agente patogeno.

Nel nostro corpo, in generale nei mammiferi, questa è una cosa straordinaria

come avrete modo di vedere, abbiamo due tipi di risposta immunitaria:

1) un’ Immunità di tipo Naturale o Aspecifica

2) un’ Immunità più selettiva detta anche Adattativa o Specifica

Tutti gli organismi potenzialmente pericolosi che penetrano nel nostro corpo,

sono al 99,99% bloccati dall’ Immunità Naturale o Aspecifica: è la prima

barriera di difesa, prima che venga messo in moto tutto il macchinario dell’

Immunità Specifica;

quindi se ho una buona Immunità Naturale, l’organismo penetra nel mio

corpo ma viene immediatamente sconfitto, perché macrofagi, cellule

dendritiche, cellule natural killer, neutrofili, granulociti, basofili, eosinofili, e

così via (che sono tutte le cellule dell’ Immunità Naturale) aggrediscono il

patogeno e lo distruggono.

Solo nel caso in cui la virulenza del patogeno dovesse essere

particolarmente elevata e il sistema dell’ Immunità Innata o Naturale non è

stato capace di sconfiggerlo da solo, subentra l’ Immunità Adattativa o

Specifica, per cui l’organismo, a questo punto, diventa reattivo cioè riceve il

danno potenziato, viene educato il sistema immunitario a reagire contro

questo danno, si formano anticorpi o Linfociti T a seconda del tipo di agente

eziologico, contro l’ agente eziologico affinchè questo venga rimosso. In

questo caso la patologia ha avuto un inizio, una durata e, con la rimozione

dell’agente eziologico, una fine.

Normalmente in una sequenza logica patologica questo è quello che avviene,

poi vedremo che la differenza tra Malattia e Morte è esattamente questa, che

la:

1) la malattia è uno stato transitorio di alterazioni dell’ omeostasi.

2) la morte si ha il corpo non è riuscito ad eliminare l’agente patogeno e

quindi quest’ultimo ha avuto la meglio sull’organismo.

Prima ho fatto l’esempio della cellula

neoplastica, ma si può fare

chiaramente un’ esempio simile per

qualsiasi patologia, e qui viene

riportata per semplicità una malattia

genetica che è la Fibrosi Cistica.

Tutte le patologie hanno un inizio,

caratterizzato da una cascata di eventi

molecolari, biochimici, anche

morfologici e così via, che

rappresentano la risposta del nostro

organismo all’ “offesa” che stiamo ricevendo dal patogeno.

Quindi quello che fa il patologo con l’aiuto di biologi, genetici, biochimici e

così via, è quello di identificare che cosa sta a monte di quello che ha

determinato il danno.

Nel caso della Fibrosi Cistica, che è una malattia genetica, io vado a cercare

nel DNA dell’ammalato potenzialmente il gene difettoso che conosco già, che

è stato isolato, e quindi ho gli strumenti per poter fare una ricerca.

Sapendo che esistono varianti alleliche o vari tipi di mutazioni posso

duplicare specificamente qual è quello che causa quel tipo di Fibrosi Cistica

nell’ individuo e conoscendo il gene posso risalire a quello che è il prodotto,

quindi la famosa legge DNA - RNA - Proteina, e quindi vado a vedere qual è

il difetto a livello proteico. Questo è un difetto, una patologia che, se vi

ricordate il trasportatore di membrana cloro-sodio-acqua, porta ad un

accumulo di liquidi nelle mucose soprattutto a livello dei bronchi, della pleura,

della pelle, dovuto ad un gene alterato che codifica per una molecola di

membrana, che è un trasportatore, e permette di far regolare l’ ingresso e

l’uscita di sodio e di cloro dalla cellula, e con questo c’è anche una variazione

della quantità di acqua che entra o esce dalla cellula.

Questo gene è mutato, e vi è un accumulo di acqua all’interno delle cellule

che determina soprattutto nelle mucose, come quella bronchiale, l’ accumulo

di muco che, a sua volta, determina un’ aumento della suscettibilità a

infezioni batteriche, con rischi di bronchite molto gravi.

Chi ha la Fibrosi Cistica incomincia a tossire piano, poi il giorno dopo sempre

più forte, la crisi aumenta sempre più finché non va in ospedale per aspirare il

liquido bronchiale, altrimenti muore perché copre completamente i bronchioli,

gli alveoli bronchiali, e quindi non c’è più respirazione.

Se io conosco il gene ed il proto-oncogene posso sapere quali sono gli effetti

che procura una proteina difettosa all’interno dell’organismo, e quindi

chiaramente una volta scoperto questo problema posso eventualmente

cercare una cura.

Normalmente a qualsiasi malattia, a qualsiasi patologia, sono accompagnati

cambiamenti biochimici ma anche cambiamenti morfologici. Se vi

presentano,sotto un microscopio,

un vetrino di una cellula normale

rispetto ad una cellula necrotica o

apoptotica, avendo le basi per

poter riconoscere l’una e l’altra,

avete la possibilità di vedere quali

sono le variazioni morfologiche tra

un tessuto sano ed un tessuto

malato.

Chiaramente più queste

modificazioni sono gravi e sono

distribuite a più tessuti o addirittura

all’organo intero, più dal punto di vista clinico la patologia ha una rilevanza

importante;

minori sono queste modificazioni morfologiche e biochimiche e minore sarà il

danno che viene effettuato sulla cellula o sul tessuto.

Quasi sempre, la gravità di una variazione biochimica e morfologica si

accompagna a sintomi particolari: se uno ha mal di testa è perché ha

un’infiammazione emicranica, se mi

fa male il ginocchio è perché avrò

preso qualche botta quindi il dolore o

il fastidio è una risposta biologica

che è indice di quanto grave sia

l’insulto che sto ricevendo.

Non è sempre vero che molte

patologie neoplastiche insorgono in

totale silenzio, e diventano evidenti,

spesso anche tardi, senza aver dato

nessun segnale biochimico o morfologico, tale da far pensare ad una

patologia importante.

Prima vi ho detto che la Malattia è uno stato transitorio, o si ha la guarigione

o si ha la morte.

In realtà, come tutto le cose, in biologia non è mai tutto bianco o tutto nero,

lascia un po’ di grigio. Per esempio la malattia cronica è una via di mezzo tra

la sindrome acuta della malattia che inizia, ha un picco e poi finisce, e la fine

di un individuo; è una via di mezzo perché è una situazione per cui

l’omeostasi è stata ormai rotta, l’organismo non ha covato una soluzione di

adattamento particolarmente favorevole, allora c’è una via di mezzo, che è

quella per cui si instaura uno stato cronico che non determina però la morte

dell’individuo.

Pensate all’infiammazione cronica, per esempio chi ha un artrite reumatoide,

un granuloma o un Morbo di Crohn che è una patologia intestinale, ma

possiamo parlare anche del diabete, dell’ipercolesterolemia familiare…tutte

queste patologie sono patologie con cui le persone vivono per tutto l’arco

della loro vita, dal momento in cui insorgono fino alla morte.

Lo stesso cancro oggi viene ritenuto una patologia cronica perché molte

persone convivono con forme di tumore per molto tempo, nell’ arco lungo

della loro vita, l’importante è che un po’ grazie organismo, un po’ grazie alle

cure esterne, siamo in grado di tenere sotto controllo la patologia cronica.

Nel momento in cui la patologia cronica perde il suo carattere cronico,

abbiamo due possibilità: o si guarisce o si muore.

Introduzione Patologia

Vediamo i vari tipi di cause di malattia che determinano l’insorgenza

di danni all’ organismo.

In base al tipo di danno e alla fonte del danno che poi verrà

causato, abbiamo:

1) cause Fisiche

2) cause Chimiche

3) cause Biologiche

CAUSE FISICHE:

TRAUMA, che può essere di vario tipo:

-la contusione : se prendiamo una botta vicino ad un mobile, si ha

rigonfiamento della zona colpita, di solito anche arrossamento,

dolore, e così via.

-la lacerazione

-l’abrasione, normalmente si manifesta l’arrossamento, qualche

volta accompagnato da una zona centrale bianca, generalmente

sugli epiteli di rivestimento, quindi sulla pelle.

AGENTI TERMICI: procurano ustioni il fuoco, il sole

ENERGIA ELETTRICA:

-corrente continua effetti lesivi blandi

-corrente alternata effetti lesivi più gravi

-folgorazione per via di un fulmine ad esempio, che determina

danni neuromotori abbastanza importanti se non addirittura la

morte.

PRESSIONE ATMOSFERICA: quando sono prodotte variazioni

della risposta pressoria del nostro organismo.

-ipobaropatie mal di montagna (pressione bassa)

-iperbaropatie immersione in apnea (si verifica quando

intelligentemente ci si immerge senza saper andare sott’ acqua,

senza saper compensare, o ancora peggio con le bombole senza

aver fatto un corso pratico e quindi quando inizia a mancare

l’ossigeno, si va incontro a crisi di panico, determinando danni per

se stessi e per gli altri.)

Perché si muore per una iperbaropatia? Perché si ha la formazione

di un embolo di azoto o di monossido di azoto, che parte e può

chiaramente raggiungere il cervello o chiudere arterie, o capillari più

o meno importanti, determinando danni ischemici e morte

dell’individuo.

DANNI DA RADIAZIONE:

le radiazioni sono ragg

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Scienze mediche MED/05 Patologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rosaanna.99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Patologia clinica e fisiopatologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi del Sannio o del prof Pacifico Francesco Maria.
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