Il restauro nelle culture e la sua evoluzione
Il restauro è un'attività da sempre presente nelle varie culture per varie esigenze in tutti i campi (vestiti, oggetti, edifici, ecc); restaurare significa porre un ripristino dell'oggetto, sistemarlo, in modo da poterlo riutilizzare. Restaurandolo, restituisco valore ad un oggetto innescando un processo di reversione del tempo. Restituisco, inoltre, la funzione a quell'oggetto. Ora abbiamo una cultura dell'usa e getta ed abbiamo abbandonato il senso della conservazione e del restauro dell'oggetto; il restauro, dunque, da sempre presente nelle varie generazioni, è ora in disuso perché risulta spesso economicamente svantaggioso rispetto alla sostituzione dell'oggetto.
Il restauro di opere d'arte e monumenti
Il restauro inteso su opere d'arte o monumenti, invece, va inteso come una restituzione della componente estetica astraendo dall'elemento materico ma considerando l'elemento simbolico che hanno. Questo tipo di restauro, dunque, è sempre vantaggioso perché ha la funzione di garantire la memoria storica di un popolo. In campo architettonico, in passato, il restauro è stato fatto per necessità (sistemazione del tetto, servizi igienici, impianti elettrici). Queste opere permettono di dare all'abitazione una destinazione d'uso al passo con i tempi, inoltre faccio un restauro conservativo dell'edificio. Un edificio rimane meglio conservato se utilizzato.
Restauro degli edifici storici
Il restauro degli edifici è necessario per evitare la continua crescita della città che causa la perdita della continuità del territorio con la continua edificazione degli edifici. È necessario dunque una rifunzionalizzazione degli edifici storici con un'attenzione verso i caratteri storici dell'edificio per mantenere quel valore aggiunto della storicità di un edificio. Un terzo elemento del restauro è l'istanza etica: una rivalorizzazione delle memorie del passato per mantenere viva la memoria del passato e restauro del centro storico come luogo di ritrovo. Il restauratore non deve perdere quelle conoscenze anche affettive che ci permettono di mantenere la memoria storica per non perdere l'integrità culturale.
Archeologia e neoclassicismo
L'archeologia è il momento della riscoperta dei beni del passato; essa è presente sin dal '500, ma diventa particolarmente attenta nel corso del '700. Le scoperte archeologiche innescano uno strano processo che, a partire dalla metà del '700, influenza l'arte e l'architettura che assume come modello le scoperte archeologiche (neoclassicismo). Per storicismo si intende la rivisitazione ed il recupero del passato, riproponendolo. Nell'epoca dell'illuminismo, si rompe con il passato, arrivando ad una maturità degli intelletti che porta ad una conoscenza ed a una cultura potenzialmente aperta a tutti. Questa consapevolezza porta alla rivoluzione francese, storicismo -> [ ma non si arriva ad una negazione totale del passato: la corona è simbolo del potere del re, ma anche simbolo della capacità dell'orafo di creare quella corona.] Dopo la rivoluzione francese si guarda al passato recuperando i valori della storia.
Restauro e tecniche
Tra l'800 ed il '900 si sono individuate le tecniche e le strategie del restauro. Renoir, in Francia, ama la storia e custodisce in un grande magazzino tantissime opere d'arte, ma non era culturalmente in grado di operare un recupero, rovinando così, involontariamente, molte statue (abbina corpi e teste di personaggi diversi). In questa situazione nasce una nuova archeologia: quella medievale. Il medioevo diventa simbolo della cultura romantica dell'800 e dell'identità nazionale che sfociò nei nazionalismi. Viollet-le-Duc realizzò delle opere ex-novo ricreando i vecchi edifici da restaurare. Il gotico ha condotto ad uno stile totalmente nuovo perché è una macchina logico-razionale dove ogni parte ha una loro logica e concatenazione.
Neogotico e restauro stilistico
Se il gotico ha una sua logica, allora posso riprendere ogni sua parte e ricreare l'edificio, inventando l'edificio come ex-novo -> neogotico francese. Questa tecnica è arrivata anche in Italia sfociando in un restauro stilistico che portò ad una variazione d'identità degli edifici. Se un edificio ha una sua identità, restaurandolo, devo far riemergere la sua identità e non cambiarla a mio piacere -> falso storico. In Inghilterra, invece, Ruskin cerca di conservare la memoria non come un mero ricordo, ma con un collegamento di continuità tra passato e presente. Questo tipo di conservazione non deve essere falsato, ma deve essere palesemente visibile che la parte restaurata non è quella originaria.
Recupero delle memorie storiche
Al giorno d'oggi dobbiamo recuperare le memorie storiche attraverso lo studio e le analisi degli archivi per ridonare identità storica all'oggetto stesso -> restauro scientifico. Dopo i disastri della guerra ed i bombardamenti, per la ricostruzione dei centri storici entra in gioco l'istanza estetica delle arti figurative. È necessario conservare le fonti materiali perché sono testimonianza diretta della storia. Il monumento in sé deve essere conservato, ma anche il suo contesto perché esso è parte integrante del monumento stesso. Il monumento è un oggetto singolo, ma anche il contesto in cui è inserito – il centro storico - dev’essere considerato un monumento. Oggi anche il paesaggio e il territorio stesso sono considerati monumenti e di conseguenza sono visti come qualcosa che merita tutela.
Documenti e interpretazione della storia
Il documento è ciò che testimonia un progetto culturale. La storia non è univoca, ma è costituita da diverse storie, plurali. Monumenti = fatti oggettivi ed importanti che creano un quadro generale. Edifici = frammenti da interpretare e ricomporre in un quadro parziale. Nell’Ottocento si cercava di scrivere la storia attraverso dei fatti oggettivi, ma la verità è che essa è tutta un’interpretazione di fatti selezionati dallo storico perché ritenuti maggiormente rilevanti per determinate ragioni. La scuola delle annales (francese) vede infatti la storia come l’interpretazione e il racconto di avvenimenti sopravvissuti alla selezione storica. La nouvelle histoire proposta dal gruppo di storici francesi rifiuta un concetto di storiografia incentrato sui grandi uomini ed i politici, fondandosi invece sullo studio delle mentalità. Inoltre, pone in rilievo le caratteristiche antropologiche delle civiltà. Lo storico dispone di varie tipologie di fonti, che possono essere scritte (indirette) o materiali (dirette), che può studiare con criteri oggettivi – legati all’osservazione – o soggettivi – legati all’interpretazione.
Metodologie di studio
Nello studio di una testimonianza muta, come può essere un edificio, è utile usare un metodo deduttivo che consiste principalmente nella ricerca di indizi. Lo stesso metodo è utilizzato nell’archeologia, che arriva spesso a conoscere degli oggetti prescindendo dalle testimonianze indirette di manoscritti. La prima fase consiste in un’osservazione oggettiva, che è seguita da una fase di interpretazione. Il restauro è ormai diventato una disciplina architettonica. L’architettura è una forma d’arte che soddisfa l’esigenza dell’abitare intrinseca all’uomo e condizione stessa della civiltà. Attraverso lo studio della città storica si recupera infatti la memoria della storia architettonica locale.
Il monumento e la memoria
Il monumento è una particolare opera che ha la funzione di conservare la memoria. In epoca contemporanea il significato di monumento è stato esteso a tutto ciò che ha questa prerogativa. La memoria non è semplicemente il ricordo, ma la facoltà dell’essere umano di collegare passato e presente proiettandosi nel futuro. Non è possibile sottrarsi al tempo. Progettare sul filo della memoria non vuol dire fossilizzarsi sul ricordo, come spesso è stato fatto nella storia, ma proiettare nel futuro lo spirito del passato. Il romanticismo in architettura è legato al neo gotico e alla riproduzione di valori del passato. All’interno dell’idealismo e del romanticismo si cercano delle forme dell’arte di diverse epoche, contrapponendole in maniera eclettica.
Concezioni di tempo e memoria
Kant: ogni volta che si conosce qualcosa, la si conosce dalla propria prospettiva soggettiva. La conoscenza non è dunque univoca. Secondo il pensiero neokantiano la storia stessa è un’interpretazione. Ogni intervento di restauro porta il segno della contemporaneità; per questo motivo nel restauro la restituzione invisibile non ha senso.
Il tempo e il restauro nelle culture storiche
Cultura greco-romana: nascita della parola restauro da reficere, renovare che significa ristabilire. La particella re- presuppone la possibilità di invertire il tempo, visto come qualcosa di ciclico stagioni, giorno-notte. I romani provano un’imbarazzante inferiorità culturale nei confronti della Grecia. La città romana si originava in modo razionale a partire dal castrum, mentre quella greca dava maggior spazio alla morfologia del territorio. Ad Atene ad esempio la strada che portava originariamente al Partenone era piuttosto impervia e serpentina, caratteristiche che accentuavano la spiritualità di quel percorso. I romani, avendo una diversa concezione di struttura urbanistica, restano perplessi di fronte a questo percorso sacro e lo distruggono per sostituirlo con uno più funzionale.
Cultura ebraico-cristiana e Medioevo
Cultura ebraico-cristiana: concezione vettoriale, il tempo assume una dimensione stiruca, Durante la ricostruzione del tempio di Gerusalemme, si ritrovano i rotoli della legge. L’uomo intaccato dai suoi peccati è come un’opera che si rovina nel tempo nascondendo l’opera originaria. Il restauro assume quindi il significato di purificazione.
Medioevo: vengono dati nuovi contesti ad opere dell’antichità, stravolgendone a volte il significato. Ci sono adattamenti e ridipinture successive che cercano di adeguare alla moda e alle esigenze del tempo opere del passato. Abbiamo addirittura testimonianze di trasporto di antichi affreschi, mediante tecniche di natura architettonico-ingegneristica.
Epoca umanistico-rinascimentale
Epoca umanistico-rinascimentale: c’è un’attenzione particolare verso la classicità, dove l’uomo viene posto al centro. La perfezione è una questione logica, in quanto corrisponde alle proporzioni della matematica. L’uomo diventa misura di tutte le cose. Arte e scienza sono entrambe unità del sapere.
- L. Battista Alberti De Re edificatoria. Viene compresa la relatività del gusto umano.
- A. Arelio Fliarete, trattato di architettura. L’architettura dev’essere a misura d’uomo e come questo si ammala e muore. Il committente è il padre e l’architetto la madre.
Nell’ambito dell’architettura nasce la visione del problema del restauro. Il restauro ha un fondamento nella visione dell’oggetto come valore e testimonianza. L’architetto dev’essere in grado di applicare un tema di progetto. Una via è quella dello storicismo, l’altra quella della ricerca del valore dell’architettura.
Storicismo e illuminismo
Lo storicismo è una corrente di pensiero che fa una riflessione filosofica ma anche culturale e si sviluppa a partire dalla seconda metà del XVIII secolo. L’illuminismo rifiuta la tradizione (e dunque anche la storia) in funzione della ragione. Ogni uomo in quanto tale ne è dotato e può quindi svincolarsi dalla tradizione. Da questa ideologia si sviluppano la rivoluzione inglese, quella americana e quella francese. L’illuminismo nasce in Francia nel XVIII secolo e inizia ad intaccare il valore della storia, recuperato successivamente dagli storicisti.
Lo storicismo ritiene al contrario che ogni epoca costituisca un valore: ogni testimonianza è vista come unica e irripetibile. Se la storia non è reversibile, allora è necessario conservare le memorie del passato. Il restauro diventa modalità applicativa che ha il fine di recuperare le testimonianze storiche.
- Ugo Grozio Tra i padri del diritto internazionale. “Etiamsi daremus non esse Deum”. Secondo Grozio non vi è divergenza tra ragione umana e volontà divina. Recupera il senso della legge come norma naturale.
- Rousseau Ogni uomo ha dei diritti naturali, ma per una società organizzata è necessario stipulare dei contratti al fine di evitare scontri tra le singole libertà.
Giusnaturalismo e diritti universali
A partire dall’illuminismo si sviluppa il giusnaturalismo francese, una dottrina filosofica-giuridica che sostiene l’esistenza di norme di diritto naturali e dunque razionali, anteriori ad ogni norma giuridica positiva (scritta). Tali regole dovrebbero costituire un modello sulla cui base si possano formulare le leggi positive, che dovrebbero sempre avere un riscontro di validità in esse. Il giusnaturalismo laicizza l’idea di stato: le leggi non fanno più riferimento al cristianesimo, ma riguardano solo lo stato come tale. Dà anche un fondamento esclusivamente umano al potere di chi governa, che non sottende più un supposto volere divino.
Le leggi dovrebbero considerare i diritti universali dell’umanità intera e non essere fatte ad personam. Diritti come la vita, la libertà e la proprietà vengono considerati originari e incoercibili, ma nell’epoca della borghesia il loro rispetto non è ancora sicuro. È necessario istituire un potere in grado di garantire la civile convivenza. Esistono diverse posizioni:
- Rousseau: teorizza il patto sociale, che si attua attraverso il contratto.
- Romagnosi: la vita del singolo uomo rimanda a quella dell’intera società, che non ha un’origine convenzionale, ma è del tutto naturale. La vita sociale appartiene alla naturalità dell’uomo, che è un animale storico.
- Hallport: l’uomo è a sistema chiuso, ma ha un’esistenza aperta e storica. La memoria storica è necessaria ai fini della vita e della società.
- Cattaneo: la psicologia delle menti associate comporta idee elaborate: c’è una maturazione che non comprende un’idea singola. A livello sociale esiste un utilizzo di saperi mutuati da terzi, che rende le idee oggetto di evoluzione e trasformazione. Il diritto non è quindi un contratto, ma è parte della natura umana.
Nel 1839 fonda “il Politecnico”, una rivista che riprende l’idea di enciclopedia e il dizionario, dai quali però differisce non essendo un trattato. La rivista ha infatti valore dinamico, aggiungendo contributi ad ogni edizione. La filosofia è una sintesi delle scienze, nasce dalla convinzione che la tecnica sia applicazione del sapere scientifico, che non è solo una somma di saperi e materie diverse, ma l’espressione di saperi che organicamente compongono un unico sapere dell’umanità. L’architettura non si deve imitare ad immaginare nuove opere, ma le deve compiere e conservare con opportuni restauri.
Conservazione dei monumenti e revival
La conservazione dei monumenti diventa un’arte doverosa tanto più è oggetto di attenzione l’opera considerata. Dove non c’è una tradizione è possibile imporre delle idee, ma dove invece è presente è necessario conoscere il percorso storico locale. L’Italia è un vero patrimonio artistico e culturale per tutta l’Europa. Il monumento è tutto ciò che costituisce un’importante memoria, in definitiva volontario o involontario, ma comunque segno di memoria storica. Il fondamento della conservazione non dev’essere una sorta di rifacimento, ma piuttosto deve mantenere l’indole propria, nativa ed originaria del monumento. Cattaneo suggerisce di non distruggere antiche costruzioni solo perché non sono conformi al nostro gusto contemporaneo.
L’intervento al santuario della Madonna di San Celso è un esempio negativo di restauro: esistevano trentasei capitelli marmorei diversi, ma la scelta dell’architetto moderno è stata quella di sostituirlo con un unico modello. La patina antica non dev’essere tolta, perché testimonia la dimensione della temporalità che va mantenuta. Il Rinascimento vuole recuperare il passato classico, che dovrebbe dare un’immagine di memoria storica alla contemporaneità. A partire dal XVI secolo inizia invece ad affermarsi la mentalità del revival. Cattaneo non è un architetto e quindi cade nell’errore del restauro in stile, che consiste in un recupero di quello originale dell’epoca per aggiungere nuovi elementi. Il restauro stilistico recupera il passatismo, quel periodo dell’Ottocento in cui non esiste uno stile proprio, ma un insieme eclettico di stili del passato.
Gnoseologia e visione barocca
Nel XVII secolo l’armonia corrisponde alla coordinate, che rendono leggibile la realtà, e all’ordine, in linea con il pensiero cinquecentesco che affidava alla matematica il compito di definire le proporzioni. La gnoseologia (da gnosi, conoscenza) affronta il problema della conoscenza: noi abbiamo un modo di conoscere la realtà che è diverso dalla realtà in sé. Quanto di vero noi conosciamo nella manifestazione della realtà? La verità si riduce ad una mera rappresentazione.
Bernini: si rifà alla misura, luogo dell’armonia, che non è reale ma è la realizzazione di un ordine attraverso il posizionamento di coordinate. A partire dal XVII secolo la matematica diventa il linguaggio delle scienze. Il barocco ha una nuova visione della realtà: la pianta assume un valore dinamico e le facciate vengono rese mutevoli. Questo nuovo stile si compiace della spettacolarità: il campo estetico non riguarda più infatti la realtà, ma piuttosto l’illusorietà. Si ricerca quindi il bello per il bello e l’arte è finalizzata solo a se stessa, non all’espressione della realtà.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Fondamenti di conservazione dell'edilizia storica - Terza parte
-
Fondamenti di conservazione dell'edilizia storica - Seconda parte
-
Fondamenti di Conservazione dell'edilizia storica - Prima parte
-
Parte tecnica, Fondamenti di conservazione dell'edilizia storica