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Parchi e giardini

Progettazione

Nella progettazione si devono utilizzare elementi catalizzatori, se ne devono usare pochi, o meglio, in base alla grandezza ed alla varietà della composizione totale, non si devono creare dispersioni altrimenti si perde l’obiettivo, deve essere messo in relazione con l’elemento finale.

Nella progettazione sono utilizzati tre elementi fondamentali:

  • Forma: in natura non si rinvengono forme geometriche come cerchi, sfere, triangoli, piramidi e cubi, i quali a parità di colori vengono notati maggiormente
  • Dimensioni: indica appunto il volume di un dato oggetto/pianta (il miglior modo per nascondere un oggetto indesiderato non è nasconderlo ma limitarne la percezione ad esempio eliminando gli spigoli)
  • Colore: l’accostamento dei colori risulta essere molto importante, non si devono mescolare eccessivamente (es, alcuni tipi di grigio con alcuni verdi)

Le diverse tipologie di giardini derivano principalmente dall’utilizzazione finale che se ne fa. La conoscenza dell’utenza risulta essere quindi fondamentale ai fini della progettazione poiché influenza il risultato. La realizzazione può essere differente in base ad esempio al sesso, età, nazionalità etnico-culturale.

Le fasi della progettazione di un giardino

  • Studio preliminare – si esegue un’analisi territoriale/paesaggistica, individuazione dei problemi chiave. Si deve individuare inizialmente le finalità del giardino e la sua destinazione, la quale può essere differente, può infatti trattarsi ad esempio di un giardino pubblico (parchi urbani, riserve naturali, verde stradale, ecc.) oppure privato (case private, condomini, alberghi, campeggi, ecc.), la cui scelta viene eseguita da un committente. Occorre conoscere poi i fattori ambientali presenti, cercando di creare un sistema in cui possono coesistere elementi naturali e artificiali. Si deve quindi procedere ad esempio alla valutazione dei fattori ambientali (vento, piovosità, temperatura, radiazione solare, ecc.) e le caratteristiche del terreno comprese quelle idriche (pedologia, modalità di approvvigionamento idrico, sistemazione e regimazione delle acque).
  • Progettazione – si crea un progetto di massima e si suddividono gli spazi, si crea poi un progetto esecutivo in dettaglio unito ad un preventivo di spesa e lavori. Nella fase di progettazione si identificano precedentemente gli elementi orizzontali come pavimentazioni, percorsi e poi a quelli verticali come gli alberi, il loro rapporto dà armonia al risultato. Valutando quindi tali condizioni si può procedere ad individuare le piante da utilizzare nel giardino, privilegiando le piante autoctone quando possibile (preservare il patrimonio socio/culturale di una data area, mantenimento di habitat per specie animali native), scegliendo tuttavia quelle che presentano le migliori condizioni di adattabilità, anche piante non autoctone, per quanto riguarda le condizioni pedo-climatiche e la resistenza a patogeni e malattie. La disposizione delle piante deve essere individuata in base ad esempio al loro ingombro volumetrico, individuando la presenza di accessi, zone con cavi elettrici e telefonici, forniture del gas, lasciando zone più ampie per consentire la vista oppure coprendo con la vegetazione anche come forma di protezione dai venti dominanti.

Elementi utilizzabili

  • Specchi d’acqua
  • Terreno
  • Prato
  • Fioriture annuali o perenni
  • Arbusti
  • Piccoli alberi
  • Rampicanti (giardino piccolo fino a questo punto)
  • Alberi
  • Grandi alberi

La disposizione deve essere corretta in termini di rapporti tra elementi verticali ed orizzontali, individuando le corrette proporzioni e la giusta suddivisione degli spazi, stabilendo la gerarchia dei diversi elementi (es. strade) e scegliendo adeguatamente anche i colori (contrasti o armonie). La visuale o il contorno influenzano sulla disposizione delle piante, se ad esempio la zona circostante risulta essere sgradevole occorrerà creare una composizione chiusa, mentre se il contorno è piacevole la visuale deve essere aperta.

Se si creano e si utilizzano fontane e acqua (elemento sonoro) occorre prevedere la creazione di serbatoi di raccolta in stagioni secche. Molto importante è inoltre anche il piano di manutenzione del giardino poiché influenza sia sulla progettazione che sulla gestione, per cui le spese devono essere tenute al più basso livello possibile. Ad esempio, utilizzando piante con foglie persistenti o caduche ma facilmente raccoglibili, eliminazione degli ostacoli che non permettono di eseguire dei tagli comodi e lineari, scelta dell’impianto di irrigazione che non deve essere posizionato vicino ai bordi.

Ruolo dell’albero

Gli alberi d’alto fusto costituiscono l’ossatura del verde, vengono usati da sempre per costruire strutture con funzione architettonica e/o scenografiche. Gli alberi sono gli elementi strutturali dell’architettura verde di un parco o giardino. La fisionomia del paesaggio è data dagli alberi perché hanno una scala più adeguata a quella del paesaggio, costituiscono l’elemento più importante del giardino, sono importanti sia se sono spogli sia sempreverdi.

Le piante non presentano una chioma tutte uguali, cambia infatti la forma che può essere:

  • Fastigiata: tale forma enfatizza la componente verticale attirando l’attenzione;
  • Chioma estesa: conferisce sensazione di respiro e di ampiezza, le forme estese guidano l’occhio in senso orizzontale e conferiscono alla composizione una sensazione di ampiezza;
  • Arrotondata: sono considerate non direzionali, neutrali;
  • Piramidale/conica: costituiscono elementi precisi e attirano l’attenzione, sono usati con successo nei giardini con forma geometrica;
  • Forma pendula: indirizza lo sguardo verso il terreno o comunque verso il basso, può essere utilizzato ai bordi di masse d’acqua per riflettere la forma o per enfatizzare la fluidità dell’acqua.

Per quanto riguarda la tessitura delle piante si possono distinguere piante con tessitura grossolana o fine. Quelle a tessitura grossolana sono tipiche di piante con foglie grandi e spesse, con rami grossi e struttura espansa. Tali specie possono essere usate come punti d’attrazione poiché la loro tessitura dà la sensazione di “muoversi” verso l’osservatore, fa sì che la distanza percepita tra l’osservatore e la pianta sembri minore, in tal senso, piante a tessitura grossolana rendono uno spazio esterno più piccolo di quanto sia in realtà (rimpiccioliscono gli spazi).

Le piante a tessitura fine invece sono in genere quelle meno notate in una composizione, esse tendono a “recedere” alla vista e conferiscono così ad ambienti ristretti una maggiore sensazione di spazio (ingrandiscono gli spazi). È in genere consigliabile creare un equilibrio tra diverse tessiture, spazi così costruiti trasmettono una sensazione combinata di unitarietà e dinamismo, senza risultare caotici. Al fine di allungare lo spazio ed ampliare la prospettiva è consigliabile porre le piante a tessitura grossolana in primo piano e quelle a tessitura più fine in secondo piano sullo sfondo.

Le sempreverdi se utilizzate in maniera eccessiva possono rendere il paesaggio noioso e pesante, vengono sfruttate principalmente con orientamento verso Nord per svolgere un’azione come frangivento. Possono essere usate anche come alberature stradali e per assorbire il rumore.

Le latifoglie vengono usate per la dinamicità delle loro foglie, la funzione principale di tale categorie di piante è dunque quella di enfatizzare l’alternarsi e il corso delle stagioni mostrando distinti aspetti stagionali permettendo inoltre d’inverno di poter apprezzare la struttura dei loro rami. Le sempreverdi possiedono invece un fogliame riflettente che assume piacevoli tonalità alla luce del sole ma spesso all’ombra tendono a rendere scuro e pesante il paesaggio. Il fogliame è per di più aghiforme di colore in generale verde scuro (riflettono poco la luce solare). Tale caratteristica conferisce loro un aspetto massiccio ed il loro posizionamento casuale può provocare confusione per il loro forte impatto.

Uso del colore

Il colore del paesaggio, del cielo, delle case, degli arredi e quindi anche della vegetazione influenza direttamente l’umore e lo stato d’animo degli uomini. I colori possono evidenziare prospettive e punti di fuga, in particolare piantagioni monocromatiche accentuano l’asse direzionale di una prospettiva, possono inoltre ingannare alternando le dimensioni e le distanze. I colori freddi come blu, viola o come quelli marroni e grigi, retrocedono creando l’impressione di lontananza, i colori caldi invece come giallo, rosso e arancione, in generale spiccano dando l’impressione di avanzare. Si ha la sensazione che i colori caldi tendano ad avvicinare mentre quelli freddi tendano a respingere. I più affidabili sistemi di associazione di colore nel giardino sono basati da un lato nel creare armonie e nell’altro nel creare contrasti.

Bianco: intensifica e rafforza i colori vicini;

Rosso: è un colore caldo che stimola all’azione;

Arancione: è un colore che dà una sensazione e impressione piacevole;

Blu: porta ad uno stato d’animo malinconico;

Verde: stimola ad adempire i propri doveri, infonde serenità;

Colori acromatici: come il nero e il grigio sono deprimenti e non suscitano emozioni.

Piante ed ambiente urbano

Possono essere distinti in base alle dimensioni:

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/04 Orticoltura e floricoltura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Pingu1897 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Parchi e giardini e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Minelli Alberto.
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