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Appunti del prof. Alberto Minelli, insegnante sia al politecnico delle Marche che alla facoltà di Agraria a Bologna, appunti universali, spiega la progettazione del verde, Università Politecnico delle Marche - Univpm, Facoltà di Agraria. Scarica il file in PDF!

Esame di Pante ornamentali e verde urbano docente Prof. A. Minelli

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Il giardino è una composizione unitaria, geometrica: tutti gli elementi compositivi (lapidei e vegetali)

ne sono assoggettati. La geometria non funzione in caso di pendii (collina) , come faccio? Con i

terrazzamenti.

L’ars topiaria è generalizzata esalta il concetto della supremazia dell’uomo. È modificata in forme

geometriche simmetriche perché si vuole domare la natura. Sono giardini statici. Il colore

principale il verde, tendenzialmente altri colori non sono ammessi. Mi di ricostruire del verde in un

centro storico di epoca medievale, che spazio di manovra o? No fioriture vanno a contrastare la

struttura architettonica del paesino, ma se uso un’unità sempreverde così pavimento il paesino che

non alterano la filosofia.

Il colore non è contemplato, ma veniva coltivato, nasce così il concetto di giardino segreto.

Sono spazi piccoli e cioè in un unico momento devo cercare di dominare l’intero giardino, visione

chiusa. Non è dinamico.

Colori tipici: bianco (sono le ghiaie marmi), rosso( vaso di cotto, polvere di cotto messa come

pavimentazione era un materiale a costo zero) e verde (vegetazione dominata e tenuto sotto

controllo. Le specie usate sono le ciò per la poca manutenzione si dice che sgorga il miele, alloro,

bosso, cipressi sono i più usati).

Nei vasi di cotto spesso impiegati al margine dei viali delle aiuole, sono piantati cedri, limoni,

aranci che non sono autoctoni sono a rischio gelate vengono portati nell’arancia e per proteggerli.

Abbiamo un giardino nato per essere giardino, abbiamo giardino con la casa. È il giardino

l’elemento trainante. Rimane il centro del giardino medievale ma abbiamo perso il doppio asse a

45° che avevamo prima.

Per ogni tipologia di giardino ci sono delle caratteristiche, dei canoni, scritti in dei libri. Si può

costruire un giardino da zero con delle piante diverse, costi di manutenzione minore, ma che

comunque rispettano i canoni.

Hypnerotomachia Poliphili scritto da Francesco colonna nel 1499 è famoso per le illustrazioni,

ispirazione dal Rinascimento al barocco. Descrizione di giardini fantastici (giardino di vetro, il

labirinto del drago, il giardino di seta) fino al giardino di Citera (concetto medievale del giardino

come hortus conclusus ma con architetture vegetali come unione di edifici, giardino e paesaggio

circostante).

Il giardino dei semplici: diventarono orti botanici. Sono le erbe medicamentose, i più vecchi

assumono una forma circolare o comunque quella del modulo tre porzioni uguali di giardino, a

seconda della grandezza della pianta avrò moduli più o meno grandi, se ho alberi di 1,5 m, avrò

piantine di pochi centimetri. Riesco ad organizzare gli spazi.

Rinascimento: si sviluppa parallelamente ad orto botanico l’idea di giardino, soprattutto in palazzi

pontifici. Giulio II voleva collegare la basilica ed i palazzi vaticani a Villa belvedere tramite

terrazzamenti perché non è in piano.

Bagnaia: luogo di villeggiatura per vescovi e per alcuni cardinali. Cardinale Riario (in carica dal

1505 al 1523): idea di creare un grande barco a Bagnaia. Un parco di circa 25 ettari recintato nel

1514 da un alto muro e popolato di selvaggina. Alla caccia venne adibito il casino edificato nel

1521. 1523: il cardinale Ridolfi fece portare l acqua nel Barco da due sorgenti donategli dal

comune di Bagnaia. Ghinucci progetta un nuovo acquedotto e successivamente un piano

urbanistico di espansione del borgo 1568: cardinale Gambara entra in possesso di Bagnaia. Si

rivolge al Vignola per una consulenza, attivo a Caprarola.

Come può l’uomo dominare la natura in un luogo di caccia? Fare percorsi rettilinei con presenza di

fontane semplici.

Il giardino, in questo caso, è stato costruito e contemporaneamente è stata cambiata l’urbanistica

della città.

Spesso nei fabbricati si disegnavano le varie ipotesi di giardino perché non c’era il computer.

L’albero aveva il ruolo di segnare le delimitazioni delle aree. Un errore di quando si piantano gli

alberi, e di mettergli vicini, sembra che vanno a formare un muro. L’acqua va dall’alto al basso e

non viene mai trasportata allo stesso modo. Come faccio ad unire due piani? Con una fontana che

rappresenta la mitologia.

Es. Tivoli è costituito da due assi di cui solo solo il secondo è diretto verso Roma con la massima

quantità d’acqua. Il cedro arriva la fine del 1700 in Italia. Se perdo 50% del senso del giardino dato

che fa perdere la simmetria.

Ville medicee che mi allontano più trovo piante coltivate. È la riorganizzazione dell’azienda

agricola. Qui il modulo simmetrico si sta perdendo.

L’Hortus viene ripreso e modificato diventa più grande. Quando metto il dimensioni del giardino

faccio fatica rispettare certi canoni.

Ars topiaria: nasce in epoca romana, mi permette di mantenere in forma obbligata alcuni vegetali

ma non tutti. Consiste nel portare alberi e arbusti per dare una forma geometrica diversa da quella

naturale.

Per avere piante delle stesse dimensioni, si hanno delle griglie simili a degli scolapasta da mettere

sopra la pianta e tagliarla così saranno tutte uguali.

Per fare degli archi, sapendo che la pianta tende ad andare verso l’alto, bisogna creare delle

impalcature apposite. In questi casi, si sconsigliano piante rampicanti perché riempiono la parte più

alta e svuotano quella più bassa.

Il barocco si inserisce piano piano, abbiamo elementi che sostituiscono il vaso di cotto, i prati

vengono spostati lateralmente, rimangono le fontane e di manufatti rimangono uguali, tutta la parte

romantica viene fatto su un allargamento laterale.

Ninfeo assume di nuovo delle dimensioni esagerate si inizia l’opera di incastona mento delle

conchiglie. Come faccio a creare una logica successione in un giardino? Dipende dalla grandezza

del giardino, dalla lunghezza dei percorsi e dall’entità delle “stanze” che voglio costruire.

Parco di Bomarzo: 3 ha a conifere e latifoglie. Non viene messo neanche un fiore perché qualsiasi

cosa che contrasti manufatti è negativa per il giardino.

(Domanda inerente da dove vieni) Parco letterario Recanati ok si dovrebbero creare 34 tappe

inerenti alla sua vita (leopardi). Andare a prendere delle piante citate negli scritti dei poeti o autori,

metterle nel parco con tanto di spiegazione.

Età barocca: i giardini regolari si arricchiscono di alcuni elementi:

diventano più grandi, prospettiva, il giardino si dilata in parco perché ritornano i moduli sempre

uguali, man mano che mi allontano aumentano e diventano parco anche sono mi rendo conto del

tutto, so dove va a finire tutto questo.

Si aggiungono altri tracciati circolari, ellittici, diagonali, curve ad ampio respiro, mentre prima era

solo uno cioè la linea e angolo retto. In un arco il raggio in funzione delle dimensioni della

grandezza della prospettiva e dell’asse di simmetria ortogonale della prospettiva. Ci sono dei

cannoni da rispettare.

Muta il rapporto tra parti in muratura e parti verdi nel giardino all’italiana esisteva un rapporto tra

parti verdi parte in muratura.

Qui invece le parti verdi prendono il sopravvento. Se si dovessero mettere delle parti in muratura

come fontane strade ecc… , Le metteremo vicino all’edificio o in fondo? Vicino all’edificio,

altrimenti sarebbero di manufatti enormi. Le piante tendono al naturale sviluppo, raggruppati in

boschi semplicità enorme.

Mi allontano, il moduli diventano grossi, come faccio riempirli? Ci lascio il bosco perché mi dà

l’effetto del tappeto erboso visto 300 m di distanza. I confini di questi moduli avranno una forma

diversa dal bosco obbligata dato che una cornice, che fa da continuazione al percorso.

I giochi d’acqua perdono le forme geometriche tendono rustico(scogliere, catene d’acqua, poi

cascate) dove? In fondo, preferisco il rumore che mi stimola ad andare. Vicino alla casa, più

ordinate silenziose. Il fiori e del colore nel giardino, prima era solo segreto ora è tutto il giardino. Il

contrasto ideologico che si delinea è anche originato dalla nuova visione spaziale che si va

affermando dopo la metà del „500, quando si fronteggiano due filosofie, quella classica del finito e

quella barocco dell’infinito. Nuovi orizzonti aperti dalla scienza. La sensazione dell’ignoto che

pervadeva la ricerca si tramuta nella meraviglia della scoperta della realtà. Gli artisti concepiscono

e sperimentano nuove forme di spazialità, per cui il giardino tende ad ingigantirsi continuamente e

a perdere i confini per identificarsi con il paesaggio circostante. Il fasto viene ritenuto la

manifestazione più evidente del potere e la spettacolarità dell’architettura barocca diviene, a sua

volta, perfetta adesione alla preferenza del secolo per ogni forma di esteriorità.

È un giardino per pochi. Ritorno verso le piante come valore intrinseco, con le quali dare la larga e

grassa pennellata di colore naturale e non più in forme volute e astratte, reagendo così agli

eccessi di arte topiaria, per creare ampi spazi di ben altro respiro, per i quali sono ormai ristretti e

insufficienti le balaustre, le scale e le fontane . Il bosco, che in concezione cinquecentesca è la

cornice di un disegno in sé perfetto, penetra sempre più nel giardino, aggredisce e deforma la

prospettiva, blocca la visuale, porta il mistero e l’ombra là dove vi era luce e chiarezza. Il visitatore

non contempla più dall’alto in silenzio, ma è costretto ad addentrarsi nel verde, a perdersi nei

labirinti, a bagnarsi nelle gabbie d’acqua che inaspettati meccanismi fanno scattare

improvvisamente; diviene attore partecipe in quel meraviglioso teatro naturale.

Qual è la differenza tra la natura di questo giardino? Le piante che io scelgo per la loro forma

vengono usati in monocultura (forzatura)  stesso criterio ridicolo. In natura non c’è monocultura.

Labirinto non è simmetrico, ma apparentemente perfetto. Quando abbiamo le scale abbiamo una

forma a doppia diagonale o diagonale costato si cordoli per spezzare l’andamento  nella casa.

Il barocco italiano il riadattamento del giardino alla francese. Ad un veloce colpo d’occhio

sembrano uguali (dx e sx) realtà sono simili, non c’è la simmetria del giardino all’italiana.

Posizione inusuale: affianco la villa abbiamo il teatro di verzura  teatro effettuato con parti verdi.

Le sedute ricavate dal terreno. Abbiamo giochi d’acqua, in cui vale anche Ninfeo.

Stato ed allegorie nelle fontane.

Villa Bonaccorsi e su tre piani, ogni minima aiuola è riempita con colori particolari, vengono inseriti

in elementi regolari.

Sono presenti delle aranciaie per mantenere le piante durante l’inverno. Infatti le temperature si

assottigliano con le piante dentro.

Villa Caprile restauro in base al libero arbitrio con manovalanza di studenti. E tutto tramite un

giardino barocco, gli stravolgimenti sono in atto dal 1800. Le quattro palme che sono state messe

in modo regolare, non hanno a che vedere con l’epoca, ma ricordano la soluzione regolare del

parterre, siepi grigie, riempimento falso. Sono presenti cipressi messi a dimora troppo vicini infatti

non hanno rami nella parte basale.

Certosa di padula si vede lo schema medievale con il tocco barocco perché Bortolato, si vede il

tappeto erboso in questo caso. È l’evoluzione dell’orto botanico, a impianto di irrigazione.

Villa Manin è un riadattamento della villa medicea (az. Agricola) , molto semplice con l’aria

riadattata a parterre con tappeto erboso. Al centro la fontana di piccole dimensioni.

Villa Barbarigo due assi si intersecano: uno longitudinale che si perde nel paesaggio e uno

trasversale che unisce le due Peschiere. In questo caso abbiamo la conigliera e uccelliera è un

modo per spiccare tra gli altri giardini.

[Gli elementi orizzontali devono essere 2/3 di quelli verticali.]

Barocco in Italia: reggia di Caserta: asse prospettico di tre km che collega il vialone alberato

proveniente da Napoli, la galleria assiale del palazzo, viale centrale del palazzo fino alla cascata.

Viene attraversato in diversi punti da strade nascondere viabilità

l’acqua e parte predominante, nasce in maniera pseudo naturale per diventare regolare.

Impostazione simile a versaille.

Le parti più lontane sono boschetti frazionati da arbusti.

La linea retta è la strada più breve, la linea curva era strada più sicura, mi fa perdere tempo e

dipende da come la tracciamo: se una strada sufficientemente larga, posso anche “tagliarla”.

Compare per la prima volta il tappeto erboso, scompaiono le ghiaie. Abbiamo un residuo di

giardino rinascimentale. Ci sono tre tipologie di giardini: rinascimentale, barocco e paesistico. Non

c’è più mitologia classica come nel rinascimentale. Compare il colore giallo insieme ad altri colori.

All’interno delle forme geometriche abbiamo un manufatto che solitamente è una fontana.

Il giardino alla francese: 2 punti di vista fondamentali: 1 dall’edificio verso il punto esterno del

giardino; 2 dall’esterno all’edificio.

Entrambe le visuali devono essere libere e, nello stesso tempo, guidate verso le interruzione che

l’artista ha voluto

• Parterres di fiori e bassissime siepi; il parterre è un insieme di aiuole artisticamente disposti

in un giardino alla francese.

• Strisce erbose;

• Alberi in allèes;

• Acqua non in movimento, immobile nei bassins.

La grande rivoluzione dei giardini: In Inghilterra si sviluppa, nel „700,con Bridgeman, Brown il

Giardino paesistico inglese: massima espressione del giardino irregolare ove ogni simmetria è

bandita, ove la natura è sovrana.

eliminazione di tutte le parti realizzate geometricamente: natura selvaggia; l’elemento naturale è

usato come mezzo scenografico; si accentuano le convessità e concavità del terreno(saliscendi e

colline), enfatizzate con movimenti di terra e disposizione degli alberi.

Il rapporto tra convessità concavità è sottolineato con le piante al posto giusto creando bei scenari.

Albero in cima al cucuzzolo aumenta l’altezza di esso; albero alla base del cucuzzolo lo allarga.

• Solo forme naturali

• Sono bandite le simmetrie

• Elementi compositivi:

• OROGRAFIA : forme concave dominano sulle convesse le forme converse ci danno

profondità

• VEGETAZIONE: studiata dal punto di vista visivo, non abbiamo simmetria, vedo le piante

con dinamismo.

• Forme di superficie: erbe; muschi; licheni; alghe; si parte dalla pavimentazione con colori

diversi.

• Forme intermedie non emergenti dal paesaggio : cespugli  posto che non è piccolo per

definizione ma il vincolo del terreno, sono un continuo del terreno.

• Forme definite: alberi (folti e leggeri) l’albero mi dà una forma definita perché mi va ad

incrementare o abbassare di livello la forma che stiamo lavorando. Ha forma composta con

chioma staccato dal colletto.

• ACQUA  in movimento ( ruscello, stagno che mi dà forma particolare)

• ROCCE AFFIORANTI

• VIABILITA’  mi permette di definire l’orografia; conviene partire da questo per la

progettazione.

Lab: numerosi sono i fattori che condizionano influenzano la realizzazione di un giardino:

• caratteristiche pedoclimatiche: parametro importante soprattutto in rapporto alle piante che

andremo ad inserire.

• Ubicazione dell’area: importante perché varia la struttura.

• Committenza: pubblica(comune) o privata.

• Utenza disponibilità economica: utenza chi fruirà del giardino es. Bambini, scuole, famiglie,

condomini, Ville, fini terapeutici, cittadinanza o comunità se area verde.

Economica fondamentale. Budget iniziale di lungo periodo disposizione; considerare

manutenzione posto durante la realizzazione.

• Funzionalità del parco: ad ogni funzione viene considerato un certo parco o giardino. Scopo

terapeutico, recupero e valorizzazione di Ville storiche, educazione del verde, mitigazione

di strutture in zone agrarie, sede ufficiale.

• Mitigazione ambientale es. comune di Senigallia: tre boschi commissionati dal Comune,

perché c’è stato un ampliamento di autostrada più complanare. Serve per ridurre la CO2

emessa in più dalle macchine mezzi.

Piano strutturale è un piano per gestire in maniera ordinata il territorio, in maniera sostenibile

garantendo la connettività e connessione delle aree verdi presenti nel Comune e creandone di

nuove.

In questo caso le piante messe a dimora sono: pinus pinea e gelsi per creare un ambiente

costiero rurale.

Viabilità: si collega da nord a sud il verde urbano descritto nel piano strutturale.

Ogni formazione boschiva presenta degli accumuli di CO2 (assorbimento ha/anno). Si è fatto

riferimento protocollo di Kyoto perché le piante messe a dimora vengono dette bosco.

- Leccio 60% l’eccetera nell’aree più grande perché ha un grande accumulo di CO2, in

prossimità del mare.

- Formazioni ripariali: collocati vicino fosso perché è habitat soprattutto del pioppo nero.

- Latifoglie miste per aumentare biodiversità.

- Querceti di poverella più verso la campagna.

I boschi si alternano prati fruibili dalla cittadinanza più panchine e tavoli.

Ruolo dell’albero è l’elemento più delicato perché rimane per molto tempo. La fisionomia del

paesaggio è dato dagli alberi perché hanno una scala più adeguata a quello del paesaggio.

Costituiscono l’elemento più importante del giardino. Definisce uno spazio interno nel nostro

giardino, nell’ambito di una superficie molto ampia, se vado a mettere un albero, creo uno spazio

progettuale. Sono importanti sia si sono spogli, sia sempreverdi. Ci serve come mirino o come

punto di fuga che mi allunga il paesaggio. È l’ossatura del verde. L’intima relazione tra territorio e

piante si riscontra nei toponimi cioè nei nomi dei luoghi che si rifanno a vegetali rivelando l’intimo

legame tra piante e civiltà contadina. Un’aria piana devo interromperla con alberi per farla

sembrare più grande, richiamano attenzione alla loro altezza (percezione). Dobbiamo

caratterizzarlo con dimensioni, portamento, vanno calcolate le distanze.

Quando il utilizzo uno specimes lo lasci in forma naturale con i rami che arrivano a terra. Il

concetto di collegamento dei vari elementi orizzontali fino a quello verticale vale sempre.

Il clumps, cioè massa non geometrica che deve essere rapportata come rapporto macchia radura

a ciò che non è presente, sono un elemento nuovo. Può essere mono specifico o plurispecifico in

base allo spazio che ho.

Non si mettono mai da soli, mai in numero di due, se ne metto tre, attenzione a non metterle a

triangolo equilatero.

Lo specimes ed il clumps li percepisco come alberi di cui conosco la specie.

L’impiego della vegetazione arborea, insieme all’uso dell’acqua e dal modellamento della

morfologia del terreno, assume un ruolo determinante. La bellezza prodotta dalla natura non è

geometrica, simmetrica o rettilinea: questo è il concetto basilare nella progettazione del Landscape

garden. Quindi mai si trovano in esso piantagioni regolari, con sesti d’impianto costanti, filari di

piante o siepi potate. Gli alberi sono invece presenti come esemplari isolati, gli specimens, oppure

in gruppetti, i noti clumps, o ancora in boschetti, fasce e quinte arboree chiamati genericamente

woods. L’albero isolato è un elemento che viene utilizzato, insieme a piccoli clumps, per

movimentare l’ampio prato, elemento tipico e particolarmente rigoglioso del giardino inglese.

Siccome non devono esistere limiti artificiali a spezzare la continuità tra giardino e paesaggio, per

evitare che gli animali arrivino fino all’abitazione è frequente la realizzazione dello ha-ha, il fossato

perimetrale che costituisce una invisibile recinzione.

Gli specimens crescendo isolati e non subendo potature, mantengono i rami fino a terra,

assumendo a maturità una dimensione notevole ed una forma particolarmente ornamentale. Solo

quando il progetto prevede l’apertura di visuali a livello del terreno, gli alberi vengono potati fino

all’altezza voluta per consentire allo sguardo di spaziare al di sotto delle loro chiome. Nella

campagna e nei parchi inglesi i rami partono da una altezza fissa che corrisponde alla linea “di

brucatura” delle pecore.

I clumps sono un elemento decisamente nuovo nel giardino. Sono accuratamente progettati

relativamente alla dislocazione, al numero di alberi ed alla scelta delle specie. Un gruppo è

costituito da due-tre fino a dodiciquindici alberi: sovente si tratta di sole latifoglie, a volte le specie

sono miste ed, in altri casi, vi sono clumps di conifere e clumps di caducifoglie.

Il wood, cioè il bosco, assume nel giardino naturalistico un ruolo di estrema importanza soprattutto

nel creare un effetto di sfondo. Fasce boscate costituiscono normalmente i confini della proprietà

e, mentre verso l’interno gli alberi vengono trattati con criteri ornamentali, spesso nell’area esterna

si pratica una selvicoltura produttiva.

Il colore diventa importante nel giardino faunistico. Prima solo per geometrizzate ora anche per

progettare. (verde prima solo uno, ora ci sono più verdi).

Varietà variegate il verde rimane il colore predominante proprio perché ci sono vari tipi di verde.

Vanno dalla tonalità più chiara quella più scura.

Il fogliame variegato non è molto usato, di solito si usa in basso dove non posso usare altri colori.

Costa poco, ha bisogno di essere concimato e potato.

Come inserire delle piante? Le metto nel sistema come wood, poi le estrapolano e razionalizzo

come clumps e poi diventa specimes  si può fare con varie specie, dipende anche dalle

dimensioni del giardino dal senso di percorso.

Albero più robustocolori che vanno d’accordo.

In epoca vittoriana io ho questo collezionismo varietale.

I giardini dell’ottocento/ 900 non hanno più la statua, colori, forme e dimensioni diverse come

specimes.

La forma di piantagione più tipica del giardino vittoriano e l’albero isolato. Gli esemplari arborei

devono essere piantati in modo da poter essere ammirati, quindi si trovano spesso al margine

dell’ampio prato prospiciente a residenza o lungo vialetti da percorrere a piedi, a volte su lievi dossi

che saltano la forma e l’aspetto del tronco.

Il profilo dei giardini ottocenteschi si distingue a colpo d’occhio dalla vegetazione circostante

soprattutto per la presenza di conifere quali sequoie, libocedri, cedri del libano o atlantici e pini

domestici. I cedri coprono e quelli di destra sono diversi da quelli di sinistra.

Parco pubblico nasce per esigenze economiche. In Inghilterra c’è il fenomeno dell’urbanesimo.

Creare un posto adatto alle persone quando non lavorano, simile a quello in cui vivono. Di facile

manutenzione.

La siepe è un elemento strutturale, nell’ambito dell’urbanistica. Utilizzata per la realizzazione di

separazioni, schermature, finestre, può aiutare a sottolineare cannocchiali prospettici, ma

soprattutto è un elemento fondamentale per la creazione di spazi nel senso che la percezione della

dimensione implica la realizzazione dei limiti.

Per ottenere una riqualificazione dell’intero territorio è necessario collegare le aree ad elevata

ricchezza biologica con corridoi ecologici. Le siepi utilizzate sono miste, formate da più specie con

portamento arboreo ed arbustivo, stratificate in più livelli.

Siete tradizionale dovrebbe essere sagomata in modo tale che la sezione trasversale sia uguale,

forma trapezoidale ( parte inferiore più larga) così facendo le piante riceveranno la luce del sole in

modo più uniforme con la conseguenza di limitare la perdita di foglie nelle parti ombreggiate); la

siepe è di tipo “naturale” quando è composta da una serie di arbusti di uno stesso genere e anche

della stessa specie, accostati con ordine, ma non regolati da un preciso taglio: in questo modo i

rami hanno la possibilità di espandersi liberamente e la quinta assume un andamento spontaneo

particolarmente adatto in paesaggi collinari. Oggi non si ha pazienza di aspettare, si vuole tutto

subito, e così una soluzione per poter ottenere siepi, e schermi verdi a pronto effetto e per

differenti esigenze è la siepe precoltivata. L’effetto schermo o barriera è immediato, compatto,

efficace: una barriera verde costituita da piante, sostenute da una rete metallica, che crescono in

vasi biodegradabili riempiti di terriccio, da cui le radici delle piante potranno espandersi una volta

messe a dimora. Su ordinazione si possono scegliere le specie. Le applicazioni sono infinite e

soprattutto facili e veloci: basti pensare alla sostituzione di siepi senescenti o comunque mal

ridotte, alla creazione di schermi per terrazze, di giardini compartiti. Azione frangivento.

La siepe naturale pur essendo mono specifica mi va ad unire il paesaggio collinare.

Bordure contorno di un’aiuola che si distingue dal centro per la quantità di piante o fiori. In un

ambito geometrico riesce a sdrammatizzare la geometria, mediante una certa confusione, che poi

è l’anticonfusione per eccellenza perché collega l’elemento verticale con quello orizzontale.

La confusione riesco a crearla solo con i colori delle fioriture e non con i colori delle foglie. Il verde

statico.

Per la progettazione prima si pensa agli elementi orizzontali, pavimentazione percorsi, poi a quelli

verticali cioè gli alberi. Il rapporto tra orizzontale e verticale e quello che dà l’armonia del nostro

progetto.

L’unità di progettazione, che non è facile da ottenere, è il rapporto tra il motivo dominante ed il

resto.

È facile fare un giardino con un motivo dominante. Di solito sono due, uno è il tappeto erboso

(lineare) e l’altro è l’albero. Da soli non hanno alcun significato. Nei grandi progetti l’elemento

dominante è l’albero per semplicità, ci dà garanzia di durata del progetto ed è l’elemento vegetale

più grande. Uno solo deve essere il motivo dominante di un giardino, o di una parte di esso: ad

esempio il prato in rapporto agli arbusti, l’acqua rispetto agli altri elementi. Il giardino, l’area verde

in generale, acquista personalità in funzione del rapporto esistente tra motivo dominante e gli altri

elementi. Nei grandi progetti la dominante è spesso rappresentata da una o più specie che

costituiscono la trama principale in cui si inseriscono gli altri elementi.

Ogni elemento in rapporto a ciò che insiste contribuisce a migliorare la prospettiva.

La disposizione a cannocchiale è la migliore perché ci illumina solo l’obiettivo.

I colori scuri mi accorciano la prospettiva e si trovano sotto, i chiari mi allungano la prospettiva e si

trovano sopra determinando ancora di più l’effetto cannocchiale.

Quando io vado di inserire degli elementi di disturbo metto in secondo piano la geografia del luogo

e faccio fatica a capire la lunghezza. Per ruoli difficili da allungare posso usare dei gradini, la cui

altezza è varia e dipende dal passo che una persona ha.

Un muretto conviene tenere gli spigoli vivi per far vedere l’interruzione. Dove lo devo mettere

questa interruzione? Ad ogni metro cambia la dimensioabilità ed in base al risultato che voglio

tenere, al largo riduco il muretto lo sposto più avanti o più indietro.

Le piante non sono tutte uguali, cambia la forma:

-FASTIGIATA nella composizione vegetale tale forma enfatizza la componente verticale attirando

l’attenzione

-A CHIOMA ESTESA conferisce sensazione di respiro e di ampiezza. Le forme estese guidano

l’occhio in senso orizzontale e conferiscono alla composizione una sensazione di ampiezza

-ARROTONDATA (Tilia) sono considerate non direzionali, neutrali. Possono essere utilizzate per

unitarietà alla composizione con la loro ripetizione nel disegno

-PIRAMIDALE/CONICA (Liquidambar) costituiscono elementi precisi e attirano l’attenzione. Sono

usati con successo nei giardini di forma geometrica

-FORMA PENDULA forma tipica del Salice piangente e di altre specie pendule. Tale forma

indirizza lo sguardo verso il terreno o comunque verso il basso. Può essere utilizzata ai bordi di

masse d’acqua per rifletterne la forma o per enfatizzare la “qualità fluida” dell’acqua stessa.

Effetto soffitto: metodo di copertura e deve essere in funzione di chi ci passa sotto. L’altezza di

volta mi va bene a prescindere dalla lunghezza del viale? No, più è lungo, più la volta sembra

bassa.

Quando si tratta di un percorso, la cosa cambia problema di percezione. Si è influenzati dalla

densità del fogliame, dalla stagione dallo schema d’impianto. Es. gelso $la distanza tra una pianta

all’altra, virtualmente alzo l’altezza del soffitto. Il senso di chiusura è più forte selezione si

sovrappongono. Si possono andare a creare delle stanze che hanno un sistema di uscita in

qualcosa che mi impedisca di spaziare con la vista. Come faccio a chiudere lo spazio ed a mettere

delle finestre? Crea degli abbassamenti della vegetazione. Come faccio vedere dall’altra parte a

far capire che non è uscita? Se metto una balaustra che corrisponde ad una interruzione.

Uso piante con forma naturale e piante in cui il primo palco di rami sia in alto e mi lascia libera la

parte sotto. Per quanto riguarda la colorazione, si cercano di usare colori che vanno o in contrasto

o in linea. Le piante da ombra sono verdi scure. Scelta più semplice tappeti erbosi chiari(esistono

solo quelli) e verde scuro alberi.

Zona di passaggio: costruzione fatta ad angoli retti, perché più semplice. Specie usata, la uso solo

per questo oppure posso replicarla la metto al posto di altre. Quanto sfrutta la specie B rispetto ad

A? in base a questo uso le piante sono in un punto Oppure le posso replicare.

Il limite per non cadere nella confusione e quello di creare la stessa forma in posizioni diverse una

stessa posizione con forme diverse.

• Spazio aperto: camminiamo in uno spazio obbligato, ma abbiamo la possibilità di vedere

all’esterno.

• Spazio semiaperto: posso guardare solo in una parte

• spazio chiuso verso l’alto, ma aperto lateralmente

• spazio chiuso

• spazio aperto verso l’alto

ognuna di queste composizioni, adagiata nel luogo in cui serve favorire una vista, creare

collegamento, ecc..

Il materiale vegetale viene utilizzato come elemento di connessione contribuendo la definizione

degli spazi come? Usando varie specie, il cui numero è in funzione alla grandezza dell’edificio, più

specie ho più confusione posso fare, meno specie ho più difficilmente però l’architettura.

Parto con gli alberi grandi, poi uso delle strutture basse e delle alberature intermedie. Unendo tre

strutture diverse le piante devono essere somiglianti.

Il tappeto erboso può essere un collegamento.

La connessione può essere continua, trasversale l’importante è che io la lega come una

connessione continua. Come faccio? Quando su una scala idonea, io leggo che il segmento che

sto tratteggiando, anche se ha delle interruzioni, lo vedo contiguo.

Quando creò delle interruzioni, bisogna far sì che l’interruzione sia diversa in funzione dell’utilità.

In verticale la connessione deve avere delle altezze varie ad adattarsi all’elemento più basso.

I tappeti erbosi possono essere utilizzati come elemento di unione.

Ai fini della progettazione si possono distinguere tre tipi di fogliame:

• decidui  è attivo, se vuole molto. Usiamo le latifoglie per la dinamicità delle foglie.

Funzione principale di tale categoria di piante è quella di enfatizzare l’alternarsi e il corso

delle stagioni: molte piante hanno infatti distinti aspetti stagionali e in tal senso si

configurano come elementi dinamici della progettazione che rendono i cambiamenti

climatici nell’anno più percettibili

Le piante a foglia caduca permettono inoltre d’inverno di vedere ed apprezzare la struttura

dei rami delle piante: la forma della struttura dei rami costituisce un elemento significativo

della composizione vegetale e in tal senso va posta attenzione allo sfondo della pianta e se

la quinta è di piante sempreverdi la struttura dei rami in inverno risulta più visibile

• Sempreverde conifere  Molte di queste piante possiedono fogliame riflettente che assume

tonalità piacevoli alla luce del sole, ma spesso all’ombra tendono a rendere scuro e

pesante il paesaggio; spesso la fioritura è spettacolare e rappresenta un elemento di

attrazione contribuendo a creare punti focali

• sempreverde latifoglie sono un po’ più grandi delle conifere, ma statiche. Sono

caratterizzate dal fogliame per lo più aghiforme di colore in genere verde scuro (le foglie a

forma di ago riflettono poco la luce solare) Tale caratteristica conferisce loro un aspetto

massiccio

• In tal senso bisogna valutare con cautela il numero di conifere sempreverdi da inserire nella

composizione; è comunque consigliabile raggrupparle poiché il posizionamento casuale

può provocare confusione per il loro forte impatto.

La luminosità non è data solo dall’angolo del sole, ma anche dalla rifrazione dei colori colpiti da

esso.

La scelta delle piante sarà in funzione quando mettono e cadono le foglie.

Altro vantaggio d’inverno costruiscono un elemento utile in due modi:

con l’architettura: scegliamo piante con architettura particolare che può avere un colore.

Importante anche per la posizione delle ombre, l’ombra d’estate è una palla, in inverno è una

ramificazione.

Le conifere sembrano più massicce perché sono piante molto grandi e sono meno riflettenti.

La tessitura grossolana è in genere tipica delle piante con foglie grandi e spesse, con rami grossi e

struttura espansa (Platanus, Aesculus). Tali specie possono essere usate come punti di attrazione

poiché la loro tessitura dà la sensazione di “muoversi” verso l’osservatore, fa sì che la distanza

percepita tra l’osservatore e la pianta sembri minore; in tal senso, piante a tessitura grossolana

rendono uno spazio esterno più piccolo di quanto sia in realtà (rimpiccioliscono gli spazi)

Le piante a media e fine tessitura sono caratterizzate da foglie piccole e sottili, rami sottili e

struttura più densa e stretta (Acer palmatum, Gleditschia) Le piante a tessitura media tendono ad

essere più neutre a livello emozionale Le piante a tessitura fine sono in genere quelle meno notate

in una composizione: esse tendono a “recedere” alla vista e conferiscono così ad ambienti ristretti

una maggiore sensazione di spazio (ingrandiscono gli spazi)

E’ in genere consigliabile creare un equilibrio tra diverse tessiture: spazi così costruiti trasmettono

una sensazione combinata di unitarietà e dinamismo, senza risultare caotici.

Per comprimere lo spazio, Dietro la tessitura grande davanti la tessitura fine. Al fine di ampliare lo

spazio e allungare la prospettiva è consigliabile porre le piante a tessitura grossolana in primo

piano e quelle a tessitura più fine in secondo piano e sullo sfondo Suddividere il modulo della

pavimentazione in funzione delle pareti verticali. Bisogna iniziare a riempire alcuni moduli con un

criterio (lontano dalle pareti- lontano da finestre).

Il colore del paesaggio, del cielo, delle case, degli arredi e quindi anche della vegetazione

Influenza direttamente l’umore e lo stato d’animo degli uomini.

Nella cultura occidentale il rosso, il giallo, l’arancione sono definiti come colori caldi e Sono in

genere associati all’immagine del fuoco e del calore e quindi alla vitalità, all’aggressione, alla

passione

Il blu, il viola e il verde sono associati mentalmente all’acqua, al ghiaccio, all’ombra e sono definiti

colori freddi. Il blu rappresenta la serenità, il verde la calma. Il viola è il colore dell’ombra, della

serietà e della solennità

La distanza ed il senso dello spazio sono influenzati dal colore: i colori caldi accorciano le distanze

e fanno apparire lo spazio più piccolo; Il rosso avvicina l’oggetto e attira l’attenzione Il blu allontana

l’oggetto.

Un giardino chiuso di città sarà prevalentemente verde, dando l’effetto di un’oasi nella profusione

di colori urbani, oppure in alternativa, contro la grigia atmosfera cittadina, essere carico di fiori e

foglie colorate.

Giardini con scelta di colori di tipo impressionistico vennero realizzati in Inghilterra da Gertrude

Jekyll: dai giardini monocromatici alla disposizione di bordure in successione di colori tali da

preparare l'occhio gradualmente ad una o più tinte dominanti.

I colori possono evidenziare prospettive e i punti di fuga, in particolare piantagioni monocromatiche

accentuano l’asse direzionale di una prospettiva.

I colori possono ingannare visualmente, alterando le dimensioni e le distanze. I colori freddi, come

i blu e i viola (azzurro, verde) e quelli muti come i marroni e i grigi, retrocedono creando

l’impressione di lontananza; lo stesso effetto lo si ottiene mettendo sullo sfondo piante con colori

più pallidi di quelli usati in primo piano. I colori caldi( giallo, rosso, arancione), invece, in generale

spiccano dando l’impressione di avanzare. Anche questi comunque se usati in toni chiari danno

l’illusione di profondità e distanza. In generale si ha la sensazione che i colori caldi tendano ad

avvicinare, mentre quelli freddi tendano a respingere. Ciò pare sia legato al fatto che il cristallino

riesce a focalizzare il rosso e i colori caldi in modo distinto e preciso, mentre i colori freddi vengono

percepiti più difficilmente.

I più affidabili e utili sistemi di associazione di colore nel giardino sono basati da un lato sul creare

armonie, dall’altro contrasti.

Armonie nel linguaggio tecnico del colore significano colori simili e affini perché condividono un

determinato pigmento.

I bianchi rafforzano e intensificano i colori vicini; fiori bianchi possono separare tinte contrastanti

facendo sembrare meno stridenti e accettabili difficili combinazioni. I fiori bianchi sono una scelta

eccellente per un giardino che viene usato spesso di sera perché risplendono luminosi a differenza

dei colori ad esempio scuri che retrocedono nelle ombre della sera. Il rosso è un colore caldo che

induce all’azione, stimola ad agire, è adatto a creare lo stato emotivo dal quale emergono idee ed

azioni.

L’arancione è un colore che dà una impressione di calore e una sensazione piacevole (il fuoco, il

tramonto). Il blu porta ad uno stato d’animo malinconico.

Il verde crea la condizione della meditazione stimola ad adempiere i propri doveri. Infonde

serenità. I colori acromatici come il bianco, il grigio, il nero sono freddi deprimenti, non inducono

all’azione e non suscitano emozioni.

Il colore è necessario negli ambienti dove vivono i bambini.

Un ambiente che procura stimoli è utile per l’apprendimento e lo sviluppo e quindi e’ importante

che un parco giochi o un ambiente creato per i bambini procuri stimoli. I colori hanno un ruolo

spesso determinante nel provocare questi stimoli.

Le reazioni al colore cambiano con la crescita e lo sviluppo; nel primo anno di vita i neonati sono

affascinati dai colori luminosi come il giallo, il bianco e il rosso, che fissano più a lungo. La

preferenza per il giallo comincia a diminuire sempre più con gli anni. Il rosso e il blu diventano

allora i colori preferiti. I colori decisi attraggono l’attenzione dei bambini e negli ambienti grigi e


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met94

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Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie agrarie
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher met94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pante ornamentali e verde urbano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico delle Marche - Univpm o del prof Minelli Alberto.

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