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Parassiti

Un parassita è un organismo che vive al di fuori (ectoparassita) o all’interno (endoparassita) di un altro organismo che appartiene a una specie diversa e che funge da ospite. Il parassita si nutre a spese dell’ospite e gli reca danno di diversa entità, a seconda del parassita considerato. Di conseguenza, l’ospite è quell’organismo che alberga il parassita e che riceve danni di entità variabile.

Tipi di ospite

  • Definitivo, nel quale il parassita si riproduce sessualmente;
  • Intermedio, nel quale il parassita compie una fase del ciclo del suo sviluppo;
  • Paratenico, nel quale non si verifica alcuna progressione di ciclo, ovvero il parassita staziona senza mutare la sua condizione, nell’attesa di essere trasferito a un altro ospite.

I parassiti, inoltre, si distinguono in monoxeni se compiono il loro ciclo in un solo ospite, dixeni se necessitano di due ospiti per portare a compimento il ciclo biologico e così via. L’ospite paratenico, in realtà, funge da trasportatore meccanico del parassita da un ospite all’altro.

Protozoi

Sono organismi eucarioti unicellulari mobili, possono essere mono o plurinucleati e le dimensioni delle cellule, in generale, vanno da 1,5 a 80 μm, a seconda del genere. Per quanto concerne la locomozione, si possono spostare per mezzo di flagelli oppure di pseudopodi nel caso delle amebe. I flagelli sono strutture filamentose con movimento ad onde sinusoidali; gli pseudopodi sono proiezioni citoplasmatiche temporanee, emessi per muoversi e cambiare direzione.

Giardia duodenalis (G. intestinalis, G. lamblia)

Nel 1681 von Leeuwenhock descrisse i trofozoiti nelle proprie feci diarroiche e annotò i sintomi della malattia. Successivamente, nel 1859, Lambl individuò i trofozoiti nei campioni di feci umane e li disegnò. I trofozoiti sono le forme vegetative o di accrescimento del protozoo, che consta nel suo ciclo vitale di due forme: trofozoita e cisti, che rappresenta la forma di resistenza.

Il trofozoite ha una forma detta anche a faccia di vecchietto (i due nuclei rappresenterebbero gli occhi, l’assostile il naso, il corpo parabasale la ruga del viso), forma a pera, a cucchiaio o di aquilone (i flagelli simulano i nastri dell’aquilone). Il trofozoite ha le dimensioni di 10-20 μm x 8-11 μm, forma variabile, due nuclei simmetrici, otto flagelli e due assostili. Per quanto riguarda l’assostile, a volte viene detto che ce n’è uno solo, a volte viene detto che sono due ma molto ravvicinati tanto da sembrare uno solo. Si tratta di una struttura di sostegno del trofozoite, una sorta di scheletro.

Le cisti invece hanno dimensioni di 11-14 μm x 5-7 μm, assostili (si presume due), i corpi parabasali (specie di baffetti), 2-4 nuclei (poiché ci sono gli stadi immaturi, in cui le cisti possono non essere 4; quando le cisti sono mature, i nuclei diventano 4). Non sempre sono visibili al microscopio tutti insieme quando si osserva un sedimento a fresco, bisogna fuochettare e incontrare piani diversi per vedere i nuclei mancanti non visibili al primo esame.

Colorazione e analisi

In figura è rappresentato un sedimento fecale, ripulito di tutti i detriti, colorato con una goccia di soluzione iodio-iodurata, ovvero con soluzione di Lugol che differisce da quella della concentrazione di Gram poiché, in parassitologia, viene usata in concentrazione doppia; serve per evidenziare le strutture interne del protozoo, poiché la soluzione di Lugol fissa le parti ricche in glicogeno e si può fare dopo analisi a fresco con una goccia di fisiologica. Si vedrà, in seguito a colorazione, il contorno delle cisti in giallo scuro-marroncino, il contorno dei nuclei, l’assostile e i corpi parabasali.

A destra è rappresentata la colorazione tricromica, una colorazione permanente usata di frequente in parassitologia, abbastanza lunga da fare e difficile da interpretare. Nella figura sottostante si intravedono varie strutture, in particolare la forma rotondeggiante che circonda i due nuclei prende il nome di disco ventrale o disco adesivo, ovvero una depressione nella parte centrale, delimitato da due fibrille curve. Vi sono 8 flagelli che originano tra i due nuclei, dei quali 2 sono ventrali e forgiati a pinna, perché servono al protozoo per ripulire la parte della mucosa intestinale dove vanno ad aderire attraverso il disco adesivo. Vi sono inoltre due corpi parabasali a virgola nel citoplasma e due assostili. Le cisti hanno forma ovale, 4 nuclei quando sono mature e 4 corpi parabasali.

Ciclo vitale

Le cisti sono le forme infettanti e sono presenti nell’ambiente per cui, una volta inserite nell’ospite, avviene escistazione nel duodeno e, in seguito a lisi, si forma il trofozoite, che si moltiplica per scissione binaria. I trofozoiti aderiscono quindi alla mucosa intestinale tramite il disco adesivo ventrale. L’escistamento è influenzato dal basso pH dello stomaco ma le cisti, che sono forme di resistenza, superano la barriera dell’acidità gastrica e poi l’escistamento avviene nell’intestino.

Nell’intestino, le diverse condizioni del microambiente in cui si vengono a trovare inducono la trasformazione dei trofozoiti in cisti. La forma che più si reperisce nel campione fecale all’esame parassitologico sono le cisti, appunto perché forme di resistenza; è piuttosto raro trovare nei campioni i trofozoiti, a meno che non si tratti di feci diarroiche, liquide. Le cisti vengono ingerite non solo dall’uomo ma anche da altri animali che fungono anche da reservoir e che provvedono a diffonderle nell’ambiente, nei terreni e nelle acque. Quindi, ci si può infettare tramite ingestione di cibi (ad esempio, ortaggi mangiati crudi e non lavati, irrorati con acqua e con residui fecali) o bevendo acque contaminate.

Le cisti resistono anche a diversi interventi di disinfezione, tant’è vero che resistono alla colorazione, per cui possono essere presenti anche nelle piscine, come i cripto sporidi (in genere, c’è una dose minima infettante che viene tollerata; per cui è importante che le piscine siano sottoposte a manutenzione per evitare che venga superata questa soglia).

Giardiasi

La terminazione –asi è stata sostituita da qualche anno con la desinenza –osi. Quindi, le infezioni da parassiti avranno la desinenza –osi (giardiosi). Il periodo di incubazione va da 5 a 25 giorni, l’infezione può decorrere in maniera asintomatica oppure può manifestarsi con enterite acuta ma con diarrea non ematica (non c’è sangue nelle feci). È possibile una cronicizzazione, con andamento ricorrente dei sintomi e le feci sono steatorroiche, cioè grasse, c’è una sindrome da malassorbimento soprattutto di glucosio e sodio (perché i trofozoiti ricoprono la superficie della mucosa intestinale che è preposta all’assorbimento dei nutrienti) e dimagrimento (non sempre).

Accertamento diagnostico

Per l’esame parassitologico delle feci si richiedono sempre tre campioni prelevati a giorni alterni perché l’infezione può essere intermittente. Questo metodo permette di aumentare le probabilità di individuare le cisti nelle feci.

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Scienze biologiche BIO/19 Microbiologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher PintuAlex di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Parassitologia medica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Fumarola Luciana.
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