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DIDATTICA E PEDAGOGIA SPECIALE

(Risposte Aperte)

1) Cosa si intende per didattica? Fornire una de nizione e descrivere le sue implicazioni/

relazioni con la pedagogia: La didattica è “la parte della teoria e dell’attività educativa che

concerne i metodi dell’insegnamento”. La Didattica è:

Idealistico-gentiliana (centrata sull’insegnante e sull’insegnamento);

• Positivistico-sperimentalista (per l’elaborazione di tecniche di insegnamento sempre più

• ra nate, rigorose e convalidate sperimentalmente);

Attivistica (attenta alla partecipazione attiva e diretta dell’allievo, percorre il metodo globale, i

• centri di interesse, l’attività spontanea, l’individualizzazione e la socializzazione

dell’apprendimento, il lavoro di gruppo, il metodo della ricerca, l’espressività, il gioco e il

lavoro);

Strutturalista-cognitivista (attenta all’avvicinamento progressivo, “a spirale”, della struttura

• evolutiva della mente con la struttura delle discipline);

Comportamentistico-tecnologica (con il primato dell’istruzione programmata e delle tecniche

• didattiche supportate dalle “tecnologie dell’istruzione”).

2) Quali sono gli elementi della didattica? Descriverli e analizzare un sistema didattico: Gli

elementi della didattica sono:

Oggetto: è l’insegnamento che punta all’apprendimento, l’acquisizione in modo sistematico di

• conoscenze e nozioni, di capacità e abilità, di signi cati e valori senza la pretesa di produrre

direttamente e etti di apprendimento;

Campo: comprende sia lo scolastico che l’extrascolastico;

• Metodo: consiste in un approccio scienti co di insegnamento che si avvale di procedure

• quantitative e qualitative, strumenti di osservazione, di analisi comparativa, di misurazione, di

descrizione, di narrazione.

3) Cos'è il "metodo didattico" e quali sono i principali metodi che vengono utilizzati

nell'ambito della pedagogia e della didattica? Il metodo didattico costituisce l'attività

dell'insegnante in quanto si compone di regole che dirigono un'attività didattica in classe.

Numerosi sono i metodi per l'insegnamento; i più importanti sono:

Metodo Deduttivo: metodo classico legato al procedimento che passa dal generale al

• particolare, da una promessa a una conclusione.

Metodo Induttivo: metodo tipico della scienza de nito anche analitico poiché passa dal

• particolare al generale.

4) Descrivere il rapporto tra pedagogia e didattica, di cosa si tratta e cosa le lega? La

pedagogia è la scienza che si occupa di educazione quindi di accompagnare le persone in un

percorso di crescita e cambiamento. La nalità è di sviluppare conoscenze, competenze e

abilità per favorire il benessere e l’autonomia. La didattica elabora strategie e piani ca le

attività per l’apprendimento, partendo dalla de nizione degli obiettivi per arrivare alla scelta

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dei contenuti, dalla scelta delle metodologie all'organizzazione delle esperienze, no alla

valutazione.

5) Quali sono le tre componenti fondamentali della situazione scolare e come

interagiscono? Lo studente spieghi di cosa si tratta: le tre componenti fondamentali della

situazione scolare sono:

L’insegnante: osserva e valuta gli apprendimenti dei bambini attraverso la valorizzazione dei

• lavori di gruppo, l'esposizione orale e test di veri ca;

L’alunno: ha il compito di prestare la massima attenzione durante le lezioni e spiegazioni per

• far sì che si sviluppi in lui autonomia, senso di responsabilità, capacità organizzative,

creatività.

La scuola: ha il compito di fornire gli strumenti necessari per crescere culturalmente,

• psicologicamente e socialmente, acquisire un certo grado di responsabilità e autonomia e,

in ne, formare alla cittadinanza e alla vita democratica.

6) L'insegnamento è autoapprendimento anche per l'insegnante: per quale motivo?

L’insegnamento è autoapprendimento anche per l’insegnante, sia perché richiede da parte di

questo un continuo aggiornamento teorico, al ne di innovare i suoi metodi, sia perché egli

apprende dalla situazione scolare stessa. Pertanto, la capacità di insegnare non è soltanto

questione di formazione iniziale, ma anche di formazione continua, che si realizza anche

attraverso l’esperienza scolastica quotidiana.

7) Quando in Italia, la didattica è diventata una disciplina pedagogica, e perchè? Lo

studente spieghi e argomenti questo concetto: in Italia la didattica è diventata una

disciplina pedagogica nella metà degli anni 70 identi cando con “didattica” tutte le azioni che

il docente compie per tradurre il programma in conoscenze degli alunni nell'ambito

scolastico.

8) Perchè la didattica è divenuta una disciplina autonoma? Qual'è la sua funzione? La

didattica può essere concretamente considerata una scienza autonoma che già esiste per

assolvere al compito di far interagire il soggetto che apprende con gli oggetti

dell'apprendimento.

9) Cosa intende Schon con l’espressione “professionista ri essivo”? Lo studente spieghi

di cosa si tratta: Schon richiama tale signi cato: la professionalità dell'insegnante si gioca

proprio nel passaggio da un sapere tacito a un sapere esplicito ovvero nell'acquistare

consapevolezza del proprio sapere.

10) Quali sono gli elementi fondanti della dimensione relazionale nella didattica? Indicare

quali sono e argomentare: la qualità della relazione allievo-docente sta nel grado di

essibilità con cui il docente gestisce il rapporto asimmetrico con gli allievi. Il docente deve

essere capace a esercitare l'arte dell'incoraggiamento nei confronti dei propri allievi. Il

docente deve possedere una competenza di base: l'ascolto attivo, il docente deve essere in

grado di cogliere la globalità della dinamica comunicativa che sta alla base del messaggio.

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11) David Ausubel ha classi cato le diverse modalità di apprendimento in relazione a due

parametri centrati entrambi sul ruolo attivo del soggetto nell’esperienza apprenditiva:

indicare quali sono e descriverli: David Ausbel ha classi cato le diverse modalità di

apprendimento in relazione a due parametri centrati entrambi sul ruolo attivo del soggetto

nell’esperienza apprenditivi:

La relazione del contenuto di apprendimento con la matrice cognitiva del soggetto. In relazione

• a questo primo parametro Ausubel ha distinto: l’apprendimento signi cativo e l’apprendimento

meccanico.

Le modalità di approccio del soggetto che apprende al nuovo contenuto culturale, in base al

• quale ha distinto: l’apprendimento per ricezione e l’apprendimento per scoperta.

12) Cosa si intende per progettazione didattica? Per quanto riguarda la progettazione

didattica, nell’ambito della scuola esistono due visioni contrapposte: la visione amministrativa

e la visione professionale. La prima è quella che prevale nella pratica scolastica e in qualche

modo toglie importanza al momento progettuale, la seconda invece considera la

progettazione uno strumento a disposizione del docente. Progettare, agire e valutare, nella

prima visione sono ricchi di razionalità tecnica, mentre nella seconda visione sono posti in

circolarità e vedono l’instaurarsi di un’interazione reciproca. In questo modo il progetto

prende forma progressivamente e anche la fase della valutazione diventa un momento di

ride nizione del progetto iniziale.

13) La didattica comprende diverse appartenenze identitarie, quali sono? Indicarne le

principali e spiegare di cosa si occupano: La didattica racchiude sia elementi trasversali

alle diverse situazioni di apprendimento che altri, speci ci, in relazione ai di erenti contesti e

soggetti. Il suo compito è quello di tenere insieme i possibili e diversi percorsi di

apprendimento in relazione a contesti, spazi e soggetti di erenti. La didattica si articola

diversamente, in relazione sia ai soggetti coinvolti che ai contesti, ma anche in virtù di ogni

speci ca disciplina, come nel caso dei percorsi formali di apprendimento all’interno delle

istituzioni dedicate. Mettendo a confronto le varie “didattiche” possiamo certamente

sostenere che vi sono delle di erenze tra la didattica in classe e la didattica individualizzata o

in piccolo gruppo che si realizza rispetto a un percorso circoscritto e a un obiettivo limitato.

14) Descrivere il rapporto tra docente e allievo, le caratteristiche e le interazioni: All’interno

del processo di apprendimento, il rapporto tra docente e allievo è un rapporto dalla doppia

valenza, cognitiva e a ettivo-emozionale. Dal punto di vista del Sé cognitivo una corretta

progettazione didattica deve tenere presenti sia le problematiche di carattere metacognitivo

che le funzioni dell’Io come attenzione, memoria, linguaggio e intelligenza. Queste facoltà

sono spesso identi cate come “funzioni cognitive”; l’espressione, però, sembra riduttiva nei

confronti di processi che svolgono un ruolo importante ai ni dell’adattamento ambientale e si

pongono come ambiti di intersezione tra elementi cognitivi ed elementi a ettivo-emozionali.

15) L'attenzione e la memoria sono due importanti fattori che nella didattica occorre tener

conto, per quali ragioni? Come agiscono sull'apprendimento? L’attenzione è una facoltà

limitata sia a livello quantitativo sia a livello qualitativo, poiché è soggetta a un decremento

proporzionale alla durata. L’attenzione inoltre, può essere ostacolata da interferenze di varia

natura, soprattutto nel caso in cui vi sia una simultaneità di più obiettivi, poiché questi

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potrebbero necessitare di troppe risorse cognitive. In uenzano l’attenzione anche la

stanchezza, lo stato di stress psico sico e tensione. L’attenzione può essere vista come una

sorta di ltro che organizza le informazioni in maniera equilibrata in modo che queste vengano

recepite, interiorizzate e trasformate in ricordi con la possibilità che questi vengano recuperati

all’occorrenza. In questo modo l’attenzione si intreccia con la memoria. Questa concorre a

determinare la qualità dell’intelligenza. La memoria si distingue in memoria a breve termine e

memoria a lungo termine. Ciascun soggetto archivia le esperienze trasformandole in ricordi e

li reperisce in relazione alla necessità del momento. Si possono innanzitutto considerare una

memoria di carattere più intellettivo e una di carattere a ettivo-emozionale. Dal punto di vista

didattico è importante, individuare quali memorie risultino preferenziali per ciascun soggetto e

dunque poter programmare l’utilizzo di canali percettivi e l’individualizzazione delle strategie

di carattere mnestico da suggerire a ciascuno.

16) La capacità di osservare e valutare è parte intrinseca della progettazione didattica e del

processo di insegnamento: per quali motivi? Lo studente argomenti l’asserzione: La

capacità di osservare e valutare è parte intrinseca della progettazione didattica e del processo

di insegnamento. Osservare e valutare infatti, sono fasi che hanno acquisito un senso sia in

ambito medico scienti co e più tardi sono entrate a far parte del bagaglio di competenze

didattiche e psicopedagogiche. All’inizio del rapporto educativo è infatti indispensabile

l’osservazione e la valutazione del soggetto dell’apprendimento, in modo da de nire sia

l’oggetto della conoscenza che il contesto nel quale questa conoscenza avviene. Nelle

strategie utilizzate attualmente, l’insegnante procedere in base a una strategia conoscitiva e

valutativa ben de nita. È chiaro che il contesto scolastico, solitamente, genera emozioni

contrastanti non sempre positive, per questo è necessario applicare una certa formalità nei

rapporti anche se questo in uenza inevitabilmente il clima con un alone di scalità e di

giudizio.

17) Con l’espressione “competenze meta cognitive” ci si può riferire, a che cosa? Per

competenze metacognitive si intende la capacità di utilizzare determinate strategie di

risoluzione del compito, scegliendo le più adatte in relazione agli obiettivi, come ad esempio il

problem solving. Le competenze metacognitive fanno riferimento anche all’atteggiamento

metacognitivo, che è in uenzato anche da elementi propri di ciascun soggetto, come il grado

di ansia da prestazione oppure la capacità di tollerare le piccole frustrazioni. Con

l’espressione “competenze metacognitive” ci si può riferire alla capacità di discriminare

criticamente le varie esperienze mentali e cognitive e di comprendere le diverse modalità di

attivazione del pensiero e di incremento o decremento della conoscenza.

18) Perchè si parla di una didattica costruttiva, dialogica e in divenire? Spiegare e

argomentare queste tre caratteristiche: Si parla di didattica costruttiva, dialogica e in

divenire per spiegare che è necessario procedere secondo lo stesso metodo utilizzato

nell’ambito della ricerca, quindi formulando ipotesi, dando loro concretezza, veri candole per

validarle e condividerle o per trasformarle. La scuola per essere vissuta come un’esperienza

positiva, sia dai docenti che dagli allievi, deve abbracciare l’idea di utilizzare la

sperimentazione in modo tale, da rendere partecipi tutti gli attori coinvolti nell’azione

educativa. Il metodo che deve utilizzare il docente, è lo stesso che deve essere insegnato

all’allievo, insieme all’idea che la veri ca debba essere legata al territorio e alla società civile.

È necessario abbandonare la visione individualistica e inserire quella di gruppo in modo da

tale da introdurre l’educazione alla cittadinanza attiva.

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19) Negli ultimi cinquant’anni il sapere didattico ha subito profonde trasformazioni, di cosa

si tratta? Negli ultimi cinquant’anni il ruolo e lo spazio della didattica sono cambiati e hanno

subito diverse trasformazioni. Nei primi del Novecento la tendenza era quella di formulare un

modello universale. Invece, gli anni 50 hanno visto il proliferare di diverse metodologie

didattiche, diverse strategie, strumenti e metodologie da utilizzare in rapporto alle speci che

situazioni. Non esistono più teorie didattiche standardizzate e pronte all’uso, ma con il

passare del tempo i processi di apprendimentoinsegnamento sono considerati in continua

evoluzione. Si è passati da una concezione dove il maestro insegnava le sole teorie ad una

dove l’insegnamento è visto come esperienza comunitaria basata sulle ri essioni, come

esperienza di maturazione e crescita collettiva condivisa.

20) Cosa si intende per didattica costruttiva, dialogica e in divenire? A quali ri essioni si fa

riferimento? Si parla di didattica costruttiva, dialogica e in divenire per spiegare che è

necessario procedere secondo lo stesso metodo utilizzato nell’ambito della ricerca, quindi

formulando ipotesi, dando loro concretezza, veri candole per validarle e condividerle o per

trasformarle. La scuola per essere vissuta come un’esperienza positiva, sia dai docenti che

dagli allievi, deve abbracciare l’idea di utilizzare la sperimentazione in modo tale, da rendere

partecipi tutti gli attori coinvolti nell’azione educativa. Il metodo che deve utilizzare il docente,

è lo stesso che deve essere insegnato all’allievo, insieme all’idea che la veri ca debba essere

legata al territorio e alla società civile. È necessario abbandonare la visione individualistica e

inserire quella di gruppo in modo da tale da introdurre l’educazione alla cittadinanza attiva.

21) Quali sono i criteri regolativi che quali cano un’innovazione e cace? I criteri regolativi

che quali cano un’innovazione e cace sono: contrattualità, gradualità, condivisione,

negoziazione, supporto, praticità, rivedibilità. I docenti devono avere un mandato chiaro e

articolato che de nisca responsabilità, modi e tempi di lavoro. Deve sussistere un’azione di

miglioramento progressivo e devono essere de nite azioni di miglioramento valorizzando e

rispettando la pluralità delle posizioni. I processi devono essere sempre guidati e sostenuti da

chi li promuove e le a

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher setdomande di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica e pedagogia speciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Ciarcianelli Sandra.
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