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Domande sui romanzi del Settecento e Ottocento

A quale romanzo del Settecento Melmoth the Wanderer è stato sovente avvicinato e sulla base di quali elementi e tratti distintivi?

Melmoth è stato spesso avvicinato a Tristram Shandy di Sterne, la cui trama è intessuta di storie intrecciate ma alla quale manca però un plot solido che unifica l’opera. Viene associato a Tristram Shandy per la sua molteplicità di racconti. La storia non è unica ma è un intreccio di racconti, la sua struttura non è univoca ma complessa e cosmopolita che quasi mette in confusione il lettore. Non c'è un vero e proprio centro, non c'è una gerarchia nella narrazione.

Che funzione ha, generalmente, il Viaggiatore nei racconti utopici?

Nell’utopia esiste generalmente un viaggiatore che proviene da un mondo differente e ha la funzione di "interlocutore" cioè rappresenta un intermediario. Lui è colui che scopre un mondo migliore, può scoprirlo con osservazione diretta oppure grazie al racconto di abitanti del mondo utopico, poi lo vive e infine torna nel mondo reale per raccontare ciò che ha visto. Nella distopia invece il personaggio è già all’interno del mondo distopico e il suo viaggio è solo ideale. Ci sono poi delle eccezioni, di utopie scritte dall’interno e distopie dall’esterno, come Brave New World e Island di Huxley. Nelle utopie il viaggiatore funge semplicemente da “interlocutore”, scopre il nuovo mondo, annota le particolarità e poi torna in patria per convertire (in positivo) gli altri abitanti. Il suo personaggio non ha alcuna funzione drammatica. Nelle distopie, invece, il personaggio principale è un outcast, una figura che contesta e lotta contro un mondo in cui se si seguono le regole alla perfezione si è un automa del sistema. Anche egli compie un viaggio all’interno del racconto ma alla fine ad attenderlo c’è la morte, la deportazione oppure si redime accettando le regole imposte. Sia nell’utopia che nella distopia la struttura è circolare. Lo schema della narrazione utopica è Andata – Permanenza – Ritorno, mentre quello della distopica è Integrazione – Ribellione – Integrazione (nell’ultima integrazione il sistema ha la meglio sul ribelle).

Chi è l’autore del romanzo Erewhon, a quale genere è ascrivibile e perché?

Erewhon di Samuel Butler è un’utopia satirica e si pensava fosse la continuazione di “The Coming Race”, fu pubblicato nel 1872 prima in versione anonima e poi nelle successive edizioni se ne dichiarò l'autore. Erewhon racconta di un giovane inglese che insieme ad un indigeno intraprende un viaggio in un luogo, chiamato appunto Erewhon (anagramma di nowhere, riferimento al non luogo utopico), con l’intenzione di scoprire terre vergini. In questo luogo gli abitanti sono robusti, belli e pacifici. Qui verrà ospitato da Nosnibor (Robinson), che ha una figlia, Yram (Mary). Questo nuovo mondo è il mondo capovolto del narratore. Il testo è ambientato in Nuova Zelanda ed è satirico nei confronti della Chiesa, dell’istruzione inglese, della teoria evoluzionistica darwiniana e dell’ipocrisia vittoriana. In Erewhon si trovano elementi tipici del romanzo utopico ma anche di racconti picareschi.

Chi è l’autore dell'opera New Atlantis e quali caratteristiche mostra la società che vi è rappresentata?

New Atlantis è un’opera di Francis Bacon pubblicata postuma nel 1627. Fa parte dei racconti utopici e nasce dalla volontà del suo autore di divulgare le sue idee sull’importanza della scienza sperimentale. La storia riguarda un gruppo di marinai che mentre viaggiano dal Perù al Giappone, approdano in un’isola sconosciuta dei mari del Sud, Bensalem, in cui vengono accolti dalla popolazione locale che vive in una civilissima società. In New Atlantis il tema centrale è quello di elogiare la scienza fondata sullo studio della natura e il potere che questa conferisce agli uomini. Bensalem è una società felice in cui gli abitanti collaborano tra loro e credono alla ragione e alla scienza. Sono molto sviluppati in quanto a ricerca e tecnologia. A Bensalem viene istituita la Casa di Salomone, un collegio di scienziati il cui fine è la conoscenza, il progresso e l’allargamento dei confini della ragione umana.

Chi è l’autore dell'opera News from Nowhere, a quale genere il testo è ascrivibile e perché?

News from Nowhere è un romanzo utopico fantapolitico scritto alla fine dell’Ottocento da William Morris. Il protagonista, William Guest, si addormenta dopo un’assemblea alla lega socialista di cui fa parte. Quando si risveglia si trova in una società futura, che si basa sul collettivismo e sul controllo democratico dei mezzi di produzione. Quella descritta è una società aperta, nella quale nessuno esercita l’autorità (anarchia) e dove la felicità del singolo si riflette nella serenità della comunità. In questa società non esiste la proprietà privata. Non esistono nemmeno il sistema monetario, le prigioni, il divorzio e un sistema di divisione delle classi. Il romanzo esplora un gran numero di aspetti della società, includendo l’organizzazione di essa e le relazioni tra le persone. Morris unisce il marxismo con la tradizione del romanzo e presenta un luogo ben diverso dall’Inghilterra vittoriana. Morris era un artista versatile e considerava il lavoro come un piacere. Questa sua ottica si riflette molto in News from Nowhere dove l’uomo viene visto in modo rinascimentale e adotta la sua arte per creare oggetti d’artigianato da utilizzare nel quotidiano, l’uomo è capace di costruire nell’attività fisica ed intellettuale il proprio compimento.

Chi è l’autore di Melmoth the Wanderer e di cosa tratta il romanzo?

Melmoth, the Wanderer di Charles Maturin (1820) presenta una visione del male più ordinata ed organizzata. Melmoth è stato spesso avvicinato a Tristram Shandy di Sterne per la trama intessuta di storie intrecciate ma alla quale manca un plot solido che unifica l’opera. La trama: John Melmoth parte da Dublino per andare nella tenuta di campagna dello zio morente, in quanto suo unico erede. Alla lettura del testamento scopre l’esistenza di un documento in cui c’è scritta una storia di famiglia risalente al 1600, di un suo avo anch’egli chiamato John, e ancora in vita. Il testamento cita anche un quadro che deve essere bruciato. La ricerca di John Melmoth è la storia che fa da cornice all’interno della quale si sviluppano altre tre storie:

  • La storia di Stanton, la cui ambientazione è la Spagna del Seicento, poi l’Inghilterra della Restaurazione e infine l’Irlanda.
  • Il racconto dello spagnolo Monçada, la cui ambientazione è Madrid e a livello cronologico contemporaneo alla storia cornice (1800).
  • Sogno conclusivo del vecchio Melmoth.

C’è poi un terzo livello che include i tales within the tale (la Storia di Donna Ines de Cardoza e The Tale of Indians) e un quarto livello, ovvero quello delle storie inserite o generate attorno ai tales within the tale (all’interno di The Tale of Indians: The Tale of Guzman’s Family e Lover’s Tale). Il romanzo si conclude con Melmoth e Monçada che rientrano a casa in salotto. Si parte con la storia di John Melmoth, un uomo che ha fatto un patto col diavolo: 150 anni di vita aggiuntivi al costo della dannazione eterna. L’unico stratagemma per modificare l’infausta sorte è trovare qualcuno che accetti il suo stesso accordo, acconsentendo alla dannazione in cambio dell’allungamento della propria vita; solamente così Melmoth avrà indietro la sua anima e potrà morire libero dal diavolo.

Chi è l’autore di The Monk, di cosa tratta questo romanzo e quali ne sono i tratti caratterizzanti?

M.G. Lewis (1775-1818), è l’autore di The Monk e capostipite del filone del roman noir, con la sua sensazionale miscela di sesso, sangue e sadismo. Per scrivere The Monk, Lewis si ispira ai romanzi tedeschi del terrore e dai racconti di magia nera, ma anche da Shakespeare e Goethe. I tratti che caratterizzano The Monk sono sostanzialmente due. Il primo è la messa in scena del connubio inscindibile fra male e piacere. Un piacere come male, lussuria, omicidio. Il soprannaturale in Lewis è, contrariamente a quello della Radcliffe, inspiegabile, è impulso sessuale irrefrenabile, capace di corrompere chi ne subisce il suo effetto. Il secondo elemento riguarda la struttura del testo. La trama procede per interruzioni e riprese, seguendo la tecnica del tale within the tale. Protagonisti sono gli intrecci di tre coppie legittime ed illegittime. Il narratore è onnisciente ma il racconto non è lineare e unitario. Un dei tales within the tale arriva a costituire perfino un quarto del libro. Viene considerato un Gothic Novel. Il villain di The Monk è Ambrogio, un monaco che cede alla lussuria e alle lusinghe del male, la sua anima è infetta a causa del morso di un serpente (chiaro riferimento biblico). Il monaco si lascerà sedurre da Matilda, la quale gli succhia via il veleno dal braccio, creando con lui un legame indissolubile. Incapace di resistere alla lussuria, Ambrogio vuole in seguito possedere la bella Antonia. Non riuscendo nell’intento, morirà in seguito ad una lunga agonia. Il personaggio di Ambrogio è ambivalente: in pubblico viene visto come un uomo santo, lontano da lì è un lussurioso omicida. Ambrosio è trasgressivo all’eccesso, anche in amore lui non prova sentimento ma è un amore brutale. Il mondo del naturale e quello del sovrannaturale interagiscono e si riflettono nel gioco condotto dal desiderio, dalla paura e dalle loro proiezioni, dove amore e morte sono indissolubilmente legati. The Monk è un’opera di straordinaria potenza, mostra un mondo violento e di perdizioni, che neanche il lieto fine riesce a riscattare.

Chi è l’autore di The Pleasures of the Imagination, quando e dove furono pubblicati?

The Pleasures of the Imagination fu scritto da Addison nel 1712 e uscì su The Spectator. Distingue due tipi di “piaceri”: i “piaceri primari”, che «derivano dagli oggetti che si trovano davanti ai nostri occhi»; e i “piaceri secondari”, determinati invece dagli oggetti visibili quando questi non sono attualmente davanti ai nostri occhi ma sono richiamati alla nostra memoria o combinati in «gradevoli visioni di cose assenti o fittizie». I primi sono superiori ai secondi perché la natura è «più grande e augusta» dell’arte e delle sue produzioni. Addison afferma: «la nostra mente ama essere riempita da un oggetto o afferrare ciò che è troppo grande per la sua immaginazione». La mente in questi casi è sovrastata e cade in un «pleasing astonishments», un piacevole stupore. Il piacere del “grande” è la difformità. Il bello e il grande sono entrambi fonte di piacere.

Chi è l’autore/autrice di The Coming Race, quando fu pubblicato il testo e quali sono i tratti distintivi del mondo che vi è descritto?

The Coming Race di Lord Edward Bulwer-Lytton (1871) incarna sia l’utopia satirica che l’antiutopia. Il protagonista è un giovane e facoltoso americano che entra in contatto con una nuova civiltà avanzata, i Vril-ya, che somiglia molto agli angeli della Bibbia. Essi sono sopravvissuti al Diluvio Universale e sono dotati di poteri straordinari e magici grazie ad una fonte di energia chiamata Vril. I Vril-ya hanno intenzione di lasciare il loro mondo sotterraneo per conquistare la Terra e distruggere l’umanità.

Chi è l’autore/autrice di The Man in the Moone, quando fu pubblicato il testo, chi ne è il protagonista e quali peripezie affronta?

The Man in the Moone di Francis Godwin, pubblicato postumo a Londra, nel 1638 mescola scienza e immaginazione. Il protagonista è Domingo Gonsales, costretto a fuggire dalla Spagna perché ha ucciso un uomo durante un duello. Fugge nelle Indie Orientali dove fa fortuna e da cui, anni dopo, decide di partire per tornare in Spagna con il suo servo Diego. Durante il viaggio si ammala e viene quindi sbarcato all’isola di Sant’Elena dove ci sono dei cigni selvatici in grado di alzare pesanti pesi. Costruirà quindi una macchina volante che, trainata dai cigni, lo condurrà sulla Luna. Nella seconda parte del racconto, Godwin descrive la Luna, sulla quale Domingo scopre un mondo utopico, i cui abitanti, i Seleniti, vivono seguendo delle regole e vivendo in pace ed armonia. Lì non esiste la pena di morte e l’istituzione della famiglia ha un valore fondamentale. La Luna viene vista come virtuosa, in opposizione alla Terra. Provando nostalgia per la Terra, decide di tornare ma la sorte lo farà atterrare in Cina, dove ad attenderlo ci saranno altre avventure.

Chi è l’autore/autrice di The Old English Baron, a Gothic Story, quando è stato pubblicato, dove è ambientato e in che relazione si pone con The Castle of Otranto?

Un classico gotico è The Old English Baron, a Gothic Story (1778) di Clara Reeve (1729-1807). La Reeve unisce Goticismo e sentimentalismo, il suo libro è la «literary offspring» del testo di Walpole, The Castle of Otranto, racconta così una storia simile, evitandone però i difetti, dando un’aria di probabilità al racconto e aggiungendo un po’ di sentimentale. È ambientato in Inghilterra durante il 1400. L’uso del soprannaturale e del terrore romantico della Reeve prepareranno la strada ad Ann Radcliffe, la quale da lei riprese in particolare la tecnica del «brivido gentile». I particolari dell’ambiente sono accurati e anche la ricostruzione del contesto. Reeve crea premonizioni, anticipazioni e sogni simbolici rimandando ad un senso di mistero che alla fine viene facilmente spiegato con argomentazioni logiche. Il soprannaturale in Clara Reeve è profondamente legato al tema della giustizia divina, così che il terrore non nasce, come negli altri romanzi gotici, dall'irrazionale, dall'ignoto, da oscure forze del male. Può provare terrore soltanto chi ha peccato ed è consapevole di aver meritato la punizione divina. The Castle of Otranto (1764) di Horace Walpole (1717-1797) è considerato il prototipo del genere gotico, con la sua ambientazione medievale e “periferica” (l’Italia meridionale) ed elementi di soprannaturale e sensazionale.

Chi è l’autore/autrice di When the Sleeper Wakes, quando fu pubblicato e di cosa tratta il testo?

When the Sleeper Wakes è un romanzo distopico di Wells del 1898. Il mondo descritto è un mondo futuro ed angosciante, dove il protagonista, Graham, constaterà una società in cui gli operai vengono sfruttati e costretti ad indossare tute azzurre. Essi sono costretti a vivere nelle viscere di grandi palazzi destinati ad una decadente aristocrazia. In questo romanzo è notevole la differenza e la divisione tra le varie classi.

Chi è Mrs Saville, in Frankenstein, e quale ruolo svolge?

Mrs Margaret Saville nel romanzo è la sorella di Walton a cui indirizza le lettere e un manoscritto, a cui racconta tutta la storia di Frankenstein e del suo mostro. Quindi, in realtà, molti studiosi hanno dato a Mrs Saville un ruolo fondamentale perché se non esistessero le lettere a lei scritte, il lettore non conoscerebbe la storia. Le lettere sono il mezzo attraverso cui esiste il romanzo, altri studiosi hanno pensato addirittura che siccome le iniziali del nome siano le stesse di Mary Shelley si può quasi pensare che dietro questa figura si nasconda la posizione dell'autrice riguardo alla storia. Si tratta quindi di un intreccio a “scatole cinesi”, in cui i vari frammenti della storia hanno volta a volta un narratore diverso e un diverso destinatario diretto (o in praesentia), oltre ad altri destinatari indiretti (o in absentia).

Chi è Schedoni e quali sono i tratti che lo contraddistinguono?

L’eroe oscuro e malvagio di The Italian è il monaco Schedoni. In The Mysteries of Udolpho troviamo Montoni e Schedoni in The Italian, entrambi aprono la strada al personaggio che occuperà tante pagine della letteratura inglese dell’Ottocento: l’eroe dall’oscuro passato, spregiudicato, malvagio, bello e coraggioso. Freddo, spietato e calcolatore, crea tortuosi piani per colpire le sue vittime. Viene descritto come un uomo dall’aspetto terribile e ricorda il Satana di Milton. Viene descritto infatti alto, molto magro e dalle membra sgraziate, dal viso pallido ed all’aspetto severo, il cui sguardo generava terrore e nessuno aveva il coraggio di incrociarlo per una seconda volta. Schedoni ricorda i machiavellici del teatro elisabettiano e più ancora il Satana di Milton. Freddo e calcolatore, è capace di ordire trame tortuose per colpire le sue vittime.

Chi sono Onuphrio Muralto e William Marshal e che relazione hanno con la genesi del romanzo di Walpole The Castle of Otranto?

Nella prima edizione del 1764 di The Castle of Otranto, Onuphrio Muralto è il presunto autore del manoscritto stampato a Napoli nel XVI sec e che era stato trovato nella biblioteca di una famiglia cattolica del nord dell’Inghilterra. Questo manoscritto ritrovato è un espediente utilizzato da Walpole per autenticare e legittimare la sua storia narrata e fa da tramite tra realtà e fantasia. William Marshal...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher frida955 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Pepe Paolo.
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