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DISCIPLINE DEMOETNOANTROPOLOGICHE

LEZIONE 001

12. Cosa studia l'antropologia

L’antropologia, dal greco anthropos ovvero uomo e logos ovvero discorso, dissertazione, studia i fatti umani sotto l'aspetto

culturale.

Studia

• l'uomo nella sua quotidianeità,

• le diverse identità e i tratti culturali degli individui;

• riti pubblici e privati, sul posto di lavoro come ospedali, fabbriche o luoghi di aggregazione, nella vita contadina che fino

agli anni '70 dello scorso secolo era un topic di ricerca della demologia italiana che ha monopolizzato gli studi nella ricerca

dell'”autenticità” della cosiddetta cultura contadina.

Agli inizi della discipline, XIX Secolo, gli antropologi erano detti Armchair: che non andavano sul campo a recuperare le notizie

e le informazioni ma restavano nel proprio studio, nella loro città e attendevano i report di chi era nelle colonie o viaggiava.

13. Commentare il racconto del cittadino americano medio

Il cittadino medio americano, dall’alto della propria superiorità, purezza e cultura, si ritiene fortunato, compiacendosi delle proprie

possibilità, prendendosi cura della propria persona, seguendo le proprie abitudini ritualizzate… senza rendersi conto di non essere

altro che il prodotto di tutto ciò che secoli di evoluzione degli usi e costumi di popoli ritenuti ‘primitivi’ o distanti gli hanno

consentito di dare per scontato.

14. Esporre il pensiero di James Frazer

Sir. James Frazer (1854-1941) fu uno dei primi “antropologi” che si occuparono di elaborare approfondite analisi sugli usi, costumi e

pratiche culturali e religiose delle popolazioni.

Figlio dell'evoluzionismo e del periodo vittoriano e coloniale, condusse un’analisi comparata, pervenendo alla conclusione che

religione e magia fossero antitetiche, che quest’ultima fosse comparsa in un momento precedente all'arrivo dell'uomo al concetto

di religione, ritenendo infatti che i fenomeni religiosi dei popoli primitivi, fossero retaggio di un tipo di mentalità inferiore.

LEZIONE 002

05. Commentare il concetto di cultura di Edward Tylor

Secondo Tylor la cultura è “quell’insieme complesso che include la conoscenza, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e

qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo come membro di una società”. Nella definizione esprime parole e concetti

eminentemente Occidentali come: morale, il diritto o il costume, categorie che denotano da parte dello studioso inglese uno

sguardo verso se stesso e la sua appartenenza e una giustificazione alla presunta superiorità bianca e la possibilità che altre culture

siano inferiori, primitive e in una fase precedente a quella della “vera” cultura.

06. Esporre il pensiero di Edward Tylor

Secondo Tylor l'evoluzione sociale della specie è strettamente correlata allo sviluppo delle religioni e la cultura è un tipo di

categoria statica, bloccata e nella quale non c'è relazione tra culture cosiddette superiori e quelle cosiddette inferiori.

Tylor indicò tre differenti stadi dell'evoluzione sociale che vanno letti come diversi step evolutivi della religione: dal primo stadio,

animismo, si arriva a un secondo più evoluto, il politeismo e infine al monoteismo, la religione delle vera e sola Civiltà, lo step più

alto e evoluto del concetto di religione (quella vera ovviamente per Tylor e per i suoi contemporanei bianca e cristiana).

08. Cosa è il Darwinismo sociale?

Il Darwinismo sociale è una teoria nata negli anni 1870-80 che stravolse il pensiero di Charles Darwin, sostenendo che nella

selezione della specie, specialmente quella umana, esistessero razze superiori e razze inferiori, che le razze superiori lo fossero

anche sotto l'aspetto psicologico e non solo fisico e, ancora, che solo gli individui più forti “vincessero” nella selezione naturale: era

ovvio che anche nella razza cosiddetta superiore per l'epoca, ovvero quella dalla pelle bianca, ci fosse chi era all'apice della scala

sociale (i ricchi) e chi in fondo (ignoranti, criminali e “trogloditi”), che poteva sopravvivere solo grazie all’aiuto dei ricchi.

Il massimo esponente del darwinismo sociale fu Lewis Henry Morgan (1818-1881), che nel 1877 pubblicò: La società antica, testo

alla base della teoria dell'evoluzione sociale dell'umanità. In esso lo studioso divide le epoche in Periodi, che chiama Etnici, che

rappresentano la condizione specifica e ben definita di una società in relazione alla propria vita. I Periodi Etnici erano così suddivisi:

Selvaggio-Babaro-Civilizzato.

Ognuno di questi periodi aveva tra sotto-periodi: Inferiore-Intermedio-Superiore. Si passa da periodo da uno stato all'altro, da un

sotto-periodo all'altro, superando dei momenti storici e per mezzo di acquisizioni scientifiche o scoperte tecnologiche.

09. Parlare del pensiero di Charles Darwin

Charles Robert Darwin (1809-1882) dopo un lavoro ventennale nelle Isole Galapagos pubblica, nel 1859, Il testo: L'origine della

Specie.

La sua teoria, rivoluzionaria per l'epoca, che si distacca dalla teoria creazionista che indicava le specie viventi, comprese l'uomo,

come fisse, immobili nel tempo e quindi senza nessun cambiamento dall'inizio dei tempi. Darwin, dopo un’attenta analisi dei

risultati dei suoi studi, elaborò la sua teoria: gli esseri viventi attuali sono il frutto di una lenta mutazione dovuta al caso,

all'influenza su di esse dell'ambiente circostante e la loro capacità di adattamento e, di conseguenza, passando parte delle proprie

caratteristiche alla propria discendenza. L'uomo, quindi, è il frutto di una evoluzione e, in questi passaggi da una generazione

all'altra, le modificazioni presenti sui diversi individui nelle varie parti del pianeta sono dovute all'adattamento ai luoghi.

L'evoluzione umana è data dal mutamento del patrimonio genetico, ovvero dal cambiamento del fenotipo e del genotipo.

10. Quale era il pensiero dei predecessori di Darwin

Tra la fine del 1700 e il 1800 i predecessori di Darwin, Jean-Baptiste de Lamarck (1744-1829) e Georges L. Chretien Cuvier (1769-

1832), arrivano, con dei dubbi e degli errori, a comprendere che l'uomo è frutto di una evoluzione.

Lamarck svilupperà una teoria, chiamata appunto “Lamarckismo” che individua nella modifica degli organismi attraverso

l'adattamento all'ambiente. Lamarck sostiene, anche, che l'uso o il non uso di un arto o organo porta, nelle generazioni successive,

ad un indebolimento, o potenziamento se iper utilizzato, e consequenziale sostituzione dell'arto o organo con un altro o al suo

mantenimento rafforzato. Lo sbaglio teorico è nella concettualizzazione dei caratteri genetici acquisiti in una generazione.

Georges L. Chretien Cuvier riteneva, invece, che la terra avesse vissuti nei millenni diverse catastrofi naturali con l'eliminazioni di

numerose specie e che, quelle sopravvissute, sarebbero quelle che popolano attualmente la terra. La chiama “teoria delle catastrofi

naturali”.

Lezione 004

07. Il colonialismo: come nasce e come si sviluppa

Per colonialismo intendiamo, in epoca contemporanea, lo sfruttamento, che possiamo definire come una rapina e un tipo di

violenza assoluta, di alcune nazioni che si ritenevano superiori ad altre.

Tendenzialmente si ritiene che dalla scoperta dell'America nel 1492 si possa iniziare a parlare di sfruttamento delle popolazioni

altre da parte delle Nazioni europee.

Tra '800 e '900 i governi e le Compagnie commerciali europee cominciano a spartirsi l'Africa e il resto del mondo regolando le

regioni per zone di influenza e avviando un massiccio sfruttamento delle regioni extraeuropee, Asia, Americhe e Africa.

08. Il razzismo: di cosa si tratta

Il concetto di razza ha una evoluzione storica e rappresenta un tipo di categoria dinamica della storia umana.

Il razzismo fece già comparsa nel 1500 con la cacciata degli ebrei dalla Spagna e la conquista dell'America del Centro America. Si

configura inizialmente con l’instaurarsi di un rapporto di egemonia tra popoli bianchi e europei, che si considerano portatori della

sola e unica e vera Civiltà e sola e unica e vera Religione (cattolica) e le popolazioni altre, principalmente in Africa e nelle Americhe.

Si pensava che le popolazioni aficane e americane fossero destinate a essere conquistate perché inferiori, e “praticavano i sacrifici

umani, il cannibalismo e la sodomia”.

Sostanzialmente si tratta di una scusante per legittimare i soprusi nei confronti delle altre popolazioni al fine di esaudire meri

interessi commercial e desiderio di espansione.

09. Commentare la Sublimis Deus

Papa Paolo III emanò una Bolla, la Veritas Ipsa conosciuta meglio come Sublimis Deus, il 2 giugno 1537, dove sottolinea che gli

abitanti delle Americhe sono esseri umani e non "Animali Muti" (muta animalia), veri uomini, capaci di ricevere la fede cristiana e

prontissimi ad accorrere alla stessa fede

Di fatto il Papa aveva il timore della mezza luna fertile, ovvero le popolazioni di religione musulmana del Medio Oriente che

avanzavano, e tendeva ad aumentare la popolazione di fede cristiana; pertanto, tese a difendere gli Indios per aumentare il numeri

di fedeli cristiani; ma quale che fosse il fine, fu comunque un atto ammirevole prendere una posizione del genere.

10. Parlare di cosa è l'eugenetica e come si sviluppa e dove trova terreno fertile

Disciplina che si prefigge di favorire e sviluppare le qualità innate di una razza, giovandosi delle leggi dell’ereditarietà genetica.

Il termine fu coniato nel 1883 da Galton. Sostenuta da correnti di ispirazione darwinistica e malthusiana, l’eugenetica si diffuse

inizialmente nei paesi anglosassoni e successivamente Germani nazista, trasformandosi nella prima metà del XX sec. in un

movimento politico-sociale volto a promuovere la riproduzione dei soggetti socialmente desiderabili (eugenetica positiva) e a

prevenire la nascita di soggetti indesiderabili (eugenetica negativa) per mezzo di infanticidio e aborto.

A partire dagli anni Cinquanta del XX sec., con gli studi sul patrimonio genetico dell’uomo si è fatta strada una nuova eugenetica

tecnologica, che persegue tre direttrici: la selezione genotipica dei soggetti a rischio di manifestare una malattia, per mezzo della

diagnosi prenatale o con la diagnosi pre-impiantatoria (eugenetica selettiva o creativa); la selezione germinale, mediante la scelta

di gameti raccolti e conservati in banche apposite e utilizzati per la fecondazione artificiale (eugenetica preventiva); la geneterapia,

mediante la modificazione dell’informazione genetica contenuta nelle cellule somatiche, nelle cellule germinali e negli embrioni

umani prodotti in vitro (eugenetica curativa).

La nuova eugenetica, indirizzata alla riduzione della mortalità imputabile alla malattia e alla prevenzione della malattia stessa,

prende in considerazione solo i caratteri che hanno un determinismo chiaro e stabilito, in particolare i tratti genetici responsabili di

patologie ereditarie a trasmissione diretta, dei quali si vuole diminuire la frequenza con differenti metodi e momenti di intervento.

Lezione 005

05. Cesare Lombroso e l'antropologia criminale

Cesare Lombroso, la cui attività di indagine si divide da quelle che oggi chiamiamo ricerche di medicina sociale, è ricordato,

soprattutto, come esponente italiano dell’antropologia criminale, disciplina da lui portata avanti e sviluppata con ricerche e scritti.

Lombroso era convinto che il criminale e la criminalità fossero una forma patologica dell’uomo e si dedicò alla ricerca degli

indicatori (gene o formazioneossea) che permettessero una indicazione chiara, indubbia e precisa dell’uomo criminale e della

donna criminale.

Il punto fondamentale della sua teoria sull’atavismo (comparsa in un individuo di caratteristiche non possedute né dai genitori, né

dagli immediati ascendenti, ritorno a condizioni che esistevano in lontanissimi antenati) è nella scoperta di una fossetta di alcuni

centimetri presente alla base del cranio, vicino all’osso occipitale, di un famoso brigante calabrese di nome Vilella nel 1870. L’errore

di Lombroso fu di ritenere una variabile unica forma comune dell’atteggiamento criminale.

Lezione 006

06. Commentare il Manifesto della Razza

Il manifesto della razza italiano del 1938, prodomo alle leggi razziali, è la risposta italiana alla Germania e segue quell'antisemitismo

che fluiva in tutta l'Europa dell'epoca e delinea la politica razziale e di razzializzazione (appresentazione delle differenze tra i gruppi

umani come derivanti da fattori biologici) italiana.

Il manifesto denota la politica e il posizionamento dell'Italia nel panorama del razzismo biologico. Nel manifesto si legge che l'Italia

è fieramente razzista, che le razze esistono, sono una realtà e che la scienza prova l'esistenza delle differenti razze; concetto questo

pericolosissimo perché è un assoluto che non permette mediazione e vuole giustificare qualsiasi deplorevole azione contro altri

camuffandola da bisogno di difendere i tratti fisici e psicologici “puramente” italiani (come se il popolo italiano non fosse il risultato

di invasioni, conquiste, influenze e mescolamenti genetici, etnici, razziali, oggi come allora!).

Lezione 007

05. Esporre i dettami del metodo etnografico

06. Parlare del metodo di ricerca di Bronislaw Malinowski

Essere antropologo per Malinowski significava andare nelle popolazioni che si vogliono studiare, lì impiantare il proprio campo,

rimanere a contatto con gli oggetti della ricerca il più possibile, studiare e annotare i dettagli della vita sociale, le strutture familiare,

i modi di apprendimento, i metodi di costruzioni degli oggetti, e farsi raccontare i miti e i riti.

I dettagli del nuovo metodo etnografico descritti nel testo “Argonauti del Pacifico Occidentale” sono:

- Un campo prolungato nel luogo della ricerca, per poter raccogliere storie, carpire usi, costumi, pettegolezzi;

(- assenza di altri uomini bianchi così da non potersi distrarre e vivere nel villaggio;

- partecipazione alle loro attività;

- acquisizione di “sensibilità” imparare come comportarsi all’interno del gruppo che si osserva;

- elaborazione di teorie, richiesta di conferme, assenza di pregiudizi o idee preconcette.)

- L’osservazione partecipante: conquistare la fiducia degli individui, entrare a far parte del gruppo e osservare partecipando alla

vita quotidiana (Per Malinowski era essenziale che anche il più diffidente dei soggetti osservati si fidasse del ricercatore e ciò si rendeva possibile

solo entrando a far parte del gruppo, osservando in modo partecipe, ovvero stando a contatto e rendendo empatico il proprio rapporto con l'altro

nel quotidiano, facendo emergere il punto di vista dell'Altro);

- La scrittura continua di un diario di campo ( Malinowski raccolse anche un gran numero di fotografie etnografiche che rappresentano l'inizio

);

dell'antropologia visiva e sono, contestualmente, un importantissimo supporto al diario di campo

- La restituzione alla comunità scientifica di una monografia, conclusione scientifica di un lavoro antropologico.

L’occasione di iniziare quel tipo di metodologia antropologica gli si presentò in occasione della Prima Guerra Mondiale, quando

rimase bloccato in Australia e condusse le proprie ricerche nelle Isole Trobriand, Melanesia.

Lezione 008

05. Delineare il processo teorico della ricerca sul campo

- assenza di altri uomini bianchi così da non potersi distrarre e vivere nel villaggio;

- partecipazione alle loro attività;

- acquisizione di “sensibilità” imparare come comportarsi all’interno del gruppo che si osserva;

- elaborazione di teorie, richiesta di conferme, assenza di pregiudizi o idee preconcette.

06. Bronislaw Malinowski e l'osservazione partecipante

L’osservazione partecipante configura la centralità dell'incontro del ricercatore con il suo oggetto di studio. Per Malinowski era

essenziale che anche il più diffidente dei soggetti osservati si fidasse del ricercatore e ciò si rendeva possibile solo entrando a far

parte del gruppo, osservando in modo partecipe, ovvero stando a contatto e rendendo empatico il proprio rapporto con l'altro nel

quotidiano, facendo emergere il punto di vista dell'Altro.

Malinowski raccolse anche un gran numero di fotografie etnografiche che rappresentano l'inizio dell'antropologia visiva e sono,

contestualmente, un importantissimo supporto al diario di campo.

Lezione 009

05. Lo studio della parentela di Bronislaw Malinowsi

L'idea di comprendere una cultura attraverso le strutture sociali fu concetto cardine nelle ricerche di Malinowski. L'antropologo

polacco comprese che le società, viste come un insieme, come delle comunità, sono pervase da un “sistema di funzioni” che

rappresentano la loro struttura: comprendendo le funzioni sociali di un atto si scopre la sua funzione sociale e quindi la sua

rilevanza e utilità.

Il concetto di cultura prende in esame l'eredità culturale. Tutto quello che viene trasmesso, nei miti, riti, saperi, tecniche di

costruzione, e che quindi possono essere annoverati nel concetto di tradizione, sono forme di trasmissione da una generazione

all'altra e quindi trasmesse socialmente. A tal fine si rivela utile indagare e studiare la genealogia del gruppo sociale, intesa come

tavola sinottica, riassuntiva ed esplicativa, di un certo insieme di relazioni parentali interconnesse. Il suo valore come strumento di

ricerca consiste nel fatto che permette al ricercatore di porre domande che egli formula per sé in abstracto ma che può porre

concretamente all’informatore indigeno. Come documento, il suo valore consiste nel fatto che fornisce un certo numero di dati

autentici, presentati nel loro raggrupparsi naturale.

Lezione 010

05. Parlare del rito del Kula

Il rito del Kula era un tipo di rituale presente nelle Isole Trobriand. Si scambiano due tipi di beni: i soulava

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jessika-je2022 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Discipline demoetnoantropologiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Pesce Mario.
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