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Lezione 1 (19/09/06)

Che cosa è e di che cosa si occupa la paleografia?

La paleografia è la disciplina che si interessa, che studia la storia della scrittura (in particolare della scrittura alla viva mano, cioè eseguita senza l’ausilio di mezzi meccanici). Cerca di interpretare e capire le trasformazioni delle singole lettere nel corso del tempo.

Studia come si presenta e come si trasforma la morfologia di una lettera e cerca di seguire la sua evoluzione nel corso dei secoli. La paleografia è una scienza formale: studia la forma delle singole lettere. I termini cronologici convenzionalmente sono fissati dal I sec. al XV sec. compreso, e cioè per tutto il periodo anteriore alla diffusione della stampa a caratteri mobili nell’Europa occidentale. Si tratta di un arco cronologico convenzionale, esistono infatti epigrafi anche anteriori al I sec.

Per scrittura latina si intende la scrittura alfabetica, basata sull’alfabeto latino, ancora oggi in uso, indipendentemente dalla lingua di cui essa è stata di volta in volta espressione grafica. La paleografia latina si occupa perciò anche dei testi in volgare italiano o francese, etc. Ci sono quindi anche paleografie per gli altri alfabeti (ad esempio la paleografia araba, greca, russa, etc.).

Convenzionalmente i paleografi si devono occupare della storia della scrittura su materiale flessibile (p.e. pergamena, di origine animale; papiro o lino, di origine vegetale). La forma delle lettere dell’alfabeto cambia a seconda del tipo di supporto.

Secondo gli obiettivi e finalità della paleografia

Si possono sintetizzare rispondendo alle seguenti domande:

  • Che cosa (lettura interpretativa del testo)
  • Quando
  • Dove
  • Come

Che cosa (lettura interpretativa del testo)

Consiste nella lettura del testo che la testimonianza presenta, capire, sciogliere il messaggio che la testimonianza presenta. Il primo obiettivo è quello di decodificare il testo: capire di che lettera si tratta. Ad esempio, la lettera b è una lettera che nel corso dei secoli subisce una notevole trasformazione, ci sono difficoltà oggettive nel decodificare poiché la lettera si presenta in modo diverso.

Inoltre, tutta la storia della scrittura latina è attraversata dalla presenza del fenomeno delle abbreviazioni (la parola viene privata di alcune lettere: cadono delle lettere o delle sillabe). I latini erano estremamente fantasiosi e potevano abbreviare tutte le parole.

Quando

Problema della datazione del pezzo. Riuscire a datare la testimonianza in questione (non sempre è possibile datare un pezzo in modo preciso, ma si può ricondurre la testimonianza ad un determinato secolo).

Dove

Problema della localizzazione del pezzo. Sulla base di un'analisi accurata delle lettere è possibile giungere ad una localizzazione della testimonianza. La localizzazione incontra maggiori difficoltà rispetto alla datazione: le scritture del passato, rispetto alle attuali scritture, sono molto più standardizzate negli esiti grafici.

Come

Che attiene propriamente alla tecnica di esecuzione dell’azione grafica. Si cerca di far luce su come la testimonianza è stata realizzata, con quali tecniche; quando il materiale è diverso, anche la tecnica è diversificata (ad esempio, su un muro si dovrà utilizzare uno strumento incisorio o un pennello).

Terminologia

  • Strumento incisorio
  • Supporto scrittorio

I due termini sono in stretta relazione tra loro. La forma capita è difficile da realizzare su muro, mentre la forma obliqua è più facile da realizzare. Lo scrivente cerca di superare l’attrito del muro o del metallo (la scrittura a sgraffio su questi materiali non è praticabile).

In tempi recenti, nella seconda metà del XX sec., la paleografia ha deciso di travalicare gli obiettivi dei primi studiosi e ha mutuato l’ambito delle proprie indagini cercando di trarre vantaggio da altre discipline, ad esempio dalla sociologia. Si affacciano perciò altre domande:

  • Chi
  • Perché

Con queste domande si entra nel campo delle motivazioni sociali che hanno determinato il porre in essere la testimonianza che si ha di fronte. Sulla base della testimonianza potremmo stabilire se chi l’ha vergata era o meno un abile scrivente. L’ambiente sociale in cui una scrittura nasce e quello a cui è destinata.

Chi

Si cerca di conoscere meglio la fisionomia dello scrivente. La paleografia si occupa più dell’aspetto formale che non delle capacità dello scrivente; notai, mercanti sono le persone che per la natura della loro professione hanno sempre la penna in mano. Si può riconoscere con facilità una scrittura sciolta da quella di chi invece non è avvezzo alla scrittura.

Petrucci tenta di applicare una classificazione alle varie pratiche scrittorie, e di delineare la fisionomia del chi sa scrivere bene e di individuare i vari livelli di abilità scrittoria. Non tanto e non solo come semplice percentuale di capaci di scrivere e leggere in una determinata situazione, ma come articolazione qualitativa dei diversi gradi di capacità dei singoli alfabetizzati e delle funzioni degli scriventi in una società solo parzialmente alfabetizzata. Dopo l’avvento di Carlo Magno che riassesta l’apparato didattico, il mondo ecclesiastico sarà quello che avrà più padronanza con la scrittura.

Perché

Ci permette di capire quale peso ha la scrittura nella società (p.e. la Roma Imperiale è un’epoca in cui vi è un grande alfabetismo). I fini per i quali una determinata testimonianza grafica è stata prodotta e più in generale i fini per i quali in ciascuna epoca veniva adoperata la scrittura e delle funzioni che la scrittura aveva in ciascuna società organizzata.

Petrucci individua 6 categorie di scriventi:

  • I colti: individui che dominano senza difficoltà, sia dal punto di vista della produzione che dell’uso, tutte le tipologie grafiche comunemente usate nella società cui appartengono; istruzione di livello superiore.
  • Gli alfabeti professionali: coloro che adoperavano con competenza tecnica a fini professionali, alcune delle tipologie e delle tecniche grafiche in uso nel loro tempo e nel loro ambiente. Capacità di lettura inferiore a quella di scrittura e istruzione di livello medio-basso.
  • Gli alfabeti dell’uso: posseggono competenze di lettura e scrittura di livello medio-alto che esercitano in genere funzionalmente a specifiche esigenze di lavoro o di rapporto sociale; grado di istruzione medio-alto; attività di lettura costante.
  • I semialfabeti funzionali: posseggono limitate competenze grafiche, scrivono solo per necessità e saltuariamente, nella sola lingua madre, leggono poco, a volte mai.
  • I semialfabeti grafici: posseggono una competenza scrittoria ridotta che li rende capaci di scrivere a stento e solo testi brevissimi. Non leggono o lo fanno solo se costretti ma non comprendono ciò che leggono. Istruzione elementare.
  • Gli analfabeti: veri e propri sono coloro che tecnicamente non sono in grado di leggere, né di scrivere, la loro cultura è solo orale e visuale.

Materie scrittorie

Nel mondo antico le materie scrittorie erano per la maggior parte dure, ciò da permettere l'esecuzione della scrittura solo con incisione (scalpello) o a sgraffio (punta metallica). Si usava scrivere su frammenti di terracotta per annotare conti o altri appunti di natura privata (ostraca, cocci su cui si scriveva il nome di chi si voleva condannare all’esilio). Su terracotta si scriveva a sgraffio.

Iscrizioni su pietra o marmo erano incise dal lapicida con scalpello, l'opera era preceduta da “disegnatore di lettere”, ordinator. Lamine di piombo venivano usate per scrivere testi di carattere magico: defixiones (maledizioni). Nel mondo romano dal sec. I d.C. fino al III-IV d.C. si scrivevano nomi, allusioni scherzose e oscene sui muri, tracciate a sgraffio con strumenti scrittori metallici.

Nel mondo greco-romano le tavolette di legno (piccoli libretti, dittici, trittici, di due, tre tavolette riunite fra loro) erano preparate in vario modo per ricevere la scrittura. La parte centrale era incavata e ricoperta da un sottile strato di gomma lacca fusa, su cui era facile scrivere a sgraffio. Nel medioevo lo strato interno fu costituito da cera e pece che assumeva un colore nerastro (tavolette cerate).

Su tavolette, su intonaco, su terracotta, si scriveva con lo stilo: asticciola appuntita da una parte e schiacciata in forma di spatola dall’altra.

Lezione 2 (20/09/06)

Il XX secolo e la paleografia

Il XX secolo ha segnato una grande svolta per la paleografia, in particolare a partire dal 1952 anno in cui appare il volume Paleographie romaine / Jean Mallon. - Madrid, 1952. In quest’opera, Mallon si occupa delle più remote scritture, ma la sua metodologia di studio si può applicare anche alle testimonianze più recenti. Egli crea una sorta di protocollo dei concetti chiave cui il paleografo deve rifarsi nello studio delle testimonianze scrittorie.

Protocollo di analisi del Mallon

  • Morfologia
  • Ductus
  • Angolo di scrittura
  • Modulo
  • Peso

Morfologia (o Forma, o Disegno)

La forma della lettera, il disegno della lettera è molto importante e Mallon lo riporta in primo piano. Precedentemente non ci si rendeva conto che la forma è conseguente ad un movimento cinetico. È l’aspetto figurale delle singole lettere e dei singoli segni, per cui, per esempio la lettera D può apparire in più forme.

Ductus

Termine fondante l’analisi paleografica, deriva dal verbo ducere (guidare, condurre, ma anche delineare, disegnare). Il numero, la successione e la direzione dei tratti che costituiscono o costruiscono ogni singola lettera dell’alfabeto. Mallon ricostruisce il movimento dello scrivente, ogni scrittura è data, è condizionata dal movimento della mano.

Si ha un ductus posato quando la scrittura è disegnata, più che scritta, non ha o ha pochi legamenti, non presenta inclinazione; si ha un ductus corsivo quando la scrittura è ricca di legamenti tra le lettere ed è (non sempre) inclinata a destra.

Morfologia della lettera a
Morfologia della lettera m
Il tratteggio, cioè il ductus, è l'ordine come sono scritte le differenti parti delle singole lettere. Consiste nel numero dei tratti di cui la lettera si compone e nell'ordine in cui questi tratti sono stati tracciati. Ad esempio, la «c» che noi tracciamo oggi in un solo tempo era generalmente scritta durante l'antichità ed il medioevo in due tratti: prima la parte inferiore con tracciato discendente, poi quella superiore con tracciato ascendente.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/09 Paleografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Paleografia latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Frioli Donatella.
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