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PESO (o Tratteggio)

Si hanno scritture pesanti quando la scrittura presenta dei tratti più marcati (scrittura chiaroscurata), si

hanno scritture più leggere quando le lettere non presentano chiaroscuri e/o hanno diversa pesantezza

(M ).

ALLON

Indica la natura spessa o sottile dei tratti che costituiscono le singole lettere; si distingue così un tratteggio

pesante con forti contrasti fra tratti grossi e tratti sottili, da un tratteggio leggero, privo di netti contrasti

( ).

PETRUCCI 7

LEZIONE 3 (21/09/06)

STRUMENTI SCRITTORI: gli strumenti scrittori usati sono diversi a seconda del periodo preso in esame.

(si ricava dalle cannucce vegetali)

CALAMO (di origine animale)

PENNA DI VOLATILE

Lo strumento scrittorio è il mezzo di cui ci si serve per dare vita alla scrittura. Lo strumento scrittorio

cambia nel tempo. La parte terminale dello strumento scrittorio è denominata “temperatura”. La parte

terminale dello strumento scrittorio è lavorata. Sia il calamo che la penna di volatile sono sottoposti alle

stesse procedure di preparazione.

Temperatura larga (punta larga), p.e. stilografica

Temperatura fine (punta stretta), p.e. penna a sfera

Intorno al V. secolo la penna di volatile, soprattutto d’oca, diventa lo strumento prediletto . Pare fosse più

4

idonea la penna derivata dalle ali destre del volatile, per la loro naturale curvatura.

La temperatura larga può essere:

- 5

zoppa (non è pari nella sua estremità)

- pari

L’avvento della penna zoppa si aggira intorno al secolo XI, la penna temperata zoppa si presta

maggiormente a produrre gli effetti chiaroscurali.

La penna temperata fine è oggetto di studi meno approfonditi.

La temperatura della penna è significativa per la produzione della scrittura e rappresenta una delle

variabili. I modi diversi di impugnare lo strumento scrittorio condizionano la morfologia della scrittura.

4 Maestri di scrittura: esistono dei veri e propri trattati di scrittura di età Cinquecentesca soprattutto italiani, più

raramente tedeschi.

5 Zoppa a sinistra (tav. 2 fig. a); zoppa a destra (tav. 2 fig. c). 8

TENUTA DELLA PENNA

Indica concretamente il modo in cui lo scrivente impugna lo strumento scrittorio.

Tenuta solidale (tav. 1)

L’indice è disteso, molto ancorato con la cannula della penna. Questa tenuta molto rigida era la prediletta

dei nostri antichi scriventi. Lo si evince dalle immagini iconografiche (p.e. San Gregorio Magno è spesso

raffigurato nell’atto di scrivere). La tenuta solidale comporta un notevole lavoro per il polso che agevola la

scrittura.

Tenuta combinata (tav. 1)

In questa tenuta lo strumento scrittorio è impugnato diversamente. Le ultime falangi del dito indice

consentono una scrittura più libera e un minore coinvolgimento del polso (fig. 1 e 2).

Possiamo avere una impugnatura ancora diversa dove lo slittamento è più tra indice e medio, si tratta di

una variante dell’impugnatura a tenuta solidale.

La struttura dello strumento e la tenuta della strumento sono due variabili molto importanti. Il Mallon non

parla di queste variabili è come se per lui non esistessero.

Gli eredi del hanno rielaborato questi due concetti:

MALLON

- angolo di scrittura

- modulo 6

ANGOLO DI SCRITTURA

La penna forma un angolo a 45° con il rigo di scrittura. A seconda dell’angolatura vi è una diversa

pesantezza dei tratti.

ha trascurato queste variabili importanti quando ha fornito la definizione di angolo di scrittura.

MALLON , paleografo e critico di , ha articolato nei dettagli la critica rivolta alla definizione di

LEON GILISSEN MALLON

“angolo di scrittura” del .

MALLON

Angolo dei grassi

Relativo ai tratti più marcati, più pesanti. afferma “atteniamoci alle informazioni che ci vengono

GILISSEN

dalla testimonianza grafica, cerchiamo di focalizzare l’attenzione sul tratto più marcato”.

La penna temperata larga si apre al suo massimo spessore. Per calcolare “l’angolo dei grassi” ci

dobbiamo munire di carta quadrettata. Dobbiamo inserire, inglobare nelle serie quadrettate il tratto più

spesso (in genere quello della curvatura), misurando con un goniometro l’angolo dei grassi, senza

chiamare in causa la temperatura dello strumento scrittorio.

6 Tav. 2. Il tratto della penna n.1. è uguale a quello della penna n.4. Non siamo in grado quindi di stabilire se

l’antico scrivente ha utilizzato penna pari (45°) o penna zoppa (90°).

9

MODULO

Concetto introdotto da anche questo oggetto di critica da parte dei paleografi a lui venuti dopo.

MALLON

Il modulo è misurato in altezza e larghezza. I paleografi venuti dopo dicono “a noi interessa poco

MALLON

la larghezza e l’altezza delle lettere”.

Le dimensioni variano a seconda dei diversi contesti. E’ molto più importante calcolare la relazione che

esiste tra altezza e larghezza: il rapporto che intercorre tra le diverse lettere, il rapporto modulare,

piuttosto che la larghezza e l’altezza assolute.

Rapporto modulare

Quando realizziamo una scrittura tondeggiante abbastanza intuitivamente possiamo ad esempio

comprendere che la lettera a può essere inserita in un quadrato e che la lettera m può essere inserita in

un rettangolo. Ci può essere quindi una preponderanza della larghezza o della altezza.

Epigrafi

Definite scritture esposte, destinate alla pubblica lettura perché il testo era di interesse pubblico.

10

LEZIONE 4 (26/09/06)

Secondo il VII. sec. a.C. è il termine cronologico da cui si inizia a studiare la paleografia, ma di

PETRUCCI

norma si preferisce indicare come termine iniziale il I. sec. d.C. perché le testimonianze su cui basare gli

studi sono più numerose.

La metodologia di studio di è applicabile anche alle testimonianze più recenti non solo alle

MALLON

testimonianze antiche. Egli ha richiamato all’attenzione l’aspetto cinetico della scrittura. Soggette a

revisione sono:

- la sua visione di “angolo di scrittura” (angolo dei grassi)

- la sua definizione di “modulo” (rapporto modulare: cercare di capire se le dimensioni di altezza e

larghezza sono prossime le une alle altre. Quando il rapporto tra altezza e larghezza si distoglie molto dal

valore 1, la lettera ha una dimensione o più alta o più bassa, o più stretta o più larga. Il con il

MALLON

termine modulo intendeva invece il valore assoluto).

DUCTUS

Numero, successione, direzione dei tratti di ogni singola lettera. Il modo di tracciare le lettere.

TEMPO

Inteso in tempo grafico. Insieme di porzioni, frazione minimale che intercorre tra la tracciatura dei vari

tratti. Ad esempio per la B sono necessari 4 tempi.

Il concetto di “ductus” è legato al concetto di “tempo”. Il numero dei tratti quindi non coincide

meccanicamente con il numero dei tempi.

Come, in che modo, con quali tecniche?

Tecnica grafica (o scrittoria), analizzandola si cerca di capire come è stata realizzata la lettera presa in

esame.

Tecnica al tratto (tecnica lenta)

Tecnica corsiva (tecnica rapida)

La tecnica al tratto fa riferimento ad un modo di scrivere lento, calligrafico (scrittura gradevole a vedersi,

con una valenza estetica), lo scrivere si configura come un’arte, le lettere sembrano disegnate.

Le lettere in questo tipo di scrittura vengono scomposte. In questo caso il numero dei tratti va a

coincidere con il numero dei tempi (p.e. scrittura gotica).

11

Nella tecnica corsiva colui che scrive ha cercato di risparmiare sui tempi grafici. Prevede il minimo

numero possibile di stacchi. Il numero dei tratti non coincide con il numero dei tempi. Vi è un elevato uso

di abbreviazioni.

TEMPERATURA DELLO STRUMENTO SCRITTORIO

La temperatura larga si usa per la tecnica al tratto, scrittura chiaroscurata, tratti più marcati e tratti più

leggeri.

La temperatura fine si usa per la tecnica corsiva, priva di ambizioni estetiche, questa penna riduce il

numero dei tempi grafici, la punta sottile, non ha ostacoli nei suoi movimenti, si può effettuare qualsiasi

movimento. 7

LEGATURA

Chi desidera scrivere in modo rapido ricorre ad un espediente grafico che si chiama legatura ovvero

impedire lo stacco, unire il più possibile i tratti che costituiscono una lettera, espediente molto sviluppato

intorno al 1200-1300. Si può scrivere una parola senza mai staccare lo strumento scrittorio.

La legatura è fenomeno grafico per cui l’ultimo tratto della lettera che precede si prolunga nel

primo tratto della lettera che segue.

Abilitati alla legatura: lo scrivente abituato alla scrittura, l’abile scrivente che padroneggia bene la penna.

La legatura non è spontanea, viene insegnata a scuola, consente di economizzare nei tempi.

Legatura destrogiro, potremmo anche dire che è una legatura dall’alto verso il basso. Accessibile a

qualunque tipo di penna (t. larga, t. fine).

Legatura sinistrogiro (movimento sinistrogiro), legatura dal basso verso l’alto è realizzabile soltanto con

la penna t. fine.

Nei periodi di massimo alfabetismo (nel Medioevo il leggere e lo scrivere non vanno di pari passo (cfr.

scriventi delegati)) si prediligono gli strumenti che snelliscono le modalità di scrittura (t. fine) con l’uso

della legatura dal basso verso l’alto.

Se la penna viene impiegata obliqua, con una parziale utilizzazione della punta, anche i movimenti dal

basso verso l’alto si possono realizzare (scrittura di fregio).

8

NESSO

Espediente grafico nel quale l‘ultimo tratto della lettera che precede diviene il primo tratto della lettera che

segue. Si trova spesso in fine di riga.

7 Le legature sono collegamenti spontanei e naturali fra due o più lettere successive, molto frequenti nella scrittura

corsiva.

8 I nessi sono fusioni, pensate e volute, di tratti di due lettere successive, così che un tratto diventi comune per

ambedue le lettere. 12

Fusione di due segni alfabetici per cui lettere contigue vengono ad avere in comune uno o più tratti. Sono

artificiosi e tipici del ductus posato.

Il terzo tratto è servito per la costruzione di due lettere. Il nesso crea anche un esito grafico molto

gradevole.

I primi contesti in cui si trovano i nessi sono i contesti epigrafici (spazio a disposizione limitato, si deve

economizzare). 13

LEZIONE 5 (27/09/2006)

Tecnica al tratto o tecnica posata, lettere realizzate tratto dopo tratto.

Tecnica corsiva tende a ridurre i tempi di realizzazione con ritmi di scrittura abbastanza accelerati.

Tecnica al tratto penna temperata larga (sia pari, che zoppa)

Tecnica corsiva penna temperata stretta

LEGATURA

Espediente grafico, legame cercato tra più lettere vicine, si fonda sull’artificio di legare un rapporto grafico

tra l’ultimo tratto della lettera che precede e il primo tratto della lettera che segue.

Legatura destrogiro (segue le lancette dell’orologio), penna temperata larga

Legatura sinistrogiro (senso inverso a quello dell’orologio), penna temperata fine

L’attrito che si crea con la legatura sinistrogiro si può ovviare con la penna tenuta obliqua (scrittura di

fregio).

ESEMPIO DI LEGATURA

NESSO

Espediente grafico

UN ESEMPIO DI NESSO 14

TIPI DI SCRITTURA

Secondo la forma dei segni alfabetici, le scritture si dividono in maiuscole e minuscole. Ogni scrittura è o

maiuscola o minuscola.

La scrittura maiuscola comprende le scritture i cui segni sono racchiusi in un sistema formato da due

linee parallele, senza che vi siano aste che le oltrepassino né in alto, né in basso (sistema bilineare): la

capitale, la maiuscola insulare.

Una scrittura è maiuscola quando tutte le sue lettere sono ugualmente alte e possono essere comprese

dentro un sistema bilineare (due righe parallele, una specie di binario).

Sono minuscole le scritture in cui lo schema bilineare comprende solo il corpo delle lettere ed occorrono

altre due parallele, una al di sopra ed una al di sotto, per comprendere le aste e gli altri tratti (sistema

quadrilineare).

Una scrittura è invece minuscola quando è costituita da lettere di diversa altitudine, con aste ascendenti e

discendenti, scritte dentro un immaginario sistema quadrilineare (di quattro righi paralleli).

ESEMPIO DI SCRITTURA MAIUSCOLA

ESEMPIO DI SCRITTURA MINUSCOLA 15

9

ABBREVIAZIONI

Fenomeno che interessa tutta la storia della scrittura latina. Questo fenomeno travalica anche nei primi

libri a stampa.

Tutte le parole della lingua latina possono essere assoggettate ad una riduzione, cioè possono trovarsi

scritte con la caduta, eliminazione di alcune lettere. E’ una peculiarità della scrittura latina.

de

in

Le abbreviazioni attuali sono circoscritte a particolari contesti (istituti, titoli acquisiti, dott., avv.), non solo,

anche ad aree geografiche ben definite.

PC patres conscripti (senatori)

personal computer

Le abbreviazioni di cui noi abbiamo testimonianze scritte non sono mai inventate ma fanno capo a dei

criteri ben precisi.

PRINCIPALI CRITERI ABBREVIATIVI

Di seguito sono elencate le varie forme di abbreviazioni secondo un criterio diacronico (partendo cioè

dalle più remote).

- Sigla

- Troncamento

- Troncamento sillabico

- Contrazione

9 Nell’età romana si fa largo uso di abbreviature per le epigrafi, ove la necessità di usare caratteri di grandi

dimensioni crea problemi di spazio, peraltro sono limitate a parole di facile intelligibilità, come i prenomi personali,

le indicazioni di cariche ufficiali e sono formate con il sistema del t r o n c a m e n t o , cioè dell’indicazione delle

sole prime lettre dei vocaboli (IMP. = imperator; LEG. PR.PR = legatus pro praetore, etc.) o della s i g l a , cioè della

indicazione della sola prima lettera (C. = Gaius; S.P.Q.R. senatus popolusque romanus, etc.). Nelle carte su papiro

problemi di spazio non esistevano e infatti in esse le abbreviazioni sono meno numerose e intense: in esse però

s’introduce una particolare estensione della pratica del troncamento, effettuata con lo scrivere, dopo la prima della

sillaba o delle sillabe successive pp. e dx. per perpetuo e dixerunt. Talora questo t r o n c a m e n t o s i l l a b i c o è

irregolare. 16

SIGLA

Fa riferimento alla più severa forma della abbreviazione, fa vivere solo la prima lettera della parola. La

sigla sottrae il numero, il genere, la desinenza (che contiene le caratteristiche che permettono di capire

se la parola è ad esempio complemento oggetto, soggetto, ecc.). Solo la lettura del contesto ci può

indicare quale sia la funzione della parola abbreviata. La sigla non ha una frequenza elevata. Viene

utilizzata solo in relazione a determinate occorrenze.

LETTERA GENERE NUMERO AMBITO

F filius, filia filii, filiae rapporti familiari

S servus, serva servii, servae rapporti sociali

L libertus, liberta libertii, libertae rapporti sociali

Gli antichi latini abbreviavano per sigla i prenomi.

C. Iulius

C. Pompeius

SPQR S(enatus) P(opolus)Q(ue) R(omanus)

que è congiunzione enclitica (cioè posta dopo)

Nella corrispondenza gli antichi, ad esempio Cicerone, iniziavano il testo della lettera con una

espressione di saluto, una formula di apertura tipica del mondo romano in contesti epistolari.

SPD S(alutem) P(lurimam) D(icit)

L L(iber)

L L(ibertus)

L L(iburna) 10

TRONCAMENTO

Il troncamento fa sempre riferimento al fatto che cade l’ultima parte della parola ed è più o meno severo

(ad esempio cade una sillaba, anche in questo caso cade la desinenza), resta solo la radice della parola.

VG Aug(ustus)

Aug(usti)

La funzione cambia in base alla desinenza

Abbreviazioni le troviamo dal I. sec. d.C.

IMP Imp(erator)

Imp(eratores)

Imp(eratorum)

MIL Mil(es) sing.

Mil(ites) pl.

10 E’ un tipo di nave. 17


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summerit

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Paleografia latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Frioli Donatella.

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