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LUNEDI 28 SETTEMBRE

PROCESSI DELLA TECNOLOGIA ALIMENTARE:

Se si pensa alla fase di produzione di un alimento, l’ultima fase che viene prevista è quella del Packaging e

condizionamento

Questa fase dipende da diversi fattori:

1. La produzione è interessata a disporre imballaggi idonei ed economici; di sistemi di confezionamento che

contribuiscano a razionalizzare il ciclo produttivo

2. la distribuzione è fondamentale perché essa richiede un prolungamento della vita del prodotto, di facilitare la

movimentazione e di favorirne il successo commerciale; quindi, proprio in questa fase si gioca la qualità del

prodotto alimentare (shelf-life)

3. il consumatore ha un ruolo importante, magari in maniera indiretta, in quanto vuole garanzia sul fatto che la

confezione contenga un alimento ad alto livello di qualità; richiedono praticità e convenienza all’imballaggio ed

attenzione alla salvaguardia dell’ambiente

Ogni soluzione di packaging è pensata per uno specifico alimento

Imballaggio: concetto di protezione meccanica, di contenitore da trasporto

Confezione: contenitore di un alimento e in generale richiama l’immagine di un avvolgimento a diretto contatto con

il prodotto

Accessorio: componente necessaria per completare l’alimento per la sua distribuzione

Packaging:

- sistema coordinato con cui si predispongono gli alimenti per il trasporto, la distribuzione, la conservazione,

la vendita e l’utilizzo finale

- un mezzo per assicurare che un prodotto raggiunga il consumatore finale nel migliorare dei modi ed al

minimo costo

- una funzione tecnico economica finalizzata a minimizzare i costi della distribuzione ed a massimizzare i

profitti

altre parole che si possono incontrare sono Packing (attività che riguardano all’attività del confezionamento) o Pack

(si riferisce al singolo manufatto)

Imballaggio-Contenitore primario o di vendita o di presentazione: riferito al materiale o contenitore a diretto

contatto (fondamentale) con il prodotto; è concepito in modo da rappresentare per il consumatore finale una

definitiva unità di vendita. Esso deve essere:

- sicuro per l’alimento e per consumatore

- necessario per proteggere e preservare la qualità dell’alimento

- unità di vendita

- funzioni di marketing

Esempi sono: contenitori take-away, quelli della carne surgelata, le bottiglie di plastica dell’acqua, una banda

stagnata a contatto con una conserva, le scatole che contengo le uova …

Imballaggio-Contenitore secondario: riferito al sistema di contenimento di uno o più contenitori primari, quindi

non a diretto contatto con il prodotto ma del contenitore primario; detto anche imballaggio multiplo, è concepito

per costituire un raggruppamento di imballaggi primari nel punto di vendita. Esso deve dare:

- facilitazioni di movimento

- Unità di vendita

- Funzioni di marketing

- Protezione

Se il prodotto viene rimosso dal suo contenitore secondario, non necessariamente vengono modificate le sue

caratteristiche ed il suo valore commerciale

Esempi sono: film estensibili per tenere unite più bottiglie, multipack, cartoncini; nell’ultimo caso il cartone

fornisce protezione fisica, informa il consumatore e motiva la decisione di acquisto.

Imballaggio-Contenitore terziario: l’insieme di più contenitori primari o secondari, predisposto specificatamente

per il trasporto e la movimentazione; detto anche imballaggio di trasporto. Essi è:

- Utile per prevenire danni fisici durante la movimentazione

- Usato per la presentazione del prodotto nella distribuzione tipo “hard discount”

Esempi sono: pallet, cartoni, film estensibili (Singoli astucci vengono disposti in un contenitore da spedizione in

cartone ondulato per proteggere il prodotto e per facilitare la distribuzione)

M.O.C.A.= MATERIALI ED OGGETTI DESTINATI AL CONTATTO CON GLI ALIMENTI essi sono:

- Per alimenti (vasetti da yogurt)

- Casalinghi e affini (ciotole, piatti)

- Di macchinari per la lavorazione e distribuzione (spatole, bicchieri)

- Di protezione igienica (guanti)

- Materiali composti multistrato: più strati di materiali differenti (polietilene, alluminio, carta)

- Materiali compositi multistrato: più strati di materiali identici

LUNEDI 5 OTTOBRE 2020

Nello studiare e mettere in pratica il packaging idoneo si devono considerare molteplici aspetti:

L'alimento da imballare e le sue caratteristiche organolettiche e fisiche. Il consumatore nella sua salute ed

esigenza sia nutrizionale che funzionale.

L'Ambiente e le minimizzazioni dei danni, in particolare le spinte subite dall'e-commerce e dalla GDO.

Generalmente le funzioni di un imballaggio sono la sicurezza, il contenimento, la protezione, la conservazione, la

logistica, il servizio, la funzionalità sia pratica che ambientale.

Di questi fattori si deve sempre considerare l'alimento, il consumatore e l'ambiente. Negli ultimi anni è emersa

anche l’esigenza ambientale

Le funzioni che il confezionamento deve soddisfare sono tante:

- Sicurezza prerequisito più importante ovvero non deve esistere un materiale a contatto con gli alimenti

che può far mancare il senso di sicurezza stesso; i materiali a contatto diretto e/o indiretto con gli

alimenti sono tanti (vetro, plastica, siliconi, metalli, inchiostri, materiali compositi, etichette) e devono

essere sufficientemente inerti da escludere il trasferimento di sostanze in quantità tali da mettere in

pericolo la salute umana o da compromettere in maniera inaccettabile la composizione dei prodotti

alimentari e il deterioramento delle loro caratteristiche organolettiche

Se non si conosce la materia prima con cui è stato progetto il mio prodotto finale non si sa che cosa quel

materiale può trasferire all’alimento fenomeno definito come migrazione (trasferimento di sostanze

dall’imballaggio all’alimento) ed è un grosso rischio per il consumatore

- Contenimento è la più antica ed originale ed oggi appare quasi scontata da risultare persino

sottovalutata

I liquidi, le polveri, le creme e i granulati non sono “merci di consumo” se non sono suddivisi, raggruppati o

avvolti da un contenitore

Lo stato liquidi è quello che presenta maggiori esigenze di contenimento, in quando in tutte le sue fasi del

ciclo di produzione, stoccaggio e trasporto necessita sempre di un idoneo e specifico contenitore

- Protezione prevenzione dei danni fisici e meccanici; per conoscere la protezione fisica che un

imballaggio deve offrire ad un prodotto alimentare è necessario conoscere le specifiche del prodotto o,

meglio, i fattori critici del prodotto che possono causare una perdita di valore (economico e di qualità)

Possiamo dire che a questa funzione partecipano sia la natura del materiale che la sua geometria. Si

possono anche pensare a soluzioni a materiale secondario che raccoglie un materiale primario (la

confezione dei crackers che ha una pellicola di imballaggio e dentro lo scheletro di cartone). Inutile dire

che la protezione è anche entomologica perché molti sono gli insetti che con il loro apparato boccale ad

entrare.

Esempio: contenitore primario per le uova (fatto di cellulosa) che per la sua forma va a ridurre la

probabilità di danni in fase di trasporto dell’alimento stesso

- Conservazione si intende la possibilità che l’imballaggio intervenga arrestando o rallentando i

cambiamenti biologici e chimici di un prodotto alimentare

Si deve pensare però che un imballaggio non può proteggere totalmente un alimento, in quanto ci sono

alcuni materiali che permettono magari il rallentamento o l'arresto di tali cambiamenti ma agiscono in

sinergia con altri metodi di conservazione. Non serve solo individuare il materiale ma anche la convezione

di condizionamento opportuna

- Logistica Soprattutto grazie all'e-commerce è importante gestire le soluzioni di materiali e

condizionamento per pianificare gli spostamenti delle derrate garantendone la salubrità. Il tipo di

materiale ed anche la loro geometria servono a facilitare anche la logistica dell'alimento, considerando

anche i costi e gli impatti ambientali

Occuparsi di logistica significa gestire il packaging; occuparsi di packaging significa intervenire nella

pianificazione e negli strumenti della logistica

- Comunicazione di solito gestita dall’esperto di Designer

L’imballaggio è definito come “silent seller” (venditore silenzioso), per sottolineare la valenza di

comunicazione che incida sulla volontà d’acquisto del consumatore stesso

Forma, colore, apparenza sono fondamentali

Oggi quella veicolata dal packaging non è solo un’informazione commerciale (etichetta, decorazione,

sconto) e utilità per il consumatore (informazioni nutrizionale, ricette) di conformità alle normative e di

ausilio per l’identificazione

- Servizio/convenience là si richiede implicitamente

Il packaging offre la possibilità di essere facilmente apribile, di rinvenire l'alimento in forno, di

consumarlo dalla confezione direttamente, di separare alcuni ingredienti (patatine da una parte e salsa

dall'altra, lo yogurt da una parte ed i cereali dall'altra). Anche la richiudibilità delle confezioni è una

funzione di servizio

- Funzione “funzionale” si parla di una funzione aggiuntiva che viene offerta da materiali particolari,

definiti come imballaggi attivi (agisce sulla funzione di conservazione) e intelligenti (agisce sulla funzione

di comunicazione); nel primo caso se è in grado di sequestrare sostanze indesiderate o cederne di utile

mentre nel secondo caso se è dotato di un indicatore che consente di monitorare, direttamente o non, la

qualità del prodotto

Esempi: Pads assorbenti o etichette che tramite una tecnologia sviluppata comunica ciò che succede

all’interno della confezione, modificazioni di T o presenza di Gas e CO 2

- Funzione “ecologica/ambientale” importante oggi e spesso coincide con il concetto di sostenibilità

Ad oggi è un aspetto importante e riguarda la compostabilità, riciclo e recupero

LUNEDI 12 OTTOBRE 2020

Funzione ecologica e ambientale: bisogna pestare attenzione a diversi fattori:

- Risparmio di materia prima

- Facilitazione delle attività di riciclo

- Riutilizzo

- Ottimizzazione della logistica

- Risparmio di E/ riduzione di CO 2

- Semplificazione del sistema di imballaggio

Le soluzioni over packaging sono quelle soluzioni che richiedono un eccessivo materiale di packaging e quindi

consentono di eccedere a livello di protezione ma hanno un impatto ambientale molto negativo mentre quelle under

packaging sono quelle che richiedono poco materiale

Il punto ottimale da raggiungere con un buon packaging design è il punto di incontro tra le due soluzioni estreme →

ovvero la soluzione ottimale di packaging

Se rispetto a questo punto:

- Ci spostiamo verso valori di massa e volume sempre più alti si porta il sistema a una soluzione di over

packaging

- Ci spostiamo verso la diminuzione di massa, verranno ad aumentare gli impatti negativi

Questo sistema fa sì che sembrerebbe impattare più negativamente una soluzione di under packaging di una over

packaging questo perché agli impatti negativi dell’ambiente sono aggiunti a quelli di una non conservazione

corretta e quindi allo scarto dell’alimento stesso Esempio: caffè:

- Ascisse: espresso, nero, macchiato

- Ordinate: CO equivalenti per tazza

2

- Nel grafico si vedono poi gli impatti che derivano da:

Produzione del caffe

• Imballaggi

• Trasporto

• Acqua calda

• Latte

La produzione di materie plastiche e l’incerimento porta

alla produzione annuale di 400 milioni di tonnelate di CO 2

- Produzione mondiale di plastica 335 milioni di tonnellate;

- In Europa 23 milioni di tonnellate all’anno;

- Si prevede che nel 2050 si arriverà a 92 milioni di tonnellate

Il 40% delle plastiche destinate al confezionamento degli alimenti, ritorna nel terreno e viene inviata alla discarica

(circa 9 milioni di tonnellate).

Il 32-39% finisce in realtà nel suolo, nei mari e negli oceani perché fugge ai sistemi di raccolta e di selezione a

livello delle varie discariche. Ogni minuto l’oceano riceve l’equivalente di un camion pieno di rifiuti, altro problema

sono le nanoplastiche e le microplastiche, che interferiscono con la catena alimentare di organismi acquatici, fino

ad arrivare a noi

L’europa per questa problematica ha stilato una propria strategia (EU Plastic Strategy):

gestisce il divieto di importare rifiuti plastici dal territorio cinese, gestisce la riduzione di CO , la sensibilità dei

2

cittadini europei su questa tematica

Esso ha messo le basi per risolvere la problematica secondo il modello di economia circolare, ovvero che il prodotto

che ha esaurito la sua funzione di consumo non è considerato un rifiuto, bensi una risorsa che può tornare a essere

materia prima, completando un ciclo

Nel settore dei materiali plastici destinati al settore alimentari, l’Europa afferma che bisogna creare una soluzione

di confezionamento per far sì che essa sia riciclabile: il consumatore deve essere quindi in grado di inviare questo

oggetto di plastica, una volta completato il suo utilizzo, verso un circuito di selezione ben definito.

Questa corretta gestione dei materiali a fine vita deve essere accompagnata anche verso lo sviluppo di materiali

che derivano da fonti differenti (non più fonti fossili da cui deriva la plastica tradizionale ad esempio).

Gestione dei rifiuti plastici:

Conferimento in discarica;

• Smaltimento in inceneritori e termo-utilizzatori (ricavo energia dal riciclo del materiale);

• Smaltimento tramite riciclo;

• Riutilizzo.

Non tutti i materiali riciclati sono sicuri per proteggere un alimento o per poter rispondere a determinati

contenimenti.

I materiali plastici convenzionali derivano dal petrolio, sono fossil base (a base fossile) e non sono degradabili (non

vengono attaccate da acqua, microrganismi …)

Bioplastiche presentano caratteristiche di origine bio-completa; sono biodegradabili (possono essere degradate

in determinate condizioni in un certo tempo) e il loro mercato è in aumento, perché potrebbero rispondere

all’esigenza ambientale di disperdere in minor tempo possibile un materiale e quindi farlo tornare in un circuito nel

modo più corretto possibile.

Poi vi sono anche plastiche sempre bio-base (origine bio) ma non degradabili.

Impianto di compostaggio:

si ottiene una disintegrazione fino al 90% in frammenti (< 2 mm) in 3 mesi, oppure degradazione completa

• in 6 mesi.

In commercio vi sono oggetti che riportano certificazioni, ovvero materiali con caratteristiche di compostabilità

certificate da enti.

Sfide nella progettazione di imballaggi:

Prevenzione riduzione della quantità e della nocività delle materie e delle sostanze utilizzate negli

• →

imballaggi ragionare sulle possibili soluzioni.

Esempio: la Barilla nel 2001 ha ridotto il peso del vasetto di vetro, oppure la PepsiCo ha adottato anch’essa

una politica di riduzione degli imballaggi; alleggerendo bisogna comunque mantenere le proprietà della

confezione, come quelle meccaniche.

Ecobilancio di ogni materiale: studiare il ciclo di vita di un imballaggio, dall’estrazione o dalla materia prima

fino al riciclaggio. In questo modo si calcolano i costi economici ed ambientali, per progettare imballaggi

che inquinino meno possibile e producano meno rifiuti;

Riciclo trattamento di rifiuti da imballaggio mediante processo di produzione, identico a quello

• →

originario o di altro tipo, per ottenere prodotti uguali a quelli iniziali o altri prodotti o materie prime

seconde.

Ad esempio, partendo da una lattina di materiale riciclato, occorre solo il 5% di energia che servirebbe se

si partisse dalla bauxite (minerale da cui si estrae e ottiene l’alluminio);

Recupero processo di riciclaggio meccanico dell’imballaggio utilizzato, che diventa materia prima

• →

seconda, oppure avviamento al riciclaggio energetico o termovalorizzazione (combustione per produrre

energia termica ed elettrica);

Riutilizzo riempire di nuovo o reimpiegare un imballaggio già utilizzano per uso identico per il quale è

• →

stato concepito.

Esempio le bottiglie che vengono restituite dal consumatore e riempite di nuovo dal produttore, oppure i

palletts riutilizzati nell’industria e nel commercio.

Anche a livello domestico gli oggetti possono essere riutilizzati perché sono stati creati con questa

funzione.

LUNEDI’ 19 OTTOBRE

Adeguatezza tecnologica o idoneità’ funzionale del packaging alimentare

Idoneità funzionale e adeguatezza tecnologica sono due sinonimi, definiti dall’alimento che dobbiamo confezionare

(alimento al centro delle nostre osservazioni).

Ogni alimento ha la sua confezione, ha specifiche esigenze di protezione.

L’idoneità funzionale indica la capacità del materiale di garantire la conservazione e la protezione richiesta per il

prodotto; significa anche offrire un’immagine gradevole o accattivante ma che sia anche in grado di resistere alle

normali condizioni di trasporto, esposizione a scaffale o di impiego. L’idoneità funzionale, quindi può partire solo

dalla conoscenza dell’alimento che andiamo a conservare ma senza dimenticarci dell’ambiente in cui l’alimento viene

movimentato/conservato e dell’ambiente nel quale il contenitore e il materiale verrà poi smaltito

Le soluzioni di packaging per i prodotti alimentari devono mettere al centro l’alimento, le sue caratteristiche, il suo

processo di lavorazione, il suo processo di confezionamento-condizionamento, le sue condizioni di

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher micaela0204 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Packaging e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Limbo Sara.
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