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Packaging della birra: confronto tra lattina e bottiglia

Michele Isotti, Silvia Meli
Packaging della Ristorazione
2020

La maggior parte dei consumatori di birra artigianale e degli addetti del settore fino a poco tempo fa è stata influenzata dalla percezione della lattina come appartenente ad un mondo industriale ed economico, mentre la bottiglia in vetro veniva associata ad un prodotto superiore e di nicchia. Solo recentemente si sono cominciate a rivalutare le caratteristiche e le peculiarità che le varie opzioni di confezionamento offrono, per pianificare una strategia di packaging ottimale dal punto di vista logistico e della qualità finale del prodotto. Nell’ultimo periodo, la vendita al dettaglio di birra artigianale si è quindi focalizzata su due principali tipologie di packaging: la bottiglia in vetro e la lattina, entrambi con formati da 0,33 e 0,5L, più raramente in altri formati.

In questo lavoro abbiamo confrontato queste due opzioni secondo alcuni criteri, individuandoli nelle prestazioni richieste per il mantenimento qualitativo della birra, nelle funzioni logistiche ed economiche e nell’impatto ambientale.

La birra

La birra è la bevanda ottenuta mediante fermentazione alcolica di mosti ricavati disperdendo il malto in acqua. Come succedanei dell’orzo possono essere utilizzati anche frumento, riso e mais purché non superino il 40%. Ai mosti viene inoltre addizionati il luppolo che è un amaricante, cioè conferisce alla birra un sapore amarognolo, gradito ai consumatori.

Norme legislative

DPR 30 giugno 1998, n. 272, articolo 1: La denominazione birra è riservata al prodotto ottenuto dalla fermentazione alcolica con ceppi di Saccharomyces Carlsbergensis o di Saccharomyces Cerevisiae di un mosto preparato con malto anche torrefatto, di orzo e di frumento o di loro miscele e di acqua, amaricato con luppolo e/o suoi derivati. La fermentazione alcolica del mosto può essere integrata con la fermentazione lattica. È consentito l'impiego di estratti di malto torrefatto. Il malto può essere sostituito con altri cereali e materie prime amidacee zuccherate fino alla percentuale massima del 40% dell'estratto secco del mosto espresso in gradi Plato; è vietata l'aggiunta di alcol nella preparazione della birra. È consentito l'impiego degli additivi alimentari autorizzate dal ministero della sanità ai sensi dell'articolo 5 della legge 30 Aprile 1962, n. 283.

Denominazione di vendita

La denominazione di vendita birra analcolica è riservata al prodotto con grado Plato non inferiore a 3 e non superiore a 8 e con titolo alcolometrico alcuni metrico volumico non superiore a 1,2%. La denominazione birra leggera o birra light è riservata al prodotto con grado Plato non inferiore a 5 e non superiore a 10,5 e con titolo alcolometrico volumico almeno del 1,2% e non superiore a 3,5%. La denominazione birra è riservata al prodotto con grado Plato superiore a 10,5 e con un titolo alcolometrico volumico superiore al 3,5%; tale prodotto può essere denominato birra speciale se il grado Plato non è inferiore a 12,5 e birra doppio malto se il grado Plato non è inferiore a 14,5.

Tabella gradazioni saccarometriche e alcoliche dei vari tipi di birra previsti dalla Legge Italiana
Tipo di birra Grado saccarometrico Grado alcolico
Analcolica 3-8 < 1,2
Light 5-10,5 1,3-3,5
Normale 10,5-12,9 >3,5
Speciale >12,5 4-4,4
Doppio malto >14,5 >4,5

Igiene

L’acqua impiegata per la preparazione del mosto di birra per il lavaggio dei recipienti e degli attrezzi deve essere potabile. Igiene dei recipienti: le bottiglie e altri recipienti prima del riempimento devono essere sottoposti a trattamenti idonei a garantirne l'accurata pulizia; dopo l'impiego di sostanze detergenti o microbicide consentite e prima della loro riutilizzazione le bottiglie e i fusti devono essere lavati con acqua potabile per assicurare l'eliminazione dei residui delle soluzioni utilizzate.

Packaging considerati

Si stima che solo circa l’8% della produzione artigianale italiana sia somministrato direttamente, ovvero nei cosiddetti brewpub o alle fiere, mentre il resto viene venduto e gestito in fusti (acciaio e PET) o bottiglie e lattine di diversi formati. Mentre solitamente i fusti sono gestiti in minor tempo o comunque lungo una filiera di settore e formata, lattine e bottiglie spesso sono gestite dalla GDO e lungo filiere più a rischio, oltre che destinate ad un’ulteriore conservazione da parte del consumatore.

Bottiglia

Esistono diverse tipologie di bottiglia in vetro, la più comune è la classica “Long neck” in formato da 0,33L. Il colore è solitamente ambrato scuro, in grado di bloccare la maggior parte della luce e proteggere il prodotto, ma esiste anche in colore verde chiaro o addirittura trasparente. A livello teorico potrebbe essere costituita di vetro riciclato, ma non sono note particolari campagne di marketing su questo aspetto. Va utilizzata in accoppiata con tappi a corona in alluminio verniciato, con un liner (o Bidule) in silicone o miscele plastiche brevettate dall’azienda produttrice, in alcuni casi con tecnologie antiossidanti. Il tappo non è venduto assieme, ma l’utilizzatore è libero di sceglierne uno di sua preferenza. Possono essere utilizzati altri tipi di tappi, come quelli a fungo in sughero o plastica.

Lattina

Le lattine, generalmente in formati da 0,33, 0,40 o 0,5 L, sono composte da due parti principali, corpo e “top”, vendute assieme e destinate ad essere unite tramite aggraffatura dopo il riempimento. Sono costituite da alluminio, ricoperto da appositi coating di varia natura (acrilici, epossidi...) per costituire uno strato impermeabile tra la bevanda e l’alluminio ed impedire eventuali migrazioni dal packaging. Anche all’esterno viene utilizzato un coating, con la funzione di proteggere la lattina dagli agenti esterni e come primer per eventuali stampe. L’attenzione alla sicurezza di questi materiali ha portato allo sviluppo e l’affermazione sul mercato di coating BPA-ni (Non Intended), ovvero realizzati senza l’utilizzo di Bisfenolo A e derivati.

Prestazioni richieste per il mantenimento della qualità

Nella definizione delle prestazioni da confrontare, abbiamo individuato quali sono i fattori di decadimento qualitativo su cui la scelta del packaging può influire in modo positivo o negativo.

Luce

Sia per la defi...

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/15 Scienze e tecnologie alimentari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher isotti.michele di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di processi della tecnologia alimentare con elementi di packaging e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Limbo Sara.
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