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modo il poeta vuole dare a ciò k descrive 1senso d esxienza universale e snza tempo, quindi

d1exienza metafisica. X qnt riguarda la metrica, invece, egli scrive 4strofe d versi liberi cn rime e

assonanze, qndi la sua rottura cn la tradizione nn è radicale.

I strofaMontale descrive il riposarsi all’ombra nlle ore +calde dl pomeriggio, cn il volto pallido e

in

cn lo spirito assonnato, mentre s sta vicini a1muro rovente d1orto. quel momento s ascoltano,

tra i pruni e gli sterpi (=cespugli selvatici nn colorati, né profumati) gli schiocchi, cioè i suoni

secchi, prodotti dal canto dei merli e i fruscii dei serpenti.

II strofaMontale descrive poi come si osservino, in quel momento, le file d formike rosse tra le

crepe del suolo o sulla veccia (=pianta erbacea dai fiori rossi, usata cm foraggio, i cui semi

Il

servivano1tempo x la panificazione). poeta dice k qste file d formine a vlt s rompono, mntre

altre vlt s intrecciano sulla cima d piccole montagnette d terra.

III strofail poeta spiega poi k in qst momento s osserva, tra le fronde degli alberi, la luce

palpitante di pezzi d mare in lontananza. Qsto, mntre s sentono i versi tremolanti dlle cicale

provenire dalle colline brulle.

IV strofaè qll k dà il senso dlla poesia, cm s avvince sprttt dall’iniziale metafora del Sole k, nella

trad poetica è smpr stato il simbolo positivo d Dio, d ciò k dona luce/calore e qndi vita…mntre in

Montale il Sole diviene il simbolo dl male d vivere, a causa del calore k c opprime e della luce k c

acceca/abbaglia.Infatti, il poeta dice k, camminando nel sole k abbaglia, s scopre cn triste

meraviglia cm la vita e il suo faticoso cammino constino semplicemente nel camminare accanto

a1muro (cn questo riprende il “rovente muro d’orto” del secondo verso) cn in cima dei pezzi d vetro

ciò

acuminati. significa k x il poeta vivere significa stare l di là dl muro dlla Vita/Natura…

il

l’uomo vorrebbe scavalcarlo x scoprire il Senso/Principio/Origine. muro rappresenta la

chiusura dll’uomo in1prigione esistenziale.

NON CHIEDERCI LA PAROLA

Qsta poesia è1sorta d dikiarazione poetica d Montale, sviluppata cn tono colloquiale attraverso 3

Montale

quartine formate da versi d varia lunghezza liberamente rimati. s rivolge al lettore,

dicendo d nn chiedere ai poeti parole k definiscano in modo completo l’informe realtà umana e ke,

cn lettere chiare/splendenti, la illustrino e la facciano risplendere cm1croco (=fiore violaceo), sperso

Sostanzialmente

in mezzo ad1prato polveroso. qui Montale dice d nn kiedere ai poeti1chiara

definizione d cs siano l’uomo e la sua realtà, xke il poeta 900esco nn è1vate cn certezze da

proporre. La II strofa è ambigua xke nn s capisce se egli voglia esprimere compatimento/critica nei

cnfr d chi se ne va sicuro, oppure se sia espressione d invidia vs qste xsone. Potrebbe anke celare

1critica al fascismo, visti gli anni in cui è stata composta, e alle certezze/verità assolute k Mussolini

proponeva. Qsta ambiguità è data essenzialmente dalla prima parola dlla II strofa, k

Infatti,

è1esclamazione: “Ah!”. Montale dice k il conformista, colui k cammina soddisfatto d sé e

xfettamente integrato nl mondo nn s accorge ke il Sole rovente proietta la sua ombra (=cioè la sua

parte aggrovigliata e caotica, simbolo dl mistero dl reale e dello stesso animo umano) sopra1muro

Nella

scrostato. III strofa, invece, Montale torna al tema della I. Infatti, s rivolge anco al lettore

dicendo loro d nn domandare ai poeti la spiegazione k possa aprirli a nuovi mondi d conoscenze, k

espliki la Verità, ma +tttosto d chiedere loro qke “sillaba secca e distorta come un ramo”, in

In

corrispondenza al nostro animo umano/informe. qst modo Montale definisce la sua poesia,

nella quale solo le parole secche e distorte possono esprimere la realtà, attraverso1linguaggio scabro

e antimusicale. Il poeta ribadisce poi che i poeti possono dire al lettore solo ciò che non sono e ciò

che non voglionoin qsto modo, attraverso i 2 “non”, Montale spiega k i poeti possono esprimere

solo la negatività dlla vita, ma nn possono kiarirne il senso attraverso1mex positivo k propugni

d

contenuti/valori. qui, l’inutilità d ogni sxanza, sul piano torico/metafisico, d cogliere cn

chiarezza ogni Verità o mistero dl reale. I LIMONI

Rivolgendosi direttamente al lettore in forma quasi confidenziale, il poeta introduce 1tono

discorsivo e sommesso, k corrisponde ai contenuti e alle caratteristike dlla sua poesia, k tende alla

Infatti,

colloquialità. fin da subito, Montale spiega ke i poeti laureati (cioè coronati di alloro, il

cui simbolo è D’Annunzio) trattano solo d piante raramente nominate, cm i bossi/ligustri/acanti.

Egli, invece, ama le strade k sbucano sui fossi erbosi, dv nelle pozzanghere cn poca acqua i

ragazzi catturano qke magra anguilla. Qste strade seguono le sponde dei fossi, passano tra i cespugli

Montale

d canne e conducono negli orti, in mezzo agli alberi d limoni. è mlt preciso dal . d vista

geografico, infatti attr la sua descrizione sappiamo k egli sta parlando dll’entroterra ligure, dove la

Quindi

realtà arida (e qndi negativa) causa la rimanenza d poca acqua in laghetti/fiumiciattoli.

egli rifiuta1versificazione aulica/sublime, qual è quella, ufficiale/tradizionale, prpr dei “poeti

laureati”, fatta d nobili presenze e d termini selezionati. I limoni sn dnque il simbolo d tale rifiuto,

emblema invece d 1realtà nuda/aspra, ma intensamente viva/colorata.

II strofaegli spiega k è meglio se i canti forti/vivaci dgli uccelli s spengono nell’aria (=se c’è

silenzio) xke, mntre s ascolta il fruscio dei rami nell’aria quasi immobile, s sente meglio il profumo

dei limoni k nn s solleva da terra (dicendo questo, Montale s vs ai poeti decadenti 2° i qual, sapendo

X

leggere i significati dlle cose, raggiungiamo l’Assoluto. Montale invece le cs sn cm 1prigione

in cui l’uomo rimane segregato) e fa scendere nel cuore una dolcezza inquieta (=xke l’uomo nn è

mai totalmente in pace: egli è sempre tormentato da interrogativi sul senso dlla vita e

dll’esistenza)In qsto modo, x miracolo si spegne la guerra dei sentimenti contrapposti (=passioni

confuse k combattono dntr d noi) e anche ai poeti “poveri” (cioè nn laureati)arriva la loro parte d

Il

rikkezza, k è l’odore dei limoni. poeta descrive indi 1momento magico, d calma/pace/

La

tranquillità. III e la IV strofa sn poi le + filosofike. poi

III strofaMontale s rivolge ancora al lettore in modo colloquiale, cn il termine “vedi”.

spiega k in qsti momenti d silenzio le cose s lasciano andare e sembra che stiano x svelare il loro

segreto profondo(questo “sembrano” indica la vs d Montale cn i decadenti, xke x Montale l’uomo

a

nn potrà mai cogliere la vera essenza dlle cose). qst punto, il poeta spiega che allora noi c

aspettiamo d scoprire 1sbaglio dlla Natura,il . debole del mondo, l’anello (d1catena)debole, il filo

Infatti,

(d1matassa)da sbrogliare k finalmente c faccia comprendere la Verità. 2° Montale è stata

la Natura a costruire la prigione in cui viviamo, indi sxa ke abbia lasciato x errore1varco x scappare

dalla realtà materiale in cui siamo immersi.

IV strofaQuindi, il poeta dice ke lo sguardo cerca ttt intorno, k la mente lavora mntre il profumo

in

dei limoni dilaga qndo il giorno è+caldo e+tranquillo (cioè a mezzogg). qsti silenzi sembra d

x

vedere in ogni figura umana k s allontana una divinità disturbata. qnt riguarda l’interpretazione

d qsti2versi:

- divinitàsimbolo dlla verità, indi s allontana xk nn riusciremo mai a cogliere il

mistero dlle cose;

- disturbatann s sa xke il poeta la definisca csi. Magari xke, essendo noi uomini

continuamente tesi a raggiungerla, la infastidiamo.

V strofaqst’ultima strofa è in vs cn le 2precedenti. Infatti, Montale spiega ke questa illusione

finisce e il tempo c riporta nelle città rumorose dv si vedono solo alcuni tratti d cielo tra i cornicioni

delle case. Qui v è 1riferimento alle strettissime vie dl centro d Genova, simbolo della prigione in

Il

cui siamo kiusi. poeta poi descrive la pioggia ke opprime la terra, la noia ke d’inerno si abbatte

Tttvia,

sulle case, quando la luce si fa scarsa e l’animo diventa amaro. Montale c dice ke 1gg da1

portone malkiuso, tra gli alberi d1cortile, s mostra il giallo dei limoni (cn il termine “gialli” vuole

mettere in risalto la solarità dei limoni)allora, in quel momento il gelo del cuoe s scioglie e nel

petto scendono i loro messaggi, k sn le trombe d’oro della solarità. Cioè, attr qsta metafora, il poeta

Quindi,

evidenzia k il giallo dei limoni è squillante cm il suono dlle trombe. in questa strofa,

Montale c dice k anke nella negatività dlla vita ogni tnt l’uomo vive delle esxienze che hanno qlcsa

in +, ma ke cmq ogni speranza è illusoria e vana.

X qnto riguarda la metrica dl componimento, esso è scritto in versi liberiaffinkè s possa parlare d

“verso libero” occorre k s presentino alcune precise condizioni:

1. mancanza d regolarità nelle rime;

2. “ “ “ nella lunghezza dlle strofe;


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere moderne
SSD:
Università: Pavia - Unipv
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pavia - Unipv o del prof Riccardi Carla.

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