Parte sociale
Tipologie di orto a scopo sociale
- Orti urbani: dal 2011 al 2013 da 1,1 milioni di m2 a 3,3 milioni di m2
- Orti scolastici/didattici
- Orti terapici
- Orti per ex-tossicodipendenti
- Orti per carcerati
Orti urbani
Definizione: si definiscono orti urbani i piccoli appezzamenti di terra per la coltivazione ad uso domestico, in alcuni casi, aggregati in colonie organizzate unitariamente. Sono costituiti da: appezzamenti di terra, elementi di servizio come spogliatoi, bagni, ricovero attrezzi, area ecologica, ecc., elementi di protezione/delimitazione (recinzione, tettoie, cespugli), impianti d’irrigazione, percorsi, aree di parcheggio.
Sono molto diffusi perché sono un polmone verde per la città, recupero di aree degradate, educazione e pratiche ambientali sostenibili, servono a fare comunità, offrono un’alternativa a categorie sociali emarginate dalla società moderna.
Categorie sociali emarginate
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Immigrati: gli orti urbani sono importanti perché diventano:
- Spazio culturale: piante e fiori consentono cucina etnica, etnomedicina e continuità d’identità.
- Spazio ecologico: profumi ed aromi che permettono di ricordare i paesi lasciati.
- Spazio religioso: pratica quotidiana della religione (meditazione e socializzazione).
- Spazi per ricordare relazioni familiari.
- Giovani di periferia povera: l’obiettivo è quello di fornire ai ragazzi coinvolti degli approfondimenti e lo sviluppo d’abilità che saranno poi utili per la futura vita professionale ed in quella di tutti i giorni.
Orti scolastici o didattici
Definizione: sono orti progettati pensati per svolgere attività didattiche con bambini e ragazzi. Rappresentano uno strumento d’educazione ecologica per conoscere il cibo e l’origine della vita; permettono di conoscere il territorio in cui vivi, come funziona una comunità; permettono il “learning by doing”, prendersi cura di, aspettare, lavorare in gruppo.
Obiettivi
- Potenziare la comprensione di biodiversità, ecosistemi/ecologia, rispetto ambientale.
- Avvicinare gli alunni alla cultura rurale.
- Educare all’alimentazione: al gusto, sana alimentazione uguale cura della propria salute, comportamenti corretti nei confronti del cibo, saper conoscere le origini del cibo.
- Senso di responsabilità per accudire l’orto, coinvolgendo famiglie di operatori: circolazione dei saperi.
- Buone pratiche di compostaggio, riciclo, filiera corta, agricoltura biologica.
- Favorire uno sviluppo sostenibile.
- Favorire lo sviluppo di un pensiero scientifico: descrivere e argomentare, riconoscere e mettere in relazione semi, piante, fiori, problem solving, linguaggio scientifico, strumenti di misura, calendario semine uguale a sperimentare ciclicità.
- Acquisire competenze pratiche nelle attività agricole.
- Favorire lo sviluppo di cooperazione.
- Facilitare esperienze inclusive.
“Therapeutic” o “Healing” garden
Definizione: Un “healing” garden è uno spazio esterno appositamente progettato per promuovere e migliorare la salute del benessere delle persone (pazienti, personale di cura e familiari) dove per salute intendiamo uno stato di complessivo benessere fisico, mentale e sociale e non solo assenza di malattia o infermità.
A chi sono interessati?
- Bambini
- Disabili
- Pazienti ospedalieri
- Anziani
La progettazione
Occorrono delle linee guida sulla progettazione; il primo passaggio è osservazione e valorizzazione delle qualità ambientale del giardino quality evaluation tool (QET).
Sezione A: qualità che fanno di un posto un luogo accogliente
- Accessi al giardino vicini ed accessibili: dall’interno si deve creare nell’ospite la voglia di uscire a godere del giardino e garantire un’uscita semplice e sicura per tutti i soggetti.
- Recinzione e ingresso: la recinzione dà senso di protezione ed evita l’allontanamento di persone instabili.
- Sicurezza e protezione: non devono presentare rischi per gli ospiti i cui rischi possono essere inciampo e scivolamento, intossicazione da piante velenose o tossiche, caduta in acqua (bambini e anziani).
- Familiarità: l’ambiente deve far sentire a proprio agio l’ospite. Es. mobili da giardino.
- Orientamento: la distribuzione di aree di prato, landmark e siepi devono aiutare l’orientamento e l’individuazione dei sentieri per non causare stress e sensazione di vulnerabilità.
- Possibilità di fruizione del verde con diverse condizioni climatiche.
Sezione B: qualità che fanno di un posto un luogo d’interazione con la natura
- Attività divertenti e significative: attività passive ed attive.
- Contatto con la vita circostante: un coinvolgimento dei fruitori di un HG può avvenire anche attraverso il contatto con la vita d’intorno, con gli animali o le piante da giardino.
- Opportunità sociali: tavoli e sedie rappresentano un luogo dove gli ospiti possono socializzare in maniera informale.
- Cultura e connessione con il passato: elementi del passato che accomunano intere generazioni e possono portare alla memoria dell’ospite un determinato ricordo e farlo sentire a proprio agio.
- Simboli che richiamano emozioni.
- Prospettiva: uno spazio ben progettato invita il fruitore a percorrere determinati percorsi.
- Spazio: è una buona pratica progettare un giardino in modo che siano visibili luoghi.
- Ricchezza di specie: un giardino ricco di specie e/o con un fitto impianto di piante coinvolga maggiormente lo sguardo e l’attenzione dell’ospite.
- Possibilità di farsi affascinare dalla natura: un giardino ben progettato deve dare l’opportunità di toccare, annusare, vedere piante, animali ed insetti, oppure vedere un bel panorama.
- Percezione della stagionalità: piante che cambiano aspetto con le stagioni dà il senso del tempo che passa. La ricerca dei frutti o fiori può essere piacevole.
- Serenità: alcuni elementi naturali comunicano tranquillità.
- Spazi naturaliformi: il contatto con uno spazio più selvatico può essere simulato con l’utilizzo di piante d’aspetto selvatico. Es. graminacee.
- Rifugio: ogni HG deve garantire aree in cui è possibile rimanere soli. Per personale della struttura ed ospiti.
Gli H.G. per l’Alzheimer
Il morbo d’Alzheimer fra i suoi vari sintomi causa la perdita di memoria, confusione mentale, smarrimento e disorientamento, progressiva perdita della capacità di giudizio.
- Pavimentazioni regolari, uniformi e ben delineate, con colori diversi.
- Camminamenti ad anello con materiale morbido.
- No piante tossiche e siepi basse ben delineate.
Progetto longevità attiva
Progetto con IRCA, aziende agrarie ed Hort. Le aziende hanno svolto attività come potatura, semina, orticoltura, falegnameria, ricamo, laboratori di cucina, ginnastica posturale. Il gruppo era eterogeneo per l’età, livello d’istruzione, competenze, provenienza e motivazioni.
Conclusioni
Le aziende hanno competenze sia specifiche (rurale) sia trasversale (accoglienza). Anche i partecipanti più anziani si sono riscoperti in grado d’imparare cose nuove. L’impatto è maggiore man mano che si sale con l’età o con condizioni di partenza svantaggiate. L’aspetto relazionale aziendale ha avuto un’importanza primaria e la coesione del gruppo è collegata alla capacità personale del titolare dell’azienda.
I benefici della terapia orticolturale
- Inclusione ed integrazione sociale.
- Aumento di fiducia verso se stessi.
- Autostima e concentrazione.
- Apprendimento di abilità pratiche.
- Apprendimento di aspetti non solo pratici ma anche teorici.
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