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Il 15 febbraio salta in aria il Maine, ufficiosamente inviato per

proteggere i cittadini americani a Cuba.

Il 20 aprile 1898 il Senato americano dichiara la guerra, ma viene

l’emendamento

anche approvato Teller col quale si rinuncia alla

annessione dell’isola. Il 22 aprile il Presidente accoglie la

richiesta del Senato e trasmette la dichiarazione alla Spagna.

“Il carattere casuale dell’intervento americano del 1898 e la sua

componente irrazionale sono stati esagerati da parte della

storiografia. Un capovolgimento totale della interpretazione fin

qui prevalente non avrebbe però molta ragion d’essere

[…S]arebbe difficile negare che poche volte nella storia recente

l’isterismo collettivo ha esercitato […] un’influenza determinante

[…]”.

Anche riguardo al comportamento del presidente, si è tentato di

capovolgere il giudizio tradizionale sostenendo che fin dall’inizio

voleva l’intervento armato. Nulla di meno provabile dalle fonti. Il

presidente cercò invece con tutti i mezzi di evitare la guerra.

Il che porta a un altro problema. Una guerra, iniziata per Cuba,

non portò alla conquista dell’isola, ma delle Filippine. Non

accrebbe l’influenza americana nei Carabi, ma aprì la strada

all’influenza in Estremo oriente. Si trattò anche in questo caso di

un fatto fortuito?

Si è detto che la guerra nelle Filippine fu condotta solo come

azione periferica per indebolire la Spagna in un suo punto debole.

In realtà da tempo sia gli uomini d’afari che i militari, gli uomini

cultura stavano studiando l’importanza dell’Oriente per i loro

di

commerci, e della Cina in particolare [con l’1% del commercio

Usa?]. Solo che in questo quadro non erano mai entrate le

Filippine, di cui prima nessuno si era occupato. E ciò quando le

dell’isola erano del tutto eguali a quelle di Cuba che

condizioni

tanto sdegno suscitavano nella opinione pubblica Usa. Vi era però

da tempo la sensazione di impotenza da parte della Marina per la

mancanza di adeguate basi militari nel Pacifico.

Nel 1987 Roosevelt come sottosegretario alla Marina era riuscito a

far nominare George Dewey come comandante della flotta del

Pacifico.Il 25 febbraio 1898, Roosevelt, approfittando della

momentanea assenza di Long, ministro della Marina, spedì il

“Ordinare alla squadra di

seguente telegramma a Dewey:

radunarsi a Hong Kong. In caso di dichiarazione di guerra alla

Spagna sarà vostro compito impedire alla squadra spagnola di

lasciare le costa asiatica e poi operazioni offensive nelle

Filippine”.

Dewey eseguì gli ordini alla lettera. Il 1° maggio, quando le

operazioni a Cuba non erano ancora cominciate, la squadra Usa si

recò nella Baia di Manila, ponendo le basi per la successiva

occupazione, che colse del tutto impreparata l’opinione pubblica

Usa. Dopo la sconfitta a Manila, nel luglio seguì la distruzione

della flotta spagnola di Cuba. A fine luglio, occupazione di Puerto

Rico e richiesta di armistizio da parte della Spagna.

Il 1° ottobre ebbero inizio i negoziati di Parigi.

Ebbe inizio anche il dibattito sull’imperialismo che durò due anni

e terminò soltanto nel 1900, con la campagna presidenziale che fu

combattuta su questo tema. L’elemento centrale di tuto il dibattito

fu il destino delle Filippine.

Albert Beveridge, giovane politico repubblicano legato al big

disse in un discorso del 1898: “Le fabbriche americane

business

stanno producendo più del necessario per il popolo americano; il

suolo americano sta producendo più di quanto siamo in grado di

consumare; il fato stesso ha stabilito quale deve essere la nostra

politica: il commercio del mondo dovrà essere e sarà nostro. E noi

lo otterremo così come la nostra Madre ci ha insegnato. Creeremo

stazioni commerciali in tutto il mondo come centri di distribuzione

dei prodotti americani. Copriremo gli oceani con la nostra flotta

mercantile. Costruiremo una flotta [militare] a misura della nostra

grandezza. Vaste colonie autogovernantesi cresceranno attorno

alle nostre stazioni commerciali e all’ombra della nostra bandiera

trafficheranno con noi. Le nostre istituzioni seguiranno la bandiera


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti per l'esame di Storia Contemporanea del professor Maione, traendo spunto dal testo scritto da Acquarone inerenti le origini dell'imperialismo americano, nazionalismo, successione di eventi dalla fine del 1800 a Cuba fino ad arrivare alla guerra di Cuba e delle Filippine, fino alla negoziazione e alla fine della guerra per la manovra di Roosevelt.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e politiche dell'organizzazione
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiakka87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Maione Giuseppe.

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