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Organizzazione internazionale, appunti lezioni prima parte con proff.ssa Valenti

Appunti di tutte le lezioni della prima parte dell'esame di organizzazione internazionale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Valenti dell’università degli Studi di Milano - Unimi. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Organizzazione internazionale docente Prof. M. Valenti

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Organizzazione internazionale

Lezione 21/10/15

CONSUETUDINE: norme consuetudinarie

è una fonte di norme non scritte  ricognizione della consuetudine, vedere se esiste o no.

Gli Stati tengono un certo comportamento, perché sono convinti di doverlo fare perché è giuridicamente

vincolante, cioè richiesto dall’esistenza di una norma.

ELEMENTI COSTITUTIVI 

• Oggettivo, cioè la PRASSI (diuturnitas), che consiste nel ripetersi di un certo comportamento degli

Stati.

• CONVENZIONE CHE SIA OBBLIGATORIO (opinio juris sive necessitatis). Viene in rilievo nella

fase iniziale della formazione di una consuetudine.

Processo di nascita: gli stati, all’inizio, devono prendere delle decisioni per raggiungere un obiettivo,

formando, con il tempo, una regola, quindi una consuetudine. DOVEROSITA’ SOCIALE (inizio) e la

CONVENZIONE CHE NON CI SI Può COMPORTARE DIVERSAMENTE.

CONCEZIONE DUALISTICA DELLA CONSUETUDINE  perché si possa considerare esistente una

norma consuetudinaria, devono essere presenti entrambi gli elementi: l'opinio juris è la convinzione che il

comportamento della prassi sia obbligatorio. Esistono delle diverse teorie: secondo alcuni bastava fosse

presente solo uno dei due elementi secondo altri erano necessari entrambi.

RICOGNIZIONE DELLA CONSUETUDINE:

-rilevazione della prassi degli Stati

-accertamento dell’opinio juris

PRASSI  Comportamenti, che lo stato mette in atto, nell’esercizio delle sue funzioni. Sono degli atti che gli

Stati compiono nell’esercizio delle loro funzioni, al loro interno. Oppure, dei comportamenti che uno Stato

adotta nei rapporti con gli altri Paesi (corrispondenza e atti diplomatici, atti di riconoscimento).

Per essere costitutiva, una prassi deve avere certe caratteristiche:

-la prassi deve essere sufficientemente diffusa. Quindi un numero rilevante di Stati (più interessati

all’esercizio di una certa norma) deve tenere quel comportamento.

-deve essere sufficientemente costante, quindi occorre che, ogni volta che si presenta la circostanza, la

maggior parte degli Stati si comporti in un certo modo. Possono esserci consuetudine che si sviluppano nel

tempo, e altre che si sviluppano molto più velocemente (non c’è una regola fissa).

-deve essere uniforme, quindi tutti gli Stati devono comportarsi allo stesso modo.

Occorre verificare che, questi comportamenti, siano accompagnati dalla convinzione che siano obbligati a

farlo. Cortesia, dal punto di vista diplomatico, quando gli Stati tengono certi comportamenti, ma on lo fanno

perché sono convinti che esisti una norma che lo impone, ma per “prassi”.

C’è una prassi secondo la quale, i tribunali che si trovano a giudicare una determinata cosa, si rifiuta di

giudicare. Il tribunale afferma di averlo fatto, non perché c’è una norma consuetudinaria che lo dice, ma per

comiti. L’opinio juris lo possiamo rilevare attraverso le dichiarazioni da parte degli Stati, manifestazioni di

opinioni.

Esempio rivelazione opinio juris  CIG, parere sulla liceità della minaccia e dell’uso delle armi ucleari,

8 luglio 1996 (documento 2.4 pag. 106 CeM): esiste nel diritto internazionale che vieti l’uso delle armi

nucleari nei rapporti tra gli Stati? Esistono diversi trattati di non proliferazione nucleare, in cui però non ci

sono norme che vietano la produzione di queste armi. La Corte prende in esame il diritto consuetudinario

internazionale  riferisce che gli Stati si dono divisi in due schieramenti: da una parte gli stati che dicono che

questa norma non esiste nel diritto internazionale, e coloro che invece credono il contrario; questi devono

dimostrare che c’è sia la prassi che l’opinio juris. Gli Stati che sostengono che l’uso delle armi nucleari è

illecito cercano di inglobare l’opinio juris con la prassi. Gli altri Stati, invece, affermano la laicità della

minaccia e dell’uso delle armi nucleari in certe circostanze; questi hanno invocato la dottrina e la prassi della

dissuasione. C’è quindi la prassi di NON utilizzo delle armi nucleari. La Corte, però, conclude che non esiste

l’opinio juris.

OBIETTORE PERSISTENTE:

è uno Stato che insiste a non voler riconoscere una norma consuetudinaria. È possibile? In linea di massima

no, però si devono distinguere due diverse ipotesi:

-se quello che si oppone è uno Stato di nuova formazione, non si può opporsi alle norme consuetudinarie

preesistenti, cioè formate senza la sua partecipazione.

-se, invece, l’opposizione proviene da un gruppo di Stati, ci possono essere degli effetti. Si può mettere in

discussione la consuetudine stessa e arrivare alla sua abrogazione, cioè la desuetudine (viene a mancare

l’opinio juris). Es. Paesi del terzo mondo.

-diversa è la situazione per uno Stato, che si è appena formato, nei confronti di una consuetudine che si sta

formando. Se uno Stato si è opposto sin dalle origini del processo, manifestando il suo disaccordo, e se la

norma si consolida e il paese non la applica, bisogna vedere la reazione degli altri Paesi per decidere se uno

Stato può o on può evitare una norma consuetudinaria.

CONSUETUDINI PARTICOLARI

CI SONO DUE IPOTESI:

• 

CONSUETUDINI REGIONALI ( O LOCALI) quelle che si applicano solo ad alcuni Stati che

fanno parte di un’ area geografica particolare. Es. asilo diplomatico concesso da parte dei Paesi

dell’America Latina, alle persone accusate, nello Stato territoriale, di aver commesso un reato

politico.

Asilo territoriale  forma di ammissione di uno straniero nel territorio di uno Stato ce consiste

nell’attribuire alla persona lo status di rifugiato. Ne ha diritto la persona che, normalmente non ha

diritto di essere ammessa in uno Stato e che scappano dal Paese di provenienze, in quanto sono

perseguitate e rischiano la vita, per vari motivi. Gli Stati sono liberi di concedere lo status di

rifugiato.

Asilo  la persona ha commesso un reato, considerato dal diritto territoriale, come reato politico;

oppure contro l’interesse dello Stato.

• CONSUETUDINI CHE MODIFICANO O INTERGRANO UN ACCORDO

INTERNAZIONALE  gli Stati che hanno ratificato un trattato internazionale, possono mettere in

atto comportamenti, che se vengono ripetuti nel tempo, danno vita ad una norma consuetudinaria che

va a sostituirsi a quella originaria. È una sorta di emendamento /revisione dell’accordo, che avviene

attraverso la creazione di una norma non scritta.

Processo molto usato nelle Nazioni Unite. Negli anni, però, non si è mai riusciti ad applicare degli

articoli per modificare l’accordo. Alcuni comportamenti degli Stati membri che sono arrivati a

modificare i trattati attraverso una norma consuetudinaria.

Esempio  modalità di voto in seno al Consiglio di Sicurezza. (articolo 27-3- Carta ONU).

Interpretazione: i membri devono esprimersi e votare sì. Dal testo si può dedurre che non è valido se

un membro si astiene, equivale a un voto contro = regola restrittiva.

Caso della Cina  la Russia, per protesta si era assentata dal votare per evitare che la

risoluzione fosse adottata (1950).

ASTENSIONE: si è formata una norma consuetudinaria che modifica l’articolo 27, prevedendo che il

membro permanente può anche non votare.

ASSENZA: se c’è in una prassi, il comportamento è stato tenuto per impedire che si adottasse una

risoluzione.

CODIFICAZIONE:

codificare significa mettere per iscritto delle norme che, normalmente, non sono scritte, quindi norme

consuetudinarie. Ci sono diversi soggetti che possono farlo:

• Istituti di ricerca

• Studiosi

• Stati  accordo di codificazione o codificazione normativa

• Soft law  atti non vincolanti

Accordi di codificazione.

Possono essere scritti da parte degli Stati, convocando una conferenza diplomatica e decidono di codificare

un certo settore del diritto internazionale. Esiste un organo che si occupa della codificazione =

COMMISSIONE DI DIRITTO INTERNAZIONALE (1947). *come introdurre un articolo:

in base / in virtù/ ex articolo….

Il quale prevede / dispone.

La differenza tra una conferenza diplomatica e una di codificazione è che gli articoli sono proposti dalla

commissione del diritto internazionale.

VALORE DEGLI ACCORDI DI CODIFICAZIONE  anche gli Stati terzi, non contraenti, devono

rispettare l’accordo. Se sono norme effettive della consuetudine, l’accordo ha un effetto creativo.

Effetto di cristallizzazione  disposizioni che contengono delle norme non ancora consuetudinarie. Aiuta il

consolidamento di una norma che non è ancora consuetudinaria.

ARTICOLO 13 Carta ONU  dice all’assemblea di promuovere lo sviluppo progressivo della codificazione.

Delimitazioni delle piattaforme continentali tra Danimarca, Repubblica federale tedesca, Olanda. (pag. 103

CeM). La corte deve verificare se la regola dell’equidistanza è una norma consuetudinaria.

Lezione 23/10/15

Capitolo 1: paragrafi fonti e gerarchia delle fonti.

Rapporti che legano le diverse norme del diritto internazionale; capire come si pongono le une nei confronti

delle alle altre, quale deve prevalere. Due tipi di normi diverse: consuetudini e accordi.

Le fonti sono ciò da cui scaturisce un obbligo  sorgente dei diritti e doveri degli Stati.

Nell’ordinamento interno c’è una gerarchia, quindi norme di grado superiore e norme di grado inferiore. Al

vertice c’è una norma fondamentale dello Stato = Costituzione  Al di sotto di questa ci sono le leggi

ordinarie, emanate dal Parlamento  poi ci sono i regolamenti (atti amministrativi).

La norma di grado superiore deve prevalere. Se una norma di grado inferiore vuole prevalere su quella di

grado superiore, quella inferiore può essere annullata. (= legittimità costituzionale delle leggi). Tutte le leggi

devono rispettare la Costituzione. Lo stesso vale per tutte le norme.

Tra norme di pari grado, però, si applica un criterio in base al quale, la norma emanata successivamente, va

ad abrogare una norma emanata precedentemente (lex posterior derogat priori). Per quanto riguarda le

consuetudini e gli accordi, bisogna capire quale prevale sull’altra.

Differenza tra CONSUETUDINE e TRATTATO. Le consuetudini sono norme generali, applicabili a tutti i

soggetti dell’ordinamento, mentre i trattati sono di tipo particolare, quindi applicabili solo agli Stati che li

ratificano.  ci sono due diverse concezioni:

• secondo la prima, sia la consuetudine che l’accordo, sono fonte primarie, perché derivano entrambi

da due principi fondamentali dell’ordinamento (CONSUETUDO EST SERVANDA, consuetudini –

PACTA SUNT SERVANDA, trattati). Quindi le norme create da questa norma sarebbero sullo stesso

piano perché derivano da principi che sono sullo stesso piano.

• Secondo la seconda teoria, il principio fondamentale è solo uno = CONSUETUDO EST

SERVANDA, delle consuetudini. L’altro principio (pacta est servanda) è solo una norma

consuetudinaria. Quindi le consuetudini sarebbero delle fonti primarie, mentre i trattati fonti

secondarie.

In realtà gli Stati possono stipulare tra di loro dei trattati che derogano alle consuetudini; possono decidere di

tenere un comportamento diverso da quanto prevede la consuetudine, la quale continua ad esistere, perché

continua a vincolare tutti gli Stati terzi e gli stessi Stati contraenti nei rapporti con gli Stati terzi. Per questo

viene il dubbio sul fatto che la consuetudine sia una norma di fonte primaria, mentre il trattato no.

ESEMPIO  norma che attribuisce agli Stati il diritto di adottare una contromisura contro un Paese che ha

violato le sue norme. Si può sottoporre le controversie a tribunali speciali. Questo è avvenuto nell’ambito

della WTO (OMC- organizzazione mondiale del commercio- 1994), accordi commerciali per la

liberalizzazione del commercio internazionale. Uno Stato contraente si impegna a non adottare contromisure

nei confronti di un altro Stato che non rispetta delle norme, ma preferisce sottoporsi al giudizio di un

tribunale costituito dall’OMC.

- Piattaforma continentale  diritto esclusivo di utilizzare tutte le risorse del mare.

- Diritto derogato con un trattato  immunità della giurisdizione penale. Non possono essere giudicati

dai tribunali di altri Paesi.

Può succedere che anche le consuetudini derogano i trattati? No, perché le consuetudini non possono

prevalere (lex posterior generalis non derogat priori specialis), perché la norma ordinaria non può prevale su

quella speciale, cioè il trattato. Delle consuetudini particolari, però, non ammettono di essere modificate dai

trattati = NORME IMPERATIVE (jus cogens). Se gli Stati inseriscono in un trattato delle norme che vanno

contro alle norme imperative  il trattato è invalido, NULLO, quindi non può produrre effetti giuridici.

Questo valle anche se la norma imperativa si forma in un secondo momento. – articolo 53 (la norma cogente

può essere modificata solo da un’altra norma cogente), 64 CVDT. Non esiste una definizione di norme

imperative, ma si potrebbe dire che si tratti di norme consuetudinarie, in cui deve esserci la prassi, un opinio

juris, e in più una sorta di opinio juris rafforzata, secondo cui c’è la convinzione che stipulando un trattato

che va in contrasto, esso è nullo. Non è facile identificare queste norme; al giorno d’oggi si ritiene che siano

norme imperative (cogenti) 

- norma del divieto di aggressione armata

- Altro principio cogente principio di autodeterminazione dei popoli.

- Inquinamento massiccio dell’atmosfera, è una norma cogente secondo alcuni studiosi.

- Norme che vietano di commettere violazioni gravi ed efferate dei diritti umani (Gross Violations) 

violazione del diritto alla vita, divieto di tortura. Violazioni perpetrate in maniera diffusa ed estesa e

con un carattere atroce.

Le norme imperative possono considerarsi superiori rispetto le altre nell’ordinamento internazionale.

APPLICAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE

Alcuni pensavano che il diritto internazionale e il diritto privato fossero una cosa sola: le norme del diritto

internazionale (poste a un livello superiore) prevalgono su quello del diritto interno. Questo non è quello che

avviene in pratica, perché le norme del diritto internazionale, per prevalere su quelle del diritto interno, è

necessario l’intervento di organi statali. La teoria dualista vuole che il diritto internazionale sia una cosa a sé

stante. Bisogna fare in modo che le norme vengano applicate e rispettate.

L’applicazione e l’attuazione delle norme internazionali consiste nel garantire che il diritto interno degli Stati

si conformi al diritto internazionale. Tutti gli ordinamenti statali devono conformarsi a quello internazionale,

quindi adattarsi ad esso. Per adeguarsi, esistono dei procedimenti di attuazione del diritto internazionale/

adattamento del diritto interno (non può una norma internazionale entrare automaticamente nel diritto

interno- ci devono essere degli atti specifici  incorporato/ nazionalizzato nel diritto interno).

PROCEDIMENTI DI ADATTAMENTO/INCORPORAZIONE

• Procedimento ordinario (tramite riformulazione): consiste nella emanazione da parte di un organo

statale che normalmente emana atti normativi (Parlamento) di un atto nel quale la norma

internazionale da incorporare viene riprodotta, riscritta. Contiene una norma che vale sul piano

consuetudinario, sia per le consuetudini che per i trattati.

• Procedimento speciale (tramite rinvio): c’è sempre un atto normativo emanato da qualche organo.

Questo atto però non contiene la norma internazionale, ma una formula che funziona come rinvio. Il

testo è molto breve e contiene un ordine di applicazione di una norma internazionale, la quale deve

essere rispettata. Quindi la norma viene solo indicata. Consente a chi deve applicare una norma

internazionale di fare riferimento direttamente a una norma internazionale. Non tutte le norme

internazionali possono essere applicate sul piano interno tramite questo procedimento. Devo essere

riformulate:

Norme che non hanno in sé tutti gli elementi necessari per essere applicate sul piano interno = norme

non autoapplicative (no self- executing). Sono delle norme che lasciano agli Stati la scelta tra due o

più soluzioni diverse  es. norme che lasciano liberi gli Stati se rispettarle o meno.

• Universalità della giurisdizione penale: si occupa di tutte le persone che abbiano commesso, sia sul

territorio del proprio Stato che su altri, dei crimini internazionali.

• Norme che, per essere attuate, hanno bisogno di un procedimento ordinario

• Norme che richiedono adempimenti di carattere costituzionali: la Costituzione del Paese prevede che

vengano rispettate certe procedure per poter agire in certi settori, e bisogna rispettarli  articolo 25

Cost. principio di legalità (nullum crimen, nulla poena sine lege).

Quale procedimento si adotta per adeguare le norme del diritto internazionale ai trattati dell’Italia.

Articolo 10 Cost. (pag.191 CeM)  procedimento speciale. Tutte le norme devono essere rispettate. Qual è la

posizione che la norma internazionale assume rispetto le norme interne: tutte le norme consuetudinarie

(anche attuate con la riformulazione) assumono nella nostra gerarchia delle fonti, un rango privilegiato, cioè

quello costituzionale. Quindi, tutte le leggi interne di grado inferiori sono in contrasto con le norme

consuetudinarie, allo stesso livello della Costituzione. Le leggi del Parlamento non possono essere in

contrasto con le norme consuetudinarie.

Esempio: riguardo gli stranieri. Servizio militare non più obbligatorio; non si può chiedere a uno straniero di

difendere un Paese che non è il suo. C’era una legge secondo cui anche gli stranieri (solo coloro che avevano

perso la cittadinanza italiana) dovevano prestare il servizio militare.

• Cosa succede se c’è un conflitto tra una norma consuetudinaria e una costituzionale? Quale deve

prevalere?

Il conflitto si è prodotto tra una norma costituzionale (art.24) e una consuetudinaria (immunità dalla

giurisdizione civile per gli stati stranieri, agenti diplomatici, capo di Stato straniero).

Articolo 24  ogni persona può agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.

Soluzione logica: la norma consuetudinaria deve prevalere alla norma costituzionale, almeno che

quella consuetudinaria non sia in contrasto con un principio fondamentale sancito dalla nostra

Costituzione. Quindi, nei confronti di quella consuetudine, l’articolo 10 non può produrre effetti.

ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE

Lezione 29 ottobre

ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

• È un’associazione di Stati (intergovernativa) che viene creata tramite un accordo (trattato

internazionale) per la realizzazione di obiettivi comuni. Con questo accordo si prevedono forme di

cooperazione di tipo istituzionalizzato.

• Ha degli articoli che descrivono quelli che è l’apparato istituzionale dell’organizzazione (organi, la

loro composizione, il loro funzionamento). Ha poi le norme tipiche di tutti i trattati.

• Per entrare a fare parte dell’organizzazione bisogna seguire una procedura di ammissione, che può

portare all’acquisizione dello status di membro.

Gli Stati decisero di incontrarsi per gestire insieme le relazioni internazionali  seconda metà del ‘800.

Balance of power  si riunivano periodicamente: gestione del potere reciproco.

Nascono le unioni amministrative (avi delle organizzazioni internazionali)

- 1865 nasce l’Unione Internazionale telegrafica.

- 1875 Unione Internazionale dei pesi e delle misure

- 1890 Unione Internazionale dei trasporti

La prima organizzazione vera e propria (obiettivo ambizioso)  alla fine della Pima Guerra Mondiale:

Società delle Nazioni. Si propone l’obiettivo di mantenere la pace e la sicurezza nel mondo. Sul piano

pratico, i poteri della Società delle Nazioni non consentono di realizzare questo obiettivo. Questa società

nasce grazie ad un accordo (Patto della Società delle Nazioni- Covenant) il quale non è autonomo. Fa parte

del pacchetto degli accordi di pace.

Si prevede di creare un’organizzazione che abbia un’assemblea con una composizione plenaria, e un organo

con composizione ristretta, cioè il Consiglio: con i membri permanenti e non permanenti. Quelli permanenti

sono la Francia, Giappone, Regno Unito, Italia e Stati Uniti. Ce ne sarebbero stati 4 non permanenti per una

durata di due anni; poi diventati 11 nel corso degli anni. Gli Stati Uniti non ratificano il patto, quindi non

svolgono il loro ruolo, non essendo mai entrati nel Consiglio.

Due problemi dell’organizzazione:

- Di tipo strutturale

- Di tipo generale  viene chiesto agli Stati di non far uso della forza armata per risolvere delle

controversie tra di loro. Potrebbe essere gestita se agli organi fossero attribuiti dei poteri forti.

Gli stati, secondo allo statuto, cercare di risolvere la controversia in modo amichevole, e non usando la forza.

Possibili soluzioni: sottoporre la controversia a un tribunale  viene creata la Corte permanente di giustizia

internazionale. Nel momento in cui gli stati dovessero fallire in questi tentativi, il Consiglio può intervenire

adottando raccomandazioni (non sono previste delle sanzioni efficaci).

Quindi, questa organizzazione, aveva delle debolezze. Non è in grado di fare fronte a quello che succede

negli anni ’30 (Giappone- Manciuria. Il Giappone poi esce).

1941  Stati Uniti e Regno Unito: Carta Atlantica: elenco di principi che dovevano guidare le relazioni

internazionali tra gli Stati. 1° principio: nessun mutamento territoriale avrebbe potuto avere luogo senza il

consenso delle popolazioni interessate. Anche la necessità che i popoli scelgano i propri governanti in

maniera democratica.

1942  attacco di Pearl Harbor: su iniziativa degli USA viene creata un’alleanze militare, alleanza delle

Nazioni Unite, per tutti i Paesi che volessero difendersi dagli attacchi del patto Tripartito. Questi, inoltre,

dichiararono di voler condividere i principi della Carta Atlantica.

Negli anni successivi vengono indette delle riunioni tra gli Stati che proposero la creazione di

quest’organizzazione: USA, Regno Unito, Italia.

- 1943 incontro a Washington.

- 1944 riunione di Dumbarton Oaks

- 1945 riunione di Yalta: ai membri permanenti viene previsto di attribuire dei privilegi particolari

(Consiglio di Sicurezza).

Proposta per fare in modo che siano inclusi degli obblighi e che sia previsto un apparato istituzionale che sia

più efficace di quello della Società delle Nazioni. Questi Paesi devono indire una conferenza diplomatica

allargata a tutti gli Stati conferenza di San Francisco: aprile a giugno del 1945. Serviva per dare vita a dei

trattati internazionali. Tutti gli Stati discutevano le proposte dei Paesi sponsor (membri permanenti – ora 10).

Perché una decisione del Consiglio di Sicurezza è indispensabile che tutti gli Stati siano a favore, tra cui tutti

quelli dei membri permanenti.

Articolo in fondo allo statuto: sarebbero state convocate delle conferenze per modificare lo statuto. La

riforma del Consiglio di Sicurezza non è ancora stata approvata.

- Giugno 1945 viene adottato lo statuto delle Nazioni Unite (ratificato dagli Stati che hanno

partecipato alla stessa conferenza). Nascita delle Nazioni Unite.

• Articolo 110 Carta ONU entrata in vigore dello statuto delle Nazioni Unite. Il trattato entrerà in

vigore dopo le ratifiche della Francia, dell’Unione Sovietica, della Cina, e anche degli stati firmatari,

cioè la maggioranza di questi (50 % +1).

• 

Articolo 3 gli Stati che hanno partecipato alla conferenza e quelli che non avevano partecipato, ma

avevano firmato la dichiarazione delle Nazioni Unite che ratificano lo statuto diventano membri

delle Nazioni Unite, considerati membri fondatori o originari. se uno Stato, che non è membro, vuole

entrare nell’organizzazione, deve seguire delle procedure d’ammissione, non basta la ratifica del

trattato.

La firma serve ad autenticare il testo, cioè dichiarare che è il testo definitivo del trattato sul quale si potranno

esprimere le manifestazioni di rispettarlo.

- 1945: Londra conferenza che darà vita ad un’organizzazione internazionale che si occupa di

coordinare le relazioni degli Stati in maniera culturale (UNESCO).

SFI- IDA- BIRS  1944: Bretton Woods

OBIETTIVO: Gli stati possono usare la propria politica monetaria per trarre vantaggi all’economia: se

manipolano il tasso di cambio della propria moneta (attraverso la svalutazione) rendendo meno cara la

moneta rispetto le altre; quindi I beni prodotti sul territorio costano meno di quelli degli paesi. Possono

bloccare le esportazioni ed aumentare le importazioni (freno la concorrenza). A breve termine questo crea

vantaggi. Vengono messi a disposizione degli stati degli aiuti per superare la crisi.

L’idea era anche quella di creare un’organizzazione che si occupasse dei rapporti commerciali (dazi doganali,

sussidi alle esportazioni). 

- 1948: conferenza internazionale all’Havana per creare un’organizzazione internazionale per il

commercio; non è mai stata creata perché lo statuto non è stato ratificato da un numero necessario

degli stati.

- 1947: General Agreement on Tariffv and Trade (GATT)

- 1994: OMC (WTO)

- 1954 Chicago: ICAO (regole sui trasporti aerei civili)

Settore commerciale- monetario: bisognava assicurare che la cooperazione degli stati venga disciplinata da

regole precise. Le attività di queste organizzazioni è comunque funzionale nel mantenere la pace e la

sicurezza internazionale. Tutte queste organizzazioni sono istituti specializzati delle Nazioni Unite = sono

organizzazioni collegate alle Nazioni Unite attraverso un accordo di collegamento concluso tra queste e

l’organizzazione. Le Nazioni Unite possono monitorare l’attività di queste organizzazioni  Assemblea

Generale può esaminare il bilancio di queste organizzazioni (indipendenti).

ENTRATA IN VIGORE DEL TRATTATO ISTITUTIVO di un’organizzazione internazionale coincide con

la nascita dell’organizzazione internazionale stessa.

Art. 110 ONU

• 

Art.247 Trattato istitutivo della Comunità Economica Europea, Roma, 1957

Trattato che contiene obblighi reciproci per le parti e altre norme di tipo costituzionale. Sarebbe entrato in

vigore dopo essere stato ratificato dagli Stati firmatari, in modo conforme alle norme costituzionali. È

entrato in vigore l’1 gennaio del 1958.

• Organizzazione Mondiale della Sanità (world health organization)

Creta il 7 aprile del 1948, ratificata da 26 Stati membri delle Nazioni Unite.

ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE

LEZIONE 3/11/15

PROFRAMMA PER IL PRIMO ESAME: tutta la prima unità, capitolo 19 e 28.

Vedi organizzazioni internazionali: hanno un organo con posizione plenaria, uno con posizione ristretta, e

sono organi politici, agendo nell’interesse del paese di provenienza. Esiste anche un segretariato, che è un

organo permanente. Coloro che lavorano per il segretariato sono i funzionari delle organizzazioni

internazionali.

L’OMC è un’eccezione, in quanto si discosta dal modello prima definito, e perché è stato creato nel 1944

(accordo di marracash). Non c’è un organo con posizione plenaria, ma ristretta. C’è una conferenza dei

ministri che riunisce ogni 2 anni. Le altre volte si riunisce un altro organi, il general causes.

Uguaglianza sovrana degli stati: principio cardine delle relazioni internazionali, il quale però viene meno nel

momento in cui alcuni paesi hanno maggiore potere, creando delle disuguaglianze sostanziali. Nel sistema

delle Nazioni Unite i membri permanenti si sono riservati il diritto di veto (potere superiore rispetto gli altri

stati).

Rappresentanti dei paesi più ricchi  coloro che hanno sottoscritto le quote più grandi del capitale sociale.

Qui le decisioni vengono adottate con il sistema del voto ponderato.

Le decisioni degli organi sono prese, prevalentemente, a maggioranza (al giorno d’oggi). In passato, invece,

si seguiva la regola dell’unanimità, in seno alla Società delle Nazioni  uno dei motivi per cui questa è fallita,

non essendo in grado di gestire le varie situazioni che si sono verificate. Non poteva agire in maniera efficace

in quanto limitata da questa regola. La regola della maggioranza prevede che una certa delibera, per essere

adottata, richiede la maggioranza dei voti:

- Maggioranza semplice: il 50%

- Maggioranza qualificata: se votano favorevolmente un certo numero di paesi (75%). Esempio: art.

18 della carta – 2/3 dei votanti. Ogni stato può scegliere che tipo di appoggio volere per far sì che

venga adottata una delibera.

CONSENSUS: non c’è una votazione formale, quindi la delibera non viene posta ai voti; viene presentata e

si chiede se tra i partecipanti c’è qualcuno che si oppone. È adottata se non ci sono opposizioni espresse. Es.

carta di San Francisco.

Se la regola è quella della maggioranza, nel momento in cui una delibera viene adottata, questa si impone a

tutti gli stati dell’organizzazione, anche quelli che hanno votato contro. La decisione viene adottata

dall’organo, ma si impone a tutti gli stati membri. Con la regola dell’unanimità, invece, gli organi

dell’organizzazione non agiva come ente separato. In questo caso però c’è una sorta di emancipazione, sono

un soggetto autonomo rispetto gli stati.

Sono enti derivati: le organizzazioni svolgono solo le funzioni che vengono loro conferite dagli stati membri

stessi, nel momento in cui la creano  principio delle competenze di attribuzione. Mentre gli stati sono

soggetti originari, le organizzazioni sono derivati, create dagli stati. Per realizzare i vari obiettivi, possono

esercitare solo le competenze attribuite loro dagli stati.

Esempio di attività tipica dell’organizzazione internazionale:

L’ILO (organizzazione internazionale del lavoro)  nasce alla fine della prima guerra mondiale. Ha un

modello ternario, con un organo a posizione plenaria e una a posizione ristretta e il consiglio di

amministrazione. Si basa sull’alleanza tripartita: partecipano i rappresentati e un rappresentante dei lavoratori

e uno dei datori di lavoro, che possono votare in modo contrario al governo. Quindi 4 persone che

rappresentano il paese (che sono 186)

Organo composizione plenaria: conferenza internazionale del lavoro.

Organo composizione ristretta: consiglio di amministrazione. Composto da 56 membri, di cui 28 provengono

dai governi (stati membri) 14 dei datori di lavoro e 14 dei lavoratori. Dei 28, 10 provengono dai paesi di

maggior importanza industriale. (Brasile, Cina, Francia, Germania, India, Italia, Giappone, Federazione

Russa, Regno Unito, Stati Uniti). Accanto esiste un segretariato (internetional labour office) che si occupa

delle competenze degli organi stessi.

Per promuovere i diritti dei lavoratori elabora degli standard in materia di lavoro. per farlo, la conferenza

costituisce un forum dove sono presenti tutti gli stati e in cui avviene una discussione. È un luogo in cui gli

stati sono rappresentati e possono decidere di darsi delle regole in un certo settore (diritti dei lavoratori).

possono essere scritte in alcuni trattati o convenzioni. I rappresentanti degli stati non hanno bisogno di pieni

poteri.

Il segretario funge da depositario: riceve man mano le ratifiche da parte degli stati che decidono di rispettare

una particolare convenzione. C’è un meccanismo di supervisione della corretta applicazione delle

convenzioni: accertare se uno stato rispetta o meno le nuove convenzioni e le sue misura di adattamento (se

cambia il diritto interno). Finché lo stato non ratifica la convenzione non è obbligato ad adottare le misure

della convenzione; l’unico obbligo è quello di sottoporla all’organo competente.

Altra misura per gli standard del lavoro  raccomandazioni. È una delibera con valore di raccomandazione, la

quale non è giuridicamente vincolante (gli stati sono esortati a tenere i comportamenti previsti dalla

raccomandazione). C’è un meccanismo di supervisione che consente di verificare che gli stati hanno adottato

delle misure conformi alle raccomandazioni.

ASSEMBLEA GENERALE ONU:

- Art. 10 (carta di San Francisco): può discutere qualsiasi argomento che rientri nei fini delle Nazione

Unite (pace e sicurezza, cooperazione tra gli stati, tutela dei diritti dell’uomo, sviluppare le relazioni

amichevoli).


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Mediazione linguistica e culturale
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silvias96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Valenti Mara.

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