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Capitolo Primo

IL FENOMENO DELLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

La Pace di Westfalia (1648) è comunemente riconosciuta non solo come primo

esempio di Relazione Internazionale, ma anche come data di inizio del Diritto

Internazionale.

Alla fine dell’epopea Napoleonica prima (Congresso di Vienna, 1815) ed al

disfacimento degli imperi centrali poi, seguì l’esigenza di promuovere forme di

Organizzazioni tendenti a garantire un assetto stabile alle Nazioni Europee. Questa

tendenza trovò il suo più genuino sbocco nel Concerto Europeo, cioè conferenze di

Stati che si tengono periodicamente (è questa la grande novità). Gli stati che

aderirono al Concerto hanno preventivamente accettato, almeno sulla carta, di evitare

conflitti!

Perché gli Stati decidono di dare vita ad un’Organizzazione Internazionale?

Perché il raggiungimento di un obiettivo è più agevole se in comune!

Dopo il Primo Conflitto Mondiale, l’esigenza di dare sempre maggiore stabilità porta

alla nascita della Società delle Nazioni (Trattato di Versailles, 1919) la prima vera

organizzazione a vocazione universale. L’obiettivo principale dell’organizzazione è il

perseguimento ed il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale; infatti,

intervenne diverse volte... Nel 1931, per esempio, quando il Giappone invase la Cina e

a metà degli anni ’30 quando l’Italia invase l’Etiopia.

La S.d.N. ebbe però vita breve e tormentata: incontrò delle prime difficoltà con

l’ingresso ed il successivo recesso della Germania (fortemente voluto dalla Francia),

ma smise ufficialmente di esistere alla ventunesima assemblea, nell’aprile del 1946...

Quando cioè il mondo aveva ormai una nuova Organizzazione Internazionale: l’ONU.

Infatti, all’indomani del Secondo Conflitto Mondiale, la Carta di San Francisco (25

Aprile 1945) decreta la nascita dell’Organizzazione Nazioni Unite, organizzazione a

carattere Universale e Generale.

Universale perché comprende la quasi totalità degli Stati (198)

- Generale perché si pone obiettivi a valenza generale

-

L’ONU si prefigge il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale (artt. 1 e

2 dello Statuto) nonché il rispetto e la salvaguardia dei diritti umani ed una

cooperazione internazionale.

L’ONU è un’organizzazione aperta a carattere universale, ma esistono altri tipi di

organizzazione:

ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE, sono organizzazioni che nascono

- per iniziativa privata e non in seguito ad un accordo intergovernativo. NON sono

dotate di soggettività internazionale, ma possono collaborare con le

Organizzazioni Intergovernative per raggiungere fini comuni e particolari.

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PSEUDO ORGANIZZAZIONI, sono organizzazioni che pur essendo nate in

- seguito ad accordi intergovernativi, NON sono dotate di personalità giuridica.

Esempi di Pseudo Organizzazioni sono:

1. CONFERENZA per la SICUREZZA e la COOPERAZIONE in EUROPA

(CSCE – OSCE) nata in seguito alla Conferenza di Helsinki del 1975 ha

fatto venir meno il bipolarismo tra USA ed URSS precedentemente

esistente ridimensionando il ruolo degli Stati Uniti in Europa. Si è poi

trasformata in Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in

Europa (OSCE) formata da 55 Stati Europei ed Extraeuropei (USA,

Canada, Giappone, Tailandia, Corea).

2. IL G8, nato come G7 nel 1975 riuniva sette Super Potenze (Stati Uniti,

Canada, Giappone, Francia, Italia, Gran Bretagna, Germania) per

discutere dei maggiori problemi del mondo. All’assemblea del 1994

tenutasi a Napoli, il G7 diventa G8 con l’ingresso della Russia!

3. IL GRUPPO dei 77, nato con la Carta d’Algeri nel 1961, riunisce i paesi

in via di sviluppo (all’epoca erano 77) e persegue un duplice obiettivo: il

non allineamento politico e la decolonizzazione.

Esistono poi delle agenzie specializzate (FAO – UNESCO – WTO) di cui le

Organizzazioni si servono per perseguire fini in particolari settori, così come esistono

Organizzazioni a carattere regionale che quindi si riferiscono ad un itinerario

geografico ristretto (Consiglio d’Europa – Unione Europea).

L’Organizzazione Internazionale è prima di tutto un Organo Istitutivo perché

dotato di un complesso apparato interno che ne specifica le competenze, garantendo il

raggiungimento dei fini preposti!

L’Atto Istitutivo costituisce l’anima dell’Organizzazione perché contiene le norme,

elenca le finalità e le competenze, specifica la struttura dell’Organizzazione. Assume

quindi il carattere di una vera e propria Costituzione. L’Atto Istitutivo è:

PERMANENTE

: Perché è sempre valido, cioè non ha limiti temporali

- STABILE ed INTEGRO : Perché è applicabile nei confronti di tutti i membri.

-

L’Entrata in Vigore, mediante manifestazione di volontà, non basta alla costituzione

dell’Ente: Occorre un’effettiva e materiale costituzione o costruzione di organi, uffici,

strutture e personale... Spesso si istituisce una vera e propria assemblea preparatoria.

PERSONALITÀ GIURIDICA:

Requisito minimo è L’IMPUTABILITÀ DEGLI ATTI ALLA STESSA ORGANIZZAZIONE e

non agli Stati membri. A differenza degli Stati che, infatti, acquistano personalità

giuridica nello stesso momento in cui nascono (Principio di Effettività), le O.I.

acquistano la personalità giuridica in presenza di altri elementi obiettivi e di

comportamenti giuridicamente rilevanti nell’Ordinamento Internazionale (conclusione

di accordi, assunzione di responsabilità ecc...).

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Capitolo Secondo

COMPETENZE E FUNZIONI DELLE

ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

Considerando la molteplicità e la complessità delle O.I. non è possibile prevedere,

tramite l’Atto Istitutivo, tutte le competenze da attribuire al singolo ente.

Ma, prendendo per esempio in considerazione l’art. 2 della Carta delle N.U. si evince

che l’ONU non può intervenire in questioni che appartengono alla competenza interna

di uno Stato (Domestic Jurisdiction) fermo restando quanto detto dal capitolo VII (che

riguarda la minaccia alla pace e alla sicurezza...)

Parliamo quindi di Poteri Impliciti dell’Ente, quei poteri cioè che si manifestano

ogniqualvolta se ne presenti la necessità all’uso. Secondo quanto afferma la Corte

Internazionale di Giustizia, questi poteri sono impliciti nel senso che, pur non essendo

espressamente enunciati nell’atto istitutivo, sono essenziali all’Ente per il

perseguimento dei fini!

La Dottrina distingue poi tre funzioni:

FUNZIONE NORMATIVA, che a sua volta si divide in:

1- FUNZIONE NORMATIVA INTERNA : Non è necessariamente prevista

dall’atto, ma da questo è facilmente desumibile. È la funzione che

permette all’OO.II. di auto-regolarsi ed auto-organizzarsi!

2- FUNZIONE NORMATIVA ESTERNA : Si manifesta tramite atti unilaterali

con altri Stati che si impongono nei confronti di tutti gli Stati Membri.

3- SOFT LAW

: Cioè raccomandazioni rivolte ai membri che, pur non avendo

valore giuridico, non prevedono cioè un obbligo nei confronti di terzi,

sono molto importanti perché costituiscono un autorevole invito a

comportarsi in un certo modo. La soft law può essere il preludio ad una

norma consuetudinaria!

FUNZIONE DI CONTROLLO

Si prevede una funzione di controllo allo scopo di verificare che il comportamento degli

Stati sia conforme agli obblighi assunti. Tale funzione è innanzi tutto possibile grazie

alla consuetudine dello Stato a comunicare periodicamente informazioni circa il proprio

operato all’organo addetto a tale controllo: si prevede per esempio l’obbligo di

presentare un rapporto periodico sull’attività svolta.

Allorquando queste informazioni non dovessero essere sufficienti, l’organo di Controllo

può richiedere direttamente agli Stati le notizie che reputa opportuno conoscere.

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Se nemmeno questo dovesse bastare, si passa ad una vera e propria commissione di

inchiesta durante la quale alcuni delegati si recano sul posto ad operare il controllo.

È anche previsto un controllo in seguito a denuncia da parte di terzi...

FUNZIONE GIURISDIZIONALE

Deriva dalla necessità di creare istituti ad hoc che operino come ‘tribunali’. L’esempio

per eccellenza è dato dalla Corte Internazionale di Giustizia che è tenuta a

controllare il comportamento degli Stati e ad evitare e giudicare eventuali

controversie.

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Capitolo Terzo

EVENTI MODIFICATIVI

DELLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

Abbiamo spiegato l’importanza dell’Atto Istitutivo. È chiaro che ogni piccola

modificazione dell’atto appare come uno degli aspetti più rilevanti del Diritto

Internazionale.

La dottrina distingue due tipologie di modificazioni:

EMENDAMENTO : Modifica di una parte dell’atto

- REVISIONE

: Sostituzione dell’atto vecchio con quello nuovo

-

La Convenzione sul Diritto dei Trattati (Vienna, 1969) ha attribuito all’emendamento la

duplice tipologia: parleremo quindi di emendamento sia per riferirci ad una modifica

parziale che totale.

Le norme che disciplinano l’emendamento devono soddisfare tre condizioni

minime:

1. Il processo deve essere semplice e non eccessivamente rigida

2. Nessun emendamento di fondamentale importanza può entrare in vigore con

l’opposizione di una larga maggioranza

3. Si può ricorrere all’emendamento solo in casi di stringente necessità!

Con queste condizioni possiamo ottenere il giusto equilibrio tra flessibilità e rigidità

dell’ordinamento!

Le clausole di adozione di emendamento possono seguire due princìpi:

PRINCIPIO DEL CONSENSO: Gli emendamenti adottati non sono vincolanti

- per gli Stati che non li hanno accettati per il principio secondo cui nessuno può

essere vincolato senza il proprio consenso

PRINCIPIO NORMATIVO: Gli emendamenti adottati sono vincolanti per tutti

- gli Stati, Erga Omnes.

I procedimenti di emendamento si dividono in:

PROCEDIMENTO ORGANICO (o Piccola Revisione): La volontà dell’Ente non è

- necessaria alla produzione dell’emendamento, ma deve sommarsi a quella degli

Stati membri.

PROCEDIMENTO ESTERNO: Le proposte di modificazione sono deliberate in

- ambito di un’Assemblea Generale degli Stati membri. Manca la partecipazione

dell’Ente (da qui il nome di procedimento esterno)

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LE CIRCOSTANZE CHE PROVOCANO L’EMENDAMENTO DEVONO ESSERE DUREVOLI E

DI PORTATA GENERALE, altrimenti si applicano i Poteri Impliciti.

LE FASI DELLA STIPULAZIONE DELL’EMENDAMENTO

LA PRESENTAZIONE

È attribuita al Potere di Iniziativa riconosciuto agli Stati e all’Ente; Esistono però dei

limiti al potere di iniziativa:

1- Ratione Temporis

: Nel caso in cui ci siano clausole temporali che non

prevedono emendamento prima che un determinato periodo di tempo sia

passato;

2- Ratione Materiae

: Nel caso in cui ci siano clausole che non prevedono

emendamento per particolari argomenti;

3- Ratione Personae

: Nel caso in cui la competenza dei membri non sia

sufficiente.

L’ADOZIONE

Le parti manifestano la volontà di considerarsi vincolati al nuovo precetto. La Prassi ha

attribuito alla maggioranza dei 2/3 il potere di emendare il trattato;

L’ENTRATA IN VIGORE

Il trattato emendato entra in vigore mediante la ratifica.

1- Ratifica in forma Solenne : Fase preliminare di consultazione fra Stati, poi la

firma;

2- Ratifica in forma Semplificata : La sola firma vale come manifestazione del

consenso.

L’EFFICACIA

In deroga ai princìpi generali di Diritto Internazionale, la modifica di un atto comporta

obblighi Erga Omnes. Alcuni Stati potrebbero però affidarsi al diritto di Recesso, in

base al principio Rebus Sic Stantibus.

4 IPOTESI DI MUTAMENTI DI STATO

1- SMEMBRAMENTO: Quando un mutamento di Governo comporta uno

Smembramento del Territorio, c’è un mutamento nell’identità dello Stato. Si

estingue la soggettività perché coesistono due Stati. Occorre quindi un processo

di ammissione (eccezione storica: Bielorussia ed Ucraina hanno contato sul

consenso dei membri dell’ONU);

2- DISTACCO: Lo Stato non perde soggettività perché c’è continuità tra il vecchio

ed il nuovo Stato;

3- INCORPORAZIONE: Uno Stato estende il proprio Governo sul territorio di un

altro Stato per il Principio di Continuità;

4- FUSIONE: Non c’è continuità perché due Stati si fondono e ne formano uno

nuovo.

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Capitolo Quarto

LO STATUS DI MEMBRO

NELLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

Lo status di Membro è il vincolo che unisce un gruppo di Stati in una comunanza e

solidarietà di interessi.

Ogni soggetto che partecipa ad un accordo, diventa destinatario delle norme in esso

contenute. così che si realizza, per via generale, l’acquisto dello status. Esiste però

È

una diversificazione:

MEMBRO FONDATORE: Lo Stato che partecipa all’atto istitutivo ed alla successiva

ratifica diviene automaticamente membro dell’ente, pur non avendo gli eventuali

requisiti necessari all’ingresso. Quindi, solo per il fatto di aver partecipato alla

formazione dell’atto assume tale status.

MEMBRO ADERENTE: Lo Stato che, essendo in possesso dei requisiti necessari

previsti nella clausola di adesione dell’atto istitutivo, entra a far parte dell’Ente. Non è

necessaria l’approvazione degli altri membri perché questi hanno tacitamente

acconsentito all’ingresso di membri esterni tramite l’approvazione dell’atto istitutivo (e

della clausola di adesione in esso contenuta)

MEMBRO AMMESSO: Lo Stato che, essendo in possesso dei requisiti necessari

all’adesione, volesse entrare a far parte dell’Ente non può farlo sino all’approvazione

degli altri membri. Infatti, lo Stato presenta agli altri membri la propria candidatura e

gli altri membri, una volta verificati i requisiti, decidono se ammetterlo o no. È tutto a

discrezione dei membri!

MEMBRO PRIVILEGIATO: Nel Diritto Internazionale vige il principio di eguaglianza.

Infatti tutti gli organi all’interno della Comunità Internazionale sono a livello paritario.

Tuttavia esistono membri dotati di particolari privilegi:

1- PRIVILEGIO DI DIRITTO : è lo status attribuito ai Membri Permanenti del

Consiglio di Sicurezza delle N.U. (Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Cina e

Russia) che sono dotati del Diritto di Veto. Tale situazione deriva dalla

particolare condizione che essi rivestono: è indubbio infatti il fondamentale

ruolo che assumono nel processo decisionale, rispondendo al principio della

Diversa Potenza Politica.

2- PRIVILEGIO DI FATTO : è lo status attribuito allo scopo di consentire una più

attiva partecipazione dei membri che hanno particolarmente sviluppato quel

campo di attività che coincide con gli scopi dell’Ente.

ASSOCIAZIONI

Sono entità che non possono considerarsi veri e propri Soggetti di Diritto

Internazionale. Il Membro Associato si inserisce nell’ordinamento dell’Ente, ma con

poteri ridotti: la sua è una Partecipazione Limitata, non ha il Diritto di Voto, non

può essere eletto e non può entrare nell’Esecutivo!

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Il comportamento dello Stato contrario agli obblighi assunti determina l’applicazione,

nei suoi confronti, di particolari sanzioni.

LA SOSPENSIONE

Un organo competente, prevede la sospensione cioè il congelamento di tutti i diritti di

cui il membro è dotato. Pur restando titolare di tali diritti, il membro non può

esercitarli (per esempio il diritto di voto). Resta invece vincolato agli obblighi! La

persistente violazione degli obblighi porta alla perdita dello status.

PERDITA DELLO STATUS

Si manifesta attraverso un atto volontario del soggetto, ma può essere anche effetto

di determinati atti giuridici:

Per la non accettazione degli Emendamenti;

- Per volontà dell’Ente: ESPULSIONE dovuta a persistente violazione degli

- obblighi;

Per volontà del Soggetto: RECESSO che è la manifestazione di volontà alla

- quale l’ordinamento dell’Ente attribuisce il potere di estinguere ogni rapporto tra

lo Stato e l’Ente (indipendentemente dalla volontà di quest’ultimo). Anche se il

recesso non è previsto dall’atto istitutivo esiste ugualmente perché nessuno può

obbligare uno Stato sovrano a far parte di un’organizzazione (secondo il

principio del Rebus Sic Stantibus).

RIAMMISSIONE

Non può ignorarsi l’ipotesi di un possibile riacquisto dello status attraverso una

riammissione del soggetto all’ente.

È previsto un procedimento di riammissione, ma la prassi preferisce procedure

semplificate... (il caso della Siria: In seguito alla formazione della RAU la Siria perse lo

status che venne acquistato dal nuovo soggetto. Nel 1961 però, in seguito alla

secessione della RAU, la Siria riacquistò lo status di membro dell’ONU.)

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Capitolo Quinto

LA STRUTTURA

DELLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

Le OO.II. intese come Organi Istituzionali necessitano di una struttura che ne

determini un’organizzazione interna per il raggiungimento dei fini preposti. Deve

quindi essere dotata di un complesso di organi.

La Struttura gode di una sufficiente autonomia rispetto agli Stati Membri

singolarmente considerati. Gode anche del Principio dell’Autonomia Organizzativa: La

struttura si adatta in base alle esigenze che si presentano nel tempo!

Generalmente la Struttura risponde ad un’importante esigenza: Contemperare gli

interessi degli Stati e ridurre al minimo il sacrificio della perdita di sovranità (perché

sappiamo bene che nel momento in cui uno Stato aderisce ad un’Organizzazione,

trasferisce le competenze, cioè rinuncia ad una fetta della propria sovranità).

La prassi rivela, nella maggior parte dei casi, una Struttura Tripartita:

ASSEMBLEA: Comprende la totalità degli Stati membri. A questo organo non

- può ovviamente competere la gestione operativa, vista l’enorme quantità di

membri che ne fanno parte. L’atto istitutivo indica la frequenza con cui riunirsi:

le sessioni ordinarie hanno generalmente luogo una volta all’anno. Ma non si

escludono sessioni straordinarie, quando le circostante lo richiedono.

L’Assembla si articola in diverse commissioni, ciascuna competente per

determinate materie. Il meccanismo di voto muove dal principio di uguaglianza

(ONE STATE, ONE VOTE);

CONSIGLIO: Comprende un numero ristretto di Stati cui competono funzioni

- esecutive ed attuative. I membri sono scelti sia in base al loro peso politico, sia

in base alla loro posizione geografica. Generalmente l’organo esecutivo è unico:

nulla esclude però la ripartizione in più organi (vedi ONU: Consiglio di Sicurezza

- Consiglio Economico e Sociale – Consiglio di Amministrazione Fiduciaria);

SEGRETARIATO: È l’organo ‘pratico’: composto da tutto l’apparato

- burocratico, uffici, dipendenti... Svolge un ruolo di tramite fra l’Organizzazione e

gli Stati membri. Il Segretario Generale è normalmente nominato

dall’Assemblea Generale. Egli è a capo dell’apparato burocratico, assume

rilevanti funzioni politiche, può incidere sull’indirizzo dell’Ente ed è

completamente svincolato dal Mandato dello Stato di appartenenza.

A questa generale struttura tripartita, si accompagna a volte un Organo con funzioni

giurisdizionali per la soluzione delle controversie (la C.I.G. è un caso esemplare).

TRIBUNALI AMMINISTRATIVI

I Tribunali Amministrativi sono giurisdizioni speciali istituite per giudicare le

controversie che possono sorgere tra l’Ente ed i suoi funzionari. Tali tribunali sono

completamente indipendenti da ogni organo giuridico nazionale.

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ORGANI SUSSIDIARI

Tutte le O.I. si avvalgono di numerosi Organi Sussidiari, siano essi temporanei o

permanenti, necessari allo svolgimento delle attività istituzionali. Il potere di costituire

organi sussidiari è implicito in base al Principio dell’Autonomia Organizzativa: La

struttura si adatta in base alle esigenze che si presentano nel tempo!

Le funzioni esercitate dagli organi sussidiari possono riguardare uno studio

approfondito di una tematica specifica, per esempio, o anche la soluzione pacifica delle

controversie, conciliazione, mediazione, arbitrato...

COMMISSIONE DELL’UNIONE EUROPEA

Ha tanti poteri essendo un’Organizzazione di Integrazione e quindi tende a ridurre la

presenza degli Stati a favore dell’Integrazione.

CONSIGLIO D’EUROPA

Dà l’impulso necessario allo sviluppo dell’Unione e ne delinea gli orientamenti politici

generali. Agendo fuori dalla Comunità Europea, il Consiglio sfugge al controllo della

Corte di Giustizia.

CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA

È un organo composto dai rappresentanti dei Governi degli Stati Membri. Le sue

riunioni terminano con procedure per la formazione di atti ed adotta le linee guida del

Consiglio d’Europa. È controllato dal Sindacato Giurisdizionale.

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Sara F

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Guarino Giancarlo.

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