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Se nemmeno questo dovesse bastare, si passa ad una vera e propria commissione di

inchiesta durante la quale alcuni delegati si recano sul posto ad operare il controllo.

È anche previsto un controllo in seguito a denuncia da parte di terzi...

FUNZIONE GIURISDIZIONALE

Deriva dalla necessità di creare istituti ad hoc che operino come ‘tribunali’. L’esempio

per eccellenza è dato dalla Corte Internazionale di Giustizia che è tenuta a

controllare il comportamento degli Stati e ad evitare e giudicare eventuali

controversie.

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Capitolo Terzo

EVENTI MODIFICATIVI

DELLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

Abbiamo spiegato l’importanza dell’Atto Istitutivo. È chiaro che ogni piccola

modificazione dell’atto appare come uno degli aspetti più rilevanti del Diritto

Internazionale.

La dottrina distingue due tipologie di modificazioni:

EMENDAMENTO : Modifica di una parte dell’atto

- REVISIONE

: Sostituzione dell’atto vecchio con quello nuovo

-

La Convenzione sul Diritto dei Trattati (Vienna, 1969) ha attribuito all’emendamento la

duplice tipologia: parleremo quindi di emendamento sia per riferirci ad una modifica

parziale che totale.

Le norme che disciplinano l’emendamento devono soddisfare tre condizioni

minime:

1. Il processo deve essere semplice e non eccessivamente rigida

2. Nessun emendamento di fondamentale importanza può entrare in vigore con

l’opposizione di una larga maggioranza

3. Si può ricorrere all’emendamento solo in casi di stringente necessità!

Con queste condizioni possiamo ottenere il giusto equilibrio tra flessibilità e rigidità

dell’ordinamento!

Le clausole di adozione di emendamento possono seguire due princìpi:

PRINCIPIO DEL CONSENSO: Gli emendamenti adottati non sono vincolanti

- per gli Stati che non li hanno accettati per il principio secondo cui nessuno può

essere vincolato senza il proprio consenso

PRINCIPIO NORMATIVO: Gli emendamenti adottati sono vincolanti per tutti

- gli Stati, Erga Omnes.

I procedimenti di emendamento si dividono in:

PROCEDIMENTO ORGANICO (o Piccola Revisione): La volontà dell’Ente non è

- necessaria alla produzione dell’emendamento, ma deve sommarsi a quella degli

Stati membri.

PROCEDIMENTO ESTERNO: Le proposte di modificazione sono deliberate in

- ambito di un’Assemblea Generale degli Stati membri. Manca la partecipazione

dell’Ente (da qui il nome di procedimento esterno)

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LE CIRCOSTANZE CHE PROVOCANO L’EMENDAMENTO DEVONO ESSERE DUREVOLI E

DI PORTATA GENERALE, altrimenti si applicano i Poteri Impliciti.

LE FASI DELLA STIPULAZIONE DELL’EMENDAMENTO

LA PRESENTAZIONE

È attribuita al Potere di Iniziativa riconosciuto agli Stati e all’Ente; Esistono però dei

limiti al potere di iniziativa:

1- Ratione Temporis

: Nel caso in cui ci siano clausole temporali che non

prevedono emendamento prima che un determinato periodo di tempo sia

passato;

2- Ratione Materiae

: Nel caso in cui ci siano clausole che non prevedono

emendamento per particolari argomenti;

3- Ratione Personae

: Nel caso in cui la competenza dei membri non sia

sufficiente.

L’ADOZIONE

Le parti manifestano la volontà di considerarsi vincolati al nuovo precetto. La Prassi ha

attribuito alla maggioranza dei 2/3 il potere di emendare il trattato;

L’ENTRATA IN VIGORE

Il trattato emendato entra in vigore mediante la ratifica.

1- Ratifica in forma Solenne : Fase preliminare di consultazione fra Stati, poi la

firma;

2- Ratifica in forma Semplificata : La sola firma vale come manifestazione del

consenso.

L’EFFICACIA

In deroga ai princìpi generali di Diritto Internazionale, la modifica di un atto comporta

obblighi Erga Omnes. Alcuni Stati potrebbero però affidarsi al diritto di Recesso, in

base al principio Rebus Sic Stantibus.

4 IPOTESI DI MUTAMENTI DI STATO

1- SMEMBRAMENTO: Quando un mutamento di Governo comporta uno

Smembramento del Territorio, c’è un mutamento nell’identità dello Stato. Si

estingue la soggettività perché coesistono due Stati. Occorre quindi un processo

di ammissione (eccezione storica: Bielorussia ed Ucraina hanno contato sul

consenso dei membri dell’ONU);

2- DISTACCO: Lo Stato non perde soggettività perché c’è continuità tra il vecchio

ed il nuovo Stato;

3- INCORPORAZIONE: Uno Stato estende il proprio Governo sul territorio di un

altro Stato per il Principio di Continuità;

4- FUSIONE: Non c’è continuità perché due Stati si fondono e ne formano uno

nuovo.

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Capitolo Quarto

LO STATUS DI MEMBRO

NELLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

Lo status di Membro è il vincolo che unisce un gruppo di Stati in una comunanza e

solidarietà di interessi.

Ogni soggetto che partecipa ad un accordo, diventa destinatario delle norme in esso

contenute. così che si realizza, per via generale, l’acquisto dello status. Esiste però

È

una diversificazione:

MEMBRO FONDATORE: Lo Stato che partecipa all’atto istitutivo ed alla successiva

ratifica diviene automaticamente membro dell’ente, pur non avendo gli eventuali

requisiti necessari all’ingresso. Quindi, solo per il fatto di aver partecipato alla

formazione dell’atto assume tale status.

MEMBRO ADERENTE: Lo Stato che, essendo in possesso dei requisiti necessari

previsti nella clausola di adesione dell’atto istitutivo, entra a far parte dell’Ente. Non è

necessaria l’approvazione degli altri membri perché questi hanno tacitamente

acconsentito all’ingresso di membri esterni tramite l’approvazione dell’atto istitutivo (e

della clausola di adesione in esso contenuta)

MEMBRO AMMESSO: Lo Stato che, essendo in possesso dei requisiti necessari

all’adesione, volesse entrare a far parte dell’Ente non può farlo sino all’approvazione

degli altri membri. Infatti, lo Stato presenta agli altri membri la propria candidatura e

gli altri membri, una volta verificati i requisiti, decidono se ammetterlo o no. È tutto a

discrezione dei membri!

MEMBRO PRIVILEGIATO: Nel Diritto Internazionale vige il principio di eguaglianza.

Infatti tutti gli organi all’interno della Comunità Internazionale sono a livello paritario.

Tuttavia esistono membri dotati di particolari privilegi:

1- PRIVILEGIO DI DIRITTO : è lo status attribuito ai Membri Permanenti del

Consiglio di Sicurezza delle N.U. (Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Cina e

Russia) che sono dotati del Diritto di Veto. Tale situazione deriva dalla

particolare condizione che essi rivestono: è indubbio infatti il fondamentale

ruolo che assumono nel processo decisionale, rispondendo al principio della

Diversa Potenza Politica.

2- PRIVILEGIO DI FATTO : è lo status attribuito allo scopo di consentire una più

attiva partecipazione dei membri che hanno particolarmente sviluppato quel

campo di attività che coincide con gli scopi dell’Ente.

ASSOCIAZIONI

Sono entità che non possono considerarsi veri e propri Soggetti di Diritto

Internazionale. Il Membro Associato si inserisce nell’ordinamento dell’Ente, ma con

poteri ridotti: la sua è una Partecipazione Limitata, non ha il Diritto di Voto, non

può essere eletto e non può entrare nell’Esecutivo!

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Il comportamento dello Stato contrario agli obblighi assunti determina l’applicazione,

nei suoi confronti, di particolari sanzioni.

LA SOSPENSIONE

Un organo competente, prevede la sospensione cioè il congelamento di tutti i diritti di

cui il membro è dotato. Pur restando titolare di tali diritti, il membro non può

esercitarli (per esempio il diritto di voto). Resta invece vincolato agli obblighi! La

persistente violazione degli obblighi porta alla perdita dello status.

PERDITA DELLO STATUS

Si manifesta attraverso un atto volontario del soggetto, ma può essere anche effetto

di determinati atti giuridici:

Per la non accettazione degli Emendamenti;

- Per volontà dell’Ente: ESPULSIONE dovuta a persistente violazione degli

- obblighi;

Per volontà del Soggetto: RECESSO che è la manifestazione di volontà alla

- quale l’ordinamento dell’Ente attribuisce il potere di estinguere ogni rapporto tra

lo Stato e l’Ente (indipendentemente dalla volontà di quest’ultimo). Anche se il

recesso non è previsto dall’atto istitutivo esiste ugualmente perché nessuno può

obbligare uno Stato sovrano a far parte di un’organizzazione (secondo il

principio del Rebus Sic Stantibus).

RIAMMISSIONE

Non può ignorarsi l’ipotesi di un possibile riacquisto dello status attraverso una

riammissione del soggetto all’ente.

È previsto un procedimento di riammissione, ma la prassi preferisce procedure

semplificate... (il caso della Siria: In seguito alla formazione della RAU la Siria perse lo

status che venne acquistato dal nuovo soggetto. Nel 1961 però, in seguito alla

secessione della RAU, la Siria riacquistò lo status di membro dell’ONU.)

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Capitolo Quinto

LA STRUTTURA

DELLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

Le OO.II. intese come Organi Istituzionali necessitano di una struttura che ne

determini un’organizzazione interna per il raggiungimento dei fini preposti. Deve

quindi essere dotata di un complesso di organi.

La Struttura gode di una sufficiente autonomia rispetto agli Stati Membri

singolarmente considerati. Gode anche del Principio dell’Autonomia Organizzativa: La

struttura si adatta in base alle esigenze che si presentano nel tempo!

Generalmente la Struttura risponde ad un’importante esigenza: Contemperare gli

interessi degli Stati e ridurre al minimo il sacrificio della perdita di sovranità (perché

sappiamo bene che nel momento in cui uno Stato aderisce ad un’Organizzazione,

trasferisce le competenze, cioè rinuncia ad una fetta della propria sovranità).

La prassi rivela, nella maggior parte dei casi, una Struttura Tripartita:

ASSEMBLEA: Comprende la totalità degli Stati membri. A questo organo non

- può ovviamente competere la gestione operativa, vista l’enorme quantità di

membri che ne fanno parte. L’atto istitutivo indica la frequenza con cui riunirsi:

le sessioni ordinarie hanno generalmente luogo una volta all’anno. Ma non si

escludono sessioni straordinarie, quando le circostante lo richiedono.

L’Assembla si articola in diverse commissioni, ciascuna competente per

determinate materie. Il meccanismo di voto muove dal principio di uguaglianza

(ONE STATE, ONE VOTE);

CONSIGLIO: Comprende un numero ristretto di Stati cui competono funzioni

- esecutive ed attuative. I membri sono scelti sia in base al loro peso politico, sia

in base alla loro posizione geografica. Generalmente l’organo esecutivo è unico:

nulla esclude però la ripartizione in più organi (vedi ONU: Consiglio di Sicurezza

- Consiglio Economico e Sociale – Consiglio di Amministrazione Fiduciaria);

SEGRETARIATO: È l’organo ‘pratico’: composto da tutto l’apparato

- burocratico, uffici, dipendenti... Svolge un ruolo di tramite fra l’Organizzazione e

gli Stati membri. Il Segretario Generale è normalmente nominato

dall’Assemblea Generale. Egli è a capo dell’apparato burocratico, assume

rilevanti funzioni politiche, può incidere sull’indirizzo dell’Ente ed è

completamente svincolato dal Mandato dello Stato di appartenenza.

A questa generale struttura tripartita, si accompagna a volte un Organo con funzioni

giurisdizionali per la soluzione delle controversie (la C.I.G. è un caso esemplare).

TRIBUNALI AMMINISTRATIVI

I Tribunali Amministrativi sono giurisdizioni speciali istituite per giudicare le

controversie che possono sorgere tra l’Ente ed i suoi funzionari. Tali tribunali sono

completamente indipendenti da ogni organo giuridico nazionale.

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ORGANI SUSSIDIARI

Tutte le O.I. si avvalgono di numerosi Organi Sussidiari, siano essi temporanei o

permanenti, necessari allo svolgimento delle attività istituzionali. Il potere di costituire

organi sussidiari è implicito in base al Principio dell’Autonomia Organizzativa: La

struttura si adatta in base alle esigenze che si presentano nel tempo!

Le funzioni esercitate dagli organi sussidiari possono riguardare uno studio

approfondito di una tematica specifica, per esempio, o anche la soluzione pacifica delle

controversie, conciliazione, mediazione, arbitrato...

COMMISSIONE DELL’UNIONE EUROPEA

Ha tanti poteri essendo un’Organizzazione di Integrazione e quindi tende a ridurre la

presenza degli Stati a favore dell’Integrazione.

CONSIGLIO D’EUROPA

Dà l’impulso necessario allo sviluppo dell’Unione e ne delinea gli orientamenti politici

generali. Agendo fuori dalla Comunità Europea, il Consiglio sfugge al controllo della

Corte di Giustizia.

CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA

È un organo composto dai rappresentanti dei Governi degli Stati Membri. Le sue

riunioni terminano con procedure per la formazione di atti ed adotta le linee guida del

Consiglio d’Europa. È controllato dal Sindacato Giurisdizionale.

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Capitolo Sesto

L’ORDINAMENTO DELLE

ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

Le OO.II. nel momento stesso in cui cominciano ad esistere hanno bisogno di un

complesso di norme interne che disciplini il funzionamento dei diversi organi, le loro

competenze, le procedure da seguire... Tale ordinamento interno è innanzi tutto dato

dall’Atto Istitutivo!

Il diritto interno delle O.I. si distingue dal Diritto Internazionale e dal Diritto Interno

degli Stati nel momento in cui l’Ente inizia ad esercitare le sue funzioni, in ordine al

Principio di Piena Autonomia! Il rapporto tra funzionari ed Ente è disciplinato dal

Diritto Interno.

L’Atto Istitutivo è la manifestazione della volontà, contenuta in un testo scritto, in

cui vengono poste in essere le regole di condotta destinate a tutti i membri.

L’Atto Istitutivo non può contenere tutte le norme per il funzionamento dell’Ente e

quindi è necessario che sia integrato da Regolamenti, che hanno un potere

normativo.

REGOLAMENTI

Disciplinano: - I rapporti tra funzionari ed agenti;

- I rapporti finanziari;

- I rapporti interni ai singoli organi.

RISOLUZIONI

Sono gli atti con cui l’Organizzazione tende ad indurre gli Stati a mantenere un

determinato comportamento. Indica quindi una presa di posizione che pur non

essendo vincolante, assume un ruolo determinante nei processi di produzione

normativa internazionale.

DICHIARAZIONI

Esempio di Soft Law che formano l’Opinio Juris. Possono trarre obbligatorietà da altre

fonti, come norme consuetudinarie codificate o principi generali di diritto.

DECISIONI

Obbligano tutti gli Stati. Sono un atto vincolante con effetti obbligatori immediati!

RACCOMANDAZIONI

Atti che contengono un invito ad adottare particolari comportamenti. Pur non essendo

vincolanti, sono estremamente importanti perché vanno a formare la reputazione a

livello internazionale la quale è determinante per eventuali accordi futuri. Hanno

quindi un elevato peso politico.

La raccomandazione produce l’EFFETTO LEICITA’: Non commette illecito lo Stato

che seguendo la raccomandazione ha operato un comportamento contrario

all’accordo.

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LA FORMAZIONE DELLA VOLONTÀ

La volontà dell’Ente si forma necessariamente con più organi e ciascuno deve seguire

un particolare procedimento per manifestare la propria volontà, che si concretizza nel

risultato finale!

PRINCIPIO DI UNANIMITÀ

Soddisfa l’esigenza di uguaglianza sovrana degli Stati ed il Principio della

Volontarietà. Tuttavia rischia di paralizzare l’azione.

Sono stati quindi introdotti dei correttivi:

- limitare l’uso dell’unanimità alle decisioni di maggior rilievo

- applicare il principio di astensione

MAGGIORANZA

il processo decisionale più agevole perché la decisione soggettiva prescinde da quella

È

individuale. Risponde quindi ad esigenze di funzionalità.

Si calcola in base al numero dei membri dell’organo, in base al numero dei membri

aventi diritto al voto ed in base al numero dei membri presenti e votanti. Quindi il

numero può variare molto facilmente!

VOTO PONDERATO

La regola del ONE STATE, ONE VOTE risulta essere lo sbocco più genuino della Società

Paritaria delle O.I. È tuttavia chiaro che non è sempre applicabile, soprattutto tenendo

conto per esempio del fatto che alcuni Stati hanno un territorio geografico vastissimo

ed altri invece piccolissimo. Per non parlare del diverso peso politico che uno Stato

assume rispetto ad un altro...

Per tutti questi motivi si deve parlare di Voto Ponderato, che indica un voto al

quale viene applicato un peso diverso a seconda del soggetto a cui viene attribuito

(es: nel Consiglio di Sicurezza ONU c’è il voto ponderato).

CONSENSUS

Ricorrere ad una votazione e scegliere ogni volta una diversa modalità per attribuire la

volontà può essere scomodo. Per questo si tende ad adottare il Principio del

Consenso: Il Presidente della riunione ritiene che la decisione possa essere adottata

“se non vi sono opinioni contrarie”. Il consenso cioè è tacito, attribuendo al silenzio

un’implicita volontà (chi tace, acconsente!).

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Capitolo Settimo

I FUNZIONARI DELLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

Parlando di OO.II. occorre definire e regolare il ruolo del personale da queste

utilizzato per esercitare le funzioni che sono chiamate ad esplicare. L’Ente quindi deve

dotarsi di organi ed uffici attraverso cui poter agire e che questi ultimi devono essere

sottratti all’influenza sia degli Stati membri sia dell’Ente.

I Funzionari quindi sono i dipendenti dell’O.I. ed il loro rapporto con l’Ente è

disciplinato dal Diritto Interno. La dottrina distingue due tipologie di funzionari:

AGENTI INTERNAZIONALI: Legati dal rapporto fiduciario, si pongono ad un

- alto livello gerarchico per il ruolo che ricoprono e che rivestono esclusivamente

al raggiungimento dei fini preposti.

FUNZIONARI INTERNAZIONALI: Gestiscono un interesse collettivo e non

- particolare. Il loro rapporto con l’Ente è disciplinato da un Contratto di

Assunzione stabilito in base alle norme dell’Organizzazione. Le principali

caratteristiche sono:

- Indipendenza delle loro funzioni rispetto agli Stati membri

- Incompatibilità delle Cariche

Altre teorie pongono invece l’Agente come una categoria molto ampia nella quale

rientrerebbe anche la species Funzionario.

Ad ogni modo, le due categorie hanno caratteristiche comuni:

Accordo istitutivo che ne disciplina il rapporto con l’Ente;

- L’Organizzazione attribuisce le funzioni ai funzionari in base agli obiettivi da

- raggiungere;

L’attività deve avere il carattere di Esclusività (esclusivo è l’interesse

- dell’Organizzazione).

L’ACQUISTO DELLO STATUS

Per assumere lo status di Funzionario è necessario soddisfare le condizioni richieste da

ciascun Ente. Condizioni che possono variare di Ente in Ente.

È però possibile classificare i requisiti in:

CONDIZIONI FISSE : Nazionalità, godimento di diritti civili e politici, posizione

- nei confronti di obblighi militari, attitudine fisica, garanzie morali, limiti d’età...

CONDIZIONI VARIABILI : Capacità tecniche, competenze, esperienze

- professionali, titoli di studio, conoscenze linguistiche...

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Sara F

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Guarino Giancarlo.

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