ORGANIZZAZIONE DEI PROCESSI
ASSISTENZIALI
Quali competenze per un infermiere?
Garantire la presa in carico di pazienti sempre più complessi
Prevedere e dare priorità, risolvere,
DEFINIRE OBIETTIVI
personalizzare con elevate E PRIORITA'
competenze metodologiche
Applicare le evidenze scientifiche
Autovalutarsi ed aggiornarsi
ORGANIZZARE LE VALUTARE I
ANALIZZARE LA CURE RISULTATI
SITUAZIONE INFERMIERISTICH
Essere responsabile dell’assistenza e
E
dei risultati
Integrarsi e collaborare
Essere capace di supervisione e di
PIANIFICARE E REALIZZARE
LE ATTIVITA' ASSISTENZIALI
delega
LA COMPETENZA INFERMIRSITICA AVANZATA
“La pratica infermieristica avanzata si realizza attraverso l’esperienza clinica e percorsi di formazione
avanzata (master in infermieristica o dottorati), che consentono agli infermieri di acquisire abilità e
conoscenze specialistiche superiori, ma anche di estendere le loro competenze cliniche, attraverso lo
sviluppo di capacità di ragionamento e di gestione dei problemi di assistenza ad elevata complessità”.
COMMA 566 (LEGGE 190/2014)
- Cure primarie e servizi territoriali/distrettuali
- Area intensiva e dell’emergenza/urgenza
- Area medica
- Area chirurgica
- Area neonatologica e pediatrica
- Area della salute mentale e delle dipendenze
AREE DI COMPETENZE E DOMINI DELL’INFERMIERE
1. Ruolo di aiuto
2. Funzione di insegnamento/coaching
3. Funzione diagnostica e di monitoraggio
4. Gestione efficace di situazioni instabili
5. Somministrazione e monitoraggio di interventi e trattamenti terapeutici
6. Monitoraggio e qualità delle attività assistenziali
7. Competenze organizzative e legate al ruolo
LA COMPETENZA ORGANIZZATIVA
- Identifica le risorse dell’organizzazione e le utilizza con criteri costo/efficacia
- Riconosce il modello di erogazione di assistenza infermieristica adottato nel contesto e
contribuisce al suo miglioramento
- Gestisce i tempi di lavoro
- Definisce le priorità dei bisogni dei pazienti e dell’assistenza
- Coordina, supervisiona il personale di supporto e ne affida le attività
- Utilizza strumenti di lavoro
- Lavora in gruppo
- Assume responsabilità e condivide le decisioni infermieristiche
COME SVILUPPARLA:
Lezioni teoriche
Tirocinio
Elaborato
Esperienza
Laboratorio
COMPETENZE ORGANIZZATIVE: 5 LIVELLI
Infermiere (anche con Master Clinico) che gestisce le risorse per assicurare prestazioni
assistenziali di qualità ed in linea con le evidenze, ad uno specifico gruppo di pazienti;
Middle management - competenze manageriale intermedia a cui si riferiscono i ruoli di
coordinamento attuali (caposala- coordinatori);
Upper nursing management - esprime il vertice di una struttura organizzativa complessa, quali
i dipartimenti;
Top manager - direttore di un servizio infermieristico aziendale;
Posizioni raggiunte da alcuni infermieri a livello di Ministero della Salute, a livello Regionale
dove si discutono ed elaborano le politiche sanitarie.
CONSEGNE La Consegna fra turni è un importante processo di
compartecipazione delle informazioni per accertare e
INFERMIERISTICHE mantenere continuità della qualità nell’assistenza al
paziente. Deve garantire gli standard di pratica legali e
professionali.
80 % degli errori è legato ad una comunicazione inefficace al momento del passaggio di consegne
“Lo scambio di consegne infermieristiche, che di solito avviene nel cambio turno, è sempre stato una
parte importante del processo di comunicazione, fornendo una direzione e un focus per l’inizio del turno
successivo e aiutando a mantenere la continuità del percorso di cura”
SCOPI
MIGLIORARE
- la sicurezza del paziente
- il flusso del lavoro
- la qualità delle cure
QUANDO AVVIENE?
Durante TUTTO il percorso assistenziale
- Al cambio turno
- Negli scambi interdisciplinari
- Nei trasferimenti da una unità ad un’altra, nella dimissione per il territorio
- In situazioni di interruzione dal servizio (pausa)
- informazioni è trasferita la RESPONSABILITA’ del paziente e garantita la sua SICUREZZA
LE CONSEGNE SCRITTE /VERBALI POSSONO ESSERE
- Incomplete
- Inaccurate
- Di durata non sostenibile dalle organizzazioni
PROBLEMI
- Fattori individuali
- Fattori personali
- Fattori organizzativi
Le consegne infermieristiche hanno funzione
- Di assicurare continuità assistenziale e presa in carico dei pazienti
- Comunicativa
- Di facilitare i neoassunti nella socializzazione al lavoro (si crea un contesto di condivisone di
emozioni, sentimenti, vissuti)
- Di debriefing (eventi stressanti)
- Di sicurezza
TIPOLOGIE
- Consegne scritte
- Consegne tradizionali o verbali
- Consegne al letto del paziente
- Consegna MISTE
TEMPO DEDICATO: Il tempo varia in funzione
- Della modalità utilizzata (scritta, verbale o combinata),
- Del contesto (in luogo appartato o al letto del paziente)
- Del numero di pazienti su cui comunicare e sul numero di nuovi pazienti
- Del livello di formazione ed esperienza del gruppo infermieristico
- Del momento della giornata
- Dei modelli organizzativi in uso
CONSEGNE AL LETTO DEL PAZIENTE In cui le informazioni sono condivise al capezzale
del paziente con gli infermieri del turno seguente
CONSEGNE CON RELAZIONE SCRITTA Che consistono in una revisione delle informazioni
documentate, senza possibilità di discussione
faccia a faccia
CONSEGNE REGISTRATE SU CASSETTA In cui gli infermieri in turno registrano su di un
nastro le informazioni da trasmettere. Esso viene
poi ascoltato dai colleghi del turno successivo, nel
momento dello scambio di consegne
MODALITA’
CONSEGNE VERBALI: in cui lo scambio di consegne viene trasmesso solamente a voce,
lasciando all’infermiere che le riceve la decisione di trascrivere le informazioni ricevute o meno
LINEE GUIDA: lo scambio d’informazioni viene guidato da una griglia da compilare o da una
checklist che indica all’infermiere l’ordine e le informazioni più importanti da dare e ricevere
Permettono di coinvolgere la Necessitano di una
persona nelle cu re gestione accurata della
riservatezza dei dati
Sviluppano la relazione utente-
infermiere Non tutte le persone
desiderano partecipare
Migliorano la soddisfazione sia alla consegna al letto
dell’utente c he del g r u p p o di
lavoro La terminologia usata dagli
infermieri p uò creare
Rispondono al bisogno di confusione o
informazione dell’utente preoccupazione
CONSEGNE AL LETTO DEL PAZIENTE Permettono all’utente di esprimere Possibili deficit
le proprie abitudini e preferenze comunicativi
per u na gestione personalizzata
(misunderstanding)
dell’assistenza
Gli infermieri possono valutare
assieme l’assistito
LA QUALITA’ DELLE CONSEGNE
Alcuni suggerimenti
La consegna dovrebbe essere multidisciplinare, prevedere la presenza di tutti gli operatori
coinvolti nel processo di cura e assistenza
Le informazioni devono essere brevi, pertinenti e possono essere supportate da sistemi
informativi che identificano tutti i pazienti
Deve essere trasmesso lo stato attuale del paziente, eventuali pazienti che devono ancora essere
valutati, la precisa ubicazione di tutti i pazienti in carico e le attività pianificate e da completare
nel turno successivo
Vi deve essere un’indicazione dei pazienti che presentano un peggioramento nelle scale di
valutazione in uso
Non deve essere troppo strutturata, consegne troppo strutturate possono perdere importanti
aspetti sulla cura del paziente
La consegna deve essere di durata sufficiente e programmata ad un orario prestabilito, noto a
tutti gli operatori. Tale tempo deve essere dedicato esclusivamente a questa attività, salvo
eccezioni per le emergenze
È necessaria a tutti i cambi turno e in orario di lavoro
Dovrebbe avvenire vicino alle aree di lavoro e in locali di grandezza adeguata a consentire a tutti
di partecipare comodamente
Lo stile di consegna può cambiare a seconda del contesto e delle esigenze locali. Tutte le modalità
di consegna necessitano di essere studiate e progettate con linee guida in modo da garantire un
appropriato scambio di informazioni
QUALI INFORMAZIONI: CRITICITA’
Quali informazioni: criticità
- Spesso le informazioni sono riportate in forma di giudizi soggettivi e generici (ad esempio “bene”
“un po’ migliorato”) che rendono difficile un confronto
- A volte sono utilizzati vocaboli gergali con abbreviazioni condivise nel contesto ma difficilmente
interpretabili
- A volte le informazioni sono ricche, ridondanti soprattutto nel paziente in condizioni critiche,
mentre sono più povere quando il paziente è stabile e ricoverato da tempo
Informazioni ritenute essenziali
Nome (attenzione alle omonimie), età, diagnosi
Trattamenti cui il pz è stato sottoposto
Capacità motoria/eliminazione/trattamenti farmacologici (NON stato psicologico e risorse sociali)
PA, FC, Bilancio, Peso
Scale di Valutazione (dolore)
APPROCCI
1. Narrativo
2. Orientato ai problemi
3. Focalizzato sugli esiti
4. Focalizzato sugli scostamenti dalla normalità
5. Orientato alla globalità del paziente
CONSEGNA NARRATIVA
- Organizzata in senso temporale
- Non strutturata
- Impegna tempo e risorse
CRITICITA’: INTERRUZIONI
DIFFICOLTA’ DI SINTESI E MEMORIZZAZIONE
NON ACCURATA, IMPRECISA, INEFFICIENTE
APPROCCIO ORIENTATO AI PROBLEMI
1. Assicura il punto di vista soggettivo dei pazienti e la loro percezione rispetto ai problemi
2. Assicura una continua revisione della pianificazione
3. Assicura la continuità assistenziale
MODALITÀ APPROCCIO AI PROBLEMI
SOAP Dati Soggettivi (ciò che il paziente afferma)
Dati Oggettivi (parametri vitali e dati derivati da osservazione clinica)
Analisi: interpretazione e spiegazione dati
Piano: interventi da mettere in atto per risolvere o prevenire il problema
PIE/APIE (Accertamento) Esprime l’andamento dei problemi:
Riformula e riassegna le priorità ogni 24 ore ai problemi rilevati con un report conciso di ciò che è stato
fatto e dei risultati ottenuti
PART
Come PIE, con aggiunta del Teaching (registrazione dell’attività educativa)
A= Analysis P= Plan I= Intervention
E= Evaluation R= Revision T= Teaching
APPROCCIO FOCALIZZATO SUGLI ESITI
- Centrato sui pazienti e sugli esiti (superamento di problema o sintomo o miglioramento)
- Rispetto all’approccio ai problemi cambia il Focus
APPROCCIO PER SCOSTAMENTI
- Basato su sistemi di standard, protocolli e parametri di valutazione
- Sono documentate o riferite solo le variazioni o eccezioni alla norma
APPROCCIO PER CURE GLOBALI
SBAR (Situation, Background, Assessment, Reccomendation
PACE (Patient/Problem, Assessment/ Actions, Continuity, Evaluation)
Efficace soprattutto nella trasmissione delle informazioni verbali e nei briefing multiprofessionali quando è
discussa la situazione del paziente L’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
COMPLESSITA’ E La complessità assistenziale e il
PRIORITA’ modello di valutazione della
complessità
Gestione del tempo
Gestione delle priorità
La supervisione e l’attribuzione delle attività
Classificazione dei pazienti e complessità delle cure infermieristiche
- Approccio basato sul grado di acuità dei pazienti
- Approccio basato sulla complessità assistenziale
IL MODELLO DELL’ACUITÀ
Variabili:
- Severità dei pazienti
- Intensità delle cure
- Paziente acuto
- Reparto per acuti
ACUITA’ DEI PAZIENTI: SEVERITA’
- Tempo di inizio o di insorgenza della malattia
- Durata, utilizzata per differenziare i pazienti e le strutture in acuti, post acuti o cronici
- Severità, per indicare la gravità fisica e/o psicologica delle condizioni del paziente
INTENSITÀ DEL BISOGNO DI CURE: OPERATORI
intensità di cura inteso come impegno richiesto a medici e infermieri in termini di tempo, abilità,
concentrazione mentale e vigilanza.
INTENSITA’ DELLE CURE
- quantità di assistenza infermieristica richiesta da quel gruppo di pazienti entro un certo tempo;
- carico di lavoro determinato dai problemi e dal grado di autonomia/dipendenza dei pazienti ma
anche da fattori organizzativi quali la dislocazione dei materiali e i percorsi
- complessità dell’assistenza richiesta che dipende dalle abilità, dalla concentrazione, dalla
frequenza della sorveglianza e del monitoraggio
RELAZIONE TRA SEVERITA’ E INTENSITA’
ACUITA' LINEARE: all’aumentare della gravità
della malattia aumenta l’intensità
assistenziale
GRAVITA' DELLA INTENSITA' NON LINEARE: L’intensità assistenziale
MALATTIA ASSISTENZIALE aumenta in pazienti con condizioni cliniche
stabili
La relazione dipende dagli obiettivi del trattamento
CONIDIZIONI BISOGNI DI
FISICHE E ASSISTENZA IL MODELLO DELLA COMPLESSITA’
PSICOLOGICHE DEL INFERMIERISTICA
PAZIENTE ASSISTENZIALE
VARIABILI DELLA COMPLESSITA’ ORGANIZZATIVA
Complessità - Incertezza
Carico di lavoro
assistenziale - Interdipendenza
- Discrezione decisoria decentrata
- Dimensione
Map: modello assistenziale professionalizzante
IL MAP
1. Teoria della complessità
2. Modello di analisi della complessità assistenziale
3. Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute (ICF)
COMPLESSITA’
BASSA : paziente stabile sia dal punto di vista clinico che cognitivo. Prescrizioni mediche di competenza
infermieristica molto contenute.
MEDIA : paziente stabile sia dal punto di vista clinico che cognitivo. Necessità di interventi inerenti al
processo diagnostico e terapeutico di competenza infermieristica ripetuti più volte nella giornata.
ALTA – SEMI INTENSIVA : paziente instabile dal punto di vista clinico e/o cognitivo.
Necessità di:
ridefinizione del piano assistenziale in rapporto all’evoluzione del quadro clinico;
di frequenti controlli ed informazioni/istruzioni (anche dei caregiver);
di monitoraggio continuo sia per attuare interventi assistenziali di competenza infermieristica
sia per la ridefinizione del piano assistenziale e del programma diagnostico/terapeutico.
INTENSIVA : paziente in condizioni cliniche molto gravi o suscettibili di aggravamento, necessità di
supporto vitale e di monitoraggio continuo di specifica competenza infermieristica.
DIMENSIONE DI STABILITA’ CLINICA
Frequenza cardiaca Sanguinamenti: app. G.E. Inferiore
Ritmo cardiaco Sanguinamenti: app. Resp. Sup.
Pressione sanguigna Sanguinamenti: app. Resp. Inf.
Ritmo respiratorio Sanguinamenti: apparato urinario
Saturazione ossigeno Sanguinamenti: apparato genitale
Termoregolazione Riposo
Glicemia Sensazione di dolore
Stato della cute
Diuresi
Defecazione
Emesi
DIMENSIONE DELLA RESPONSIVITA’
COSCIENZA Vigile
Soporosa
Non responsiva
ORIENTAMENTO Orientata
Disorientata
Confusa
Non valutabile in quanto persona assistita non responsiva
EMOZIONI Assenza di ansia
Ansia moderata/preoccupazione
Ansia marcata/agitazione
Ansia severa/paura/depressione
Non valutabile in quanto persona assistita non responsiva
COMUNICARE In grado di comunicare i propri bisogni apertamente
In grado di comunicare i propri bisogni con molta difficoltà o solo se
stimolata
Non in grado di comunicare i propri bisogni in quanto straniera
Non in grado di comunicare i propri bisogni a causa della propria disabilità
(per
esempio: persona assistita autistica, afasica)
Non valutabile in quanto persona assistita non responsiva
COMPRENDERE E POSSEDERE In grado di comprendere: non necessita di informazioni
LE INFORMAZIONI RELATIVE In grado di comprendere: necessita di informazioni
AL PERCORSO Non in grado di comprendere: non necessita di informazioni
DIAGNOSTICO TERAPEUTICO Non in grado di comprendere: necessita che il caregiver o in sua assenza
ED ASSISTENZIALE chi preposto
si sostituisca a lei nell'acquisire informazioni
PRENDERE DECISIONI In grado di autodeterminarsi: non necessita di prendere decisioni
RELATIVE AL PERCORSO In grado di autodeterminarsi: necessita di prendere decisioni
DIAGNOSTICO TERAPEUTICO Non in grado di autodeterminarsi: non necessita di prendere decisioni
ED ASSISTENZIALE Non in grado di autodeterminarsi: necessita di supporto per prendere
decisioni
Non in grado di autodeterminarsi: necessita che il caregiver o in sua
assenza chi preposto si sostituisca a lei per prendere decisioni
IL PRENDERSI CURA DELLA In grado di gestire in autonomia il proprio progetto di salute: non necessita
PROPRIA SALUTE di
interventi informativi e/o educativi
In grado di gestire in autonomia il proprio progetto di salute: necessita di
interventi informativi e/o educativi
Non in grado di gestire in autonomia il proprio progetto di salute: non
necessita
di interventi informativi e/o educativi
Non in grado di gestire in autonomia il proprio progetto di salute: necessita
che
il caregiver o in sua assenza chi preposto si sostituisca a lei nell'acquisire
interventi informativi e/o educativi
DIMENSIONE INDIPENDENZA
1. Cambiare la posizione nel letto
2. Trasferimento dal - al letto
3. Camminare e spostarsi
4. Lavarsi
5. Mangiare
6. Contineneza urinaria
7. Continenza fecale
CONTESTO
Caregiv
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-
Organizzazione dei processi assistenziali
-
Metodologia e Organizzazione dei Processi assistenziali
-
Organizzazione sanitaria
-
Organizzazione d'impresa