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Organizzazione aziendale

È il complesso delle modalità di divisione del lavoro e del coordinamento tra attività interdipendenti tra loro.

Divisione del lavoro

Scomporre in attività più semplici quelle complesse e assegnare la responsabilità della loro gestione ad attori diversi.

Coordinamento

Comportamento individuale o collettivo che risponde ad una pluralità di modelli, è la regolazione efficace tra attori e attività.

Forme di interdipendenza

  • Transazionale: Si riferisce al trasferimento di beni o servizi attraverso un'interfaccia tecnicamente separabile.
  • Associativa: Si riferisce alla condivisione di risorse e all'unione degli sforzi per il raggiungimento di un comune scopo.
  • Semplice: Le relazioni tra gli attori sono univoche.
  • Complessa: Le relazioni tra gli attori sono biunivoche.

L'attore organizzativo e le sue caratteristiche

L'attore organizzativo è l'unità di analisi elementare, inteso come individuo o gruppo caratterizzati da percezioni e preferenze omogenee in relazione al problema sotto esame.

L'attore organizzativo è caratterizzato dall'avere una serie di diritti:

  • Diritto di azione, ossia il diritto di svolgere un'attività.
  • Diritto di decisione, ossia il diritto di decidere come svolgere quell'attività.
  • Diritto di informazione, ossia il diritto di essere informato sullo svolgimento di altre attività.
  • Diritto di controllo, ossia il diritto di poter rilevare e valutare i risultati.
  • Diritto di proprietà.
  • Diritto di ricompensa.

Inoltre, l'attore svolge attività economiche ma è un uomo amministrativo, infatti secondo Simon, l'attore è proprio un uomo amministrativo che si basa sulla teoria della razionalità limitata, cioè che i problemi sono infiniti e non esiste un modo specifico per risolverli e quindi l'individuo accetta le soluzioni che secondo lui sono più giuste. (Teoria dell'accettabilità)

Le variabili di valutazione degli output

  • Efficienza: Produrre output con meno risorse possibili.
  • Efficacia: Produzione degli output avvenuta con successo.
  • Pareto-efficienza: Soluzioni tali per cui non se ne possano trovare altre che comportino incrementi di utilità per uno o più attori senza danno per altri.
  • Equità: Sostanziale e procedurale.

Le risorse

Secondo Grandori le risorse sono classificate in:

  • Umane: Insiemi di conoscenze e competenze, difficilmente separabili e trasferibili.
  • Tecnologiche: Strumenti che incorporano conoscenze, indipendenti dai loro progettatori, facilmente separabili e trasferibili.
  • Finanziarie: Indipendenti da specifici attori e sono risorse facilmente trasferibili.

La teoria della razionalità limitata (Simon)

È una teoria della ricerca in quanto è un'attività di individuazione e soluzioni di problematiche. Inoltre, secondo Simon i problemi e le alternative sono potenzialmente infiniti, e i processi di ricerca non possono produrre risultati ottimali, quindi l'individuo accetta le soluzioni che secondo lui sono più giuste. (Teoria dell'accettabilità)

Conoscenze e competenze (tipologie)

Conoscenze paradigmatiche

Sono conoscenze accettate per convenzione infatti non sono soggette a discussione o verifica in quanto non sarebbe conveniente partire da zero altrimenti si incorrerebbe in costi elevati ed errori di valutazione. Le azioni che ne derivano sono soggette a processi di selezione naturale.

Conoscenze esperienziali

Sono acquisite dall'attore attraverso la propria esperienza passata (learning by doing) o attraverso l'osservazione di esperienze altrui (vicarious learning). Le azioni che ne derivano sono soggette a processi di apprendimento osservativo e vicario.

Conoscenze esplicite

Sono acquisite tramite processi di ricerca e di apprendimento e sono facilmente codificabili e trasferibili.

Competenze

Sono l'insieme di caratteristiche strutturali dell'attore e delle risorse che può mobilitare al suo interno e di ciò che è capace di fare, si dividono:

  • Competenze innate: È lo strato più profondo perché sono nascoste nella parte sommersa di ogni singolo attore e, spesso, non si sa nemmeno di possederle. Sono paragonabili alle conoscenze paradigmatiche.
  • Skills e abilità: Sono competenze più esterne e più facili da sviluppare perché apprese in maniera esperienziale diretta o tramite osservazione. Per questo, esse sono paragonabili alle conoscenze esperienziali.
  • Nozioni e preparazione professionale: Esse rappresentano lo strato più esterno, più modificabile e più trasferibile. Sono spesso chiamate “competenze tout-court” e sono paragonabili alle conoscenze esplicite.

Specificità e specializzazione delle competenze

La specializzazione si collega all'ampiezza del campo del sapere in cui si è esperti (grado di specializzazione), mentre la specificità è la tipologia di compito che operativamente si va ad eseguire.

Processo decisionale (caratteristiche)

Input decisionali

La definizione di problemi: esprimere e rappresentare un problema in modo dettagliato e funzionale alla sua risoluzione. Tale definizione può essere:

  • Soggettiva: Frutto di un modello mentale di un attore
  • Elettiva: Si considerano alcuni aspetti della realtà trascurandone altri.

Inoltre il problema può essere:

  • Strutturato: Ben definito
  • Non strutturato: Non chiaramente definito

La ricerca di informazioni e soluzioni alternative è una tendenza della nostra mente ad indirizzare e limitare inconsapevolmente la ricerca in certe direzioni. Le cause provengono da 3 patologie: disponibilità, rappresentatività e ancoraggio.

Gli antidoti a queste 3 patologie sono: check-list e uso dei gruppi.

La trappola dell'apprendimento è composta dalla trappola dell'autoconferma (tendenza a creare esempi confermativi alle proprie ipotesi d'azione piuttosto che contro-esempi), e dagli errori di attribuzione casuale (se i risultati di un'azione sono positivi, l'attore tende a prendersi i meriti, se i risultati sono negativi tende ad attribuire la causa ad altri fattori).

Output decisionali (soluzione scelta) / strategie decisionali

In questo caso parliamo di strategie decisionali che sono di 3 tipi:

  • Strategie decisionali ottimizzanti: Che si ispirano a modelli di razionalità deduttiva. Un esempio importante è il break-even point in quanto applicando questo modello si riesce a definire per ogni soluzione qual è il corrispondente livello di perdita e di ricavo. La strategia decisionale ottimizzante ha dei limiti in quanto si applica solo a problemi che hanno un numero definito di alternative e a problemi mai avvenuti in precedenza (ex ante).
  • Strategie decisionali euristiche: Si applica quando il problema è meno strutturato e le alternative sono infinite. In questa strategia si usa un modello detto satisficing ovvero si cercano soluzioni soddisfacenti e non migliori in assoluto. Il limite è che in genere è più semplice applicare questa strategia ex-post, cioè applicarla a problemi già avvenuti in passato e che si ripetono nel presente.
  • Strategie decisionali automatiche: L'individuo mette in atto delle azioni automaticamente, basandosi sull'esperienza passata e sulle convenzioni. Si fa riferimento a:
    • Modelli incrementali: Adottati da attori sprovvisti di obiettivi precisi e con poca esperienza riguardo al problema. Il limite di questa strategia è che è possibile che piccole variazioni provochino grandi variazioni.
    • Modelli del rinforzo e cibernetici: Tali modelli si basano sul principio o teoria del rinforzo.

Teoria del rinforzo

Le azioni che fanno registrare effetti positivi devono essere tenute in memoria e ripetute in simili occasioni, inoltre, questa tipologia di azione non sviluppa conoscenze e competenze particolari.

La motivazione

L'insieme dei motivi che ci spingono ad agire.

Teorie della motivazione

Teorie del contenuto

  1. Gerarchia dei bisogni di Maslow: Un bisogno consiste nella percezione di un gap (divario) o di un deficit da colmare per raggiungere la situazione desiderata. Maslow suddivide i bisogni in 5 classi: fisiologici, di sicurezza, di appartenenza, di stima e di auto-realizzazione. Tali bisogni si suddividono ancora in bisogni di ordine superiore e di ordine inferiore, e questi ultimi vanno soddisfatti prima che la necessità di soddisfare i bisogni di ordine superiore si faccia più forte.
  2. Il modello dei fattori duali di Herzberg: Egli suddivide i bisogni in due classi: fattori igienici, i quali identificano bisogni percepiti come deficit rispetto ad uno standard e generano insoddisfazione se non trovano risposte; fattori motivanti, i quali identificano bisogni percepiti come surplus e generano spinte positive all'azione per conseguire un'alta soddisfazione.
  3. Modello di McClelland: Secondo McClelland i bisogni vengono appresi in base alla cultura e al contesto in cui l'individuo è inserito e in base alla sua esperienza. Egli divide i bisogni in 4 classi:
    • Successo-riuscita (bisogno di portare a termine un compito con successo)
    • Potere (bisogno di imporsi all'attenzione altrui, stabilire, mantenere o ristabilire il proprio prestigio o potere)
    • Affiliazione (bisogno di interazione sociale e bisogno di stringere relazioni con altre persone)

Teorie del processo

  1. Goal setting: In questo modello, gli "obiettivi" o "goal" sono percepiti come traguardi da raggiungere e le azioni svolte sono il mezzo per il loro raggiungimento. Un obiettivo o goal è definito come un livello di performance; il livello di performance realizzate dipende da: grado di difficoltà degli obiettivi, grado di precisione degli obiettivi, grado di autodeterminazione degli obiettivi.
  2. Modelli del rinforzo e cibernetici (vedi sopra)

Autorità

L'autorità è una relazione di potere asimmetrica ma legittima, cioè accettata da tutte le parti coinvolte.

Le diverse forme di autorità

  • Autorità basata sulla competenza: Per far sì che un membro sia autoritario (ovvero leader) deve avere delle competenze tali da meritarsi fiducia.
  • Autorità basata sull'efficienza decisionale: In questo caso si nomina una figura autoritaria (o leader) con lo scopo di organizzare le azioni di un elevato numero di attori interdipendenti in modo da risolvere il problema in maniera efficiente ed efficace.
  • Autorità arbitrale: In questo caso gli interessi sono in conflitto e gli attori non sono in grado di risolvere tale situazione da soli. Quindi, si nominerà una figura autoritaria che avrà il compito di regolare tale conflitto, che dovrà essere neutrale e altamente competente riguardo la materia.
  • Autorità basata sullo scambio: Quando gli interessi sono diversi tra autorità e chi la subisce, tali interessi possono essere regolati da un accordo o "contratto sociale" di scambio. È tipica nelle relazioni di potere legittimato.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/10 Organizzazione aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher raffaele91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Napoli - Parthenope o del prof Briganti Paola.
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