La teoria organizzativa
La teoria organizzativa ci aiuta a spiegare cosa è successo nel passato e a prevedere cosa
potrebbe succedere in futuro, per poter gestire l’organizzazione in modo più efficace.
Le organizzazioni non sono statiche, ma si adattano ai cambiamenti dell’ambiente esterno.
Sfide che si presentano alle organizzazioni:
Globalizzazione: mercati, tecnologie ed organizzazioni sono sempre più interconnesse. Le
aziende collocano o possono collocare le diverse parti dell’organizzazione ovunque ci sia un
vantaggio economico. Una tendenza a questo collegata è l’outsourcing mondiale.
Competizione più intensa: la crescente interdipendenza dell’economia mondiale porta a
vantaggi competitivi e a maggiore complessità ambientale. I consumatori chiedono prezzi
più bassi per beni e servizi.
Etica e responsabilità sociale: i manager subiscono forti pressioni da parte dei governi
e dell’opinione pubblica affinché le loro organizzazioni rispettino standard etici e
professionali di alto livello.
Rapidità di risposta: rapidità e incisività di risposta ai cambiamenti ambientali. Nel
ventesimo secolo l’ambiente economico era relativamente stabile. Esso inizia a cambiare
negli anno ’80. I clienti si aspettano inoltre prodotti e servizi personalizzati.
Fabbrica e ufficio digitali: si sviluppa l’e-business.
Diversità: la forza lavoro sta cambiando in termini di età, sesso, razza, nazionalità,
preferenze sessuali, abilità fisiche.
Organizzazioni
Le organizzazioni sono entità sociali guidate da obiettivi, progettate con un sistema di attività
strutturate e coordinate, che interagiscono con l’ambiente esterno.
Entità sociali
insieme di persone che si relazionano all’interno di un contesto di relazioni sociali.
Guidate da obiettivi
Le organizzazioni nascono perché gli individui non riescono singolarmente a perseguire obiettivi e
per questo motivo si aggregano in organizzazioni (→ funzione strumentale)
Progettate con un sistema di attività strutturate e coordinate
Le organizzazioni vengono progettate e riprogettate alla ricerca di efficienza e al variare dei
problemi da risolvere.
Interagiscono con l’ambiente esterno
Nessuna azienda sopravvive se non è coerente con la domanda dei mercati, la struttura della
concorrenza e l’avanzamento della tecnologia. Dall’ambiente esterno si traggono le risorse
necessarie e ad esso bisogna poi distribuire i beni ed i servizi prodotti.
Organizzazioni possono avere scopo di lucro oppure non averlo, in questo caso si dicono no profit.
Inoltre le organizzazioni:
Mettono insieme risorse per raggiungere specifici obiettivi;
Producono i beni ed i servizi che i clienti desiderano a prezzi competitivi;
Cercano modi innovativi per produrre e distribuire beni e servizi più efficientemente anche
attraverso l’e-business e l’uso delle tecnologie informatiche;
Si adattano ed influenzano un ambiente esterno in veloce trasformazione;
Rispondono alle sfide in termini di diversità della forza lavoro e di crescente attenzione per
l’etica e la responsabilità sociale.
Evoluzione della teoria e della progettazione
organizzativa
La nascita del sistema di fabbrica durante la rivoluzione industriale porta a nuovi problemi per le
organizzazioni.
Scientific management (Frederick Winslow Taylor; ingegnere industriale statunitense, fondatore
dell’organizzazione scientifica del lavoro).
Il miglioramento dell’efficienza e della produttività del lavoro può essere conseguito mediante
metodi e tempi di lavoro determinati tramite metodologie scientifiche.
Taylor elabora un sistema di incentivi salariali per incrementare l’output.
Le decisioni basate sulle consuetudini devono essere sostituite con procedure sviluppate dopo uno
studio delle singole situazioni; bisogna scegliere i lavoratori in possesso delle capacità adeguate.
Scientific management Direzione amministrativa
Si focalizza principalmente sul lavoro svolto in Si rivolge alla progettazione ed al
fabbrica. funzionamento dell’azienda nel suo complesso.
Hanno dato le idee fondamentali per una maggiore produttività.
Esperimenti di Hawthorne
Un miglior rapporto psicologico con i dipendenti porta ad un aumento della produttività.
Configurazione organizzativa
Tipologie organizzative di Mintzberg: in ogni organizzazione ci sono 5 parti.
Vertice strategico : compie le strategie e le decisioni principali, tiene sotto controllo tutti i
sottosistemi, gestisce il personale, interagisce con gli istituti di credito… fornisce la guida per
l’intera organizzazione.
Linea intermedia : è responsabile dell’implementazione e del coordinamento a livello di unità
organizzative ed è responsabile della mediazione tra il vertice strategico ed il nucleo operativo.
Nucleo operativo : comprende le persone che effettuano il lavoro basilare dell’organizzazione.
Produce gli output in termini di prodotti e servizi. È quindi costituito dal reparto produttivo nelle
aziende manifatturiere.
Tecno-struttura : aiuta l’organizzazione ad adattarsi all’ambiente, gli addetti sono ad esempio
ingegnerei, ricercatori, informatici. È indispensabile per la creazione di innovazioni nel nucleo
operativo e aiuta l’organizzazione a cambiare e ad adattarsi.
Staff di supporto : responsabile dell’ordinato svolgimento dell’attività e della manutenzione
dell’organizzazione nelle componenti fisiche ed umane. Esempi: attività di gestione delle risorse
umane, procedure di selezione ed assunzione, pulizia degli uffici…
Secondo Mintzberg le cinque tipologie fondamentali di organizzazione possono interagire in 5
fondamentali tipologie di organizzazione:
struttura semplice: è di piccole dimensioni. Viene gestita e coordinata mediante la supervisione
diretta dal vertice, il quale è la componente fondamentale della struttura. L’obiettivo primario è
sopravvivere e consolidare la propria posizione nel settore. Il livello di specializzazione e di
formalizzazione è basso. Questa tipologia è adatta ad un ambiente dinamico perché la semplicità e
la flessibilità che la caratterizzano forniscono una più rapida gestione.
Burocrazia meccanica: è di grandi dimensioni. Il nucleo operativo è orientato alla produzione di
massa. La formalizzazione e la specializzazione sono molto elevate. L’obiettivo primario è
l’efficienza. È adatta ad un ambiente stabile perché la burocrazia non è flessibile.
Burocrazia professionale: il nucleo operativo è composto da professionisti altamente qualificati. La
tecno-struttura è ridotta o inesistente perché sono i professionisti a rappresentare il nucleo
dell’organizzazione. Gli obiettivi primari sono la qualità e l’efficienza.
Soluzione divisionale (o forma diversificata): sono azienda mature, con un piccolo vertice
strategico. Di fondamentale importanza è la linea intermedia.
Adhocrazia: si sviluppa in un ambiente complesso e mutevole. La linea intermedia, la tecno-
struttura e lo staff di supporta sono fuse insieme. Il reparto produttivo è separato dal centro
innovativo. La produzione è standardizzata.
Sintetizzando è possibile individuare 3 semplici strutture organizzative:
1. Struttura semplice: composta dal vertice strategico e dal nucleo operativo.
Il vertice strategico ha funzione di governo economico dell’azienda. Ha responsabilità di
direzione e coordinamento generale e di collegamento con l’ambiente esterno.
Il nucleo operativo svolge la funzione di trasformazione di input in output.
2. Struttura di base: composta dal vertice strategico, dalla linea intermedia e dal nucleo
operativo.
Vengono introdotti livelli di supervisione che collegano il nucleo operativo al vertice
strategico. L’obiettivo è quello di svolgere l’attività di informazione. Ha poi funzione di
controllo (controlla che vengano rispettate regole e piani) e di coordinamento (aiuta a
risolvere i problemi di gestione)
3. Struttura complessa:
Progettazione organizzativa
Obiettivo organizzativo: stato desiderato che l’organizzazione cerca di raggiungere
Missione
Fine organizzativo Obiettivi
Top management: deve determinare Strategia
Struttura organizzativa
Il processo di determinazione strategica inizia con la rilevazione delle opportunità e delle minacce
dell’ambiente esterno ma anche i punti di forza e debolezza dell’ambiente interno. L’ambiente
interno riguarda la storia dell’azienda, quello che è stato fatto in passato, le competenze distintive,
i punti di debolezza, le culture organizzative e gli stili di leadership.
Definizione e articolazione dell’intento strategico dell’organizzazione:
Sistema
Un sistema è un insieme di elementi diversi tra di loro (diverse persone, diverse unità
organizzative…) interrelati (collegati: le diverse componenti del sistema devono interagire e
comunicare) e interagenti (si scambiano informazioni, risorse…). Questa interrelazione fa si che
una variazione in un elemento comporta variazioni negli altri elementi e nell’intero sistema.
C’è il problema della interdipendenza. Questo significa che se una componente del sistema non
svolge propriamente la propria attività e non raggiunge i propri obiettivi, altre componenti ne
soffriranno. La dipendenza è dunque reciproca.
Un concetto chiave è la coerenza: le diverse componenti del sistema possono conseguire
eccellenti obiettivi individuali ma devono essere coerenti gli uni rispetto agli altri, altrimenti tutto il
sistema ne è danneggiato.
Utilizziamo il concetto di sistema aperto. Dobbiamo progettare una forma organizzativa con la
finalità di renderla adatta ad interagire con l’ambiente altrimenti l’organizzazione non si profila
perché non da gli output adeguati e richiesti.
All’inizio del secolo scorso i teorici proponevano situazioni valide in ogni tempo e luogo, si cerca il
modo migliore in assoluto. L’ambiente esterno era un dato non particolarmente rilevante.
Progettare un’organizzazione con una logica contingente: capire che ci sono una serie di fattori
che condizionano il tipo di forma organizzativa necessaria. Bisogna adattare la forma organizzativa
per raggiungere obiettivi di efficienza ed efficacia. Contingenza significa che “una cosa dipende da
altre cose”, e affinché le organizzazioni siano efficaci, ci deve essere una corrispondenza tra
l’organizzazione interna e le condizioni dell’ambiente esterno. Non ci sono soluzioni migliori in
assoluto perché ciò che funziona in un determinato contesto può non funzionare in un altro. Un
approccio contingente è la modalità con la quale vengono progettate le caratteristiche della forma
organizzativa. Dipende dagli ambienti che variano nel tempo come la cultura, l’ambiente, la
tecnologia…
Altro elemento è la proattività: non solo adattarsi ma anche essere proattivi: l’ambiente viene
letto ed interpretato, esso viene influenzato dalle organizzazioni, ad esempio certi settori industriali
hanno il potere di influenzare le politiche di incentivazione all’acquisto.
Bisogna poi saper adattare la forma organizzativa al contesto mutevole, per essere efficaci ed
efficienti. Non esiste una forma organizzativa stabile in assoluto.
Fine organizzativo
L’obiettivo di un’organizzazione è spesso chiamato missione.
Obiettivo ufficiale / formale
Condivisione di valori
Missione Visione
Strumento di comunicazione
Legittimazione degli stakeholders
Ricerca del loro “appoggio”, sono sia interni che esterni
Vantaggio competitivo
Lo scopo generale del progetto strategico è aiutare l’organizzazione a conseguire un vantaggio
competitivo sostenibile.
Competenza distintiva
La competenza distintiva di un’azienda è qualcosa che l’organizzazione fa particolarmente bene
rispetto ai concorrenti. Esempi: eccellenza nell’area di ricerca e sviluppo, nel servizio clienti di
ottima qualità…
Obiettivi operativi
Gli obiettivi operativi designano i fini perseguiti attraverso le procedure operative
dell’organizzazione e spiegano cosa l’organizzazione sta veramente cercando di fare. Essi
riguardano tipicamente i compiti primari che un’organizzazione deve svolgere. Gli obiettivi tipici
riguardano:
- La performance generale: è rappresentata dalla redditività, che può essere espressa in
termini di utile netto, utile per azione o ritorno sull’investimento. Altri obiettivi generali sono
la crescita e il valore di output
- Le risorse: gli obiettivi relativi alle risorse riguardano l’acquisizione dell’ambiente e delle
risorse materiali e finanziarie necessarie.
- Il mercato: gli obiettivi di mercati riguardano la quota o la proporzione del mercato
desiderata dall’organizzazione.
- Lo sviluppo del personale: ha a che fare con la formazione, la promozione e la crescita
dei dipendenti. Riguarda sia i dirigenti che i dipendenti.
- La produttività: riguardano l’ammontare di output ottenuto dalle risorse disponibili.
- L’innovazione e il cambiamento: questi obiettivi riguardano la flessibilità interna e la
prontezza nell’adattarsi a cambiamenti inaspettati nell’ambiente in cui opera
l’organizzazione. Strategia e struttura
I manager devono selezionare opzioni di strategia e struttura che possono aiutare l’organizzazione
a raggiungere il suo fine ed i suoi obiettivi, all’interno dell’ambiente competitivo in cui opera.
Strategia: piano per l’interazione con l’ambiente competitivo, volto a raggiungere gli obiettivi
organizzativi (modo con il quale l’azienda arriverà agli obiettivi (fini) che vuole realizzare).
Strategie competitive di Porter
Porter ha suggerito che i manager possono formulare una strategia mirata a rendere
l’organizzazione più redditizia e meno vulnerabile se comprendono cinque forze che agiscono
nell’ambiente competitivo:
Minaccia di nuovi entranti: può mettere sotto pressione le aziende già esistenti,
costringendole ad abbassare i prezzi;
Potere dei fornitori: fornitori grandi e potenti possono chiedere prezzi più alti, ridurre i
servizi o la qualità. Sono fattori significativi per determinare il potere dei fornitori la
concentrazione degli stessi e la disponibilità di sostituti.
Potere dei clienti: al contrario dei fornitori, i clienti possono spingere i prezzi al ribasso,
chiedere migliori servizi o maggiore qualità, aumentando i costi per l’azienda fornitrice.
Minaccia di prodotti sostitutivi: il potere dei prodotti alternativi o sostitutivi può essere
influenzato da molti fattori, come la variazione di prezzo, le nuove tecnologie ecc..
Rivalità tra concorrenti: la rivalità tra concorrenti è influenzata dalle quattro precedenti
forze. Porter ha parlato di “battaglia pubblicitaria” per descrivere la ”lotta” tra aziende dello
stesso settore.
Secondo Porter un’azienda può guadagnare un vantaggio competitivo adottando una strategia
competitiva di differenziazione, di leadership di costo, o di focalizzazione.
Differenziazione: le organizzazioni cercano di differenziare i propri prodotti o servizi dagli
altri competitori all’interno di uno stesso settore. È una strategia che si rivolge a una
clientela che non da importanza al prezzo. Le aziende che perseguono questo tipo di
strategia, necessitano di solide capacità di marketing e di dipendenti creativi. C’è molta
ricerca e innovazione.
Leadership di costo: questo tipo di strategia cerca di incrementare la quota di mercato,
mantenendo bassi costi rispetto alle imprese concorrenti. In questo tipo di strategia
l’azienda cerca la massima efficienza degli impianti. Vi sono elevati volumi di beni
standardizzati.
Focalizzazione: l’organizzazione si concentra su una specifica area di mercato o su un
determinato gruppo di acquirenti. L’azienda cercherà di raggiungere alternativamente un
vantaggio di differenziazione o un vantaggio di costo nell’ambito di un mercato ristretto.
Tipologia strategica di Miles Snow
La tipologia di Miles e Snow si basa sull’idea che i manager cerchino di formulare strategie che
possano essere congruenti con l’ambiente esterno.
Impresa esploratrice: la strategia di esplorazione consiste nell’innovare, assumere rischi e
ricercare nuove opportunità e crescere. È una strategia che si adatta bene agli ambienti dinamici e
instabili, con un alto livello di incertezza. Troviamo l’esplorazione di nuove nicchie di mercato e di
nuove tecnologie. Questo tipo di azienda si concentra sull’apprendimento, ha una struttura
flessibile e decentralizzata e garantisce ampi spazi all’area della ricerca. Esempio Apple.
Impresa difensiva: questo tipo di strategia consiste nel mantenere i propri clienti senza innovare
ne crescere. È una strategia efficace all’interno di un ambiente stabile o in un settore in declino. I
clienti sono quindi fidelizzati. Questo tipo di azienda è orientata all’efficienza, ha un’autorità
decentralizzata e attua uno stretto controllo sui costi e un’attenta supervisione. La
responsabilizzazione dei dipendenti è limitata. Esempio Paramount Pictures.
Impresa analitica: viene adottata da aziende che combinano la strategia di esplorazione e quella
difensiva. Chi adotta una strategia analitica cerca di mantenere un livello di attività stabile,
innovando nello stesso tempo alla periferia. Questo tipo di azienda bilancia efficienza e
apprendimento, attua uno stretto controllo sui costi ma è allo stesso tempo flessibile. La
produzione è efficiente per le linee di prodotto consolidate. Esempio Amazon.
Impresa reattiva: non pu&ograv
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame organizzazione aziendale, prof. Bissola, libro consigliato Organizzazione aziendale, Daft
-
Riassunto esame Organizzazione aziendale, prof. Imperatori, libro consigliato Organizzazione aziendale, Daft
-
Riassunto esame Organizzazione Aziendale, prof. Manzolini, libro consigliato Organizzazione aziendale, Daft: prima …
-
Riassunto esame organizzazione aziendale, prof. Giustiniano, libro consigliato Organizzazione aziendale, Richard L.…