Oncologia
Studio, diagnosi, meccanismo e trattamenti dei tumori. È una disciplina molto ampia. Infatti, basandoci su un grafico, possiamo vedere come negli anni siano aumentate molto le morti per tumori. Il tumore è la più frequente causa di morte, probabilmente grazie anche alla nostra capacità di fare diagnosi più precise. La causa di morte per tumori cambia anche da paese a paese in base alle terapie diverse utilizzate.
Che cos'è un tumore?
Il cancro è il nome dato a un gruppo di patologie estremamente eterogenee. In ogni tipo di cancro, le cellule nell'organismo tendono a dividersi senza sosta e a diffondersi nei tessuti circostanti. Il cancro può colpire qualsiasi sede dell’organismo; alcune cellule del nostro organismo sono in grado di proliferare ma sono bilanciate tra crescita e morte. Questo equilibrio può essere perso completamente, in quanto le cellule proliferano senza mai morire.
Si può parlare di neoplasie sia liquide che solide; quelle liquide sono quelle del sistema emopoietico, come la leucemia. Nell’uomo, il tumore più frequente è quello al colon e ai polmoni, nei bambini sono la leucemia e i tumori celebrali.
Definizioni
- Neoplasia: significa nuova crescita.
- Tumore: tumefazione.
- Cancro: dal latino "cancer" (granchio) per le propaggini che hanno le masse tumorali. Si usa per indicare tumori maligni.
- Un tumore rappresenta una crescita di tessuto eccessiva e afinalistica, cioè una crescita senza obiettivo, autonoma, che non dipende da altro e può avere un’influenza ereditaria.
- Un tumore è una crescita incontrollata e scoordinata, dovuta a un gruppo di cellule.
- Una neoplasia è una massa abbondante di tessuto, la cui crescita è eccessiva, non coordinata con il normale tessuto circostante e che rimane nel tempo con lo stesso meccanismo incontrollato ed eccessivo anche se lo stimolo di partenza non c'è più.
- La formazione tumorale avviene come conseguenza di alterazioni a carico del processo proliferativo e dalle alterazioni dei meccanismi di interazione tra cellule e tra cellule e microambiente circostante. Il risultato di queste alterazioni conduce a un processo di invasività locale o a distanza, detto anche metastasi.
Studio del 2000
"Hanno fatto un grafico con al centro un tumore e intorno individuano sei caratteristiche principali del cancro:
- Indurre angiogenesi.
- Alterazioni dei processi di morte cellulare.
- Alterazione dei processi proliferativi (positivi o negativi).
- Capacità di evadere al controllo di alcuni soppressori.
- Capacità di attivare processi di invasività locale o a distanza.
- Alterazione della mortalità cellulare.
Studio del 2011
Caratteristiche nuove dal lavoro precedente:
- Alterazione del metabolismo cellulare.
- Capacità di fuga dai controlli dell’immunità.
- Capacità del tumore di promuovere controllo infiammatorio.
- Importanza della componente genetica.
Da questo lavoro fanno vedere come certe caratteristiche di malignità non vengono acquisite subito dal cancro, ma soltanto con il suo sviluppo. La caratteristica principale è che si perde organizzazione, si perdono i confini e c’è un aumento dell’angiogenesi. Se c'è più angiogenesi, il tumore sarà più maligno perché potrà spostarsi in più zone e crescere più velocemente. È importante sapere se è vascolarizzato oppure senza vasi per capire la sua aggressività.
Il melanoma
Il melanoma è un tumore maligno della cute piuttosto frequente, è probabilmente il più maligno perché, anche se è di piccole dimensioni, un paziente può avere una lesione piccola ma spesso presenta già almeno tre. Il melanoma ha una crescita verticale che invade strati sottostanti ed altri tessuti, ed è estremamente irrorato. Anche se di piccole dimensioni, si sta già muovendo in altre sedi.
- Classificazione di tipo istologico: la terapia si decide su questa. Ci possono essere mutazioni in un paziente che possono indicare anche se un paziente è più o meno soggetto a un certo tipo di cura rispetto a un'altra.
- Classificazione molecolare: si esporta una lesione e qualche cm a dx e a sx e si studia. (Colon, i tempi di taglio lavaggio e immersione in una soluzione di formalina devono essere di poco tempo. Il pezzo immerso e fissato con la formalina viene mandato in anatomia patologica dove attraverso dei processi viene studiato e poi mandata la diagnosi al paziente.)
- Classificazione TNM: tiene conto dello stato generale del paziente e ci indica quanto è esteso il tumore, se ci sono metastasi ecc. È una classificazione sistemica.
Incidenza e mortalità
Il fatto genere (maschio o femmina) cambia il tipo di tumore a cui siamo soggetti; alcuni sono più predisposti di altri per certi tipi di tumori sia in base a certi organi che a certe caratteristiche.
Incidenza:
- Uomo: prostata, polmoni, colon e vescica.
- Donna: mammella, polmone, colon e corpo dell’utero.
Mortalità:
- Uomo: polmone.
- Donna: polmone, mammella.
Il tumore non colpisce tutti con la stessa frequenza. Dal grafico possiamo vedere che, negli anni '90, ci sono state molte morti di uomini perché siamo stati in grado di individuarne di più. L’incidenza è leggermente in crescita, ma nelle tre linee più in basso che indicano la morte, si può vedere come queste tendano ad abbassarsi grazie al miglioramento delle cure per il tumore.
Il benigno di per sé non causa mai la morte del paziente, diventa dannoso per l’ospite soprattutto per le sue dimensioni o per la sede di crescita. Nell’utero si possono togliere anche tumori benigni di kilogrammi. Una qualsiasi lesione anche millimetrica può fare grandi danni; una lesione benigna nell’ipofisi può generare crisi epilettiche ecc., perché nella scatola cranica gli spazi sono pochi e crea una compressione. Questo può succedere anche nella scatola cranica e chiudere un vaso importante. Una lesione benigna del colon può tappare l’intestino, quindi quando si parla di mortalità si parla di tumore maligno, ma quello benigno può creare mortalità per i suoi effetti secondari.
L’incidenza e la mortalità dipendono molto da paese a paese, dall’ambiente, dalla cultura e dallo sviluppo di quel paese. In paesi poco sviluppati, spesso le donne non vengono portate subito in ospedale. In Giappone, il tumore è spesso per il tumore allo stomaco ma pochissimo per quello della pelle.
Sigarette
Gli studi hanno correlato le sigarette con la morte. C’è proprio una correlazione tra morte e numero di sigarette fumate al giorno. Il tumore al polmone ha, oltre all’incidenza, una forte mortalità perché le terapie difficilmente portano a remissione completa. Spesso la lesione nel polmone non è chirurgicamente asportabile e i noduli possono essere in entrambi i polmoni.
Età e cancro
L’età e il cancro hanno una relazione molto importante. Il tumore colpisce anche bambini al di sotto dei dodici mesi, che hanno una particolare leucemia. In base all’età aumenta la mortalità perché il paziente è compromesso sia dal punto di vista immunitario che per altri fattori.
Che cos'è il cancro?
È una malattia in cui una singola cellula acquisisce una serie di alterazioni, prima fra tutte, la capacità di proliferare in modo anomalo e incontrollato. Determina la costituzione di una massa tumorale (o lesione tumorale) la cui crescita eccessiva è disordinata rispetto al tessuto normale. La massa che si forma è distinguibile dal tessuto circostante, ha un aspetto fenotipico diverso dal resto perché le cellule al suo interno sono diverse come comportamento rispetto a quelle circostanti, hanno un ritmo proliferativo molto diverso. Il fatto che sia distinguibile fa sì che ci sia una vera e propria capsula intorno alla massa; se c’è questo bordo distinto tra massa e tessuto circostante, c’è l’assoluta certezza che sia benigno, poiché è confinato lì. Se non esiste il bordo o se è difficile capire dove finire e dove inizia l’altra, significa che sta sfumando verso un tumore di tipo maligno.
Una volta osservato microscopicamente, il nodulo viene esportato. La massa viene messa nella formalina e poi viene analizzata facendo delle piccole fette. Viene descritta soprattutto la parte sotto al bordo per vedere se ci sono cellule che fuoriescono dal bordo, in questo modo può dare una descrizione precisa e puntuale del tipo di tumore, maligno o benigno.
"Tumore della cervice dell’utero": a sinistra c’è ordine e minor densità rispetto a quello di destra. Il vetrino di destra mostra disordine; se guardiamo la morfologia della singola cellula vediamo che sono cambiate profondamente, cambia il rapporto tra cellula e citoplasma infatti essendo più forte il ritmo proliferativo, il nucleo è maggiore.
Tipi di tumore
Benigno:
- Localizzato, con un limite fisico quindi possiede una membrana o capsula che lo tiene separato dai tessuti circostanti. Generalmente è facilmente asportabile per via chirurgica.
Maligno:
- Tumore invasivo (cancro) che infiltra e distrugge i tessuti circostanti ed è in grado di diffondere a distanza (metastasi).
Esempi di tumore benigno
- Fibroma: tumore benigno del tessuto fibroso e della muscolatura liscia (utero). Si può trattare attraverso un’ecografia monitorandolo. Si controllano le dimensioni e se è irrorato da vasi sanguigni, cioè se appare una vascolarizzazione anomala.
- Lipoma: tumore benigno del tessuto adiposo. È frequente sia nell’uomo che nella donna e colpisce anche le fasce più giovani. Nell’uomo si trovano solo dalla pancia in su, mentre nella donna si possono trovare nella parte più bassa, cioè dalla pancia in giù. Nel lipoma c’è un aumento dei lipociti ma sono più piccoli e addossati. Se c’è un calo ponderale o uno sbalzo in positivo o in negativo del grasso, questi ne risentono molto, il grasso non si localizza dove deve andare ma si localizza nel lipoma.
- Adenoma: tumore benigno del tessuto epiteliale ghiandolare. Il problema è che la ghiandola non funziona bene e quindi il sintomo è la disfunzione della ghiandola.
- Condroma: tumore benigno a carico del tessuto cartilagineo.
- Angiomi: sono tumori delle cellule epiteliali del tutto benigni, hanno solo un danno estetico. Si trattano con il propranololo per quattro settimane al bambino appena nato e può scomparire dal 70 al 100%. L’angioma spesso è sul volto o sulla schiena. Può essere pericoloso se va a colpire alcune strutture come la bocca e ne cambia la funzione.
- Leiomioma: è un tumore benigno a carico del tessuto muscolare liscio, sempre a carico dell’utero. È diverso dal fibroma perché colpisce cellule diverse.
Esempi di tumore maligno
- Sarcoma: derivazione mesenchimale e colpisce giovani-adulti. Chemio-resistenza, è una resistenza delle cellule tumorali alle cure, non risentono di questi farmaci. Nel sarcoma il problema è che colpisce una fascia molto giovane soprattutto nei ragazzi e nella maggior parte dei pazienti si ha la chemio-resistenza, siamo impotenti di fronte a questo tipo di tumore. Se il paziente non risponde non vado mai incontro a remissione della malattia quindi continua ad evolversi dando una metastasi.
- Carcinoma: è sicuramente il più frequente e principalmente nel colon. Deriva dall’epitelio di rivestimento.
- Adeno-carcinoma: deriva dall’epitelio ghiandolare.
- Linfoma: tumore solido di derivazione linfocitaria. I linfomi si formano in tantissime zone, quindi in tutte le sedi dove ci sono vie linfonodali. Ci possono essere spesso degli aumenti di volume dei linfonodi. Il linfoma è del tutto curabile, di cui si fa una rapida diagnosi. Si può procedere con l’asportazione o radio/chemio terapia.
- Leucemia: neoplasma delle cellule bianche circolanti. Si tratta delle cellule del sistema emopoieutico. La prima grande divisione tra le cellule staminali si divide tra Linfoidi e Mieloidi, inoltre si può distinguere tra forma ACUTA e forma CRONICA. La leucemia del bambino è diversa da quella dell’adulto, si tratta quasi sempre della forma acuta. Nel bambino è ridotta la probabilità di morte perché si può raggiungere una remissione completa, c’è un 20% che però è chemioresistente.
Il termine "benigno" e "maligno" indica anche il comportamento biologico, con comportamento biologico si intende il grado di differenziazione del tessuto coinvolto e la velocità di crescita e di morte delle cellule.
Più il tumore è maligno più avrà perso le caratteristiche di differenziamento quindi sarà sempre meno specializzato. Più la cellula è riconoscibile dalle cellule di partenza, più è benigno; se la cellula è più diversa dal tessuto di partenza e quindi ha perso la sua specializzazione, più sarà alto il tuo grado di malignità.
Differenziazione
Per tumore ben differenziato si intende quel tumore che ha cellule che non differiscono molto dalle cellule normali del tessuto corrispondente. Un tumore poco differenziato o non differenziato è costituito da cellule che hanno un aspetto molto diverso dal tessuto di partenza, quindi abbiamo bisogno di analisi alternative per determinare il tessuto di origine.
Riguardo alla differenza tra benigno e maligno si può parlare di quattro caratteristiche diverse, sia morfologiche che comportamentali:
- Velocità di crescita: i benigni hanno una crescita progressiva e lenta (poi ci sono eccezioni) può fermarsi o perfino regredire, per mancanza di spazio o per un equilibrio di morte-crescita. Nel tumore maligno la crescita è più veloce e senza controllo.
- Differenziamento: il benigno è ben differenziato e capiamo da quale tessuto ha origine, il maligno è poco differenziato o ha perso del tutto le caratteristiche iniziali.
- Invasione locale: nel tumore benigno le masse sono distinte e limitate e non danneggiano il tessuto circostante. Il tumore maligno si può comportare in modo diverso ma sono capaci di infiltrare il tessuto localmente.
- Metastasi: nei tumori benigni le metastasi sono assenti, riguardano soltanto i tumori maligni. Più è differenziato più probabilmente ha creato metastasi.
Il tumore primitivo è quello di partenza, le lesioni secondarie colpiscono di solito fegato o polmoni, la cura è differente perché nello spostarsi cambiano caratteristiche. Quindi tumore primitivo e lesioni secondarie rispondono in maniera diversa.
Differenziazione
Un tumore si definisce come ben differenziato quando le cellule che lo compongono non sono poi così diverse dal tessuto da cui originano. Un tumore poco differenziato, invece, è costituito da cellule che hanno caratteristiche poco o molto diverse dal tessuto di partenza. A volte sono così differenziati che per capire il tessuto di origine bisogna fare dei marcatori specifici con degli anticorpi specifici che hanno uno preciso antigene.
Aspetti morfologici della cellula neoplastica
- Morfologia generale: il tumore differisce dal tessuto di partenza per la sua struttura o morfologia generale.
- Caratteristiche delle singole cellule: quindi osserviamo la morfologia più nel dettaglio.
- Organizzazione cellulare e come le cellule sono tenute insieme.
- Stroma: dov’è presente, quindi si osserva il microambiente tumorale.
- La componente vascolare: quindi l’irrorazione sanguigna.
- Delimitazione rispetto ai tessuti circostanti: se è distinguibile da ciò che ha intorno e se ci sono delle capsule che lo mantengono e quindi c’è una limitazione.
Queste differenze e alterazioni indicano un'anaplasia morfologica; maggiore è l’anaplasia morfologica, maggiore sarà la malignità del tumore.
Ogni singola cellula ha una sua polarità; quando andiamo ad osservare le cellule in dettaglio, possiamo vedere la sua polarità. Infatti, quando nel tumore si perde la struttura, la cellula perde la polarità. Si alterano inoltre i rapporti cellula-cellula e si perdono le giunzioni tra cellule. Più aumenta la malignità, più le cellule saranno tra loro svincolate. Nel tumore maligno le cellule non stanno più unite ma diventano sempre più mobili e capaci di spostarsi.